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Procida-Iovine: “Venuti fuori i nostri limiti, a Pianura per fare un piacere all’Ischia”

IL COMMENTO – Il tecnico dei biancorossi Iovine parla ai nostri microfoni del pareggio ottenuto dalla sua squadra in extremis contro il Santa Maria la Carità nel recupero giocato mercoledì a Forio

Sono ormai 4 mesi che continuo a parlare in un certo modo. Ovvero che dico che dobbiamo stare calmi, che non dobbiamo montarci la testa, che tutto quello che sta venendo è tutto in più. Col Santa Maria la Carità sono venuti fuori tutti i limiti, limiti di ogni tipo”

Simone Vicidomini-Il Procida fallisce l’aggancio al secondo posto della classifica del girone B. La squadra biancorossa è stata fermata sul 3-3 dal Santa Maria la Carità nel recupero dell’11° turno di campionato, giocato al Calise di Forio mercoledì pomeriggio. Gli uomini di Giovanni Iovine non hanno offerto una grande prestazione e sono andati per ben 3 volte sotto, riuscendo a raddrizzare per l’ultima volta la partita proprio sul filo di lana. Il punto ha portato i procidani ad una sola lunghezza dall’Ischia seconda ed a 4 dal Pianura capolista, proprio alla vigilia dello scontro diretto che si giocherà al Simpatia domenica mattina. Comunque, per commentare un po’ tutte le implicazioni che ha prodotto la partita contro i sammaritani, Giovanni Iovine è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le parole del tecnico isolano.

Mister Iovine, quella col Santa Maria la Carità è stata una partita davvero al cardiopalmo. L’inizio è stato caotico ma anche il finale non è stata da meno…
“Sono ormai 4 mesi che continuo a parlare in un certo modo. Ovvero che dico che dobbiamo stare calmi, che non dobbiamo montarci la testa, che tutto quello che sta venendo è tutto in più. Questo, mi viene da dirlo perché nel mio piccolo un po’ di calcio l’ho fatto, sia giocato che allenato, ed ho il polso di capire quello che sta succedendo. Col Santa Maria la Carità sono venuti fuori tutti i limiti, limiti di ogni tipo. Innanzitutto, di una squadra che non sempre riesce a fare 2 partite in 4 giorni, visti certi cali. Inoltre, ci sono alcune piccole problematiche di affrontare una partita nella quale si va sotto dopo 1 minuto, che viene ripresa subito ma dopo un minuto si è di nuovo sotto. Ecco, quindi, venire fuori tutti i limiti della squadra, che ci sono. Una squadra che non può stracciare il campionato, ma che – riprendendosi ad allenare – può fare qualcosa in più. In questo momento, il Procida ha una serie di limiti, che si sono palesati”.

La vostra rosa si è allungata, con l’arrivo di un under, Mario Pesce. E’ un calciatore in cui lei crede tantissimo e che in altre circostanze avrebbe anche potuto esordire…
“E’ una questione anche di giustizia nei confronti di un ragazzo come Calise, che si sta allenando con noi da agosto. Mario Pesce è arrivato solo martedì. Io ho fatto sempre così, ho messo in panchina anche calciatori veramente importanti, che mi potevano cambiare la partita, che però non si erano allenati. Bisogna dare spazio a chi si allena in settimana e non è un caso – se proprio mi voglio fare un complimento – che non perda ragazzi per la strada. I miei gruppi iniziano a 18 e finiscono a 20, difficilmente si assottigliano per la strada come succede in altri casi. Ci sono delle regole e vanno rispettate, chi suda ha il diritto secondo me di giocare, che sia più o meno bravo. Comunque, abbiamo preso Pesce perché contiamo di avere un under basso un po’ più avanti di età, un 2000, invece che un 2002 od un 2003. Col Santa Maria abbiamo messo in campo 2 nati nel 2002 e domenica ha debuttato un 2003. La politica che stiamo portando avanti è quella, utilizzando soprattutto i ragazzi di Procida. E vedo che ci stiamo riuscendo, perché se si legge la distinta il marchio procidano c’era”.

Non possiamo non chiedere a lei che fine farà Raffaele Pianese…
“Non dipende da noi. Raffaele ci ha dato una mano in questi 2 mesi, perché rimasto per una questione burocratica. Ora, non so oggettivamente cosa accadrà circa le cifre od altro. In settimana vedremo cosa il Procida metterà per il mercato di dicembre. In base alle cifre cercheremo di capire come fare, ma è chiaro che ci servono rinforzi anche in altri ruoli. In settimana ci siederemo e ne parleremo, sia dal punto di vista economico che di reparto”.

Domenica mattina il Procida sarà in quel del Simpatia per affrontare il Pianura, che resta la capolista ma che ha avuto una battuta d’arresto importante nell’ultimo turno. Che partita potrà essere?
“Sarà una partita sicuramente difficile, lo dimostra quella col Santa Maria, che sulla carta poteva essere diversa. Anche se, di mazzo o non di mazzo, i sammaritani hanno vinto con l’Ischia per 1-0. Comunque, a Pianura ce la andremo a giocare soprattutto perché, oltra a fare un piacere al Procida, ci piacerebbe fare un piacere all’Ischia”.

Juve Stabia-Frosinone: tutti i precedenti disputati a Castellammare

Sono sei i precedenti disputati a Castellammare tra vespe e canarini

Juve Stabia e Frosinone, si sono affrontate sei volte sia al vecchio campo “San Marco” sia all’attuale stadio “Romeo Menti” di Castellammare, con quattro vittorie per le vespe, nessuna per i ciociari e due pareggi. Questi i dettagli:

PasqualeSantosuosso– 1963 / 1964 – Campionato Nazionale di Serie D girone ‘ E ‘

–  15° giornata d’andata: JUVE STABIA – FROSINONE 1 – 1 BAROLLO (JS).

– 1972 / 1973 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

11 febbraio 1973 – 2° giornata di ritorno: JUVE STABIA – FROSINONE 1 – 0 Pasquale SANTOSUOSSO (foto).

– 1973 / 1974 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ C ‘

16 dicembre 1973 – 14° giornata d’andata: JUVE STABIA – FROSINONE 2 – 1 RIZZA (JS).

– 1985 / 1986 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

29 marzo 1986 – 9° giornata di ritorno: JUVE STABIA – FROSINONE 3 – 1 autorete e doppietta di Marcello PRIMA (JS).

– 1986 / 1987 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ D ‘

8 febbraio 1987 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – FROSINONE 0 – 0.

– 2005 / 2006 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

5 marzo 2006 – 8° giornata di ritorno: JUVE STABIA – FROSINONE 2 – 0 (arbitro Lorenzo Ferrandini di Sondrio) doppietta di Ernesto VEROLINO.

Giovanni MATRONE

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Teatro Sociale di Brescia: LO SCHIACCIANOCI, una Fiaba di Natale

L’appuntamento con il Balletto di San Pietroburgo è al Teatro Sociale di Brescia con LO SCHIACCIANOCI, una Fiaba di Natale, ed  è fissato per il 18 dicembre alle ore 20:30.

Teatro Sociale di Brescia: LO SCHIACCIANOCI, una Fiaba di Natale

In scena l’incanto delle coreografie e dei costumi di uno dei corpi di ballo più famosi al mondo. Amore, sogno e fantasia per uno dei balletti più affascinanti della storia della danza classica.

Le scenografie incantate del Balletto di San Pietroburgo rendono partecipe lo spettatore della fiaba di Hoffmann. Per le sue caratteristiche di favola a lieto fine e per la vicenda pervasa da un’atmosfera fatata di festa, “Lo Schiaccianoci”, una fiaba fatta di dolciumi, soldatini, alberi di natale, fiocchi di neve e fiori che danzano, topi cattivi, prodigi, un principe azzurro e la fatina, è diventato un balletto che ammalia i bambini e incanta i grandi. Per questo è lo spettacolo più rappresentato nel mondo durante le festività natalizie. La conclusione è segnata dallo squisito Valzer dei Fiori, dopo il quale Clara si ritroverà nella sua poltrona con il suo schiaccianoci in grembo, felice di questo sogno di Natale.

L’appuntamento a Brescia con questa produzione è fissato per il 18 dicembre presso il Teatro Sociale alle ore 20:30. Un’occasione da non perdere per tutti gli appassionati di danza, ma anche per coloro che – attraverso un grande Balletto Internazionale – vogliono avvicinarsi a questa meravigliosa forma d’arte.

