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Cancellava i debiti delle aziende. Sequestrati i suoi beni

Ha cancellato con un click i debiti con l’Inps di almeno tredici aziende. La Guardia di Finanza di Palermo gli ha sequestrato beni per oltre 200 mila euro.

L’ex funzionario dell’Inps cancellava con un clic i debiti previdenziali delle aziende “amiche”. I debiti sparivano e poteva essere rilasciato il Durc (Documento unico di regolarità contributiva).

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto emesso d’urgenza dall’A.G. inquirente, con il quale è stato disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, della somma di circa 223 mila, quale profitto dei reati di abuso d’ufficio, accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e frode informatica ipotizzati nei confronti dell’ex funzionario dell’INPS – Nicolò Ancona, palermitano, classe ’53.

Una preliminare indagine interna condotta dall’Ente aveva fatto emergere indici di anomalia nelle “lavorazioni” svolte dal funzionario, con conseguente segnalazione alla locale Procura della Repubblica. Le Fiamme Gialle palermitane, su delega dell’A.G., hanno conseguentemente svolto mirate indagini volte a verificare le attività compiute dal funzionario pubblico nel periodo tra il 2011 ed il 2015 su pratiche relative ad “abbandono e sospensione dei crediti previdenziali”.

Gli approfondimenti investigativi, svolti anche mediante indagini finanziarie, hanno consentito di rilevare condotte illecite poste in essere dal dipendente pubblico, il quale ha svolto una serie di “lavorazioni” anomale di pratiche relative ad “abbandono e sospensione di crediti previdenziali” nonché di “sgravi contributivi”, consentendo ad alcune aziende di ottenere indebiti benefici normativi e contributivi.

In particolare, Ancona, attraverso la variazione dei c.d. “codici stato di lavorazione” e bypassando la prevista autorizzazione del direttore di sede, ha alterato i fascicoli di 13 aziende, cancellando con motivazioni infondate e surrettizie i loro debiti previdenziali e determinando di fatto un ammanco nelle casse dell’INPS.

Ed è stato proprio l’utilizzo dei sistemi informatici al di fuori dei canoni e delle mansioni attribuite al dipendente che ha fatto scattare i controlli. Al termine delle indagini il Pubblico Ministero ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza, convalidato dal competente G.I.P., delle somme derivanti dai reati commessi, quantificate in euro 223.000, pari all’ammontare degli sgravi di cui le società avevano indebitamente giovato in danno dell’Ente pubblico.

I finanzieri, nel dare esecuzione al provvedimento, hanno sequestrato due immobili ubicati a Palermo, riconducibili all’indagato e di valore complessivo pari all’importo da sottoporre a vincolo reale.

Le indagini hanno fatto emergere versamenti in contanti “anomali” da parte di Ancona nei suoi conti corrente per 47 mila euro. Non basta, però. Gli accertamenti su questo fronte sono ancora in corso, così come quelli sui ripetuti contatti telefonici fra i titolari delle imprese e il funzionario.

Bisogna accertare le eventuali responsabilità, finora non emerse, tra gli altri, dei titolari di un’impresa di trasporto, una gelateria, un cinema, un ambulatorio di medicina specialistica, un asilo nido, un’agenzia di pratiche automobilistiche e una immobiliare, cooperative sociali.

Adduso Sebastiano

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