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Sky, le ultime sulla formazione di Ancelotti: cambio inaspettato in porta

Le ultime sul Napoli in vista della sfida contro l’Inter

In questa stagione, Carlo Ancelotti li ha cambiati tutti. E anche questa sera, come riportato dal sito gianlucadimarzio.com, il tecnico partenopeo cambierà gli undici contro l’Inter. Il modulo è sempre quello, il 4-4-2, con un cambio potenziale a partire dalla porta.

Non dovrebbe giocare Meret, nonostante la buona prova contro la sua ex Spal. Ospina è il candidato a partire titolare nel big match di questa sera. In difesa Maksimovic favorito su Hysaj e Malcuit sulla destra, mentre sulla sinistra dovrebbe giocare Ghoulam. Al centro intoccabili, Albiol e Koulibaly.

A centrocampo torna Allan, che giocherà con Hamsik, Callejon a destra, e a sinistra ballottaggio aperto tra Ruiz e Zielinski con il primo favorito. Così come favorito è Milik su Mertens per un posto al fianco di Insigne.

Probabile Formazione Napoli (4-4-2)
Ospina; Maksimovic, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Callejon, Hamsik, Allan, Ruiz; Milik, Insigne.
All. Ancelotti

Meta, ciclista perde il controllo della sua bici a causa del forte vento

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L’uomo è stato vittima di un incidente

Meta, nella giornata di ieri, a causa delle forti raffiche di vento, un ciclista originario di Sant’Agnello,  è stato coinvolto in un incidente. Sembrerebbe che l’uomo, mentre si trovava alla guida della sua bicicletta, ne ha perso improvvisamente il controllo a causa di una busta di plastica che si è incastrata in una delle ruote bloccandola.

L’uomo è di conseguenza, caduto dalla bici, e per lo schianto forte, ha riportato alcune contusioni e qualche frattura. L’allertato subito il 118, l’uomo è stato trasportato presso l’Ospedale di Sorrento dove, dopo essere stato sottoposto ai primi accertamenti, è stato ricoverato per le cure del caso. (Positanonews)

Salvini chiude i porti. Natale di guerra contro i migranti e gli operatori umanitari.

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Mentre le due imbarcazioni di Open Arms sono in rotta per il lontano porto di Algeciras, dove il governo spagnolo “concentra” tutti gli sbarchi dei naufraghi soccorsi nel Mediterraneo centrale, il ministro dell’interno Salvini ribadisce il suo ennesimo rifiuto sulla richiesta di un “porto sicuro di sbarco”, rilanciata dalla Sea Watch, ancora in acque internazionali, a sud di Malta e Lampedusa, dopo avere soccorso venerdì 21 dicembre 33 persone in fuga dalla Libia. Tra queste una decina di donne e di minori, tutti vittime di abusi in quelli che ormai anche le Nazioni Unite definiscono come luoghi di tortura e di detenzione disumana. Mancano notizie ufficiali, tutto rimane avvolto in un alone di riservatezza militare, che dovrebbe servire anche alla rimozione mediatica del problema, come ormai si verifica di norma da quando il 28 giugno scorso è stata istituita sulla carta una zona SAR ( ricerca e salvataggio) libica. Per fortuna le poche ONG ancora operative e rari giornalisti indipendenti continuano a fare sapere cosa succede davvero nel Mediterraneo centrale

Sergio Scandura‏ @scandura

#migranti UPDATE 13:44 #SEAWATCH IN SAR ZONE MALTA, prua a nord con 33 salvati a bordo, è uscita dal confine della SAR zone Libia. In cerca dell’Europa con un appello al governo tedesco, perché venga assicurato un Place Of Safety ai salvati in mare in fuga dall’inferno libico.

Dopo Salvini, anche altri stati europei, richiesti di accogliere almeno una parte dei naufraghi ancora in alto mare, malgrado le disponibilità offerte da numerosi enti locali, hanno respinto qualsiasi possibilità di trattativa. Ormai l’Unione Europea è dilaniata da una accesa competizione elettorale, in vista del probabile successo, alla prossima scadenza elettorale, di quelle forze che del razzismo e della xenofobia hanno fatto le loro bandiere. Il richiamo agli interessi nazionali, addirittura alla “difesa dei confini nazionali”, secondo qualcuno, non può giustificare però la violazione reiterata del diritto internazionale, soprattutto di quelle norme che sono poste a presidio della vita umana e della libertà della persona, e che dunque risultano inderogabili, se si vuole rimanere all’interno di uno stato di diritto e nel rispetto delle Costituzioni nazionali, e della stessa Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che quei valori assoluti garantiscono.

Il ministro dell’interno si vanta di avere ridotto il numero delle vittime in mare, nel quadro di un calo complessivo delle partenze dalla Libia ormai vicino all’85 per cento su base annua, ma nasconde che quest’anno oltre 1300 persone hanno comunque perso la vita sulla rotta libica, con la percentuale di vittime più alta di sempre, ormai una persona su dieci che riesce a partire dalle coste della Tripolitania perde la vita in mare. Ma si muore anche sulle rotte terrestri, nei deserti quando si fugge dalle milizie. Per non parlare delle vittime all’interno dei centri di detenzione in Libia.

Anche l’OIM (Organizzazione internazionale delle migrazioni, agenzia delle Nazioni Unite) denuncia le politiche di quegli stati che, per contrastare gli arrivi delegano alla guardia costiera “libica” il compito di intercettare in mare le persone che sono riuscite a fuggire a caro prezzo dall’inferno dei centri di detenzione, senza alcuna distinzione possibile ( anche per le Nazioni Unite) tra i cosiddetti centri governativi e quelli gestiti direttamente dalle milizie che si contendono il territorio. Milizie che spesso entrano nei cd. centri governativi e sequestrano quei migranti che appaiono nelle condizioni di potere far pagare ai parenti un prezzo più alto per il loro riscatto. Di fatto gli accordi con la Libia, e soprattutto con la Guardia costiera libica, stanno consentendo la proliferazione di veri e propri sequestri di persona.

According to the UN, the Libyan coast guard intercepted 29,000 migrants between the beginning of 2017 and the end of September 2018. From there, thousands are taken to detention centres, described by UN staff who visited as “inhumane”, where migrants remain indefinitely and arbitrarily, without due process or access to lawyers.