La storia dello Schiaccianoci, ambientata agli inizi dell’Ottocento, si svolge alla vigilia di Natale quando Drosselmeyer, eccentrico inventore di giocattoli, molto amato dai bambini, viene invitato a casa del Sindaco. I giochi e le danze iniziano e Drosselmeyer organizza uno spettacolo di marionette e burattini nel quale il Re dei topi vuole rapire la Principessa, ma il coraggioso Schiaccianoci lo uccide e salva la Principessa, diventando così il giocattolo preferito della piccola Clara.

Il Balletto di San Pietroburgo è stato fondato nel 1877 da Nobili Borghesi Russi, ad oggi, è ancora uno dei migliori balletti internazionali. Il repertorio include alcuni classici del patrimonio artistico-musicale come Il Lago dei Cigni, appunto, Lo Schiaccianoci, La Bella Addormentata, Cenerentola, Biancaneve, Giselle, Don Chisciotte, Carmen, Coppelia e tanti altri.

La Compagnia del Teatro si esibisce con notevole successo su ogni palcoscenico del mondo e le loro rappresentazioni sono state seguite da milioni di spettatori soprattutto in Italia, Germania, Svizzera, Africa, Cina, Taiwan, Giappone. La compagnia si basa sulle grandi tradizioni del balletto russo e ha l’intento, con le sue messe in scena di far vibrare le corde dell’anima degli spettatori.
Così Lo Schiaccianoci porta in scena l’incanto con favolose scenografie e costumi, e le stupende musiche di P.I. TCajkovskij su coreografie di Marius Petipa. Questa entusiasmante produzione, che conta della partecipazione di ballerini come Ernest Latipov e Tatiana Tkachenko, entrambi solisti del Teatro Marinsky di San Pietroburgo.

Redazione Lombardia

Il Giornale – Ancelotti trema per miserie umane che si riflettono in quelle finanziarie

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Il Giornale – Ancelotti trema per miserie umane che si riflettono in quelle finanziarie

Momenti duri per l’allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti. Dopo l’ammutinamento dell’intera squadra, dopo le multe ai giocatori, ecco presentarsi la possibilità anche di un suo esonero. Su Il Giornale, Riccardo Signori parla della fine dell’era degli intoccabili sulle panchine:

“Ancelotti trema per miserie umane che si riflettono in quelle finanziarie, dopo aver assaggiato l’ammutinamento di una banda di prime donne in Germania. Oggi è l’unico fra i primi 5 tecnici top italiani degli ultimi 40 anni, con Sacchi, Capello, Trap, Lippi, ad essere ancora in panchina: il tempo non lascia indenni. Il nucleo familiare, che il mister si porta dietro, non sempre è apprezzato all’interno di uno spogliatoio: si tratti di Napoli o di Monaco. L’esonero del Real fu un atto di ingiustizia, quello del Bayern un alto tradimento dei giocatori, la storia di Napoli ha creato crepe sulla sua credibilità gestionale e sull’apprezzata qualità di tecnico: comunque vada, non sarà più l’Ancelotti di un bel tempo che fu”.

Su Il Giornale, Riccardo Signori parla della fine dell’era degli intoccabili sulle panchine: Su Il Giornale, Riccardo Signori parla della fine dell’era degli intoccabili sulle panchine: b b b b b b b

Napoli, blitz dei carabinieri nel cuore della città: sequestri e denunce

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I carabinieri hanno eseguito una serie di multe, sequestri e denunce nel cuore di Napoli

Servizio straordinario di controllo del territorio dei carabinieri della compagnia Stella e della compagnia Centro insieme con i militari del reggimento Campania, del nucleo cinofili di Sarno e del nucleo elicotteristi di Pontecagnano: al setaccio le aree mercatali dei quartieri Montesanto, Pendino e Mercato.

182 le persone complessivamente identificate, 65 delle quali con precedenti di polizia. I veicoli controllati, invece, sono 63: 51 le contravvenzioni al codice della strada, sette per guida senza assicurazione e cinque per mancanza di casco.

Nel mercato di Porta Nolana i carabinieri della stazione di Borgoloreto hanno denunciato un 36enne di Barra perché vendeva cd e dvd contraffatti. Esposti al pubblico su una bancarella alimentata da corrente elettrica prelevata abusivamente dalla rete, i dischi sono stati tutti sequestrati.

Due le persone denunciate – un 72enne del quartiere San Lorenzo e un 51enne di Brolo – perché trovate in possesso di un vaglia postale clonato del valore di 4500 euro e di un assegno contraffatto di 500 euro. Durante il servizio, sono stati sequestrati circa 800 articoli contraffatti, abbandonati in strada dai venditori ambulanti fuggiti alla vista dei carabinieri: tute ginniche, giubbini, scarpe, pantaloni e borse di marche varie.
I carabinieri del nucleo operativo della compagnia Stella  hanno denunciato per contrabbando di sigarette un 47enne già noto alle forze dell’ordine del quartiere napoletano San Ferdinando. L’uomo percorreva via Marina a bordo di un’autovettura: nel suo cofano – hanno scoperto i militari – nascondeva 150 stecche di sigarette per un peso complessivo di 30 Kg circa. Altri 90 chili di “bionde”, suddivise in 450 stecche, sono stati rinvenuti e sequestrati in un box che il 47enne utilizzava nel quartiere Pianura.

Cinque i parcheggiatori abusivi denunciati dai carabinieri della compagnia Centro: tutti lavoravano tra le strade che circondano le centralissime piazza Matteotti, via Diaz e via Depretis. Controllate una friggitoria ed una macelleria nell’area mercatale della Pignasecca. Salate le sanzioni applicate per carenze igienico-sanitarie e per lavoro in nero. Non mancano i furti di energia elettrica: tre le persone denunciate per aver manomesso i contatori delle loro abitazioni e limitato la rilevazione dei consumi energetici.  Otto infine, gli assuntori di droga segnalati alla prefettura.

Udinese – Napoli: i convocati di Carlo Ancelotti

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Fuori Ghoulam, Milik e Allan: di seguito tutti i convocati per la partita contro l’Udinese

Lavoro personalizzato per Allan, Ghoulam e Tonelli. Koulibaly e Milik hanno svolto intera seduta col gruppo, in questa seduta mattutina di allenamento, in preparazione per la 15esima giornata di Serie A in programma sabato al Friuli (ore 18).

Dopo l’allenamento, il mister Carlo Ancelotti, ha comunicato i convocati per la partita contro l’Udinese.

I convocati: Callejon, Di Lorenzo, Elmas, Fabian Ruiz, Gaetano, Hysaj, Insigne, Karnezis, Koulibaly, Leandrinho, Llorente, Lozano, Luperto, Manolas, Maksimovic, Mario Rui, Meret, Mertens, Ospina, Younes, Zielinski. I convocati: Callejon, Di Lorenzo, Elmas, Fabian Ruiz, Gaetano, Hysaj, Insigne, Karnezis, Koulibaly, Leandrinho, Llorente, Lozano, Luperto, Manolas, Maksimovic, Mario Rui, Meret, Mertens, Ospina, Younes, Zielinski. I convocati: Callejon, Di Lorenzo, Elmas, Fabian Ruiz, Gaetano, Hysaj, Insigne, Karnezis, Koulibaly, Leandrinho, Llorente, Lozano, Luperto, Manolas, Maksimovic, Mario Rui, Meret, Mertens, Ospina, Younes, Zielinski. I convocati: Callejon, Di Lorenzo, Elmas, Fabian Ruiz, Gaetano, Hysaj, Insigne, Karnezis, Koulibaly, Leandrinho, Llorente, Lozano, Luperto, Manolas, Maksimovic, Mario Rui, Meret, Mertens, Ospina, Younes, Zielinski. I convocati: Callejon, Di Lorenzo, Elmas, Fabian Ruiz, Gaetano, Hysaj, Insigne, Karnezis, Koulibaly, Leandrinho, Llorente, Lozano, Luperto, Manolas, Maksimovic, Mario Rui, Meret, Mertens, Ospina, Younes, Zielinski. v v v 

Come crescere e generare valore nel mercato italiano dei Financial Services

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  • Gli operatori specializzati e nativi digitali presentano ROE>20% e P/B>4x
  • I modelli ibridi (online-offline) risultano vincenti nel nuovo contesto competitivo
  • La “micro” prospettiva resta cruciale: è possibile individuare top performer trasversalmente tra i vari modelli di business

