Ripartono le attività dell’associazione Arci Movie, che ha quale scopo primario quello di riportare in attività il Cinema Teatro Pierrot, unico centro di cultura e aggregazione in un’area di oltre 200.000 abitanti.
Questo il prossimo evento dell’associazione:
Riparte giovedì 16 novembre il Cineforum di Arci Movie con la proiezione del film“Gatta Cenerentola”. Una giornata intensa che vedrà i quattro registi del film Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone impegnati nel Carcere di Secondigliano con la presidente nazionale dell’Arci Movie, Francesca Chiavacci, per una proiezione speciale per gli ospiti del carcere. Agli spettacoli delle 18.00 e delle 21.00 al cinema Pierrot sarà presente il cast del film e saranno ad ingresso gratuito.
Il Cineforum di Arci Movie è giunto quest’anno alla sua XXVIII edizione con dei numeri di spettatori che si aggirano sui 1500 soci, e si conferma come un appuntamento culturale immancabile per Napoli, vista la sua localizzazione decentrata e la sua ispirazione sociale, ma anche l’impatto culturale sul quartiere con 25 film e 100 proiezioni per il 2017/18. Da sempre i registi e gli attori che arrivano a Ponticelli trovano nel pubblico di periferia l’entusiasmo di persone “vere” e attente, semplici ma esigenti e ancora vogliose di migliorare, oltre che se stesse, il mondo che le circonda.
“Da ventotto anni la passione del cinema di Arci Movie – dichiara Roberto D’Avascio, presidente Arci Movie – riparte in autunno con il nostro storico Cineforum, fatto di tanti soci che frequentano la nostra sala, di tanti film allo stesso tempo popolari e di qualità, dei tanti autori italiani, ma anche internazionali, che sono venuti nel tempo ad incontrare la platea più importante della parte orientale di Napoli. Con la voglia forte di far raccontare il nostro tempo alle immagini in movimento sul grande schermo del cinema Pierrot di Ponticelli”.
Gatta Cenerentola(https://youtu.be/lwRM12OiZK8) è un film di genere animazione del 2017, diretto da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone, con Maria Pia Calzone, Alessandro Gassmann Massimiliano Gallo. Gatta Cenerentola è il crudele soprannome affibbiato alla piccola Mia dalle sorellastre nella rivisitazione moderna e partenopea della fiaba classica di Giambattista Basile. Figlia di don Vittorio Basile, uomo di grande ingegno che aveva il progetto di trasformare Napoli in una virtuosa città della scienza, Mia è rimasta orfana dopo che Salvatore Lo Giusto detto “‘o Rre” (Massimiliano Gallo), capoclan del riciclaggio, ha ammazzato suo padre con l’aiuto della bella e letale Angelica Carannante (Maria Pia Calzone), promessa sposa di Basile. Da quel momento la ragazzina è costretta a vivere in una nave da crociera dismessa nel porto di Napoli, insieme con la perfida matrigna e i sei dispotici fratellastri, covando in silenzio la vendetta: uccidere Salvatore ‘o Rre e liberare per sempre se stessa e la sua città. Anche Primo Gemito (Alessandro Gassmann), ex uomo della scorta di Basile, porta avanti il progetto parallelo di riportare la legalità nel porto di Napoli e sottrarre Cenerentola dalle grinfie di Angelica.
Torino, sede del Museo Nazionale del cinema, ospiterà fino al 7 gennaio 2018 la mostra fotografica “Cronache dal set: il cinema di Paolo Sorrentino. Fotografie di Gianni Fiorito.
La mostra, curata da Maria Savarese per CAMERA Centro Italiano per la Fotografia, raccoglie circa quaranta fotografie capaci di raccontare il complesso e suggestivo mondo di Paolo Sorrentino attraverso i set dei suoi film più famosi.
LE CRONACHE DAL SET
Le immagini di Fiorito hanno saputo immortalare negli anni le sfumature dei set, tra scenografie e pause. Il giovane Papa Jude Lawdella serieThe Young Pope, il protagonista de La Grande Bellezza Jep Gambardella interpretato da Toni Servillo, presente in mostra anche nei panni de Il Divo Giulio Andreotti, e Sean Penn, la rock star Cheyenne di This Must Be the Place, sono solo alcuni dei volti racchiusi nelle istantanee di Fiorito, da anni fotografo di scena di Sorrentino.
Nella sua ricerca fotografica – commenta la curatrice Maria Savarese – Gianni Fiorito non si accontenta di restituire una o più immagini che siano rappresentative dei film, ma da ciascuna di esse cerca di trarre una visione ulteriore che mai si pone a commento di quella già data dal cinema. Ciò che tenta di fare la sua fotografia è vedere oltre, ragionando sugli elementi fondamentali della scena: lattore, il regista, la troupe, i luoghi. Fotografare il cinema non è semplice: meno frequente è trovarsi di fronte a risultati che valicano il limite della documentazione per produrre visioni portatrici di senso.
La narrazione di Fiorito non si riferisce solo al dietro le quinte, ma con la sua macchina fotografica, racconta il cinema colto, sincopato di Sorrentino mettendo in atto la perenne lotta fra la narrazione che scorre e linterruzione del tempo. E poi cè lempatia con il bagaglio professionale del regista: il suo particolare modo di lavorare sul set, la ricerca della concentrazione, della giusta inquadratura, del confronto continuo con gli attori e il personale tecnico sulla scena, il controllo maniacale di ogni particolare del trucco, dei vestiti, dei volti di ogni comparsa, degli oggetti in scena, raccontato alla maniera di un fotoreporter costantemente presente, ma invisibile e attento, al centro del set.
