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La Bastonatura di ViViCentro.it – Morganti e gli errori arbitrali compensati

La Bastonatura di ViViCentro.it – Morganti e gli errori arbitrali compensati: Juve Stabia tra le squadre più tartassate dagli arbitri

La Bastonatura di ViViCentro.it – Morganti e gli errori arbitrali compensati

Per la rubrica settimanale “La Bastonatura di ViViCentro.it” analizziamo le dichiarazioni rese dal designatore degli arbitri, Emidio Morganti, al portale picenotime.it in merito alla prossima introduzione a partire dai prossimi playoff e playout del Var. Di seguito quanto dichiarato da Morganti: “Il Var in B è una rivoluzione già partita perchè lo scorso anno abbiamo introdotto la nuova tecnologia nei playoff e playout. Noi siamo pronti. Siamo già parificati agli arbitri di Serie A, facciamo riunioni congiunte con loro e anche con la Can C. C’è un trasferimento di valori e di tecnica arbitrale. In Serie A molti arbitri di B hanno operato al Var. L’atteggiamento dell’arbitro con il Var deve rimanere lo stesso, l’arbitro deve decidere e il Var è il nostro undicesimo uomo: ci può salvare da un gol in fuorigioco o da un rigore che non c’è. Gli episodi che sono lampanti sono quelli oggettivi e su quelli deve intervenire il Var. Faccio un esempio: Empoli-Juve Stabia, un rigore per fallo di mani di Troest su tiro di La Gumina. Quando c’è contatto il difendente ha le braccia al corpo e lì il l’arbitro ha sbagliato. In Juve Stabia-Pescara però la squadra di Castellammare riceve un rigore simile a favore: in questo caso il Var avrebbe annullato entrambi gli episodi perché in entrambi i casi non era da concedere il rigore”. 

Fa piacere che il signor Morganti si soffermi su due episodi che hanno riguardato la Juve Stabia, una delle squadre sicuramente più tartassate dagli errori arbitrali in questo primo scorcio di campionato. Ma non ci siamo proprio quando Morganti dice che alla fine gli errori arbitrali comunque si compensano sempre. Una logica sbagliatissima caro signor Morganti, perchè nella sua disamina mancano all’appello per le Vespe come minimo il rigore nettissimo per fallo di mani di Antei su tiro di Calvano a pochi metri dalla porta sannita, il rigore non dato a Trapani per fallo di mani di Pagliarulo che toglie letteralmente il pallone dai piedi di Canotto che si sta involando verso la porta siciliana e infine, forse il caso più clamoroso, il gol assolutamente regolarissimo siglato da Davide Di Gennaro sullo 0-0 nella gara Juve Stabia-Pisa poi vinta dai toscani. E a Castellammare, caro signor Morganti, designatore degli arbirtri di Serie B, stiamo ancora aspettando le compensazioni (che probabilmente non arriveranno mai..) per tutti questi episodi ora menzionati.

Infine, vorremmo capire perchè, una volta confermato, come afferma lo stesso Morganti, anche dai vertici arbitrali il gravissimo errore del sig. Massimi di Termoli in Empoli-Juve Stabia, l’arbitro in questione non sia mai stato fermato per qualche giornata arrivando addirittura a ripetere lo stesso errore con la stessa dinamica (fallo di mani inesistente) nel gol ingiustamente annullato all’attaccante del Pescara, Brunori, che in Pescara-Spezia 1-2 aveva toccato di coscia il pallone anziché di mano. Tutti interrogativi che ovviamente resteranno inevasi con la speranza che il Var riesca a sanare fra un anno le tantissime nefandezze arbitrali che si vedono ogni domenica su tutti i campi di Serie B.

 

a cura di Natale Giusti 

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Per il dissesto idrogeologico speso negli anni solo il 19% dei fondi

La Corte dei conti sul Fondo progettazione 2016-2018 contro il dissesto idrogeologico, scrive che le Regioni hanno speso il 19,9% dei soldi in dotazione.

Il dissesto idrogeologico è una sciagura che sentiamo anche sulla nostra pelle e vita da anni. Quante volte abbiamo sentito da trasversali parlamentari di destra e sinistra cantare che occorre un “piano Marshall” [ufficialmente chiamato piano per la ripresa europea (“European Recovery Program”), fu annunciato in un discorso del segretario di Stato statunitense George Marshall, il 5 giugno 1947 all’Università di Harvard. A seguito della sua attuazione, fu uno dei piani politico-economici statunitensi per la ricostruzione dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale. Questo piano consisteva in uno stanziamento di 13.3 miliardi di dollari].

Invece scopriamo dal comunicato della Corte dei conti  che le Regioni (questi risaputi carrozzoni politico-istituzionali-burocratici-professionali ecc. di noto clientelismo, voto di scambio, ingordigia, nepotismo, familismo corruzione, ecc.) non hanno speso nel tempo neppure i fondi per la progettazione.

Un documento, quello dei Magistrati contabili che riepiloga gli innumerevoli interventi legislativi varati dai vari esecutivi, dal quale si evince in modo lampante che “Le risorse del Fondo progettazione effettivamente erogate alle Regioni, a partire dal 2017, rappresentano ad oggi solo il 19,9 % del totale complessivo in dotazione, a testimonianza dell’inadeguatezza delle procedure, della debolezza delle strutture attuative degli interventi, dell’assenza di controlli e monitoraggi. Infatti, è stata erogata dal MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mar, ndr), soltanto la prima tranche del 26% dell’importo richiesto da ciascuna Regione; non è stata erogata la seconda tranche, pari al 47%, non avendo nessuna Regione completate le progettazioni finanziate”. Rispetto all’indagine precedente del 2015, annotano i giudici, “il quadro complessivo delle problematiche risulta immutato, nonostante gli interventi correttivi posti in essere”.

Per la Corte i cosiddetti ritardi burocratici sono la causa principale. Aggiungiamo più modestamente da queste pagine, che la causa è pure la cronica accidia e misantropia del sistema pubblico-politico, nonché la (preordinata, di tutta evidenza e notorietà, al fine di costituire le maglie della corruzione legalizzata) farraginosità e affastellamento di leggi, procedure, interpretazioni ed Enti vari autorizzativi, nazionali e regionali.

“A distanza di tre anni dalla istituzione del Fondo e da oltre un anno e mezzo dall’erogazione della prima quota del finanziamento, si rileva che le Regioni non sono state ancora in grado di avviare la progettazione degli interventi, come attesta la mancata erogazione della seconda quota di finanziamento”, scrive la Corte dei conti.

Numerose, secondo i Magistrati contabili, le criticità a livello nazionale e a livello locale l’inadeguatezza delle procedure e la debolezza delle strutture attuative; la mancata interoperabilità informativa tra Stato e Regioni; la necessità di revisione dei progetti approvati e/o delle procedure di gara ancora non espletate; la frammentazione e disomogeneità delle fonti dei dati sul dissesto”. E dall’assenza di un sistema di controlli e monitoraggi che “è risultato carente e pressoché assente, atteso che il controllo si è concentrato esclusivamente sui dati relativi alla spesa e non è stato esercitato in corso d’opera”.

Inoltre, sommando tutte le fonti di investimento e le previsioni di spesa per le opere necessarie, che sono due cose diverse, in quanto le prime sono soldi disponibili, le seconde soldi che servirebbero, si arriverebbe oggi a circa 2,4 miliardi di euro (stima al 23 dicembre 2018). Una cifra molto al di sotto delle reali necessità del Paese. E se da un lato non si interviene sulle emergenze, dall’altro si continua a consumare suolo. Il dato aggiornato a dicembre 2018 recita 23.033 chilometri quadrati di territorio intaccato, con una crescita netta di 5.211 ettari (52 km2) tra il 2017 e il 2018, con una media di circa 14 ettari al giorno, cioè 2 metri quadrati irreversibilmente persi ogni secondo.

È tra l’altro emersa la diffusa difficoltà delle amministrazioni nazionali e locali di incardinare l’attività di tutela e prevenzione nelle funzioni ordinarie, con il conseguente ripetuto ricorso alle gestioni commissariali. La Corte raccomanda l’adozione di un sistema unitario di banca dati di gestione del Fondo, assicurando in tempi rapidi la revisione dell’attuale sistema e che il nuovo quadro normativo e regolamentare, di recente introdotto, garantisca l’unitarietà dei livelli di Governo coinvolti, la semplificazione delle procedure di utilizzo delle risorse nonché il potenziamento del monitoraggio e del controllo sugli interventi.