Oggi banche e assicurazioni tradizionali rappresentano una parte del più ampio mercato italiano dei financial services, sempre più diversificato con attori che registrano tassi di crescita e marginalità a doppia cifra.
Negli ultimi 10 anni banche e assicurazioni tradizionali hanno subito – a livello aggregato – una significativa riduzione della loro redditività (rispettivamente ROE dal 9,5% al 5,6% e dal 12,5% al 6,9%). Ora stanno gestendo articolati percorsi di trasformazione e revisione dei modelli di business, nella costante ricerca dell’eccellenza operativa e pur dovendo gestire ancora uno stock consistente di crediti deteriorati.
Viceversa, nuovi operatori con una forte specializzazione e modelli operativi innovativi – che abbiamo per la prima volta in Italia sgranato in 5 macro-gruppi – hanno conquistato un ruolo rilevante attirando investitori industriali e finanziari (italiani e stranieri) grazie a ROE a doppia cifra e valorizzazione sul book value ampiamente superiore a 1x.
Francesco Legrenzi, Partner e Head of Financial Services Italia per PwC-Strategy& ha commentato: “Dallo studio sul mercato italiano dei Financial Services appena terminato – che ricordo ha analizzato l’andamento di oltre 80 tra banche, assicurazioni e altri soggetti non necessariamente regolati operanti in Italia nel settore dei Financial Services – emergono nitidamente due ulteriori considerazioni:

  • La “micro” prospettiva resta cruciale: i top performer esistono trasversalmente ai diversi modelli di business, anche tra quelli dove mediamente si osservano livelli di redditività contenuti e/o multipli di Borsa penalizzanti rispetto al book value
  • I modelli ibridi (offline-online) risultano sempre più vincenti nel nuovo contesto competitivo, ovvero modelli basati sulla completa integrazione dei canali”.

Sono queste alcune evidenze dello studio pubblicato da Strategy&, strategy house di PwC, dal titolo: “The Italian Financial Services market competitive arena. How to get high returns in Financial Services”, che ha analizzato l’andamento di oltre 80 tra banche, assicurazioni e altri soggetti non necessariamente regolati operanti in Italia nel settore dei Financial Services.
Il mercato italiano dei Financial Services presenta alcune peculiarità rispetto a quello europeo:

  • minor accesso al credito sia da parte dei privati (crediti verso privati in termini di incidenza sul PIL attorno al 41% rispetto al 52% della media europea) che delle imprese (incidenza sul PIL del 58% rispetto al 75% della media europea)
  • maggiore incidenza dei crediti deteriorati sullo stock totale di crediti (7,9% vs 3,0% della media europea)
  • maggior ricchezza finanziaria delle famiglie (asset finanziari che sul PIL valgono il 254% rispetto al 225% della media europea)
  • maggior penetrazione delle polizze vita (Premi/PIL 6% vs 4%) a fronte di una minore penetrazione per le polizze danni (1,7% vs 2,3%).

L’effetto combinato di fattori quali il costo del rischio, il rallentamento del margine d’interesse, i nuovi competitors, e le regolamentazioni stringenti ha messo sotto pressione il modello di banca tradizionale.  Se guardiamo ai gruppi bancari generalisti italiani, si osservano livelli di redditività contenuti e lontani da quelli del 2007 (ROTE inferiore al 6%), e soprattutto multipli di Borsa fortemente penalizzanti rispetto al book value (price to tangible book value pari a 0,3 x a giugno 2019), ovvero il segnale di aspettative ancora deboli da parte degli investitori.

Anche le assicurazioni hanno sofferto negli ultimi dieci anni, con una riduzione del ROE di settore dal 12,5% al 6,9%.
Si stanno, invece, affermando player specializzati che operano nel wealth & asset management o nei segmenti ad alto rendimento e/o a basso rischio del credito specializzato, con modelli di distribuzione basati su canali alternativi e modelli operativi flessibili. Questi operatori mostrano risultati di redditività robusti (ROE/ ROTE > 14%), e una migliore valorizzazione del mercato rispetto alle banche tradizionali (P/TB vicino all’unità per asset manager e specialty finance players; superiore a 4x per i financial advisor).
C’è, inoltre, grande fermento nel mondo “differentemente regolato”[1] che ruota attorno ai financial services: efficaci canali alternativi di business originator, specialisti di servizi di pagamento e fornitori di servizi per banche e assicurazioni, che hanno sfruttato il canale online e le crescenti esternalizzazioni favorite da un modello di banca/ assicurazione sempre più leggera e focalizzata sulla gestione dei processi core e hanno conseguito ROE superiori al 20% e P/B superiore a 4x.
L’ulteriore novità sono, infine, le banche native digitali (in alcuni casi con modelli ibridi) che si presentano al mercato come piattaforme aperte che danno ai loro clienti la possibilità di accedere a prodotti di terzi. Tali operatori, sebbene ancora in start-up (ROE negativi) hanno ricevuto valorizzazioni molto importanti dal mercato.

Se guardiamo agli ultimi anni e in particolare alle differenze riscontrate nel periodo 2017-2018, i trend suggeriscono una forte accelerazione dei player specialistici.

La “micro” prospettiva resta però cruciale: i top performer possono essere trovati trasversalmente tra i vari segmenti, anche tra quelli apparentemente meno attrattivi dove mediamente si osservano livelli di redditività contenuti e/o multipli di Borsa penalizzanti rispetto al book value.
I modelli ibridi (offline-online) risultano essere vincenti nel nuovo contesto competitivo, ovvero modelli basati sulla piena integrazione dei canali: l’offline affiancato all’online per ridurre la distanza con i clienti, arricchirne la customer experience e gestire in tempo reale dati e informazioni. Vuol dire, quindi, da un lato portare forme di consulenza evoluta su mobile e, dall’altro, accelerare la trasformazione tecnologica dei “negozi” e delle reti tradizionali e, soprattutto, promuovere l’utilizzo della tecnologia digitale in ogni punto di contatto per raccogliere dati, profilare e servire meglio il cliente.

Strategy& (in precedenza Booz & Co.) è tra le più antiche società di consulenza strategica del mondo. Nel 2014, Booz & Company e PwC hanno unito le forze e costituito un network di consulenza globale che fornisce servizi di consulenza end-to-end con il marchio Strategy&. Globalmente, Strateg& conta oltre 4.500 professionisti in 57 uffici.
In linea con i valori di PwC, l’obiettivo di Strategy& è quello di creare fiducia nella società e risolvere problematiche importanti. Gli esperti di Strategy& hanno aiutato in tutto il mondo alcune delle principali organizzazioni globali a liberare il proprio potenziale. Siamo fermi nel nostro impegno di aiutare i clienti nel definire la loro strategia e nel metterla a terra con un approccio tangibile e guidato dai risultati.
Strategy& crede con passione nella necessità di allineare la crescita economica, il progresso sociale e la sostenibilità ambientale. Il nostro modo di lavorare in tutto il mondo riflette questo approccio: che si tratti sia di assistere un governo su come raggiungere una crescita sostenibile che di aiutare le aziende a costruire le competenze necessarie per far crescere la propria attività.
In linea con questi valori, Strategy& Italia ha sviluppato il suo posizionamento nella consulenza strategica per i financial services con un team dedicato di professionisti e capacità verticali su argomenti chiave e principali settori industriali: retail e corporate banking, insurance, wealth & asset management e specialty finance.

“Pitture Sensibili” mostra di Giusy Giorgianni al Teatro Vittorio Emanuele

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“Pitture Sensibili” mostra di Giusy Giorgianni al Teatro Vittorio Emanuele

“Pitture Sensibili” mostra di Giusy Giorgianni dal 6 al 15 dicembre sarà visitabile presso i saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina

Per la sezione arti visive 2019/2020, oggi alle ore 18, nei saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, nell’ambito del progetto “L’Opera al Centro” curato da Giuseppe la Motta, verrà inaugurata la mostra “Pitture Sensibili” di Giusy Giorgianni, con la presentazione critica di Mosè Previti.

Giusy Giorgianni mette in scena storie e persone con una regia sensibile e molto attenta, molto pensata. La sua è un’arte forte ma mai violenta, decisa ma mai urticante. Un lavoro di messa in scena che seduce per l’alta qualità tecnica delle immagini, per la bellezza degli incarnati e i valori plastici, che invitano a toccare. La potenza di questo linguaggio, così ben strutturato, è accompagnato da una segreta delicatezza, tipica della pittura al suo grado di poesia, tipica della pittura nella sua veste più antica e illustre di sinfonia di figure che raccontano storie che abbracciano la vita. Ma in questa mostra c’è anche qualcosa in più, qualcosa che si aggiunge al lungo e riconosciuto percorso di questa artista. Giusy Giorgianni qui è presente in tutti i suoi ruoli, pubblici e privati, c’è una messa in gioco totale che presuppone un immane lavoro, uno sforzo a tutto campo che non si ritrae, che arriva a essere profondamente vero, potentemente presente. Sembra quasi che l’artista, certa di poter mostrare la forza delle sue emozioni e il valore della sua arte, getti la palla nel campo dello spettatore, ne attenda la reazione, sicura di offrire a se stessa e al mondo tutti i fiori del suo grande talento.

