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L’opinione dell’ambasciatore americano a Roma John R. Phillips sul referendum costituzionale

John Phillips, ambasciatore Usa a Roma
John Phillips, ambasciatore Usa a Roma

L’ambasciatore americano a Roma John R. Phillips si esprime sul referendum costituzionale, affermando che la vittoria del “no” nuocerebbe alle riforme economiche. Sono parole che riflettono le posizioni della Casa Bianca ed anche opinioni assai consolidate in altre capitali alleate, come Berlino e Parigi. Ma in Italia innescano proteste e polemiche da parte di chi accusa Philips di “ingerenza”.

“La presa di posizione americana tocca in realtà un nervo scoperto italiano – scrive l’editorialista Stefano Stefanini -. Non si può guardare al nostro referendum costituzionale nell’orticello della politica romana, completamente ignari delle ripercussioni europee e internazionali. In gioco non è l’eventuale successione a Palazzo Chigi; è il futuro dell’Italia”.

L’ambasciatore Usa: se vince il no al referendum è un grosso passo indietro per l’Italia

ROMA – Se al referendum sulla riforma della Costituzione vincessero i No l’Italia farebbe «un grosso passo indietro». Lo dice l’ambasciatore Usa a Roma, John R. Phillips che annuncia così il suo endorsement a favore del referendum sulle riforme.

Secondo Philips,«quello che serve all’Italia è la stabilità e le riforme assicurano stabilità, per questo il referendum apre una speranza». Parlando ad un convegno del centro di studi americani su Brexit, l’ambasciatore Usa ha aggiunto che «molti Ceo di grandi imprese Usa guardano con grande interesse al referendum», per capire quale sarà il contesto italiano per il loro investimenti. Per questo, ha concluso, la vittoria del Si «sarebbe una speranza per l’Italia, mentre se vincesse il no sarebbe un passo indietro».

«Renzi ha svolto un compito importante ed è considerato con grandissima stima da Obama, che apprezza la sua leadership», ha poi detto John Phillips ad un incontro sulle relazioni transatlantiche ricordando che il presidente del Consiglio andrà negli Stati Uniti il 18 ottobre prossimo in occasione della cena di Stato offerta alla Casa Bianca dal presidente Usa Barack Obama.

«Io vorrei relativizzare queste parole: si tratta solo di un consiglio di un paese amico, un tratto di riflessione da non mettere al centro della discussione» commenta il guardasigilli Andrea Orlando. «Il popolo italiano – aggiunge parlando alla Festa dell’Unità di Roma – è abbastanza maturo da tenere conto di queste parole nella giusta misura».

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