Senza interventi reali sul territorio, la situazione idrogeologica della Nazione non può che aggravarsi, con conseguente aumento dei costi. Se infatti nella programmazione 2000-2014 si contavano richieste per 1.781 interventi sull’intero territorio nazionale, per un fabbisogno stimato di 9,5 miliardi (solo un quarto di questi, circa 2,26 miliardi, riguardavano interventi che, pur finanziati, non erano mai stati avviati), a luglio 2015 il numero di interventi era già lievitato a oltre 7.000 “per un valore di circa 22 miliardi, il 90% dei quali rappresentato da opere ancora da progettare, specie nel Mezzogiorno” scrive la Corte dei conti. Due anni dopo, a maggio 2017 “il fabbisogno presunto di opere richieste dalle Regioni era aumentato a 9.420 interventi, per un valore di circa 28 miliardi, di cui la grandissima parte ancora da progettare (solo il 14% dei progetti risultavano cantierabili)”.

Eppure era stata disposta una corsia preferenziale per queste opere con la nomina dei Presidenti di Regione a Commissari di Governo, con poteri speciali, stabilita dal decreto “Sblocca Italia”nel 2014.

Il MATTM (Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che è l’organo del Governo Italiano preposto all’attuazione della politica ambientale, il cui Ministro in atto è Sergio Costa dei cinquestelle) ha elencato i problemi di spesa da parte dei soggetti attuatori (Presidenti di Regione) dovuti in parte a problemi di ordine burocratico e amministrativo e in parte alla cronica mancanza di progettazione di livello adeguato”. Una posizione sposata dalla speciale struttura della Presidenza del Consiglio, Italia Sicura (recentemente soppressa, ma sostituita dalla “Cabina di regia Strategia Italia”), che nel settembre 2017 si giustificava così: “il vero ritardo, a dimostrazione di un lavoro di prevenzione mai realizzato finora, sta nelle progettazioni. Delle 9.397 opere richieste dalle Regioni solo l’11% dei progetti pervenuti sono esecutivi e pronti per gare e finanziamento”.

Altra difficoltà per i progetti sono state le norme che prevedevano due banche dati differenti nelle quali le Regioni avrebbero dovuto caricare situazioni a rischio, progetti, bandi di gara e stato di avanzamento delle opere. La Banca Dati Unitaria (BDU) istituita presso il MEF (Ministero dell’economia e delle finanze è uno dei più importanti e influenti dicasteri del Governo della Repubblica Italiana) e la ReNDiS ( Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo) gestita dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Due data base con differenti criteri di accesso e che tra loro non interagiscono, col risultato di aver raddoppiato i tempi di attesa e il lavoro del personale regionale. La Corte sottolinea come per alcuni progetti siano stati inseriti nel ReNDiS nel 2014, ma, protraendosi a dismisura i tempi per “il completarsi della procedura di presentazione della documentazione utile alla valutazione positiva del progetto stesso da parte del MATTM ha generato la necessità, in molti casi, di ulteriori indagini geologiche e rilievi topografici per aggiornare le tipologie di interventi inizialmente individuate e il rinvio delle procedure di gara. Ciò a dimostrazione che la sola disponibilità di risorse in bilancio non sempre è sufficiente a garantire la realizzazione di interventi efficaci”.

Oggi, il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha oggi dichiarato Ci sono già 6,5 miliardi di euro per il dissesto, e altri ancora potranno essere stanziati. 700 milioni sono già stati dati e abbiamo aperto oltre 500 cantieri. Non basta però. Servono più progetti dalle Regioni e dai Comuni. Noi mettiamo a disposizione una Task Force del Ministero, esperti in progettazione e di dissesto per affiancare le autorità locali se serve. Inoltre abbiamo ridotto i tempi burocratici di un 75% e con la legge #CantiereAmbiente che è ora in Parlamento andremo ulteriormente a sburocratizzare tutta la macchina. Una macchina ingolfata che per colpa della burocrazia era ferma e procedeva a rilento, e questo ha degli effetti devastanti per il nostro territorio e lo stiamo vedendo in questi giorni. Dobbiamo continuare ad aprire i cantieri che fanno bene al Paese, quelli di cui l’Italia ha bisogno, quelli per la messa in sicurezza del territorio”.

Nell’immagine di copertina l’alluvione del 1° ottobre 2009 che colpì Scaletta Zanclea in provincia di Messina, causando 37 morti e due dispersi. Il processo si è chiuso senza colpevoli. Lo scorso marzo infatti, la quarta sezione penale della Cassazione ha rigettato infatti i ricorsi della procura generale di Messina e delle parti civili, rendendo definitiva la sentenza con cui la corte d’Appello aveva assolto l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca e l’ex sindaco di Scaletta Zanclea Mario Briguglio perché “il fatto non sussiste” e revocato i risarcimenti. In primo grado erano stati condannati a 6 anni. Oggi, quanto meno, quegli stessi borghi sono stati quasi tutti messi in sicurezza, ma nel frattempo si sono svuotati.

L’opinione.

Il trasversale ipocrita sistema degli ultimi cinquant’anni, pubblico-politico-giuridico-burocratico-ecc. di destra, sinistra e centro, seppure va in pensione, poi ritorna da altre finestre e persino porte, facendo tra i giovani, specialmente professionisti e cosiddetta società civile, degli ottimi allievi di legale corruzione e asocialità interiore, sicché il marciume etico si rinnova e anzi aumenta di individui e consorterie.

Il Governo Nazionale e il Parlamento italiano devono fare pulizia, con leggi chiare, serie, limitatamente interpretabili, efficaci e severissime in crescendo secondo il livello rivestito dal singolo responsabile nel sistema pubblico-politico. Tutto ciò senza guardare se si ha una toga, un doppio petto, un tailleur, una doppia e tripla laurea, un titolo, una carica, ecc. E per tutti, nessuno indenne, dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello.

Lo Stato italiano e le Regioni sono risaputamente e in modo sparso, una decennale alcova di elusione, omertà e connivenza, per coprire le manciugghie e corruzioni legalizzate con norme ingannevoli all’origine. In Italia c’è da anni una mafia che è molto più radicata di quella criminale: “la mafia legalizzata”. O si spazzano a fondo entrambe senza se e senza ma, oppure continuiamo a raccontarci eleganti retoriche, fino a che dura. Nel frattempo si continua a morire anche per esondazioni, alluvioni, ecc. Noi cittadini, tutti, pure finiamola solo di pontificare e filosofeggiare, additandoci tra di noi concittadini come fossimo delle scimmie isteriche con le fregole. Sono i “Piani Alti con rispettive pletore di codazzi, ad essersi mangiati nei decenni pure il midollo di noi cittadini e il futuro dei nostri ragazzi, che per questo devono anche emigrare. Contro di loro dobbiamo schierarci, salvo simulare di non farne mentalmente o di fatto parte.

Adduso Sebastiano

Liverpool-Napoli, le possibili scelte di Klopp e Ancelotti

Reds con il trio delle meraviglie, Ancelotti ritrova Manolas ma perde Insigne

LiverpoolNapoli si affronteranno ad Anfield nella gara valevole per la quinta giornata della fase a gironi di Champions League. Gara che potrebbe consegnare ad una delle due (o anche ad entrambe in caso di non vittoria del Salisburgo) la qualificazione agli ottavi di finale. Per gli uomini di Carlo Ancelotti non si tratterebbe comunque di gara da dentro fuori, così come non lo sarebbe per gli uomini di Jurgen Klopp. Le squadre arrivano da due momenti diametralmente opposti: i Reds sono primi in classifica con un importante distacco sulle inseguitrici mentre gli azzurri navigano nelle acque del caos dopo l’ammutinamento avvenuto al termine della gara contro il Salisburgo.

LIVERPOOL
Undici per Jurgen Klopp che potrà schierare anche il recuperato Salah. Tra i pali ci sarà il brasiliano Alisson con Alexander-Arnold, Lovren (in vantaggio su Gomez), Van Dijk e Robertson in difesa. A centrocampo Henderson agirà da regista con Fabinho e Wijnaldum ai suoi lati. In avanti il trio delle meraviglie composto dal recuperato Salah, Firmino e Manè.

4-3-3: Alisson; Alexander-Arnold, Lovren, Van Dijk, Robertson; Fabinho, Henderson, Wijnaldum; Salah, Firmino, Manè. All: Klopp.

NAPOLI
Carlo Ancelotti deve rinunciare ad Insigne (non convocato per un fastidio al gomito), Milik, Malcuit, Fabian Ruiz e Ghoulam. Gli undici titolari sono quasi obbligati con Meret in porta, Di Lorenzo e Hysaj (in vantaggio su Mario Rui) saranno i terzini con Manolas e Koulibaly centrali. A centrocampo Elmas e Allan agiranno al centro, a destra ci sarà Callejon e a sinistra Zielinski. Il tandem d’attacco sarà formato da Lozano e da Mertens (in leggero vantaggio su Llorente).

