4 novembre: celebrazioni in tutta Italia per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Una festa dal valore altamente simbolico.
Giornata dell’Unità Nazionale: festa dal valore altamente simbolico
Oggi, 4 novembre, in tutta Italia si celebra la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, istituita esattamente un secolo fa, nel 1919, per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale e il completamento dell’unità nazionale, con l’annessione di Trieste e Trento.
Con la vittoria e l’unione al territorio italiano di queste due belle città, giungeva a compimento il processo risorgimentale, quel lungo e sofferto percorso di unificazione, del quale il primo conflitto mondiale è considerato la quarta guerra d’indipendenza nazionale.
Con l’Armistizio di Villa Giusti, firmato presso Padova tra l’Italia e l’Austria-Ungheria il 3 novembre del 1918, ed entrato in vigore dalle ore 15,00 del 4 novembre, si sanciva la fine della grande guerra e l’anno successivo veniva celebrata per la prima volta la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate.
Due anni dopo, Nel 1921, in occasione di questa celebrazione, il Milite Ignoto venne sepolto solennemente nell’Altare della Patria a Roma, per ricordare il sacrificio di tutti i militari morti per la nostra nazione.
Il 4 novembre si commemora dunque un evento di grande rilevanza per il nostro Paese, dal valore altamente simbolico, ed è l’unica festività nazionale che abbia attraversato indenne la storia italiana, dall’età liberale ai nostri giorni, giornata in cui le massime cariche dello Stato rendono omaggio al Milite Ignoto sull’altare della patria e, con solenni celebrazioni, vengono poste corone d’alloro sui
monumenti dei caduti di tutt’Italia.
Oggi, come ogni anno, le massime cariche dello Stato erano presso l’Altare della Patria a Roma, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme al premier Giuseppe Conte, al ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ai presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico e al capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli ha reso omaggio al Milite
Ignoto.
Anche quest’anno inoltre, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e l’attuale Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, hanno inviato alle Forze Armate italiane il tradizionale messaggio beneaugurante, in segno di riconoscenza e stima a nome di tutti i cittadini italiani.
Solenni celebrazioni si sono avute alla presenza del Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, .anche al Sacrario militare di Redipuglia in Friuli-Venezia Giulia, dove sono sepolte le salme di oltre 100.000 caduti italiani durante la prima guerra mondiale, e a Vittorio Veneto, dove il Regio Esercito italiano ha sconfitto l’esercito imperiale austro-ungarico.
Presso il Quirinale, si è svolto in forma solenne il Cambio della Guardia, con il Reggimento Corazzieri e la Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo in alta uniforme (solamente in altre due occasioni si svolge questo rito in forma solenne: per la Festa del Tricolore, il 7 gennaio, e per la Festa della Repubblica Italiana, il 2 giugno).
Una bella celebrazione nazionale, per ringraziare e sostenere le Forze Armate e per accrescere nei cittadini lo spirito di appartenenza al nostro Paese, una festa che aveva perso la sua importanza nel corso degli anni Ottanta e Novanta, ma che nel Duemila, grazie all’ex Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi, è tornata ad essere tra le più sentite.
Anche se dal 1977 il 4 novembre non è più un giorno festivo, rimane pur sempre una celebrazione molto importante e partecipata. Anche quest’anno in tanti hanno voluto ricordare i nostri militari impegnati in missioni di pace o sicurezza in Italia e all’Estero e, soprattutto, hanno voluto commemorare tutti coloro che sacrificarono e la loro vita per la Patria.
In questa giornata, in tutto il territorio nazionale sono state aperte al pubblico delle strutture militari o è stato possibile visitare alcune unità navali o esposizioni e mostre sulla prima guerra mondiale.
Molte anche le esibizioni sportive delle Forze armate e i concerti delle bande militari, e tante celebrazioni di fronte ai Monumenti ai Caduti presenti nei vari Comuni italiani.
PROMOZIONE- ISCHIA- RIONE TERRA 1-0 : I gialloblu vincono il match di alta classifica contro i flegrei e consolidano il secondo posto
Una buona prestazione da parte dei ragazzi isolani specialmente nel secondo tempo,merito anche degli avversari ben messi in campo. L’equilibrio resta grazie a Mennella che dopo pochi minuti para sia il rigore a Di Matteo che la ribattuta di Corace
Simone Vicidomini– L’Ischia batte per 1-0 il Rione Terra,aggiudicandosi lo scontro play-off ,consolidando il secondo posto in classifica. Grazie ad un gol di Castagna i gialloblu,conquistano la terza vittoria consecutiva contro una squadra come il Rione Terra,ben messa in campo ma mai resasi pericolosa.L’esterno gialloblu,Castagna si conferma cecchino dei big match di alta classifica,come successo qualche settimana fa contro l’Ercolano,che timbrò il gol vittoria. Allo stadio Mazzella su un terreno di gioco quasi al limite dell’impraticabilità,vista la pioggia forte che si è abbattuta durante la mattinata e non solo, i gialloblu portano a casa una vittoria importantissima. Prima del fischio di inizio è stato osservato un minuto di raccoglimento per la morte dei padri di Ernesto Pilato e Giovanni Sasso,entrambi collaboratori della squadra gialloblu. Un’Ischia dai due volti in campo,nella prima frazione di gioco sicuramente le occasioni non sono mancate,però spesso è volentieri alcuni giocatori cercavano la giocata singola senza appoggiarsi ai propri compagni. C’è da dire che il Rione Terra dopo pochi minuti ha avuto l’occasione per portarsi in vantaggio con un calcio di rigore battuto da Di Matteo, ma Mennella non solo respinge il tentativo del numero 10 flegreo ma anche la ribattuta di Corace. (Verrebbe da dire alla faccia dei 44 anni,una saracinesca). Nella ripresa l’Ischia scende in campo con un piglio diverso,infatti dopo pochi minuti trova il gol che sblocca il match grazie ad un lampo di Castagna,complice una deviazione che beffa Granata. Gli isolani nonostante la rete segnata del vantaggio continuano ad attaccare,schiacciando più volte gli ospiti della proprio metà campo. La squadra di Monti riesce a costruire tra le sei-sette palle gol,ma senza concretizzarle al meglio,mancando quel pizzico si cinicità in più. Sono ben due i salvataggi dei difensori del Rione Terra sulla linea, su due tiri a botta sicura,prima Cerchiaro sul pallonetto di Sogliuzzo e poi Del Giudice di testa sul tentativo di Rubino. Purtroppo non è la prima volta che Mennella & Co non riescono a chiudere le partite,come successo contro Chiaiano e Procida dove sono stati persi ben quattro punti,questa purtroppo è l’unica nota dolente di una domenica di gioia.Quel conta e che l’Ischia aveva l’obbligo di portare a casa questi tre punti,non solo per restare in scia della capolista Pianura che al momento non commette passi falsi,ma per consolidare quel secondo posto in classifica. Nel prossimo turno l’Ischia sarà di scena in casa del Santa Maria La Carità,la prima delle due trasferte consecutive per poi andare a Scampia contro l’Oratorio Don Guanella.
LE FORMAZIONI- L’Ischia deve rinunciare a Pistola,Arcamone,Di Meglio Nicola e Trani.M fermi ai box per infortunio e viene schierata in campo da Monti con un 4-2-3-1 che ha visto Mennella a difesa della porta, la linea difensiva con Accurso,Monti,Chiariello ed Inverini, a centrocampo in cabina di regia Saurino affiancato da Esposito, in avanti Castagna,Di Sapia e Trani a supporto di Sogliuzzo come falso nueve.
Sul versante opposto il Rione Terra di Montefusco si è schierato con un 4-3-3, con Granata tra i pali, più Fusco,Del Giudice,Maisto,D’Oriano,Iervolino,Lanuto,Cerchiaro,Corace,Di Matteo e De Simone.
