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Morire in solitudine
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Morire non è mai piacevole: Morire In Solitudine è anche disperante

Morire in solitudine, senza avere l’affetto dei propri cari nel momento del trapasso, è quanto di più triste possa capitare ad ogni essere umano. A tal riguardo, molti anziani preferiscono morire in casa e non in ospedale.

Giorno dopo giorno i numeri dei decessi aumentano, particolarmente colpiti sono i più fragili, tutti coloro che sono già in età avanzata. E’ una moria continua ed inesorabile, gli operatori sanitari, visto il gran numero dei ricoverati in terapia intensiva, spesso devono prendere decisioni estreme, scegliere i pazienti che hanno la più minima possibilità di sopravvivenza e chi “abbandonare” al loro destino (il cosiddetto ‘triage estremo’).

Proprio ieri, in una intervista, una Dott.ssa italiana che lavora in un Ospedale spagnolo, ha dichiarato :

Si tengono attaccati ai respiratori artificiali, solo coloro che hanno la pur minima speranza di sopravvivenza.

Apriamo Parentesi :

Le case di cura sono sempre più spesso colpite dal Coronavirus sia al Nord che al Sud, il personale medico e infermieristico, pur dando il massimo del loro impegno, non é in grado di fronteggiare questa emergenza nazionale. Se qualcuno viene contagiato, è facile che lo siano anche gli altri ospiti.

A Messina nella casa di riposo “Come d’Incanto”, su 40 degenti, 28 sono risultati positivi al virus. Dopo reiterate proteste del personale, durate giorni, la casa di riposo è stata svuotata, nei prossimi giorni sarà sottoposta a sanificazione. Tutti gli anziani positivi al virus, sono stati trasferiti negli Ospedali Papardo di Messina e Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto.

La misura è stata adottata dal Covid Team del Policlinico G. Martino, alla luce dei risultati su tutti i tamponi effettuati.

Mentre nella Casa di cura Cristo Re, si sono registrati 4 casi positivi, 21 sono risultati negativi, questi ultimi sono stati dimessi, visto che erano nelle condizioni di essere mandati a casa; mentre i 4 positivi sono rimasti all’interno della struttura, isolati rispetto agli altri reparti, si prenderà cura di loro  personale specializzato.

Chiusa Parentesi.

Se a distanza di più di un mese ancora in Italia siamo “deficienti” per mancanza di guanti, mascherine, e tutto ciò che riguarda il materiale sanitario che si sarebbe dovuto mettere a disposizione agli operatori,  siamo messi proprio male. A tale riguardo, questi sono dati certi, dall’inizio della pandemia fino ad oggi sono 41 i medici sia mutualistici che ospedalieri, morti a causa del Coronavirus. Non si conosce ancora il numero degli infermieri che hanno avuto la stessa sorte dei medici.

Domanda lecita : 

Se avessero avuto i giusti dispositivi di sicurezza, alcuni dei sanitari colpiti dal virus nell’esercizio delle proprie funzioni, si sarebbero potuti salvare? La risposta la potremmo avere negli anni a seguire, magari in qualche aula di Tribunale.

Solo che nessun risarcimento, né medaglie alla memoria, potrà ridare la vita a coloro che l’hanno persa per colpa altrui.

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