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Il Mattino – Younes deluso dal minutaggio, potrebbe andar via: l’addio sarebbe funzionale per il Napoli

Il Mattino – Younes deluso dal minutaggio, potrebbe andar via: il suo addio potrebbe essere funzionale per il Napoli per la lista Champions in caso di arrivo di Berge

Tra i tanti scontenti in casa Napoli, ci sarebbe anche Amin Younes. L’ex Ajax è deluso dal minutaggio che gli è stato concesso in questa prima parte di campionato e potrebbe salutare la squadra per trovare spazio altrove. Il centrocampista è sceso in campo per soli 82 minuti dall’inizio della stagione. La sensazione è che tra lui e Ancelotti non ci sia molto feeling. Il suo addio potrebbe essere funzionale per il Napoli. A parlarne è l’edizione odierna de il Mattino: l’entourage del calciatore starebbe aprendo alla possibilità di trasferimento: prestito o cessione definitiva. A causa dei problemi fisici della scorsa stagione e lo scarso impiego, il CIES gli attribuisce un valore di mercato stimato tra i 7 e gli 8 milioni. In questa stagione Younes è sceso in campo una sola volta dal primo minuto, contro il Verona, mentre in due gare di Champions è stato addirittura lasciato in tribuna. Il suo addio sarebbe funzionale a lasciare lo spazio in lista Champions e Serie A per un altro straniero. Il candidato più vicino a ricoprire quello spazio è Sander Berge.

Gazzetta – Giuntoli pronto a chiudere per Berge già a gennaio

Gazzetta – Insigne brilla contro la Bosnia: “E’ l’uomo del ricamo finale”

Gazzetta – Grande prova di Insigne contro la Bosnia: “E’ l’uomo del ricamo finale e può farlo ancora meglio”

L’edizione odierna de la Gazzetta dello Sport ha esaltato la grande prestazione di Lorenzo Insigne nel corso della partita Italia-Bosnia. La rosea è convinta che la Nazionale sia pronta per l’Europeo, anche grazie ai calciatori che si stanno piano piano imponendo come leader di questo gruppo, tra cui anche il capitano del Napoli.

La Gazzetta dello Sport sulla prestazione di Insigne contro la Bosnia:

“Giocatori: tra i migliori uno straripante Bernardeschi e Insigne che ha segnato. Bravissimo Florenzi. Il raddoppio (37’) è arrivato da Insigne, non a caso al centro dell’area a raccogliere l’assist di Belotti. Il suo spostamento in orizzontale è una delle chiavi del gioco. E’ l’uomo del ricamo finale e può farlo ancora meglio”

https://twitter.com/sscnapoli/status/1195465014494343169

La rosea è convinta che la Nazionale sia pronta per l’Europeo, anche grazie ai calciatori che si stanno piano piano imponendo come leader di questo gruppo, tra cui anche il capitano del Napoli.La rosea è convinta che la Nazionale sia pronta per l’Europeo, anche grazie ai calciatori che si stanno piano piano imponendo come leader di questo gruppo, tra cui anche il capitano del Napoli.

 

CdS – Ancelotti e la squadra vorrebbero spiegare quanto accaduto: dal club un ordine chiaro

CdS – Ancelotti e la squadra vorrebbero spiegare quanto accaduto. Dal club un ordine chiaro: ha optato per il silenzio stampa e bisogna rispettarlo

L’edizione odierna del Corriere dello Sport svela che in casa Napoli c’è chi starebbe pensando di rompere il silenzio stampa per raccontare quanto accaduto in queste settimane molto caotiche. Allan e Zielinski vorrebbero controbattere, anche via social, alle voci esagerate che si sono scatenate dopo i due episodi di cronaca di cui sono rimasti vittime. Ma allo stesso tempo non si vuole disattendere la scelta del club.

Il Corriere dello Sport sulla situazione in casa Napoli:

“I giorni passano e il Napoli, cioè Ancelotti e i giocatori, avrebbero voglia di dire e fare. Sì, innanzitutto la squadra, che a vario titolo ha palesato al tecnico e soprattutto ai dirigenti la propria intenzione di mettere in chiaro al cospetto del presidente e della città quanto accaduto dopo il Salisburgo; e poi Carletto, che in questa fase di grande tensione tra la società e i giocatori sta svolgendo anche il delicato ruolo di mediatore. Anche Allan, in prima persona, e Zielinski, magari a mezzo social. Proprio loro due: vittime con le famiglie di un tentativo di furto in casa e di un furto in auto, ma non per questo in fuga da Napoli. Risposta: tutti zitti, il club ha optato per il silenzio stampa e bisogna rispettarlo. Fino a nuovo ordine”.

Antigone apre la stagione 2019/2020 del Teatro Sala Ichòs Zoe (NA)

La stagione teatrale 2019/2020 alla Sala Ichòs di Via Principe di Sannicandro 32 /A – San Giovanni a Teduccio (NA), parte con la rappresentazione di “Antigone”.

Sala Ichòs Zoe Teatro (NA) apre la stagione 2019/2020 con “Antigone”

NAPOLI- Venerdì 22, sabato 23 ore 21 e domenica 24 novembre alle ore 19 parte la stagione teatrale 2019/2020 della compagnia Ichòs Zoe Teatro che presenterà ” Antigone ” con la regia di Salvatore Mattiello, con Giorgia Dell’Aversano, Giuseppe Giannelli, Rossella Sabatini e Ivano Salipante; Musiche originali e suoni di LA-Nu, Claudio Marino e Gino Potrano, costumi di Roberta Sorabella. La compagnia Ichòs Zoe Teatro continua il suo discorso intorno al Segno del Mito, iniziato nel 2016/2017 con quello di Medea, stavolta attualizzando il contesto in cui si svolge l’azione, ma le domande sono sempre le stesse. Così, davanti al corpo malamente sepolto di un giovane uomo ritrovato nei pressi di una scuola di San Giovanni con la bocca incerottata,l’attrice che vorrebbe interpretare Antigone pone le sue domande: Come ti chiamavi? Perché sei morto? Per cosa? Quale guerra hai combattuto? Quale governo governa la tua città? La tua Polis? Avevi un fratello un padre/fratello una madre/nonna due sorelle? Io vorrei essere tua sorella! Tua sorella Antigone! Ma quale Antigone è possibile oggi in questo nostro tempo?
L’ Antigone di Sofocle pone al centro della tragedia il conflitto tra la legge positiva vigente e i comandi derivanti da leggi non scritte, siano esse morali, naturali o religiose.
Ancora una volta il mito, il teatro, l’arte, vengono in soccorso dell’essere umano per riflettere su temi importanti che riguardano i cittadini di tutte le società civili: fino a che punto la Legge può considerarsi al di sopra di tutto? Esistono quindi Leggi non scritte di fronte alle quali la Legge del buon vivere civile deve piegarsi? Le risposte sono complesse, anche perché ci portano poi a nuovi spunti di riflessioni e ulteriori domande. L’importanza della messa in scena di Antigone è proprio per questo motivo: come ogni forma di Arte, coinvolge lo spettatore in una dimensione parallela, che gli permette di riflettere e pensare alla Realtà in cui vive, ponendo l’attenzione su quanto sia importante, tenere sempre a mente l’aspetto umano, fragile e vulnerabile che caratterizza ciascun uomo e ciascuna donna. Vivere in società è forse da considerarsi uno dei più grandi atti di coraggio che gli uomini e le donne hanno intrapreso: la Politica è questo, rinunciare ad una condotta ispirata da semplice istinto di sopravvivenza, che prevede anche l’annientamento dell’altro, per puntare ad una vita che insieme ad altre vite, segua un percorso di costruzione ed evoluzione che porti beneficio anche alle generazioni future.

