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Prime Pagine del 200919 Renzi, Salvini e Arsenio Lupin
Attualità Editoriali

Passano i Governi, cambiano i politici, ma almeno un Lupin ci risarà

La “canzoncina” della famosa serie di Lupin (il ladro sorridente) recita: “Di Lupin al mondo uno ce n’è”, Sarà! Secondo me non conoscono i nostri Politici.

Passano i Governi, cambiano i politici, ma almeno un Lupin ci risarà

Penso che tutti, anche i cosiddetti millenian, quantomeno avranno sentito parlare di Lupin (Arsenio Lupin o Lupi I, II, II) e ne ricorderanno la canzoncina che recitava:

“Di Lupin al mondo uno ce n’è. Sempre pronto all’avventura lui è. Un tesoro al sicuro non è se c’è lì attorno Lupin. Oh Lupin. Con il rischio gioca sempre perché per lui nulla d’impossibile c’è. Sempre molto audace. Questo è Lupin… L’incorreggibile… L’inafferrabile… Ineguagliabile sei!…. Sempre all’avventura tu vai. Sei furbo Lupin. Dove stia Lupin nessuno lo sa ma lui certamente comparirà. Dove c’è un tesoro se lo vorrà, allora lui arriverà….”

Orbene, traslando e facendo tesoro dell’italico andazzo, credo di poter dire che, probabilmente, gli autori non conoscevano il Parlamento italiano ed i suoi “gestori” o, quantomeno, hanno voluto ignorare la cosa, magari per non creare un incidente internazionale.

Comunque sia, io che italiano sono, penso di poter dire la mia senza creare alcun incidente internazionale per cui, essendo anche non italiota ed avendo alle spalle quasi 15 lustri, avendo anche occhi per vedere correttamente collegati a cervello funzionante con mente libera, posso dire, senza tema di essere smentito, che l’assunto della canzoncina è errato visto che, quantomeno nel nostro Parlamento, di Lupin ce n’è sempre almeno uno, spesso più di uno come, ad esempio, in quest’ultimo lustro durante il quale hanno svettato ed ancora svettano alemno due Lupin, non Arsenio ma Matteo, ed entrambi corrispondono allo stereotipo del famoso Lupin:

“Matteo (Lupin), sempre pronto all’avventura, amante del rischio con il quale gioca sempre perché ritiene che per lui nulla d’impossibile c’è. Ama farsi vedere sempre molto audace. È incorregibile, incomprensibile, ineguagliabile e va sempre all’avventura. È furbo. Quale sia la sua posizione nessuno lo sà, ma è certo che lui comparirà sempre a cavallo di un qualche evento del quale farà tesoro che vorrà per se”.

Ricordate? E, soprattutto, lo (li) riconoscete e ne riconoscete l’operare? Credo di sì! E credo anche che ora, di sicuro, ci saranno tanti che mi si diranno: ma guarda che fuori dal Parlamento non è che non ce ne siano.
Ma per carità, figuratevi! Ho premesso che sono italiano ma non italiota, per cui figuriamoci se non vedo i tanti Lupin che sono fuori dal Parlamento vuoi nei politicanti collaterali che proprio nella stessa, cosiddetta, “società civile” che spesso tanto civile non è. Ma questo è altro.

Del resto e per inciso, tornando all’argomento, alla fin fine tutta quella ciurma è da questa società esterna che proviene, mica sorge dal nulla o viene da Marte. No?

Ed allora, tanto per gradire e per dare nota che ANCHE fuori da quelle mura guardo, eccovi ad esempio, tanto per gradire, un grillino Doc, Alessandro Di Battista, che ormai sembra essere andato fuori giri come il Matteo verde per cui è sempre più spesso lì a pontificare e gridare contro tutto e tutti.

L’ultimo suo sermone recita: «Non vi fidate del Pd derenzizzato, è un partito ipocrita» e lo lancia così, a ruota libera, senza minimamente considerare che, con esso, apre un fronte nella maggioranza, con tensioni che si riflettono nei suoi stessi 5 Stelle e nel governo e, nel contempo, fa un bel pieno al Matteo Verde che ringrazia (si fa per dire: lui è l’uomo forte che non deve chiedere mai, men che meno ringraziare chicchessia) e parte rombante, spadone leghista al vento, a ririririri…chiedere nuove elezioni e a dire che questo governo è una truffa.

Non è stato mica eletto dagli italiani dimenticando, grida. E da bravo Caporale, sorvola sul fatto che nemmeno il suo lo era ed anzi, che il suo era nato dall’unione tra il primo ed il terzo partito votato dagli italiani mentre, quello attuale, è tra il primo ed il secondo ma …. in questo non c’è lui per cui non è legittimo, nessuno l’ha voluto o votato.

Che dire, appunto: incorregibile, ineguagliabile, anzi no, per questo di competitor ne ha diversi anche prescindendo dall’altro Matteo (in nomen, omen, ovvero: nomina sunt omina  che, tradotto letteralmente, significa “il nome è un presagio”, “un nome un destino”, “il destino nel nome).

