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Roma e Lazio: come è andato il derby a distanza in Europa League.

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Si è appena conclusa la fase eliminatoria, a gironi, dell’edizione 2019 -2020 dell’Europa League, competizione cadetta tra quelle europee, ma non certo priva di fascino e avvincenti scontri. Le compagini italiane impegnate nella fase a gironi della manifestazione erano le romane Roma e Lazio. Se per la prima il passaggio al turno successivo, quello ad eliminazione diretta, non è mai stato in discussione, il percorso della seconda è stato deludente.

La Roma ha costruito il suo passaggio ai sedicesimi di finale grazie alla doppia vittoria sull’İstanbul Başakşehir, poiché con il Wolfsberg ed il Borussia M’Gladbach, le altre due squadre presenti nel girone, ha ottenuto solo tre pareggi e una sconfitta. Tuttavia la squadra capitolina può ritenersi soddisfatta del secondo posto nel girone eliminatorio e lo confermano le Quote Europa League dei principali bookmaker, che la danno fra le otto favorite per la vittoria finale del torneo.

Sul fronte scommesse Manchester United e Arsenal vengono quotate al primo posto come probabili vincitrici del torneo. Di tutt’altro tenore è stato, invece, l’andamento della Lazio. Pur essendo inserita in un girone apparentemente non insormontabile, la squadra romana allenata da Simone Inzaghi ha inanellato 4 sconfitte a fronte di due sole vittorie. Oltre alla doppia sconfitta con i blasonati scozzesi del Celtic Glasgow i biancocelesti hanno perso ambedue le trasferte con i francesi del Rennes e i rumeni del Cluj. L’andamento della Lazio in Europa League ha destato più di qualche perplessità, sostanzialmente per due ragioni. La prima è legata al campionato di calcio italiano dove i capitolini stanno occupando sorprendentemente il terzo posto in solitaria con uno score di otto vittorie consecutive nelle ultime otto gare. L’eliminazione nell’ Europa League, dimostra invece come le seconde linee della Lazio siano largamente inferiori alla prima squadra e questo alla lunga potrebbe diventare un ostacolo, per i capitolini, in chiave scudetto e qualificazione Champions League.

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Juve Stabia, grave lutto per il difensore Denis Tonucci

Lutto per il difensore della Juve Stabia, Denis Tonucci. Il possente centrale stabiese ha perso nella giornata di ieri il nonno, cui ha dedicato parole toccanti tramite Instagram.

Assente per l’infortunio rimediato a Chiavari, Denis Tonucci vive un dolore ben più forte di quello che lo sta tenendo fuori dal campo. Per l’ex Foggia, arriva la triste notizia della perdita del nonno. Tonucci ha dedicato un toccante pensiero al caro nonno tramite i suoi profili social.

Questo il post di Tonucci, cui vanno le condoglianze della redazione di ViViCentro:

Ieri a fine cena solo con mia moglie ordino tre amari… il cameriere mi guarda e mi fa… scusami ma siete in due perché ne hai ordinati tre.? Lo guardo con gli occhi un po’ gonfi e gli dico… uno è per Alice uno è per me e il terzo è per te Nonno che ieri ci hai lasciato inaspettatamente dopo aver affrontato si un intervento grandissimo ma che avevi superato con una forza immensa… non mi piace puntualizzare quanti anni avevi ma quello che voglio sottolineare è che hai vissuto la tua vita sempre a gas aperto, con i tuoi pregi e i tuoi difetti… mancherai tanto a tutti, familiari e non… ora potrai riabbracciare tuo figlio… grazie Nonno… grazie Waglio’..! ?

Il boss della ndrangheta chiese la raccomandazione per la figlia all’Università di Messina

C’è un’intercettazione nelle indagini sulla ndrangheta nella quale il parlamentare arrestato Pittelli perora la raccomandazione della figlia del boss.

C’è anche l’Università di Messina nelle carte dell’inchiesta “Rinascita-Scott“: la mega operazione dei Carabinieri che ha portato a 334 arresti e che il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha definito per importanza seconda solo al Maxiprocesso di Palermo. Si scrive dei colloqui e delle difficoltà a superare l’esame di Istologia della figlia del boss Luigi Mancuso, Teresa, studentessa alla Facoltà di Medicina e Chirurgia al Policlinico universitario.