Stéphanie Esposito

Iezzo: “La Juve Stabia deve cambiare passo fuori casa dove fa più fatica”

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli e attuale membro dell’Associazione Italiana Calciatori, è intervenuto a Juve Stabia Live Talk Show

Iezzo: “La Juve Stabia deve cambiare passo fuori casa dove fa più fatica”

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli e attualmente membro dell’A.I.C., è intervenuto nel corso della nona puntata della trasmissione Juve Stabia Live Talk Show in onda ogni giovedì alle 20:30 sulla pagina Facebook “Stabiesi al 100%” e ogni venerdì su Telecaprisport (canale 87 digitale terrestre) alle 21 e in replica il sabato alle ore 11. Le sue dichiarazioni sono state e raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

Molto spesso la differenza non la fa chi spende di più ma chi spende con intelligenza. Il Benevento è una corazzata di questo torneo e forse vincerà il campionato. La Juve Stabia ha invece l’obiettivo salvezza da perseguire. Questa squadra vista nelle ultime gare ha capito che quando gioca in casa deve dare sempre qualcosa in più spinta e sostenuta dalla sua encomiabile tifoseria. Ero convinto – continua Iezzo – che contro il Benevento la Juve Stabia facesse una grandissima partita. E infatti in campo non si è vista la differenza di punti. Sono convinto che nel prossimo derby con la Salernitana le Vespe faranno ancora meglio. La Salernitana è una squadra che ti da spazio per farle del male e la Juve Stabia deve approfittarne per conquistare i tre punti. Quello col Benevento è un punto per il quale tutti avrebbero firmato alla vigilia anche se l’andamento della gara probabilmente poteva portare anche i tre punti alla Juve Stabia se si fosse sfruttata meglio la superiorità numerica nella ripresa. 

Il gol di Calò a Livorno? Quando ci sono gol del genere si tende ad attribuire la colpa al portiere. Ma in quel caso Calò ha messo una grandissima palla sul primo palo e non era facile per il portiere. Il gol col Benevento è stato stupendo. Ero posizionato in una zona particolare del campo in cui si è capito appena è partita la palla che sarebbe finita sicuramente in rete. Davvero fantastico. Le parole di Inzaghi? Il pubblico di Castellammare è la forza di questa squadra. La salvezza bisogna conquistarla al Menti e Coda diceva bene quando ha detto che pochi faranno punti a Castellammare. Inzaghi è stato accolto alla grande a Castellammare e questo fa capire la civiltà di questa città. Si cercassero altri alibi e non ci si attaccasse alla grandezza del terreno di gioco o ad altro. 

Penso che oggi non vinci con i moduli ma è importante l’interpretazione dei giocatori. Credo che il 4-3-3 col quale sta giocando la Juve Stabia sia quello più adatto a questi calciatori. La Juve Stabia ha fatto una grande cosa trattenendo Caserta. Lui è un bravo ragazzo molto preparato che sa sfruttare al meglio le caratteristiche dei propri calciatori. Ciò che fa la differenza tra gli allenatori è proprio la gestione del gruppo e in questo Fabio è veramente bravissimo. 

La Salernitana è una squadra che ha l’impronta di Ventura. E’ una buona squadra ma non ha i palleggiatori che aveva il Torino di Ventura che venne al Menti qualche anno fa. Secondo me la Salernitana se ne starà ben coperta e cercherà di colpire in contropiede. La Juve Stabia dovrà cercare di far sua la partita facendolo però in modo molto intelligente senza scoprirsi. 

Penso che il campionato di Serie B è lungo e non è possibile fare pronostici anche per la salvezza. La Juve Stabia deve conquistare la salvezza in casa dove devi cercare di vincerle tutte. In casa ci sono state le prestazioni e i risultati mentre la Juve Stabia deve cambiare marcia fuori casa dove fa molta fatica. Mi piacerebbe una squadra con più personalità fuori casa. Contro il Pordenone – continua Iezzo – la Juve Stabia mi è piaciuta tantissimo e ha chiuso la partita già dopo il primo tempo. Secondo me la squadra dovrebbe aiutare di più Di Gennaro, calciatore con grandissima qualità a cui non si possono addossare tutte le colpe, che spesso è costretto a fare dei lanci lunghi per servire i compagni. Un pò di personalità in più non guasterebbe a questa squadra“.

 

a cura di Natale Giusti 

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Sequestrato patrimonio di noto imprenditore contiguo alla ‘ndrangheta

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Militari della GdF di Reggio Calabria, Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un provvedimento di sequestro del patrimonio riconducibile a M.G.

Sequestrato patrimonio di noto imprenditore contiguo alla ‘ndrangheta

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata – sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale – presieduta dalla Dott.ssa Ornella Pastore – su richiesta del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Gianluca Gelso, con il quale è stata disposta l’applicazione della misura di prevenzione del sequestro in relazione all’ingente patrimonio – costituito da imprese commerciali, beni immobili e disponibilità finanziarie – riconducibile a M.G., cl. ‘74, noto imprenditore di San Giorgio Morgeto (RC) operante nel settore della costruzione di grandi opere edili.

Il predetto M.G.è stato destinatario nel 2017 di misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Cumbertazione”, condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Reggio Calabria nei confronti di un sodalizio criminoso che, negli anni, ha sistematicamente turbato – o tentato di turbare – numerose gare d’appalto indette da plurime stazioni appaltanti, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate, tali da determinare l’aggiudicazione degli incanti ad una delle imprese della cordata e conclusa nel 2017 con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di nr. 27 soggetti ritenuti responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere aggravata dall’art. 7 L. 203/1991, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici – tra cui il proposto – nonché di provvedimenti reali cautelari su 44 imprese, per un valore complessivo pari a 224 milioni di euro.

In tale contesto, al predetto, promotore e coordinatore del delineato sistema fraudolento, è stata contestata sia la partecipazione alla cosca di ‘ndrangheta “Piromalli”, operante nella Piana di Gioia Tauro, sia l’associazione semplice finalizzata alla commissione di plurimi delitti in materia di corruzione, turbativa d’asta e falso, tutti aggravati dalla finalità di agevolare la predetta cosca.

Attualmente il M. risulta rinviato a giudizio in relazione alle imputazioni ascritte. Alla luce di tali risultanze, la locale DDA, delegava ai citati Reparti della Guardia di Finanza, apposite indagini a carattere economico/patrimoniale finalizzate all’emissione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale. Dopo aver delineato il profilo di pericolosità sociale del proposto, anche valorizzando le risultanze delle pregresse indagini, la pertinente attività investigativa è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali – dirette o indirette – effettuate nell’ultimo ventennio, accertando, attraverso una complessa e articolata attività di accertamento e riscontro documentale – i patrimoni dei quali il medesimo risultava disporre, direttamente o indirettamente, il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, nonché le fonti illecite dalle quali il proposto aveva tratto le risorse per la loro acquisizione.

In tale ambito, i citati Reparti individuavano, con riferimento al percorso esistenziale del proposto, le condotte delittuose poste in essere, le frequentazioni, i legami parentali, i precedenti giudiziari e gli altri elementi ritenuti fondamentali per la formulazione, ai sensi della normativa antimafia, da parte della competente A.G., del prescritto giudizio prognostico sulla pericolosità sociale. Alla luce di quanto sopra, il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, diretta dal Presidente Ornella Pastore – su richiesta della citata DDA, con il provvedimento in esecuzione: – ha riconosciuto la pericolosità sociale qualificata “esistenziale” in capo al proposto, indiziato di associazione per delinquere di stampo mafioso e di molteplici reati fine contro la pubblica amministrazione posti in essere al fine di agevolare l’infiltrazione della cosca “Piromalli” nel tessuto economico; – ha disposto il sequestro dell’ingente patrimonio riconducibile al proposto ed al nucleo familiare, costituito da plurime unità immobiliari, imprese commerciali, rapporti finanziari e assicurativi, disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato in circa 6 milioni di euro.

