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Laura Boldrini all'inaugurazione de La Sala delle Donne
Cronaca

Laura Boldrini: inaugurata la ” Sala delle donne ”

Laura Boldrini* ha aperto oggi l’incontro «Dalle ragazze della Costituente alle ragazze di oggi» per l’inaugurazione della “Sala delle donne” di Montecitorio ed ha iniziato dicendo: «Visto la presenza maschile, abbiamo voluto riequilibrare un po’ le cose tenendo conto delle tante donne autorevoli della nostra Repubblica. Abbiamo, quindi, pensato alle prime donne, che per la prima volta hanno avuto ruoli e incarichi importati. E abbiamo iniziato dalle prime donne costituenti, che varcarono per la prima volta il portone di Montecitorio: erano motivate e coraggiose, erano delle pioniere».

Di seguito riportiamo quanto la Boldrini ha fatto giungere alla STAMPA in merito all’evento

La sala delle donne che fecero l’Italia LAURA BOLDRINI*

C’è la storia già scritta e quella ancora da scrivere, ci sono le foto del passato e gli specchi per il futuro. La Sala delle Donne che viene inaugurata oggi alla Camera vuole essere innanzitutto un riconoscimento alle prime protagoniste di questi 70 anni della Repubblica, alle pioniere che hanno aperto la strada nelle istituzioni nazionali e in quelle locali. Ce n’era bisogno, perché a girare negli austeri ambienti di Montecitorio di queste donne quasi non si trova traccia. Nelle sale e nei corridoi si è costantemente accompagnati dallo sguardo severo di busti maschili, con l’unica eccezione di Nilde Iotti.

Ma la storia della democrazia italiana non l’hanno fatta solo gli uomini. Anzi, la Repubblica nasce con una fortissima impronta femminile: quella lasciata dai milioni di donne che nel 1946, fiere e sorridenti, possono entrare per la prima volta in una cabina elettorale, mandando all’aria i pregiudizi secolari che le volevano incapaci di partecipare alla vita pubblica.

Ventuno di loro arrivano a Montecitorio come componenti dell’Assemblea che scriverà la nostra Costituzione. In molte avevano partecipato alla Resistenza e alla lotta di Liberazione. Si battono per un’Italia più giusta, nella quale la parità tra uomo e donna sia qualcosa di sostanziale.

Ma in quello stesso anno altre fanno un grande passo. Perché si vota anche per le prime elezioni amministrative e dieci donne diventano sindache. Da Nord a Sud, da Borgosatollo a San Sosti, da Massa Fermana a Borutta, sono chiamate a portar fuori dall’emergenza della guerra i loro piccoli centri. Ritrovarne le tracce, i nomi, le foto non è stato facile. Persino l’elenco non era mai stato fatto prima. Ora hanno una parete tutta per loro, alla Camera, e dimenticarle non sarà più possibile.

Dopo il muro abbattuto nel 1946, ci vorranno però molti anni perché altre barriere simboliche cadano. E’ solo nel 1976 che una donna diventa Ministra: tocca a Tina Anselmi, responsabile del Lavoro. Tre anni dopo Nilde Iotti sale sullo scranno più importante di Montecitorio. E nell’81 Nenna D’Antonio, in Abruzzo, è la prima Presidente di Regione.

Il percorso fotografico finisce qui. Ma non è finito il cammino verso una piena parità dentro le istituzioni. Ci sono infatti tre ruoli di alta responsabilità che nessuna donna ha mai ricoperto: la Presidenza della Repubblica, la Presidenza del Senato, la Presidenza del Consiglio. Per questo nella Sala, dopo le foto, c’è una quarta parete con tre specchi. E’ un modo per rimarcare un’assenza, ma anche per stimolare la fiducia in se stesse delle donne che verranno in visita. Per parlare soprattutto alle più giovani e dire loro: «potresti essere tu». Perché con l’impegno, con la preparazione, con l’autostima, nessun traguardo è precluso alle donne. Proprio come dice la Lucy che apre il vostro bel numero di «Origami»: Avanti ragazze!

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vivicentro.it/politica – lastampa / La sala delle donne che fecero l’Italia LAURA BOLDRINI*

* Presidente della Camera dei deputati

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