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Cristofaro Mennella
Terza Pagina Sicilia

Ischia: ”La Gemma”

Nel variegato panorama dell’offerta vacanza l’isola d’ Ischia, ” Gemma climatica d’Italia”, si propone quale interessante meta turistica non solo per le rinomate acque minerali, mare e spiagge ma anche come risorsa culturale tangibile e fruibile dal sempre crescente pubblico che si approccia alla comunità isolana. Le varie Associazioni presenti sul territorio, propongono approfondimenti dei percorsi storico/ambientali, si offrono per visite guidate, spesso teatralizzate anche mediante l’utilizzo di attori semiprofessionisti rendendo piacevole il soggiorno e armonizzano il concetto di vacanza inteso come benessere psicofisico.

Una delle Associazioni, denominata “Giochi di Natale” con l’obiettivo di rinsaldare l”Officina della memoria”, il contenitore entro il quale offrire un valido supporto a chi voglia approfondire gli studi o, semplicemente ricordare personaggi che abbiano dato lustro all’isola, ha riportato alla ribalta, con l’aiuto dell’esimio Professor Adriano Mazzarella, titolare della Cattedra di Meteorologia e climatologia della Federico II, e frequente ospite di Geo & Geo, una delle punte di diamante della divulgazione scientifica qual è stato il Prof. Cristofaro Mennella (Casamicciola Terme 1907-1976).

Egli apparteneva a una famiglia di navigatori, il padre era capitano, e fu naturale per lui iscriversi all’istituto Tecnico Nautico di Procida ma le sue condizioni fisiche, non gli consentirono di seguire le orme degli avi sulle navi. Studiando da autodidatta, conseguì a diciassette anni l’abilitazione magistrale e subito insegnò nelle Scuole elementari di Casalvelino nel basso Cilento; nel 1938 decise di iscriversi all’Università e per questo, da privatista conseguì la maturità classica; quattro anni dopo, conseguì la laurea in Matematica. La combinazione di preparazione classico-scientifica gli consentì di spaziare dal campo classico- umanistico a quello tecnico-scientifico.

Nel 1942-43, subito dopo la laurea, con il contributo d’insigni studiosi dell’epoca, quali il Prof. Carnera, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, il prof. Eredia segretario della Società Meteorologica Italiana, il prof. Imbò, direttore dell’Istituto di Fisica Terrestre dell’Università di Napoli e direttore dell’Osservatorio Vesuviano, propose il ripristino dell’Osservatorio Geofisico di Casamicciola fondato nel 1885, all’indomani del disastroso terremoto di Casamicciola del 28 luglio 1883. L’Osservatorio di Casamicciola fu riaperto nel 1951 e il Mennella nominato ufficialmente direttore dell’Osservatorio Geofisico dall’Ufficio Centrale di Meteorologia. Il 20 luglio 1944, durante la seconda guerra mondiale, il Mennella propose la nascita di un Centro Studi sull’Isola d’Ischia articolato in quattro sezioni:  storico/letteraria, artistica, geofisica e idrologico/medica. Il Mennella fu chiamato alla vicepresidenza di questo centro nel 1958 e poi alla presidenza nel 1968, carica che occupò fino alla fine.

Il nostro Professor Mennella fu molto attivo anche nel settore della climatologia nazionale. Su sua iniziativa, nel luglio 1957, fu istituita la trasmissione televisiva “Che tempo fa”, brillantemente condotta dal Generale Edmondo Bernacca, ove inizialmente era mostrata la carta sinottica del tempo, a cura dell’Aeronautica militare, che utilizza i dati delle varie stazioni distribuite sull’intero territorio nazionale.