La mostra potrà essere visitata dal 6 al 15 dicembre nelle fasce orarie 10-13 / 16-19 escluso il lunedì.

 

Mariella Musso

 

Juve Stabia, l’ex Caputo: Col Frosinone servono grinta e intensità…la squadra c’è!

Ospite della dodicesima puntata di Juve Stabia Live Talk Show è stato Massimiliano Caputo. L’ex attaccante stabiese ha analizzato il momento della squadra di Fabio Caserta.

Queste le parole di Caputo:

Alla Juve Stabia ho vissuto due stagioni belle ed intense. Ovviamente quella della salvezza conquistata contro il Lanciano ha un sapore particolare: fu un anno sofferto ma chiuso col lieto fine. Quella rete, la mia, resta tra le più belle ed importanti della mia carriera. Fa piacere che dopo tanti anni i tifosi di Castellammare mi vogliano ancora bene. Qui ho conservato tanti amici ed è sempre un piacere ricordare i miei anni gialloblu.

La squadra quest’anno non è partita bene ma si è rimessa in carreggiata con buone prestazioni, penso manchino almeno cinque punti alle Vespe. I conti non tornano fuori casa, dove il gruppo non sta ottenendo risultati; spesso però per arrivare alla sterzata basta una gara positiva quindi sono convinto che il rendimento esterno migliorerà. In casa invece la Juve Stabia deve continuare così: anche il Frosinone, nonostante sia fortissimo, dovrà temere la gara del Menti perché è uno stadio a parte, veramente caldo. È lì che va costruita la salvezza.

Purtroppo in questo periodo la squadra è anche sfortunata; tanti infortuni ravvicinata, per una compagine che vuole salvarsi, possono essere pesanti. Al di là dei singoli e dei moduli conta secondo me l’atteggiamento, l’aggredire le gare con la giusta cattiveria, come si deve fare col Frosinone. Correre più degli avversari, arrivare prima sulle seconde palle e mettere pressione agli avversari. Anche con Benevento e Salernitana, squadre favorite sulla carta, la Juve Stabia ha fatto bene, surclassando i granata, proprio grazie all’intensità.

Al Vayu House Theater: “Io sono Medea” di Laura Pagliara

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Il secondo appuntamento con il Vayu House Theater è venerdì 6 dicembre, alle ore 21:30, con “IO SONO MEDEA” scritto, diretto e interpretato da Laura Pagliara.

Al Vayu House Theater: “Io sono Medea” di Laura Pagliara

NAPOLI – Al Vayu House Theater, venerdì 6 dicembre, alle ore 21:30, Laura Pagliara porta in scena “IO SONO MEDEA” scritto, diretto e interpretato da lei stessa. Il Vayu House Concerts dopo dieci anni dedicati alla musica e ai concerti, fa un regalo al suo pubblico e accoglie il teatro. Per questa nuova e decima stagione, Stefano Morelli affida la direzione artistica per il programma teatrale al giovane attore Daniele Marino. Così stasera il palco sarà per Laura Pagliara, attrice, cantante, performer, attiva dal 2007 con numerosi progetti a cui ha preso parte, stavolta proporrà al pubblico il racconto di un personaggio emblematico per eccellenza: Medea. Emblema di una femminilità fuori dagli schemi del patriarcato: curiosa, ingenua, sfrontata, selvaggia, ha spinto i suoi passi troppo in là, troppo oltre la comprensione di chi non può o non vuole comprendere perché troppo indaffarato a nascondere, a tramare, ad uccidere. La verità del suo infelice e fuorviato amore è semplice. È sempre stato amore, mai tradito, solo assassinato. E ci pregherà di crederle oltre la maschera della storia. Perché quella, si sa, la scrivono i vincitori, dimenticando la voce dei vinti.
“Non le mie colpe mi hanno marchiata. Bensì la mia natura libera, selvaggia, come quella di qualunque altra donna, una natura che soltanto io e poche altre avemmo il coraggio di dichiarare ed assecondare alla luce del sole”.
Da donna maestra nell’uso dei veleni a semplice essere umano le cui lacrime rivelano il suo vero animo, che rimane spiazzato dalla sentenza dei giudici. Perché quanto più la coscienza è pulita e le proprie azioni chiare e perfettamente spiegabili, tanto più è difficile difendersi, convinti che le nostre azioni e la persona che siamo parleranno per noi, che alla fine tutto si sistemerà, che chi davvero deve pagare la pagherà e noi saremo prosciolti da ogni accusa. Medea ha creduto in quella che, secoli dopo, verrà definita come “l’intima bontà dell’uomo”.

Under 16 Regionali, Juve Stabia-Gescal 2008 2-2: pari per le Vespette

Under 16 Regionali, Juve Stabia-Gescal 2008 2-2: finisce in parità il recupero della gara della quinta giornata di campionato rinviata due settimane fa

Under 16 Regionali, Juve Stabia-Gescal 2008 2-2: pari per le Vespette

Finisce sul punteggio di parità 2-2 il recupero della gara della quinta giornata del campionato Under 16 Regionale tra Juve Stabia e Gescal 2008 che due settimane fa non fu disputato per impraticabilità del campo per la forte pioggia. Le reti che hanno fissato il risultato definitivo sono state siglate da Lebro e Ferraro per le Vespette mentre per il Gescal 2008 c’è stata una doppietta di Crinna.

Di seguito il tabellino del match:

JUVE STABIA – Cirino, Esposito (Aprea), Russo, Vastola, Di Lauro, Improta (Battaglia G.), Scopece (Granatello), Braucci, Ferraro, Lebro (Dello Iacono), Battaglia (Di Nardo). A disp. Pozzani. All. Criscuoli
GESCAL 2008 – De Rosa, Battaglia, Principe, Luciano, Alfano, Caputo, Chietti, Voto, Crinna, Ursomanno, Calabro. A disp. Voto, Principe, Di Meo, Castiglia, Penno
GOL – 15′ Lebro (J), 37′ 39′ Crinna (G), 25′ st Ferraro (J)
AMMONIZIONI – Russo (J), Vastola (J), Scopece (J), Braucci (J)
ESPULSIONI – /

Nel prossimo turno la Juve Stabia ospiterà il San Giorgio 1926 sabato 7 dicembre alle ore 15 per la settima giornata del campionato Under 16 Regionale Campania Girone A

 

a cura di Natale Giusti 

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La Regione Siciliana: casse vuote tra debiti e pignoramenti

Stamani nella pre-adunanza pubblica alla parifica del rendiconto 2018 della Regione, la Corte dei Conti ha lanciato un allarme.

A poco più di una settimana dalla parifica del 13 dicembre, la Corte dei conti sul rendiconto della Regione ha lanciato un allarme nella pre-adunanza di stamattina. I Magistrati contabili hanno segnalato diversi punti sui quali il Governo Siciliano di centrodestra del Presidente Nello Musumeci non è stato chiaro.

Fra le tante anomalie emerse, c’è anche il saldo di cassa vincolata a valere sui fondi regionali che sarebbe negativo per oltre 6 miliardi di euro e questo sulla base di quanto ricostruito dai Magistrati contabili che non sono riusciti ad avere dalla Regione le informazioni che aveva richiesto.

La Procura della Corte dei conti ribadisce le sue perplessità sui fondi vincolati. I Giudici contestano i numeri che riguardano il fondo per i crediti di indubbia esigibilità, il fondo per le società partecipate e quello per il contenzioso. I Magistrati contabili accusano la Regione di non avere prodotto i bilanci di nessuna delle società partecipate e di non avere contezza del contenzioso poiché non esiste non banca dati.

I Magistrati hanno sottolineato chea più riprese questa sezione ha tentato di ottenere riscontro da parte amministrazione sulla quantificazione dei fondi regionali, non ottenendo alcuna risposta. Abbiamo dovuto operare una ricostruzione con i dati ufficiali in nostro possesso e si è pervenuti a una quantificazione di un saldo in cassa da fondi regionali negativo pari a 6 miliardi e 5 mln. A fronte di questo corrisponde un saldo di cassa dei fondi vincolati da ricostituire abbastanza consistente”.