Al riguardo, è stata, altresì, sottoposta a sequestro – poiché di provenienza illecita – la cospicua somma di denaro in contanti, pari a € 131.150,00, rinvenuta e sequestrata presso l’abitazione del M. nel corso delle perquisizioni ivi svolte durante l’esecuzione dell’operazione “Cumbertazione”. Prosegue l’attività del Corpo, nell’ambito della prevenzione e del contrasto alla criminalità economico – finanziaria, diretta ad ostacolare l’ingresso in qualsiasi modo degli interessi criminali nell’economia legale.

Le strade della città costituiscono pericolo per le auto e i pedoni

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Pesante denuncia del consigliere comunale del Movimento 5 stelle a proposito dello stato in cui versano le vie della città. Da parte del sindaco solo spot

Le strade della città costituiscono pericolo per le auto e i pedoni

Castellammare di Stabia – Durissima critica di Francesco Nappi, capogruppo consiliare del Movimento 5 stelle, nei confronti del primo cittadino Gaetano Cimmino, accusandolo di “non essere in grado di amministrare una città come Castellammare”.

La critica parte dallo stato di degrado in cui si ritrovano le strade cittadine, e soprattutto dopo i temporali dei giorni scorsi.

Un caso per tutti, via Ripuaria, “una strada di accesso alla città – afferma Nappi – un biglietto da visita davvero mortificante, strada sommersa dal fiume o dalle piante che oramai hanno invaso la carreggiata”.

Attualmente con un manto stradale che presenta buche che costituiscono un pericolo per gli automobilisti e per i pedoni, che provocano danni alle vetture e di conseguenza, aggiunge il consigliere del Movimento 5 stelle, “il generare immancabilmente di un debito fuori bilancio dovuto ai risarcimenti dei danni e, tutto per incapacità di questa amministrazione”.

Una situazione, quelle delle strade dissestate, che non è limitata a via Ripuaria, ma che si presenta in tantissime vie del centro cittadino e della periferia.

Va giù pesante Francesco Nappi sottolineando che “Solo pochi giorni fa si assisteva al valzer dell’allerta meteo che ha scatenato l’ilarità del web.
Altro che ilarità, un sindaco che non è in grado di prendere una decisione nell’immediatezza alla presenza di un pericolo o meno, non è in grado di amministrare una città”.

I pericoli, afferma ancora Nappi, si prevengono, non si interviene solo quando la tragedia si è consumata.
Nessuna manutenzione dei manti stradali anche se, ricorda il consigliere, il sindaco a giugno aveva annunciato che entro tre anni tutte le strade sarebbero state asfaltate, mentre alla luce dei fatti, le strade si presentano vere e proprie gruviere, con pericoli per pedoni e automobilisti.

Nessuna programmazione da parte di questa amministrazione, aggiunge, nessun atto amministrativo che trova concretezza, situazioni prevedibili di un’amministrazione del “non fare” e un sindaco che fa “solo spot. Un sindaco – conclude il consigliere – che si diletta a fare solo presenzialismo e spot elettorali, e che più che un sindaco è un influencer. E intanto Castellammare cade a pezzi”.
Giovanni Mura

Eccellenza- Barano e Real Forio gare da non sbagliare !

ECCELLENZA-Impegno casalingo per il Barano contro il San Giorgio, il Real Forio sarà di scena al San Michele contro il Città di Gragnano

Inizia un altro fine settimana in cui gli appassionati di calcio, e dei campionati regionali in particolare, avranno di che divertirsi. Le 2 squadre isolane Barano e Real Forio in Eccellenza saranno impegnate domani pomeriggio e domenica mattina.Quindi, per la massima categoria regionale, sabato alle 14:30 al Don Luigi Di Iorio, il Barano ospiterà il San Giorgio, mentre domenica mattina alle 11:00 il Real Forio farà visita al Gragnano nel suo San Michele. 

BARANO – Dopo la sconfitta, con polemiche finali, rimediata sul campo della Frattese, il Barano si accinge a giocare al Don Luigi Di Iorio con il San Giorgio. La squadra di Gianni Di Meglio non può fallire l’appuntamento con i 3 punti, anche per avvantaggiarsi (forse) della sfida fra Gragnano e Real Forio. Ma non sarà facile. La compagine di Carlo Ignudi veleggia di poco oltre la zona play out e se portasse via un risultato favorevole dalle chianole terrebbe almeno gli aquilotti a distanza di sicurezza. Per quanto riguarda gli uomini a disposizione, mister Gianni Di Meglio dovrà far fronte a meno problemi del solito all’interno della rosa. Infatti, per oggi è out Angelo Arcamone (ha un ginocchio gonfio e dovrebbe star fuori almeno 3 settimane) ma sono recuperati Di Spigna, Piccirillo e Mangiapia. Il Barano, comunque, dovrebbe giocare così: Di Chiara in porta, la linea difensiva formata da Cuomo, Mangiapia, Capuano e Marotta, quella di centrocampo composta da Scritturale, Vincenzi e Di Spigna, con D’Antonio, più Oratore e Grimaldi in attacco. Al fianco di Gianni Di Meglio, in panchina non ci sarà Ciro Mennella, squalificato fino al 7 dicembre prossimo. Il San Giorgio è reduce dalla sconfitta in casa della Sibilla Flegrea per 2-1. Arbitro della partita sarà Domenico Mascolo della sezione di Castellammare di Stabia (Assistenti: Davide Eliso di Castellammare e Giovanni Santoriello di Nocera Inferiore).

REAL FORIO – L’ultima sconfitta, quella subita in casa dall’Afragolese, ha allungato ad 8 partite (5 ko e 3 pareggi), la serie senza vittorie del Real Forio. Ma i biancoverdi appaiono vivi e combattivi. E domani mattina in casa del Città di Gragnano dovranno dimostrarlo: l’avversaria, che pareva in subbuglio qualche settimana fa, ha ottenuto 2 vittorie in pochi giorni (la seconda nel recupero col Napoli Nord) ed ha risollevato parecchio la sua china. Dovremo andare in campo concentrati, rispettando il Gragnano, che ha anche vinto in casa del Virtus Volla domenica scorsa. Io sono un ex benvoluto dalla piazza gragnanese. Ci stiamo preparando per dare tutto, con rispetto, ma in tutti i modi dovremo cercare di portare punti a casa”, ha affermato ai nostri microfoni l’allenatore foriano Mimmo Citarelli sul match del San Michele. Lo staff tecnico biancoverde, per la partita di domani, recupererà dopo la squalifica William Fiorentino, ma perderà per lo stesso motivo Nicola Conte. La formazione che mister Citarelli potrebbe mandare in campo, è questa, con un 4-3-3: oltre a D’Errico in porta, la linea difensiva formata Fiorentino, Savio, Di Costanzo e Iacono, il centrocampo da Varrella, Trofa D. e Trofa P., con Di Meglio, De Luise e Coppola in avanti. Arbitro della gara sarà Simone Palmieri della sezione di Avellino (Assistenti: Gianluca Caianiello di Napoli e Nicola Monaco di Sala Consilina).

Castellammare, è lotta all’abusivismo: demoliti alcuni manufatti

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A finire nell’occhio del ciclone sono alcuni manufatti di via Savorito

Sulla stessa lunghezza d’onda di quanto sta accadendo a Terzigno, anche a Castellammare di Stabia è partita la lotta all’abusivismo edilizio. Nella città delle acque, e più precisamente in via Savorito (nel quartiere dell’Aranciata Faito), sono stati demoliti alcuni manufatti abusivi che insistevano su aree demaniali, tra cui una cappella votiva ed alcune gabbie.

