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Juve Stabia-Frosinone, parte la prevendita dei biglietti: tutte le info

Juve Stabia-Frosinone, parte la prevendita dei biglietti per il big-match in programma domenica 8 dicembre al “Romeo Menti” alle ore 15

Juve Stabia-Frosinone, parte la prevendita dei biglietti: tutte le info

Parte domani giovedì 5 dicembre la prevendita dei biglietti per la gara in programma domenica 8 dicembre alle ore 15 al “Romeo Menti” tra Juve Stabia e Frosinone, valevole per la quindicesima giornata del campionato di Serie B 2019-2020. Di seguito il comunicato ufficiale della S.S. Juve Stabia con tutte le info al riguardo.

S.S. Juve Stabia rende noto che saranno disponibili in prevendita, da domani, 5 dicembre, e fino a domenica 8 dicembre alle ore 15.00, i tagliandi per la gara Juve Stabia – Frosinone, match valevole per la 15^ giornata del Campionato Serie BKT, in programma domenica 8 dicembre con inizio fissato alle ore 15.00, allo Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Di seguito i prezzi dei tagliandi:

Curva San Marco € 15 comprensivo dei diritti di prevendita

Tribuna Varano € 18 comprensivo dei diritti di prevendita

Tribuna Quisisana (scoperta) € 25 comprensivo dei diritti di prevendita

Tribuna Monte Faito (coperta) € 30 comprensivo dei diritti di prevendita

Tribuna Roberto Fiore (Vip) € 100 comprensivo dei diritti di prevendita.

I tagliandi potranno essere acquistati esclusivamente presso i punti vendita abilitati che qui di seguito riepiloghiamo:

Bar Dolci Momenti – Via Cosenza

Bar Gialloblù – Viale Europa

Ass. Gaetano Musella – Via Cosenza 261 (di fronte botteghino stadio Menti)

Scommesse Intralot – Viale Europa 31

Agenzia Servizi – Via Plinio Il Vecchio 72

Tabaccheria del Corso – C.so Vittorio Emanuele 11

Planet Davidos – C.so Alcide De Gasperi 114-116

Gold Bet – Piazza Giovanni XXIII n° 33

 

a cura di Natale Giusti 

Napoli, tra i cassonetti della differenziata spunta un motorino, i Verdi: “Assenza di senso civico”

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Napoli, tra i cassonetti della differenziata spunta un motorino, i Verdi: “Inutile nascondersi, esiste un’emergenza legata all’assenza di senso civico in parte consistente della popolazione”

Per una Napoli che mostra quotidianamente il suo volto migliore, ne esiste un’altra dal dubbio senso civico che alimenta – drammaticamente – i pregiudizi su una delle città più belle d’Italia. Nelle scorse ore la società civile partenopea ha fortemente denunciato un nuovo episodio di inciviltà: qualcuno ha pensato bene di “gettare” un vecchio motorino tra i cassonetti dell’indifferenziata. E’ accaduto nella periferia orientale del capoluogo partenopeo. A commentare quanto avvenuto è stato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli: “Un gesto gratuito, senza senso, anche faticoso, che rappresenta pienamente lo spirito vandalistico di alcuni cittadini. Inutile nascondersi, atti del genere servono solo a confermare l’esistenza di un’emergenza legata all’assenza di senso civico.”
“Dinanzi a episodi del genere – aggiunge il consigliere – occorre prendere coscienza dell’urgenza di intensificare il controllo del territorio, non solo per censurare gli atti delinquenziali che pure sono in aumento ma per punire anche questi episodi vandalistici che finiscono per costituire una un’ulteriore criticità per la sicurezza dei cittadini. Da parte nostra non ci sono margini: comportamenti del genere devono essere censurati e puniti con la massima determinazione”.

Sotto La Lente – Allievi, il Ministro della Difesa delle Vespe

Sotto La Lente – Allievi, il Ministro della Difesa delle Vespe: reduce da un gravissimo infortunio ma subito tra i migliori all’esordio in Serie B

Sotto La Lente – Allievi, il Ministro della Difesa delle Vespe

Nicholas Allievi, nato a Varese il 20 aprile 1992, è un jolly difensivo importantissimo per la Juve Stabia. Di piede mancino, come più volte evidenziato da mister Fabio Caserta, è fondamentale per una squadra come la Juve Stabia che sia nel 4-2-3-1 che nel 4-3-3 costruisce il proprio gioco sempre a partire dalle retrovie. Impiegato sia come fluidificante di sinistra che come centrale difensivo, è risultato sempre tra i migliori e non è un caso che, soprattutto nel corso dell’ultimo campionato concluso con la promozione delle Vespe in Serie B a suon di record, nelle poche occasioni in cui non ha giocato (prima del grave infortunio occorsogli a Caserta il 3 marzo 2019) per infortunio o per squalifica, la Juve Stabia non sia riuscita a vincere.

Allievi nasce calcisticamente nella sua città natale a Varese nell’A.S. Varese Calcio ma il primo contratto lo firma con l’Albinoleffe a 16 anni iniziando a giocare proprio nella Primavera di questa squadra. Poi per diversi anni la sua carriera si divide praticamente tra due squadre sempre in Lega Pro: Feralpisalò e Albinoleffe dal 2011 fino al gennaio del 2017 quando nella sessione invernale di mercato passa alla Juve Stabia guidata da mister Gaetano Fontana che di lì a poche settimane sarà esonerato e sostituito da Guido Carboni che arriverà ai playoff e sarà eliminato dalla Reggiana.

Nella Juve Stabia segna anche quattro reti: due nella stagione 2017-2018 conclusasi anche in quel caso con un’eliminazione ai playoff contro la Reggiana, e altre due importantissime nell’ultima stagione 2018-2019, quella del campionato stravinto in Serie C. L’ultimo anno è stato fondamentale per la carriera di Allievi con la promozione in cadetteria, dove Nicholas ha esordito proprio due settimane fa contro la Salernitana subentrando al 25° del primo tempo a Magnus Troest, anche se un bruttissimo infortunio lo ha tenuto fermo per diversi mesi a causa della lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio rimediata a Caserta il 3 marzo 2019 a causa di un terreno di gioco davvero infame, nel secondo tempo di Casertana-Juve Stabia terminata sullo 0-0.

Il recupero di Allievi è a dir poco fondamentale per lo scacchiere tattico di mister Caserta in questa fase del campionato. La sua grande duttilità e la sua capacità di poter essere impiegato sia da centrale difensivo che da terzino fluidificante di sinistra, dove ha giocato la maggior parte di gare nello scorso campionato, permetterà a Fabio Caserta di risolvere parecchi problemi nella retroguardia gialloblù che da domenica scorsa dopo i due gol subiti a Chiavari è tornata ad essere la peggiore difesa del campionato di Serie B. Già domenica prossima nella delicatissima sfida contro il Frosinone, da vincere ad ogni costo per le Vespe, ci potrebbe essere la concomitante assenza sia di Tonucci (distorsione al ginocchio) che di Troest (problema muscolare all’inguine rimediato contro la Salernitana): Allievi in questo caso potrebbe addirittura giocare da centrale difensivo in coppia con Mezavilla per una coppia di centrali che sarebbe del tutto inedita in questo campionato di cadetteria. E siamo certi che anche in questo caso il nostro Ministro della Difesa gialloblù non sfigurerà affatto e non farà sentire eventualmente l’assenza dei compagni di reparto ove mai non ce la facessero a scendere in campo contro i ciociari guidati dall’ex campione del mondo Alessandro Nesta.