Giancarlo Pittelli, noto avvocato di Catanzaro, era stato senatore di Forza Italia, ex membro della Commissione Giustizia alla Camera, coordinatore regionale del partito di Berlusconi, poi passato nel 2017 a Fratelli d’Italia. È ritenuto la ‘cerniera’ verso i mondi con cui la famiglia Mancuso, mentre “assoggettava e opprimeva” il territorio, voleva fare affari.

“La preoccupazione di Pittelli di essere pedinato o sottoposto ad indagini emerge in varie conversazioni” – si legge nell’ordinanza di provvedimento cautelare – tanto che “sfruttando tutti i suoi canali di conoscenze” si era “procurato” atti d’indagine coperti da segreto, quali appunto i verbali di interrogatorio del pentito Andrea Mantella. Contestualmente riceveva la richiesta, da parte di Luigi Mancuso, il boss, di attivarsi per apprendere tutti i dettagli della collaborazione.

Il legale viene “costantemente contattato, tramite i più fidati uomini del Mancuso, ogni qualvolta Io stesso abbia necessità di interloquire con lui e si comprende, dal chiaro tenore delle conversazioni già esaminate, che gli incontri sono dettati dalla necessità di risolvere questioni legate agli interessi criminali della cosca”, si legge nelle carte.

Anche rapporti “personali”, dunque,  come emergerebbe  chiaramente dalle conversazioni in cui gli investigatori intercettano il suo interessamento affinché la figlia del boss Maria Teresa  Mancuso, studentessa di medicina all’università di Messina, superasse l’esame di “Istologia”, attraverso il contatto con il Rettore dell’Ateneo o quando si sarebbe offerto “per soddisfare la richiesta di Luigi Mancuso di procurare, per i festeggiamenti di laurea dell’altra figlia Rosaria Mancuso  delle bottiglie di  Ca’  del bosco”. E, in effetti “come emerge dalle intercettazioni  le bottiglie saranno procurate” a proprie spese” (per un valore di 1000 euro circa) dall’avvocato Pittelli”.

Non è un mafioso qualsiasi Luigi Mancuso, 65 anni, era il vertice della ‘Ndrangheta di Vibo Valentia, punto di riferimento del crimine di Polsi, il vertice assoluto della ‘Ndrangheta unitaria (mondiale). Mancuso era un vero boss. E fino a ieri, e per 30 anni, vestiva i gradi di grande ufficiale del crimine, il ‘supremo’. Carismatico al punto tale che il suo braccio destro Giovanni Giamborino, in una conversazione intercettata nel 2017 con l’avvocato, ex parlamentare di FI e massone Giancarlo Pittelli, definisce così Mancuso: “E’ il tetto del mondo”.

Senza perdere tempo, già l’indomani, il Pittelli si recherà a Messina per risolvere la situazione di Maria Teresa Mancuso. A raccontare l’episodio è lo stesso politico in una conversazione intercettata ad aprile 2018: “Teresa la figlia (di Mancuso, Ndr) viene all’aliscafo (a Messina, Ndr) e dice “avvocato, non riesco a superare Istologia, perchè è un professore stronzo”. Le dico, “vieni con me tesoro”, vado all’Università, chiamo l’avvocato Candido, il cugino del nuovo Rettore Cuzzocrea e dico “Mi trovi tuo cugino?”, “Si, guarda Giancarlo, dieci minuti e siamo al ristorante da te”. Vengono davanti al Tribunale: “Teresa sai chi è questo signore?”, “Si il rettore della mia Università…”.

 

Eccola la conversazione del 18 aprile 2018, nel corso della quale, pranzando con Maurizio Sacchi e Alberto Bellini presso il ristorante romano, “Osteria da Francesco”, racconta loro:

PITTELLI Giancarlo: allora ti faccio dire una cosa da….vieni qua…siediti (verosimilmente rivolto al gestore del ristorante Francesco, ndr)…l’altra sera ero qua a Roma e gli ho fatto una sorpresa a lui ….la mattina dopo dovevo difendere una persona molto importante in Cassazione e l’ho portato a cena qua.

BELLINI Alberto: non lo conosceva?

PITTELLI Giancarlo: no, di nome….lui è sbiancato …lui è sbiancato, quando glielo ho detto è sbiancato, il numero uno in assoluto al mondo.

BELLINI Alberto: …inc…calabrese…inc….

PITTELLI Giancarlo: Maurizio ma è una cosa, un uomo di un’umiltà, poi per me dal 1981, sai che significa 81, lo sai che mi fanno?……inc…mi bacia, mi abbraccia, mi accarezza …eh…”avvocato”

io lo chiamo col TU e lui mi da del VOI…gli dico “mi raccomando Luigi” e dice “avvocato se succede qualche cosa a mia figlia ci siete voi”.