Sul punto il ragioniere generale, Giovanni Bologna, ha impegnato l’Amministrazione regionale a fare chiarezza “Questo aspetto rimarrà come ultima grande questione da affrontare, oltre a quelle che ci auguriamo di avere risolto o in corso di soluzione. Sulla cassa al di là del dato normativo e della obbligatorietà o meno della tenuta della cassa vincolata, sono convinto che una Amministrazione debba avere sotto controllo tutte le voci che la riguardano per evitare che poi la mancata conoscenza esatta dei vincoli di cassa possa comportare una richiesta di restituzione di somme. È un punto che certamente sarà all’attenzione della ragioneria e di tutta la Regione. Speriamo di avere i primi effetti positivi in termini almeno di conoscenza nel 2019”.

C’è da recuperare parecchio disavanzo, una buona parte secondo me già va recuperata sul bilancio di quest’anno. Spero che la Regione non produca ulteriori disavanzi“. Così il Procuratore della Corte dei conti, Maria Rachele Aronica, concludendo il suo intervento nella pre-adunanza pubblica. Relatori per conto della Procura Adriana La Porta e Luciano Abbonato.

“Quella di oggi è stata una udienza di pre-parifica che ha valenza istruttoria, nel corso della quale sono state acquisite da parte della Corte, in contraddittorio con la Regione ulteriori riscontri. Resta comunque il fatto che eventuali risultanze, pesante eredità del passato, verranno gestite con il minor impatto sul bilancio” ha dichiarato all’ANSA l’Assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, riferendosi alla pre-adunanza che si è tenuta stamani alla Corte dei Conti in vista della parifica del rendiconto per il 2018 della Regione, prevista il 13 dicembre.

Adduso Sebastiano

FLERO (Brescia): successo del “Pensaci Giacomino”, di Pirandello

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Leo Gullotta e Sergio Mascherpa sono i mattatori di questa edizione del “Pensaci Giacomino” di Pirandello, andato in scena al teatro “Le Muse” di Flero.

 

FLERO (Brescia): successo del “Pensaci Giacomino”, con Leo Gullotta e Sergio Mascherpa

“Pensaci Giacomino” non è certo uno spettacolo di intrattenimento, ma un testo che provoca sul piano della critica sociale e,  graffiando,  costringe a riflettere sull’ipocrisia delle consuetudini e delle convenienze della società perbenista, che bada più alle esteriorità ed all’apparire, piuttosto che alla sostanza del saper essere.

La vicenda è arcinota: l’anziano professor Toti, scapolo da una vita, decide di sposare una giovane donna per lasciargli la reversibilità della sua pensione che diversamente andrebbe persa. Egli ci tiene a sottolineare che la giovane sarà solo giuridicamente sua moglie, ma per lui sarà solo una figlia, libera di vivere la sua vita affettiva. E guarda caso la prescelta si era già portata avanti in tal senso: infatti è già incinta quando si sposa. E lo spasimante è un certo Giacomino, senz’arte né parte. Il buon Toti adotta anche lui insieme alla creatura che presto nascerà. Ma dopo un certo periodo di vita “a quattro” Giacomino, istigato dalle critiche feroci dell’opinione pubblica che grida al pubblico scandalo, decide di non frequentare più la casa del prof. Toti, abbandonando il suo figlioletto e la giovane madre che se ne dispera amaramente. E a questo punto il professore tira fuori le unghia e con le armi del ricatto rimette le cose a posto, come  lui aveva divisato e predisposto.

Mons. Landolina e il prof. Toti

L’infaticabile Leo Gullotta da vita ad un professor Toti non vecchio e decrepito ma rivisitato in senso quasi “giovanilistico”: egli è dinamico quanto basta, decisionista, ironico ed affronta la vita con filosofico disincanto che tenta di trasmettere ai suoi concittadini della “cittaduzza di provincia” dove vive.

A tanta libertà di pensiero e di costume si oppone la rigida e stereotipata mentalità dominante. rappresentata da un eminente esponente del clero locale, monsignor Landolina, impersonato magistralmente da Sergio Mascherpa, che riesce a conferire al personaggio una più che palpabile dose di ipocrisia prelatizia, fatta di frasi ridondanti e di una mimica straordinariamente efficace, che vuol significare senza il dire. Tra i due avviene un colloquio effervescente che ricorda molto il manzoniano “sopire e troncare…troncare e sopire” onde evitare che “vengan fuori cent’altri imbrogli”.  Ma il vecchio Toti, con cortese ironia, ricusa la “saggezza” pelosa del prelato.

Ben caratterizzata la coppia dei suoceri, che poi sono il bidello Cinquemani   (Valerio Santi) e la consorte Marianna (Rita Abela ). La coppia risulta molto credibile sia nel rappresentare il tenore del menage coniugale sia nella morale perbenista che ostentano all’inverosimile, fino al punto di anteporla al loro doveroso affetto di genitori.

Perfettamente calata nella parte di zitella acida, Valentina Gristina, che ha impersonato la signorina Rosaria De Lisi, la arcigna sorella di Giacomino, sfoggiando una pettinatura impertinente, più che consona al personaggio.

Giacomino è stato interpretato da Marco Guglielmi, che ha dato il meglio della sua recitazione nel finale, dove, del resto, il copione gli dava agio di esprimersi compiutamente.

Federica  Bern ha dato vita ad una Lillina appassionata e disperata più che veritiera.  Liborio Natali, ha impersonato credibilmente la figura di un direttore scolastico troppo compulso nel ruolo del funzionario ligio all’approvazione della pubblica reputazione. Brava, infine, Gaia Lo Vecchio che è stata capace di calarsi, alternativamente, nella parte delle due serve, le “criate” Rosa, di casa Toti, e Filomena, di casa De Lisi, con sapiente capacità di caratterizzarne indole e atteggiamenti di entrambe, nell’una petulanti e nell’altra indolenti fino a rasentare il comico.

La regia è di Fabio Grossi, che ha saputo “prosciugare” i tre ponderosi atti dello spettacolo pirandelliano originale, riducendoli in un quasi atto unico, con cambi di scena agili e fluidi dovuti all’opera della scenografa Angela Gallaro Coracci. Che è autrice anche dei costumi, inizio secolo, veramente indovinati, nelle fogge e nei colori. Più che pregevoli la talare di monsignor Landolina, con tanto di fascia frangiata e mantellina (la pellegrina) ed il completo di un bel color fucsia -ruggine del professor Toti, che gli conferiva quel tocco di spigliatezza non proprio da vecchio, come il personaggio originale avrebbe prescritto.

Lo spettacolo è una coproduzione tra il Teatro Stabile di Catania e la Compagnia ENFI Teatro.

Teatro non stracolmo all’inverosimile, come la compagnia meritava, ma pubblico attento e più che caloroso, che alla fine ha tributato plausi ed applausi prolungatamente, richiedendo più e più chiamate a protagonisti e comprimari.

La recensione si riferisce allo spettacolo di mercoledì 4 dicembre 2019.

Carmelo  TOSCANO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palermo: confiscato patrimonio di cinque milioni di euro

La Polizia di Stato ha confiscato un patrimonio di cinque milioni di euro ad un esponente del mandamento mafioso di Tommaso Natale.

La Polizia di Stato ha sottoposto a confisca, nella giornata di ieri, un patrimonio del valore complessivo di oltre 5 milioni di Euro riconducibile all’imprenditore palermitano Taormina Girolamo cl. ’82. Il provvedimento ablatorio è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Palermo, sulla base degli esiti delle indagini patrimoniali condotte dall’ Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Palermo. La confisca, che costituisce il naturale epilogo del sequestro già eseguito nel 2014, su proposta del Questore di Palermo, riguarda nello specifico i seguenti beni: un appartamento sito in Palermo, il compendio aziendale di due società operanti nel settore della distribuzione all’ingrosso di carni (denominate “Ingross Carni srl” e  “Punto Carne srl“),  un supermercato sito a Palermo in via Danimarca e la quota pari al 50% del capitale sociale della società “Princess Scalea Club”.