Ad altre strutture private, invece, sono stati concessi ulteriori giorni per per il ripristino dello stato dei luoghi. Sul posto è intervenuto personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare con la Polizia Municipale ed altre forze dell’ordine.
I manufatti nacquero dopo il terremoto del 1980 che colpì l’Irpinia, ma che si avvertì anche a Castellammare di Stabia, con lo scopo di rappresentare una residenza temporanea (al massimo 10 anni) ma i residenti non vogliono saperne di abbandonare i suddetti manufatti: anzi, hanno costruito giardini e annessi alle case prefabbricate.

Campania, ancora allerta meteo: continua il forte vento con mare agitato

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Per la Protezione Civile è di nuovo criticità di colore giallo

L’allerta meteo non lascia tregua alla Regione Campania. Infatti, la Protezione Civile regionale ha segnalato nuovamente forti raffiche di vento e mare agitato.

Ecco il comunicato della Regione Campania:
“La Protezione civile della #RegioneCampania ha emanato un avviso di allerta meteo valido a partire dalle 20 di stasera e fino alla stessa ora di domani per piogge, temporali e vento forte.La perturbazione darà luogo a fenomeni diversi a seconda dei settori della regione.Sulle zone di allerta 1 (Napoli, Piana Campana, Isole, Area Vesuviana), 2 (Alto Volturno e Matese), 3 (Costiera Sorrentino-Amalfitana, Monti di sarno e Monti Picentini) si prevedono “Precipitazioni sparse , anche a carattere di rovescio o temporale, localmente anche intense. Venti tendenti a divenire forti nel corso della giornata di sabato” nelle zone 1 e 3, si sottolineando anche “mare tendente ad agitato e possibili mareggiate lungo le coste esposte”.Sulle zone di allerta 5 (Tusciano e Alto Sele), 6 (Piana sele e Alto Cilento), 8 (Basso Cilento), pur non essendo prevista alcuna criticità idrogeologica connessa a piogge e temporali, sono evidenziati “venti tendenti a divenire forti nella giornata di sabato con mare tendente ad agitato e possibili mareggiate lungo le coste esposte”.Sul resto della Campania e quindi sulle zone 4 (Alta Irpinia e Sannio) e 7 (Tanagro) non sono previste, invece, particolari criticità idrogeologiche e idrauliche.Si ricorda a tal proposito che il codice colore riguarda solo il rischio idrogeologico al quale è esposto il territorio in virtù delle precipitazioni attese. Il vento, invece, non ha codice colore.Dalle 20 di stasera, laddove è prevista allerta Gialla, tra i principali scenari di evento ed effetti al suolo si ipotizzano allagamenti di locali interrati e a pian terreno, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acquia minori, possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, fenomeni franosi superficiali nlegati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili e anche alle conseguenze della saturazione dei suoli.A tal proposito, la Protezione civile della Regione Campania ricorda alle autorità competenti di prestare attenzione alle zone interessate dalle precipitazioni degli ultimi giorni, anche in assenza di ulteriori piogge.Si raccomanda altresì di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni segnalati e di attivare il monitoraggio costante delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso”.

Il Mattino – Offerta per Ibrahimovic prima del caos: Ancelotti fa da garante

Il Napoli avrebbe avanzato l’offerta allo svedese prima che scoppiasse il caso ammutinamento

Un pezzo pregiato del calcio mondiale che va in scadenza di contratto: è il caso di Zlatan Ibrahimovic che terminerà il suo rapporto con i Los Angeles Galaxy. Lo svedese ha attirato le attenzioni di tanti club tra cui il Napoli del presidente Aurelio De Laurentiis allettato dall’idea di avere in squadra un top player che il tecnico Carlo Ancelotti ha già avuto alle sue dipendenze ai tempi del Paris Saint-Germain.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Il Napoli ha lanciato un primo approccio: 5 milioni per un contratto da gennaio a giugno, un’opzione per un rinnovo di un anno alla stessa cifra per chiudere la carriera in azzurro a condizione che la squadra si qualifichi alla Champions 2020-2021. Mino Raiola, l’agente di Ibrahimovic, ha valutato, accanto al forte interesse manifestato dal Bologna. Tutto questo è avvenuto prima dell’ammutinamento, prima del caos che ha bloccato ogni trattativa in casa-Napoli. Ancelotti, ovviamente, è stato il garante, il principale sponsor di questo tentativo: una riapertura della trattativa sarà legata anche alla stabile riconferma del tecnico – che mercoledì ha fatto un bltiz a Londra per faccende personali – sulla panchina azzurra”.

Gazzetta – De Laurentiis valuta gli aspetti legati ai diritti d’immagine

Attenta riflessione del presidente partenopeo insieme ai suoi legali dopo le note vicende dell’ammutinamento

Nonostante stia lavorando ai rinnovi di Dries MertensPiotr ZielinskiArek Milik, il presidente Aurelio De Laurentiis non ha dimenticato quanto successo in occasione della gara di Champions League contro il Salisburgo quando i calciatori, di propria iniziativa e senza autorizzazione, hanno fatto ritorno alle proprie abitazioni mettendo fine al ritiro imposto dalla società. Infatti, il numero uno partenopea sta studiando, insieme ai suoi legali, la strategia migliore per poter proteggere la sua immagine e quella della società Napoli.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“De Laurentiis sta valutando coi suoi legali anche aspetti legati al contratto sui diritti d’immagine, che ogni tesserato ha col club. E’ nel suo diritto prendere in considerazione ogni opzione, ma allargare al tribunale ordinario perchè quello sarebbe lo scenario: questa strana guerra non servirebbe al Napoli, che poi è di proprietà di ADL. E allora perchè non pensare a un film da… girare a Malta. Magari col classico finale è«a tarallucci e vino». Non sarebbe da Oscar, ma forse potrebbe aiutare a tornare a parlare di calcio e di campo. Che poi è ciò che interesserebbe ai tifosi”.

Il Mattino – Trattativa in stallo per i rinnovi di Milik e Zielinski

De Laurentiis vorrebbe portare le clausole dei due ad oltre 100 milioni

Oltre al rinnovo di Dries Mertens, è da tempo che Aurelio De Laurentiis lavora ai rinnovi di Piotr ZielinskiArek Milik perchè possano rimanere ancora a lungo al Napoli. La trattativa, per entrambi, sembra essersi momentaneamente arenata: infatti, il presidente partenopeo vorrebbe portarle ad oltre 100 milioni di euro.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Con Bartolomej Bolek, agente di Zielinski, l’accordo è sul miglioramento dello stipendio che passerebbe da 1.1 milioni all’anno a 3 milioni con bonus. Il pomo della discordia non è sull’ingaggio, ma sulla clausola rescissoria, che il Napoli vorrebbe superiore ai 100 milioni, mentre l’entourage del giocatore lavora per tenerla sotto i 70. La trattativa vive una fase di stallo: stesso scenario quello che si sta profilando con Arek Milik. David Pantak, procuratore della punta, sta lavorando a un accordo sul ritocco dell’ingaggio che dovrebbe passare dagli attuali 2.5 milioni a stagione a 3.5 milioni netti, più bonus che potrebbero far lievitare la somma a 4 milioni. Il nodo è anche in questo caso la clausola rescissoria: così come per Zielinski, il club sta spingendo per alzarla, anche oltre i 120 milioni, mentre Pantak chiede che la somma sia tenuta più bassa”.