SUPER MENNELLA DUE VOLTE-La prima occasione del match è per gli isolani al 2’ minuto,passaggio filtrante tra la linea difensiva ospite per Trani,la sua conclusione viene deviata in corner da Granata. Al 7’ minuto,episodio che potrebbe mettere in discesa la gara per gli ospiti: fallo di mano di Invernini (dubbio) in area di rigore, il direttore di gara indica il dischetto. Vane le proteste degli isolani,dagli undici metri va Di Matteo ma Mennella intuisce l’angolo e para,sulla ribattuta ci prova Corace ed è ancora il numero uno dei gialloblu ad opporsi deviando in corner. Al 24’ minuto, Sogliuzzo nello stretto prova a piazzarla,il suo tentativo è facile presa per l’estremo difensore ospite. Al 33’ minuto, Chiariello sbaglia il tempo per intervenire sul pallone e travolge un avversario,il quale viene ammonito e calcio di punizione dal limite per i flegrei. Sulla battuta va Di Matteo che cerca il primo palo,ma Mennella blocca. Al 34’ minuto, gol annullato a Gigio Trani,l’esterno isolano si trovava già oltre la posizione regolare ,bravo a Del Giudice a salire con il tempo giusto. Sul finire della prima frazione di gioco,il Rione Terra recrimina un altro calcio di rigore,che questa volta l’arbitro Matrone non concede: Corace è bravo a prendere il tempo alla retroguardia gialloblu,con Monti che lo attera in area, il direttore di gara in un primo momento si porta il fischietto alla bocca ma poi lascia proseguire,che scaturisce qualche protesta eccessiva dei flegrei. La prima frazione di gioco termina sul risultato di 0-0 dopo 1’ minuto di recupero.
CASTAGNA,CHE LAMPO– La ripresa si apre con gli stessi 22 della prima frazione. Al 52’ l’Ischia si porta in vantaggio: azione imbastita da Castagna che penetra tra la difesa flegrea, si defila e va al tiro che viene deviato con la sfera che si insacca in rete e beffa Granata sul suo palo,dove non può arrivarci. Al 60’ minuto,ci prova nuovamente Castagna con un tiro dal limite con la sfera che colpisce il palo esterno.
PRESSING ISCHIA– Al 63’ contropiede da parte dei gialloblu con Trani che va via in velocità,serve defilato sulla sinistra Castagna che a tu per tu incredibilmente si fa respingere da Granata. (L’esterno isolano doveva tirare di prima) Al 71’minuto sale in cattedra Sogliuzzo, il quale imbastisce un’azione personale mettendo a sedere ben tre avversari,cerca il pallonetto morbido a scavalcare l’estremo difensore flegreo ma incredibilmente Cerchiaro riesce a salvare sulla linea,negando un gol pazzesco al numero 10 gialloblu. Il tecnico Montefusco si gioca il tutto per tutto mandando in campo De Luca,Sica,Sinagra e Liccardi al posto di D’Oriano,De Simone,Cerchiaro e Lanuto. Al 76’ minuto primo cambio anche tra le file dell’Ischia esce Gigio Trani (tra gli applausi del Mazzella) al suo posto Rubino che aveva iniziato il riscaldamento nella fase finale del primo tempo. Al 78’ minuto, dribbling di Castagna sull’out di sinistra,cross in area per il neo entrato Rubino che controlla e tira,ma il suo tentativo viene salvato di testa sulla linea da Del Giudice. All’81’ minuto, punizione battuta corta da Sogliuzzo che scambia con Castagna,che serve nuovamente il numero 10 gialloblu che mette in mezzo un cross basso in area dove prova ad arrivarci Rubino che ciabatta la conclusione. All’84’ minuto, ancora Ischia in avanti sempre con il solito Castagna che serve Sogliuzzo dal limite dell’area da posizione centrale,tenta il piazzato con la sfera che termina di un soffio a lato. Il cronometro scorre con il Rione Terra che prova a rendersi pericoloso con lanci lunghi ma senza creare nessun pericolo alla retroguardia gialloblu. Al 92’ minuto, Monti fa uscire uno stremato Castagna (applausi per lui) ed entra Ferrari. Dopo ben sette minuti di recupero concessi dal direttore di gara, la gara termina sul risultato di 1-0.
ISCHIA CALCIO 1
RIONE TERRA 0
Ischia: Mennella,Esposito,Accurso,Saurino,Chiariello,Monti,Invernini,Trani(76’Rubino) Di Sapia(93’ Buono)Sogliuzzo,Castagna(92’Ferrari) A disp.Romano,Aiello,Matrone,Ferrandino,Abbandonato,Iattarelli. All. Giuseppe Monti.
Rione Terra: Granata,Fusco,Del Giudice(87’Massa),Maisto,Iervolino,D’Oriano(61’ De Luca) Lanuto(76’Liccardi) Cerchiaro(76’Sinagra),Corace,Di Matteo,De Simone. A disp. Nasti,Brescia,Cacciapuoti,De Angelis. All. Tiziano Montefusco
Arbitro: Francesco Matrone della sez. di Torre del Greco (Assistenti: Antonio Russo di Torre del Greco e Luca Arenella di Frattamaggiore)
Ancelotti deve rinunciare a Malcuit, Ghoulam e Allan. Tra gli austriaci assente il portiere Stankovic
Si giocherà domani sera la partita tra Napoli e Salisburgo, valevole per la quarta giornata della fase a gironi di Champions League, che si terrà alle ore 21 allo stadio San Paolo. Gli azzurri di Carlo Ancelotti hanno collezionato sette punti in tre partite frutto delle vittorie contro Liverpool e Salisburgo (nel match in terra austriaca) e del pari maturato, in trasferta, contro il Genk. Per il club austriaco, invece, sono solo tre i punti messi in cassaforte che risalgono alla prima giornata con il roboante 6-2 inflitto al Genk, poi le sconfitte contro i campioni in carica del Liverpool e contro i partenopei.
NAPOLI
Mister Carlo Ancelotti deve rinunciare agli infortunati Malcuit e Allan e a Ghoulam ancora non al 100%. Tra i pali ci sarà ancora una volta Meret con Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly e Mario Rui (insidiato da Luperto) ad agire in difesa. A centrocampo, vista l’assenza di Allan, saranno Zielinski (in ballottaggio con Elmas) e Fabian Ruiz i centrali con Callejon e Insigne intoccabili sugli esterni. In attacco confermato Milik con Mertens e Lozano a giocarsi una maglia da titolare.
4-4-2: Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Zielinski, F. Ruiz, Insigne; Milik, Mertens. All: Ancelotti.
SALISBURGO
Mister Marsch perde il portiere Stankovic, infortunatosi proprio nella gara di Champions contro gli azzurri: al suo posto giocherà Coronel con Kristensen, Onguene, Ramalho e Ulmer a fare da schermo difensivo. A centrocampo agiranno Junuzovic e Mwepu centrali con Minamino e Szaboszlai esterni. In avanti, il tandem offensivo sarà composta da Hwang e Haaland.
“Sono preoccupato per la classifica in campionato”
Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la consueta conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League. Avversario di turno sarà il Salisburgo, già sconfitto nel match della terza giornata della fase a gironi della massima competizione europea.
Ecco le parole di Ancelotti: Squadra in ritiro: è d’accordo con questa decisione? “La notizia del giorno è che domani abbiamo una partita importante che ci deve permettere di passare il turno di Champions che è un obiettivo molto importante, sappiamo quanto è difficile dopo la gara di Salisburgo. Siamo concentrati sul cercare di fare una gara di alto livello. Il ritiro è un piccolo dettaglio sul quale io non sono d’accordo. Quante partite hanno fatto Manolas e Koulibaly? Sei. E in sole tre occasioni abbiamo preso gol”.
Cosa è mancato? “Continuità. In Champions il livello è stato sempre alto. Se teniamo i livelli di intensità alti abbiamo maggiori margini di vittoria rispetto alle altre. A Roma il livello si è abbassato molto”.
Cambia qualcosa con la società? “No, assolutamente no! Prima mi ha chiamato De Laurentiis per farmi gli auguri. E’ una decisione del club preoccupato come lo siamo noi. Per l’importanza della partita di domani è un dettaglio insignificante il ritiro. Siamo concentrati sulla partita e stiamo valutando cosa fare”.