BELLINI Alberto: ne ha tanti di figli?

PITTELLI Giancarlo: due, una studia farmacia e l’altra è laureata

BELLINI Alberto: ah, ho capito chi è…quella che sta a Bologna

PITTELLI Giancarlo: e l’altra…una che vuole andare a Bologna….una studia farmacia e l’altra studia medicina…ieri ero a Messina, vado a Messina, Teresa viene, la figlia viene all’aliscafo, al traghetto e dice…”avvocato, non riesco a superare Istologia ..perchè è un professore stronzo” …le dico …”vieni con me tesoro, vieni con me”, vado all’università, chiamo l’avvocato Candido che è il cugino del nuovo Rettore, il rettore hanno fatto Cuzzocrea, che questo rettore io ho difeso il padre ad un processo che era l’ex rettore…e allora chiamo il rettore e dico “..inc…mi trovi tuo cugino per favore il rettore…eccetera” “si, guarda Giancarlo, dieci minuti e siamo al ristorante da te”, vengono davanti al Tribunale, “Teresa vieni qua con me, sai chi è questo signore?” “si….il Rettore della mia università” “bravissima”

SACCHI Maurizio: tutto a posto

PITTELLI Giancarlo: “bravissima” questa ragazzina scoppia a piangere e mi faceva “troppo avvocato, troppo avvocato troppo” si è messa a piangere Teresa, ma devi vedere che bella, che belle figlie, che bella famiglia, se fosse stato libero lui e non si fosse fatto 20 anni di carcere, in Calabria non sarebbero morte almeno 40 persone, che lui non discute, hai visto che hanno messo quella bomba adesso? nel suo paese… è incazzato come una bestia.

L’avvocato era come  una sorta di double face, da una parte “perfettamente inserito nei rapporti tra Mancuso e altri boss delle consorterie legate a Limbadi” e dall’altra, secondo i Pm, posizionato “in quella particolare frangia di collegamento con la società civile, rappresentata dal limbo delle logge coperte” in un “coacervo di relazioni tra i ‘grandi’ della ‘ndrangheta calabrese e i ‘grandi’ della massoneria, tutti ben inseriti nei contesti strategici”.

Sul ruolo dell’avv. Pittelli, nell’ambito dell’associazione Mancuso e sui rapporti tra ‘ndrangheta e massoneria, riferisce tra gli altri il collaboratore di giustizia Andrea Mantella, nell’interrogatorio del 17 giugno 2016.

“II contenuto dell’interrogatorio si mostra di estremo rilievo – scrive il Gip – perché dà conferma di un dato emerso, anche se in maniera sottintesa, in tutte le vicende finora rappresentate e contribuiscono a ricostruire unitariamente, offrendone una lettura sistematica, i rapporti e i legami dell’avvocato con persone ben collocate socialmente e con i vertici delle associazioni mafiose.

II Pittelli, come si sta delineando in maniera sempre più netta, è all’interno di un contesto molto grigio, in una zona d’ombra nella quale si addensano tutti i più alti interessi delle persone con cui entra in contatto. Si tratta di relazioni intessute a condizione di reciprocità perché, come si evince globalmente, lo stesso Pittelli ne trae un tornaconto personale”.

“Per fare un esempio – prosegue il Gip – potrà contare sull’amico Comandante per tentare di risolvere la questione personale legata al villaggio turistico di Copanello (sul punto si rinvia alle pagine successive), potrà rendere favori ai boss (spendendo le entrature all’Università di Messina, piuttosto che presso vari ospedali italiani) che lo coinvolgono in varie questioni, anche legate ai rapporti tra cosche (come accaduto per l’affare Cangemi e per il trasferimento nei ruoli regionali di Cutrupi), otterrà nomine importanti in cambio di favori e interessamenti.

