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Teatro Sociale, Brescia: ”Enigma”, da vedere e rivedere

Teatro Sociale, Brescia '' Enigma '', da vedere e rivedere
Enigma …lui sa tutto di Lei , Lei tutto di Lui . Entrambi non sanno che l’altro sa . Proprio ciò che avveniva in una Berlino pre ’89.
L’incidente è una messa in scena per incontrarsi per parlarsi . “…niente significa mai una cosa sola…” .
È il tormentone che i due protagonisti continuamente recitano per tutta la durata della rappresentazione . Entrambi desiderano conoscersi ,parlarsi.
Tutto è un Enigma . Enigmatica e’ la vita di Jacob, padrone di casa , Enigmatica e’ la vita raccontata da Ingrid. Entrambi cercano di risolvere i piccoli enigmi che la realtà presenta. L’apparenza non è mai un’unica realtà . Il sipario e’ aperto su una scena che si svolge in un modesto appartamento con un arredamento semplice ,tipico del periodo , siamo nell’anno 2009 ,che Pierluigi Piantanida ha saputo riprodurre significativamente . Ottavia Piccolo apre la scena accendendosi una sigaretta e introducendosi alla rappresentazione ,poi buio totale per qualche secondo . Ecco che appare Jacob impersonificato da Silvano Piccardi che adagia su un divano Ingrid in arte Ottavia Piccolo . Da questo punto una serie di segmenti,scanditi da attimi di buio ,scena dopo scena, portano i due protagonisti a studiarsi ,a confrontarsi,a sfidarsi a suon di bugie . Assistiamo da parte di Ottavia Piccolo ad una recita  magistrale. Elegante nella sua semplicità carpisce l’attenzione degli spettatori per più di un’ora . Con la sua espressione da personaggio ambiguo e velato si confronta con Jacob , scontrandosi e sfidandosi , mentendo spudoratamente una più dell’altro . Alla fine anche lo spettatore dovrà risolvere l’enigma.
Da vedere e rivedere .
Diana MARCOPULOPULOS
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