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Sud - politica

“Non siamo a Napoli”, i vergognosi cartelli apparsi sui cassonetti di Pordenone: la reazione di De Magistris

“Non siamo a Napoli”, i vergognosi cartelli apparsi sui cassonetti di Pordenone, la reazione di De Magistris: “Se il responsabile dovesse essere un dipendente comunale ci aspettiamo dei provvedimenti dal sindaco”

Questa mattina sono iniziati ad apparire una serie di cartelli appesi ai cassonetti della spazzatura di Pordenone recitanti il testo “Lasciare pulito, non siamo a Napoli“. Le foto, postate su facebook da alcuni cittadini indignati per questo luogo comune che troppo spesso si trasforma in discriminazione territoriale, sono giunte fino al Comune partenopeo che ha deciso di agire fermamente denunciando l’accaduto.
Servirsi del nome di Napoli come esempio di negatività è diventata abitudine deprecabile – scrive Flavia Sorrentino, responsabile dello Sportello “Difendi la Città” -, discutibile e contestabile. Numerose segnalazioni da parte dei cittadini sono pervenute allo sportello difendi la città e sui social l’eco non è mancata a testimonianza di come sia sempre più forte la risposta di orgoglio di tanti napoletani che non si rassegnano alle offese. Confidiamo che questo gesto non rispecchi il suo pensiero nè il pensiero della maggioranza dei pordenonesi”.
Sul caso si è espresso anche l’assessore all’Ambiente del comune di Napoli, Raffaele Del Giudice, mostrando degli articoli sull’emergenza rifiuti apparsi sui media non della campania ma di altre regioni d’italia:“Napoli è culla di civiltà. Il bene per le nostre città – ha sottolineato Del Giudice – deve sempre essere custodito e valorizzato, in tutta italia, in tutta europa, in tutto il mondo. Quella scritta non rappresenta Pordenone ma sappiamo che Napoli non si sarebbe mai espressa utilizzando quella frase. Quei cartelli vanno gettati nei contenitori della spazzatura” nella carta, mi raccomando.
Decisa anche la reazione del primo cittadino Luigi De Magistris: che si è rivolto direttamente al primo cittadino di Pordenone per chiedergli di intervenire “in prima persona per la rimozione immediata dei cartelli” e di prendere “tutti i provvedimenti necessari se il responsabile di tale gesto dovesse essere un dipendente comunale. Diversamente, il Comune, interverrà in tutte le sedi opportune per tutelare il buon nome e l’immagine della città di Napoli“.

Ma da Pordenone, il sindaco Alessandro Ciriani, sostiene che si è trattato “dell’iniziativa di un cretino” . “Pordenone non ha nulla a che fare con questa persona“. Pordenone, ha ricordato, “ha una storia che parla da sé“. Quel cartello, ha proseguito, “ha indignato tutti, pordenonesi di oggi e di ieri, napoletani che abitano qui da sempre e appena arrivati, ma non dobbiamo ingigantire questa storia: il Comune non solo ha preso le distanze, ma ha già provveduto, appena informato dell’accaduto, a rimuovere i cartelli

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Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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