Per le Nazioni Unite “la Libia non può dunque essere considerata un luogo sicuro di sbarco”, ma coloro che riescono a tentare la pericolosa traversata del Mediterraneo, come ricorda il più recente rapporto diffuso a livello mondiale, “vengono sempre più spesso intercettati o soccorsi dalla Guardia costiera libica che li riconduce in Libia”,dove molti ritrovano l’inferno da dove erano appena sfuggiti, L’OIM, nelle sue raccomandazioni finali, si rivolge anche all’Unione europea ed ai suoi Stati membri, per chiedere di “riconsiderare i costi umani delle loro politiche e dei loro sforzi per arginare la migrazione verso l’Europa”, nonché di garantire “che la loro cooperazione e la loro assistenza alle autorità libiche siano basate sui diritti umani”. La replica del rappresentante della sedicente “Guardia costiera libica” appare del tutto priva di elementi di fatto e sorretta soltanto dalla garanzia di un alleanza ben retribuita con quei paesi come l’Italia, che antepongono la propaganda elettorale sul blocco dei migranti in Libia alla salvaguardia della vita umana in mare. Nessuno potrà più nascondere che fine fanno le migliaia di persone intercettate in acque internazionale dalla Guardia costiera libica e riportate a terra. Con l’appoggio silenzioso ma interessato dei principali partner europei che finanziano anche i centri di detenzione.

Salvini rilancia a Natale lo schema del ricatto che ha già ampiamente utilizzato durante tutta l’estate, soprattutto durante il caso Diciotti, affermando che l’Italia avrebbe già fatto la sua parte, accogliendo centinaia di migliaia di migranti negli ultimi anni, e che non ci saranno possibilità di sbarco nel nostro paese fino a quando gli altri paesi europei non accetteranno di assumersi le loro responsabilità e dunque di accogliere le persone che si continuano a soccorrere sulla rotta del Mediterraneo centrale. Ma l’adempimento degli obblighi internazionali di salvaguardia della vita umana in mare non può diventare merce di scambio per modificare le politiche dell’Unione Europea. Qualunque trattativa per la distribuzione, pure auspicabile, di naufraghi tra diversi paesi europei può avvenire soltanto quando le persone hanno raggiunto un porto di sbarco sicuro, perché la nave soccorritrice va considerata in base al diritto internazionale come un luogo sicuro “transitorio”, e la permanenza a bordo di persone già duramente provate non può diventare arma di ricatto tra gli stati.

La posizione di chiusura del ministro dell’interno, imposta all’intero governo, alimenta un coro di giornalisti “di servizio” ed odiatori seriali che sui social continuano a diffamare le ONG ed a far credere che gli operatori umanitari siano collusi con i trafficanti. Con quei trafficanti che invece prosperano sulla chiusura delle frontiere e sugli aiuti forniti dall’Unione Europea e dall’Italia alle milizie perché arrestino le partenze dalla Libia. Prosegue implacabile anche nei giorni di Natale la campagna di criminalizzazione della solidarietà, fino all’irrisione di chi compie un piccolo gesto di umanità, ieri le unghie colorate di Josepha, oggi i festeggiamenti natalizi a bordo delle navi soccorritrici.

Sotto la bolla mediatica che continua a circondare i soccorsi in mare sulla rotta libica, si sta verificando un rilevante impatto, delle scelte del ministero dell’interno, sugli assetti operativi della guardia costiera italiana (che dipenderebbe dal ministero delle infrastrutture) e sulle operazioni di soccorso in acque internazionali, sempre più rare, che vengono ancora espletate dalle autorità italiane, e da ultimo dalla Guardia di finanza che è rimasta a presidiare la zona contigua alle acque territoriali italiane.

Guardia Costiera Nave Dattilo

In base al decreto ministeriale del 14 luglio 2003, In G.U. n. 220 del 22 settembre 2003, emanato in attuazione della legge Bossi-Fini (n.189 del 2002), le attività di soccorso sono coordinate dal Corpo delle Capitanerie di Porto (Guardia costiera), che va inquadrato nel Ministero delle infrastrutture. Non è dunque Salvini che può disporre la chiusura dei porti, soprattutto in assenza di un qualsiasi provvedimento scritto e motivato.

SAR Italiana e Maltese SOVRAPPOSTE
SAR Italiana e Maltese SOVRAPPOSTE

La centrale operativa della Guardia costiera italiana (IMRCC) si rivolge al ministero dell’interno solo per la indicazione di un POS ( porto sicuro di sbarco). Come si dirà meglio più avanti, la zona SAR maltese e quella italiana risultano parzialmente sovrapposte, fino a “coprire” parte della “zona contigua” a sud di Lampedusa. In ogni caso però, come le autorità maltesi, anche le autorità italiane, nella propria zona contigua, fino a 24 miglia dalla costa, sono tenute ad una continua attività di sorveglianza coordinata a lungo raggio a mezzo velivoli di pattugliamento marittimo della Marina Militare e di aeromobili della Guardia di Finanza e del Corpo delle Capitanerie di Porto. Quando durante questa attività venga dichiarato un evento SAR, per una situazione di pericolo imminente (distress) accertata o riferita in una chiamata di soccorso, in base alle convenzioni internazionali, e potremmo aggiungere il nostro codice della navigazione, scatta l’obbligo immediato di intervento per la salvaguardia della vita umana in mare, con la doverosa indicazione di un porto di sbarco in modo che le operazioni di soccorso si possano concludere nel tempo più breve possibile. Porto di sbarco sicuro che non può trovarsi in Libia, come si è verificato invece lo scorso luglio, dopo il salvataggio effettuato dal rimorchiatore italiano Asso 28, nei pressi delle piattaforme petrolifere offshore dell’ ENI denominate Bouri Field.

Se una imbarcazione privata che si trova in acque internazionali soccorre migranti, persone che non possono essere riconsegnate ad autorità di un paese, come la Libia, che non ne garantisce la sicurezza, e persino la vita, sono le autorità marittime e militari che coordinano i soccorsi nelle zone confinanti alla pretesa “zona SAR libica” che devono fornire assistenza ed indicare tempestivamente un porto di sbarco sicuro. Sono le Convenzioni internazionali che indicano i requisiti per la individuazione di un porto di sbarco sicuro. Sono le Nazioni Unite, dopo la magistratura giudicante italiana che (a differenza di qualche procura) ci dicono che la Libia, nelle sue diverse articolazioni territoriali, politiche e militari, non offre porti sicuri di sbarco.

Dunque non ricorre alcun obbligo di riconsegna dei migranti soccorsi in acque internazionali alle motovedette libiche, adesso anche della Cirenaica di Haftar. E gli stati titolari delle zone SAR confinanti devono garantire con la massima tempestività un luogo di sbarco sicuro. Non sono gli stati di bandiera delle navi che hanno l’obbligo di individuare tale porto, anche se in qualche caso, a fronte di violazioni evidenti da parte di stati come l’Italia e Malta, paesi più distanti dal luogo dei soccorsi possono accettare di indicare a loro volta un luogo di sbarco sicuro, per non protrarre a tempo indeterminato la permanenza dei naufraghi in mare,come richiede anche l’OIM.