GIANNI FIORITO: UNA VITA TRA CINEMA E TEATRO
Gianni Fiorito nasce come fotogiornalista, con una particolare attenzione alla complessa realtà napoletana e a quella sociale e urbanistica delle periferie. Negli anni Ottanta collabora come fotografo con il gruppo teatrale Falso Movimento di Mario Martone e lassociazione di artisti Idra Duarte. Dal 1999 si dedica sempre di più all attività di fotografo di scena cinematografico, portando avanti una personale ricerca sull uso del territorio italiano nel cinema, collaborando con Sorrentino, Luca Miniero, John Turturro e Antonio Capuano.
Con il furgone sulla pista ciclabile, Halloween di sangue a Manhattan
L’attentatore, 29 anni, è di origini uzbeke. Urlava “Allah Akbar”: 8 morti e 10 feriti. Fermato da uno scuolabus carico di bambini, è stato ferito e arrestato dagli agenti
NEW YORK – Sarà ricordata come la strage di Halloween quella di ieri a Manhattan, dove almeno otto persone hanno perso la vita e oltre una decina sono rimaste ferite in quello che, a sentire le forze dell’ordine, è stato un attentato terroristico di matrice islamica.
Il lupo jihadista (ma non si sa ancora quanto solitario) di turno ha colpito Manhattan secondo un modello mutuato dai colleghi stragisti in Europa. La conferma giunge per bocca del sindaco Bill de Blasio parlando di un atto «particolarmente codardo».
E così una giornata di festa, soprattutto per i bambini, si è trasformata in una giornata di terrore come a New York non si viveva dalle bombe di Chelsea del settembre 2016. L’attacco si è consumato alle le 15,05 ora locale (le 20,05 in Italia), quando un camion bianco ha invaso a velocità sostenuta la corsia ciclabile che costeggia la 12ma Avenue, sulla porzione più ad Ovest di Manhattan antistante l’Hudson River. Il veicolo ha travolto diverse persone senza tuttavia fermarsi. La sua folle corsa è terminata solo quando si è andato a schiantare su un altro camion, sembra uno scuolabus dove dentro si trovavano diversi bambini di ritorno verso casa. Secondo una prima ricostruzione della polizia di New York, l’autista del «camion-killer», un furgoncino affittato di Home Depot, è quindi sceso impugnando due pistole, sembra si trattasse di due armi giocattolo. L’uomo, 29 anni, è stato identificato come Sayfullo Saiopov, di Tampa, Florida, originario uzbeko e immigrato nel 2010. Ha camminato a passo sostenuto per diversi istanti, attraversando per due volte la strada teatro dell’incidente. A immortalarlo sono le immagini di una telecamera della Nbc che ritraggono la persona vestita di nero e rosso camminare in apparente stato confusionale facendo lo slalom tra alcune vetture. In mano avrebbe avuto una pistola ad aria compressa e una pistola a vernice. A quel punto sarebbe stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco sparati dagli agenti che si trovavano sul posto. Ferito a una gamba è stato arrestato.
Le forze dell’ordine hanno chiuso la strada a scorrimento veloce del West Side, nel tratto all’altezza di Tribeca, e hanno messo immediatamente in sicurezza una scuola che si trova nelle vicinanze. Sembra che diversi bambini siano rimasti intrappolati nello scuolabus che è rimasto coinvolto nell’incidente. La dinamica ha creato terrore perché ricorda quella degli attentati terroristici che hanno colpito Nizza, Berlino e Londra. L’attentatore avrebbe infatti urlato «Allah u Akbar». «Ho visto il conducente, non sembrava stesse sanguinando», ha rivelato uno dei testimoni. «Trascinava i piedi, sembrava nel panico, confuso», ha precisato, sottolineando che immediatamente si è scatenato il caos, con diverse persone che urlavano «ha una pistola, ha una pistola».
Sul posto sono intervenute le squadre speciali della polizia, assieme alla Joint Terrorism Task Force dell’Fbi, che assieme al New York Police Department hanno definito l’accaduto come un atto terroristico. L’autista del furgoncino sembra avesse tratti somatici mediorientali. De Blasio, costantemente informato, è giunto sul posto, così come il governatore Andrew Cuomo, per essere informato dagli inquirenti. Anche il presidente Donald Trump è stato avvertito dell’accaduto e aggiornato in tempo reale. L’allarme è rimbalzato per tutta la città dove si stavano svolgendo le celebrazioni di Halloween, la festa di zucche e streghe che vede migliaia di bambini nelle strade per il tradizionale «trick or threat», la raccolta dei dolcetti casa per casa. Poco lontano dal luogo dell’incidente era in corso la parata di Halloween che da Washington Square, nel cuore di Manhattan, si snoda per Atreet ed Avenue di Downtown. Le forze di sicurezza hanno immediatamente blindato tutti i luoghi sensibili, in particolare quelli in cui erano in corso raduni e feste. Immediata l’opera di bonifica delle stazioni della metrolitana attigue al luogo dell’incidente, specie dinanzi all’ipotesi che l’attentatore non abbia agito da solo.
