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domenica, Maggio 29, 2022

3 arresti esponenti del gruppo “Cesarano” contiguo al clan LICCIARDI – VIDEO

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POLIZIA : Eseguiti 3 arresti di esponenti del gruppo Cesarano contiguo al clan LICCIARDI. In carcere CESARANO A., SIBILIO S. e QUINDICI D. – VIDEO

Nella mattinata odierna, agenti della Squadra Mobile di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di CESARANO Andrea, SIBILIO Salvatore e QUINDICI Domenico, ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di più episodi di estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di avvantaggiare, consolidandone il prestigio ed il predominio sul territorio napoletano dell’ organizzazione camorristica “Cesarano”.

CESARANO Andrea è figlio del più noto CESARANO Giovanni, alias “Giannin O’ Biond”, esponente del clan LICCIARDI, di cui il gruppo “Cesarano”, operante nel Rione Kennedy (quartiere Secondigliano), condividendo la pianificazione di comuni strategie di gestione delle attività illecite, costituisce una delle molteplici articolazioni che lo compongono.

Le indagini svolte dalla Direzione Distrettuale Antimafia – tra novembre 2019 ed aprile 2020 – hanno accertato la sistematicità dell’attività estorsiva del gruppo criminale, ricostruendo una serie di episodi posti in essere in danno di commercianti ed artigiani del quartiere di Secondigliano. In particolare, in un caso la vittima è stata costretta a versare la somma di 5.000 euro per continuare ad occupare un alloggio di edilizia popolare di proprietà del Comune di Napoli, di cui era legittimo assegnatario e, successivamente, a consegnare, in occasione delle festività natalizie, pasquali e di ferragosto, somme variabili di danaro per poter svolgere la sua attività di artigiano.

CESARANO, SIBILIO e QUINDICI risultano attualmente già detenuti per altri episodi di estorsione, commessi sempre nel quartiere di Secondigliano, per i quali, nel luglio 2020, hanno riportato sentenza di condanna di primo grado.

Lorenza Sabatino / Redazione Campania

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