Con il medesimo provvedimento il Tribunale di Palermo ha anche applicato nei confronti del Taormina la misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno per la durata di anni tre. La figura di Taormina Girolamo, quale elemento di spicco del mandamento mafioso di “Tommaso Natale” che si è riuscito ad imporre nel settore dell’imprenditoria locale sfruttando la forza di intimidazione promanante dalla sua appartenenza a Cosa Nostra, è emersa nell’ambito dell’operazione antimafia “Apocalisse”, condotta dalla Squadra Mobile di Palermo il 23.06.2014, allorquando è stato tratto in arresto per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di concorrenza sleale con violenza e minaccia aggravata dal metodo mafioso. Successivamente, nel giugno del 2017 è stato condannato alla pena di anni 13 di reclusione.

Attraverso complesse ed articolate indagini patrimoniali svolte dalla Divisione Anticrimine della Questura di Palermo nei confronti di Taormina, in ragione della sua pericolosità sociale derivante dall’ accertata appartenenza all’organizzazione mafiosa “cosa nostra”, è stato, così, possibile ricostruire la scalata economica che gli ha consentito, da semplice manovale presso una ditta di costruzioni, di divenire punto di riferimento per la commercializzazione e la distribuzione della carne nel settore occidentale della città di Palermo. Infatti, attraverso una sapiente regia occulta e con l’uso dei tipici strumenti intimidatori riconducibili a “cosa nostra”, Taormina è riuscito a costituire le due società, oggi oggetto di confisca, affermatesi poi sul mercato in posizione di assoluto privilegio e notoriamente sostenute dai vertici del mandamento mafioso di Tommaso Natale, mediante l’imposizione delle forniture da un lato e la contrazione della libera concorrenza dall’altro.

Le indagini patrimoniali della Polizia di Stato hanno, inoltre, consentito di accertare come il Taormina abbia investito la mole di guadagni accumulata nel settore della commercializzazione della carne in altri ambiti e, in particolare, nell’apertura del supermercato di via Danimarca, anch’esso confiscato. Tale mirata ed approfondita attività di indagine ha reso possibile ricostruire le dinamiche delle società che – al di là dell’apparente veste formale di soggetti economici autonomi – venivano gestite direttamente o indirettamente dal Taormina, costituendo un “unicum”, ossia un medesimo centro di imputazione di interessi commisti tra attività di impresa e attività mafiosa, che nasce, si afferma e si sviluppa grazie al ruolo dello stesso in seno al sodalizio mafioso di Tommaso Natale, dimostrando ancora una volta il persistente interesse dell’organizzazione mafiosa ad acquisire il controllo delle attività economiche sul territorio.

Adduso Sebastiano

l’Istituto ‘Di Vittorio’ contro il bullismo e il disagio giovanile

Ai nastri di partenza il progetto contro il bullismo “Sei in gioco o in fuorigioco?”,  che insegna e veicola i valori del rispetto attraverso lo sport

 All’Istituto ‘Di Vittorio’ un progetto per contrastare e prevenire il bullismo, il cyberbullimo e il disagio giovanile attraverso lo sport.

di Maria D’Auria

Ladispoli- Un progetto per contrastare e prevenire il bullismo, il cyberbullimo e il disagio giovanile attraverso lo sport. Lo scorso 28 novembre, nell’Aula Consiliare del Comune di Ladispoli, è stata presentata l’iniziativa “Sei in gioco o in fuorigioco?”, organizzata in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e il doping, il Coni, il MIUR, l’Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani, l’Ordine degli Psicologi del Lazio, la Federazione Italiana Rugby, la Federazione Italiana Hockey e altre associazioni di settore.

Presenti all’evento: Francesca Lazzeri, Assessore al Commercio e alle Attività Produttive del Comune di Ladispoli, la Prof.ssa Vincenza La Rosa, Dirigente Scolastico dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’, Carmelo Mandalari, Segretario Generale Gruppo Sportivo ‘Flames Gold’, Lucia Cordeschi, Assessore alle Politiche Sociali e alla Pubblica Istruzione del Comune di Ladispoli, Giuseppe Vitali, Psicoterapeuta, Nazzareno Di Vittorio, presidente dell’Associazione ‘Raggi di Speranza”, Eleonora Caroppo, Programmatrice neuro-linguistica, Teresa Sorrentino, Sociologa, Susanna De Angelis, campionessa italiana e allenatrice nazionale di Nuoto sincronizzato, Marco Cavicchia, Direttore sportivo Asd Unione Rugby Ladispoli e Emiliano Massabo Mela, Art Director “We 4 You”.

L’Istituto Alberghiero ha aderito a questa iniziativa perché crede nell’efficacia di un intervento sinergico di prevenzione e di contrasto al disagio giovanile riconoscendo da sempre l’importanza dei valori della cultura sportiva, che è alla base di questo progetto. “Ognuno deve fare la sua parte. Noi siamo e rimarremo in gioco e non in fuori gioco”, ha affermato la Prof.ssa Vincenza La Rosa.

Le dimensioni assunte dal fenomeno del bullismo e del cyber bullismo nel Lazio sono allarmanti: secondo una ricerca effettuata dal Corecom (e condotta in collaborazione con La Sapienza e la Lumsa su un vasto campione di giovani tra gli 11 e i 18 anni) nella nostra Regione, almeno il 30% dei ragazzi è stato vittima di bullismo. Questa percentuale aumenta esponenzialmente se ci si limita a Roma, la più colpita dal bullismo e dal cyberbullismo tra le cinque province laziali. Uno studio dell’Osservatorio regionale ha infatti rilevato che nelle scuole elementari e medie della Capitale è stato coinvolto, come vittima, il 45,7% dei ragazzi: in pratica quasi uno studente su due.

L’obiettivo è quello di puntare sulla motivazione, sulla personalità e sulla centralità degli studenti e fornire informazioni che diano loro piena consapevolezza della gravità del fenomeno bullismo e dei rischi a questo connessi. “Ma è necessario ripartire dai valori – ha affermato la Prof.ssa Sara Leonardi, Docente di Economia dell’Alberghiero di Ladispoli, che ha coordinato l’iniziativa per l’Istituto– come il rispetto di sé e per gli altri e l’empatia indispensabile per combattere gli stereotipi e i pregiudizi che sono spesso alla base degli episodi di discriminazione e violenza”. Valori che lo sport aiuta a veicolare e a insegnare. Il rugby, ad esempio, che sempre più scuole stanno scegliendo nell’ambito di progetti che si propongono di combattere il bullismo e i comportamenti devianti. “Tutt’altro che una disciplina violenta – ha spiegato Marco Cavicchia – piuttosto uno sport che insegna a conoscersi, a fare squadra, a rispettare l’avversario e a concedersi sempre un’ulteriore possibilità: ‘il terzo tempo’, nel rygby, è obbligatorio”.

La scuola – ha aggiunto la Prof.ssa Leonardi, referente del progetto – è il primo e fondamentale luogo in cui l’espressione della personalità in formazione si confronta con i modelli prevalenti nella società. Un confronto spesso conflittuale, reso ancora più difficile e complesso quando ci si scontra con la diffidenza, la derisione, l’incomprensione o addirittura la violenza. Il progetto si articolerà in 10 incontri -ha aggiunto la Prof.ssa Leonardi – che si svolgeranno nelle due sedi del ‘Di Vittorio’ ed è aperto anche alle famiglie. I genitori potranno partecipare all’iniziativa, recandosi presso il nostro Istituto, dove forniremo tutte le necessarie informazioni. Combattere e prevenire il malessere e il disagio giovanile è possibile. Basta agire tempestivamente e non abbassare mai la guardia”. Proprio come nel rugby.

A Ladispoli il corso BLSD per gli studenti dell’Istituto Di Vittorio

A Ladispoli il corso BLSD per gli studenti dell’Istituto Di Vittorio, un corso per insegnare a salvare la vita a chi entra in arresto cardiaco

 All’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ il corso BLSD per l’uso del defibrillatore dedicato agli studenti: manovre di base per gestire l’emergenza di chi entra in arresto cardiaco

 di Maria D’Auria

Ladispoli- Dall’inizio del nuovo anno scolastico si sono moltiplicati i corsi, sostenuti dagli insegnanti, per la sicurezza e la salute. A Ladispoli, presso la Sede centrale dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’, venerdì scorso si è svolto un corso stavolta dedicato agli studenti. Si tratta del Corso BLSD per l’uso del defibrillatore, con l’obiettivo di accrescere significativamente le probabilità di sopravvivenza per chi entra in arresto cardiaco.

