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Castellammare, il Palazzo del Fascio è abbandonato a se stesso: LeU denuncia procedure non a norma

L’inaugurazione del Palazzo del Fascio era prevista per il 2015. La sezione di Castellammare di LeU denuncia: “Troppi ritardi, errori, pesano sul mancato completamento di quest’opera”

Il Palazzo del Fascio, che è stato il nodo cruciale per diverse amministrazioni, non sembra trovare pace. La sezione di Castellammare di Stabia di Liberi e Uguali si inserisce alla serie di denunce ed attacca il Comune: “Va rivista la determina N.25 del 20 marzo, con la quale si è dato l’incarico a Francesco Schettino di collaudatore della biblioteca, ex Palazzo del Fascio”.

“Non ci muove nessuna volontà di sollevare polveroni e di creare problemi – sottolineano gli esponenti di LeU – la biblioteca deve essere restituita ai giovani e alla città. Troppi ritardi, errori, pesano sul mancato completamento di quest’opera che era previsto per il 2015. L’amministrazione Pannullo in due anni non è riuscita a venire a capo di niente».

Secondo Liberi e Uguali, le procedure adottate per la gestione dei lavori presentano alcune criticità. In particolare, sottolineano: “l’affidamento degli incarichi di progettazione e connessi sono disciplinati dall’art. 157 del D. Lgls 18 aprile 2016 n. 50. Il comma 2 del medesimo articolo stabilisce che “gli incarichi di progettazione, di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, di direzione dei lavori, di direzione dell’esecuzione, di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e di collaudo di importo pari o superiore a 40.000 e inferiore a 100.000 euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti a cura del responsabile del procedimento, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, e secondo la procedura prevista dall’articolo 36, comma 2, lettera b); l’invito è rivolto ad almeno cinque soggetti, se sussistono in tale numero aspiranti idonei nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti”

Stando alle linee guida di Anac, inoltre, sarebbe opportuno che le stazioni appaltanti inviino copia dell’avviso relativo all’avvio dell’indagine di mercato o di costituzione dell’elenco degli operatori economici agli ordini professionali, nazionali e territoriali, al fine di garantire la partecipazione di più soggetti. Inoltre, per l’Anac, è obbligatorio riportare nella documentazione di gara il procedimento adottato per il calcolo del compenso posto a base di gara, inteso come elenco dettagliato delle prestazioni e dei relativi corrispettivi. Ciò permette ai potenziali concorrenti di verificare la congruità dell’importo fissato, l’assenza di eventuali errori di impostazione o calcolo.

Le stazioni appaltanti dovrebbero attivarsi periodicamente anche per l’aggiornamento degli elenchi, pubblicizzando adeguatamente questa attività, in modo che professionisti in possesso dei requisiti possano iscriversi all’elenco stesso.

“Alla luce di quanto esposto e da quanto emerge dalla lettura del provvedimento dirigenziale non risulterebbe che siano state osservate le direttive normative in materia. Va inoltre evidenziato che quanto affermato dal Dirigente del Settore in ordine alla mancanza di idonee figure professionali all’interno dell’Ente per l’assolvimento dell’incarico,appare non supportato da alcun documento ufficiale” termina Liberi e Uguali.

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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