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Premio Raffaele Pezzuti per l’Arte, torna a Napoli con la IV edizione
Eventi Sud - terza pagina

Premio Raffaele Pezzuti per l’Arte, torna a Napoli con la IV edizione

Napoli, è partita la IV Edizione del Premio Raffaele Pezzuti per l’Arte promosso dal comune di Napoli, è possibile partecipare fino al 20 aprile.

Premio Raffaele Pezzuti per l’Arte, torna a Napoli con la IV edizione

Giunto alla IV Edizione, il Premio Raffaele Pezzuti per l’Arte, promosso dal comune di Napoli per la realizzazione di un’opera d’arte pubblica, è ormai diventato un punto di riferimento per giovani artisti italiani e stranieri che operano sul territorio italiano. Il Bando del concorso è disponibile sul sito del comune di Napoli e il termine ultimo è fissato al 20 aprile 2020.

Ma chi era Raffaele Pezzuti, questo giovane artista che stava gettando le basi per una carriera che si preannunciava brillante? Il ricordo attraverso le emozionanti parole del padre, Alfredo

“Sento sempre viva la tua energia che continua senza sosta ad attraversarmi, e la bellezza che ti apparteneva, assieme alla tua pittura, forte e travolgente – continua Alfredo Pezzuti – I tuoi colori, le mani imbrattate che davano il vero senso all’amore che hai sempre avuto per l’arte. Questo Premio è il giusto riconoscimento ad un vero e grande artista quale eri e sarai per sempre”

Raffaele si è diplomato a pieni voti all’Accademia delle Belle Arti di Napoli nel 1994 e si è poi dedicato alla ricerca personale di una strada per l’arte che sentiva dentro e di come poter meglio percorrerla.

Ragazzo dotato di una forte e particolare sensibilità per i mali del mondo, si dedicava, a soli 20 anni e all’insaputa di tutti, ad assistere senzatetto malandati e malati terminali, un’attrazione per il “dolore” che sembra quasi foriera del tragico destino al quale è andato incontro, sopraffatto, ancora una volta, dalla totalità con cui viveva i suoi sentimenti, stavolta dall’Amore, quello che aspetti per una vita intera.

“Sogno sempre un uomo che grida, quasi tutte le notti.” – così scriveva nel 2000 –  Sono io, io che cerco di sputare il male che è dentro, fuori, intorno, davanti e soprattutto dentro di me”

Quasi inevitabile pensare all’Urlo di Munch ma anche, abbassando sicuramente il livello artistico ma rispondendo pienamente al bisogno di contrastare il male, al John Coffey de Il Miglio Verde.

Il suo grido di dolore diventa, quindi, il protagonista delle sue opere.

Alla fine degli anni ’90 lascia la terra nativa alla volta di Milano, fiducioso che l’ambiente cosmopolita e ricettivo della grande città potesse corrispondere ai suoi bisogni espressivi, ha lavorato duramente per ritagliarsi uno spazio e ci stava riuscendo con grande soddisfazione quando trovò la morte, l’11 novembre 2002, in una tragica ed impensabile circostanza.

Da quel giorno il papà Alfredo non si è dato pace, ha cercato in tutti i modi di far vivere e rivivere il figlio portando fuori dalle mura di casa le sue opere, per dar loro quella dignità artistica che era certo possedessero.

Il risultato di tale impegno arriva con un catalogo a seguito di due mostre di cui una, importante, nel 2009, nella sala Leopardi della Biblioteca Nazionale di Napoli, successo conseguito grazie anche alla collaborazione preziosa di Mauro Giancaspro e Alessandra Clemente.

Ma non era ancora pienamente soddisfatto Alfredo Pezzuti, voleva qualcosa che rimanesse e che fosse trasmesso ad altri giovani talentuosi come il suo Raffaele, arriva così, nel 2015, il Premio “Raffaele Pezzuti per l’Arte”, fortemente voluto da tutto l’assessorato ai giovani e da uno dei dirigenti in particolare, il noto scrittore Pino Imperatore.

“In qualità di dirigente del Servizio Giovani e Pari Opportunità del Comune di Napoli, mi sono occupato io in questi anni, in stretta collaborazione con lo staff dell’assessorato ai Giovani guidato da Alessandra Clemente, dell’organizzazione del premio – ha dichiarato Imperatore – il cui intento è di ricordare la figura del giovane pittore napoletano Raffaele Pezzuti, scomparso a 30 anni in tragiche circostanze, e individuare nuovi talenti nel campo dell’arte.

L’iniziativa, fortemente voluta dai familiari di Pezzuti, in ogni edizione ci dà conferma della presenza, nel mondo giovanile, di una formidabile creatività artistica che merita di essere valorizzata e di ottenere la giusta visibilità presso il grande pubblico”

E la visibilità è sicuramente assicurata all’opera vincitrice del Premio, visto che sarà installata negli spazi del corridoio di collegamento tra la stazione Piazza Fuga della Funicolare Centrale e la stazione Vanvitelli della linea 1 della Metropolitana di Napoli, inoltre, come si legge nell’avviso pubblico del Bando

“Le attività direttamente collegate allo svolgimento del Premio prevedono anche l’organizzazione di un evento espositivo nel quale saranno presentati i primi dieci progetti selezionati e l’esposizione per un anno delle dieci opere finaliste, in formato 190×130 cm, presso la stazione “Piazza Fuga” della Funicolare Centrale. Unitamente all’evento sopra descritto, sarà realizzato un catalogo che documenti le biografie degli artisti finalisti selezionati e i lavori presentati.”

Il tema scelto per la IV edizione del Premio è “Napoli tra esotismo e fondamento europeo” a sottolineare, in modo oggi più che mai aderente alla realtà, la duplice anima di questa città che, da sempre, fonde l’antico con il moderno, il sacro e il profano in un armonico incontro-scontro che trasforma la città in una sorta di pirandelliano “una nessuna e centomila”, ponendola al cuore di quell’Europa che tanto ha ancora da imparare dal modo partenopeo di accogliere ed andare incontro alla diversità.

Un tema che ben si accorda con quello che da sempre è lo spirito con cui è nato il Premio, cioè quello di “creare un modello per combattere alla radice le occasioni che conducono molti giovani della città a fuggire da Napoli o ad entrare in contatto con la criminalità. La creatività, in qualunque forma essa si manifesti, è l’unica “arma” con cui respingere a priori la violenza diffusa sul territorio”

Giusy Somma

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