Alcuni diritti riservati.
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Carlo Crialese, terzino sinistro della Juve Stabia, è stato raggiunto in esclusiva dalla redazione di ViViCentro.it:
Una vittoria che ha un retrogusto ancora più bello quella con il Rende, si è tornati a casa?“Sì, quella con il Rende è stata una vittoria speciale. Tre punti preziosi per iniziare alla grande il campionato nel nostro fortino. Non potevamo chiedere di meglio”.
Quanto è stato importante ritrovare il Menti e i propri tifosi?“Per noi è stato di vitale importanza disputare la gara nel nostro stadio. Sentire il calore dei tifosi ci ha dato una grossa mano per agguantare il successo. Un’emozione fortissima da pelle d’oca. Sabato affronteremo il Matera e poi martedì di nuovo al Menti contro la Virtus Francavilla. Il nostro monito sarà quello di non sbagliare tra le mura amiche e di racimolare quanti più punti possibili con l’obiettivo di scalare posizioni in classifica”.
Ambiente sereno aiuta i risultati. Negli allenamenti come nello spogliatoio date l’idea di essere un gruppo forte e compatto…“E’ vero, siamo un gruppo molto unito. Andiamo tutti d’accordo, nello spogliatoio si respira un clima sereno e disteso, scherziamo e ridiamo allegramente. Questo aspetto positivo sarà l’arma vincente lungo il nostro cammino”.
Fascia sinistra, la tua zona di competenza. Piede caldo il tuo ma soprattutto preciso. Ci sono qualità che ancora non abbiamo scoperto?“No, sono queste le mie caratteristiche principali. Mi piace molto spingere sulla fascia e servire i compagni. Finora sono riuscito anche a gonfiare la rete; spero di segnare altri gol e di fare tanti cross utili ai fini del risultato”.
Come ti trovi a Castellammare di Stabia?“A Castellammare mi trovo benissimo; una città molto affascinante, in cui perdersi. Il lungomare è spettacolare, ideale per rilassarsi”.
Con chi hai legato di più?“Ho legato con tutti, ma in modo particolare con Lisi. Siamo entrambi romani e spesso viaggiamo insieme verso casa”.
Ora il Matera, quanto pesa l’assenza di Mastalli?“L’assenza di Mastalli peserà, eccome. Dispiace perché sulla seconda ammonizione mi sento colpevole; ho sbagliato il passaggio e gli avversari sono ripartiti in avanti e lui in scivolata ha bloccato l’azione con un tocco di mano involontario. A mio avviso l’arbitro, è stato troppo severo, poteva evitare di estrarre il cartellino. A Matera chi scenderà in campo al suo posto, sono sicuro che, darà il massimo per non farlo rimpiangere”.
Ma quanto ha pesato, a livello di scossa, quella sconfitta di Bisceglie?“La sconfitta di Bisceglie ci ha dato una svegliata. Quella fu proprio una bruttissima partita dove è difficile trovare alibi per giustificare la nostra pessima prestazione. Faremo di tutto per evitare di commettere gli stessi errori”.
A sinistra sembra non esserci concorrenza, forse Dentice potrebbe provare a soffiarti il posto anche se preferisce la destra. Per te è un bene o un male l’assenza di concorrenza forte?“Siamo tutti indispensabili, non credo di essere l’unico elemento fondamentale all’interno della rosa. La concorrenza fa sempre bene, uno stimolo in più per dare sempre il massimo; Piero può giocare come terzino su entrambe le fasce, ma la cosa non mi spaventa. Al di là di chi gioca la cosa principale è il bene della squadra”.
Carlo, diciamolo apertamente: qual è l’obiettivo della Juve Stabia? “Il nostro obiettivo è quello di incassare quanti più punti a disposizione. In questo scorcio di campionato abbiamo affrontato i match sempre in trasferta, che hanno rallentato la nostra corsa. Potevamo fare di più, ma nel complesso non abbiamo nulla da recriminare. In noi c’è tanta voglia di arrivare in alto e di togliere grosse soddisfazioni alla piazza stabiese”.
Parma, Cremonese, Cesena, ma anche l’esperienza alla Nocerina: quale ti ha fatto crescere di più e perché?“Tra le esperienze vissute quella di Cremona è stata fondamentale per la mia crescita. Due anni intensi dove ho avuto la fortuna di conoscere Giampaolo, attuale mister della Sampdoria, il quale mi ha insegnato tantissimo. È un tecnico molto competente e preparato, sono contento per lui, era sprecato in serie C”.
Pregi e difetti di Carlo Crialese… “Pregi…sono un ragazzo tranquillo, solare, ordinato, scrupoloso e riservato. Difetti…timido, introverso, stringato, chiuso e scostante”.
I giornalisti inglesi del ‘Manchester Evening News’ titolano ‘Benvenuti all’Inferno’ il paragrafo dedicato alla sfida del San Paolo tra Napoli e Manchester City.