4-4-2: Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Hysaj; Callejon, Allan, Elmas, Zielinski; Lozano, Mertens. All: Ancelotti.

a cura di Michele Avitabile

RIPRODUZIONE RISERVATA

In Sicilia più voli per Roma e Milano. Cancelleri: diminuiranno i costi

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Lo ha dichiarato il viceministro ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri ad un incontro alla Sac, la società che gestisce l’aeroporto internazionale di Catania.

“I commissari di Alitalia mi hanno garantito 34 tratte in più da Roma e Milano per Catania e Palermo, dal 20 dicembre al 6 gennaio, per un totale di circa 5.822 posti compreso l’upgrade di 826 posti in 28 voli mattutini da Linate. Un aumento dell’offerta che avrà l’ effetto di abbassare le tariffe”. Lo ha riferito il viceministro ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, dei cinquestelle, parlando del ‘caro voli nell’isola’ a un incontro alla Sac, la società che gestisce l’aeroporto internazionale del capoluogo etneo (riportato dal quotidiano La Sicilia). La compagnia aerea garantirà da e per Linate 16 tratte in più: 10 (1.328 posti) su Punta Raisi e 6 (752 passeggeri) su Fontanarossa; 18 i voli extra da e per Fiumicino: 8 (1.344 posti) su Palermo e 10 (1.572 passeggeri) su Catania. Ma “l’operazione Cancelleri”, come la chiamano al ministero dei Trasporti a Roma, contro il ‘caro voli’ non si ferma qui: “Domani – ha annunciato il viceministro – incontrerò il presidente dell’Antitrust, Rustichelli, al quale porterò un corposo dossier sul caro-voli in Sicilia, fra gestione di slot e passaggi anomali, chiedendogli di aprire un’ istruttoria per scoprire chi ci specula”. Faro acceso anche su Assoclearance, l’associazione dei vettori aerei “Mi chiedo – ha osservato Cancelleri – se c’ è bisogno di questo soggetto. Ne parlerò col ministro, per verificare se le competenze possono passare a Enac”.«Alitalia – aggiunge Cancelleri – mi ha assicurato che potenzierà, sin dall’inizio del 2020, tutti i pacchetti speciali per la Sicilia, con prezzi molto più abbordabili carnei viaggio, programmi per giovani, famiglie, militari e forze di polizia»

Santa Sarta

Bifulco: “Entella? Gara che vale 6 punti. Atteggiamento ottimo nel derby” (VIDEO)

Alfredo Bifulco, esterno offensivo della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa allo stadio “Romeo Menti”: tutte le sue dichiarazioni 

Bifulco: “Entella? Gara che vale 6 punti. Atteggiamento ottimo nel derby”

Alfredo Bifulco, esterno offensivo della Juve Stabia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in sala stampa allo stadio “Romeo menti”. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Il derby quando lo vinci ti cambia moralmente. Passi una settimana serena e spensierata e pensi subito alla prossima gara. Vincere un derby in casa è bello soprattutto in questo ambiente. Piano piano sto venendo fuori con prestazioni importanti. Bisogna stare sereni. Stiamo prendendo fiducia. Sappiamo cosa sappiamo fare e i risultati arriveranno anche fuori casa. Credo che l’atteggiamento che ci ha dato il mister di andarli a prenderli alti sia stato decisivo. Siamo stati bravi a non farli giocare, abbiamo preparato molto bene la gara. La vittoria nel derby ti da una spinta in più. Il pubblico arriverà sempre più numeroso al “Menti” a seguito delle nostre vittorie. 

Non dobbiamo fare calcoli. il campionato è lungo e vogliamo continuare su questa strada. Ho avuto difficoltà all’inizio, poi ho iniziato a giocare ma mi sono rifatto male. Ora però sono di nuovo in condizione e mi sento molto bene fisicamente. 

Con l’Entella è una gara importantissima, è una partita che vale sei punti e vincere fuori casa è importantissimo per noi perchè dobbiamo necessariamente cambiare passo anche fuori casa. Nella Juve Stabia c’è un clima bellissimo creato dal mister. Tutti sanno che devono dare il massimo durante la settimana per convincere l’allenatore nelle scelte su chi mandare in campo la domenica”.

 

a cura di Natale Giusti

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Il Mattino – Il Napoli ritrova Manolas: il greco stringerà i denti

Carlo Ancelotti potrà contare sull’ex difensore della Roma

Il Napoli è partito per Liverpool dove affronterà i Reds di Jurgen Klopp. In palio c’è la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League ma a tenere banco è la questione ammutinamento che ha avuto, e sta avendo, strascichi sulla stagione della squadra di Carlo Ancelotti. Il tecnico azzurro ritrova, per l’occasione, il difensore greco Kostas Manolas pronta a stringere i denti per supportare la sua squadra. Il compito sarà arduo visto il tridente che si ritroverà di fronte; infatti, Salah, Manè e Firmino proveranno con insistenza a superare il muro greco-senegalese del Napoli per ottenere il pass alla fase finale della massima competizione europea e ottenere nuovamente la vittoria del trofeo.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Chi invece dovrebbe avere una chance dall’inizio è Manolas. Il greco è reduce da un brutto infortunio (infrazione della costola) rimediato il 19 ottobre scorso contro il Verona e ha saltato le ultime 3 gare tra campionato e Champions. Non esattamente l’ideale per uno che domani si dovrà mettere sulle tracce delle frecce del Liverpool, ma Manolas stringerà i denti e con la sua grande esperienza proverà a dare il suo prezioso contributo al fianco di Koulibaly”.

Auriemma: “Senza conferenza Champions, il Napoli rischia multa UEFA”

“L’auspicio è che non si perda di vista il bene comune: la società”

Il Napoli è partito per Liverpool dove affronterà i Reds di Jurgen Klopp. In palio c’è la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League ma a tenere banco è la questione ammutinamento che ha avuto, e sta avendo, strascichi sulla stagione della squadra di Carlo Ancelotti. Ultimo, in ordine di tempo dopo la notifica delle multe da parte del presidente Aurelio De Laurentiis, è la grana Lorenzo Insigne che non è partito con la squadra ma è rimasto a casa per un problema al gomito.

Ecco quanto scritto da Auriemma sulle pagine del quotidiano TuttoSport:
“La società ha confermato il pugno duro annunciato e tra rabbia, delusione, scoramento e ribellione dei destinatari, l’auspicio è che non si perda di vista il bene comune: il Napoli. Che non è solo il club di proprietà di De Laurentiis, ma soprattutto la squadra del cuore di milioni di tifosi sparsi nel mondo e che, senza avere nessuna colpa, stanno pagando per errori altrui. Nell’opera di mediazione si è cimentato Carlo Ancelotti che oggi tornerà a parlare nella conferenza stampa ufficiale che precede l’incontro europeo insieme ad un altro azzurro, salvo la clamorosa decisione della società di non interrompere il silenzio stampa esponendosi così ad una mega multa da parte della Uefa”.

CdM – Insigne abbandona la squadra: serviva il suo sostegno morale

Il capitano del Napoli non partirà per l’Inghilterra

Lorenzo Insigne non seguirà la squadra a Liverpool. In quella che potrebbe essere una partita decisiva (nonostante ci sia anche quella interna contro il Genk) il capitano del Napoli resterà a casa per il dolore al gomito accusato nella gara di San Siro contro il Milan.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno:
“Il gomito è ancora gonfio e in una partita fisica come quella di Liverpool è meglio non rischiare qualcosa di più grave. Certo che in un momento delicato come questo, con le multe arrivate a tutta la squadra dopo l’ammutinamento, e in una trasferta difficile, si noterà l’assenza del capitano che forse avrebbe dovuto (e avrebbe potuto) stare vicino ai suoi compagni. Fa più rumore, infatti, la sua mancata partenza al fianco della squadra piuttosto che il suo infortunio che è, comunque, molto delicato. Un vero peccato per il Napoli, che deve rinunciare al suo «capitan Europa». Insigne, infatti, è il giocatore italiano che ha realizzato più gol (15) nelle competizioni continentali”.

La Compagnia Zappalà Danza 30 anni di riconoscimenti internazionali

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La Compagnia Zappalà Danza di Catania, oggi, 26 novembre, compie 30 anni di attività, tra grandi numeri e riconoscimenti internazionali.