La produzione scientifica del Mennella si può suddividere in tre gruppi: Il primo comprende lavori a carattere scientifico-divulgativo sui temi più svariati dello scibile. Il secondo gruppo di lavori comprende la raccolta e l’elaborazione di dati meteorologici quali “Il Clima d’Italia”, tre volumi che rappresentano il primo lavoro completo sul Clima d’Italia. Con questa poderosa opera il Mennella mostra tutta la sua passione e laboriosità nel raccogliere, catalogare, discutere con senso critico e mettere a confronto i cataloghi dei numerosi osservatori Italiani. Il terzo gruppo di lavori comprende articoli più strettamente scientifici, soprattutto di Meteorologia e Climatologia, pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche dell’epoca, quali Geofisica e Meteorologia, organo di stampa della Società di Geofisica e Meteorologia, il Bollettino della Società Geografica Italiana, la Rivista della Meteorologia Aeronautica, il Rendiconto dell’Accademia di Scienze Fisiche e Matematiche della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti. Nel lavoro “La previsione delle disponibilità idriche estive nel napoletano” stabilisce un criterio per le previsioni delle precipitazioni estive nel napoletano, dalla serie ultrasecolare dell’Osservatorio di Capodimonte. Nel lavoro “Sulla scelta della distribuzione udometrica annuale” ai fini delle ricerche sugli andamenti eccezionali, pubblicato su Geofisica e Meteorologia, il Mennella ritiene opportuno fissare l’annata pluviometrica con inizio a settembre e fine all’agosto successivo, ripartendo poi questo intervallo in semestri e fasi caratteristiche. In questo modo riesce a rendere evidente correlazioni e tendenze utili per la previsione.

A questo gruppo di lavori, appartengono quelli che trattano il clima d’Ischia. In particolare nel lavoro “Ischia gemma climatica d’Italia”, il Mennella mette le basi per una caratterizzazione climatica dell’isola, caratterizzazione che rimane unica e che risulta molto articolata e complessa a causa dell’orografia molto tormentata dell’isola. Il Mennella cerca di identificare le diverse provincie climatiche sull’isola in modo quantitativo, sulla base di elaborazioni dati eseguite presso le stazioni di Casamicciola, sul versante Nord dell’Isola, a ridosso dell’Epomeo, Ischia Porto, sul versante Nord Est dell’isola e Punta Imperatore, sul promontorio omonimo, sul versante Sud Ovest dell’Isola. I risultati mostrano che la stazione del Porto è più piovosa di circa il 45% rispetto alla stazione di Punta Imperatore e di circa il 15% rispetto alla stazione di Casamicciola. Il particolare regime pluviometrico dipende dalla complessa orografia dell’isola con rilievi isolati, non  sufficientemente elevati per generare precipitazioni sul versante sopravvento. Il monte Epomeo, con la sua forma subconica e altezza moderata (787 m) non riesce a contrastare le correnti d’aria provenienti dal II e III quadrante e provocarne la condensazione, ma è in grado di innalzarle di modo che il processo di condensazione possa raggiungere il suo sviluppo sulla verticale dell’isola e determini una caduta maggiore di pioggia sul versante di Nord Est. E’ lo stesso fenomeno che è avvenuto alle ore 6.30 del 30 aprile 2006 a Ischia, quando il versante settentrionale del massiccio del Monte Vezzi fu pesantemente investito da una notevole quantità di pioggia caduta, non misurata da strumenti ma in grado di innescare lo scivolamento della copertura piroclastica già fortemente saturata dalle piogge del mese precedente, e una serie di eventi franosi con quattro morti.

Il Mennella, inoltre, mette in relazione i dati di temperatura di Ischia Porto con quelli dell’Osservatorio Meteorologico dell’Università di Napoli; dal confronto emerge una maggiore mitezza di Ischia rispetto a Napoli nei mesi invernali, da novembre a febbraio, e un’analoga moderazione del caldo estivo, da maggio ad agosto a causa della presenza termoregolatrice del mare più efficiente a Ischia che a Napoli. Questo risultato conferisce a Ischia la denominazione gemma climatica d’Italia. Numerose sono le iniziative che hanno visto il Mennella protagonista nella difesa della terra natia in tutti i campi affrontando anche problemi di natura non squisitamente meteo-climatica. Così nel 1970 indicò nuove prospettive per la soluzione della viabilità primaria isolana; affrontò lo studio delle condizioni ecologiche e delle colture più appropriate e più redditizie di Ischia, affrontando anche il problema della floricultura industriale dell’Isola.

Luigi Castaldi

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