Fatti di Verona? “Balotelli ha fatto bene, già due volte è stata interrotta la partita. Siamo sulla strada giusta. Preoccupato? Se non lo fossi sarei superficiale. Mi preoccupa ma mantengo la calma. Sono sorpreso quando la squadra non fa quel che sa fare”.
Fragilità mentale? “Non sono uno psicologo, valutare la fragilità mentale mi viene complicato. Io devo valutare la fragilità tattica e tecnica”.
Confusione per il VAR? “Sì ma non ne voglio parlare”.
Impostazione di gioco per domani? “Non cambia rispetto all’andata. Abbiamo cercato di sfruttare la velocità offensiva e di essere compatti dietro. L’intenzione è di mantenere lo stesso piano tattico dell’andata. Il Salisburgo verrà a fare la sua partita, contro qualsiasi avversario su qualsiasi campo gioca allo stesso modo, con qualità ed intensità”.
Come si esce da questo momento? “Con chiarezza, umiltà e sacrificio”.
Cosa è mancato per la svolta e su cosa sta lavorando per rendere domani la svolta? “Sulle tre partite dalla SPAL in poi non sono d’accordo con te. Con la Roma abbiamo sbagliato, a Ferrara abbiamo faticato dopo la Champions e contro l’Atalanta la prestazione c’è stata, la dea bendata non è stata dalla nostra parte. Alcune prestazioni fatte bene non hanno portato i risultati giusti. Domani abbiamo una grandissima opportunità, è una società da tempo fuori dagli ottavi. E’ un’altra competizione, la squadra è consapevole degli errori fatti. Mi aspetto un cambio di tendenza”.
Si può fare qualcosa di grande in Champions? “E’ una competizione corta. Se riusciamo a superare il girone con due giornate d’anticipo avremo fatto qualcosa di ottimo. Poi si vedrà perché si riprenderà a febbraio e possono cambiare tante cose”.
Cosa dice ai tifosi del Napoli? “I tifosi hanno sempre mostrato passione, domani è una di quelle serate in cui l’appoggio del pubblico è fondamentale, difficilmente al San Paolo sono state sbagliate le partite a parte quella con il Cagliari. Lì la prestazione è stata fatta”.
Giudizio sul Salisburgo? “Può starci in Champions League perché è una squadra forte”.
Cosa cambierebbe di quanto fatto fin qui? “Quello che ho detto sul mercato lo penso ancora, chi è arrivato sul mercato sta facendo bene. E’ un problema non di singoli o di qualità ma di riuscire a mettere insieme tutta questa qualità e trovare continuità. In certe partite certi i livelli di gioco sono altissimi. Quello è il livello e dobbiamo mantenerlo in tutte le partite. Non possiamo avere questa discontinuità”.
La Juve Stabia pesca tra gli svincolati per portare qualità ed esperienza alla mediana. Le vespe, che attualmente stazionano nella zona rossa della classifica in Serie B, hanno puntellato il centrocampo prendendo il nazionale del
Liechtenstein, Marcel Büchel. Nato il 18 marzo 1991 a Feldkirch, in Austria, il centrocampista arriva alla Juve Stabia da svincolato dopo l’ultima esperienza all’Hellas Verona nel 2017-2018, in Serie A. Nato in Austria ma naturalizzato per il Liechtenstein nel 2015, è arrivato in Italia nel 2009 grazie al Siena che lo prelevò dagli svizzeri del San Gallo. Poco dopo passerà alla Juventus e inizierà il suo girovagare per l’Italia: Gubbio, Cremonese, Virtus Lanciano, Bologna, Empoli ed Hellas Verona sono le casacche che il giocatore che indossato prima dell’esperienza, che sta per iniziare, alla Juve Stabia. Questo il comunicato ufficiale della Juve Stabia:
“Rendiamo noto che abbiamo raggiunto l’accordo per l’acquisizione delle prestazioni sportive del centrocampista Marcel Buchel, classe ’91.
Il calciatore austriaco, naturalizzato liechtensteinese, cresciuto calcisticamente nelle giovanili del club svizzero San Gallo, ha vestito in serie A le maglie di F. C. Empoli e F. C. Hellas Verona, facendo registrare oltre 60 presenze con 2 reti all’attivo.
Inserie cadetta ha vestito le maglie del Gubbio, Lanciano e F.C.Bologna, facendo registrare oltre 70 presenze con 5 reti all’attivo.
Queste le prime dichiarazioni, dopo la sottoscrizione dell’accordo : ” Sono molto contento di vestire la maglia della Juve Stabia. Ringrazio la società per la fiducia e sono convinto di dare una mano alla squadra”.
Marcel Buchel indosserà la maglia nr. 50 e si è aggregato alla squadra.”
“Calciomercato? Negli ultimi 18 mesi abbiamo fatto 13 innesti”
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss per parlare del momento attraversato dai suoi ma anche del ricorso respinto per Carlo Ancelotti e del ritiro a cui sarà costretta la squadra fino a domenica prossima.
Ecco le parole di De Laurentiis: “Negli ultimi 18 mesi abbiamo fatto 13 innesti nuovi, però purtroppo il ritiro estivo non ha visto tutti quanti i giocatori tra vecchi e nuovi poter lavorare insieme in una amalgama positiva: Lozano è arrivato fine agosto, Koulibaly è rientrato a ferragosto, lo stesso Allan è venuto dopo il Brasile. Abbiamo avuto delle personalità e delle pedine che non hanno fatto il ritiro con gli altri. Abbiamo avuto Milik per molte settimane indisponibile. Non abbiamo avuto una squadra già pronta ai nastri di partenza. Abbiamo sofferto questa situazioni ma in alcuni frangenti la squadra ha fatto vedere grandi qualità. Un allenatore non può mettere in ririto la squadra, ma tocca alala società metterli in ritiro: non è un ririro punitivo, ma costruttivo per conoscersi meglio. Se dovesse continuare questa altalena di risultati, allora la società dovrebbe dire: vi mettiamo in ritiro fino a Natale? Non ammetterei mai una situazione da sciogliete le file, bisogna essere fedeli alla maglia che indossano. Ma su questo non ho dubbi perchè sono professionisti seri. Non sono preoccupato per i 18 punti perchè c’è un gruppone a poca distanza, con 4-5 vittorie possiamo recuperare. Quando sento gridare al fallimento dell’anno è sbagliato e faccio tutti gli scongiuri. Possiamo dire ancora la nostra. Anche contro l’Atalanta abbiamo giocato bene. Quando dico a tratti, bisogna avere continuità. Quando vedo prendere due rigori in area contro la Roma, resto stupefatto perchè non dovrebbe accadere: manca concentrazione. vero poi che si sono avuti piccoli incidenti che ci hanno dato problemi in infermeria, l’ultimo è Malcuit che ritornerà ad aprile. ma questo capita a tutti nel calcio. C’era un’alea di bastonatura morale perchè non hanno permesso ad Ancelotti di essere riconosciuto come il galantuomo che è. Il fatto di aver confermato con l’ottusità del regolamento, sono state delle giustificazioni inadeguate che a me fanno sorridere e tanta pena per chi le produce. Quello che mi avvilisce è che nel calcio si sragiona, non c’è mai una corretta razionalità. Var e fallo di mano? Si fa presto a parlare male degli altri, non guardo in casa degli altri: mi preoccupo di casa mia e di difendere l’onore dei nostri tifosi, calciatori ed allenatore. Quando leggo tanti opinionisti che dicono il tutto e contrario di tutto, c’è un qualunquismo in giro che ormai è diventata una nota ricorrente in questa Italietta misera e miserabile. Alla fine tutto può essere opinabile e discutibile. Non guardo in casa d’altri per non creare alibi. Il problema arbitrale è molto complesso e serio che non vuole essere affrontato. Quando dico tabula rasa intendo che gli arbitri dovrebbero essere gestiti dalla lega, tutti stranieri, tutti ben pagati con delle multe quando sbagliano ed al terzo errore sei esonerato per tutta l’annualità. Purtroppo noi abbiamo il grosso ricordo di Calciopoli di appena 14 anni fa, io ero al mio secondo anno di C e rimasi molto rubato da questo fatto. Mi ha segnato come cosa. Oggi come oggi è difficile dare fiducia ad un sistema particolare come quello. Perchè non ci sono cartellini rossi e gialli per gli arbitri? Perchè c’è questa ostinazione a non voler capire che il Var deve essere un aiuto? Ho sempre sostenuto che la chiamata del Var possa essere a disposizione degli allenatori per due volte a chiamata. oggi invece troviamo perdite di tempo, cartellini ed arbitri non in grado di tenere a bada gli animi. L’arbitro per me deve essere l’imparzialità in persona! Mercato? Abbiamo Hysaj, Di Lorenzo e Maksimovic che possono giocare sulla fascia. Non c’è bisogno di intervenire. Il mercato si fa anche quando ti capitano delle occasioni che non ti puoi perdere. Noi abbiamo sempre affermato che il mercato invernale è di riparazione. Invece ci sono dei giovani che possono essere inseriti nel ritiro estivo. I tifosi non devono abbattersi, siamo qui a difendere i nostri ed i nostri interessi affinchè questa maglia sia sempre più azzurra”.
