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Napoli: il Papa nomina Arcivescovo Mons. Domenico Battaglia
NAPOLI Opinione Campania

Napoli: il Papa nomina Arcivescovo Mons. Domenico Battaglia

Il Papa ha nominato Arcivescovo Monsignor Domenico Battaglia: Don Mimmo un prete di strada, dove è nato e cresciuto e rimarrà anche dopo la nomina.

Napoli: il Papa nomina Arcivescovo Mons. Domenico Battaglia

La nomina di Arcivescovo di Napoli di Domenico Battaglia è l’ennesima prova di coerenza da parte di Papa Francesco in linea con il suo pensiero di Chiesa e di Fede.
Don Mimmo è “un prete di strada” che diffonde la parola di Dio partendo dalle periferie, dai luoghi che sembrano “dimenticati da Dio”. Ha scelto di rimanere lì dov’è anche dopo la nomina a Vescovo e ci resterà.
La sua “promozione” è stata festeggiata con gioia dalle autorità politiche e culturali: a dimostrazione che il suo modo di predicare e far conoscere la parola di Dio è vero ed autentico capace di arrivare al cuore di tutti.

In questo periodo di pandemia, in cui la Morte si è palesata così spudoratamente accanto a noi, non ci si può esonerare dal riflettere su quanto e come la Fede (in qualunque religione), la spiritualità possano effettivamente aiutarci a “convivere” con il quotidiano pericolo che incombe sulla nostra vita.
Chi si è ammalato di Covid-19 ha sofferto “la Fame d’Aria”: ci si sente strappare il proprio soffio vitale… Per chi si è salvato, miracoloso è stato l’aiuto dei medici, esseri umani come i loro stessi pazienti, che con la Conoscenza coltivata negli anni sono diventati Medici, Infermieri, dimostrandosi capaci di utilizzare le  Conoscenze Scientifiche acquisite  e compiere il miracolo , ridando “fiato” a chi era lì sul punto di non respirare più.

Scienza o Fede? Quale serve effettivamente di più? Quale delle due è più potente?
La Scienza di per sé è già un miracolo : è l’espressione dell’intelletto umano che si è sviluppato nei secoli, raggiungendo verità, risposte a domande impensabili qualche secolo fa…
La Fede è uno strumento, certo non un appiglio.
Se per Fede si intende indossare l’abito della domenica e assimilare senza indugio la predica settimanale, certo si capisce perché molti preferiscono poi l’altare del Bar  e mettersi a profetizzare sui pettegolezzi di città.

Mons. Domenico Battaglia, con la sua scelta di “rimanere in strada” ha confermato anche lui di essere della stessa “corrente” di Papa Francesco: la Fede ha a che fare con l’essenza umana che è fragile, appassionata, sensibile, in balia delle correnti che soffiano per strada. E’ difficile rimanere umani, specialmente in tempi come questi in cui la posta in gioco è la vita che rischia di finire per un Virus invisibile.

Monsignor Domenico Battaglia e tutti i servitori di Dio come lui, sono la prova che la Fede (e anche la Scienza) sono strumenti che ci ricordano la nostra Umanità: dunque la nostra Finitezza, per la quale la Vita è dunque molto più preziosa dell’Onnipotenza o Immortalità, perché Unica, incomparabile e leggera, come l’aria.

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Stéphanie Esposito Perna

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