CdS: “Lozano sembra aver accusato il nuovo campionato”

Ancelotti sembra preferire il messicane come prima punta e non come esterno d’attacco

Quella tra Hirving Lozano e il Napoli è una storia d’amore ancora acerba che non è ancora sbocciata. Nonostante il gol alla Juventus (vanificato poi dall’autogol di Koulibaly) e quello del pareggio nella gara di Champions League contro il Salisburgo, l’attaccante messicano sembra aver sofferto l’impatto con il nuovo campionato, sembra aver sofferto il passaggio dall’Eredivise alla Serie A.
Lozano, però, non è quello che non sta rendendo al massimo in questo momento e lo sa benissimo Carlo Ancelotti, anche se continua a vederlo come prima punta e non come un esterno d’attacco.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“Il Messico ha deciso di risparmiare a Lozano la massacrante trasferta transoceanica per giocare con Panama e Bermuda. Hirving potrà approfittare della pausa per migliorare la condizione fisica e l’apprendimento dei meccanismi tecnico-tattici, per preparare la trasferta con il Milan.
Diciamola tutta: finora il Chucky sembra aver accusato il contraccolpo di un nuovo calcio, di una nuova dimensione di vita e soprattutto di vita tattica considerando che Ancelotti preferisce impiegarlo a ridosso della punta piuttosto che nell’abituale ruolo di esterno, però il Napoli crede moltissimo in lui”.

CdS – Il Napoli vuole trattenere Mertens: offerto rinnovo importante

De Laurentiis ha deciso di proporre al belga il prolungamento di contratto

Dries Mertens e il Napoli potrebbero continuare a camminare sulla stessa strada. Infatti, il presidente Aurelio De Laurentiis avrebbe proposto all’attaccante belga un importante rinnovo di contratto che potrebbe mettere, così, fine alla telenovela che lo vorrebbe lontano dal capoluogo campano a partire dal prossimo luglio o, addirittura, dal prossimo gennaio. Mertens è uno dei calciatori azzurri che ha più mercato tanto che erano già arrivate offerte dalla Cina e dall’Inter all’entourage del numero 14 del Napoli. La volontà del calciatore belga, però, è sempre stata quella di rimanere in azzurro (come lui stesso ha più volte dichiarato) e di aspettare una chiamata da parte del club per prolungare il rapporto.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“Il 6 maggio compirà 33 anni e certe valutazioni societarie sono legittime, da gennaio potrà svincolarsi a parametro zero. ero.
De Laurentiis gli ha offerto un rinnovo importante, alle stesse cifre attuali: ingaggio da 4 milioni di euro a stagione, a fronte del suo desiderio di ottenere un aumento (5 milioni, a quanto pare).
Nel frattempo le proposte non mancano: dalla Cina, dall’Inter e qualcosa anche in Inghilterra. La volontà del club, comunque, è trattenerlo”.

Taormina, corruzione e omertà, arrestato un avvocato e un ex dirigente VIDEO

Un avvocato era incaricato dal Municipio di recuperare gli arretrati dell’acqua. Ma se li è messi in tasca, complice un dirigente e l’omertà comunale.

Il Comune di Taormina, retto in atto da un’Amministrazione di centrosinistra (prima era stata di centrodestra), Sindaco Prof. Mario Bolognari e segretario generale dr. Nino Bartolotta, anch’egli di centrosinistra e sindaco di Savoca (ME), si è trovato oggi al centro di un increscioso fatto che è stato riportato da tutti gli organi d’Informazione regionali e nazionali.

Un avvocato, Francesco La Face, che era incaricato dall’Amministrazione comunale di riscuotere dagli utenti morosi le somme dovute per la fornitura dell’acqua, è stato arrestato questa mattina dai Finanzieri del Comando provinciale di Messina. È accusato di peculato e corruzione insieme ad un ex dirigente comunale a cui è stato notificato il divieto di dimora. I due si sarebbero appropriati di oltre un milione di euro che gli utenti morosi hanno versato negli anni.

L’avvocato in effetti si era dedicato giorno e notte all’incarico ricevuto, però quei soldi li ha versati sul suo conto. Il Gip gli ha imposto i domiciliari ritenendolo responsabile dei reati di peculato e corruzione. L’indagine coordinata dalla Procura diretta da Maurizio de Lucia, ha fatto scattare anche un secondo provvedimento, per il dirigente comunale oggi in pensione Giovanni Coco, 67 anni. Per quest’ultimo il Giudice delle Indagini Preliminari ha disposto il divieto di dimora a Taormina.

Contestualmente c’è stato pure un maxi sequestro di beni, per circa 800 mila euro di valore, al fine di recuperare quanto sottratto alle casse pubbliche. Sono stati posti i sigilli a tre immobili dell’avvocato e ad alcuni conti bancari del dirigente in pensione, che avrebbe tra l’altro intascato una mazzetta da 26 mila euro per non segnalare quanto avveniva.

L’inchiesta del Comando provinciale della Guardia di Finanza, oggi diretto dal colonnello Gerardo Mastrodomenico, è nata casualmente, dopo una verifica fiscale nello studio del professionista di Taormina. Nell’abitazione del dirigente comunale è stato invece trovato un “pizzino” che per l’accusa prova i rapporti illeciti fra i due indagati.

Ma anche molti altri sapevano e tacevano. Scrive infatti la Guardia di Finanza in una nota diffusa stamattinaQuesta strutturata ed indisturbata attività di sistematica appropriazione di denaro pubblico risultava nota a molti impiegati, come emerge dal contenuto delle intercettazioni, purtroppo però, come spesso le cronache giudiziarie registrano, l’omertà e la connivenza dei pubblici dipendenti sono diventati il volano del perpetrarsi nel tempo delle condotte illecite”.

L’opinione:

Una trasmissione con un noto conduttore di sinistra di diversi anni addietro della Rai3, martellava noi siciliani, ma giustamente, al tempo in cui regnava la Democrazia Cristiana e poi il centrodestra, ribadendo che essere omertosi significa implicitamente avere una cultura corrotta. Il passare degli anni tuttavia ha di tutta evidenza fatto emergere, purtroppo, un’altra realtà, ovverosia che in Italia (e specialmente in Sicilia) c’è sciaguratamente una livella culturale che indipendentemente dall’estrazione, unisce trasversalmente gli italiani e specialmente i siciliani, soprattutto nel sistema pubblico-politico, ovverosia la corruzione a tappeto e l’omertà generalizzata, quella stessa che dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello dello Stato, Regioni e Comuni, si propaganda da decenni (a parole) di volere combattere. La Corruzione interiore e omertà mascherata, un doppio dissimulato annoso cancro di questa Nazione, dai piani altissimi a quelli più bassi. Come se ne esce ?

Adduso Sebastiano

 

I Sindaci della Riviera Jonica messinese non ci stanno a tagli nella sanità di Pte e Gm

I Presidenti delle Unioni dei Comuni Jonici e Sindaci, respingono l’approvato piano sanitario regionale che vuole chiudere Pte e Guardie mediche.

(È lunghetto seppure oltremodo sintetizzato, ma se non si riepiloga, almeno la questione recente che è già di suo anche complessa, si può non comprendere di cosa si parli).