L’attaccante polacco non ha ancora segnato nella massima competizione europea
Arek Milik ha iniziato a segnare in campionato anche se l’ultima rete, realizzata allo stadio Olimpico di Roma contro i giallorossi, non è servita a portare a casa punti. Discorso diverso, invece, va fatto per l’Europa: l’attaccante polacco del Napoli è ancora a secco, non è riuscito a sbloccarsi trasformando il tutto in una sorta di tabù.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Roma: “Se ne ricorderà per le statistiche, eppure è servito a illudersi, ha regalato al Napoli una speranza mentre la partita fuggiva dal proprio controllo. Ha segnato ancora lui, Arek Milik, quello da ritrovare e ora sempre presente, affezionato a questa squadra che ha riscoperto il suo bomber che s’era assentato per oltre sei mesi e ora è tornato ad essere ciò che qualcuno aveva anche dimenticato fosse: preciso, puntuale, quando serve insaziabile. Non è ancora al top ma i numeri sono dalla sua parte: cinque gol nelle ultime quattro partite, sei con quello in Nazionale, laddove tutto ha avuto inizio. Aveva solo bisogno di sbloccarsi, Milik, e ora sembra difficile da fermare. Sta segnando con una continuità sorprendente. Ora cerca il primo gol in Champions dopo i cinque in campionato. Già all’Olimpico poteva fare doppietta, ‘è accontentato del più facile dei gol, ha riaperto una gara che sembrava chiusa, s’+ guadagnato il pane e, forse, anche un posto in campo domani col Salisburgo. AREK ALL’OLIMPICO. Lo scorso anno, a Roma, l’attaccante polacco segnò una rete stupenda nella porta opposta a quella dove, sabato, ha battuto Pau Lopez per il 2-1 definitivo. Uno stadio nel quale s’esalta, Milik, che aveva segnato a Roma anche contro la Lazio, un anno fa, il primo dei suoi 20 gol senza rigori dello scorso anno. Era ripartito da questa statistica, il sorridente Arek, e non poteva esaurirsi in una sola stagione la sua vena realizzativa. Serviva una scossa per ricominciare, una rete anche fortuita per riassaporare quella gioia che ne richiama altre. Ma Milik gol brutti non sa farne. Con la Polonia ha segnato con la specialità della casa, tiro mancino da fuori, mentre col Napoli si sta abituando a timbrare il cartellino ad un metro dalla porta. Come col Verona o a Roma. CERTEZZA. Il Napoli ha ritrovato il suo bomber, una delle poche certezze di questo autunno spento, tra polemiche e mille difficoltà . Gli estremi della squadra brillano, al centro si fa fatica: Meret para e Milik segna. Si ripartirà da loro, domani, per conquistare gli ottavi di Champions League, un traguardo prezioso per lasciarsi alle spalle settimane caotiche. Milik è carico, ispirato, pronto a colpire ancora. All’andata restò in panchina, era reduce dai due gol al Verona e De Laurentiis annunciò la sua presenza in campo, ma Ancelotti puntò su Mertens (doppietta) mentre domani, sorprese a parte, sarà difficile ipotizzare una squadra orfana del suo uomo migliore”.
Al Pungiglione Stabiese parleremo del prossimo turno con il Benevento, con la Juve Stabia alla ricerca di punti contro la corazzata allenata da Inzaghi.
Questa sera ritorna il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla della Juve Stabia.
Anche per questa puntata la conduzione sarà affidata a Mario Vollono che insieme agli ospiti e a voi telespettatori commenterà il campionato della Juve Stabia in particolare con un occhio di riguardo al prossimo turno.
Collegatevi oggi 04 novembre 2019 dalle ore 20:00 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè.
Per seguire questa puntata del Pungiglione Stabiese basta collegarsi su facebook, questi i link:
La puntata sarà poi inserita il giorno dopo nella galleria video della pagina ViViCentro.it (https://www.facebook.com/vivicentro.it/) dove potrete trovare l’archivio di tutte le puntate andate in onda questa stagione sportiva.
In questa puntata del Pungiglione Stabiese in studio ci saranno Mario Di Capua, Natale Giusti e Giovanni Donnarumma.
Questa sera parleremo del prossimo turno che vede la Juve Stabia opposta alla corazzata Benevento di Mister Inzaghi; formazione che si ritrova solitaria in classifica dopo aver battuto nel posticipo l’Empoli di Mister Bucchi.
La Juve Stabia dopo la sconfitta di Livorno e in piena emergenza infortuni cercherà di dare il tutto per tutto nel derby con i Sanniti con l’intento di portare a casa almeno un punto. Dopo il derby ci sarà un’altra settimana di sosta che servirà a ricaricare le batterie e a recuperare qualche infortunato di troppo che in questo momento affolla l’infermeria stabiese.
Il Benevento, che ha l’obiettivo di vincere il campionato, non può pensare di non conquistare i tre punti (considerato l’organico allestito quest’anno) e lotterà per centrare una vittoria al fine di consolidare il primo posto in classifica (+5 sulla seconda e +6 sulla terza classificata).
Come sempre durante le puntata del Pungiglione Stabiese ci collegheremo con alcuni ospiti telefonici:
Questa sera avremo in collegamento telefonico l’ex gialloble Morris Molinari.
A seguire ascolteremo la presentazione del Benevento che sarà elaborata dal collega de Il Mattino, Antonio Colangelo
Avvisiamo i telespettatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29.
Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sulla pagina facebook Stabiesi al 100% per lasciare i loro messaggi e le loro domande.
“Il Pungiglione Stabiese” è la vostra casa. Ci raccomandiamo, intervenite in tanti sulla chat facebook!
Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nei precedenti campionati.
Ci adoperiamo per offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.
“Prima voglio tornare in forma e poi tornerò a giocare con l’Algeria”
Faouzi Ghoulam, terzino sinistro del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano algerino Le Buteur per parlare del momento che sta attraversando rimanendo escluso dalle turnazioni del tecnico partenopeo Carlo Ancelotti ed anche dei suoi programmi per il completo recupero con l’obiettivo di tornare in campo con il club azzurro e con la sua Algeria.
Ecco le parole di Ghoulam: “Rinunciare alla Coppa D’Africa? Non è stato facile per me dire di no all’Algeria per questa competizione nazionale, ma in quel momento avevo bisogno di lavorare sul mio fisico e potenziare i muscoli. Non mi sentivo in grado di competere a quei livelli, non ero pronto fisicamente. Ho aspettato il momento giusto per ufficializzare la mia scelta perché non volevo che i giocatori della nazionale potessero condizionati da questa situazione. Ho un po’ di rimpianti, ma sono felice che la squadra abbia vinto. In molti hanno frainteso il mio silenzio prima della decisione di rinunciare, era solo per non creare inutili discussioni. Tornare in nazionale? Per convincere il CT devo ritrovare continuità nel Napoli. Voglio rassicurare i miei tifosi sul fatto che tornare a vestire la maglia dell’Algeria è uno dei miei obiettivi primari in questa stagione”.