Quanto sta succedendo, con la ratifica di un diritto del ministro Salvini di non indicare un porto sicuro di sbarco, per condizionare le scelte europee in ordine all’accoglienza dei migranti, è anche conseguenza diretta della richiesta di archiviazione del procedimento penale intentato dalla procura di Agrigento contro il ministro dell’interno, dopo il caso Diciotti. Un procedimento del quale non si è fatto conoscere ancora l’esito finale, ma che ha legittimato la politica di “chiusura dei porti” ancora priva di qualsiasi base legale, al di fuori di provvedimenti scritti e motivati, basati su disposizioni di legge e non su scelte arbitrarie del ministero dell’interno. Affermare che la scelta di chiudere i porti è una “scelta politica” del ministro dell’interno, “non sindacabile dal giudice penale per la separazione dei poteri, di chiedere in sede Europea la distribuzione dei migranti in un caso in cui secondo la convenzione Sar sarebbe toccato a Malta indicare il porto sicuro”, equivale a stracciare l’art.117 della Costituzione che impone a tutti, compresi i ministri, il rispetto delle Convenzioni internazionali di diritto del mare ratificate dall’Italia (SARUNCLOS e SOLAS) . Non sono le ONG colpevoli di violenza privata nei confronti del ministro dell’interno, ma il ministro dell’interno che deve fornire una base legale alla sistematica omissione che gli va attribuita nella indicazione di un porto di sbarco sicuro. Se non ci fosse la clava di alcune procure, le scelte non scritte di “chiusura dei porti” sarebbero contrastate già a livello istituzionale da parte degli organi dello stato preposti al soccorso in mare, e le navi umanitarie potrebbero continuare a svolgere, come in passato, la loro attività di soccorso, sotto il coordinamento della Centrale operativa della guardia costiera.

Il contenzioso tra Italia e Malta sulla confinazione delle rispettive zone SAR è ormai risalente, ne sono derivate anche stragi ancora all’attenzione della magistratura, e non può diventare ulteriore ragione di ritardo nella indicazione di un porto di sbarco, o di criminalizzazione dei soccorritori. Il nuovo sovranismo italiano non può tradursi in un esonero totale dell’esecutivo dalla responsabilità giudiziaria, penale, civile, ed amministrativa, oltre che internazionale, per gli atti di chiusura dei porti che, un singolo ministro, seppure senza provvedimenti formali e motivati, pone in essere. La magistratura inquirente non può continuare a considerare inesistente la situazione di gravissimi abusi che subiscono tutti i migranti riportati in Libia sopo essere stati intercettati/soccorsi in acque internazionali. Abusi che diversi collegi giudicanti invece accertano, stabilendo pene severissime per i carcerieri/trafficanti che riescono ad arrestare solo dopo il loro arrivo in Italia, magari confusi tra i naufraghi.

La Centrale nazionale di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera di Roma (Imrcc) dunque, ricevuta la segnalazione di un’emergenza in atto al di fuori della propria area di competenza Sar, in acque internazionali, “deve avviare le prime azioni e assumere il coordinamento delle operazioni di soccorso notiziando l’autorità Sar competente”, cioè quella in grado di fornire migliore assistenza ai fini dell’assunzione del coordinamento. Nel caso in cui questa “non risponda o non sia disponibile”, l’Imrcc coordina le operazioni fino al loro termine ed individua, di concerto con il Viminale, ed in qualità di autorità coordinatrice, il luogo sicuro per l’approdo e lo sbarco dei naufraghi.

L’Imrcc, quale prima autorità che ha ricevuto la richiesta di soccorso, coordina le operazioni fino al loro termine, cioè fino allo sbarco dei naufraghi nel “luogo sicuro”. Nel caso in cui, invece, durante il coordinamento delle operazioni da parte dell’Imrcc, l’autorità Sar competente per la zona di mare interessata o altra autorità Sar in grado di fornire la migliore assistenza intervenga e dichiari di assumere la responsabilità delle operazioni di soccorso, sarà quest’ultima ad assumerne il coordinamento. Ma è notorio che in diverse occasioni di soccorso verificatesi nella vastissima SAR maltese, le autorità di La Valletta hanno respinto qualsiasi richiesta di intervento, nell’ultimo caso della Open Arms hanno persino rifiutato qualsiasi rifornimento di cibo, accettando soltanto una evacuazione medica di una madre con il bimbo appena partorito (MEDEVAC). Come hanno consentito le autorità italiane con l’evacuazione di una sola persona, un ragazzino somalo di 14 anni, già torturato in Libia, che è stato sbarcato nell’isola di Lampedusa. Per tutti gli altri migranti a bordo della Sea Watch e della Open Arms, divieto assoluto di sbarco, sia a Malta che in Italia, malgrado la temporanea assunzione delle responsabilità di coordinamento dei soccorsi. da parte delle corrispondenti autorità nazionali.

L’obbligo di prestare soccorso dettato dalla Convenzione internazionale di Amburgo (UNCLOS) non si esaurisce comunque nell’atto di salvare i naufraghi, ma comporta anche l’obbligo di sbarcarli in un luogo sicuro. Per luogo sicuro si intende un luogo in cui sia assicurata la “sicurezza” – intesa come protezione fisica – delle persone soccorse in mare. Per l’Italia, il “luogo sicuro di sbarco” viene individuato dall’autorità Sar in stretto coordinamento con il ministero degli Interni.

Le Convenzioni Solas e Sar, nonché la risoluzione Msc 167/78 del Comitato di sicurezza marittima dell’Imo (Msc 78/26, add. 2, allegato 34), stabiliscono che il soccorso finisce con l’assegnazione di un Place of safety (Pos) di sbarco da parte dell’autorità di Coordinamento (Mrcc).

In particolare, secondo il paragrafo 6.12 (Msc 78/26, add. 2, allegato 34) Il luogo sicuro, di cui all’allegato della convenzione Sar del 1979, paragrafo 1.3.2, è la posizione in cui le operazioni sono terminate. È anche un luogo dove la sicurezza della vita dei sopravvissuti non è più minacciata e dove i loro bisogni umani fondamentali possono essere soddisfatti.

(…)In base al successivo punto 6.13 una nave di assistenza non dovrebbe essere considerata un luogo sicuro, basato esclusivamente sul fatto che i sopravvissuti non sono più in pericolo immediato una volta a bordo della nave. Una nave soccorritrice non può disporre di attrezzature adeguate a sostenere persone e per sostenere altre persone a bordo senza mettere in pericolo la propria sicurezza o per curare adeguatamente i sopravvissuti.

