Cronaca

Marò, pressing Farnesina: “Girone rientri presto in Italia”

Il Marò Salvatore Girone, Foto Roberto Monaldo
Presentata alla sezione feriale della Corte Suprema indiana la richiesta di attuazione urgente della decisione del Tribunale arbitrale dell’Aja del 29 aprile scorso.

ROMA – La Farnesina rende noto che l’Italia ha presentato oggi alla sezione feriale della Corte Suprema indiana la richiesta di attuazione urgente della decisione del Tribunale arbitrale dell’Aja del 29 aprile scorso, per consentire il rapido rientro in patria del fuciliere di Marina Salvatore Girone, che insieme al collega Massimiliano Latorre (in Italia con un permesso speciale per gravi motivi di salute) è accusato dall’India di aver ucciso due pescatori al largo delle sue coste nel 2012 nel corso di una missione antipirateria.

PDF / LA DECISIONE DELL’ARBITRATO

Secondo il Tribunale arbitrale, infatti, Italia e India sono chiamate a cooperare per definire le condizioni e le modalità del rientro e della permanenza nel nostro Paese del marò italiano, in pendenza della procedura arbitrale che dovrà decidere sulla controversia giurisdizionale nel caso della Enrica Lexie.

La data dell’udienza della Corte Suprema indiana fissata per l’esame della questione è giovedì 26 maggio.

Girone da anni è costretto a vivere in India, a migliaia di chilometri dalla sua famiglia, con due bambini ancora in tenera età, in libertà condizionata e obbligato alla dimora nella dependance dell’ambasciata italiana a New Delhi.

La Farnesina  ha lavorato costantemente al suo rientro e a inizio maggio ha messo a segno un punto a suo favore quando all’Aja, la Corte permanente di Arbitrato, ha stabilito che Girone deve attendere in Italia la conclusione dell’arbitrato presso gli stessi giudici su chi (tra Italia e India) abbia la giurisdizione sull’omicidio dei due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala, nel 2012: il fuciliere deve rientrare “per motivi umanitari”, hanno stabilito i giudici, proprio come sosteneva l’Italia.

Nell’ordinanza resa nota il 3 maggio il tribunale arbitrale ha ordinato anche a Italia e India di collaborare per definire le modalità di rimpatrio del fuciliere di Marina: proprio le condizioni di rientro devono adesso essere convalidate dalla Corte Suprema di New Delhi giovedì prossimo.

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