Continua il periodo negativo della Givova Scafati. Al PalaOltrePò di Voghera, trionfa la Bertram Tortona per 81-71
Un ottimo esordio di Stephens (18 punti; 21 rimbalzi; 25 di valutazione) non è sufficiente alla Givova Scafati per conquistare i due punti in palio nella sfida del PalaOltrePò di Voghera, contro la Bertram Tortona, valevole per la sesta giornata di andata del campionato di serie A2 (girone ovest). La squadra di casa batte per 81-71 la Givova Scafati che continua ad attraversare un momento assolutamente negativo. Il match si è deciso ai supplementari, visto che durante la partita i gialloblù di coach Perdichizzi aveva mostrato di poter portare a casa il match. Il primo quarto si è concluso sul punteggio di totale equilibrio, ovvero 21-21. Bene nel secondo invece la Bertram Tortona che ha chiuso il primo tempo avanti 41-33. Nella ripresa è arrivata però la reazione della Giova Scafati che ha portato a casa il terzo quarto con un punteggio di 23-8. I gialloblù erano dunque vicini al trionfo ma proprio nel’ultimo quarto è arrivata la risposta della Bertram che ha portato la partita al supplementare sul risultato di 69-69. Nel supplementare purtroppo, non c’è stata partita : dominio assoluto dei padroni di casa che hanno battuto per 81-71 la Givova Scafati. Nella Bertram Tortora ottima partita da parte di Gaines autore di ben 26 punti. Nella Givova Scafati come sempre miglior in campo Frazier autore di 28 punti. A fine match, è intervenuto il coach della Givova Scafati Giovanni Perdichizzi: «Dispiace perdere in questo modo, perché abbiamo giocato trentacinque minuti di ottima pallacanestro. Abbiamo subito un parziale importante nel primo tempo, finendo sotto di otto punti, ma siamo riusciti a ricucire lo strappo e a chiudere addirittura con sette punti di vantaggio il terzo quarto. Bisogna migliorare nella costanza di rendimento per l’intero arco della partita. Hanno condizionato il risultato tanti aspetti, tra cui la percentuale ai tiri liberi, ma la squadra si è sbattuta, ha creduto fortemente nella vittoria, riprendendo con le unghie una gara che sembrava compromessa e mettendo la testa avanti con autorità. Dobbiamo migliorare tante piccole cose e mi auguro in questa prossima intera settimana, allenandoci con la rosa al completo, di poterci lavorare, perché si tratta di aspetti che all’esterno si vedono poco, ma che poi incidono sul risultato finale».
In occasione della 36^ edizione della Fiera Auto e Moto d’Epoca di Padova abbiamo intervistato i presidenti dei Club di modello del marchio Lancia, Paolo Borsalino, Pierpaolo Berardi e Toni Cestarollo.
Il tema dell’intervista ha riguardato le impressioni sulla Fiera in corso, i giovani ed il mondo del motorismo storico ed i miti intramontabili delle automobili che rappresentano i rispettivi sodalizi di appartenenza.
Arrestato capo mafia di Sciacca e il collaboratore di una deputata, per l’accusa, vicino ai fedeli di Messina Denaro. Nel mirino il 41 bis (carcere duro).
La Procura di Palermo ha fermato 4 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa e favoreggiamento. In carcere, tra gli altri, sono finiti il capomafia di Sciacca Accursio Dimino e Antonello Nicosia, membro del Comitato nazionale dei Radicali italiani, per anni impegnato in battaglie per i diritti dei detenuti. Insieme a una parlamentare di cui si sarebbe detto collaboratore ha incontrato diversi boss detenuti. Secondo la Procura avrebbe fatto da tramite tra capimafia, alcuni dei quali al 41 bis, e i clan, portando all’esterno messaggi e ordini.
Intercettato, Nicosia insultava Giovanni Falcone e di Matteo Messina Denaro diceva: ”È il nostro premier”.
(Matteo Messina Denaro, originario di Castelvetrano in provincia di Trapani, è un mafioso legato a Cosa nostra. Era soprannominato ‘U siccu, a causa della sua costituzione fisica, o anche Diabolik, ed è considerato tra i latitanti più ricercati e pericolosi al mondo). Capo e rappresentante indiscusso della mafia trapanese, risulta essere attualmente il boss più ricco e potente di tutta Cosa nostra, arrivando a esercitare il proprio potere ben oltre i confini della propria provincia, come in quelle di Agrigento e addirittura Palermo).
Il membro nazionale dei radicali italiani arrestato, Nicosia, aveva una doppia vita: in Tv parlava di legalità e diritti dei detenuti, le microspie lo hanno invece sorpreso mentre insultava il giudice Falcone: “E’ stato un incidente sul lavoro”, sbottava mentre arrivava all’aeroporto di Palermo, dedicato ai Magistrati uccisi nel 1992: “All’aeroporto bisogna cambiare il nome… Non va bene Falcone e Borsellino… Perche’ dobbiamo arriminare (girare, ndr) sempre la stessa merda”. Messina Denaro lo chiamava invece “il primo ministro”. Le indagini hanno sorpreso Nicosia mentre partecipava a un summit con un fidato del superlatitante, nel febbraio scorso, a Porto Empedocle: parlavano di una somma di denaro da far arrivare a Messina Denaro.
Antonello Nicosia, originario di Sciacca è Direttore dell’Osservatorio Internazionale dei diritti umani (Oidu), pedagogista, laureato in Scienze della Formazione multimediale con una tesi sul “Trattamento penitenziario, ascoltare e progettare per rieducare sorvegliare e rieducare, l’esperienza carcere”, è stato eletto per due anni (2017-2018) come componente del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, è anche assistente parlamentare giuridico-psicopedagogico alla Camera dei deputati, in particolare di Giuseppina Occhionero. Nel curriculum allegato al sito dell’Oidu elenca esperienze nella formazione professionale in particolare nella progettazione di corsi per svantaggiati sociali e disoccupati. Sempre nel curriculum si dice “assistente parlamentare” e “docente a contratto nella scuola pubblica come esperto nei corsi PON”. Nel 2011 è stato coordinatore del progetto “La Tavola Multiculturale” attività a favore della formazione e dell’integrazione degli immigrati. Nicosia indica tra i suoi titoli quello di ricercatore presso l’Invalsi, Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, e quello di insegnante di Storia della mafia nell’Università della California. Secondo l’accusa aveva una doppia vita, pubblicamente parlava di legalità e diritti dei detenuti, poi invece avrebbe aiutato i detenuti a fare uscire dal carcere dei messaggi alle famiglie mafiose. Arrestato all’alba di oggi insieme con altre 4 persone, è accusato di avere veicolato messaggi fuori dalle carceri. In manette anche il capomafia di Sciacca Accursio Dimino. Secondo la Procura avrebbe fatto da tramite tra capimafia, alcuni dei quali al 41 bis, e i clan, portando all’esterno messaggi e anche ordini. Nicosia ha accompagnato la deputata Pina Occhionero (ex LeU e di recente passata a Italia Viva, che risulta estranea alla vicenda) in alcune ispezioni all’interno delle carceri siciliane: durante quelle visite i boss avrebbero affidato all’assistente della parlamentare dei messaggi da recapitare all’esterno.
Per i Pm sarebbe vicino all’ala di Cosa nostra che fa riferimento al boss latitante Matteo Messina Denaro e avrebbe portato all’esterno i messaggi dei mafiosi che incontrava durante le sue visite in carcere, avrebbe gestito gli affari del clan in America e riciclato denaro sporco. L’indagato sfruttava la collaborazione con la Occhionero perchè così entrava nelle prigioni senza la preventiva autorizzazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e ciò sfruttando le prerogative riconosciute dalle norme sull’ordinamento carcerario ai membri del Parlamento e a coloro che li accompagnano.
