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“Virgo Fidelis” è l'appellativo cattolico di Maria, madre di Gesù e quale patrona dell'Arma dei Carabinieri, celebrata con una Santa Messa
ENNA

I Carabinieri di Enna celebrano la propria Padrona, la Virgo Fidelis

“Virgo Fidelis” è l’appellativo cattolico di Maria, madre di Gesù e quale patrona dell’Arma dei Carabinieri celebrata con una Santa Messa.

Anche nella Provincia di Enna l’Arma dei Carabinieri ha celebrato la propria Patrona, la Virgo Fidelis.

In stretto ossequio alla vigente anticovid, nel capoluogo, presso il Convento di Montesalvo è stata officiata una Santa Messa con la quale è stata ricordata la Virgo Fidelis, a cui ha presenziato una rappresentanza dei carabinieri in servizio ed in quiescenza dell’A.N.C. della provincia ennese.

La “Virgo Fidelis” è divenuta Patrona dell’Arma dei Carabinieri l’11 novembre 1949, data di promulgazione del Breve relativo di Papa Pio XII, che in tal senso aveva accolto il voto unanime dei cappellani militari dell’Arma e dell’Ordinario Militare per l’Italia. Il titolo di “Virgo Fidelis” era stato sollecitato in relazione al motto araldico dell’Arma “Nei secoli fedele”.

L’8 dicembre 1949 Papa Pio XII, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis” Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, giorno in cui si ricorda nella Chiesa la Presentazione di Maria Vergine al Tempio.

Virgo Fidelis è l’appellativo cattolico di Maria, madre di Gesù, scelta quale patrona dell’Arma dei Carabinieri l’11 novembre 1949, data della promulgazione di un apposito Breve apostolico da parte di papa Pio XII

La commemorazione risale agli eventi e seguenti della battaglia di Gondar, uno scontro della seconda guerra mondiale svoltosi in Etiopia, appunto a Gondar, nella regione dell’Amhara dal 10 maggio al 30 novembre 1941. Rappresentò la fase finale della Campagna dell’Africa Orientale Italiana (1940-1942) e vide contrapposti gli schieramenti italiani e anglo-abissini.

Di fronte alla travolgente controffensiva britannica in Africa Orientale Italiana il Viceré d’Etiopia Amedeo di Savoia diede alle sue truppe l’ordine di proseguire la lotta nei ridotti dell’Amba Alagi, del Galla Sidama e dell’Amhara.

Il 18 e il 21 novembre 1941, quando l’aviazione inglese, con oltre cinquanta velivoli, prese d’assalto gli elementi difensivi del caposaldo: prima bombardato, poi investito da nord e da sud da non meno di 20mila assalitori, il Gruppo Carabinieri fu infine costretto a cedere, dopo aver lasciato sul campo innumerevoli vittime. Alcuni superstiti si ritirarono a Gondar, contribuendo a un’estrema difesa conclusasi il 27 novembre successivo con la caduta del presidio, che segnò la fine della guerra in Africa Orientale.

Al termine della funzione, il Tenente Colonnello Restuccia, nel ringraziare i Frati francescani del Convento di Montesalvo per l’ospitalità, ha evidenziato l’importanza della ricorrenza religiosa a cui viene associato il ricordo della conclusione della battaglia  di Culqualber* a seguito della quale l’Arma dei Carabinieri ricevette una Medaglia d’oro al Valore Militare. Questa battaglia, che ebbe inizio il 6 luglio del 1941 e si concluse dopo quattro mesi, il 21 novembre. Fu l’atto finale della presenza italiana in Africa Orientale, durante il quale il contingente oppose resistenza all’avanzata inglese, i combattimenti ebbero esiti alterni, con posizioni perdute e riconquistate a prezzo di gravi perdite, e con la pressante minaccia del taglio dei rifornimenti per la penetrazione avversaria fra le linee difensive. L’esito si ebbe fra il 18 e il 21 novembre, quando l’aviazione inglese, con oltre cinquanta velivoli, prese d’assalto gli elementi difensivi del caposaldo: prima bombardato, poi investito da nord e da sud da non meno di 20mila assalitori, il Gruppo Carabinieri fu infine costretto a cedere, dopo aver lasciato sul campo innumerevoli vittime. Alcuni superstiti si ritirarono a Gondar, contribuendo a un’estrema difesa conclusasi il 27 novembre successivo con la caduta del presidio, che segnò la fine della guerra in Africa Orientale.

Adduso Sebastiano

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