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Attualità Economia

Reddito di Cittadinanza: alle 15:00 Di Maio presenterà il portale

Sfondo blu, Logo e scritta gigante bordata dal tricolore: Reddito di Cittadinanza. Sottotitolo: “Una rivoluzione per il mondo del lavoro”, così si presenterà il nuovo portale voluto da Di Maio.

Il portale della misura principe dei Pentastellati al governo, il Reddito di Cittadinanza, sarà operativo da oggi dopo la presentazione ufficiale del ministro del lavoro e vicepremier Luigi Di Maio. Alle 15:00, il ministro spiegherà anche i dettagli del funzionamento del portale che però, fino al 6 marzo, avrà unicamente una funzione informativa e solo dopo sarà anche veramente e completamente operativo.

In attesa dei “chiarimenti” finali di questo pomeriggio ricordiamo i punti base, ad ora noti, per la presentazione della domanda.

La procedura prevede la presentazione della domanda per ottenere il reddito e la verifica dei requisiti da parte dell’Inps, che invierà una mail o un sms ai richiedenti per certificare l’accoglimento. Da
qui scatta la procedura.  Poil’Inps avvisa anche le poste che convoca il ‘titolare’ della domanda fatta per la famiglia.

Tutta l’operazione richiederà, come ha spiegato nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, una decina di giorni.

La consegna poi dovrà essere fatta personalmente al richiedente che dovrà presentarsi con un documento valido. L’accredito sulla carta – a quanto si sà ad ora – arriverà il mese successivo alla presentazione della domanda.

Probabilmente i soldi arriveranno a fine aprile a chi ha richiesto il reddito a marzo. Inoltre si sà che sarà possibile prelevare in contanti 100 euro al mese o un importo collegato alla cosiddetta scala di equivalenza (legata al numero dei componenti del nucleo familiare): se la quota è al 2,1, cioè al massimo, si potrà prelevare fino a 210 euro.

Altro punto importante e basilare da ricordare è che tutto l’importo accreditato dovrà essere speso entro il mese dal momento che, quanto al caso restasse, sarà azzerato e non solo:

aprirà anche la porta al rischio che nei mesi successivi lo Stato riduca l’importo fino ad un 20%.

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