Come dicono a Manchester: “Molti giovani che fanno parte del City non hanno mai affrontato una sfida così rumorosa ed ostile come quella di cui avranno esperienza questa sera a Napoli. Sei anni fa il Manchester andò in vantaggio, ma la ferocia ed il volume del rumore generato dai tifosi del Napoli – che arrivò a generare lievissimi fenomeni sismici – fu un attore enorme nel ribaltamento del risultato. Gabriel Jesus lo avrà già visto in Sudamerica, ma ragazzi come Sterling e Sanè rimarranno ad occhi aperti”.
Ad organizzare l’evento è l’Associazione Circolo “Tempo Libero”
La 45° manifestazione, organizzata dall’Associazione Circolo “Tempo Libero” di Castellammare di Stabia, si occuperà di numismatica, filatelia, cartamoneta, cartofilia, bibliofilia, gettoni, telecarte e oggettistica varia è come sempre dedicata alla memoria del Presidente Salvatore Correale, fondatore nel 1994, del Circolo stabiese, deceduto prematuramente il 28 Marzo 2013, lasciando un vuoto incolmabile.
L’evento è per tutti, l’ingresso è gratuito e si svolgerà quest’anno l’11 e il 12 novembre 2017 a Gragnano all’interno della sala dell’Hotel Parco, immerso nel silenzio di un rigoglioso parco naturale; sarà anche l’occasione per apprendere nozioni storiche, geografiche, economiche e scientifiche, grazie alla presenza di esperti studiosi provenienti da ogni Regione d’Italia.
Un operazione della memoria, un tuffo nel passato tra oggetti quasi sconosciuti, ormai in disuso, e assolute rarità: monete antiche e moderne, banconote, francobolli, cartoline, buste viaggiate, storia postale, decorazioni militari, gettoni, tokens, stampe, orologi, album da collezione, immagini sacre, carte telefoniche, quotidiani, locandine, libri, fumetti, figurine, calendari militari, penne da scrittura, pins, spille, oggettistica varia.
er l’occasione saranno acquistabili a tiratura limitata da tutti, collezionisti e non, le tre nuove monete della collezione numismatica 2017 emesse dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato dedicate a illustri personaggi italiani e alla bellezze artistiche del nostro paese, la moneta in argento per il “200° Anniversario della nascita di Francesco De Sanctis”, la bimetallica in bronzital-cupronichel per il “50° Anniversario della scomparsa di Totò” e per la Serie Italia delle Arti, la moneta in argento “I Sassi di Matera, Basilicata”.
Durante la giornata di Sabato 11, alle ore 10, ci sarà la presentazione del libro: “I NUMERI SVELATI”, a cura dello studioso e scrittore di Ascea Federico De Luca che pone in evidenza la teoria che le lettere riportate sulle antiche monete greche non sono dei monogrammi che rimandano al nome di magistrati monetari, ma dei numeri che indicano la quantità di monete emesse.
Alla manifestazione prenderanno parte anche gli esperti studiosi: Gaetano Russo e Giovanni Ardimento.
Hotel Parco – Gragnano (Napoli)
Strada Statale per Agerola 366 – Gragnano (Napoli)
Mail per informazioni: info@hotel-parco.it
Telefono: (+39) 081 8715591
Sito: www.hotel-parco.it
Orari
Sabato 11 Novembre 2017, dalle ore 9:00/13:00 – 15:00/19:00
Domenica 12 Novembre 2017, dalle ore 9:00 alle 14:00
Ingresso Libero
Thierry Henry, ex attaccante, ha rilasciato alcune dichiarazioni al ‘The Sun’:
“Quello che mi è piaciuto molto in City-Napoli è che entrambe le squadre hanno giocato secondo la loro filosofia di gioco partendo da dietro con tanti passaggi corti, con grande movimento e energia. Quando il City era 2-0, ha rischiato di subire gol diverse volte”.
1990 – 2017, la storia Infinita di Nello Longobardi nel basket nazionale, alla guida della sua creatura, la Società Scafati Basket continua ad esistere. Questo l’estratto dell’intervista concessaci dal Patron al termine della gara tra la Givova Scafati e la Soundreef Siena:
Partita dai due volti, Scafati ha meritato di vincere, ma nel basket se stacchi la spina troppo presto, rischi di rimettere il successo in discussione…
Siena è una bella squadra con due americani super e un gruppo di italiani di ottimo livello, a questo roster aggiungiamo che Griccioli è un allenatore (ex di turno, ndr) che sa rimontare le partite di questo genere. Noi abbiamo iniziato alla grande con un ottimo maestro di musica come Miles che ha fatto cose di altissimo livello. I primi due quarti ci è sembrato anche troppo facile e, probabilmente, siamo tornati in campo con la testa di aver già chiuso la partita e abbiamo ripetuto a tutti i giocatori che la partita invece era ancora da iniziare perché altrimenti loro sarebbero ritornati in partita, e così è stato.
Parlando della realtà attuale, quattro vittorie consecutive di cui due a Roma, dove non si era mai vinto nella storia, è bello rivedere Scafati a questi livelli, possiamo affermare che quest’anno si sogna come due anni fa?
Ci sono delle similitudini a parte l’allenatore, abbiamo degli americani forti e con buoni numeri nei ruoli cardine di play e pivot, a questo dobbiamo aggiungere che gli italiani stanno dando una grossa mano. Sperare in una stagione come quella di due anni fa, è “tosta”, ma siamo li sopra e godiamoci questa posizione che rispetto all’anno scorso che stavamo all’opposto e all’inverso rispetto ad oggi.