Il corso è stato organizzato dalle docenti Prof.ssa Bruna Calato e Prof.ssa Elisa Colombo e grazie alla collaborazione del Centro Formazione Croce Blu (accreditato presso il Sistema Sanitario della Regione Lazio e aperto a studenti, docenti e operatori scolastici di ogni categoria), gli istruttori del corso hanno insegnato le manovre di base che renderanno i partecipanti in grado di gestire le emergenze nei minuti che precedono l’arrivo degli operatori del 118. Un corso per insegnare a salvare la vita attraverso una giornata di addestramento e formazione dedicata al BLSD (Basic Life Support & Defibrillation -Supporto di Base alla Vita e Defibrillazione) e al PBLSD (Paediatric Basic Life Support).

Un’esperienza formativa importante e interessante per i ragazzi che hanno dedicato un’ora alla teoria e 4 ore all’esercitazione pratica con manichini didattici e defibrillatori trainer.

Gli istruttori Luca Calabrese, Davide Calabria, Alessandro Carnevali, Eleonora Eliseo, Alessio Mecci, Thomas Monni, Maurizia Prelati, Emanuele Tomassetti, al termine della lezione, hanno rilasciato agli studenti un attestato di partecipazione.

Corruzione: arrestato sindaco, vicesindaco e assessore

Arrestati il sindaco, vicesindaco, un assessore e due funzionari di Casteldaccia (PA), per corruzione, falso materiale e ideologico e abuso di ufficio.

I Carabinieri di Bagheria (PA) hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti del sindaco, vicesindaco, un assessore e funzionari comunali.

Per tutti sono stati disposti gli arresti domiciliari. Sono accusati di corruzione, falso e abuso di ufficio. Avrebbero chiesto soldi dagli imprenditori per assunzioni di parenti e amici.

Le ordinanze restrittive per il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto, per il suo vice Giuseppe Montesanto, l’assessore della giunta Marilena Tomasello, la funzionaria Rosalba Buglino e un geometra Salvatore Merlino. Il comune due anni fa fu colpito dall’alluvione.

L’inchiesta è coordinata dal Procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio. Sarebbero diversi i casi di tangenti scoperti dai Magistrati. Oltre alle cinque persone arrestate, sono indagati anche alcuni imprenditori. Secondo i Carabinieri di Bagheria sarebbero state pagate tangenti sotto forma di assunzioni di parenti e amici, incarichi per il sostegno ai disabili, per la raccolta dei rifiuti o per il rilascio di concessioni edilizie.

Secondo l’accusa la prassi era consolidata da anni. L’indagine era già stata avviata quando, lo scorso anno, un’alluvione in una casa abusiva nelle campagne di Casteldaccia provocò la morte di nove persone “Nubifragio nel palermitano causa dieci morti.

Decine di casi di corruzione fino a quest’estate. Il sindaco avrebbe firmato un accordo di partenariato tra il Comune e una cooperativa, dietro la promessa di vedere selezionati – come volontari del Servizio civile nazionale 2018 – alcune persone indicate da lui, dal suo vice e dall’assessore.

I due componenti della Giunta si sarebbero spesi per convincere il sindaco a sottoscrivere l’accordo in tempi brevi, in modo che la coop potesse allegare l’intesa alla richiesta di finanziamenti da presentare alla Regione siciliana. Vicesindaco e assessore avrebbero anche collaborato a predisporre i documenti necessari all’accordo di partenariato, tramite contatti con l’assessorato regionale al Lavoro. Il sindaco, secondo le indagini, avrebbe anche favorito una società per l’appalto della raccolta differenziata, chiedendo in cambio l’assunzione di alcuni lavoratori.

Infine, la funzionaria Buglino e il geometra Merlino si sarebbero attivati per la concessione di due sanatorie edilizie, predisponendo falsa documentazione per il buon esito delle pratiche, in cambio di “utilità da parte dei richiedenti

Di Giacinto era stato sindaco di Casteldaccia tra il 2003 e il 2012, quando si era candidato all’Assemblea Regionale Siciliana con il Megafono, lista dell’ex governatore Rosario Crocetta. Poi era approdato in Sicilia Futura, lista civica regionale prima vicina al centrosinistra e poi al centrodestra (e ora pare avvicinarsi a Italia Viva). Nel 2018 era tornato primo cittadino di Casteldaccia. Da deputato regionale aveva chiesto la rimozione del suo successore, Fabio Spatafora, per presunte inadempienze amministrative. Nel frattempo era stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio: nella sua precedente esperienza da sindaco era accusato di aver azzerato le imposte locali ad alcuni cittadini, usando una password per l’accesso all’agenzia di riscossione.

Nell’immagine di copertina il Comando Compagnia dei Carabinieri di Bagheria.

L’opinione.

Se tutte le Procure indagassero, si scoprirebbe che quella sopra è quasi la prassi ovunque. Inoltre il civile cittadino è per legge impotente: non può controllare, non può vigilare, non ha alcuna istituzione a cui rivolgersi, salvo infossarsi a vita in lungaggini legali, costi esorbitanti e rischio di ritorsioni per se stesso e la propria famiglia, tanto più ove chi comanda tra le Autorità giudiziarie e militari alberga da troppo tempo nei medesimi territori, quali Comuni e Provincie e ancor più quando è pure troppo accostato alla politica. Come anche per la Magistratura distrettuale spesso pure con blasonati avvocati di corridoi di Tribunale a seguito. Alcuni giorni addietro ho partecipato ad un dibattito. Di solito prendo solo appunti oppure riprendo con la fotocamera per poi, se del caso, fare un articolo. Ma ad un certo punto il discorso verteva sulla necessità che i cittadini debbano civilmente partecipare alla vita politica e amministrativa della Nazione e dei propri territori. Ho quindi chiesto da cittadino la parola. Ho iniziato, molto semplicemente, con il dire che avendo al riguardo maturato in trincea dell’esperienza, mi sentivo di affermare che noi cittadini, mentre ci perdiamo in guazzabugli veicolati dalle nostre (…) televisioni su cosa pensa Trump, Macron, ecc. poi non sappiamo neanche cosa fanno gli Amministratori dei nostri Comuni (e qui mi sono preso un applauso a riprova che le persone sanno ma parlare è azzardato). Ho quindi continuato: Ma anche se lo sapessimo non cambierebbe nulla poiché, seppure siamo in una Democrazia (forse), non c’è di fatto alcuno strumento legislativo, snello e non costoso, che consenta al civile cittadino di avere voce in capitolo nella gestione della Cosa Pubblica. Dopodiché sono entrato nel merito di cosa occorrerebbe. Innanzitutto il ripristino del CoRe.Co. Sul punto ho scritto diversi articoli. Qualche giorno dopo un deputato che era presente mi ha contattato se gli inviavo un po’ di materiale riguardo a quando avevo detto. L’ho fatto subito e con la speranza che possa servire a stimolare un disegno di legge serio, chiaro, efficace e severissimo, che conceda, legittimamente e forzosamente a noi cittadini, il diritto e il mezzo per controllare e vigilare sul sistema pubblico-politico, specialmente locale e provinciale e di conseguenza per cascata, regionale e nazionale.

Adduso Sebastiano

Presentato il cartellone degli eventi natalizi a Palazzo Farnese

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Il sindaco Cimmino e il direttore artistico Ercolano hanno illustrato nel dettaglio gli eventi di Natale che si terranno dal 7 dicembre al 4 gennaio 2020

Presentato il cartellone degli eventi natalizi a Palazzo Farnese

Castellammare di Stabia – Il sindaco Gaetano Cimmino e il direttore artistico Enrico Ercolano, hanno presentato alla stampa il cartellone degli eventi natalizi 2019 – 2020.

Da subito il primo cittadino ha voluto chiarire il perché del ritardo, viste le polemiche che a tale proposito si sono sviluppate sia in Consiglio comunale e sia sul web, e che attengono, ha affermato, dalla difficoltà a interagire e con affanno con gli uffici per la nota carenza di personale, ma anche per i tempi prolungati in relazione alla burocrazia che regola le procedure per gli appalti.

“Tutto questo non è a scapito della qualità – ha detto ancora Cimmino – abbiamo predisposto un cartellone che non è secondo a nessun dei cartelloni dei paesi viciniori, un cartellone qualificato come merita Castellammare”.

Questi dei tempi, ha aggiunto il sindaco, è un obiettivo che ci siamo posti e sicuramente sino alla fine del mandato saremo in grado di predisporre tutto nei tempi giusti.
Un cartellone che il direttore artistico ha redatto tenendo presente tre principali linee guida, la qualità, l’aspetto nazionale e internazionale, la diversificazione del target, e quindi un cartellone diversificato.