 

a cura di Natale Giusti

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Castellammare, disagi al San Leonardo, il consigliere Longobardi: “Presenterò un’interrogazione”

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Castellammare, disagi al San Leonardo, il consigliere Longobardi: “Presenterò un’interrogazione urgente. E’ una situazione molto preoccupante, basta risparmiare sulla pelle dei cittadini”

“La notizia dei gravi disagi nell’erogazione dell’assistenza sanitaria presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia è molto preoccupante.”
Presenterò una interrogazione urgente in Consiglio regionale per fare piena luce su quanto segnalato in queste ore.” La promessa arriva dal consigliere regionale Alfonso Longobardi, vicepresidente della commissione Bilancio, che ha raccolto le numerose istanze dei cittadini stabiesi. 
“L’ospedale San Leonardo
sottolinea Longobardi – serve un vastissimo bacino di utenza, che riguarda la città stabiese , il comprensorio dei Monti Lattari, la zona costiera e vesuviana. Occorre fare ogni sforzo per ripristinare le condizioni minime ed indispensabili per assistere pazienti e cittadini. Bisogna assolutamente garantire i livelli essenziali di assistenza. Le attività di un pronto soccorso sono fondamentali per la popolazione. Basta risparmiare sulla pelle dei cittadini, le istituzioni politiche e sanitarie garantiscano la continuità assistenziale. La sanità non può essere considerato un costo ma rappresenta un servizio essenziale per tutti.
“Voglio esprimere il mio ringraziamento al personale medico e sanitario dell’ospedale che con grande spirito di sacrificio ed abnegazione ogni giorno garantisce le cure ai pazienti.” conclude il consigliere regionale.
“Come è noto il personale del nosocomio stabiese è sotto dimensionato e va potenziato. Anche questo segnalerò nella mia interrogazione.”

Kiss Kiss – “De Laurentiis: esonero Ancelotti? Totale fiducia nell’uomo e nell’allenatore”

Kiss Kiss – “De Laurentiis: esonero Ancelotti? Totale fiducia nell’uomo e nell’allenatore, ora dettiamo le regole”

Nel corso della trasmissione Radio Goal, in onda sulle frequenze di Radio Kiss Kiss, il giornalista Valter De Maggio ha riportato alcune parole dette dal presidente del Napoli durante una conversazione privata: De Laurentiis, mi ha autorizzato a rivelare i contenuti della chiacchierata con lui, perciò questa è una sua versione. Leggo testualmente perchè ho scritto le dichiarazioni di quattordici minuti di chiacchierata:

Ancelotti è a rischio esonero? No, non è mai venuta meno la mia fiducia in Carlo Ancelotti, come uomo e come allenatore. Gode della mia totale e incondizionata fiducia.
Sul futuro? Non ho ancora deciso nulla, sarebbe un errore farlo in questo momento. Abbiamo una stagione in corso. Tutti noi dobbiamo ritrovare tranquillità, la squadra deve tornare a lavorare con serenità.”

Gattuso ed Allegri? Non ho mai chiamato nessuno, mai chiamato GattusoSpalletti. Con Allegri ci sentiamo dal 2013: abbiamo un bel rapporto cordiale. Io nel 2013 lo chiamai perchè volevo che diventasse l’allenatore del Napoli, era al Milan e mi disse di voler valutare l’ipotesi’. Mi diede disponibilità ma ero andato già a stringere la mano a Rafa Benitez. La mia parola vale più di un contratto, quindi dissi ad Allegri che non poteva esserci nulla

I problemi? forse sono nella metodologia di lavoro, però Carlo ha vinto tutto e ovunque. La metodologia ha permesso a Carlo di vincere tanto. Evidentemente i top player che lui ha avuto, ad esempio Ronaldo al Real Madrid, avevano allenamenti personalizzati. Qui sembra un regime scolastico! A questo punto dobbiamo dettare le regole della metodologia. Ti autorizzo a dire tutto ciò che ti ho rivelato, partendo dal concetto che si va avanti con Ancelotti”

Napoli, Costa: “Fondi ad hoc per l’installazione delle macchinette mangia-plastica”

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Napoli, Ministro Costa: “Fondi ad hoc per l’installazione delle macchinette mangia-plastica, 27 milioni ai comuni: la riduzione dei rifiuti e il riciclo è la base per il nostro futuro”

Continuano i lavori a Napoli, a Castel dell’Ovo, dove si sta svolgendo la Cop21 sulla convenzione di Barcellona. Presente, in rappresentanza dell’Italia, il Ministro dell’ambiente Sergio Costa che nelle scorse ore ha annunciato un’importante provvedimento che mette a disposizione 27 milioni ai comuni per l’installazione di macchinette mangia-plastica:
“L’Italia sta gia facendo il suo. Penso alla legge Salva Mare, che offre la possibilità ai pescatori di liberare il mare dai rifiuti e di realizzare una pesca con materiale a basso impatto ambientale.”
Ma soprattutto penso al Decreto Clima: in uno dei 21 articoli – spiega il Ministro – c’è la possibilità per i comuni, con fondi ad hoc, di installare in tutto il territorio Italiano le famose macchinette mangia-plastica. Finalmente ci saranno anche in Italia e non saranno un’eccezione ma prevediamo una diffusione sistematica affinché la filiera della gestione della plastica sia la più corretta, così da trovare in mare sempre meno plastica e più biodiversità.

“La riduzione dei rifiuti e il riciclo degli esistenti è la base per il nostro futuro.” sottolinea Costa.

“Chi dice che sono solo parole sbaglia: sono parole che portano fatti. E questi fatti sono molto, molto importanti per il Mediterraneo e per tutti noi, che siamo suoi figli.
Meno inquinamento in mare, più protezione degli animali, una pesca sostenibile, meno emissioni nei nostri porti… tutti i Paesi che affacciano sul Mediterraneo sono presenti a Napoli e stanno lavorando, ora dopo ora, per definire una road map di azioni. Dobbiamo essere coscienti e consapevoli che il nostro impegno comune avrà un’influenza sul futuro della biodiversità nel nostro mare e quindi sul futuro di tutti noi.
Sul tavolo della COP21: “C’è un dialogo molto positivo e stiamo tutti insieme scrivendo fuori la migliore “carta di Napoli” possibile.”

Un mese di comunicazione dei biscotti: perché, come e cosa

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Biscotti deliziosi e fragranti, croccanti, fatti con farina di frumento e zucchero di canna e un cuore cremoso di una famosa crema spalmabile a base di nocciola.

Un mese di comunicazione dei biscotti: perché, come e cosa

E’ davvero questa una formula così straordinariamente ‘innovativa’ e ‘mai vista prima’ che spinge ad una domanda talmente elevata che porta un’azienda di primo ordine ad arrivare impreparata da non riuscire a produrli nella quantità richiesta dal mercato?

E’ sempre la comunicazione che guida il tutto.

La prima curiosità che mi ha stupito è trovare sul sito dell’azienda che li produce ci sono, addirittura le FAQ: Come sono fatti? In quale formato saranno distribuiti? Quanto costerà una confezione? Quando e dove si potranno comprare? Ma davvero ci siamo fatti tutte queste domande le cui risposte sono considerate così strategiche da prevedere una sezione FAQ dedicata su un sito? O Trattasi di una precisa strategia di comunicazione, per far nascere la dipendenza per i nuovi biscotti?