Ci si era già occupati l’anno passato in un articolo dall’eloquente titolo “9 Novembre 2018 Sicilia, la Regione vuole riorganizzare il 118” e si annunciava che si volevano eliminare i medici a bordo delle autombulanze. In quell’articolo nella “opinione” si evidenziarono alcune domande e recente giurisprudenza: “Cosa succede se chi chiama il 118 non riesce, perché in preda al panico o solo perché non riesce a focalizzare il problema, a dare le giuste indicazioni sulla gravità del paziente? Quali sono i concreti presupposti perché venga inviato sul posto un mezzo di trasporto di primo soccorso privo di medico a bordo invece di uno medicalizzato? Un’ambulanza senza medico a bordo rappresenta sicuramente un rischio per i pazienti: E se l’operatore del 118 dovesse sottovalutare l’emergenza, rischia conseguenze e responsabilità? Il personale infermieristico può sostituirsi alla professione medica? Riguardo a queste due ultime domande si ritengono eloquenti le sentenze di Cassazione n. 40036/2016 del 27.09.2016 (“Responsabile l’operatore del 118 che sottovaluta la situazione di urgenza lamentata dal malato e tarda nell’invio dell’ambulanza”) e n. 2060 del 18.01.2012 (“La guardia medica chiamata d’urgenza dal paziente deve obbligatoriamente essere presente sull’ambulanza)“.

Intanto all’inizio del 2019 è stata approvata la “Nuova rete ospedaliera in Sicilia” che per un verso voleva potenziare i Pronto soccorso (senza però prevedere la necessaria formazione di medici specializzati per pronto soccorso) così riducendo i Pte (Presidi territoriali di emergenza, con medico a bordo) per trasformare le autombulanze in non medicalizzate (senza medici a bordo ma surrogati da infermieri).

In piena estate, nella prima decade di agosto 2019, su sollecito del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci (centrodestra) arriva un piano straordinario al fine di reperire il personale medico per il Sistema di emergenza sanitario regionale. Il programma prevede il coinvolgimento anche di medici in pensione, neolaureati non specializzati e i convenzionati. Il piano promosso dall’assessore Razza aveva ottenuto il via libera dalle Giunta Musumeci, il quale ultimo comunicava: Le singole Aziende ed enti del Servizio sanitario regionale pubblicheranno un avviso di disponibilità rivolto al personale in pensione in possesso di specializzazione per operare nei Pronto soccorso e nell’Area dell’emergenza-urgenza. Spazio anche ai neo laureati per i quali nelle more di eventuali specifici provvedimenti normativi nazionali, l’assessorato regionale attuerà misure formative di carattere straordinario, nonché l’attivazione di percorsi di tirocinio nelle forme del training on the job nell’ambito dell’emergenza urgenza. Fondamentale sarà il contributo del Cefpas (un Ente regionale che esiste dagli anni ’80 la cui sede è a Caltanissetta e che si occupa della formazione permanente e per l’aggiornamento del personale del servizio sanitario) che si occuperà di coordinare i percorsi formativi e di training, rapportandosi con le Aziende e gli enti del Sistema sanitario regionale, per l’omogenea e conforme assegnazione dei tirocinanti presso ciascuna struttura. Il Cefpas emanerà un avviso per l’accesso al corso di formazione per l’idoneità allo svolgimento delle attività mediche di emergenza territoriale, prevedendo un’apposita “quota” di partecipanti riferibile a specializzandi per un numero non inferiore a 200 posti. Le Aziende sanitarie e ospedaliere dovranno quindi attivare delle convenzioni con il Cefpas. Il Piano prevedeva anche l’impiego dei medici non dipendenti presso le Aziende del Ssr (Servizio Sanitario Regionale) da destinare nei Pronto soccorso dei presidi ospedalieri. Gli incarichi nelle sedi di Pronto soccorso potranno essere conferiti anche a quei medici titolari a tempo indeterminato di continuità assistenziale e in possesso dell’attestato di idoneità in emergenza sanitaria territoriale.

Quel piano prevedeva anche: Visite anche nelle strutture private, ambulatori aperti nei week-end e in caso di necessità nelle ore serali. Ma, soprattutto, totale trasparenza nella gestione dei tempi di prenotazione. E fra le misure più innovative e significative emerge la centralizzazione dell’agenda delle strutture pubbliche e private, che garantirebbe così la totale visibilità dell’offerta erogata in un determinato territorio. In pratica, mediante un Cup provinciale (Centro unico di prenotazione) – che gestirà le scadenze – verranno messe in sinergia tutte le realtà che operano in quell’ambito territoriale. L’utente dovrà fare riferimento solo a quel Centro unico per prenotare la prestazione. A differenza del passato, quindi, potrà accadere che un servizio possa essere erogato da aziende pubbliche o da strutture accreditate, senza però l’aggravio di ulteriori costi aggiuntivi a carico dei pazienti.

“In questo modo – sottolineava il Presidente della Regione Nello Musumeci – mettiamo il cittadino al centro del sistema sanitario. La Sicilia è tra le prime Regione d’Italia ad avere dato concreta attuazione agli indirizzi contenuti nel Piano nazionale delle liste d’attesa, sottoscritto nel febbraio scorso in Conferenza Stato-Regioni. Un’altra pedina per migliorare il sistema sanitario regionale. Il percorso è ancora lungo, ma siamo convinti di essere sulla buona strada”.

Inoltre le Asp e le Aziende ospedaliere, per la prima volta, dovevano provvedere alla definizione e all’applicazione dei cosiddetti “percorsi di tutela”, cioè a quei sistemi di accesso alternativi alle prestazioni specialistiche, per i quali potrà essere attivata una specifica procedura che permetterà ai pazienti la possibilità di effettuare la prestazione in intramoenia o presso una struttura privata accreditata entro i tempi stabiliti dalla normativa. Proprio per garantire il rispetto dei tempi di attesa, il Piano regionale pensato allora dall’assessore Razza dava la possibilità alle Asp e alle Aziende ospedaliere di potersi avvalere di prestazioni aggiuntive da erogare in regime libero professionale. Le visite sarebbero state sostenute economicamente dall’Azienda, riservando al cittadino solo un’eventuale partecipazione al costo della prestazione. Inoltre, il Piano ipotizza di aumentare, per almeno l’80 per cento della loro capacità produttiva, l’utilizzo delle grandi apparecchiature di diagnostica per immagini. Per contenere, o abbassare, ulteriormente i periodi di attesa prevista l’apertura nel fine settimana degli ambulatori degli ospedali che, in caso di necessità, potranno essere operativi anche nelle ore serali. Il Piano regionale era stato accompagnato da un crono programma e da una checklist per la verifica dell’attuazione e favorirne la piena applicazione. Come sottoscritto per altri ambiti, anche l’osservanza degli adempimenti prescritti dal Piano regionale rientrava tra gli obiettivi dei nuovi direttori generali validi per il riconoscimento dell’indennità di risultato, prevedendo fino alla decadenza dall’incarico.

Insomma, teoricamente sembrava che per il cittadino si aprissero tempi migliori nel rapporto con la sanità siciliana. Ma come sempre e incomprensibilmente in Italia e specialmente in Sicilia, tra i proclami e, per carità, gli intenti, rispetto alla realtà, qualcosa non ha collimato.

Infatti notoriamente nei Pronto Soccorso della Sicilia mancano ancora i medici e anche gli infermieri. Negli ospedali pubblici della nostra Isola mancano i posti letto. Il personale medico e infermieristico siciliano è sottoposto a turni stressanti, spesso al limite della sindrome di Burnout (sindrome da esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale, che può manifestarsi con implicazioni relazionali molto accentuate, insomma un tipo di stress lavorativo).

Una sera la collega Santa Sarta, che tra l’altro ha purtroppo una patologia seria, ne ha fatto le spese dei problemi nei Pronto Soccorsi siciliani, rimanendo in attesa e con dolori al torace, su una sedia di ferro dalle 21 di sera fino alle 6 della mattina prima di essere visitata.

In tutto questo si è innestata anche la chiusura dei Pte e l’accorpamento delle Guardie mediche. Tralasciamo altri casi, altrimenti ci vuole un libro e così veniamo al tema.