La Compagnia Zappalà Danza 30 anni di riconoscimenti internazionali

26 novembre, Catania – La Compagnia Zappalà Danza compie trentanni di attività: 1990 – 2020. Fondata da Roberto Zappalà, è oggi considerata dalla critica europea una delle più interessanti realtà della danza contemporanea italiana.

La carnalità, l’autenticità e il desiderio di sviscerare i comportamenti dell’uomo sono il tratto distintivo del linguaggio della Compagnia, frutto del lavoro del coreografo e fondatore, Roberto Zappalà e della sinergia prolifica con Nello Calabròdrammaturgo che negli anni ha rappresentato un pilastro nell’evoluzione di questo percorso progettuale.

Da 30 anni Roberto Zappalà corre e racconta, come nessun altro, un sud vivo e vibrante insieme alla sua Compagnia «con tenacia, lucidità, visione e continua voglia di andare avanti, di perfezionare la sua poetica, di dare una casa alle sue idee di danza, naturalmente umanista e filosofica» La danza contemporanea è infatti per Zappalà «una delle espressioni creative più filosofiche: lavora su stati emozionali e quindi lascia ampio spazio al pubblico per le sue interpretazioni».  Una sapiente esperienza artistica che il coreografo siciliano diffonde nelle platee di tutto il mondo Europa, Centro e Sud America, Medioriente, Sudafrica, Corea, grazie alle sue oltre 80 produzioni di grande impatto visivo. La sua creatività e impegno sono legati alla danza ma vanno oltre a essa.” (delteatro.it).

Il suo stile coreografico, dopo anni di ricerca del movimento insieme ai suoi danzatori, è divenuto un linguaggio con una sua ben definita e singolare identità che si chiama MoDem.

Zappalà ha anche realizzato creazioni per il Balletto di Toscana, la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, la compagnia svedese Norrdans, ArtEZ Arnhem nei Paesi Bassi,  la Fondazione olandese Theaterwerkplaats Generale Oost, Goteborg Ballet/Opera di Goteborg in Svezia, e ha inoltre avuto modo di lasciare il suo chiaro segno creativo curando le coreografie di particolari edizioni dei famosi musical Jesus Christ Superstar e Evita, prodotti dal Teatro della Munizione e rivisti in una nuova lettura coreografica e linea di movimento. Nel 2011 ha curato le coreografie della cerimonia di apertura dei Mondiali di Scherma. Nel 2016 cura il progetto Insieme – Parata Urbana per il Festival Torinodanza e per il Défilée della Biennale di Lione.

Roberto Zappalà è responsabile del recupero e ideazione nonché direttore artistico di Scenario Pubblico di Catania, aperto nel 2002, residenza della Compagnia Zappalà Danza e raro esempio in Italia di centro coreografico europeo.
Il coreografo ama spaziare anche in altri ambiti, insieme all’artista berlinese Christian Graupner e Humatic Berlin ha realizzato l’installazione interattiva “Mindbox” vincitrice del secondo premio al Guthman Musical Instrument Competition (Atlanta/USA 2011).

Con la casa editrice Malcor D’ ha inaugurato un percorso di editoria per la danza e scritto diversi testi/saggi: Omnia corpora, Sud Virus (il piacere di sentirsi terroni) e per L’Epos Odisseo : il naufragio dell’accoglienza e Agata Semu tutti devoti tutti?

Ha ricevuto diversi premi, tra i più prestigiosi: quello dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro nel 2013.

“Trent’anni meravigliosi sono trascorsi – racconta Zappalà – le soddisfazioni sono state tante, le difficoltà non sono mancate, ma i danzatori e lo staff che mi hanno accompagnato in questo percorso hanno permesso che tutto questo accadesse tenendo sempre molto alta la qualità delle proposte”.

Il linguaggio peculiare della Compagnia, portatrice del pensiero artistico di Roberto Zappalà, è stato raccontato in questi trent’anni in oltre 80 creazioni, molte delle quali realizzate con musiche dal vivo, di differente tipologia: da quelle intimistiche, pensate per pochi interpreti, alle elaborazioni in spazi non convenzionali, a quelle che hanno coinvolto l’intero ensemble della Compagnia. Produzioni che hanno travalicato i confini nazionali e raggiunto i palcoscenici di grandi teatri e teatri d’opera, e preso parte a festival internazionali di ben 36 Paesi nel mondo e 133 città.

Un rigoroso lavoro sul linguaggio, denominato MoDem, è stato costruito nel tempo e rappresenta la nota caratteristica delle creazioni. “Un linguaggio che – come racconta lo stesso Zappalà – ogni anno per 4 e 8 mesi è seguito da 50 danzatori provenienti da tutto il mondo, ma non contenti, da qualche anno abbiamo formato una giovane compagnia, la CZD2 che ci dà sempre più soddisfazioni”.

Soddisfazioni, dunque, sono state raccolte in questi 30 anni che riguardano non solo strettamente l’attività della Compagnia Zappalà Danza, ma più in generale il contributo che quest’ultima ha restituito alla città di Catania. “In questi anni- prosegue Zappalà – siamo anche riusciti a costruire una meraviglioso spazio performativo Scenario Pubblico, che in 18 anni ha ospitato ben 120 artisti e compagnie internazionali”. La sede di via Teatro Massimo, residenza della Compagnia, rappresenta un vanto culturale essa stessa per la città, non solo perché ha consentito alla compagnia di radicarsi nel suo territorio di naturale appartenenza, ma anche per il riconoscimento ottenuto nel 2015 dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali di Centro Nazionale di Produzione della Danza, l’unico da Firenze in giù e che pone la Sicilia accanto a regioni d’eccellenza.

Una Città che, tuttavia, sembra non essersi ancora accorta dell’importanza di essere sede di una realtà come quella di Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza. “Il 2020 – è il commento amareggiato di Zappalà – si annuncia come uno degli anni più prolifici sia per nuove creazioni che per rappresentazioni, in tutto questo forse una solo nota stonata, non aver avuto sinora accanto alla nostra struttura una Città che si accorgesse di noi, delle nostre potenzialità e con quale forza siamo stati e continuiamo ad essere promotori di Catania nel Mondo”.

Nessuna grande manifestazione è prevista per la celebrazione dei 30 anni di attività della Compagnia che, simbolicamente, vedrà un piccolo momento inaugurale durante lo Speciale Tre Centri di Produzione, due serate in cui Scenario Pubblico ospiterà altri due centri nazionali di produzione della danza: Aterballetto e Dancehauspiù e le loro rispettive Compagnie, che si terranno sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre presso gli spazi di via Teatro Massimo.

“L’augurio in questa ricorrenza – conclude Roberto Zappalà – è che in futuro l’Amministrazione della Città possa seguire con maggiore attenzione le realtà artistiche, con la consapevolezza che l’Arte con le proprie specificità può essere strumento prezioso per raccontare, emancipare ed in alcuni casi aiutare ad educare la società”.

Mariella Musso

 

 

Serie C2/B calcio a 5- Virtus Libera, vittoria e primato in classifica

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SERIE C/2 GIRONE B 6° giornata SPORTING STABIA – VIRTUS LIBERA FORIO 2 – 5: I foriani conquistano una vittoria importate che vale il primato

Simone Vicidomini-Vittoria e primato in classifica. Il sabato pomeriggio della Virtus Libera non poteva essere più dolce. Iniziato venerdì con il ritiro a Salerno (la squadra ha soggiornato presso l’Hotel Polo Nautico), accolto con entusiasmo dalla squadra in quanto momento utile per preparare nel miglior modo possibile l’incontro ma anche per condividere ancora qualche ora), è proseguito alla grande con il successo degli isolani sul campo dello Stabia e con le notizie a fine gara provenienti dagli altri campi. La Virtus Libera vince una partita comandata dall’inizio alla fine, facendo valere il proprio maggior tasso tecnico.

Schieramenti. Tra gli isolani non c’è Gianluigi Schiano, con Trofa nei panni di dodicesimo. Rientra “il prof.” Rossi dal primo minuto e troverà il gol in ben tre circostanze. Inizialmente, davanti Curci operano Morgera, Melise, Beneduce e Buono.