La Occhionero, avvocato di 41 anni, molisana, è stata eletta alle ultime elezioni politiche nelle liste di Leu ed è recentemente passata a Italia Viva, il partito di Renzi. La deputata non è al momento indagata, ma sarà sentita dai pm di Palermo come testimone.
Il capomafia di Sciacca Accursio Dimino, negli anni ’90 ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di dinamiche associative ultra-provinciali, mantenendo contatti e veicolando “pizzini” con i corleonesi, in particolare con Riina Salvatore e Brusca Giovanni e dalle attività investigative erano emersi i contatti con il latitante mafioso Matteo Messina Denaro. E, a partire dalla sua scarcerazione, sono stati documentati i rapporti intrattenuti con soggetti mafiosi operanti nel territorio di Sciacca, di Castellammare del Golfo e con alcuni personaggi ritenuti contigui alla famiglia mafiosa Gambino di New York. Dimino si era relazionato anche con un soggetto con cui aveva pianificato un’attività criminale che successivamente non è stata portata a compimento a causa dell’improvviso omicidio, avvenuto a New York lo scorso 13 marzo, di Frank Calì, esponente di spicco della citata famiglia mafiosa italo-americana. Avrebbe pure esercitato “pressioni su imprenditori locali per consentire a imprese riconducibili a propri sodali di ottenere appalti, l’attività di recupero crediti a beneficio di soggetti legati a uomini d’onore, propositi di danneggiamenti e altre attività criminali nei confronti di diversi soggetti per finalità estorsive”. Dalle indagini è stato scoperto anche che l’uomo nel passato abbia rappresentato, in passato, l’ala più dura della famiglia di appartenenza, facendo parte del “triumvirato”, lo storico gruppo di fuoco operante negli anni ‘90 Sciacca.
Con Dimino, Nicosia si incontrava abitualmente e insieme avrebbero fatto affari coi clan americani e riciclato denaro sporco. Da alcune intercettazioni emergerebbero anche progetti di omicidi. Insieme a Nicosia (già noto in quanto condannato in via definitiva alla pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione per partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, scarcerato da ormai oltre 10 anni) e Dimino sono finite in manette anche altre tre persone: Massimiliano Mandracchia, Paolo e Luigi Ciaccio. Sono stati perquisiti uffici, negozi e case nella disponibilità degli arrestati. Sequestrati agli indagati disponibilità finanziarie, tra le quali una carta di credito collegata a conti esteri, e patrimoniali, tra cui un’imbarcazione. Dalle indagini è emersa, tra le altre cose, una riunione, compiuta a febbraio del 2019 a Porto Empedocle, tra Nicosia e due pregiudicati mafiosi di cui uno fidato sodale del latitante Messina Denaro, nel corso del quale i tre parlavano del latitante al quale doveva essere destinata una somma di denaro che gli interlocutori si stavano prodigando a recuperare ed inoltre, è stato messo in luce, dagli inquirenti, l’impegno di Nicosia per la realizzazione di un non meglio delineato progetto che, afferente il settore carcerario, interessava direttamente Messina Denaro da cui l’indagato, per l’opera svolta, si aspettava di ricevere un ingente finanziamento.
Nicosia, spendendo titoli docenza anche internazionali, nonché quale appartenente al Comitato Nazionale dei Radicali Italiani e direttore della Onlus Osservatorio Internazionale dei Diritti dell’Uomo (O.I.D.U.), ha operato nell’ambito assistenziale del settore carcerario, accedendo all’interno di alcuni istituti di detenzione e intrattenendo rapporti con operatori penitenziari. L’indagato, nel tempo, ha cercato di favorire alcuni detenuti tra cui Filippo Guttadauro (cognato del latitante, attualmente internato in misura di sicurezza – casa lavoro presso la Casa Circondariale di Tolmezzo e ancora sottoposto al regime detentivo ex art 41 bis Ordinamento Penitenziario).
(Ex art 41 bis O.P. comunemente chiamato “carcere duro”, è parte della Legge della Repubblica Italiana n° 354/75 recante “Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà”. Dopo la strage di Capaci (23 maggio 1992) in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scorta, all’articolo si aggiunse un secondo comma disposto con il decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306 (cosiddetto Decreto antimafia Martelli-Scotti), convertito nella legge 7 agosto 1992, n. 356. Con la nuova disposizione, in presenza di “gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica”, si consentiva al Ministro della Giustizia di sospendere le garanzie e gli istituti dell’ordinamento penitenziario, per applicare “le restrizioni necessarie” nei confronti dei detenuti per mafia, con l’obiettivo di impedire il passaggio di ordini e comunicazioni tra i criminali in carcere e le loro organizzazioni sul territorio).
Nella prima puntata del suo programma televisivo e via web “Mezz’ora d’aria” titolata Misure di Sicurezza – il caso Tolmezzo e trasmessa da una emittente locale, Nicosia ha intervistato un avvocato con cui si soffermava a disquisire in ordine ad un’asserita anticostituzionalità della procedura di applicazione delle misure di sicurezza (fenomeno dei cosiddetti “ergastoli bianchi”) con particolare riguardo agli internati sottoposti all’art 41 bis O.P. della Casa Circondariale di Tolmezzo, dove si trova ristretto proprio Filippo Guttadauro.
In mattinata sono arrivate le dichiarazioni della parlamentare di Italia Viva, Giuseppina Occhionero. “Ringrazio la Magistratura e le forze dell’ordine per lo straordinario lavoro di contrasto alla mafia. Da ciò che emerge dalle notizie riportate sui giornali quello che diceva e scriveva Nicosia era ben lontano dalla verità – dichiara -, arrivando a veicolare messaggi mafiosi per conto dei detenuti. Quello che si legge nelle intercettazioni e’ comunque vergognoso e gravissimo”.
“La collaborazione con me – prosegue Occhionero – durata solo quattro mesi, era nata in virtù del suo curriculum, in cui si spacciava per docente universitario oltre che di studioso dei diritti dei detenuti. Non appena ho avuto modo di rendermi conto che il suo curriculum e i suoi racconti non corrispondevano alla realtà -spiega – ho interrotto la collaborazione. Le visite in carcere peraltro sono parte del lavoro parlamentare a garanzia dei diritti sia dei detenuti sia di chi vi lavora. Ora sono profondamente amareggiata, ma la giustizia farà il suo corso. Mi auguro nel più breve tempo possibile. Pur essendo del tutto estranea alla vicenda sono comunque a disposizione della magistratura per poter fornire ogni elemento che possa essere utile”.
L’inchiesta, condotta da Ros e Gico, è coordinata dal Procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai Pm Gery Ferrara e Francesca Dessì.
Meteo STABIA: oggi temporali e schiarite Martedì e Mercoledì temporali
Castellammare di Stabia, Lunedì 4 Novembre: giornata caratterizzata da annuvolamenti con temporali e schiarite, temperatura minima di 17°C e massima di 20°C. Nel dettaglio: annuvolamenti con temporali e schiarite al mattino e al pomeriggio, pioggia alternata a schiarite alla sera. Durante la giornata di oggi la temperatura massima verrà registrata alle ore 13 e sarà di 20°C, la minima di 17°C alle ore 23, lo zero termico più basso si attesterà a 2300m alle ore 6 e la quota neve più bassa, 2000m, alle ore 7. I venti saranno al mattino forti provenienti da Ovest con intensità di circa 34km/h, moderati da Ovest-Sud-Ovest al pomeriggio con intensità tra 25km/h e 33km/h, alla sera moderati da Sud-Sud-Ovest con intensità tra 15km/h e 21km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 7 e sarà di 1330m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 0.8, corrispondente a 293W/mq.