Una serie di artisti che si esibiranno in un arco di tempo che va dal 7 dicembre al 4 gennaio 2020 che, insieme con eventi organizzati autonomamente, e dunque con il solo patrocinio morale, da altri sodalizi, e inseriti nel cartellone, evidenzieranno luoghi e date.

La vigilia dell’Immacolata, giorno che precede la festa delle feste, in mattinata è prevista la visita al sito archeologico di Villa San Marco, mentre a partire dalle ore 21, in villa comunale sarà di scena “La notte della tammorra on tour” a cura de Il Canto di Virgilio, di Carlo Faiello che ne è il maestro concertatore.
I due eventi fanno parte del progetto Domus Stabiae. Cultura Ri-sorgente (P.O.C. Campania 2014-2020) organizzato dalla Ravello Creative Lab, programma per la gran parte andato in scena questa estate.
Intorno alle ore 23, si esibiranno I Ditelo Voi, spettacolo di cabaret a cura del Comune di Castellammare di Stabia, prima degli ormai celebri falò dell’Immacolata, posizionati sull’arenile, insieme a uno spettacolo di fuochi d’artificio.
Il 14 dicembre accensione dell’albero di Natale e dunque esibizione di formazioni musicali che, ha affermato il direttore artistico, sono state scelte in base alle esigenze degli stabiesi.
IL 31 dicembre concerto in villa comunale, alle 22,30 i fuochi d’artificio dopo la mezzanotte.
2 gennaio ancora concerto, sino a chiudere con Enrico Ruggieri il 4 gennaio, sempre in villa comunale.
Va precisato che parte degli eventi sono stati finanziati dalla Regione Campania a seguito di progetti presentati dall’amministrazione comunale.

In quest’arco di tempo iniziative al supercinema, all’Auditorium del Liceo “Francesco Severi”, alla Concattedrale, al Teatro Karol, al Salone Viviani, Chiesa di Gesù e Maria e giochi d’animazione in vari quartieri.

Fiera gastronomica sul Monte Faito, Inaugurazione del Presepe Stabiese, coro gospel, artisti di strada, l’immancabile concerto sulla storia della canzone napoletana.
Così non poteva mancare l’aspetto ambiente con l’iniziativa “Suoniamo la città – Il riciclo” a cura dell’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua .

Sei degli eventi, è stato specificato, sono stati finanziati dalla Città Metropolitana, per un totale di 75 mila euro per un progetto presentato dall’Amministrazione comunale e dunque approvato.
“Quest’anno – ha chiuso il suo intervento, il direttore artistico – è un lancio, una prova generale, per avere nel futuro artisti internazionali”.

Saranno diffusi volantini con il dettaglio delle manifestazioni, con date, ora e artisti che si esibiranno.
Nei luoghi al chiuso, è stato ancora precisato, ingresso libero, sino a esaurimento posti.

Da questa parte del tavolo della presidenza, qualche collega ha evidenziato la necessità e l’urgenza, per creare il giusto clima di Natale e dar corpo alle tradizioni stabiesi, di sistemare le luminarie.

Una richiesta avanzata dai commerciati per ritardi di luci, ed eventi che stanno penalizzando le loro attività e registrando fughe di clienti verso altre località.
Giovanni Mura

Juve Stabia-Frosinone arbitra Eugenio Abbattista di Molfetta

Sono sei i precedenti del fischietto barese con le vespe, ben undici con i ciociari

Eugenio ABBATTISTA della sezione di Molfetta è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Juve Stabia e Frosinone valevole per la quindicesima giornata d’andata del campionato di Serie BKT che si disputerà a Castellammare domenica 8 dicembre alle ore 15 allo stadio “Romeo Menti”.

Abbattista, nato a Bari il 28 dicembre 1982, è al suo ottavo campionato in cadetteria, sei sono i precedenti con le vespe, mentre dalla serie A alla serie C, sono ben undici con i ciociari.

I precedenti con la Juve Stabia:

– 2009 / 2010 – Campionato Nazionale di Lega Pro – Seconda Divisione  girone ‘ B ‘

3 aprile 2010 – 12° giornata di ritorno: JUVE STABIA- IGEA VIRTUS 5 – 1 doppietta di Gianluca DE ANGELIS (JS) e di Maurizio PELUSO (JS) e rete di Pisciotta (I) e Nazzareno TARANTINO (JS).

– 2010 / 2011 – Campionato Nazionale di Lega Pro – Prima Divisione  girone ‘ B ‘

7 novembre 2010 – 12° giornata d’andata: TERNANA – JUVE STABIA 2 – 1 Imburgia (T), Nazzareno TARANTINO (JS) e Borghetti (T).

– 2012 / 2013 – Campionato Nazionale di Serie Bwin

15 dicembre 2012 – 19° giornata d’andata: JUVE STABIA – CESENA 2 – 2 doppietta di Adriano MEZAVILLA (JS) e di Succi (C).

– 2013 / 2014 – Coppa Italia TIM

11 agosto 2013 – 2° turno: JUVE STABIA – GUBBIO 3 – 0 Samuel DI CARMINE, Abou DIOP e Adriano MEZAVILLA (JS).

– 2013 / 2014 – Campionato Nazionale di Serie B Eurobet

5 aprile 2014 – 12° giornata d’andata: JUVE STABIA – VARESE 2 – 4 Damonte (V), Oduamadi (V), doppietta di Luigi VITALE (JS), Pavoletti (V), Forte (V).

– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie BKT

19 ottobre 2019 – 8° giornata d’andata: JUVE STABIA – PORDENONE 4 – 2 Adriano MEZAVILLA (JS), Misuraca (P), Francesco FORTE (JS), Simone CALVANO (JS), Luigi CANOTTO (JS) e autorete di Giacomo CALO’ (P).

I precedenti con il Frosinone:

2011 /2012 – Serie C – 9° giornata d’andata: Frosinone – Latina 1 – 1;

2011 /2012 – Serie C – 12° giornata di ritorno: Frosinone – Piacenza 2 – 0;

2014 /2015 – Serie B – 13° giornata di ritorno: Trapani – Frosinone 3 – 1;

2016 /2017 – Serie B – 7° giornata d’andata: Frosinone – Perugia 1 – 2;

2016 /2017 – Serie B – 18° giornata d’andata: Frosinone – Salernitana 1 – 3;

2016 /2017 – Serie B – 16° giornata di ritorno: Ternana – Frosinone 2 – 0;

2017 /2018 – Serie B – 6° giornata d’andata: Perugia – Frosinone 1 – 0;

2017 /2018 – Serie B – 19° giornata d’andata: Carpi – Frosinone 1 – 1;

2017 /2018 – Serie B – 16° giornata di ritorno: Frosinone – Empoli 2 – 4;

2018 /2019 – Serie A – 16° giornata d’andata: Frosinone – Sassuolo 0 – 2;

2019 /2020 – Serie B – 5° giornata d’andata: Perugia – Frosinone 3 – 1.

L’assistente numero uno sarà: Gamal MOKHTAR della sezione di Lecco;

l’assistente numero due Alessio SACCENTI della sezione di Modena;

quarto ufficiale: Antonio DI MARTINO della sezione di Teramo.

Giovanni MATRONE

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Terremoto a Pozzuoli: 7 scosse durante la notte

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Terremoto a Pozzuoli: l’ultima scossa è stata avvertita anche questa mattina

Pozzuoli, piccole scosse di terremoto sentite per tutta la notte: secondo quanto registrato dall’ Osservatorio Vesuviano si tratterebbe di uno sciame sismico di sette micro-scosse tra le ore 2,13 e le ore 5,12 di questa notte.

Le scosse sono state avvertite in particolar modo nelle zone in prossimità della Solfatara, epicentro degli eventi tellurici, anche per la profondità superciale di circa un chilometro. La scossa più forte è stata di 1.3 della scala Richter,  registrata alle ore 2,24. Pare che il tutto sia stato anticipato con un boato che ha portato i vetri delle abitazioni tremare, ed è proprio così che le persone si sono accorte delle scosse.

Per fortuna non sono stati segnalati danni a persone o cose.

Prima di queste 7 micro scosse, l’Osservatorio Vesuviano ne aveva registrate alcune  tra le ore 19,35 e le ore 20,32 con epicentro questa volta nella zona dei Pisciarelli; la scossa con la magnitudo maggiore era stata di 1.2 della scala Richter. Prima di queste 7 micro scosse, l’Osservatorio Vesuviano ne aveva registrate alcune  tra le ore 19,35 e le ore 20,32 con epicentro questa volta nella zona dei Pisciarelli; la scossa con la magnitudo maggiore era stata di 1.2 della scala Richter.