La risposta si trova nella teoria del cerchio d’oro di Simon Sinek. In sintesi Sinek ci spiega che, per posizionarsi in modo distintivo nel mercato, le organizzazioni hanno bisogno di operare agendo su tre livelli: cosa facciamo? come lo facciamo? perché lo facciamo? E studi dimostrano che il 99% delle organizzazioni e delle persone adotta questo schema di comunicazione, ma nel modo sbagliato: comunica partendo dai che cosa per arrivare ai perchè.

Chi ha ideato i nuovi biscotti è partito dalla creazione di un nuovo bisogno per una società sempre più massificata ed appiattita, ma comunque costituita da persone sempre più disposte ad apparire ad ogni costo e che spesso cerca degli escamotage per riuscire ad emergere.

In questa psicosi della caccia al biscotto in quanti hanno pubblicato un selfie per dimostrare la propria bravura a reperirli? Quanti hanno avuto la necessità di gridare al mondo che li hanno potuti assaggiare? Tanti. Direi troppi se pensiamo che i biscotti sono stati lanciati ufficialmente sul mercato italiano un mese fa. L’introduzione sul mercato è stata caratterizzata da infinite discussioni sulla loro scarsa reperibilità nei supermercati. I social sono stati invasi da foto di scaffali vuoti, oppure di avvisi che fissavano il limite massimo di numero di confezioni acquistabili.

Parlando di numeri, in un mese sono state vendute 2,6 milioni di confezioni. 27mila nella prima settimana, più di un milione nella seconda e un milione e mezzo nella terza.

Una comunicazione che funziona e che, forse per la prima volta a ragion veduta, si può definire ‘scienza delle merendine’.

La buona notizia in tutta questa crisi (soprattutto antropologica) è che sono stato necessari dieci anni di test e 150 assunzioni per immettere sul mercato questi ‘nuovi’ biscotti.

Di Maio: mai parlato di crisi! Renzi salmone, Salvini e Meloni: soliti

La discussione sul MES sta mettendo alla prova la tenuta del governo: non ho mai parlato di crisi ha detto poco fa a Radio24 il capo dei 5 Stelle Di Maio

Di Maio: mai parlato di crisi! Renzi salmone, Salvini e Meloni: soliti

Di Maio ha ribadito che, sul MES, l’ultima parola spetta al Parlamento e prima il governo lavorerà per rendere questo progetto non solo compatibile ma utile agli interessi dell’Italia meglio sarà. Noi semplicemente chiediamo un rinvio per migliorare questo meccanismo, un rinvio non escluso dal Presidente del Consiglio Conte.

Conte che nel contempo, al Corriere della Sera, tra l’altro dichiara:

“State sicuri, non ci faremo fregare”.
“Abbiamo evitato già tante insidie, io non ho abbracciato in Parlamento fideisticamente il Mes. Però bisogna dire che esiste già. Bisogna evitare la fanfara propagandistica che fa salire lo spread, l’Italia ha un debito sostenibile e il Mes si attiva su base volontaria. Ci siamo battuti perché la valutazione del debito non fosse automatica”.

Poi passa a dire la sua anche sui rapporti interni e, nello specifico, si sofferma anche su quella che, per me, è ormai solo una “pretesa”, una “illusione”, di Di Maio e quindi (forse) del M5S, di essere (sempre) l’ago della bilancia e qui, però, gli dà ancora corda affermando “che è giusto, sottoscrivo” per cui, pur se poi aggiunge che “la loro volontà sarà assolutamente rispettata, ma anche quella delle altre forze politiche” e puntualizza che “per andare avanti serve l’accordo tra tutte le forze che sostengono il governo” esita ancora a mettere in evidenza e chiarirgli anche e soprattutto che, qualsiasi ago, da solo, non serve a nulla se non c’è una bilancia sulla quale svolgere una certa funzione indicativa per cui, alla fine, è questa che è realmente importante e che, senza, l’ago può metterselo dove crede facendo anche attenzione a non pungersi.

Infine, per chiudere la parentesi di chiarimento, risponde anche alle accuse di Di Maio e del Movimento di essere troppo appiattito, subalterno o spostato sul Pd, dicendo

“non sono vicino a nessuno, sono un capo di governo che sta portando un programma di 29 punti, ho un rapporto più facile, per ragioni storiche, con il Movimento, ma non si può fare una comparazione”.
“Il Pd lo sto conoscendo ora, è una stupidaggine dire che sul Mes sono più vicino al Pd, il Pd è arrivato adesso. Gualtieri su un percorso di 100 chilometri sta compiendo l’ultimo miglio”.

In tutto questo polverone si tuffano il Caporale Salvini, la “generalessa” Meloni e finanche l’indefinibile Renzi che, nel caos, ci sguazzano bene continuando ad agitare il tutto con le loro balle. Balle che si fanno sentire con i loro blop blop richiamando alla memoria il bambino nella vasca da bagno che grida: mamma, mamma, guarda come faccio le bolle!

Comunque sia, il bronzeo Renzi, ad esempio, si spinge a fare un paragone che, se per una volta avesse avviato il cervello (laddove ce ne fosse uno da avviare) prima di mettere in moto la bocca, avrebbe evitato visto che, paragonarsi a Salmone che nuota contro corrente, con riferimento alle sardine, non è che sia poi cosa tanto edificante visto che, alla fine dalla sua risalita, è notorio che il salmone muore per cui la sua, alla fin fine, è una corsa verso la morte. Questo il frizzante Renzi l’omette, ma probabilmente nemmeno lo sà.

E non parliamo poi delle sparate del caporale che, nella veste di Orso Yoghi, continua a farne (e dirne) di tutti i colori confidando anche che, alla fin fine, al suo fianco ricompare sempre il fido Bubu (all’anagrafe: Di Maio) a dargli man forte e a dirgli: certo Yoghi, ti seguo!

Che sconforto. Passa il tempo ma, purtroppo, nulla cambia o, se cambia, lo fa sempre e solo in peggio per cui torno al mio letargo editoriale tanto niente di nuovo e di utile potrei riportare tanto che, ad esempio, posso benissimo riprendere un mio editoriale del 15 luglio scorso: La fovola del Caporale e la burbetta: sogno, incubo o surreale realtà?, e rilanciarlo come se fosse cosa attuale. Ed è il quanto faccio chiudendo questo mio fugace ritorno all’onere di inserire un editoriale. Buona lettura e…. intendimento:

Sogno o son desto? Comunque sia male mi sento, e forse sarebbe meglio che mi mettessi a dormire come fa la VERA maggioranza degli Italiani, che non è cosa ben diversa da quella del 45% dei votanti. Ma anche questa “loro” la spacciano come MAGGIORANZA degli ITALIANI TUTTI. Che buffoni: “imbonitori di piazza” e “venditori di tappeti”!

La fovola del Caporale e la burbetta: sogno, incubo o surreale realtà?

Questa mattina mi son svegliato di soprassalto tutto stralunato e, con ansia, mi son guardato attorno per vedere se ero sveglio o se stavo ancora dormendo e quindi magari ero ancora nell’incubo che mi aveva fatto svegliare. Ma ora vi spiego.Nell’incubo ho sognato di essere in un altro paese, un paese chiaramente di fantasia, il paese degli Dioti che si trovava in una nazione delle banane dove regnavano un Caporale ed una Burbetta. Mamma mia, che ridere al vederli ma poi. Poi, sempre nel sogno, li ho visti da vicino e li ho sentiti parlare ed allora mi son detto (come Totò nella sua incomparabile poesia: ‘A Livella): mamma mia, ma che fantasia è questa, quelli sono Salvini e Di Maio. Uno grosso, gonfio e marciante stile Yoghi e l’altro, più piccolo, sottomesso e ridanciano pronto a servirlo stile Bubù.