(…)Si sottolinea infine, al paragrafo 6.17 la necessità di evitare lo sbarco in territori dove le vite e le libertà di coloro che accusano un fondato timore di persecuzione sarebbe minacciata e una considerazione nel caso di richiedenti asilo e rifugiati recuperati in mare». Ma questo obbligo discende direttamente dall’art. 33 della Convenzione di Ginevra, che nessun governo può ignorare.

Come osservava Carlo Bonini su Repubblica,” Dopo la richiesta di archiviazione della procura di Catania, Il leader della Lega gongola: da domani, in nome dell’insindacabilità dell’agire politico, altre norme del codice penale potranno essere serenamente violate “. Dunque,“aveva visto lungo il ministro dell’Interno Matteo Salvini quando dispose, in agosto, che la nave Diciotti facesse rotta verso Catania con il suo carico di migranti da usare come arma di ricatto al tavolo dell’Europa. Era quello il vero “porto sicuro” dove, in nome della ragion di Stato, poter consumare insieme la violazione della legge penale e di un diritto fondamentale come la richiesta di asilo”.

Nulla di nuovo si potrebbe dire, quando si chiamano in causa responsabilità istituzionali per gravi violazioni dei diritti delle persone migranti. Ricordiamo che le più gravi condanne ricevute dall’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’Uomo, come nel caso Hirsi, per i respingimenti collettivi in Libia e nel caso Khlaifia per l’ingiusta detenzione a Lampedusa, sono arrivate dopo che le procure italiane avevano archiviato esposti presentati da associazioni ed organizzazioni non governative. Purtroppo oggi è sempre più difficile rappresentare davanti alle corti internazionali le vittime delle violazioni dei diritti fondamentali, indotte a disperdersi dopo lo sbarco in Europa da prassi criminogene che bloccano qualsiasi movimento secondario. Per non parlare della sorte dei migranti che vengono ripresi in acque internazionali dalle motovedette donate ai libici dall’Italia e riportati a terra , nei centri di detenzione che recenti rapporti delle Nazioni Unite definiscono luoghi di estorsione generalizzata, di abusi, anche sessuali, e di ogni possibile tipo di tortura. Luoghi dai quali non è certo possibile fare arrivare ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo a Strasburgo.

Sorprende anche il silenzio dei vertici delle missioni europee Frontex ed Eunavfor Med, presenti nelle acque del Mediterraneo centrale con numerose imbarcazioni che,a differenza di quanto avveniva in passato, non operano più interventi di salvataggio, Che in assenza di imbarcazioni delle ONG vengono delegati sempre più spesso a navi commerciali, come si + verificato da ultimo nel caso della nave NIVIN, costretta a sbarcare i naufraghi nel porto di Misurata, dove le persone che si rifiutavano di scendere sono state assalite dalla polizia e poi fatte scomparire nel nulla.

Chiediamo una verifica dell’adempimento dei doveri di soccorso sanciti a carico delle autorità italiane e degli assetti militari europei dai Regolamenti Frontex n. 656 del 2014 e 1624 del 2016 ( adesso Guardia costiera europea).

Occorre fare chiarezza sulla ripartizione delle responsabilità nelle zone SAR del Mediterraneo centrale. L’IMO ( Organizzazione internazionale marittima), con sede a Londra, deve esprimere un parere chiaro senza rimettersi ai rapporti di forza, dunque alla “politica” tra gli stati. Come è successo nel caso della autoproclamazione della cd. zona SAR libica, di una Libia che non esiste come entità statale unitaria, né ha una centrale di coordinamento dei soccorsi SAR unica (JRCC).

Il Diritto alla vita è sacro, oltre a costituire un diritto riconosciuto dalle Convenzioni internazionali, e gli obblighi di soccorso in mare non possono essere affidati a “scelte politiche” di ministri perennemente in campagna elettorale che fomentano odio per giustificare le reiterate violazioni del diritto internazionale e della Costituzione. E’ questo il momento nel quale chi vuole difendere la democrazia, lo stato di diritto ed il principio di solidarietà in Europa si deve mobilitare.

Capri, l’isola dice addio ad Anna Mazzola

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La nuotatrice si è spenta a 91 anni

Capri Anna Mazzola, nuotatrice e campionessa nata e vissuta a Marina Grande, si è spenta all’età di 91 anni. La donna nel 1957 si aggiudicò il titolo di campione del mondo, arrivando prima nella Capri Napoli, una delle gare di gran fondo più difficili e frequentate dai nuotatori provenienti da tutto il mondo.

la campionessa, dopo la vittoria del ’57, si dedicò alla formazione sportiva dei giovani nuotatori isolani e partecipò a gare prestigiose non solo nelle acque del golfo, ma anche in Canada, nel lago di Ohrid in Macedonia, a Mar del Plata con la Miramar in Argentina ed anche in un tratto della Manica tra la Gran Bretagna e la Francia.

Un vero e proprio pilastro dell’isola di capri, che nel 2004 decise di dedicarle lo slargo della spiaggetta libera da dove parte la maratona di nuoto. Inoltre alla donna fu conferito da parte del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana.

I funerali si terranno il 27 dicembre nella Chiesa di San Costanzo a Marina Grande. (Il Mattino)

L’ex azzurro Beto: ”Contro l’Inter fu una notte davvero magica, ho ancora il San Paolo nella mente”

Beto è intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com

L’ex calciatore del Napoli, Beto ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb.com. Il brasiliano ha raccontato la sua ex parentesi azzurra. Ecco quanto evidenziato:

A Fuorigrotta, ricordano la tua rete in semifinale contro l’Inter. ”Ho ancora i brividi, ho il ricordo del boato del San Paolo quando feci quel gol. Zanetti aveva portato avanti i nerazzurri, io firmai il pari e vincemmo ai rigori. Fu una notte davvero magica, tra le più belle della mia vita calcistica”.

Dal Brasile adesso, come vedi questo Napoli? ”Solido, con un grande gioco. Dispiace per l’eliminazione dalla Champions League, ma in Europa League può recitare la parte del leone. Ancelotti ha a disposizione calciatori importanti, poi la sua grande esperienza può fare la differenza in una competizione continentale”.

Magari può vincere anche la Coppa Italia, quella che è mancata al tuo Napoli. ”E’ la mia speranza, magari riuscirò a tornare in città per festeggiare la conquista di un trofeo. Voglio portare la mia famiglia a Napoli, spero di riuscirci a breve. Tra l’altro dei miei compagni di squadra nutro un bel ricordo. Aglietti, Ayala, Boghossian, Panarelli, Caio, Bordin, Caccia.”