Questa intervista speciale ed esclusiva vuole essere anche un raccontare Nello Longobardi a 360 gradi, il presidente Longobardi anche nella vita di tutti i giorni. Partiamo dal basket, possiamo dire che Scafati è innamorata della Pallacanestro anche grazie a Longobardi?
Io vedo tante persone che lavorano anche al di fuori di Scafati tra chi gioca, chi lavora in degli staff di altre realtà, chi lavora in questo sport, oltre a tanti ragazzi e atleti che giocano anche in serie minore, che vengono dalla nostra storia che mi rende orgoglioso di ciò che abbiamo costruito.
Il mio percorso inizia 27 anni fa e sono partito da piccolo al seguito di mio padre che era presidente di una piccola squadra di serie C a Scafati e da lì è nata la mia passione. Solo per un breve periodo sono stato distratto dal calcio che mi ha tenuto un po’ fuori ma poi sono tornato nello sport che amo di più che è la pallacanestro.
Quindi tra calcio e basket non c’è storia, secondo il patron Longobardi?
Secondo me non c’è storia perché nel basket anche nelle serie minori vedi sempre partite combattute, mentre nel calcio, spesso assisti a gare da 0-0 noiose, mentre nel basket non ti annoi mai e vedi dei gesti atletici di assoluto valore. E’ chiaro che oggi siamo ad un livello abbastanza alto, siamo tra le prime cinquanta squadra tra A1 e A2 in Italia e non è poco, questo avviene solo grazie alla passione e all’impegno economico di imprenditori come Alessandro Rossano e Giovanni Acanfora, Pina e Ludovico della famiglia Givova oltre agli altri soci e alla mia famiglia, è possibile in una realtà non facile dal punto di vista ecomico come Scafati.
Se qualcuno tre decenni fa le avrebbe detto che Scafati sarebbe divenuto una realtà importante del basket nazionale, lei cosa le avrebbe risposto?
Pensando a trent’anni fa mi sento molto vecchio e sono davvero tanti (sorride sarcasticamente il patron, ndr), ci abbiamo sempre creduto ma i problemi, negli anni, non sono mancati. Ora abbiamo una squadra interessante perché ci sono anche dei giovani interessanti partendo dal nazionale Under 18, Trapani, passando per i vari Romeo, Pipitone, Santiangeli, sono ragazzi che stanno tutti sotto i 23 anni, oltre al nucleo di italiani che sono di grande livello.
Longobardi Imprenditore e Longobardi presidente, quali sono le differenze?
C’è una differenza abissale perché nel basket sono uno che segue di più la passione e l’istinto, mentre nell’azienda seguo l’istinto lo puoi anche seguire ma sempre con razionalità e riflessione. Questo è uno sport a rimetterci mentre nell’attività bisogna che ci sia la giusto rendita e ne usufruisce anche il basket con gli investimenti che ci sono anche e soprattutto grazie all’azienda che va bene.
Lo Scafati basket è una realtà che può dare gioia e far avvicinare a questo sport tanti ragazzi che seguono una passione…
Ci sono tanti ragazzi che lavorano bene nel settore giovanile grazie a Marino Lepore, Mattia Vollaro e Luigi Cesarano, con un gruppo numeroso di ragazzi che ci seguono e anche da questo punto di vista riusciamo a tenere alto il nome Givova in regione e anche al di fuori, grazie anche ai tanti allenatori del mini basket.
Qual è l’obiettivo stagionale della Givova Scafati?
Arrivare tra le prime quattro e cercare di bissare la vittoria della Coppa Italia, però dico che ora dobbiamo soprattutto goderci il momento perché questo è un campionato abbastanza difficile con tante squadre buone e c’è un livello medio di tante compagini che si assomigliano e tante partite finiranno punto a punto. Bisogna essere bravi e fortunati per arrivare bene a marzo-aprile ed è li che capiremo chi siamo e dove possiamo arrivare.
Dopo tre decenni di basket ci può essere ancora un sogno del cassetto? Magari tornare in A1?
La A1 è un campionato tosto, Scafati deve abituarsi a godersi l’A2 e rispettare i parametri della serie A2, dopodiché se dovesse arrivare, Givova, Rossano e il sottoscritto non si tireranno indietro con passione, determinazione e tanta volontà.
Se dovesse dare dei consigli a dei nuovi giovani imprenditori o a qualcuno che volesse continuare nella sua scia, cosa farebbe e che gli consiglierebbe?
Di buttare sempre il cuore oltre l’ostacolo, di non avere altre mire al di fuori dello sport, di seguire la programmazione che uno di da, e di avere più pazienza del sottoscritto, rispetto a quello che ho fatto in tante scelte nella pallacanestro e di metterci sempre tanta determinazione e passione.
Ai tifosi cosa vuole dire?
Devo godersi la squadra e aumentare di partita in partita e contro Siena a 4-5 minuti dalla fine si è iniziato a sentire il loro calore che è fondamentale in alcune partite, soprattutto quelle più combattute.
Un particolare episodio è capitato a Napoli, dove il 17 settembre scorso si era avvicinato a un 22enne fermo a bordo della sua auto su via Nazionale delle Puglie e con il pretesto di chiedergli una informazione aveva repentinamente infilato il braccio nell’abitacolo rubando il portafogli che il giovane portava poggiato sul sedile, contenente circa 200 euro.