La partita. Il primo squillo degli isolani arriva al 7’, ma lo Stabia si salva. Al 16’ però Confezione nulla può sul tiro di Cuomo. L’ex Barano, servito da una punizione di Melise, gira con velocità e potenza verso la porta avversaria sbloccando il match. Al 24’ i locali hanno una buona chance, ma Giordano, presentatosi davanti a Curci, non è preciso. Al 24’ Stabia ancora pericoloso con un tiro libero, la mira però è ancora imprecisa. All’ultima azione utile del primo tempo, il Prof. Lorenzo Rossi sigla il raddoppio, mandando così gli isolani sul doppio vantaggio.  La ripresa si inaugura con il tris della Virtus Libera Forio, in gol ancora con il “prof.” Rossi. Lo Stabia prova a reagire, ma viene colpito ancora una volta. Il poker biancoverdenero porta il volto ed il nome di “Rambo” Polito. I locali provano a rimettere in discussione la partita e colpiscono due volte. La Libera, però, controlla e nei momenti finali del match segnano ancora. Il gol del definitivo 5 a 2 è ancora di Rossi che, così, mette a segno una tripletta. Gli isolani vincono e, complice il passo falso del Gragnano con l’Atletico Saviano nonché il pari del Guadagno, sono i primi della classe.

Prossimo turno. Nel prossimo week end la Virtus Libera torna al Palacasale, dove arriverà l’Atletico Chiaiano. Le due formazioni si sono già incontrate in questa stagione in occasione della Coppa. Sia all’andata che al ritorno, gli isolani hanno avuto la meglio.

SPORTING STABIA – VIRTUS LIBERA FORIO 2 – 5

Stabia: Trombetta, Verdoliva, Savarese, Donnarumma, Di Capua, Fabrini, Esposito, Giordano, Onorato, Confezione, Sollo, Ingenito. All. Cascone

Virtus Libera: Curci, Iacono, Mainolfi, Coppa, Polito, Morgera, Melise, Beneduce, Buono, Rossi, Cuomo, Trofa. All. Monaco

Arbitro. Rosario Avagliano di Salerno

Note. Ammoniti Donnarumma (SS); Mainolfi e Coppa (VL)

Il Roma – Guerra totale tra De Laurentiis e squadra: stagione già finita?

La stagione del Napoli potrebbe essere finita già a novembre

Domani il Napoli affronterà il Liverpool nella quinta giornata della fase a gironi di Champions League, un match che potrebbe valere l’approdo agli ottavi di finale con una gara d’anticipo. Gara che, però, rischia di passare in secondo piano a causa della solita questione ammutinamento tra il presidente Aurelio De Laurentiis e la squadra.

“LO SCONTRO E’ FRONTALE. E con queste premesse la stagione può fallire già a fine novembre. C’è una guerra in atto tra Aurelio De Laurentiis e i suoi giocatori. Non ne ha voluto saperne di cambiare idea il presidente del Napoli. Si è sentito tradito nella notte della sfida con il Salisburgo ed è per questo che è andato avanti per le vie legali. Ha chiuso la porta a tutti. Una rappresentanza dello spogliatoio voleva chiarire subito ma non c’è stato verso di convincerlo. Anche in virtù delle offese fatte al figlio Edoardo. Ha ordinato il silenzio stampa per evitare che il gruppo potesse far arrivare il proprio messaggio ai tifosi attraverso i media. Li ha messi alla mercè degli Ultrà obbligandoli ad allenarsi al San Paolo a porte aperte. Non ha badato per niente ai risultati. Che purtroppo non sono arrivati. Tirarsi indietro in una situazione così delicata sarebbe stato un affronto per uno come De Laurentiis. La rabbia è tanta e non è sfumata neanche nel viaggio di lavoro negli Usa. Anzi, ha covato vendetta in America. Anche perchè non ha visto impegno contro Genoa e Milan. Ma era preventivabile un fatto del genere. Da separati in casa diventa difficile scendere in campo con la menta sgombra da ogni cosa. Ed, infatti, sabato pomeriggio al Meazza si è vista all’opera una squadra demotivata e senza un senso tattico preciso. Ognuno andava per i fatti suoi. E il fatto che Lozano non sia stato abbracciato da Insigne la dice lunga su come si vive nello spogliatoio.
LA REAZIONE. Di certo ora che saranno recapitate le raccomandate per le multe la situazione diventerà ancora più incandescente. De Laurentiis vuole far pagare i danni alla squadra. Fatta eccezione per Malcuit, che quella sera non c’era, tutti dovranno mettere mano al portafogli. Il presidente vorrà dai big il 50% dello stipendio lordo, il 25% dal resto del gruppo degli ammutinati. Naturalmente i diretti interessati non staranno a guardare. Hanno dato mandato ad un legale per cercare i cavilli giusti per non pagare. Non si sa se li troveranno. La situazione appare chiara. Sono venuti meno al contratto collettivo e di conseguenza devono pagare.
LE RIPERCUSSIONI. Inutile dire che se alla vigilia della sfida di Champions con il Liverpool si parla di tutto tranne che di campo si capisce che ad Anfield si rischia un vero e proprio tracollo. Ancelotti sta provando a tenere in piedi lo spogliatoio cercando di far capire che se si fa risultato in Inghilterra può cambiare la storia della stagione. Ma i calciatori stanno pensando alle loro tasche. Perdere soldi non è mai bello e non lo è neanche per chi guadagna tanto rispetto ad un semplice impiegato o operaio. Certo è che la situazione è imbarazzante. Impossibile condannare De Laurentiis ma è pur vero che in questo momento chi ci va di mezzo sono i risultati e soprattutto i tifosi. Che volevano vivere una stagione diversa”.

Juve Stabia: info, costi ed istruzioni per la trasferta di Chiavari

La Juve Stabia contro l’Entella è chiamata a dare continuità all’ottima doppietta casalinga con Benevento e Salernitana. A Chiavari serviranno una gara gagliarda ed il sostegno dei tifosi.

Queste le indicazioni sulla prevendita dei biglietti.

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili da oggi, martedì 26 Novembre 2019, senza obbligo di carte di fidelizzazione, i tagliandi di ingresso del Settore Ospiti dello Stadio “Aldo Gastaldi” di Chiavari, per assistere all’incontro Virtus Entella – Juve Stabia, in programma Domenica 1 Dicembre 2019 alle ore 15.00 e valevole per la 14^ giornata di andata del campionato di Serie BKT.
I biglietti saranno in vendita al prezzo di € 10,00 più diritti di prevendita, fino alle ore 19 di Sabato 30 Novembre 2019, tramite il circuito Etes ed acquistabili presso i seguenti punti vendita:
– Il Monile sito a Castellammare di Stabia in via Cosenza 190;
– bar Dolci Momenti sito in Castellammare di Stabia in via Cosenza 186 oppure online dal sito web www.etes.it o www.entella.it o in tutti i punti vendita Etes su territorio nazionale.

S.S. Juve Stabia

Castellammare, ragazza e il suo cane aggrediti in Villa Comunale

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L’aggressione è avvenuta ieri, 25 novembre, intorno alle 22.30

Castellammare, ragazza e il suo cane aggrediti in Villa Comunale

Castellammare di Stabia, ieri sera in Villa Comunale, intorno alle 22.30, una ragazza e il suo cane sono stati attaccati da un Pitbull. Quella che doveva essere una tranquilla passeggiata serale per la padrona e il suo fido compagno, stava per trasformarsi in tragedia.

Mentre i due percorrevano il lungomare stabiese, all’altezza della “Casa del Fascio”, si sono imbattuti in un bellissimo esemplare di Pitbull, dal colore marroncino, intento a fare i propri bisogni su una delle aiuole presenti in Villa. L’esemplare, che per giunta era senza guinzaglio, in una frazione di secondo ha attaccato l’altro cane.

“I. Mamma dice no!” – queste le parole che la padrona del cane aggredito ha sentito pronunciare da parte della padrona del pitbull, la quale non ha provato minimamente a dividere i due cani. La signora in questione si accompagnava con quello che presumibilmente potrebbe essere il marito, o forse un parente, che con la stessa flemma della donna, tranquillo, ha cercato di portare via il suo cane che però aveva ormai la presa sull’altro.

Durante la colluttazione, la padrona del cane aggredito, ha subito un morso da parte del pitbull: come si può vedere dalle foto recapitate alla Redazione di ViViCentro.it, per fortuna il morso ha provocato solo una superficiale escoriazione, in quanto il pantalone della ragazza, strappato dalla foga del cane, ha attutito il colpo.

In base alla cosiddetta “Ordinanza Martini”  pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 7 settembre 2016 , si impone di “utilizzare sempre il guinzaglio per cani a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni”. Di conseguenza, la legge stabilisce che fatta eccezione per le aree verdi riservate ai cani, in città e nei luoghi di proprietà privata, è necessario tenere sempre legato il cane,  bloccando eventuali guinzagli avvolgibili sulla dimensione massima fissata. Inoltre è necessario avere con sé museruola da far indossare “in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti”. 

