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FMI Palazzo a Washington DC
Economia Editoriali

Fmi e Bankitalia concordano: l’economia italiana sta frenando. Salvini sbotta

Anche il Fmi taglia, come Bankitalia, le stime del Pil dell’Italia indicandola, in verità insieme alla Germania, come uno dei principali fattori che hanno portato al taglio delle stime di crescita globale.

In effetti l’economia italiana sta frenando più bruscamente del previsto, ed è a seguito di questo rallentamento che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha adeguato le sue previsioni, stimando che il Pil tricolore nel 2019 limiterà la sua crescita al +0,6% per poi riaccelerare al +0,9% nel 2020.

Il Fmi ha anche ridotto le sue proiezioni di crescita per l’economia globale, ora pari al +3,5% per quest’anno e al +3,6% per il prossimo con una revisione rispettivamente di 2 decimi e un decimo di punto.

A scorrere il comunicato del FMI si legge:

“Le previsioni di crescita globale per il 2019 e il 2020 erano già state riviste al ribasso nell’ultimo ‘World Economic Outlook (Weo)’, in parte a causa degli effetti negativi degli aumenti tariffari messi in atto negli Stati Uniti e in Cina nei mesi precedenti dell’anno.

L’ulteriore revisione al ribasso rispetto alle previsioni di ottobre riflette in parte il trascinamento da una situazione più debole nella seconda metà del 2018 – includendo la Germania dopo l’ introduzione di nuovi standard sulle emissioni degli autoveicoli e l’Italia dove ci sono preoccupazioni per i rischi sovrani e finanziari, che hanno pesato sulla domanda interna – ma anche sulla base del peggioramento del clima del mercato finanziario e della contrazione economica in Turchia che ora è stimata più profonda del previsto”.

A completare il quadro, come riporta l’agenzia Aska, c’è poi da segnalare anche la revisione, ancor più sostanziale, della stima di crescita della Germania che per quest’anno viene accreditata di un +1,3% (-0,6). E così, tra i grandi Paesi dell’Eurozona le ‘locomotive’ diventano ora la Francia, accreditata per quest’anno di un +1,5%, con una revisione limitata a un decimo di punto, e soprattutto la Spagna, la cui crescita viene confermata al 2,2%.

Il faro acceso sull’Italia, a poche ore dall’inizio del Forum economico mondiale di Davos, dal direttore della Ricerca del Fmi Gita Gopinath, fa scattare la replica del nostro luminare prezzemolino, al secolo Salvini, che fornisce la sua analisi chiedendosi ed affermando, ovviamente a mezzo Twitter:

“Italia minaccia e rischio per l’economia globale? Piuttosto è il FMI ad essere una minaccia per l’economia mondiale, una storia di ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi successi e molti disastri”.

Ah, bene! Se è così allora stiamo tranquilli.

Ma che malelingue e che incompetenti questi di Bankitalia, FMI e di tutti gli altri istituti che concordano nella diagnosi. Meno male che noi abbiamo Salvini, e ovviamente anche Di Maio.

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Stanislao Barretta

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