I due stavano camminando l’uno un passo avanti all’altro che servilmente lo seguiva, quando il  Caporale si fermò di colpo, si girò, e con tono arrogante disse alla Burbetta:

Tu, voglio sapere come ti sei permesso di criticare il mio operato, di dire che devo calmarmi e pensare a fare il mio lavoro al Viminale e che tu, per mia vergogna, sei mio pari perché vicepremier anche tu.

La casta è casta e va, rispettata, e tu hai perso il senso e la misura. La carica ti è stata sì data, ma era chiaro che era solo nominale, come anche quella a Conte!

Ancora oltre sopportar non posso la tua vicinanza di napoletano puzzolente, fa d’uopo quindi di cercare altro da dire tra i tuoi pari, tra la tua gente”

“Signor Caporale, non è colpa mia, io non vi avrei mai fatto questo sgarbo, è la mia base che mi ha spinto a fare questa fesseria, io che potevo fare, ho famiglia e devo pur campare.

Se fossi libero vi accontenterei subito, prenderei il mio stipendio e me ne starei tranquillo in ufficio o al mare.

“E cosa aspetti, oh turpe malcreato, che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
Se io non fossi ancor solo Caporale avrei già dato piglio alla violenza!”

A questo punto ricordo di essermi chiesto con angoscia: ma è sogno o realtà?

Ma poi, quando il discorso è continuato, ho capito che era indubbiamente un sogno perché ho sentito la Burbetta ribattere:

E fammi vedere, falla questa violenza. La verità, Capora’, è che mi son scocciato di ascoltarti, e se perdo la pazienza, mi dimentico di essere una Burbetta e so mazzate!

Ma chi ti credi di essere …. un dio? In questo governo, vuoi capirlo, che siamo uguali? Vice premier sei tu e vicepremier sono anch’io, ministro sei tu e ministro sono anch’io anzi, io lo sono di più ministeri di te per cui siamo tale e quale.

“Lurido porco napoletano!…Come ti permetti paragonarti a me che naqui a Milano ed ebbi quindi natali illustri, nobilissimi e perfetti, da fare invidia anche a Principi Reali?”

“Tu quale Natale… Pascqua e Epifania!!! Te lo vuoi mettere in testa, in quel poco cervello che hai, che sei ammalato di fantasia. Siamo ancora in democrazia e non ancora in dittatura per cui, datti tu una calmata e cerca di capire che siamo tutti uguali: la democrazia sai cos’è?, è una livella!

Un vicepremier, un ministro, occupando questa carica, dovrebbe aver messo in conto di aver perso ogni diritto a comportarsi da guappetto e a parlare come un carrettiere, e tu questo non l’hai ancora capito!

Per questo, stammi a sentire, non continuare a fare il capriccioso, sopportami vicino a te, che ti importa? Queste pagliacciate le fanno solo i Guappi ed i Dittatori. Noi dobbiamo essere seri, apparteniamo al  parlamento!

Ed è qui che mi son svegliato più frastornato che mai e, sicuro di aver fatto solo un sogno visto il parlare della Burbetta, mi sono alzato, mi son fatto un bel caffè, ed ho acceso la televisione. E qui sono andato in ulteriore confusione.

Chi ti vedo? Salvini e Di Maio che sono lì a beccarsi, ma non già più o meno l’uno accanto all’altro, ma ognuno sul suo social. E quante se ne son dette. Ma poi, come in un rapido gioco delle tre carte, e come nel cartone animato dell’orso Yoghi e Bubu, ecco che – a differenza del sogno – , i due poi si ripromettono eterno amore, una lunga vita insieme, e tornano subito a fare l’uno il Caporale e l’altro la Burbetta.

L’uno, il Caporale, continua a gonfiarsi come la famosa rana di Fedro che vuole apparire grande come un bue.

Come la rana, lui vuole apparire come altro ben più grande, e così comincia a gonfiarsi nelle parole, nei fatti e nel fisico e, ogni volta, subito in diretta sui social a chiedere ai suoi: sono grande?

Ma i salviscisti, mai contenti, gli rispondono ni ed allora lui subito trova modo per gonfiarsi di più e così giorno dopo giorno.

Nella favola di Fedro, alla fine, la rana scoppiò e morì lasciandoci l’inascoltata morale del: quando gli uomini piccoli vogliono imitare i grandi, finiscono male.

L’altro invece, la Burbetta, continua imperterrito a comportarsi come Zebedeo, uno dei tre pifferi di montagna, e a dire:

Non vi donerò soltanto quanto mi chiedete ma anche la mia saggezza fatta di gravità e di moti dell’animo, mi farò aiutare da una Caporale, un affabulatore bravissimo! Con lui osserveremo la Luna e prevedremo il futuro: “Vedo la luce! Vedo la strada! Vedo la direzione! Non navigheremo più a vista!”.
E questo, purtroppo, è.

Meglio sarebbe se precisasse(ro) che così sarà perché non c’è più nemmeno “una vista” a cui puntare. Si va alla cieca. Ma intanto si porta a casa lo stipendio e si evita di dover tornare alla “schiscetta” l’uno, alla “marenna” l’altro. Che pena!

‘A Livella

'A livella.
Ogn’anno, il due novembre, c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado, e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.

St’anno m’é capitato ‘navventura…
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo, e che paura!,
ma po’ facette un’anema e curaggio.

‘O fatto è chisto, statemi a sentire:
s’avvicinava ll’ora d’à chiusura:
io, tomo tomo, stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

“Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l’11 maggio del’31”

‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
cannele, cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,
abbandunata, senza manco un fiore;
pe’ segno, sulamente ‘na crucella.

E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
“Esposito Gennaro – netturbino”:
guardannola, che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s’aspettava
ca pur all’atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s’era ggià fatta quase mezanotte,
e i’rimanette ‘nchiuso priggiuniero,
muorto ‘e paura… nnanze ‘e cannelotte.

Tutto a ‘nu tratto, che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato… dormo, o è fantasia?

Ate che fantasia; era ‘o Marchese:
c’o’ tubbo, ‘a caramella e c’o’ pastrano;
chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu ‘nascopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro…
‘omuorto puveriello…’o scupatore.
‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
so’ muorte e se ritirano a chest’ora?

Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
quanno ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,
s’avota e tomo tomo.calmo calmo,
dicette a don Gennaro:”Giovanotto!

Da Voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va, si, rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava, si, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d’uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente”

“Signor Marchese, nun è colpa mia,
i’nun v’avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
i’ che putevo fa’ si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse
e proprio mo, obbj’…’nd’a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”.

“E cosa aspetti, oh turpe malcreato,
che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!”

“Famme vedé.-piglia sta violenza…
‘A verità, Marché, mme so’ scucciato
‘e te senti; e si perdo ‘a pacienza,
mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…

Ma chi te cride d’essere… nu ddio?
Ccà dinto, ‘o vvuo capi, ca simmo eguale?…
…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.

“Lurido porco!…Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri, nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”.

“Tu qua’ Natale… Pasca e Ppifania!!!
T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
che staje malato ancora è fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.

‘Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti… nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie… appartenimmo à morte!”