Il comandante era Giorgio Naselli, che dall’anno 2006 all’anno 2017, ha rivestito incarichi direttivi all’interno dell’Arma dei Carabinieri, all’interno del Reparto Operativo Nucleo Investigativo di Catanzaro, nonché all’interno del Comando Legione Carabinieri Calabria. Dunque, Naselli, proprio nei momenti delicatissimi attraversati degli uffici requirenti catanzaresi – momenti che tanto clamore mediatico hanno suscitato, sicché era impossibile non conoscere in termini generali gli accadimenti dell’epoca – rivestiva un importante incarico investigativo nel distretto di Catanzaro come Comandante del Reparto Operativo Nucleo Investigativo della città e – al contempo – consolidava il proprio rapporto di frequentazione ed amicizia proprio con Pittelli. Nella nota depositata dai Carabinieri venivano segnalate una serie di conversazioni telefoniche di interesse investigativo, intercorse tra Pittelli e Naselli, nel corso delle quali, l’avvocato chiedeva all’ufficiale dei Carabinieri – al quale appariva legato da un rapporto molto confidenziale, come si desume dalle reciproche attestazioni di affetto – di acquisire e di fornirgli informazioni sull’attività svolta dal Comando Arma di Pioltello, in ordine all’escussione di un proprio assistito, per una vicenda concernente un assegno scoperto. Ma non solo, perché  i rapporti tra i due sono continuati anche dopo.

Per l’accusa inoltre “la messa a disposizione del Pittelli nei confronti di Luigi Mancuso è costante e sistematica e non legata a momenti particolari di fibrillazione o ad uno scambio di voto o ad un affare particolare”. Perché a leggere le carte “il suo “apporto” alla consorteria non si è limitato alla incondizionata e costante messa a disposizione, ma il Pittelli ha condiviso le modalità di conduzione della cosca, aderendo alla “politica gestionale” di Luigi Mancuso”.  Sono numerosissime le conversazioni in cui l’avvocato elogerebbe Mancuso “per il suo carattere, il suo carisma, affermando in più di una occasione che la sua presenza sul territorio “da uomo libero” assicura gli equilibri e garantisce la pax mafiosa”.

Per gli investigatori dunque l’avvocatomette a disposizione le sue conoscenze sparse in Italia e fuori dall’Italia onde consentire il radicamento e la forte penetrazione della ‘ndrangheta in ogni settore della società civile: nelle università, negli ospedali più rinomati, all’interno degli stessi servizi segreti, nella politica, negli affari, nelle banche, così consentendo ai  Mancuso  di rafforzare il proprio potere criminale obiettivo che non si realizza con le armi ma creando e moltiplicando le addentellature nei settori dell’impresa, dell’economia, della finanza, della politica, del lavoro, attraverso la potente “autostrada” universale della massoneria.

E tutto questo faper ottenerne – si legge nelle carte –  un ritorno nel proprio interesse, come viene fuori dalle vicende relative alla “Trust Plastron”, al villaggio “Valtur” (collegati all’obiettivo “Copanello”), alle nomine nei grossi processi, all’avanzamento in politica, all’ambizione di essere eletto membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura, utilizzando la potenza criminale di  Mancuso  e degli altri boss e vertici di Indrangheta per i quali (proprio in cambio di questo) spende le sue “amicizie””. Per gli inquirenti “ Pittelli è un affarista massone dei boss della ‘ndrangheta calabrese”.

Salvatore Cuzzocrea, Rettore dell’università di Messina, nega di avere mai incontrato l’avvocato Pittelli, né di avere mai ricevuto solleciti per la carriera della figlia del boss “Escludo categoricamente che qualcuno me ne abbia parlato, questa storia ha dell’assurdo. Da parte mia non posso che ribadire l’importanza di questa indagine, ma voglio difendere l’immagine dell’università. Perché io non so davvero di cosa si sta parlando, con queste persone non ho mai avuto alcun rapporto”.

La versione di Cuzzocrea si allinea alle parole dell’avvocato Candido Bonaventura, il cugino del Rettore, il quale dal canto suo conferma di avere incontrato la ragazza “Pittelli, lo conosco da anni, ho sempre creduto fosse una persona perbene e sono sicuro che ne verrà fuori da questa storia. Ricordo che un giorno mi telefonò, ma non ci incontrammo di certo l’indomani. Venne a Messina perché aveva altre questioni professionali. La signorina l’ho conosciuta, ma non sapevo di chi fosse figlia. Era insieme ad altri ragazzi, credevo fossero collaboratori del collega”. L’avvocato Bonaventura aggiunge di avere saputo che gli studenti avevano problemi con l’organizzazione degli esami, ma non ci sarebbe stata alcuna richiesta di agevolazione precisa “D’altra parte anche fosse arrivata, non avrei fatto nulla, io non mi occupo di università” chiosa l’avvocato.