Come sottolineato prima, il pitbull era privo di guinzaglio, museruola e lasciato libero a vagare per l’intera area pubblica, così come NON E’ previsto dalla legge. Per giunta i padroni dell’esemplare hanno inveito  contro la ragazza, che spaventata urlava e cercava di attirare l’attenzione dei padroni del cane, per invitarli a mettere il guinzaglio all’animale.  “Sta cretina, sei solo una cretina. Vattene, meglio che vai via, altrimenti…” – queste le parole del padrone del cane, mentre la ragazza urlava spaventata. Per fortuna è stata calmata da una coppia che ha assistito attonita, all’intera scena. Il cane aggredito, munito di guinzaglio al momento dell’aggressione e come previsto dalla legge, anche microcippato, non potendosi difendere al meglio, ha rimediato due morsi sul muso, quasi all’altezza dell’occhio, così come mostrato nelle foto.

 

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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#Tunonseisola, settimana contro il femminicidio

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Qrcode per geocalizzare i 21 centri siciliani antiviolenza fondi per l’automiprenditorialità e revisione legge reg. 3/2012

#Tunonseisola, settimana contro il femminicidio

Ieri è avvenuta la presentazione cartoline “Basta un gesto”, manifestazione sul treno Catania-Palermo e piantumazione albero del ricordo, oggi (26 novembre, h 11.00) cerimonia annullo postale

 

Quel filo rosso partito ieri mattina dalla stazione di Catania, che ha attraversato tutta la Sicilia per approdare direttamente nelle aule dell’Ars, è il simbolo di una battaglia che ci lega tutti e che occorre affrontare con la cultura del rispetto, attraverso percorsi di prevenzione e informazione. È quel “nodo” che racchiude la violenza di genere e che occorre districare per non consentire al femminicidio di avanzare lungo un presente pieno di stereotipi di genere, di sangue e di morte.

La manifestazione #tunonseisola ha voluto racchiudere tutto questo, e lo ha fatto – all’indomani del brutale assassinio di Ana Maria – portando sul treno della speranza anche strumenti concreti a sostegno delle vittime. Ieri mattina è stato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci a salutare i passeggeri speciali – primi fra tutti i giovani delle scuole – che hanno aderito all’iniziativa promossa dall’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali Antonio Scavone con la Consigliera regionale di Parità Margherita Ferro. E lo ha fatto tagliando quella ragnatela di fili che spesso intrappola l’universo femminile, per segnare una nuova strada da percorrere insieme: «Oggi, più addolorati che mai per quanto accaduto nei giorni scorsi alla giovane uccisa brutalmente a Partinico – ha detto Musumeci – vogliamo testimoniare solidarietà attraverso quest’iniziativa di grande valore morale e sociale; una settimana di eventi che invitano alla riflessione, alla mobilitazione e all’assunzione di responsabilità da parte di tutti, a cominciare dagli uomini. Occorre mettere nuovamente al centro i valori, per dare un senso alla nostra esistenza e per restituire serenità a una comunità che sembra ormai orientata all’aggressione e alla violenza verbale e fisica».

Al binario 1 della stazione etnea, insieme agli studenti del “Regina Elena” di Acireale, è stata presentata la cartolina “Basta un gesto” «che attraverso un QRcode – ha spiegato l’assessore Scavone – consente di approdare su una pagina web che racchiude una mappa con la geolocalizzazione e i riferimenti dei 21 centri antiviolenza siciliani. Uno strumento che verrà distribuito nelle scuole, nelle università, negli esercizi commerciali e attraverso le associazioni presenti sul territorio. Potenzieremo inoltre il sostegno alle 52 case accoglienza a indirizzo segreto e ai 31 sportelli di ascolto, lavorando a fondo per una revisione della legge regionale 3/2012 (Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere). Venerdì abbiamo inoltre pubblicato un bando investendo 11 milioni di euro per l’autoimprenditorialità, favorendo il reinserimento sociale delle donne vittime di violenza, con un percorso formativo e un’attività mirata di accompagnamento e supporto».

Nel giorno in cui si è celebrata la memoria, il vagone #tunonseisola ha fatto tappa alla Stazione di Palermo, dov’è stato piantato un ulivo per ricordare le otto donne siciliane “cadute per mano maschile” nel 2019: «Il treno che lega Catania a Palermo simbolicamente abbraccia tutta la Sicilia – ha detto la Consigliera di Parità Margherita Ferro – è il filo nella sua accezione di legame ma anche di libertà. Ecco il nostro obiettivo: permettere alle donne di trovare un futuro dignitoso e autonomo. Per questo abbiamo voluto fortemente coinvolgere le donne che in Sicilia fanno impresa – l’Associazione Donne del Vino e il Terziario Donna Confcommercio di Catania – perché crediamo che solo facendo rete, infondendo coraggio, denunciando gli abusi e sostenendo chi è più fragile, si possa davvero intervenire con un aiuto concreto. Invitiamo a condividere lo spot #tunonseisola, pubblicato nelle pagine ufficiali dell’iniziativa e realizzato grazie al contributo di artisti, musicisti, attori e cantanti, per manifestare vicinanza e viralizzare il nostro messaggio: #tunonseisola. C’è sempre qualcuno che ti tende la mano per superare le difficoltà».

Oggi (martedì 26 novembre) alle 11.00, alla presenza di Fabio Calise, responsabile risorse umane Sicilia di Poste Italiane, presso la sede dell’assessorato regionale alla Famiglia (via Trinacria) si terrà la cerimonia dell’annullo postale per la cartolina “Basta un gesto”: «Grazie a Poste Italiane la nostra cartolina potrà essere spedita senza costi aggiuntivi, per diffondere il messaggio e raggiungere tutte le donne siciliane»

 Fai una foto con un filo rosso, manifesta il tuo sostegno alla causa e taggati nelle pagine ufficiali con l’hashtag #tunonseisola. Viralizziamo insieme il messaggio contro il femminicidio.

www.tunonseisola.it

Sempre ieri, il Parlamento Europeo ha aderito all’Orange the World delle Nazioni Unite sul problema dello stupro con il tema “Generation Equality Stands againsyt Rape”, ovvero “la generazione dell’uguaglianza che prende posizione contro lo stupro”. Nel corso della Plenaria il Presidente Sassoli ha letto i dati dal quale scaturisce che nell’Ue, ogni minuto una donna subisce molestie sessuali, una donna su cinque ha subito violenza fisica e/on sessuale da un partner attuale o precedente e circa il 43% delle donne ha sperimentato forme di comportamento psicologicamente violento e/o di controllo all’interno di una relazione.

Al fine di promuovere l’iniziativa Orange the World per sensibilizzare l’opinione pubblica, l’edificio del Parlamento di Strasburgo si iè lluminato di arancione come a simboleggiare un futuro senza violenza.

E a proposito di violenza psicologica essendo ancora molto difficile da individuare e di cui spesso non si fa denuncia anche perché sovente la vittima stessa non ne è al corrente della manipolazione a cui è soggetta, incapace dunque di riconoscere subito quello che le sta accadendo, è bene ricordare invece che il nostro ordinamento punisce con la reclusione fino a quattro anni “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa”, Art. 610 del Codice penale al quale si aggiunge l’Art. 612 bis volto alla tutela della tranquillità psichica dell’individuo, “è punito con la reclusione da un anno a sei anni e semi mesi, infatti, chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Nessuno ne parla e poco ancora probabilmente si conosce, sul deleterio utilizzo di uno dei tanti metodi abusanti,  il Gaslighting, un fenomeno che trae origine da Gas Light, un’opera teatrale del 1938 il cui tema fu ripreso nel film italiano Angoscia di George Cukor, basato sulla destabilizzazione della vittima attraverso la negazione di fatti realmente accaduti. La trama tratta di un marito che cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell’ambiente, e insistendo che la moglie si sbaglia o si ricorda male quando nota questi cambiamenti. Il titolo origina dal subdolo affievolimento delle luci a gas da parte del marito, cosa che la moglie accuratamente nota, ma che il marito insiste essere solo frutto dell’immaginazione di lei.

Il Gaslighting è una forma di manipolazione psicologica nella quale vengono presentate alla vittima false informazioni con l’intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione, oppure la messa in scena di eventi bizzarri con l’intento di disorientare la vittima. Ma può anche essere semplicemente il negare che gli episodi di violenza siano mai accaduti, accusando la vittima di “essere pazza” e di “inventarsi le cose”. 

La violenza di genere è stata ancora in crescita nel 2018: sono state infatti 142 le donne uccise (+0,7%) di qualsiasi classe sociale e qualsiasi età, ogni 60 ore in Italia avviene un caso di femminicidio, 85% degli eventi si consumano in famiglia, tra le mura domestiche e non si trova spesso il coraggio di denunciare. Non si è mai registrata una percentuale così alta di vittime femminili (40,3%), la gelosia e il possesso sono ancora il movente principale.