– Compositori: Giacomo Rondinella / Antonio de Curtis

Testo di ‘A Livella © UNIVERSAL MUSIC PUBLISHING RICORDI SRL

Castellammare, pistola giocattolo modificata, cartucce e droga: la scoperta della Polizia

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Castellammare, pistola giocattolo modificata, cartucce e droga: la scoperta della Polizia durante il servizio di controllo in zona Santa Caterina, in via Largo Licerta

Nel corso del servizio di controllo del territorio effettuato lunedì sera, in zona Santa Caterina a Castellammare di Stabia, gli agenti del Commissariato locale hanno rinvenuto, in una Ford Focus in stato di abbandono in via largo Licerta, una valigetta contenente una pistola giocattolo in ferro. La canna era stata modificata per farla assomigliare a una vera. Scoperte, inoltre, 49 cartucce calibro 7,65 ed un silenziatore artigianale.
A quel punto i poliziotti hanno deciso di estendere gli accertamenti anche all’androne di un palazzo vicino, all’interno del quale hanno trovato – occultate in una cassetta elettrica – 5 cartucce calibro 6,35, 12,1 grammi di cocaina e un bilancino di precisione. Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro.

Nel corso del servizio di controllo del territorio effettuato lunedì sera, in zona Santa Caterina a Castellammare di Stabia, gli agenti del Commissariato locale hanno rinvenuto in una Ford Focus in stato di abbandono in via largo Licerta, una valigetta contenente una pistola giocattolo in ferro. La canna era stata modificata per farla assomigliare a una vera. Rinvenute, inoltre, 49 cartucce calibro 7,65 ed un silenziatore artigianale. 

La nave Alan Kurdi sbarca a Messina con 60 migranti

La nave ha eluso tutti controlli del sistema di monitoraggio internazionale. Una volta arrivata in porto c’è stata comunque l’assistenza interforze.

Stanotte, intorno all’una, sembra con un preavviso di un’ora ed eludendo tutti controlli del sistema di monitoraggio internazionale, la nave “Alan Kurdi”, della Ong tedesca “Sea Eye” ha attraccato nel porto di Messina con una sessantina di migranti a bordo.

Durante la notte i migranti sono rimasti a bordo della nave. Di primo mattino è comunque scattata la macchina dell’accoglienza interforze. Il molo era presidiato da Polizia e Carabinieri che con i mezzi di soccorso hanno avviato le operazioni preliminari di verifica. Nel corso della mattina sono state anche ultimate le operazioni di sbarco.

Intanto la Commissione Europea, secondo quanto ha reso noto ieri sera il Viminale, ha attivato la procedura per la ricollocazione sia dei 61 migranti della ONG Alan Kurdi che dei 60 a bordo della Ocean Viking, attesa a Pozzallo.

Alcuni Paesi europei, tra cui Germania e Francia, hanno manifestato la disponibilità ad accogliere quote di migranti.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato “Porti aperti a tutte le ong, roba da matti. Anzi, da complici”.

Associazioni e scuole si incontrano con Presti a Santa Teresa di Riva (ME)

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L’incontro, organizzato in collaborazione tra l’associazione Sikilia, la Rete Assojonica, la Rete ASA Jonio ed  il Lions Club Santa Teresa di Riva.

Associazioni e scuole si incontrano con Presti a Santa Teresa di Riva (ME)

Un caffè a teatro con Antonio Presti: le associazioni e le scuole si incontrano per ritrovare l’occasione di “fare rete”.

L’incontro, organizzato in collaborazione tra l’associazione Sikilia, la Rete Assojonica, la Rete ASA Jonio ed  il Lions Club Santa Teresa di Riva, ha costituito un momento di ascolto e di confronto tra diversi rappresentanti della società civile del territorio alla presenza del maestro Antonio Presti, leader culturale nel territorio siciliano e promotore di innumerevoli attività di sensibilizzazione nel rapporto arte-cultura-scuola-territorio.

Dopo avere condotto l’esperienza dei tavoli tematici, avviata un anno addietro e conclusa con la produzione di una serie di proposte sottoposte all’attenzione delle scuole del comprensorio jonico, con l’incontro che ha avuto luogo presso il Teatro Val d’Agrò di Santa Teresa si è ripreso il percorso interrotto nella scorsa primavera con l’obiettivo di imprimere un cambio di passo ed attuare un progetto concreto e condiviso.

Cettina Sciacca, presidente di Sikilia, nel presentare l’incontro ha manifestato la disponibilità a far diventare il teatro un riferimento culturale pulsante del territorio aldilà delle iniziative artistiche organizzate con i cartelloni ed i laboratori teatrali.Santa Teresa di Riva (ME)

L’architetto Andrea Donsì, promotore della rete Assojonica e del protocollo ASA Jonio (Associazioni, Scuole e Amministrazioni del comprensorio jonico) dopo avere ripercorso i vari passaggi ed iniziative mirate a creare una rete di condivisione e di attività integrate per il territorio (dalla promozione dei beni culturali, delle attività artistiche e di supporto e sostegno alla disabilità) ha invitato le associazioni ad imprimere una accelerazione al dibattito cercando di individuare una direttiva comune percorribile attraverso progetti sostenibili.

La presenza di Antonio Presti, con un coinvolgente racconto di esperienze vissute da paladino della “bellezza”, ha gratificato e affascinato tutti i presenti riportando l’attenzione sul piano dei valori intimi dell’umanità e sul ruolo che può svolgere l’Arte nelle sue accezioni più alte per cambiare il corso delle vicende di una comunità. Presti ha sottolineato, attraverso le importanti attività svolte sul territorio siciliano, la forza propulsiva generata dal gesto artistico come fattore scatenante di energia e di creatività nella quotidianità sociale e ambientale.

“L’impulso ad operare con lo spirito di disponibilità e collaborazione deve prevalere sulla logica del personalismo e dell’autoreferenzialità che condiziona la qualità dei risultati che è possibile ottenere” ha affermato Presti che, nell’offrire interessanti spunti operativi alle maestranze presenti, ha offerto la propria disponibilità a svolgere un ruolo di ausilio attivo come “sovrintendente artistico” delle attività che saranno proposte e strutturate dalle associazioni in collaborazione con le istituzioni scolastiche.

Dopo gli interventi dei dirigenti scolastici, delle associazioni e degli amministratori presenti, numerose sono state le idee proposte, con l’intento di definire un progetto a scala territoriale che preveda anche il coinvolgimento di istituzioni pubbliche per il supporto logistico.

A tale scopo Donsì ha lanciato la proposta dell’avvio di un laboratorio progettuale costituito dai soggetti presenti all’incontro ma anche da semplici cittadini che hanno il piacere di mettersi a disposizione della comunità per condurre insieme un percorso di crescita del territorio.

Entro le prossime settimane nel corso di un ulteriore incontro sarà decisa la tematica portante sulla quale sarà impostato il progetto di comunità territoriale condivisa.

Mariella Musso

 

Gazzetta – Fabian al Real Madrid: pronta un’offerta da 70mln

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Fabian al real Madrid per l’estate, ma è tutto in forse: per ora non ha ancora firmato il rinnovo con il Napoli

La situazione del centrocampista spagnolo del Napoli Fabian Ruiz diventa sempre più complicata. Ne parla l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Ecco quanto si legge sul quotidiano:

“Il Real Madrid è pronto a presentare un’offerta di 70 milioni di euro per la prossima estate. Una cifra che potrebbe far riflettere Aurelio De Laurentiis, che si ritroverebbe una plusvalenza di 40 milioni. Nnon è la prima volta che i giornali spagnoli strillano l’interesse dei due club più importanti della Liga, ovvero Real Madrid e Barcellona, per il talento napoletano.