 

 

 

De Maggio: ”Skriniar 100 milioni? Koulibaly vale quanto un colosseo intero”

Valter De Maggio ha parlato ai microfoni di Radio Goal

Il direttore di Radio Kiss Kiss Napoli, Valter De Maggio ha parlato ai microfoni di Radio Goal. Ecco quanto riportato:

”Ho letto che Skriniar varrebbe 100 milioni, su alcuni quotidiani, allora Koulibaly quanto vale, il Colosseo intero? Dovevo chiederlo al presidente nell’intervista, era una bella provocazione…”

Napoli, ladro colto in flagranza: rischia il linciaggio dalla folla di Natale

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Furto e linciaggio evitati giusto in tempo

Napoli, a Soccavo, più precisamente in via dell’Epomeo,  stava per consumarsi l’ennesimo “furto di natale”. Stava per essere svaligiato un appartamento: il ladro era riuscito ad intrufolarsi dalla finestra che affaccia sul lato della strada. Per fortuna i vicini di casa, sentiti i rumori e insospettiti, hanno allertato i Carabinieri.

I militari sono giunti sul posto giusto in tempo, aiutati anche  da una squadra di Vigili del Fuoco. Si trattava di un solo ladro, che nel frattempo si era rifugiato nell’appartamento perchè la folla di Natale presente in strada, aveva tutte le intenzioni di linciarlo, insultandolo e minacciandolo.

Grazie al lavoro delle forze dell’ordine, l’uomo, un ladro 33 enne di cui si devono ancora accertare le generalità, è stato portato in caserma in piena sicurezza. (Il Mattino)

Gazzetta – Quattro dubbi per Ancelotti contro l’Inter: ecco i ballottaggi

Quattro dubbi legati alla formazione per Carlo Ancelotti

Il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti ha quattro dubbi in vista della gara di questa sera che si giocherà a Milano contro l’Inter, come ha riferito La Gazzetta dello Sport:

 In porta: Si giocano una maglia da titolare Meret e Ospina, con il portiere italiano favorito.

 Sulla destra: In difesa si giocano un posto Hysaj e Malcuit.

 A centrocampo: Dubbio anche a centrocampo, ma ha poche chance Zielinski, che si gioca il posto con Allan.

In attacco: Secondo il quotidiano, in avanti, sicuro del posto è Milik, l’altra maglia se la giocano Insigne e Mertens.

Torna l’evento culturale “Meta Portoni Aperti”

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Presente sul territorio dal 27 al 30 dicembre

“Meta Portoni Aperti” torna in penisola sorrentina dal 27 al 30 dicembre 2018. La manifestazione, promossa dal Comune di Meta con il patrocinio della Regione Campania e con la collaborazione delle realtà associative del territorio, accompagnerà i visitatori alla riscoperta delle antiche dimore dei naviganti e delle sue peculiarità culturali, storiche, architettoniche e paesaggistiche. Nel centro storico, uno dei più suggestivi dell’intera costiera, si snoderà il ricco programma messo a punto dal comitato organizzatore, con la direzione artistica di Andrea Fienga, insieme all’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Tito, con l’assessore alla Cultura Biancamaria Balzano e di quello al Turismo Pasquale Cacace, con la supervisione del funzionario responsabile del II settore Mario De Martino.

Mettere in luce la bellezza nascosta e tramandare la storia locale sono gli obiettivi principali delle visite guidate che si terranno il 29 e 30 dicembre da piazza Casale verso strade, case e portoni densi di racconti, aneddoti e testimonianze. “L’aspetto più prezioso di questo abitato – spiega il direttore artistico Andrea Fienga – si discopre soltanto a chi abbia la ventura di potersi affacciare, sia pur fugacemente, all’interno di questi vecchi edifici, dove si articolano i porticati dalle volte imbiancate, le logge, i pozzi e i poggi maiolicati, le scale voltate, le prospettive di giardini assolati e fioriti. Sono, queste, le antiche dimore sette-ottocentesche degli armatori, dei capitani, dei naviganti, dei costruttori navali che fecero di Meta, nell’epoca eroica della navigazione a vela, uno dei centri marinari più prestigiosi del Mediterraneo”. Le visite guidate nel centro storico si terranno dalle 15:30 alle 20, mentre di mattina, alle 10 sarà possibile visitare l’Arciconfraternita della Santissima Immacolata e il presepe di Giuseppe Ercolano.

Tappa fondamentale delle visite guidate sarà il palazzo municipale dove verranno messi in mostra i quadri di Eduardo De Martino, uno dei massimi esponenti della pittura sulla marineria, appartenenti alla collezione del Comune di Meta. I dipinti, riportati all’antico splendore in questi mesi, saranno protagonisti della mostra curata da Luigina de Vito Puglia e Andrea Fienga. “Abbiamo voluto fortemente questa mostra – dichiara il sindaco Giuseppe Tito – per l’importanza che la figura e l’arte di Eduardo De Martino hanno per il nostro territorio, legato naturalmente a doppio filo con il mare. Dopo i necessari interventi di manutenzione, riconsegniamo alla cittadinanza un valore affettivo inestimabile e ne siamo orgogliosi e felici”.

La passeggiata nel centro storico sarà, inoltre, l’occasione per raccontare Meta sotto più forme d’arte. Portone dopo portone si susseguiranno sotto gli occhi dei visitatori non solo le torri, i casali, le chiese, le caratteristiche delle case nelle varie epoche e le storie che esse portano con sé, ma anche i colori delle ceramiche di Rocco Recco, il gusto delle zeppole, dolce tipicamente natalizio, la perfezione dei presepi artigianali di Giuseppe Ercolano e Federico Iaccarino ed anche la moderna chiave di lettura dei ragazzi delle scuole medie e dei partecipanti al contest PhotoGraphy che hanno raccontato la cittadina della costiera rispettivamente con lavori manuali e fotografie. D’avanguardia saranno poi le proiezioni multimediali che nel weekend dalle 17 alle 20, ogni mezz’ora, appariranno sulla facciata del palazzo municipale con immagini storiche di Meta.