Il giorno dopo la vittima ha visto nuovamente il malfattore in Piazza Garibaldi: era su uno scooter e si stava intrattenendo a parlare con un giovane.
A qual punto il derubato gli ha scattato una foto di nascosto con lo smartphone e di corsa è andato in caserma dai carabinieri a denunciarlo. La targa dello scooter portava dritto alla moglie di Ciro Zito, un 34enne della zona già noto alle forze dell’ordine.
I carabinieri della stazione di Poggioreale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli a suo carico e il derubato lo ha individuato durante formale riconoscimento.
Adesso è sottoposto ai domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il Real Forio questa mattina giocherà alle ore 11:00 allo stadio “Vallefuoco ” di Mugnano contro l’Afro Napoli United. Una gara valida per l’andata degli ottavi di finale di Coppa Italia Dilettanti Campania. E sarà l’esordio bis in panchina per Franco Impagliazzo. Taratà sarà al timone della squadra foriana,come già accaduto lo scorso campionato,quando conquistò l’obiettivo della salvezza chiudendo il campionato al settimo posto,prima di essere “esonerato” per far posto a Flavio Leo per provare a costruire un progetto impostato sui giovani isolani,che però dopo appena tre mesi si è arenato del tutto. Queste partite di solito sono un po particolari,anche perchè vengono disputate al centro della settimana con alcune squadre che hanno già chiare difficoltà in campionato,in termini di classifica possono riservare qualche scocciatura. Per mister Impagliazzo di certo dopo appena un solo allenamento fatto con la squadra,questa gara contro l’Afro Napoli potrebbe far schiarire tutte le idee del neo tecnico per inquadrare bene cosa manca a questa squadra,anche perchè la formazione foriana fin ora si è dimostrata “squadra di coppa”,arrivando a conquistare gli ottavi di finale. L’Afro Napoli quasi certamente farà un ampio turn over anche perchè il loro obiettivo è vincere il campionato. La parola ora spetta al campo,ma sopratutto ai giocatori del Real Forio che dovranno avere una reazione di orgoglio e mettere in campo tutto quello che hanno,fino all’ultimo minuto. Per quanto riguarda gli uomini che avrà a disposizione Impagliazzo per la sua prima, a parte i due squalificati sembrano essere in forse le presenze di Cantelli e Chiaiese, entrambi assenti a Mondragone per problemi muscolari e fermi a box. Tutti arruolabili, invece per mister Ambrosino, che potrebbe lasciare comunque fuori dagli undici che scenderanno in campo qualche giocatore titolare. Mister Impagliazzo, ha parlato così del suo ritorno in panchina ai nostri microfoni “Prima di accettare questa situazione complicatissima, a dir poco preoccupante, lunedì al campo ho parlato con i giocatori più anziani. Si dovrà necessariamente fare 8-9 punti prima del giro di boa altrimenti diventerà davvero difficile tutto. Se sono stati fatti determinati risultati, la squadra ha delle carenze. Ora voglio rendermi conto, stando al di dentro, dove e se si debba intervenire. Credo che qualcosa ci voglia, ma devo anche responsabilizzare molto i giocatori più anziani, non posso caricare i più giovani. E’ demerito dei più anziani se il Real Forio oggi è ultimo in classifica, indipendentemente da chi potesse essere l’allenatore. In campo ci vanno i giocatori e devono prendersi i meriti ed i demeriti. Nel calcio paga sempre l’allenatore, ma i demeriti sono di tutti. Il Forio ha molti giocatori che erano in squadra anche nella passata stagione, avrebbero dovuto fare di più. Prosegue Impagliazzo-ieri mattina ho fatto il primo allenamento ma erano assenti parecchi ragazzi perché erano a scuola, quindi abbiamo provato senza nessuno di fronte secondo quelle che sono le mie idee di gioco. Cosa mi ha spinto a riaccettare il Forio? Durante l’estate ero stato contattato dalla dirigenza biancoverde ed avevo dato la mia disponibilità. Poi, hanno virato altrove non so se per il progetto od altro. Comunque, andando a vedere le distinte dell’anno scorso, si vede che il Forio giocava sempre con tre ’96, un ’97, un ’98 e due ’99. Al di la di Di Dato, Calise e Trofa erano tutti under. Dopo il Casagiove, il Forio ha messo più giovani in campo. Ho sentito parlare di progetto giovani, ma io non sono innamorato degli anziani, ma di chi sa giocare a pallone. Il Forio oggi pecca di un 2000′ pronto, senza nulla togliere ad Aiello e Nicolella, che non sono abituati a giocare perché la Juniores era inesistente l’anno scorso. Se i calciatori non sono pronti, questo penalizza la squadra”.