Martedì 5 Novembre: giornata caratterizzata da fenomeni a carattere di rovescio o temporale, temperature comprese tra 17 e 21°C. In particolare avremo rovesci temporaleschi alternati a schiarite al mattino, rovesci o temporali durante il resto della giornata. Durante la giornata di domani si registrerà una temperatura massima di 21°C alle ore 11, mentre la minima a mezzanotte sarà di 17°C, lo zero termico più basso si attesterà a 2940m alle ore 23 e la quota neve più bassa, 2460m, alle ore 23. I venti saranno sia al mattino che al pomeriggio forti provenienti da Sud-Sud-Ovest con intensità tra 32km/h e 37km/h, moderati da Sud-Sud-Ovest alla sera con intensità tra 29km/h e 35km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 8 e sarà di 590m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 13 con un valore UV di 0.6, corrispondente a 246W/mq.
Mercoledì 6 Novembre: giornata caratterizzata da fenomeni a carattere di rovescio o temporale. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata a mezzanotte e sarà di 19°C, la minima di 17°C alle ore 23, lo zero termico più basso si attesterà a 2450m alle ore 22 e la quota neve più bassa, 2220m, alle ore 15. I venti saranno moderati da Sud-Sud-Ovest per tutto il giorno con intensità di circa 22km/h. La visibilità più ridotta si avrà alle ore 22 e sarà di 1460m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 11 con un valore UV di 0.1, corrispondente a 115W/mq.
Giovedì 7 Novembre: giornata caratterizzata da cielo velato o poco nuvoloso, temperatura minima 13°C, massima 20°C. Entrando nel dettaglio, avremo qualche nube sparsa al mattino, poche nubi al pomeriggio, bel tempo alla sera. Durante la giornata la temperatura massima verrà registrata alle ore 14 e sarà di 20°C, la minima di 13°C alle ore 23. I venti saranno al mattino deboli provenienti da Est con intensità di circa 4km/h, deboli da Ovest al pomeriggio con intensità di circa 8km/h, deboli da Nord-Ovest alla sera con intensità di circa 10km/h. La visibilità più ridotta si avrà a mezzanotte e sarà di 3980m. L’intensità solare più alta sarà alle ore 12 con un valore UV di 2.7, corrispondente a 549W/mq.
TuttoSport – ADL comprensibilmente avvelenato: non ci sono scuse
Il momento non è dei migliori in casa Napoli dopo la sconfitta con la Roma. ADL arrabbiato, afferma che non ci sono scuse, alibi o attenuanti che tengano. Ecco quanto si legge su “TuttoSport”:
“«Ora dobbiamo pensare ad una partita fondamentale per la stagione, quella di Champions contro il Salisburgo», l’osservazione saggia espressa da Ancelotti jr. al termine di Roma-Napoli, rappresenta il classico punto di non ritorno: il Napoli deve fare risultato domani, in una gara che lo porterebbe con più di un piede agli ottavi di Champions. Il Napoli di Ancelotti crea molto più di quanto facesse quello di Sarri, ma la differenza sta nella lucidità con la quale si va al tiro. Oggi i calciatori ci arrivano in affanno e sbagliano, magari prendendo pali e traverse: il Napoli è primo in questa classifica, con 9 legni. Attenuanti ed alibi ora sono banditi, perché si è entrati nella fase decisiva della stagione, che permetterà di capire il percorso del Napoli. E quale reazione potrebbe avere De Laurentiis, comprensibilmente avvelenato”.
Il momento non è dei migliori in casa Napoli dopo la sconfitta con la Roma. ADL arrabbiato, afferma che non ci sono scuse,
Il Mattino – Callejon al Dalian: l’affare può già chiudersi a gennaio
Rafa Benitez chiama Callejon al Dalian, in Cina, e lui non ha detto di no. In cuor suo, Callejon, sogna che il Napoli gli proponga un rinnovo avvicinandosi alla cifra proposta dai cinesi, cosa improbabile e fuori dalle possibilità del Presidente De Launrentiis. Ecco quanto si legge su “Il Mattino”:
Se il Dalian e i suoi emissari dovessero offrire la stessa cifra sborsata per Hamsik, il Napoli farebbe fatica a dire di no già a gennaio. Ipotesi in piedi,ma non ancora matura. Perché ancora nessuno si è fatto vivo e ha bussato alla porta di DeLaurentiis. Il punto è che i cinesi fanno velocemente: Hamsik venne compulsato e convinto in meno di 24 ore, quelle della vigilia della partita con la Sampdoria. Poi il Dalian ci mise altri venti giorni per l’accordo con il Napoli ma nel frattempo il dado era tratto. Certo Callejon non molla. Con l’Atalanta, mercoledì sera, è stato il migliore, senza dubbio, con un assist perfetto per Maksimovic, una percentuale elevatissima di passaggi precisi (92%).
Da Benitez a Sarri e poi Ancelotti: difficile trovare qualcuno che riesca a fare a meno di Josè. D’altronde le sue capacità di adattamento sono straordinarie: fondamentale nel 4-3-3 sarriano e vitale anche per sostenere il 4-4-2 di Ancelotti. Perché nessuno corre come lui, nessuno ha la sua intelligenza tattica: e quindi non deve stupire che Callejon ha giocato titolare tutte le gare di Champions da quando è arrivato al Napoli. Ovvero 29 partite. Nessuno lo ha mai messo in discussione nelle notti che contano, ha sempre giocato dall’inizio e solo 9 volte è stato sostituito, l’ultima proprio a Salisburgo, dove era capitano come lo era anche a Genk. L’uomo dei record in Champions, non c’è che dire.
Il Mattino – Il Napoli in ritiro fino a sabato: squadra delusa e sconfortata
Con molta probabilità il Napoli sarà in ritiro fino a sabato. Ecco quanto riportato dal “Il Mattino”:
“Quella di ieri è stata una giornata particolare. Perché la sconfitta di Roma non è stata facile da mandare giù. De Laurentiis anche prima della gara con la Roma ha fatto sentire la sua presenza nell’hotel capitolino che ha ospitato la squadra ma la risposta in campo degli azzurri lo ha deluso.
Non ama i discorsi, Carlo Ancelotti, vorrebbe che ogni calciatore avesse nel suo dna gli anticorpi per uscire fuori dai momenti difficili. Ieri mattina ha fatto un forte richiamo al senso di responsabilità dei suoi: spiega che questo Napoli non vale questa classifica, perché lui per primo capisce il valore di questo gruppo e sa che il vero volto degli azzurri è quello mostrato nei venti minuti finali del primo tempo dell’Olimpico. E che non comprende questi cali. Che non li accetta. Sono tutti lì che ascoltano, ammutoliti, delusi, molto amareggiati. Lui ribadisce: siete il Napoli, una squadre forte e dovete credere in voi stessi, nella vostra forza, restare compatti. Senza pensare ai punti in classifica che non dicono la verità sul vostro vero valore. Ma è lo sconforto che regna nel gruppo ed è questo il primo nemico che Ancelotti vuole combattere a poche ore dal match più importante di questo avvio di stagione.Vincere domani sera significa fare un passo nella storia, perché solo due volte il Napoli è approdato agli ottavi di finali.
Difesa senza particolari sorprese, dunque, con Mario Rui confermato a sinistra. Il dilemma vero e proprio è in attacco, con Milik che difficilmente rischia il posto: dopo i 5 gol in campionato, l’attaccante polacco sogna il ritorno del gol in Champions dove non segna da due anni: esattamente dalla trasferta in Ucraina contro lo Shakhtar Donets che finì 2-1. Era il 13 settembre del 2017. «Nei momenti difficili le parole servono a poco. Dobbiamo ripartire con tutte le nostre forze. Testa già a domani», scrive il polacco sui social. Chi giocherà da spalla? Visto il rendimento dell’Olimpico, non è escluso che possa toccare a Lozano”.