Fabian non ha ancora firmato il prolungamento del contratto offertogli dal club. Tutto è nelle mani del presidente. La lunghezza della scadenza del contratto lo rende forte. Già nella scorsa estate chiuse ad ogni possibilità di trattativa quando, timidamente, il Barcellona fece trapelare il proprio interesse. Quello che potrà succedere da giugno in poi resta un enigma, al momento. Per quanto detto più volte dallo stesso De Laurentiis, Fabian dovrà essere uno dei punti fermi del Napoli del futuro”. n n n n n n n n n n n n n 

CdM – Napoli spaccato in 4 fazioni: ribelli, mediatori, pacifisti e dissidenti

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Napoli spaccato in 4 fazioni: ribelli, mediatori, pacifisti e dissidenti

Di seguito riportiamo la divisione delineata dal Corriere del Mezzogiorno, in riferimento alle 4 fazioni presenti nello spogliatoio del Napoli:

“Partiamo dall’ammutinamento: i cinque ribelli sono stati individuati nei senatori. I giocatori che hanno avuto maggiore voce in capitolo, anche e soprattutto, per l’anzianità. Insigne e Allan hanno ricevuto la multa più alta, il primo per l’atteggiamento non consono nello spogliatoio la notte del 5 novembre, mentre Allan (il secondo) era finito quasi alle mani con il vicepresidente del club. Callejon e Mertens furono addirittura i primi a lasciare lo stadio, avendo evidentemente deciso il «no» al ritiro.

Insigne è il capitano dal quale ci si sarebbe aspettato un atteggiamento più conciliante, Mertens e Callejon sono giocatori in scadenza di contratto ai quali De Laurentiis non ha ancora proposto il rinnovo e che hanno più di un motivo di frizione con il club. Koulibaly il gigante buono che quest’anno ha puntato anche lui i piedi, probabilmente seccato da un mercato (quello estivo) in cui avrebbe scelto un club europeo più prestigioso. Tutti pentiti dell’ammutinamento, ma sempre loro quelli che anche lunedì ritenevano inutile la clausura imposta da Ancelotti, ravvisando peraltro una contraddizione con quanto dichiarato dallo stesso allenatore un mese fa: sono contrario ai ritiri. I ribelli sono quelli che però fronteggiano presidente e allenatore e seppur in maniera vivace si confrontano. Ci sono poi i dissidenti. Ghoulam, Milik, Mario Rui e Hysaj. Il primo reduce da un doppio infortunio è finito fuori dai radar dell’allenatore. Non dà garanzie in allenamento e dunque non gioca; Milik pure rientrato da un infortunio e perfettamente guarito non si sente ancora pronto. Mario Rui, ancora dolore ai flessori, dopo la straordinaria gara a Liverpool: con il Bologna non convocato. E Hysaj, il terzino albanese che doveva andar via, ma poi è rimasto: vorrebbe giocare ma resta in panchina: è questo il gruppo del silenzio. Resta a guardare ma non si esprime più di tanto.

Non manca l’anima mediatrice, la più saggia. Giocatori di esperienza come Llorente e Karnezis, con la «fame» di Manolas e Maksimovic e la serenità di Fabian e Zielinski: gruppo non convinto dell’ammutinamento (lo ha accett ato comunque) e che lunedì era favorevole al ritiro. Infine, non per importanza, il nuovo corso. Ragazzi giovani e di belle speranze, arrivati da poco, sui quali il Napoli punterà sicuramente per la prossima stagione. I pacifisti Meret, Di Lorenzo, Lozano, Luperto e Gaetano. Ai quali si è unito Ospina, portiere di lungo corso che due giorni fa ha dato la carica: «Dobbiamo rialzarci, dobbiamo farlo tutti per questa gente meravigliosa che vive per il calcio e che sta male quando perdiamo»”.

Repubblica – Multe per gli azzurri: i calciatori del Napoli preparano il ricorso

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Multe per gli azzurri: i calciatori del Napoli preparano il ricorso. Non si fidano della promessa fatta da Ancelotti, nominati già gli avvocati

Entro dieci giorni dall’arrivo della raccomandata di contestazione, i calciatori del Napoli si costituiranno in giudizio nel Collegio Arbitrale, attivato dal club. Nomineranno anche l’arbitro che si confronterà con il legale scelto da Aurelio De Laurentiis per la questione, l’avvocato Bruno Piacci. Ecco ciò che è stato aggiunto nell’odierna edizione de la Repubblica:

“L’operazione è coordinata dall’Associazione Italiana Calciatori che è stata ufficialmente investita della situazione. Il gruppo azzurro è orientato ad affidarsi a due avvocati come arbitri: una parte sarà seguita da Luca Albano, un’altra da Luciano Malagnini. Tra qualche giorno le scelte saranno ufficializzate, ma la squadra ha deciso di rispondere al provvedimento disciplinare del club che prevede la riduzione dei compensi del 25%. Il 50% è solo per Allan e Insigne, al quale è stato richiesto un taglio di 310mila euro sul compenso mensile. Il pagamento tout cort della sanzione è stato escluso per un motivo sostanziale: rappresenterebbe di fatto un’ammissione di colpa che poi il Napoli potrebbe utilizzare in sede civile per la causa relativa al danno d’immagine, vera spada di Damocle che ha inquietato tutto il gruppo. L’azione risarcitoria in quel caso sarebbe molto più imponente tanto da aggirarsi attorno ai 7- 8 milioni di euro ( il totale delle multe è di circa 2,5 milioni)”.

CorSport – ADL in contatto con tre allenatori: probabile esonero per Ancelotti?

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Probabile esonero per Ancelotti? Intanto Il Patron del napoli si guarda intorno

Casting e marcature preventive per Aurelio De Laurentiis: questo fa pensare ad un probabile esonero per Ancelotti. Ne parla l’odierna edizione del Corriere dello Sport. Ecco quanto si legge:

“Il senso di inquietudine attanaglia De Laurentiis e l’ha spinto ad incollarsi a un cellulare per telefonare a Allegri, a Spalletti e a Gattuso. In via XXIV maggio per ora c’è fissato un appuntamento con un signore che si può chiamare «mister X», l’identikit di un allenatore che oggi dovrebbe accomodarsi a casa De Laurentiis, dove arriverà anche Giuntoli:

  1. Allegri che ha scelto di starsene ad osservare il calcio fino al prossimo giugno; 
  2. il Napoli ha avuto anche la percezione che servono (o servirebbero) circa sei milioni per strappare Spalletti al suo ottimo ritiro;
  3. De Laurentiis ha voluto sentire Gattuso per sondare eventuali perplessità: resta un‘ipotesi percorribile”

“Il senso di inquietudine attanaglia De Laurentiis e l’ha spinto ad incollarsi a un cellulare per telefonare a Allegri, a Spalletti e a Gattuso. In via XXIV maggio per ora c’è fissato un appuntamento con un signore che si può chiamare «mister X», l’identikit di un allenatore che oggi dovrebbe accomodarsi a casa De Laurentiis, dove arriverà anche Giuntoli:

”L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”

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”L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione” Roberto Concas dopo anni di studi ha svelato il mistero.