Nel mese di ottobre, al la Pte di Santa Teresa di Riva (ME), il presidio territoriale dove ha sede anche il 118, intorno alle 23 si era recato insieme alla moglie l’ex vigile urbano Paolo Pagano poiché aveva de dolori al petto. Ma il presidio chiude dalle 20 e l’ambulanza del 118 era fuori per un altro intervento. Neel frattempo è stata chiamata un’autombulanza da Letoianni, un paese della medesima Riviera vicino Taormina ma che per raggiungere Santa Teresa deve risalire e ridiscendere i tornanti di Capo Sant’Alessio e affrontare le strettoie del traffico veicolare nella costipata Strada Statale 114. In questo lasso di tempo l’ex vigile si è accasciato a terra davanti alla moglie colpito da infarto. Il fatto ha destato molto dispiacere nella cittadinanza, in quanto il Pagano era molto conosciuto e allo stesso tempo tanta indignazione.

Lo stesso sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice che è anche deputato regionale di centrodestra, dopo il doveroso ricordo dell’ex agente di polizia municipale ha aggiunto che “una riflessione più approfondita meriterebbe la necessità che il presidio d’emergenza sia aperto 24 ore al giorno, non costringendo così i medici dopo le 20 a dover intervenire solo a seguito della chiamata al 118, che passa dalla centrale. La salute dei cittadini non può subire logiche da spending review ed è impensabile che dopo le 20 una persona che si rechi al presidio di emergenza, pur trovandosi dietro la porta, debba chiamare il 118 per farsi aprire ed essere soccorso”.

È pertanto stata avviata una raccolta firme per chiedere alle Autorità regionali sanitarie di tenere aperto il Presidio territoriale di emergenza 24 ore su 24. L’iniziativa era stata ufficialmente avviata dal Vicesindaco di Santa Teresa di Riva e assessore alla Sanità, Gianmarco Lombardo “Credo che questa sia una battaglia di tutti, senza colore politico, una battaglia che credo valga la pena combattere. L’abbiamo già fatta due anni fa quando c’era il rischio che il Pte venisse smantellato e l’abbiamo parzialmente vinta. Adesso speriamo di vincere anche questa”.

Senonché, come ormai purtroppo un preoccupante classico in Italia e specialmente in Sicilia “la coperta” risultata “corta”, sicché l’Asp di Messina, presumibilmente a seguito di interessamenti politici e sulla scorta della normativa, aveva disposto di abolire la Guardia medica all’Asl del limitrofo paese di Sant’Alessio Siculo per spostarla al Pte di Santa Teresa di Riva, in maniera da garantire a quest’ultimo un’apertura diurna e notturna. Così anche superando quanto disposto dalla riorganizzazione del Sistema della rete emergenza-urgenza in Sicilia, che classificava ad impatto medio il Pte di Santa Teresa di Riva (ovverosia con accessi annui inferiori ai 6.000 passaggi ma con il primo ospedale a una distanza maggiore di 20 minuti), per cui sarebbe stato chiuso entro il 30 giugno 2020 ma con il mantenimento di una postazione 118 cosiddetta “avanzata” per la quale la Regione aveva evidenziato, come nella maggior parte dei Comuni dove si prevede la rifunzionalizzazione dei Pte, un presidio di continuità assistenziale. S. Teresa tuttavia presentava il problema che la guardia medica da diversi anni è stata trasferita a Sant’Alessio. Con il ritorno di quest’ultima a S. Teresa si colmava dunque la lacuna della chiusura dalle 20 in pio.

Ma ciò ha sollevato la protesta degli abitanti di Sant’Alessio e della rispettiva Amministrazione comunale con il Sindaco Giovanni Foti in testa. Di conseguenza, presumibili nuove interlocuzioni, telefonate, interessamenti ecc. e l’Aspa ha revocato oggi la disposizione del 7 novembre sul trasferimento della Guardia medica da S. Alessio a S. Teresa, motivandola con il fatto che “la sede di S. Alessio è stata adeguata alle norme di sicurezza relative al personale medico e considerato che i locali del Pte/118 di S. Teresa non consentono l’adeguamento con i nuovi parametri” e pertanto ogni cosa è rimasta come prima.

A questo punto il Presidente dell’Unione dei Comuni Jonici e Peloritani nonché sindaco di Antillo Davide Paratore, ha invitato anche gli altri cinque Presidenti di altrettanti Unioni di Comuni del comprensorio Jonico Messinese, dalla Valle dell’Alcantara al confine con la provincia di Catania fino a Scaletta Zanclea al confine con il territorio jonico del Comune di Messina, nonché i 30 Sindaci dei vari Comuni dell’intera area jonica messinese, per un incontro che si è tenuto il 13 novembre nell’Aula consiliare di Sant’Alessio Siculo, poiché nel mese di febbraio “la Regione Siciliana ha stabilito di chiudere, tra dicembre 2019 e giugno 2020, nove presidi territoriali di emergenza in provincia di Messina senza contare in particolare che verrà ridimensionato anche il numero dei medici in servizio sulle ambulanze del 118, in particolare in quelle di Taormina, Giardini, Letojanni, Santa Teresa di Riva e Scaletta Zanclea. Come facilmente si può comprendere i Pte e Postazione Ambulanza Medicalizzata rappresentano da sempre un punto di riferimento imprescindibile per gli utenti, garantendo la massima celerità nel raggiungere i luoghi dove insorge la richiesta di soccorso provvedendo, in caso di necessità, al susseguente trasferimento in ospedale. Si tratta certamente di provvedimenti che impattano in maniera pesante provocando gravi ripercussioni sulla vita dei cittadini dei nostri comuni e, pertanto su tale tematica occorre assumere una decisa e univoca presa di posizione dei nostri Enti a tutela degli interessi dei cittadini che ci pregiamo di rappresentare”.

Le parole tra virgolette fanno parte di una lettera congiuntamente inviata dai sei Presidenti dell’Unione dei Comuni della Riviera Jonica Messinese al Direttore Generale dell’Asp di Messina Paolo La Paglia, al Direttore Sanitario Domenico Sindoni e all’Assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.

L’obiettivo, continua la nota, è quello di “assumere tutte le iniziative ed i provvedimenti più opportuni, avanzando le nostre istanze innanzi a tutti gli organi competenti, provinciali e regionali, al fine di tutelare e garantire il diritto alla salute dei nostri concittadini, diritto fondamentale solennemente sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione”.

Nell’incontro del 13, nell’Aula consiliare del Comune di Sant’Alessio Siculo, presenti i sindaci o loro delegati dei 30 comuni, seppure si riconosce che l’Asp di Messina ha operato in rispetto delle leggi vigenti, c’è stata una univoca disapprovazione alle disposizioni del’Asp Medesima che dal 2 dicembre impongono ai medici dei Pte e delle ambulanze 118 di rispettare il limite delle 38 ore settimanali (162 o 168 mensili), con 12 ore di riposo ogni fine turno, decisione che lascerà anche fino a 10 giorni al mese i mezzi solo con autista e soccorritore. Insomma tutti concordi che il settore dell’emergenza-urgenza territoriale non va ridimensionato ma anzi potenziato, per garantire ai cittadini il diritto alla salute ed evitare gravi conseguenze per i tagli di servizi o personale. Gli amministratori locali hanno sottoscritto un documento in cui si chiede al direttore generale dell’Asp Paolo La Paglia e all’assessore regionale alla Salute Ruggeri Razza di fare marcia indietro e rivedere la decisione.

L’opinione.

Come sempre, specialmente in questa Riviera Jonica Messinese, i locali politici arrivano (uso un detto catanese riferito ad una vicenda di furto avvenuta nel settembre del 1889-1891 in danno del simulacro della Patrona della città, e che però riporto in italiano) “Dopo che a Sant’Agata l’hanno rubata le hanno fatto le porte di ferro”.

