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Sud - cronaca

Torre Annunziata, chiesti 13 anni per il giovane che tentò di uccidere lo zio

Il ragazzo è figlio del boss del clan Gallo

Torre Annunziata, per il giovane R. Gallo, che tentò di uccidere lo zio materno con l’aiuto di un complice, sono stati chiesti dal pm Emilio Prisco, 13 anni, per l’accusa di tentato omicidio. Il giovane è figlio del boss dell’omonimo clan; anche per il suo complice, V. Falanga, è stata chiesta da scontare la medesima pena.

I due giovani killer sono stati accusati del tentato omicidio di S. Iovene avvenuto il 27 gennaio 2017 a Torre Annunziata. In base alla ricostruzione  Gallo e Falanga si avvicinarono ad una vettura in via Cuparella, a bordo della quale c’era Iovene e un 19enne. I due spararono diversi colpi che ferirono al torace il ragazzo.

I motivi dell’agguato sembrerebbero essere connessi alla vendetta: il giovane avrebbe voluto vendicarsi perché la madre dopo aver lasciato il boss avrebbe intrapreso una relazione con un affiliato al clan rivale dei Gionta.

La difesa per i due ragazzi ha chiesto la piena assoluzione a causa di una mancanza di prove. Intanto il Tribunale si pronuncerà la prossima settimana.

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In merito all'autore

Vincenza Lourdes Varone

Diplomata al Liceo Classico "Plinio Seniore", successivamente laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Napoli, l'Orientale. Attualmente iscritta al corso di Studi Internazionali presso la stessa università, per il conseguimento della Laurea Magistrale.

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