La Casina dei Capitani accoglierà il primo degli appuntamenti culturali di “Meta Portoni Aperti” 2018. Giovedì 27 dicembre alle 17 si terrà infatti la conferenza a cura del professor Mario Russo sul tema “Il centro storico di Meta dal Cinquecento all’Ottocento”. A seguire saranno premiati i vincitori del contest fotografico a tempo PhotoGraphy, promosso dal Forum dei Giovani di Meta, durante il quale studenti delle scuole medie e cittadini hanno vissuto l’avventura di una “caccia alla foto” tra le strade del paese. La giornata si concluderà nella basilica di Santa Maria del Lauro con il concerto di musica sacra “Maria, Madre del Bell’Amore” alle ore 19 con Michele Cafiero all’organo insieme al tenore Luigi Somma e il soprano Debora Adrianopoli. Inoltre venerdì 28 alle 19 si terrà il gemellaggio Meta Manziana con l’incontro musicale tra la corale Santa Maria del Lauro e il coro “La Settimana Nota” sempre presso la basilica; sabato 29 dicembre alle 20:30 sarà invece la volta del concerto “Christmas Strings” dell’Epos Quartet nella Chiesa dei Santi Angeli Custodi; e infine domenica 30 dicembre alle 20:30 si conclude nella stessa chiesa con il concerto per zampogna “Stella Cometa” del gruppo internazionale di musica etnica “Nova Musa” con musiche del Maestro Pietro Ricci.

All’evento hanno preso parte nella collaborazione la scuola media “Fienga” dell’istituto comprensivo statale di Meta, l’istituto polispecialistico San Paolo di Sorrento, la Casina dei Capitani, MetArte, l’associazione di Studi, ricerche e documentazione sulla marineria della penisola sorrentina, il Forum dei Giovani di Meta, il Centro Guide di Sorrento e i commercianti del Casale.

Del Genio: ”Napoli quinto nelle griglie estive? Si stanno già nascondendo”

Paolo Del Genio è intervenuto ai microfoni di Radio Gol

Paolo Del Genio ha parlato ai microfoni di Radio Gol, programma in onda sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:

”Speriamo che a marzo il Napoli sia ancora in corsa per l’Europa League, la priorità resta la coppa. Aspettiamo Napoli-Juventus alla settima giornata di ritorno: potrebbe esserci una piccola speranza per il campionato ma bisogna vedere, altrimenti dritti su Coppa Italia ed Europa League. Griglie di partenza ad inizio anno? Mi sa che chi le ha fatte si sta già nascondendo”.

Omicidio di stampo ndranghetista nel centro storico di Pesaro

Marcello Bruzzese ucciso a Pesaro era fratello di un pentito ed era sotto protezione. In azione due killer incappucciati, su vittima 30 colpi calibro 9.

La pista privilegiata dagli investigatori per l’uccisione di Marcello Bruzzese, 51 anni, fratello di un collaboratore di giustizia che era già scampato a un agguato nel 1995 a Rizziconi in provincia di Reggio Calabria, agguato in cui morirono il padre e un cognato, è quella di omicidio di stampo ndranghetista.

Bruzzese, che si trovava Pesaro proprio perché sotto un programma di protezione speciale, è stato ucciso verso le 18:30 nel garage sotto casa sua, in una stradina del centro storico di Pesaro, da due Killer incappucciati che gli hanno scaricato addosso una trentina di colpi di arma automatica calibro 9.

Marcello Bruzzese non aveva cambiato nome e viveva con uno stipendio messo a disposizione dal ministero dell’Interno ed era conosciuto solo di vista da alcuni residenti che lo descrivono come una persona gentile e riservata. Nella notte tutti gli altri familiari del collaboratore Girolamo Biagio Bruzzese sono stati portati in rifugi sicuri.

Nella notte c’è stato un vertice in tribunale, al quale hanno partecipato il capo della procura pesarese, Cristina Tedeschini, i sostituti procuratori Fabrizio Narbone e Maria Letizia Fucci e Daniele Paci, della Dda di Ancona: un pool di magistrati per andare a fondo su autori, mandanti e movente dell’omicidio.

I carabinieri sono al lavoro sulla raccolta delle testimonianze: un’attività complessa perché il delitto sembra non aver avuto testimoni diretti. L’analisi delle telecamere, poste ai varchi della zona a traffico limitato, potrebbe dare qualche indicazione in più agli inquirenti.

Scossa intensa nella notte di 4.8 nel catanese e avvertita nella Sicilia Orientale VIDEO

Scossa alle ore 3:18 di 4.8 con origine a Via Grande paese della provincia di Catania interrompendo in alcune zone l’energia elettrica.

Ci sarebbero stati danni ad abitazioni e alcuni feriti. Alcune famiglie a scopo precauzionale hanno lasciato le loro case. Le più colpite sono state la frazione Fleri, Pisano e Sarro del comune di Zafferana Etnea, Santa Maria la Stella una frazione divisa tra i comuni di Aci Sant’Antonio ed Acireale e i paesi di Viagrande, Laviniano, Santa Venerina e Aci Sant’Antonio. Nella frazione Fleri c’è stato anche un parziale crollo del campanile della Chiesa Antica. A Santa Venerina una statua posta sulla facciata della Chiesa Madre è caduta al suolo.

È stato anche chiuso in via precauzionale al traffico un tratto dell’autostrada Catania-Messina in quanto la A/18 presenta lesioni sospette sull’asfalto createsi dopo la scossa. Il blocco si registra tra i caselli di Acireale e Giarre. L’eventuale riapertura sarà decisa dopo sopralluoghi e verifiche su sicurezza e stabilità del tratto autostradale al momento chiuso al traffico.

La scossa, percepita principalmente come ondulatoria, è stata chiaramente avvertita in una vasta area Jonica, tra Siracusa e Messina. Secondo i rilevamenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a solo 1 km di profondità. Si sono susseguite altre scosse di minore intensità e sempre nella zona Etnea, a Ragalna 2,5 e Zafferana 2,7.

Com’è noto, dalla vigilia di Natale l’Etna è improvvisamente entrata in attività con intense esplosioni e fuoriuscita di lava che si è riversata nella Valle del Bove. E ieri giorno di Natale anche lo Stromboli alle Eolie ha eruttato.

I due fenomeni non dovrebbero tuttavia essere collegati. Poiché l’Etna sarebbe alimentata dalla faglia Ibleo-maltese a Sud nello Stretto di Sicilia, che è una sorta di grande spaccatura nella crosta terrestre che dall’isola di Malta risale verso le coste sud-orientali siciliane e il versante orientali degli Iblei che rappresenterebbero il blocco rialzato di questa importante struttura sismogenetica.

Mentre, come tutto l’arcipelago delle isole Eolie in cui c’è anche l’isola di Vulcano che è attivo seppure non come lo Stromboli, lo Stromboli deve la sua alimentazione esplosiva e peculiare, tanto da qualificarsi quest’ultima come stromboliana, ad un sistema vulcanico determinato dalla subduzione (in geologia, processo detto anche di sottoscorrimento) della litosfera oceanica (l’involucro solido più esterno della Terra, dello spessore di circa 70-100 km quando oceanica e 200 km la continentale, suddivisi entrambi nel globo in una decina di placche tettoniche, dette anche “zolle tettoniche” principali e di varia forma e dimensione, a loro volta suddivise in molto più numerose altre micro placche e tutte si possono paragonare a mega e micro zattere che “galleggiano” in equilibrio isostatico quindi vincolate l’una all’altra, sullo strato immediatamente sottostante del mantello superiore, l’astenosfera che è il sottile strato fluido-viscoso, situato al disotto della crosta terrestre, ad una profondità compresa tra 100 e 300 km).