I Presidenti delle Unione dei Comuni, unitamente ai Sindaci locali, in una situazione del genere, ma come altre analoghe, avrebbero già da tempo dovuto chiamare alle “armi civili” i propri concittadini invece di proporre l’ennesima convocazione e raccontarsi sempre le analoghe lamentele (sintomatico di una società in sfaldamento). I “geniali” governanti, parlamentari e burocrati della Regione Siciliana hanno redatto un piano sanitario senza neanche tenere conto delle condizioni di viabilità da terzo mondo che contraddistingue in genere la Sicilia e particolarmente le nostre zone della Riviera ed Entroterra Jonica messinese. Sicché non disporre di adeguati Pte e Guardie mediche dislocate in più punti del territorio e h24, può fare la differenza tra la vita e la morte prima di raggiungere un nosocomio.

Non avere un medico su un’autombulanza che debba soccorrere, ad esempio, da centri montani distanti decine di chilometri dal budello litoraneo della SS114 e con strade piene di curve e tornanti (come lo sono notoriamente nell’entroterra jonico messinese), può costituire un grave problema per un eventuale primo intervento nel caso di imprevedibili ritardi su strade che sono state realizzate molti decenni addietro. Inoltre nei fine settimana e specialmente d’estate, la speranza di fare in fretta sulla strada statale costiera 114 è come un terno al lotto.

Ci sarebbe molto altro da aggiungere, come per certa mancanza di medici nei pronto soccorso oppure sui 118. Si dimentica infatti (o si omette) che dovendo operare in notorie condizioni di generale limitata funzionalità strutturale, organizzativa o su strade imprevedibili, un eventuale ritardo o altro che possa causare un danno alla persona soccorsa, può ritorcersi giudiziariamente sul medico se non anche ricevere insulti se non pure aggressioni dai parenti dell’individuo soccorso, come d’altronde è accaduto.

La realtà, purtroppo e ormai in modo cronico, è che i problemi della Sicilia da anni vengono rattoppati in danno dei siciliani. Nell’Isola infatti, le cose e a detta di tutti, funzionano sempre meno e si va peggiorando. Ma questo anche perché, in buona parte della politica siciliana di base, c’è da sempre dissimulata insincerità, opportunismo e indolenza, come anche nella cosiddetta società civile regnano, anzi dominano, pletore di cortigianerie che a loro volta aspettano solo gli avanzi, le molliche e i favoritismi dai forzosi mantenuti nel variegato e raffermo sistema pubblico-politico regionale. I cittadini comuni di contro siamo ridotti, con leggi preordinatamente subdole, a buoi elettorali e fiscali. E nella fattispecie del tema di questo articolo, rischiamo pure di prendere coscienza, ammesso sia possibile, nell’altro “mondo” in mancanza di un’assistenza immediata, com’è accaduto all’ex vigile di Santa Teresa di Riva. Come se ne esce ?

Nell’immagine di copertina il Pte del Comune di Santa Teresa di Riva (ME).

Adduso Sebastiano

De Magistris esulta per la sentenza sul caso Cucchi: “Alla fine la verità trionfa”

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De Magistris esulta per la sentenza sul caso Cucchi: “Alla fine la verità trionfa. Il mio abbraccio non può che andare a Ilaria Cucchi

“Dopo più di 10 anni di depistaggi di Stato, oggi lo Stato ha fatto giustizia in primo grado. Stefano Cucchi è stato ammazzato da chi doveva difenderlo. Il mio abbraccio non può che andare a Ilaria Cucchi. Grazie al suo coraggio, alla sua forza ed alla sua dignità, la verità, alla fine, anche in un’aula di Tribunale, sta trionfando.” Così il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris “esulta” al termine della lettura della sentenza sull’omicidio di Stefano Cucchi.

I Giudici della Corte d’Assise di Roma hanno condannato a dodici anni di reclusione i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro per omicidio preterintenzionale. Assolto invece il supertestimone Francesco Tedesco, che è stato però condannato a due anni e sei mesi per falso. Per lo stesso reato è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione anche Roberto Mandolini, comandante interinale della stazione Appia. A poco più di 10 anni dalla morte del loro congiunto a seguito del brutale pestaggio, la famiglia Cucchi vede finalmente un po’ di giustizia. All’uscita dall’aula un Carabiniere ha deciso di baciare la mano della sorella Ilaria, a dimostrazione che dinanzi a crimini del genere non c’è omertà che tenga: “L’ho fatto perché finalmente dopo tutti questi anni è stata fatta giustizia” spiegherà poi ai cronisti presenti.

Castellammare, 1,18 milioni dalla Città Metropolitana per il Centro Sportivo “Giancarlo Siani”

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Castellammare, in arrivo 1,18 milioni dalla Città Metropolitana per il Centro Sportivo “Giancarlo Siani”. Cimmino annuncia altri due progetti.

La realizzazione del centro sportivo “Giancarlo Siani” nel rione Cmi sarà finanziata per intero dalla Città Metropolitana.
L’elenco degli interventi del “parco progetti” dei Comuni è stato approvato dalla Città Metropolitana, che ha incluso anche tre progetti presentati dal Comune di Castellammare di Stabia.” Ad annunciarlo è il primo cittadino stabiese, Gaetano Cimmino.

Il centro sportivo Siani sarà costituito da un campo di calcetto all’aperto, una tensostruttura con un campo polivalente, una tribuna per 100 spettatori, un parcheggio e tutti i servizi essenziali, per un importo complessivo pari a 1 milione e 180mila euro.

Cimmino ha inoltre annunciato che la Città Metropolitana ha approvato altri due progetti: “Riguardano il recupero funzionale di Palazzo Farnese (secondo lotto), con 2 milioni e mezzo di euro per il restauro e la riqualificazione degli ambienti interni, e un sistema smart di gestione dei servizi cittadini in materia di sicurezza urbana, denominato “Castellammare Digitale”, per un importo di 650mila euro, con la possibilità di incamerare dati sul monitoraggio e controllo del traffico, sulle buche, sui parcheggi disponibili, sul prezzo del carburante e sui punti in cui è possibile disporre della rete wi-fi gratuita.”

Ag. Hysaj: “Poteva andare al Chelsea per 50 milioni, ora il Napoli rischia di perderlo a zero”

Ag. Hysaj: “Un anno e mezzo fa poteva andare al Chelsea per 50 milioni, ora il Napoli rischia di perderlo a zero. Qualsiasi cosa succeda noi cadiamo sempre in modo positivo

L’agente del terzino del Napoli Elseid Hysaj, Mario Giuffredi, è intervenuto in diretta su Radio Punto Nuovo per parlare della situazione contrattuale del suo assistito.
Queste le sue parole:
Hysaj si sente prigioniero?
“Se a Gennaio andremo via, faremo quello che dovevamo fare in estate. Se non andremo via, il Napoli manderà via il giocatore a zero. In ogni caso noi cadiamo in modo positivo”.
Un anno e mezzo fa, il Napoli poteva prendere 50 milioni dal Chelsea, ora c’è il rischio che lo perda a zero.
Ipotesi scambio con Florenzi? Non mi risulta. E’ vero che Hysaj piace alla Roma, ma non so niente su questa ipotesi. La Roma ha bisogno di un terzino perchè Spinazzola ha spesso ha problemi. Florenzi non è considerato un terzino, ma non sta avendo spazio in nessun altro ruolo”

La Roma ha bisogno di un terzino perchè Spinazzola ha spesso ha problemi. Florenzi non è considerato un terzino, ma non sta avendo spazio in nessun altro ruolo”Un anno e mezzo fa, il Napoli poteva prendere 50 milioni dal Chelsea, ora c’è il rischio che lo perda a zero.