”L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”

Dal primo gennaio, due volumi editi da Giunti e una mostra organizzata da Polo Museale Statale della Sardegna che avrà luogo a Cagliari nel maggio 2020, tutto con il titolo ”L’inganno dell’Uomo Vitruviano. L’algoritmo della divina proporzione”, celebreranno la scoperta fatta, dopo anni di ricerca e studi di Roberto Concas, storico dell’arte già direttore dei Musei Nazionali di Cagliari.
Il suo lavoro, anticipato in esclusiva all’ANSA, ha dimostrato che l’Uomo Vitruviano di Leonardo è l’immagine dell’ algoritmo segreto che gli artisti usarono dal IV al XVIII Secolo per ”certificare” le proprie opere come ispirate dalla Divina Proporzione. Per rispettare i parametri imposti dalla Chiesa, per realizzare ogni tipo di opera, fu infatti stabilita una formula aritmetica e geometrica che gli artisti di bottega erano soliti utilizzare e tramandarsi.
Secondo la direttrice del Polo Giovanna Damiani: ”La teoria direi meglio la scoperta del dr. Concas è a mio avviso definibile come ‘rivoluzionaria’, capace di imporre un nuovo paradigma di lettura nella storia dell’arte, un canone rimasto inedito, che non cancella quelli a noi consueti ma apre a interpretazioni nuove, forse intuite da alcuni storici dell’arte ma mai sino ad oggi codificate”. All’ ANSA il professor Roberto Concas ha raccontato: ”Tutto è iniziato dalle domande che mi sono posto sui Retabli della Sardegna, le caratteristiche pale d’altare. ‘Perchè, mi chiedevo, hanno questa forma particolare a tre? Non c’erano risposte. Ho cercato per 30 anni. Poi ad un certo punto trovo l’algoritmo che mi fa capire quale sia la parte centrale e quale quella laterale. Ma era solo l’inizio. Nel 2012, guardando questo disegno dell’Uomo Vitruviano noto una proporzione simile nella riga sotto: due parti più piccole una centrale più grande. E’ faticoso spiegarlo ma è stato come aprire una scatola dopo l’altra, ogni soluzione me ne apriva tre insieme, una casistica. Ho iniziato a capire che il disegno contiene due volti. L’occhio destro è di un uomo maturo, quello a sinistra di un volto più giovane. Mi e’ venuta intuizione, se ha sempre scritto a sinistra ha imparato usando lo specchio…anche qui usa lo specchio per ricostruire la figura completa…E le misure mi hanno dato ragione. Ad esempio le misure delle braccia, che sono diverse, vengono dal concetto di un numero generatore, 225,5 e 180,5. Facendo sottrazioni o divisioni si ottengono tutte le misure esatte delle due braccia. Leonardo temeva che potesse perdersi per strada quella regola che era stata usata da architetti, artisti, letterati e poeti. Usata per la prima volta nell’Arco di Costantino, nel 315-325 dopo Cristo – spiega Concas -, gli anni del primo concilio di Nicea, il primo concilio ecumenico cristiano. Ma anche nella Pietà di Michelangelo e ovviamente nella Gioconda. Erano regole semplici in fondo, come quelle del gioco del calcio, 17 regole semplici: poi all’interno c’è chi è capace di segnare come Ronaldo. Così anche Raffaello faceva capolavori stando nelle regole. L’algoritmo dal quarto secolo, quando la religione cristiana diventa religione di stato, fino al diciottesimo, serviva a diffondere e difendere le corporazioni. Per essere riconoscibili e certificarsi. Non bastava disegnare una Madonna, andava fatto secondo le regole segrete, che in modo semplificato potrebbe definire della ‘doppia spirale’, che ha un significato filosofico molto antico, riconoscibili solo da alcuni…”. Se Leonardo avesse svelato che L’Uomo Vitruviano era tutto questo, racconta ancora Concas, ”lo avrebbero messo al rogo”. Così il cerchio non è un cerchio ma è esattamente la ”doppia spirale”: ”idea che mi è venuta dall’intuizione di mia figlia psicoterapeuta: quando le monti insieme ci danno tre assi che costituiscono la figura, molto sofisticata. Ma non voglio dire di più perché il mistero non finisce qui”. Un mistero smarrito ”quando con l’Illuminismo ha avuto termine il potere della chiesa e il laicismo ha preso spazio. Ma se ci guardiamo intorno ne troviamo tracce finora a noi incomprensibili, ovunque”.

Hamsik, l’agente: “Con lui niente ammutinamento. Mandato via con leggerezza”

“Marek dovrebbe tornare a Napoli il 10 dicembre”

Martin Petras, agente sportivo di Marek Hamsik, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione “Radio Goal”, in onda sulle frequenza di Radio Kiss Kiss Napoli (radio ufficiale della società di Aurelio De Laurentiis) per parlare del momento che attraversa la società partenopea.

Ecco le parole del procuratore dell’ex capitano azzurro:
“Hamsik dovrebbe tornare a Napoli il 10 dicembre, è tornato dalla Cina perché ha finito il campionato. La squadra ha raggiunto l’obiettivo stagionale, è contento di questo suo primo anno. Capitano momenti difficili, sarà un problema non centrare la qualificazione in Champions League considerando i ricavi che porta nel club. Non bisogna far drammi, non si può chiudere sempre ai primissimi posti. Con lui determinate cose non sarebbero accadute. La squadra sarebbe andata in ritiro e se ne sarebbe parlato il giorno dopo. Lo avevo detto quando è andato via che si sarebbero pentiti di farlo andar via con così tanta leggerezza…”.

De Giovanni: “Troppe domande senza risposta”

“La prima è: ‘Come può accadere tutto questo?'”

Lo scrittore Maurizio De Giovanni ha parlato, tramite il suo editoriale per l’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, della situazione in cui versa il Napoli.