Dell’andamento degli studi della figlia, Luigi Mancuso e Giancarlo Pittelli ne parleranno anche il 27 aprile. Ovvero dieci giorni dopo il presunto incontro a Messina con il rettore. Anche in quell’occasione, a seguire la conversazione ci sono i Carabinieri. Poi però accade qualcosa “Il telefono che ci fa là?” chiede il boss all’avvocato. Il messaggio è chiaro e non necessita di ulteriori spiegazioni “A questo punto – riporta il Gip nell’ordinanza – il legale, obbedendo al boss, chiama la propria assistente”. Alla donna Pittelli affida il telefono dicendolo di portarlo in un’altra stanza.

Nell’immagine di copertina l’Università di Messina.

Adduso Sebastiano

Quanto spendono le famiglie italiane per l’automobile?

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Quando si parla di beni necessari, dopo la casa viene sempre l’automobile. Questo per via del fatto che il suddetto veicolo risulta indispensabile per molte famiglie della Penisola, perché consente di spostarsi nel traffico cittadino e sulle lunghe distanze, quando si viaggia e si va in vacanza. Dunque è logico che in tanti non vogliono rinunciare a questa opzione, anche a costo di spendere cifre importanti, proprio per via del peso e dell’utilità di un’automobile. I dati che vedremo fra poco lo testimoniano, con cifre che ad un primo impatto appaiono subito elevatissime, a testimonianza di questo fatto.

Famiglie e automobili: a quanto ammonta la spesa?

Stando ai dati pubblicati da una ricerca dell’Istat che ha riguardato proprio le famiglie del nostro Paese, per l’acquisto di un’automobile nuova in totale gli italiani hanno speso ben 11,7 miliardi di euro nel 2015. Quindi sono molte le famiglie italiane che si mettono alla ricerca di auto familiari, e spesso ciò accade usufruendo anche del web e di siti come automobile.it, che dedicano intere sezioni proprio a questa categoria di vetture. In questo contesto, va sottolineato che accenno la spesa relativa alle auto nuove è circa il doppio rispetto allo “scontrino” delle vetture usate.

Proseguendo su questa linea, bisogna poi riportare anche i dati sulle spese delle famiglie correlate alle auto, come nel caso del carburante e delle assicurazioni. Anche se le cifre sono un po’ datate (2013) restano comunque indicative: In termini generali, le famiglie italiane hanno speso poco più di 128 euro al mese di media per l’acquisto del carburante. L’assicurazione, invece, assorbe il 7% circa delle spese complessive, con una media intorno ai 65 euro al mese. Nella lista dovremmo aggiungere anche le spese per le riparazioni e la manutenzione, intorno ai 28 euro mensili, insieme all’acquisto di pezzi di ricambio, lubrificanti e olio (quasi 19 euro di media).

Ecco le spese relative agli altri mezzi di trasporto

Non solo auto, perché le famiglie italiane si muovono sfruttando anche altri mezzi di trasporto: per i taxi, i tram e gli autobus si supera una media di 6,5 euro al mese per famiglia. La spesa media mensile per l’acquisto di uno scooter invece si attesta sui 2,98 euro. Infine, la somma delle spese relative agli altri mezzi di trasporto assorbe circa 20 euro ogni mese.

Nel complesso ci si trova di fronte a dati che certificano tutta l’importanza della mobilità per la vita quotidiana, con le auto come sempre grandi protagoniste dei nostri spostamenti, come evidenziato dai dati di settore sulla spesa mensile delle famiglie italiane.

Photo by Uygar Kilic on Unsplash

Pachino (SR): Schiaffi, calci e pugni alla compagna. Arrestato

È accaduto a Pachino (SR). Non era la prima volta nei confronti della compagna. L’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari.

Pachino (SR): Schiaffi, calci e pugni alla compagna. Arrestato

Gli agenti della Polizia di Stato a Pachino hanno arrestato e posto ai domiciliari Corrado Cirinnà, di 37 anni, con l’accusa di sequestro di persona aggravato, violenza sessuale aggravata, lesioni personali aggravate, minacce e percosse ai danni della compagna di 48 anni.

Le indagini, svolte dagli investigatori del Commissariato, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Siracusa, hanno consentito di accertare gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo in ordine a gravi e violenti comportamenti perpetrati nei confronti della donna.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l’uomo avrebbe in più occasioni, per futili motivi legati anche alla gelosia, aggredito la vittima, picchiandola con estrema violenza e costringendola a sottomettersi a situazioni umilianti.

