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Uccide la moglie in provincia di Bergamo, lui originario di Mazzarino (CL)

La donna aveva detto ai Carabinieri che l’uomo era geloso. Lui la uccide a coltellate poi fugge e infine si costituisce alle Forze dell’Ordine.

L’accusa è omicidio aggravato nei confronti di Maurizio Quattrocchi, il 47enne originario di Mazzarino, che dopo aver ucciso la moglie Zinaide Solonari, di 36 anni, d’origine moldava, a Martinengo, in provincia di Bergamo, dopo che la donna si era trasferita a casa della sorella.

Subito dopo l’omicidio era scappato e, inseguito dai Carabinieri ha deciso di costituirsi dopo 15 ore di fuga. Le Forze dell’Ordine lo avevano localizzato nella zona di Martinengo, in provincia di Bergamo, bloccando tutte le vie di fuga. A lui non è rimasto dunque che costituirsi.

Il Pm Letizia Ruggeri chiederà al Gip la convalida dell’arresto. La donna, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, di era trasferita da qualche giorno a casa della sorella a Cologno al Serio (provincia di Bergamo), insieme ai tre figli, per fuggire a discussioni con il marito che erano divenute sempre più violente. La donna era appena rientrata di primissimo mattino dal turno lavorativo al ristorante, aveva parcheggiato l’auto in strada e aperto il cancello del cortile di casa. Improvvisamente di fronte si è trovata lui, il marito che le ha inflitto le due coltellate che le sono state fatali.

Giovedì 3 ottobre, tre giorni prima di essere uccisa a coltellate dal marito Zinaida si era presentata in Questura per denunciare i comportamenti violenti del marito. I Carabinieri avevano trasmesso la denuncia in Procura, ma l’esposto non è mai arrivato.

“Si è trattato di un problema di ricezione da parte del pubblico ministero titolare” ha spiegato il Procuratore facente funzione Maria Cristina Rota durante la conferenza stampa.

“In cinque giorni, dal primo al 5 ottobre, sono state presentate in Procura a Bergamo 35 denunce da codice rosso per reati contro fasce deboli: è molto difficile far fronte a tutte le richieste”, ha spiegato il procuratore facente funzione Maria Cristina Rota. “In questo caso – ha aggiunto il Magistrato – non c’erano elementi così gravi che potessero far supporre una tragica e repentina conclusione”.

Zinaida, in due occasioni si era presentata in Questura per denunciare le aggressioni verbali del marito: il 23 settembre e giovedì 3 ottobre, tre giorni prima dell’omicidio.

I Carabinieri inoltre erano rimasti in contatto con la donna e due ore prima dell’omicidio avevano effettuato un controllo in via Alberto da Giussano, presso l’abitazione della sorella della vittima.

Adduso Sebastiano

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