Ecco l’editoriale di De Giovanni:
“La prima è: com’è potuto accadere tutto questo? Si continua a imputare alle ragioni più varie la motivazione della situazione attuale. Pali, traverse; sfortuna, infortuni; arbitri, pioggia; governo del calcio, Var. La verità sembra nei bar della città molto più agevole a reperirsi, e assai più banale: questo Napoli è costruito male, e gestito peggio. L’assenza dolosa di un centrocampista centrale e/o di un trequartista costringe, di fatto, ad adottare il modulo antiquato e prevedibile che viene messo in campo, pur nell’ossessiva e autolesionistica variazione degli interpreti. La rosa è piena di mezze ali abituate a inserirsi a testa bassa (Zielinski, Elmas, Fabian, lo stesso Allan con diverse caratteristiche) e priva di palleggiatori. Ciò azzera la possibilità di fare gioco e costringe a saltare la zona mediana, mettendo anche in condizioni di non nuocere perchè troppo lontani dalla porta avversaria i molti attaccanti esterni orfani dell’attacco a tre (Insigne, Callejon, Younes). Non discutiamo di Lozano, perchè a oggi non siamo in grado di comprendere che calciatore sia e di che modulo abbia bisogno per esprimere il proprio (42 milioni!) immenso valore. L’assenza di un centravanti valido (Llorente non dura più di venti minuti, Milik non regge tre partite consecutive, Mertens può ricoprire il ruolo solo saltuariamente e con altri moduli) non consente soluzioni che facciano salire la squadra e abbatte paurosamente il rapporto tra occasioni create e gol realizzati. Non ci sono terzini sinistri abili, Ghoulam è un desaparecido e Mario Rui appare inadeguato. Hysaj non è all’altezza, Di Lorenzo in quella posizione viene disinnescato. Si arriva al ridicolo quando, con Llorente in campo da titolare e quindi con una rara opportunità di cross, viene schierato Maksimovic a destra (niente traversoni) e Di Lorenzo a sinistra (niente traversoni). Certo, si è fatto male Malcuit: ma se le speranze di un campionato di vertice erano legate alla buona salute del ragazzo francese, beh, allora l’ottimismo era follia. I difensori a spada tratta del progetto tecnico diranno: facile parlare adesso. Eh no, signori: in molti, moltissimi avevano espresso queste e altre perplessità a inizio campionato. E siamo convinti che, al di là della carità di patria, anche tra quelli che manifestavano entusiasmo c’era chi in cuor suo si augurava di veder superate certe limitazioni. Non vogliamo dire dei rinnovi che non arrivano, degli imprescindibili messi ai margini, dei clamorosi scivoloni di comunicazione, delle crisi di nervi in piazza, delle multe e dei ricorsi, degli arbitrati e delle polemiche, dei silenzi stampa e delle dichiarazioni improvvide. Questa è tutta roba a valle, tutti effetti dell’andamento negativo. A monte, c’è solo un clamoroso errore di valutazione dei giocatori in organico e della loro adattabilità a ruoli che non sono in grado di ricoprire. E si arriva alla seconda domanda: come se ne esce? Beh, da che calcio è calcio la via d’uscita da queste situazioni è sempre stata la stessa: il tentativo di uno scossone. Non riteniamo intelligente, a questo punto, l’esonero dell’allenatore. Non vediamo soluzioni alternative, e il materiale resterebbe purtroppo lo stesso. Ma la prossimità del mercato di gennaio sì, potrebbe essere una valida prospettiva. Si può sempre reperire qualcosa di meglio di Grassi e Regini. O no?”.

La Bastonatura di ViViCentro.it – La Juve Stabia e il mal di trasferta

La Bastonatura di ViViCentro.it – La Juve Stabia e il mal di trasferta: atteggiamento sempre più incomprensibile delle Vespe in esterna

La Bastonatura di ViViCentro.it – La Juve Stabia e il mal di trasferta

Solo poche settimane fa, dopo la sconfitta di La Spezia, avevamo parlato nella nostra rubrica settimanale “La Bastonatura di ViViCentro.it” di una Juve Stabia sempre più in versione Dottor Jekill e Mr. Hyde. Il tempo però evidentemente non ha portato consiglio al team guidato da mister Fabio Caserta perchè ormai con cadenza molto regolare le Vespe sciorinano grandissime prestazioni quando giocano al “Romeo Menti” anche contro avversari di una spanna superiori da un punto di vista tecnico mostrando motivazioni molto forti, arrivando sempre prima degli avversari sulle seconde palle e mostrando una rabbia agonistica che riesce a colmare in molti casi il gap tecnico fino a portare alla vittoria più che meritata come accaduto contro il Pordenone (secondo in classifica), il Pescara, la Salernitana e arrivando addirittura a sfiorare l’impresa contro la schiacciasassi Benevento che sta dominando in testa il campionato di Serie B.

Queste stesse motivazioni feroci che la Juve Stabia mostra quando gioca in casa, restano invece a Castellammare quando le Vespe sono impegnate in trasferta. Troppo differenti le due versioni della Juve Stabia e i numeri parlano chiarissimo da questo punto di vista: in sette trasferte le Vespe hanno racimolato cinque sconfitte (Empoli, Crotone, Spezia, Livorno e Virtus Entella), un solo pareggio per 0-0 a Perugia alla terza di campionato e una sola vittoria contro il Trapani in questo momento dietro in classifica rispetto alla Juve Stabia. Delle cinque sconfitte esterne molto probabilmente sono nella prima ad Empoli le Vespe non avrebbero meritato di perdere perchè in quel caso la sconfitta è arrivata solo grazie ad un errore arbitrale che ha condotto a pochi minuti dalla fine all’assegnazione di un rigore all’Empoli dimostratosi assolutamente inesistente. Ma nelle altre quattro occasioni la Juve Stabia ha sempre meritato la sconfitta e in qualche caso, come per esempio nell’ultima gara di Chiavari, il passivo poteva essere anche più cospicuo.

Come si spiega questo mal di trasferta delle Vespe sempre più evidente? Molti hanno voluto mettere sul banco degli imputati mister Caserta che per la verità è stato il primo a fare mea culpa e ad addossarsi forse anche ingiustamente tutte le responsabilità nell’ultima sconfitta di Chiavari. Purtroppo nell’ultima gara Calvano e Di Gennaro erano in panchina ma erano praticamente inutilizzabili per guai fisici. Calvano poteva essere sostituito solo da Buchel, mancando Addae squalificato, così come per Di Gennaro la prima scelta non poteva che essere Mallamo poiché Carlini nelle due ultime gare non era stato neanche convocato dopo l’infortunio di Livorno. Stesso discorso per il ballottaggio Forte-Cissé con il primo che, dopo l’infortunio patito nella settimana precedente la sfida al Benevento, non aveva giocato neanche un minuto nelle ultime due gare di campionato. L’unico esperimento, se così vogliamo definirlo, poteva essere solo quello di Del Sole peraltro infruttuoso ai fini dell’esito della gara incolore di Chiavari.

Per tutti questi motivi ci andremmo molto piano con l’addossare le colpe a mister Caserta dell’ultima bruttissima gara delle Vespe a Chiavari. Il mal di trasferta della Juve Stabia ha altre cause probabilmente individuabili nella mancanza di esperienza e di personalità di questa squadra che viene fuori in misura maggiore quando si gioca fuori casa. La personalità purtroppo è un qualcosa che nel bagaglio di un calciatore o la si possiede oppure non la si può inventare da un giorno all’altro ed è un qualcosa che non ti può dare l’allenatore. Una cosa è certa: la salvezza della Juve Stabia passa soprattutto attraverso il “Menti” ma qualche punto pesante fuori casa bisognerà pur conquistarlo. Anche perchè non è scritto da nessuna parte che le Vespe le vinceranno tutte in casa e, continuando a perdere fuori casa in maniera costante, si avrà ogni volta un carico di responsabilità e di tensione su questi calciatori che saranno quasi obbligati a vincerle tutte tra le mura amiche, come accadrà per esempio col Frosinone domenica prossima, proprio per compensare tutti i punti persi fuori casa.

 

a cura di Natale Giusti

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Veretout, l’agente: “Serviva al Napoli ma non hanno venduto Allan”

“Ad un certo punto lo hanno mollato perchè non è stato venduto il brasiliano”

Mario Giuffredi, agente di Jordan Veretout, ha parlato ai microfoni della radio ufficiale della società di Aurelio De Laurentiis, Radio Kiss Kiss Napoli, per parlare del suo assistito e del suo mancato approdo al Napoli.

Ecco le dichiarazioni del procuratore del calciatore della Roma:
“Veretout sarebbe servito sicuramente al Napoli per le sue qualità e per il suo carattere, sarebbe stato molto importante. Il Napoli è stata la prima squadra a cercare Jordan, ci sono dinamiche nel mercato e gli azzurri hanno dovuto cambiare le strategie per non aver venduto Allan. Veretout ha avuto anche un contatto con Giuntoli ed aveva già visitato la città. Poi non si è fatto niente, ora siamo felici di essere andati alla Roma”.