Nell’ordinanza cautelare emessa dal Gip, Andrea Migneco su richiesta del Pm Marco Dragonetti, si legge che il 37enne cagionava alla donna alcune lesioni, quando “in particolare, dopo essersi recato con lei in un fondo agricolo di sua proprietà, colto da gelosia verso l’ex compagno della donna, dapprima scaraventava al suolo la persona offesa e le sferrava dei calci, di seguito, afferrando un oggetto in ferro, la colpiva ripetutamente sino a cagionarle più ecchimosi ai gomiti ed alle gambe ed una frattura lacero contusa al capo, con l’aggravante dell’aver agito per futili motivi derivanti dalla gelosia e dell’avere commesso il fatto in danno di una persona cui era legato da una relazione sentimentale”.

Inoltre, Cirinnà ha sottoposto la sua vittima a truculenti atti di umiliazione come, ad esempio, costringerla a strisciare per terra e a mangiare del fango. Tali comportamenti hanno raggiunto l’apice della violenza durante un litigio, nel corso del quale, come si evince dall’ordinanza cautelare “ha portato con sé la donna in auto, sino a condurla all’interno di un fondo agricolo di sua proprietà, afferrava un coltello che custodiva all’interno del veicolo, la minacciava ed insultava” facendole compiere contro la sua volontà degradanti atti sessuali.

Adduso Sebastiano

 

Fiorentina Roma 1-4. La gara

La Roma affronta la Fiorentina in trasferta. Vittoria dilagante per i giallorossi, Dzeko, Kolarov, Pellegrini e Zaniolo calano il poker. Panchina in bilico per Montella.

 Fiorentina Roma 1-4. Vittoria dilagante per i giallorossi, Dzeko, Kolarov, Pellegrini e Zaniolo calano il poker. Panchina in bilico per Montella

di Maria D’Auria

Firenze- Una brutta serata per Vincenzo Montella che ha visto le sue speranze di vittoria infrangersi a suon di gol, quelli della Roma, che chiude la gara violando per ben 4 volte la rete avversaria. La Roma stravince all’Artemio Franchi, conduce e domina senza troppa fatica. I viola si impegnano, ma non basta. Dzeko, Kolarov, Pellegrini e Zaniolo calano il poker

La gara.

A inizio gara le due squadre si studiano senza sbilanciarsi troppo ma sono gli ospiti a gestire meglio le azioni. All’11′ occasione per i viola con Vlahovic che su assist di Pulgar manca l’aggancio per un soffio. Al 13′ annullato per fuorigioco un gol di Vlahovic. La pressione dei padroni di casa si fa sentire e i giallorossi reagiscono conquistando il vantaggio al 18′: Dzeko scatta su assist di Zaniolo, al limite del fuorigioco, battendo Dragowski.

Dopo solo 3 minuti arriva il raddoppio a firma di Kolarov, infallibile su punizione. Una doccia fredda per i viola, incapaci di reagire.

Fiorentina Roma 0-2.

Gli undici di Fonseca sono determinati, sicuri, dominano e conducono la gara. Alla mezz’ora l’orgoglio fiorentino si fa avanti con Badelj che al 33′ accorcia le distanze e restituisce la grinta ai padroni di casa, di nuovo in partita.

Nella ripresa è ancora Vlahovic a distinguersi, al 54’, con una bella azione sulla sinistra, ma la difesa avversaria è attenta e non si fa sorprendere. Al 60’ ci prova Pulgar che su assist al bacio di Castrovilli, cerca il tiro magico, ma Pau Lopez lo anticipa in uscita.

Le azioni si moltiplicano da una parte all’altra con i viola alla ricerca del pareggio. Il risultato viene però blindato al 72′ quando Pellegrini con un tiro preciso e angolato cala il tris al Franchi. L’intevento di Eysseric e Sottil, subentrati in extremis a Castrovilli e Lirola, serve a ben poco, la Roma presenta ai padroni casa un conto salato dove la superiorità fisica e tecnica dei giallorossi non fa altro che accentuare il divario. La partita si chiude al 43′, con un bellissimo gol di Zaniolo in contropiede. Occasione nel finale per i viola che sono anche stati un po’ sfortunati, la traversa dice no a Vlahovic e il triplice fischio dell’arbitro sentenzia un finale da incubo per la Fiorentina.