In casa Afro Napoli è intervenuto ai nostri microfoni, il tecnico dell’Afro Napoli United, Salvatore Ambrosino, ha parlato in questi termini della gara di stamattina contro il Real Forio: “Sicuramente è una partita che nessuna delle due squadre intenderà perde, perché non piace farlo. Però, visto che per una squadra di Promoziona la Coppa Italia non porta a nulla, avremo la possibilità di far acquisire minutaggio ai ragazzi che fino ad oggi hanno trovato poco spazio. Fermo restando, che la Coppa è una competizione gloriosa, che ci può dare tante soddisfazioni. Ma non è un obiettivo primario, quindi faremo il cosiddetto turn-over, ovvero giocherà chi fino ad oggi lo ha fatto meno per tenere tutti sulla corda. Il Real Forio è in crisi di risultati ed in rivoluzione tecnico-societaria? Si, lo so perché ho seguito molto la squadra biancoverde ultimamente. Mi aspetto sicuramente una reazione nervosa della squadra dopo l’avvicendamento in panchina. Però, credo che anche per il Real Forio l’obiettivo principale potrebbe e dovrebbe essere il campionato, visto che sono un po’ indietro e quindi devono cercare di recuperare terreno. E’ ovvio che la Coppa Italia è una competizione che ti fa perdere tante energie, inoltre si può incorrere in infortuni, quindi può solo creare dei problemi. Poi, ognuno fa le sue valutazioni, però credo che il Real Forio non meriti la classifica che occupa in campionato perché ha dei buoni giocatori. Credo sia stato anche sfortunato, come il suo ex allenatore Leo”.
La gara della partita di Coppa Italia valida per gli ottavi di finale di andata tra Afro Napoli e Real Forio sarà diretta dal Sig.Michele Palomba della sezione di Torre del Greco, mentre i suoi assistenti saranno Gianluca Guerra (sez. di Nola) e Domenico Piscitelli (sez. di Caserta).
Dall’approdo di Maurizio Sarri al Napoli, la crescita di Jorginho in mezzo al campo è stata esponenziale. Il centrocampista italo-brasiliano ha richiamato l’attenzione dei top club europei ma il Napoli non vuole di certo privarsene almeno nella sessione di mercato invernale. Secondo quanto riporta il tabloid inglese The Sun, l’Arsenal sarebbe interessata al calciatore per la prossima sessione estiva.
Scrive Antonio Corbo nel suo editoriale per La Repubblica: “Quel giorno a Manchester il Napoli entrò con mezz’ora di ritardo. In campo c’era e non c’era, stremato ancora prima di giocare, aggredito da un avvio devastante della capolista inglese, ma frastornato anche da imprevisti elogi di Guardiola a Sarri, così rari da finire sulle pagine del New York Times. Subisce i primi gol come due tagli di bisturi in anestesia totale, prima Walker poi Gabriel Jesus, minuti 8 e 13. Ma appena compare sul verde gentile dell’Etihad, è sfida vera, spettacolo e batticuore insieme, record di ascolto per la serata italiana in tv. Il Napoli sfiora il pari, solo perché Mertens spreca il primo rigore e Diawara non perdona sul secondo. Diciassette ottobre, non poteva finire lì. Si ricomincia stasera, ma stavolta Sarri gioca d’anticipo. Entra in scena un giorno prima dedicando la conferenza di rito a Guardiola. «Un mostro sacro. Il più forte in circolazione. Io ho delle idee ma non ho vinto nulla per paragonarmi con qualcuno». Benedetta onestà. Era nel Perugia in Lega Pro, incompreso ed esonerato, mentre Guardiola vinceva con il Barcellona nel 2009 Liga, Supercoppa, Coppa del Re e la sua prima Champions. Sarri finalmente libera se stesso dalla congiura dell’ipocrisia, bloccando l’assalto degli adulatori. Non certo Guardiola, con gratitudine e amicizia gli riconosce una statura mondiale, certificata dalle vittorie. Ma altri. Insiste: «Io non ho vinto nulla per essere confrontato con chi ha vinto tanto». Ha anche letto sulla Gazzetta una sentenza del settantenne Albertino Bigon: «Sarri è molto più forte di Sacchi, perché vince senza i campionissimi del Milan». S’immagina il disappunto di Sarri, arroccato nelle sue scorbutiche ritrosie. Impreca come nei peggiori bar della Toscana. Certo, non c’è nulla di peggio di un confronto per definire un allenatore unico nel suo genere per modulo e stile di vita, l’architetto di un Napoli impossibile, una dimensione di luci riflesseù2.
Sarri, che è solo Sarri, stasera non misura se stesso, ma il Napoli con il calcio europeo. Vuol leggere nelle facce degli inglesi lo stesso sgomento dei suoi nella prima mezz’ora d Manchester. Possibile. Mertens ha qualcosa di personale, chissà che i suoi mulinelli non creino un vortice tra i cadenzati centrali inglesi. Il resto tocca agli altri, con la novità di Allan che ripara l’equivoco a centrocampo, dove Zielinski che non è incontrista e un po’ stonava in linea con Hamsik. Ecco, un altro che l’Europa è curiosa di vedere. Se il Napoli è da Champions, il primo a dimostrarlo dev’essere il suo insostituibile leader”.
Il presidente dell’Ente Parco Agostino Casillo ha annunciato via social che “Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco ha approvato il bilancio di previsione per l’anno 2018 in cui sono contenuti gli stanziamenti finanziari per le misure che rientrano nel Grande Progetto Vesuvio”. Poi prosegue: “Ringrazio tutti i consiglieri per l’incessante lavoro svolto, che ha permesso di approvare l’11 settembre scorso le linee strategiche di indirizzo e oggi il documento di programmazione economica che individua le risorse per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. A breve partirà anche la fase di progettazione, propedeutica alla realizzazione degli interventi. Non sarà un percorso facile, ma abbiamo posto basi solide da cui iniziare”.