Ne vogliamo ricordare un altro? Vecchia vendemmia ma indubitabilmente DOC e DOP: l’immarciscibile Silvio Berlusconi che ritroviamo a dire al “Corriere” di non vedere Matteo Renzi nei panni di un suo figlio politico e che, soprattutto, non vede “elettori moderati e liberali dare a lui il voto” epperò poi dice anche: “Meglio Italia Viva di Renzi che il Pd”

Prima di passare a fornirvi i titoli principali delle Prime Pagine, aggiungo anche qualcuno presente sull’altra faccia della medaglia. Un in e out da parlamento/politica ma che sembra rientrare. Mi riferisco a Prodi che, in una intervista a “la Repubblica”, afferma che il partito di Renzi “è come lo yogurt, ha scadenza ravvicinata” e con questo mi richiama alla memoria altro rientrante: Bersani ed i suoi indimenticabili modi di dire per raffigurare, plasticamente, una situazione o un fatto.

Che dire, a questo punto, come sempre, non resta altro da fare che attendere e sperare di uscir fuori da questo fuoigiri e fuorisincrono, e di uscirne ancora in piedi.

Intanto, date un’occhiata anche voi ai titoli principali delle Prime Pagine per avere anche voi una visione generale e globale delle acque nelle quali ci torviamo a navigare (e dico “acque” per non usare un francesismo che, forse, sarebbe più idoneo.

CORRIERE DELLA SERA
Governo, c’è un altro fronte
Di Battista attacca il Pd, tensione nei 5 Stelle. Conte: no ai personalismiLA REPUBBLICA
“Il partito di Renzi è come lo yogurt”
“…ha scadenza ravvicinata. Ma non logorerà il governo”
Italia Viva forma il gruppo pure al Senato grazie al simbolo del Psi. Berlusconi: Matteo non sarà il mio erede
Conte alla festa di Bersani e D’Alema: “Mi fido del Pd”. Tensione tra i giallo-rossi su chi candidare in Umbria

LA STAMPA
Carige, l’ora della verità Senza il salvataggio parte la liquidazione
Se Malacalza non ci sta, il governo pronto con la cura usata per le venete

IL FATTO QUOTIDIANO
LA CASSA DI RENZI SOTTO INCHIESTA
LA PROCURA DI FIRENZE INDAGA PER TRAFFICO DI INFLUENZE L’AVV. ALBERTO BIANCHI, EX N. 1 DELLA FONDAZIONE CHE FINANZIAVA LA LEOPOLDA, PERQUISITA DALLA FINANZA. CACCIA AI “DONATORI”

IL MESSAGGERO
Auto ecologiche, stop al decreto
Il Tesoro blocca il piano sull’ambiente con incentivi e rottamazione: mancano le coperture
Il governo dimezza le stime di crescita del Def: nel 2020 l’economia crescerà solo dello 0,4%

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Conte zittisce Di Battista
Il pentastellato: Pd ipocrita e pericoloso. Il premier: no, io mi fido E D’Alema benedice il professore. In 41 con Renzi, aiutino dal Psi

IL MATTINO
Il Tesoro avverte i ministri: «Poche risorse e Pil in calo»

IL GIORNALE
LA TASSA VERDE E ROSSA
Dopo l’incentivo a rinunciare all’auto, arrivano i divieti per gli imballaggi degli alimenti: la spesa sarà un incubo. E il decreto adesso è in bilico
Bomba Di Battista: «M5s non si deve fidare del Pd»LIBERO QUOTIDIANO
ORA BASTA, VOTIAMO
Sembrava che la maggioranza durasse tre anni, invece traballa già e offre spettacoli osceni Mattarella si renda conto che ha realizzato un obbrobrio, non un governo. Ci liberi: elezioni

IL FOGLIO
L’asse verde tra Conte e Merkel può dare all’Ue una scossa economica
I dazi preoccupano la Germania ma le regole fiscali non cambieranno. La chiave è il green. L’Ocse: Italia a crescita zero nel 2019
Incontro Mattarella-Steinmeier

LA NAZIONE
Ecco i gruppi, Renzi è fuori dal Pd
Ma arriva una tegola giudiziaria: indagato il cassiere della Leopolda

IL SECOLO XIX
Carige vota, è il giorno della verità In bilico tra salvataggio e dissesto
Se il piano non passa, il governo potrebbe adottare una misura d’emergenza coinvolgendo Unicredit​

IL TEMPO
Il manager che si regala l’aumento
Capitale immorale. Stefano Brinchi, alla guida di Servizi per la mobilità, si auto-promuove e fa lievitare il proprio stipendio di 27 mila euro. Li merita? La risposta a chi usa i trasporti

IL GAZZETTINO DI VENEZIA
Bonus auto, falsa partenza
Il Tesoro blocca il piano sull’ambiente che prevede incentivi fiscali alla rottamazione: non c’è copertura
Il governo dimezza le stime di crescita anche per il 2020: l’economia si svilupperà dello 0,4%

E questo è anche per oggi per cui:

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Stanislao Barretta

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