Le assenze di Chiesa e Ribéry hanno inciso notevolmente e anche Dragowski ci ha messo del suo. In bilico la panchina di Vincenzo Montella, agnello sacrificale di questa discesa verso l’abisso dal quale sembra sempre più difficile risalire.

IL TABELLINO

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola (37′ st Sottil), Badelj, Pulgar, Castrovilli (37′ st Eysseric), Dalbert; Vlahovic, Boateng (20′ st Pedro). Allenatore: Montella

ROMA (4-2-3-1):  Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini (40′ st Under), Perotti (30′ st Michitaryan); Dzeko. Allenatore: Fonseca

Arbitro: Orsato di Schio

Reti; 18′ pt Dzeko, 20′ pt Kolarov, 33′ pt Badelj, 72′ Pellegrini, 88′ st Zaniolo

Note: ammoniti Milenkovic, Pellegrini, Caceres, Diawara, Castrovilli

Piemontese, avvocato, parlamentare, assessore, ma i voti erano della ndrangheta

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Assessore ai diritti civili della Regione Piemonte ed esponente di Fratelli d’Italia, arrestato in un’inchiesta con l’accusa di voto di scambio.

Otto misure di custodia cautelare in carcere, tra cui anche Roberto Rosso, assessore ai diritti civili della Regione Piemonte ed esponente di Fratelli d’Italia, nell’ambito di un’inchiesta sulla ’ndrangheta che ipotizza anche il voto di scambio.

“Secondo le risultanze delle indagini Roberto Rosso è sceso a patti con i mafiosi. E l’accordo ha avuto successo” ha detto Francesco Saluzzo, Procuratore generale del Piemonte. Aveva trovato un accordo con la ’ndrangheta per ottenere un “pacchetto di voti” in cambio di 15 mila euro: di queste somme concordate con gli intermediari delle cosche, Rosso ne versò poco meno di 8 mila, in due tranche da 2900 e 5000 euro.

Gli investigatori hanno documentato anche con immagini e diversi incontri tra Rosso e alcuni presunti boss, tra cui Onofrio Garcea, esponente del clan Bonavota in Liguria, anche in piazza San Carlo a Torino.

Roberto Rosso, assessore ai Diritti civili della Regione Piemonte, è stato a lungo parlamentare di Forza Italia, per cui all’inizio degli anni ’90 è stato candidato sindaco di Torino, di recente era passato in Fratelli d’Italia.

“Roberto Rosso ha aderito a Fratelli d’Italia da poco più di un anno. Apprendiamo che stamattina è stato arrestato con l’accusa più infamante di tutte: voto di scambio politico-mafioso. Mi viene il voltastomaco. Mi auguro dal profondo del cuore che dimostri la sua innocenza, ma annuncio fin da ora che Fratelli d’Italia si costituirà parte civile nell’eventuale processo a suo carico. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da FdI” ha affermato la leader di FdI Giorgia Meloni.

Roberto Rosso ha già rassegnato le dimissioni da assessore della Regione Piemonte. Secondo quanto si apprende da ambienti politici, la lettera è stata firmata in carcere ed è nelle mani del governatore del Piemonte Alberto Cirio.

Adduso Sebastiano

Piemontese, avvocato, parlamentare

Guardia Costiera: Operazione Mercato Globale VIDEO

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Quest’oggi nel porto di Civitavecchia, alla presenza della Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Senatrice Teresa Bellanova, e del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino, sono stati presentati alla stampa i risultati di un’intensa attività di prevenzione e controllo condotta dalla Guardia Costiera su tutto il territorio nazionale.

Comando Generale del Corpo delle Operazione complessa “Mercato Globale”

L’operazione complessa “Mercato Globale” – partita a fine novembre e tuttora in corso – vede impegnati oltre 5mila uomini e donne della Guardia Costiera in una serie di controlli lungo l’intera filiera ittica, dal mare agli esercizi commerciali, fino alla tavola dei consumatori.

Nel periodo in cui è massima la commercializzazione di prodotti originati dall’attività di pesca e a completamento delle molte attività condotte dai militari del Corpo delle Capitanerie di porto durante tutto l’arco dell’anno, l’operazione garantisce che sulle tavole degli italiani non arrivino prodotti inidonei al consumo e pertanto potenzialmente pericolosi per la salute umana.

