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Domenico Crisafulli aveva 25 anni quando, il 6 marzo 2017 perse la vita in un incidente stradale

Per la morte di Domenico, il prossimo 8 gennaio ci sarà un processo a Catania contro il presunto investitore che dopo l’incidente non si era fermato.

Mimmo Crisafulli era un giovane che il 6 marzo 2017 è morto in un incidente stradale a Catania. dopo uno scontro con un’auto che non si è fermata allo stop. Il pm, Andrea Ursino in un primo momento, aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, sicché il padre di Mimmo, Pietro Crisafulli, si è incatenato davanti al Tribunale di Catania e ha intrapreso una battaglia riuscendo a far riaprire il caso.

L’8 gennaio 2019 ci sarà il processo sulla morte di Domenico Crisafulli. In questa tragedia si è passati dall’archiviazione all’apertura delle indagini, per finire con l’inizio di un processo, ha commentato il papà di Mimmo, Pietro Crisafulli che ha aggiunto “Ci opporremo categoricamente alla richiesta di patteggiamento, questa alternativa non deve esistere completamente per questi crimini».

Nella famiglia di Pietro Crisafulli sono diverse le vittime di incidenti stradali. A cominciare da suo fratello Salvatore, rimasto per anni in coma vegetativo a seguito di un incidente (e poi deceduto), fino ai suoi fratelli Agatino (morto) e Marcello. Quasi Una “maledizione” la definisce senza mezzi termini Pietro Crisafulli.

In un comunicato il papà Pietro Crisafulli esplicita che: “Aveva 25 anni Domenico Crisafulli quando, il 6 marzo 2017, perse la vita in un incidente stradale consumatosi poco dopo le 23 all’incrocio tra via Sacco e via De Logu a Barriera. Una scomparsa riguardo cui un video diffuso sul web ha acceso una nuova luce e per la quale papà Pietro e tutta la famiglia chiedono verità. “Non crediamo più nella giustizia italiana, va riformato tutto – dice il padre della vittima il cui fratello, Salvatore, è morto, nel 2013, a 48 anni, dopo 10 anni di coma a seguito di un incidente stradale -. Nemmeno un sostegno psicologico alle famiglie viene garantito. Mi chiedo come sia possibile chiedere il patteggiamento in una fase di indagine preliminare. Eppure, nel video, è evidente che l’auto contro cui è andato ad impattare Mimmo con il suo scooter, non si fermi allo stop. La cassazione, in alcuni casi nazionale, si è già pronunciata, definendo il trasgressore unico responsabile del sinistro. Purtroppo, mi sovvien da dire, si utilizza il patteggiamento per mascherare la volontà reale di archiviare il caso. Hanno ucciso mio figlio più volte e la magistratura sta dando sempre più prova di come non dia valore alla vita umana. Ci siamo incatenati ai cancelli, stiamo combattendo contro perizie che riteniamo non rispecchino il reale andamento dei fatti. Chi ha sbagliato è una persona che ha tolto un padre a due bambini, che ci ha condannati all’ergastolo del dolore, allo strazio più grande che una famiglia possa conoscere, ad un qualcosa che le parole non possono descrivere. La vicinanza dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada Onlus, del presidente Alberto Pallotti, del referente Campania ed agro aversano Biagio Ciaramella e di tante persone – conclude -, ci spingono a combattere, ma non è facile”.

L’AIFVS Onlus (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada) ha risposto positivamente all’appello della famiglia Crisafulli e sarà a Catania il prossimo martedì 8 gennaio. Sarà presente per l’occasione anche l’associazione “Mamme Coraggio”, presieduta da Elena Ronzullo.

Adduso Sebastiano

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