L’idea che la donna sia ancora una cosa da possedere purtroppo esiste ancora e realtà ancor più grave è che spesso la colpa la si dà a loro.

Cosa si può fare per eliminare tutto questo?

Si può insegnare ad amare, a rispettare, ad escludere la violenza fisica e verbale dai rapporti relazionali, ma lo si deve fare presto, a cominciare dalle scuole attraverso un’educazione emotiva e socio affettiva nonché sentimentale.

Spesso per salvarsi è necessario chiedere aiuto. Il numero che fornisce informazioni di prima utilità è 1522, attivo 24 ore su 24 ed accessibile gratuitamente su tutto il territorio italiano.

https://www.1522.eu

Nelle immagini alcuni momenti della giornata di ieri.

Mariella Musso

 

Serata di riflessione su un tema legato alla violenza contro le donne

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“L’altra faccia della violenza: la violenza assistita da minori in ambito familiare” e l’argomento proposto dall’Associazione l’Incrocio delle idee

Serata di riflessione su un tema legato alla violenza contro le donne

Castellammare di Stabia – Anche questo 25 novembre, Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, l’Associazione Socio Culturale, l’Incrocio delle Idee, l’ha voluto fissare con un tema immediatamente collegato, “L’altra faccia della violenza: la violenza assistita da minori in ambito familiare”.
Una proposta del sodalizio stabiese, ha esordito la presidente dell’associazione Giovanna Massafra nell’avviare la serata, “che non vuole essere esaustiva del problema, e mai lo potrebbe essere; una giornata non come semplice ricorrenza, se pure importante, ma come iniziativa attraverso la quale vuole provare a trasmettere un chiaro messaggio relativamente ad una delle forme più gravi di violazione dei diritti umani”.
Una giornata, per quanto commentata da molti, compresi addetti ai lavori, “giornata di chiacchiere”, la cui importanza di celebrarla, ha aggiunto la Massafra, sta anche nel voler provare a fissare nella mente di tutti noi, di abbandonare l’idea che le questioni possono essere affrontate a scadenze prestabilite, ma essere operativi, ognuno per la propria competenza e possibilità, ogni giorno.
La violenza assistita dunque, un fenomeno sicuramente sottostimato dagli adulti in famiglia, dagli operatori nelle istituzioni e che tende a restare sommerso. Le conseguenze emotive, e non solo emotive, è stato ancora detto, che coinvolgono i figli che assistono alle violenze in famiglia, sono inimmaginabili ma molte volte tendono a perdersi ed essere considerate secondarie se non proprio non considerate, in relazione a quello che è il clima di violenza presente in famiglia.
Alcuni dati diffusi dall’ISTAT di donne che hanno subito violenze ripetute da partner e che avevano figli al momento della violenza che hanno ulteriormente evidenziato la gravità del fenomeno.
1,3 miliardi di bambini sono vittime, in tutto il mondo, di violenza. Tre bambini su 4 donne che subiscono violenza, sono vittime.
La Campania registra, purtroppo, il dato più alto in Italia, di violenza assistita.
La parola è poi passata a Carla Longobardi, una ventenne, studentessa universitaria, impegnata nel sociale che ha espresso il suo pensiero a proposito del femminicidio, guardandolo da un particolare punto di vista.
Non è frequente che in queste occasioni, ha affermato Massafra nel presentarla, veniamo a conoscenza di come i giovani le pensano a tale proposito perché comunemente le discussioni sono fra identiche generazioni.
L’aspetto patriarcale, ha affermato la Longobardi, ha ancora i suoi negativi effetti, un modello sociale che delega il potere al capo famiglia, modello che ancora adesso, molto spesso giustifica la violenza psicologica e fisica.
Uno schema che anche se ripudiato, arriva a noi in modo sottile provocando danni ai quali ogni giorno assistiamo, anche se, ha ancora affermato la giovane studentessa, qualcosa nell’uomo sta cambiando.
Occorre trovare un punto d’incontro abbandonando il concetto di conflittualità uomo donna, costruendo un percorso in questa direzione, auspicando un aiuto e dunque un cambio di quella che è l’attuale comunicazione sociale.
Alfonsina de Filippis, insegnante della scuola d’infanzia a Cava dei Tirreni, fondatrice e per sette anni presidente dell’associazione Frida contro la violenza su donne e bambini, ha ammaliato la numerosa ed eterogenea platea, impostando il suo intervento raccontando la sua storia e altre storie legate alla sua attività nell’associazione.
C’è ancora molto timore a denunciare, ha affermato la de Filippis e, sbagliando, non lo si fa per amore dei figli senza sapere che questi ultimi soffrono maggiormente in situazioni conflittuali e violenti. Oltre al fatto, ha ancora detto, che le istituzioni non sempre pongono la necessaria attenzione, come attenzione a trovare tempo per capire i ragazzi deve essere una finalità degli insegnanti.
Basta piangere i morti, con processioni e candele, ha sottolineato l’insegnante di Cava dei Tirreni, occorre mettere insieme, perché tutto funzioni, associazioni che rinunciano alla scrivania e al telefono e vanno fra la gente, una scuola con insegnanti formati, eliminare stereotipi, educare alle emozioni, cambiare l’attuale uso delle parole.
In tutto il suo intervento colmo di realtà e concretezza, più volte ha posto l’accento sull’errore di “resistere per i miei figli”, sul continuare ad amare ed essere succube.
Tecnico ma di una semplicità notevole, l’intervento dell’avvocata Ersilia Trotta, Coordinatrice regionale di Cammino (Camera Nazionale Avvocati per la famiglia, relazioni familiari e minorenni). Consigliere dell’ordine degli avvocati di Salerno e collaboratrice con il Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza professor. Scialla.
Violenza fisica, ma anche violenza psicologica e soprattutto una violenza più subdola, ha esordito la Trotta, che è quella economica che rende la donna subalterna quando appunto, non ha una autonomia economica.
L’obiettivo principale, ha affermato, non è quello di punire il carnefice, ma è quello di intercettare il fenomeno ed esaminare l’origine del conflitto. I figli apprendono quello che succede in famiglia, si, importante è quanto la scuola fa a tale proposito, ma la prima formazione avviene in famiglia.
“Il minore che assiste alla violenza in famiglia è anch’esso vittima e questo concetto è stato inserito nella legge che prende il nome di Codice rosso, che rappresenta un primo segnale positivo, anche se molto meglio si poteva fare”.
Anche l’avvocato Trotta ha sottolineato la necessità di fare rete con tutti gli attori che costituiscono la comunità, così come ha evidenziato l’esigenza di condurre le donne che subiscono violenza a denunciare e che evitano di farlo per paura di ripercussioni sui propri figli, donne che vanno aiutate prima che avviene la tragedia.
Alcuni racconti di episodi legati alla sua attività professionale e di volontariato hanno completato l’interessante intervento.
L’iniziativa è iniziata di botto, con la lettura di un racconto del libro di Serena Dandini, “Ferite a morte”, a cura dell’attrice Giulia Conte, che della stessa autrice ha offerto all’attento pubblico un’altro ed emozionante racconto.
Non una semplice lettura, ma una vera e propria interpretazione, anche la lettura della lettera di speranza di una madre al proprio figlio.

da sinistra Giuliana Mura, Gaemaria Palumbo e Giulia Conte

Prima dell’ultimo intervento, dal fondo della sala il sax del maestro Gaemaria Palumbo ha cominciato a intonare le note della canzone “Alfonsina y el mar” che è stata cantata, in acustica da Giuliana Mura.
Un successo di Mercedes Sosa che racconta di Alfonsina, poetessa, donna del popolo, una donna pubblica, una femminista che si è battuta per i diritti delle donne, morta suicida.
Una serata interessante, che ha informato, che ha messo in campo opinioni e visioni differenti del problema che hanno comunque condotto a un comune punto, quello di non sottovalutare la questione, di fare rete, e da qui la proposta/sfida della presidente dell’Associazione l’Incrocio delle idee Giovanna Massafra, di unirsi e attivarsi per contribuire a combattere questo gravissimo fenomeno che sta sempre più interessando la comunità a tutti i livelli e tutti i ceti sociali.
Giovanni Mura

Gazzetta – Insigne ritenuto il capo della rivolta in casa Napoli

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A lui toccherà pagare la multa con la cifra più alta

Insigne, rottura con il Napoli. Multe, inviate tramite raccomandata, da Aurelio De Laurentiis alla squadra nella giornata di ieri. Il calciatore a pagare di più, secondo la rosea, è il capitano Lorenzo Insigne: per il club sarebbe lui il capo della rivolta post Salisburgo. Ecco quanto si legge sull’odierna edizione della Gazzetta dello Sport:

“C’è una novità: non sarà il solo Allan a dover pagare, eventualmente, la multa del 50 per cento sullo stipendio mensile lordo. Aurelio De Laurentiis ha chiesto la stessa sanzione anche per Lorenzo Insigne che non è stato convocato per Liverpool: soffre per una contusione al braccio destro. Nel suo caso, comunque, la mazzata sarà ancora più pesante, perché se riconosciuto colpevole, dovrà pagare 350mila euro lordi, contro i 200 mila che verranno trattenuti dallo stipendio di Allan. Nel capitano, probabilmente, il club ha riconosciuto il capo della rivolta, colui che ha convinto gli altri, insieme a Allan e Mertens, a marinare il ritiro e ad aprire il braccio di ferro con la dirigenza. E, allora, altro che mediazione!”

