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Cronaca

Siria, raid colpisce ospedale Msf: 9 morti. Missili su Azaz: 14 vittime e 30 feriti

Dispersi otto membri dello staff di Medici senza frontiere. Mosca:”Attacchi contro terroristi continueranno anche con cessate il fuoco”. Ankara nega invio truppe turche vicino Aleppo: “Non vi è alcun pensiero di inviare truppe”.

ROMA – Almeno 9 persone sono morte in raid aerei russi compiuti contro un ospedale sostenuto da Medici senza frontiere in Siria: lo ha denunciato oggi l’Osservatorio siriano sui diritti umani. Tra le vittime c’è anche un bambino. Un portavoce da Parigi ha spiegato che “un ospedale sostenuto da Medici senza frontiere è stato fatto oggetto di bombardamenti aerei” nella regione di Maaret al Noomane, a 280 chilometri a nord di Damasco. L’ospedale è stato colpito quattro volte in due serie di almeno due attacchi a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro e di almeno otto membri dello staff non si hanno notizie. “Sembra essere un attacco deliberato contro la struttura sanitaria e lo condanniamo con la maggior forza possibile” ha detto Massimiliano Rebaudengo, capo missione di Msf. “La distruzione di questo ospedale lascia una popolazione di circa 40.000 persone senza accesso ai servizi sanitari in una zona in pieno conflitto.”

Fonti mediche hanno riferito di un altro attacco aereo governativo siriano che ha colpito un ospedale, una scuola e un campo profughi a Azaz, tra Aleppo e il confine turco: qui le vittime sono almeno 14 e 30 i feriti.

La reazione Turca. La Turchia “non permetterà la caduta di Azaz” nel nord della Siria nelle mani delle milizie curdo-siriane dell’Ypg, ha detto il premier di Ankara, Ahmet Davutoglu. “Elementi dell’Ypg sono stati allontanati dall’area intorno ad Azaz. Se si avvicineranno di nuovo affronteranno la più dura reazione” della Turchia, ha assicurato Davutoglu.

Intanto, però, la Turchia smentisce che il suo esercito sia entrato nel territorio siriano, come denunciato ieri da Damasco. Lo ha detto stamani in Parlamento il ministro della Difesa di Ankara, Ismet Yilmaz. Ieri il ministero degli Esteri siriano aveva inviato al segretario generale dell’Onu e alla presidenza del Consiglio di sicurezza una lettera in cui accusava la Turchia di aver sconfinato con “12 pickup armati e circa 100 militari nei pressi del valico di Bab al-Salameh, vicino all’aerea di Azaz colpita dall’artiglieria di Ankara”.

Russia: “Raid andranno avanti anche con cessate il fuoco”. La Russia, comunque, non intende interrompere i raid aerei “contro i terroristi” anche nella provincia di Aleppo nonostante l’accordo di cessare il fuoco in Siria. Il vice ministro degli Esteri russo Gennadi Gatilov ha spiegato: “Noi combattiamo contro gruppi terroristici, Is, al Nusra e altri, legati ad al-Qaeda. I bombardamenti su obiettivi dei gruppi terroristici continueranno in ogni caso, anche se si arriverà a un accordo per il cessate il fuoco in Siria”. “Il succo della questione sta nel fatto che il cessate il fuoco riguarderà coloro che sono davvero interessati all’avvio del processo di dialogo e non i terroristi”, ha detto Gatilov.

Rapporti sempre più tesi. A rappresentare “un considerevole ostacolo” alla creazione di un fronte unico per la lotta al terrorismo in Siria potrebbero, però, essere i complicati rapporti di Mosca con la Turchia, ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Il bombardamento del territorio siriano da parte di Ankara, secondo il Cremlino, equivale a “un manifesto sostegno al terrorismo internazionale e alla violazione delle risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’Onu”. Per il ministero degli Esteri russo “la Turchia continua a favorire la penetrazione illegale di forze fresche jihadiste e mercenari armati in Siria”.

Nato esclude truppe di terra. “Escludo per ora che la Nato invii truppe di terra in Siria”: in un’intervista alla Bild il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha detto che “tutti gli Stati della Nato sono pronti a combattere Is. Inoltre l’Alleanza supporta Tunisia, Giordania e Iraq nella costruzione di strutture militari”. “Le dichiarazioni di Assad mostrano che non sarà facile portare le armi a tacere”, afferma poi in un altro passaggio, a proposito delle intenzioni manifestate dal leader siriano, che ha detto di voler “recuperare tutto il Paese” all’indomani dell’accordo sulla cessazione delle ostilità. “Ma il comportamento di Assad dimostra anche che noi dobbiamo continuare a tentare – ha concluso Stoltenberg – altrimenti morti e violenza andranno avanti”.

Corridoi umanitari. Spera che il Consiglio dei ministri degli esteri europei che si riunisce oggi a Bruxelles sia “l’occasione per un impegno comune dell’Europa a sostegno delle intese, sia pure parziali, che sono state raggiunte a Monaco sulla Siria” il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni. E “naturalmente – ha spiegato il ministro – il nostro auspicio è che i primi risultati di quelle intese, soprattutto per quanto riguarda l’apertura di corridoi umanitari, possano essere raggiunti già oggi con il via libera da parte del regime alle richieste avanzate” nel fine settimana.

*larepubblica

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