Si legge: “La più grande delusione di questo Napoli”
L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport analizza il momento davvero negativo di Kalidou Koulibaly. Ecco quanto riportato sul quotidiano:
“Aurelio De Laurentiis ha più volte ripetuto, con orgoglio, di aver respinto un’offerta di 100 milioni di euro per il difensore senegalese, ma non più tardi di due settimane fa ha anche lasciato intendere che, dinanzi ad una nuova offerta del genere, ci penserà due volte prima di rispedirla al mittente. Ebbene, la grande delusione di questo Napoli è proprio Kalidou Koulibaly il cui rendimento sta diventando imbarazzante. Errori di posizione, arrembaggi non richiesti e tanto nervosismo: da quando è rientrato dalla coppa d’Africa il difensore senegalese non è più lo stesso. Problemi di condizione per la preparazione iniziata in ritardo? Potrebbe essere un’attenuante, perché da uno col suo fisico è lecito aspettarsi un rendimento e un atteggiamento diversi. D’altra parte, stiamo discutendo su un giocatore che fino allo scorso mese di maggio nessuno mai si sarebbe azzardato a mettere in discussione. La realtà, tuttavia, racconta di un ragazzo nervoso (ha già scontato due turni di squalifica dopo la sconfitta coi sardi) e spesso indisciplinato”. v v v v v v v v
Come si legge nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il presidente ha deciso che la squadra resterà in ritiro da oggi fino alla partita contro il Genoa. Ecco quanto si legge:
“Aurelio De Laurentiis scende in campo e spinge il Napoli a guardarsi dentro, ad analizzarsi: tutti in ritiro, sin da stasera, per prepararsi a quella che Insigne ritiene la «partita della vita»; e fino a domenica, quindi fino a dopo la partita di sabato con il Genoa, perché il campionato non può finire adesso, quando siamo al quattro di novembre, e se ne sono andate dieci giornate, c’è (almeno) la qualificazione in Champions League da conquistare e poi si vedrà. Roma-Napoli è una ferita che si è aperta e sanguina ancora, richiede interventi immediati, senza indugi, perché è la natura stessa della partita a spingere alla riflessione: ventotto minuti vuoti, sino al rigore parato da Meret, poi diciassette, quelli fino al riposo, in cui vengono costruite sette conclusioni, tra cui quelle della traversa-palo in polacco, frutto dello stacco di Milik e della rasoiata dal limite di Zielinski. Ma è una reazione a strappi, compare e sparisce, e poi c’è l’esito finale, la classifica che preoccupa, gli obiettivi che sfumano e questa condizione di distacco di alcuni che riconduce al marzo del 2015, quando, dopo la sconfitta in coppa Italia con la Lazio, ci fu De Laurentiis a condire le proprie considerazioni sulla «città tentatrice», optando per un periodo a Castel Volturno”
Alla Questura di Palermo tornano i percorsi culturali con dibattiti e proiezioni cinematografiche “dalla banda della magliana al mondo di mezzo”.
Dopo la proficua esperienza dei pomeriggi letterari, che hanno visto alternarsi, in interessanti incontri e dibattiti, illustri esponenti del mondo artistico, giornalistico, letterario e della magistratura, la Questura di Palermo apre nuovamente le sue porte alla cittadinanza per offrire un ulteriore percorso di approfondimento e sensibilizzazione su temi sociali e di pregnante attualità, attraverso la proiezione di prodotti televisivi o cinematografici riguardanti temi di particolare interesse e coinvolgimento.
Le proiezioni avranno luogo presso la “Sala Domenico Corona” della Caserma Pietro Lungaro di corso Pisani. Ciascuna di esse sarà preceduta da un dibattito introduttivo con rappresentanti della magistratura, del giornalismo e del mondo intellettuale, nonché con autori, sceneggiatori o registi delle opere rappresentate in sala.
Il primo di tali eventi, a cui ne seguiranno altri nel corso dei prossimi mesi, avrà luogo oggi, 4 novembre alle ore 17.30, con la proiezione del film “Suburra” di Stefano Sollima, che tratta con brillante maestria le vicende di un sottobosco sommerso, sullo sfondo della Capitale, caratterizzato da sordidi intrecci criminali, incontri segreti e affari illegali tra mafia, politica ed istituzioni.
La proiezione del film sarà preceduta da un dibattito a cui parteciperanno il Magistrato Giuseppe Pignatone, già Procuratore della Repubblica di Roma e l’autore del romanzo da cui il film è tratto, Carlo Bonini. Moderatrice dell’incontro sarà la giornalista Elvira Terranova.
L’evento sarà aperto pubblico ed il dibattito che precede la proiezione sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Questura di Palermo.
Weekend straordinario per la Mercedes che vince il gran premio degli USA con Bottas. Festa grande anche per il compagno Lewis Hamilton che diventa per la sesta volta campione del mondo! In Ferrari quarto Leclerc mentre Vettel è stato costretto al ritiro
Inizia alla grande il gran premio degli Stati Uniti con un ottimo spunto da parte di Valteri Bottas e di Max Verstappen che in curva uno supera all’esterno Sebastian Vettel. Partenza disastrosa del tedesco che chiude il primo giro in settima posizione! Ottimo inizio invece da parte di Hamilton che supera Leclerc guadagnando la terza posizione. Dopo due giri dunque la classifica recita: primo Bottas, secondo Verstappen, terzo Hamilton, quarto Leclerc, quinto uno straordinario Lando Norris seguito da Daniel Ricciardo sesto. Peggiore in assoluto per ora Sebastian Vettel che continua ad avere tanto sottosterzo con la sua SF90. Davanti inizia ad allungare Bottas che si porta a 2 secondi su Verstappen. Non bene in casa Ferrari neanche Charles Leclerc che continua ad avere difficoltà nella gestione gomme. Al giro 9 arriva il primo colpo di scena del gran premio: si ferma la Ferrari di Sebastian Vettel che è costretto dunque al ritiro! Gara disastrosa del tedesco. Nelle retrovie bellissima gara da parte di Raikkonen che si trova in nona posizione. Davanti Bottas continua a dettare il passo, dietro Hamilton si avvicina sempre di più a Max Verstappen che inizia a vedere il grigio della Mercedes dai suoi specchietti. La Red Bull risponde facendo rientrare in box Max Verstappen, montando gomma bianca. Uno-due Mercedes dunque per ora con Hamilton che guadagna addirittura tre decimi sul compagno di squadra Bottas, che rientra in box montando gomma bianca. Per ora dunque la classifica recita: primo Hamilton, seguito da Leclerc ma entrambi devono ancora rientrare in box; terzo Bottas, seguito da Max Verstappen. Bottas intanto mette nel mirino Leclerc e lo supera sul rettilineo in curva uno. Non è finita per il monegasco che subisce anche l’attacco di Verstappen: caos totale in casa Ferrari! Strategia diversa invece nel team Mercedes per Lewis Hamilton che continua a restare in pista a differenza del compagno Bottas che ha già effettuato il pit stop e sta spingendo tantissimo, realizzando anche il giro veloce in 1:28.916. Nel frattempo, al giro 21, viene chiamato in box Leclerc che monta anche lui gomma bianca rientrando in sesta posizione. Il monegasco prova ad approfittare della gomma nuova: supera all’esterno prima Perez e poi Hulkemberg, guadagnando la quarta posizione. Davanti Bottas spinge, raggiunge e supera Hamilton tornando leader del gran premio. Alla fine arriva il pit stop dell’inglese che rientra in pista in terza posizione. Davanti non cambia la musica: Bottas primo a più 6” su Verstappen, terzo Hamilton che mantiene ben 26” di vantaggio su Charles Leclerc. Gara straordinaria per ora anche da parte di Ricciardo quinto e di Norris sesto. Al giro 35 secondo pit stop per Max Verstappen che monta la gomma gialla e rientra in terza posizione. Risponde la Mercedes con Bottas che rientra e anche per lui gomma media. Hamilton ritorna dunque leader del gran premio: resterà di capire ora se l’inglese si fermerà ancora una volta. La scelta della Mercedes è quella di restare in pista con Hamilton che subisce l’attacco di Bottas che lo supera sul rettilineo. Alla fine dunque Valteri Bottas vince il gran premio degli USA! Festa grande anche per Lewis Hamilton che diventa per la sesta volta Campione del Mondo!