Ecco quanto si legge sull’odierna edizione della Gazzetta dello Sport:  Ecco quanto si legge sull’odierna edizione della Gazzetta dello Sport: 

Repubblica – Insigne non sarà presente a Liverpool

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Il capitano non viaggerà con i compagni, nemmeno per supportare la squadra

L’edizione odierna di Repubblica, si scaglia contro il capitano della Ssc Napoli Lorenzo Insigne. Il capitano ha abbandonato la ” nave” azzurra in partenza oggi per Liverpool, senza pensare nemmeno di poter essere un sopporto morale per gli azzurri. Si legge:

Il dolore, a distanza di un paio di giorni, non si è evidentemente affievolito e così ieri mattina Lorenzo Insigne s’è presentato a Castel Volturno senza avere un’altra scelta: solo per gettare desolatamente la spugna. Niente allenamento con i compagni e di conseguenza niente convocazione per la trasferta di Champions League in Inghilterra, nonostante il momento di drammatica difficoltà sportiva in cui rischia di affondare il Napoli, domani sera (ore 21). L’attaccante della Nazionale ha ritenuto di non potere essere evidentemente in alcun modo utile alla causa, nemmeno come supporto psicologico per i suoi disorientati compagni di squadra. 

L’attaccante della Nazionale ha ritenuto di non potere essere evidentemente in alcun modo utile alla causa, nemmeno come supporto psicologico per i suoi disorientati compagni di squadra. L’attaccante della Nazionale ha ritenuto di non potere essere evidentemente in alcun modo utile alla causa, nemmeno come supporto psicologico per i suoi disorientati compagni di squadra. 

Gazzetta – Tensione in casa Napoli: nessuna mediazione per ADL

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De Laurentiis non ha voluto ascoltare Giuntoli e Ancelotti per fare da mediatori tra il Presidente e la squadra

Tensione in casa Napoli: Aurelio De Laurentiis fermo sulla sua pozione,  non ha voluto in nessun modo ascoltare Ancelotti e Giuntoli per trovare una mediazione con la squadra. Questo è quanto riportato  dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport che sottolinea come il presidente voglia fare piazza pulita a fine stagione.

“L’ambiente è seriamente preoccupato, teme che la squadra abbia perso le motivazioni, che il gruppo storico abbia mollato. E dinanzi a queste riflessioni si teme che ad Anfield possa arrivare una vera e propria imbarcata che metterebbe in discussione tutto, anzitempo. Insomma, la questione è più che mai seria, De Laurentiis non ha voluto ascoltare nessuno, non c’è stata la possibilità di una mediazione che avrebbero voluto portare avanti sia Carlo Ancelotti sia Cristiano Giuntoli, il diesse. E la decisione del presidente ha un suo perché: a fine stagione farà piazza pulita e ripartirà”.

Questo è quanto riportato  dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport che sottolinea come il presidente voglia fare piazza pulita a fine stagione. Questo è quanto riportato  dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport che sottolinea come il presidente voglia fare piazza pulita a fine stagione.

CorSport – Multe calciatori del Napoli: solo in due pagano il 50%

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CorSport – Multe calciatori del Napoli: solo in due pagano il 50%

L’edizione odierna del Corriere dello Sport ha pubblicato le cifre esatte degli importi che verranno trattenuti dalle buste paga degli azzurri. Di seguito pubblichiamo uno stralcio del quotidiano:

“La gradualità c’è e si vede, perché per Insigne e Allan, il capitano e il protagonista dello scontro con De Laurentiis, c’è una richiesta di decurtazione del 50% sulla mensilità lorda di ottobre, che il Napoli non ha ancora riconosciuto e che ovviamente farà nei termini consentiti dalle leggi federali; per gli altri, tranne Malcuit, quella sera – ahilui – a letto, infortunato, a guardare quel ginocchio destro operato da un po’ – è stato ritenuto sufficiente presentare un conto pari al 25%. E la stima complessiva, di una iniziativa che non ha precedenti, ondeggia ben oltre i due milioni di euro, è quasi prossima ai due e mezzo: la differenza, in casi del genere ed in presenza di cifre così grosse, che sfuggono (quasi) all’umana comprensione, la fanno i decimali. Ma Insigne sarà costretto a lasciare poco meno di quattrocentomila euro e Koulibaly, che guadagna più di qualunque altro, con i suoi dodici milioni lordi annui, rinuncerà a 225.000 euro: e poi, scivolando in questo mondo dorato, a ognuno verrà presentata questa specie di “cartella esattoriale” che rappresenterà semplicemente l’ennesima tappa d’un caos gigantesco, destinato a durare”.

“SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”: la mostra è permanente

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Il Parco coglie l’invito dei visitatori e la rende permanente la mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”.

“SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”: la mostra è permanente

ERCOLANO- Era il 20 dicembre del 2018, quando fu inaugurata la prima grande mostra del Parco che ha registrato un’ovazione di consensi che si sono tradotti nella tanto attesa decisione: la Direzione del Parco Archeologico di Ercolano ha pianificato di rendere permanente la mostra “SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano”. L’apertura della mostra corrispose, all’apertura dell’Antiquarium, edificio che necessitava di diversi interventi prima della fruizione dei visitatori. “L’operazione è stata il frutto di un grande sforzo per adattare all’accoglienza dei visitatori l’edificio adeguandolo con ogni misura di sicurezza che ne permettesse l’apertura – dichiara il Direttore Francesco Sirano – abbiamo offerto alla comunità e ai visitatori uno spazio funzionale che ha consentito di ospitare anche conferenze, convegni e laboratori. Abbiamo deciso di venire incontro alle numerose sollecitazioni dei visitatori di rendere la mostra permanente, ma questo non ci distoglie dall’obiettivo di dotare il Parco di un museo che completi l’esperienza della visita sotto tutti gli aspetti e in maniera innovativa. SplendOri è stato un primo passo che ci ha permesso di coniugare fruizione e ricerca per definire il progetto museografico del sito. L’attuale allestimento sarà nel corso del 2020 arricchito senza mai far venire meno il godimento dei beni da parte del pubblico. Il lavoro di ricerca sta continuando e sviluppiamo le altre due esposizioni del ciclo “Ercolano. Talento passato e presente” che vedranno la luce nei prossimi mesi dedicate a mettere in evidenza altri due aspetti peculiari che fanno di Ercolano un caso unico nell’intero mondo romano: l’una sul legno e l’ebanistica, l’altra sul cibo e la civiltà della tavola .”
“SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano” è l’esposizione che permette ai suoi visitatori di ammirare, per la prima volta in quantità tanto massiccia, monili d’oro, oggetti preziosi, manufatti di uso personale e quotidiano. Il tesoro conta all’incirca 200 monili, preziosi, raffinati arredi domestici, servizi da mensa unica per quantità e valore culturale dei pezzi in mostra che viene presentato al pubblico sul luogo stesso del ritrovamento; oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati con gli abitanti nel tentativo di porli in salvo dalla imminente catastrofe dell’eruzione, altri ritrovati nelle dimore dell’antica città.
Spesso si dimentica che oltre a Pompei, esistono anche altri siti quali Ercolano appunto, Stabia, Oplonti, che sono altrettanto importanti per la memoria e i reperti che custodiscono. Il fatto che una decisione così importante, quale quella di rendere permanente una mostra, sia derivata “necessariamente”, dalle insistenze dei visitatori stessi, è un segnale importante che fa ben sperare nel sentimento di amore e orgoglio e Responsabilità nei confronti della propria storia, identità e memoria. Si auspica che ben presto anche altri siti archeologici possano ricevere sempre più attenzione, e che le istituzioni preposte siano coraggiose nella promozione e sempre maggiore cura delle stesse.