Il presidente dell’Eco Parco annuncia anche un’importante iniziativa relativa agli incendi che questa estate hanno devastato il Parco del Vesuvio, mettendo in ginocchio Torre del Greco in particolare. “Il Consiglio ha inoltre deliberato in favore della costituzione di parte civile dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio nel processo che si celebrerà contro il presunto incendiario accusato di aver appiccato il fuoco lo scorso luglio in una porzione dell’area protetta. È un gesto simbolico, che arriva proprio mentre in Italia non sembra arrestarsi la piaga degli incendi che, in Lombardia e Piemonte, sta bruciando migliaia di ettari di vegetazione. Parte di questi rientrano nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Al presidente Italo Cerise, ai cittadini di quelle zone, alle istituzioni ed a tutte le persone coinvolte nelle attività di spegnimento va la nostra piena solidarietà e vicinanza”, ha concluso Agostino Casillo.
Castellammare, piazzetta Bracco nel caos: dai rifiuti agli schiamazzi notturni, urge rimedio
A tratti imbarazzante, a tratti difficile da gestire. A tratti anche bella da vivere durante la giornata, ma la piazzetta Bracco al San Marco ha dei problemi da risolvere. E’ il nuovo appello, rivolto da comitati e associazioni del posto, direttamente al sindaco Antonio Pannullo e all’amministrazione comunale cittadina. Auto abbandonate, vetri in frantumi, rifiuti, erba alta e schiamazzi notturni. Una situazione resa ancora più grave dal fatto che si tratta di una zona molto frequentata anche dai turisti stranieri, che raggiungono i siti archeologici di Varano proprio passando dal San Marco. Il comitato chiede all’amministrazione comunale che la stessa venga restituita ai cittadini nel migliore dei modi.
Anas, chiuso lo svincolo di Castellammare: ecco date e orari
Anas, attraverso una nota, fa sapere che per lavori di manutenzione del verde sulla strada statale 145 “Sorrentina”, nelle notti tra il 6 ed il 9 novembre – tra le 22 e le 6 del giorno successivo – sarà chiuso al traffico il tratto tra lo svincolo di Castellammare Ospedale (km 3,600) e lo svincolo di Castellammare Villa Cimmino (al km 9,750), compreso lo svincolo di Gragnano. Il traffico verrà deviato lungo la viabilità locale, le ex statali 145 “Sorrentina” e 366 “Agerolina”.
il 2 novembre prossimo alle 12 verrà scoperta all’interno del cimitero di Ercolano una targa in memoria delle vittime della tragedia di Balvano del 3 marzo del 1944. Nella più grave sciagura ferroviaria di tutti tempi in Italia (sono 500 i morti accertati), Resina fu la città più colpita con ben 82 vittime.
Alla cerimonia saranno presenti i familiari delle vittime e i superstiti del disastro. Antonio Di Donna è l’artigiano che ha donato la targa in marmo. Considerata la volontà di tenere vivo il ricordo del disastro e delle ottantadue Vittime ercolanesi, la Giunta Comunale ha inoltre deliberato che il 3 marzo di ogni anno venga commemorata in città la Tragedia di Balvano.
Tre tifosi inglesi e un ristoratore napoletano sono stati feriti la notte scorsa nel corso di una movimentata aggressione sul lungomare partenopeo da parte di un gruppo di violenti. Gli inglesi, una comitiva di quattro tifosi del Manchester giunti in città per la partita di Champions in programma stasera, avevano cenato in un locale di via Cesario Console: all’uscita sono stati avvicinati da un ‘branco’ di varie persone, subendo insulti e un lancio di oggetti. I quattro sono fuggiti: tre di loro hanno cercato rifugio in una pizzeria di via Santa Lucia, il quarto in un ristorante di via Sauro. I violenti hanno inseguito i primi tre fin dentro la pizzeria: il titolare ha difeso gli inglesi, riuscendo ad allontanare gli aggressori che però lo hanno colpito al naso, provocandogli fratture guaribili in 25 giorni. Un inglese è rimasto incolume, due feriti in modo lieve, il quarto ha riportato la lussazione di una spalla guaribile in un mese. Indaga la Polizia.
Tanti i complimenti e gli attestati di stima che si sono scambiati Maurizio Sarri e Pep Guardiola che stasera si troveranno nuovamente uno di fronte all’altro. Ciome riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Accoglierà l’ospite, Maurizio Sarri, nel ventre di Fuorigrotta, lontano dal clamore dei media. Con Pep Guardiola ci sarà uno scambio di saluti veloce, magari un brindisi augurale e, poi, ciascuno andrà ad occupare il proprio posto per preparare la sfida”.
L’arbitraggio del match di Siracusa-Paganese della 12ª giornata di campionato di serie C, 4 Novembre 2017 alle ore 14:30, spetta a Matteo Gualtieri di Asti
Ci sarà un bel colpo d’occhio questa sera al San Paolo ma niente sold out. Come riporta l’edizione odierna de Il Mattino, sono stati venduti circa 43000 biglietti per la sfida contro il City. Non ci sarà, dunque, il tutto esaurito, il costo elevato per i tagliandi di Champions League avrà inciso di sicuro.