Sicché dietro la spinta della grande placca africana (una delle 12 grandi placche in cui è diviso il globo terracqueo, che analogamente a quasi tutte le placche maggiori, comprende sia sezioni di crosta continentale che di crosta oceanica) la litosfera s’incunea sotto l’altrettanta estesa continentale Euroasiatica (che comprende gran parte dell’Eurasia con l’esclusione del subcontinente indiano, della penisola arabica e della parte nordorientale della Siberia) e nella fattispecie sotto la Calabria, determinandone la fusione con liberazione di magma che, giunto in superficie nel tirreno, forma un arco insulare, appunto l’arco Eoliano lungo 200 km e composto, oltre che dalle sette isole vulcaniche emerse, tra cui c’è anche lo il vulcano Stromboli, anche dai monti sottomarini Alcione, Lametini, Palinuro, Glabro, Marsili (noto immenso vulcano attivo sottomarino), Sisifo, Eolo, Enarete.

L’Immagine di copertina è tratta dal sito dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

Adduso Sebastiano

Virtus Francavilla vs Juve Stabia, seguila su ViViRadioWeb dalle 17:15

Segui Virtus Francavilla – Juve Stabia su ViViRadioWeb

ViViCentro.it, come sempre, anche per la gara delle 17:30 che vedrà i padroni di casa della Virtus Francavilla ospitare la Juve Stabia, per il diciannovesimo ed ultimo turno di andata del campionato di Lega Pro girone C, vi propone la diretta audio del match.

Aggiornamenti quindi sull’andamento della gara per chi si collegherà, una possibilità in più per seguire questo altro appuntamento del campionato 2018-2019.

Dopo la bella vittoria con il Matera che ha regalato alla Juve Stabia e ai propri tifosi un dolce Natale. Su un campo difficile le Vespe cercano di mantenere l’imbattibilità in attesa dell’ultima gara con il Siracusa che apre poi la sosta lunga del campionato.

La Virtus Francavilla allenata da Bruno Trocini, ha collezionato 17 punti finora e sono reduci dal pareggio per 0-0 in casa del Bisceglie.

A partire dalle 17:15 ci saranno Mario Di Capua, Mario Vollono e Salvatore Sorrentino in compagnia degli altri inviati della redazione sportiva di ViViCentro che vi terranno compagnia e vi faranno provare le emozioni della gara del Menti.

Per ascoltare ViViRadioWEB CANALE 1 è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/

scaricando l’app gratuita Tune In Radio

Android ( https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it )

IPhone ( https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8 )

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili: https://tunein.com/radio/ViViRadioWEB-s254879/

Sulla nostra pagina facebook @vivicentroradiohttps://www.facebook.com/ViViCentroRadio ) cliccando sul tab di sinistra Ascolta ViViRadioWEB (non funziona dai dispositivi mobili)

Probabili formazioni

VIRTUS FRANCAVILLA (3-5-2): Nordi, Marino, Sirri, Caporale,Pino, Albertini, Vrdoljak, Monaco, Pastore, Sarao, Partipilo.

JUVE STABIA (4-3-3): Branduani, Vitiello, Marzorati, Troest, Allievi, Viola, Calo’, Carlini, Mastalli, Paponi, Melara.

Allora buon ascolto e forza Juve Stabia!

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Rinviato per lutto l’inizio del presepe vivente nel borgo di Caprile

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Rinviato per un grave lutto l’inaugurazione del presepe vivente nell’antico borgo di Caprile

Avevamo presentato attraverso il nostro giornale la settima edizione del presepe vivente nel borgo di Caprile, ma a causa di un grave lutto che ha colpito la locale comunità, l’inaugurazione prevista per domani sera, è stata rinviata a venerdì 28 dicembre come da programma.

Di seguito riportiamo il comunicato che il parroco don Salvatore SAVARESE (foto) ha diffuso in data odierna:

” Cari amici, le nostre comunità vivono un momento di grave lutto.
Sentiamo di dover vivere questo momento ritrovandoci tra noi.
Pertanto l’inaugurazione del presepe vivente, prevista per domani mercoledì 26, è rinviata a venerdì 28.
Vi chiediamo scusa…speriamo di potervi ospitare nei prossimi giorni.
Con l’augurio di un Natale di pace! “

 

Juve Stabia, i convocati per la sfida alla Virtus Francavilla

Boxing Day in pieno stile Premier League in Serie C, con la Juve Stabia che a Brindisi sfida la Virtus Francavilla. Due assenze per Mister Caserta, che dovrà fare a meno di Stellone e Di Roberto.

Questo il comunicato delle Vespe con l’elenco dei convocati:

Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio “Romeo Menti”, il tecnico Fabio Caserta ha reso nota la lista dei 25 calciatori convocati per il match Virtus Francavilla-Juve Stabia , valevole per la 19 ^ giornata del campionato di Serie C girone C 2018-2019, in programma domani, mercoledì 26 dicembre 2018, con inizio alle ore 17.30 presso lo Stadio “Franco Fanuzzi” di Brindisi.

Portieri: Branduani, Cotticelli, Venditti.

Difensori: Aktaou, Allievi, Dumancic, Ferrazzo, Marzorati,Schiavi, Troest, Vitiello.

Centrocampisti: Calò, Carlini, Castellano, Lionetti, Mezavilla, Mastalli, Vicente, Viola.

Attaccanti: Canotto, Elia, El Ouazni, Melara,Paponi, Sinani.

Indisponibili: Di Roberto, Stallone.

Squalificato: Nessuno.

30enne morto in montagna, tra le ipotesi anche l’omicidio

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30enne morto in montagna, tra le ipotesi anche l’omicidio

Il corpo di Mattia Mingarelli, il ragazzo di 30 anni scomparso in Valmalenco lo scorso 7 Dicembre, è stato ritrovato ieri in un bosco.

Le indagini sono in corso, ma dalle bocche degli inquirenti non è trapelato nessun particolare. Non si è esclude che la morte sia stata causata da un malore improvviso o da una disgrazia avvenuta durante l’escursione del giovane.

Ma tra le altre ipotesi c’è anche quella dell’omicidio. Ad alimentare i dubbi è la circostanza che il cadavere sia stato trovato in luoghi a lungo battuti da decine e decine di uomini del Soccorso Alpino, della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, anche con l’ausilio di cani molecolari, ovvero animali specializzati nell’individuazione di corpi senza vita.

Sino a notte inoltrata sono proseguiti sul posto gli accertamenti dei carabinieri del Sis di Milano. Poi la salma è stata condotta all’obitorio dell’ospedale di Sondrio. Il magistrato di turno, Antonio Cristillo, ha disposto l’autopsia, come riporta l’Ansa.

Andriani: ” La Virtus Francavilla gioca bene contro le big ed è in salute”

In vista della gara di domani tra Virtus Francavilla e Juve Stabia, abbiamo sentito il collega de “Il Corriere dello Sport” e di “Canale 85” Giuseppe Andriani, per presentare al meglio la sfida che opporrà i pugliesi alle vespe. Ecco le sue parole: ”

La Virtus Francavilla è una squadra strana. Contro le big, Catanzaro e Catania, nell’ultimo mese ha fatto bene, però ha perso. 1-0, nonostante buone prestazioni. L’arrivo di Trocini è servito: rispetto alla precedente gestione, quella di Zavettieri, la squadra è ordinata, messa bene in campo, nonostante si attende gennaio per 3 o 4 pedine importante. È stato un Natale strano, perché da queste parti non si era abituati a stare così in basso in questo periodo dell’anno. Anzi. Eppure ripensando alla Juve Stabia non si può dimenticare quel playoff folle dello scorso campionato, uno dei punti più alti della storia recente biancazzurra. Di quella squadra non è rimasto tantissimo, ma è una Virtus in crescita, in salute, nelle ultime due non ha subito gol e sicuramente proverà a strappare almeno un punto.”

Virtus Francavilla- Juve Stabia, la presentazione del match

Castellammare di Stabia– Trasferta pugliese per la Juve Stabia di mister Caserta. Le vespe, domani alle 17.30, saranno ospiti della Virtus Francavilla al Franco Fanuzzi di Brindisi.  

Gli ospiti sono primi in classifica e sono reduci dalla vittoria interna per 4-0 sul Matera. I padroni di casa, allenati da Bruno Trocini, hanno collezionato 17 punti finora e sono reduci dal pareggio per 0-0 in casa del Bisceglie.

Nonostante l’inizio di campionato altalenante che è costato la panchina all’ex Juve Stabia Nunzio Zavettieri a favore dell’ex Rende Bruno Trocini, la rosa dei pugliesi è composta da tanti giovani interessanti, più qualche elemento di grande esperienza. Tra i nomi di spicco dell’organico a disposizione di Trocini spiccano il portiere Nordi, Pino, Sirri, Albertini, Pastore, Vrdoljak, Partipilo e Sarao, solo per citarne alcuni.

Nella passata stagione il bilancio tra le due squadre è di due pareggi: 1-1 al Menti e 0-0 al Fanuzzi al termine di un match rinviato a causa del tempo e poi concluso in seguito. Le deu squadre, oltre durante la regular season, si sono incontrate anche nel primo turno play off. Match spettacolare al Menti che si è chiuso sul risultato di 4-3 a favore dei ragazzi di mister Caserta.

Il tecnico di casa dovrà rinunciare al centrocampista Folorunsho a causa della squalifica ma recupera Partipilo. Mister Caserta, invece, non può contare su Di Roberto e deve valutare le condizioni di alcune pedine. Queste le probabili formazioni:

VIRTUS FRANCAVILLA (3-5-2): Nordi, Marino, Sirri, Caporale,Pino, Albertini, Vrdoljak, Monaco, Pastore, Sarao, Partipilo.

JUVE STABIA (4-3-3): Branduani, Vitiello, Marzorati, Troest, Allievi, Viola, Calo’, Carlini, Mastalli, Paponi, Melara.

Inter-Napoli, le possibili scelte di Spalletti e Ancelotti

Nerazzurri orfani dell’indisciplinato Nainggolan, i partenopei ritrovano Verdi

Nel posticipo della diciottesima giornata di Serie A, nella sera di Santo Stefano, va in scena uno dei match più spettacolare della stagione: alla Scala del calcio si affrontano InterNapoli. Lo stadio San Siro di Milano, infatti, accenderà i riflettori su due squadre che sono in lotta per i rispettivi obiettivi: gli azzurri per provare a riacciuffare la Juventus e i nerazzurri per tenersi stretto il terzo posto (valido per la Champions League) e allontanare il quinto posto.

INTER
Mister Spalletti ha sospeso dall’attività agonistica il belga Radja Nainggolan e, al suo posto, va verso la conferma Joao Mario. In difesa la coppia centrale sarà formata da Skriniar e De Vrij con Vrsaljko e Asamoah (al rientro dalla squalifica) ai loro lati. A centrocampo si riforma la coppia Vecino-Brozovic. In avanti, inamovibile, ci sarà Mauro Icardi.

4-2-3-1: Handanovic; Vrsaljko, Skriniar, De Vrij, Asamoah; Brozovic, Vecino; Politano, J. Mario, Perisic; Icardi. All: Spalletti.

NAPOLI
Tornano tutti a disposizione per Ancelotti. Ballottaggio tra Ospina e Meret per la difesa della porta azzurra. In difesa torna titolare Hysaj con Albiol e Koulibaly centrali, a sinistra confermato Ghoulam. A centrocampo, torna Callejon sulla destra, con Allan e Hamsik centrali. A sinistra ci sarà Fabian Ruiz. In avanti, eterno ballottaggio tra Milik e Mertens per un posto accanto ad Insigne: il belga è in leggero vantaggio.

4-4-2: Ospina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Callejon, Allan, Hamsik, F. Ruiz; Mertens, Insigne. All: Ancelotti.

a cura di Michele Avitabile

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Virtus Francavilla-Juve Stabia arbitra Paolo Bitonti di Bologna

Nessun precedente per l’arbitro emiliano Bitonti con le vespe

Paolo BITONTI della sezione di Bologna è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Virtus Francavilla e Juve Stabia valevole per la diciannovesima ed ultima giornata d’andata del campionato di serie C girone C che si disputerà a Brindisi mercoledì 26 dicembre alle ore 17 e 30 allo stadio “Franco Fanuzzi”.

Bitonti, al suo secondo campionato in Serie C, non ha alcun precedente con le vespe, mentre nella passata stagione, ha diretto i brindisini lo scorso 21 gennaio a Fondi alla terza giornata di ritorno, la gara contro la Racing terminò col risultato di due reti pari.

L’assistente numero uno sarà: Massimiliano MAGRI della sezione di Imperia;

l’assistente numero due Gaetano MASSARA della sezione di Reggio Calabria.

Giovanni Matrone

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