Con un’azione coordinata di tutti i Comandi Territoriali e con l’impiego congiunto di mezzi aeronavali, tra i quali anche Nave Gregoretti CP920 – un’unità alturiera specializzata nel controllo dell’attività di pesca -, ad oggi sono state compiute oltre 13mila verifiche, sequestrate circa 80 tonnellate di prodotto ittico non conforme, effettuati oltre 600 sequestri (di cui 355 attrezzi da pesca), ed elevate sanzioni per un importo superiore a 1,3 milioni di euro. Gli accertamenti sulla filiera ittica, oltre che in mare, sono stati condotti presso i grossisti (330 verifiche), presso la grande distribuzione (574 verifiche), come pure sui piccoli esercizi commerciali (4.454 verifiche a ristoranti, pescherie, mercati ittici).

Questi gli obiettivi prefissati dall’attività posta in essere:

  • verificare la correttezza delle attività commerciali che operano all’ingrosso e al dettaglio, al fine di tutelare il prodotto ittico nazionale (Made in Italy);
  • tutelare il consumatore finale verificando che il prodotto ittico sia conforme ai requisiti di legge per quanto attiene alla tracciabilità e all’etichettatura, in contrasto al fenomeno della contraffazione delle etichette;
  • garantire l’osservanza delle leggi sulla pesca, nell’intento di favorire un’attività di cattura ecosostenibile, nel rispetto degli stock ittici e dell’ecosistema marino e costiero.

Se ai risultati sopra evidenziati, inoltre, si sommano anche quelli riferiti a tutto il 2019, i livelli si attestano ad oltre 110mila verifiche, con ispezioni approfondite sia in mare che lungo la filiera commerciale, con l’elevazione di circa 6mila sanzioni tra amministrative e penali, per un importo complessivo di oltre 10milioni di euro e il sequestro di oltre 500 tonnellate di prodotto ittico proveniente, per un terzo, da piattaforme logistiche e centri all’ingrosso che commerciano principalmente prodotto non nazionale. Tali risultati rappresentano lo sforzo profuso in tutto l’anno nell’assolvimento della funzione di controllo del settore della pesca, affidato al Corpo dal competente Dicastero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

«Con questa operazione» ha dichiarato nel suo intervento il Comandante Generale del Corpo, Ammiraglio Ispettore Capo Giovanni Pettorino «abbiamo confermato il nostro impegno nel campo dei controlli della filiera ittica, fornendo una risposta concreta alle aspettative e alle necessità di tutela dei nostri cittadini».

Prendendo la parola, la Ministra Bellanova ha voluto ringraziare la Guardia Costiera per l’encomiabile lavoro di controllo e prevenzione svolto a tutela dei consumatori finali e del made in Italy. «La Guardia Costiera», ha puntualizzato la Ministra «svolge un’azione preziosissima, assicurando – col suo operato – non solo la genuinità del pescato che arriva sulle nostre tavole, ma anche la piena sostenibilità dell’attività di pesca nei nostri mari».

Tra le operazioni di maggior rilievo, riferite all’operazione “MERCATO GLOBALE”, si annoverano le seguenti attività operate dai Comandi indicati:

PALERMO | PALERMO CITTA’ – 10/12/2019

Il personale della Direzione marittima di Palermo nell’ambito di specifiche attività di verifica sui grossisti e grande distribuzione, poneva sotto sequestro kg. 2.700,00 di prodotti ittici vari detenuti all’interno di un magazzino abusivo in quanto non dichiarato e privo di qualsivoglia autorizzazione sanitaria. Nei confronti del proprietario, un cittadino del Bangladesh, sono state irrogate sanzioni per un totale di €. 4.500,00

CP PESCARA | CONTROLLO STRADALE – 12/12/2019

Il personale della Capitaneria di Porto di Pescara, durante un’attività congiunta con personale della Polizia Stradale, intercettava un camion con a bordo Kg. 600 di cozze riportanti sull’etichetta una data di confezionamento successiva a quella dell’accertamento. Il prodotto ittico, proveniente dalla Puglia, era destinato ai mercati laziali. I responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per frode nell’esercizio del commercio.

ANCONA | PERUGIA – 12-13/12/2019

Il nucleo ispettivo del CCAP di Ancona, presso un deposito dell’entroterra della provincia di Perugia, poneva in sequestro circa Kg. 5.000 di prodotti ittici congelati privi di tracciabilità e, molti dei quali, oltre la data di scadenza. Nella stessa attività si rilevava l’inconsueta conservazione di alcuni esemplari di astici morti rinvenuti nella vasca di conservazione insieme ad esemplari vivi.

Nel corso di un’altra attività posta in essere nello stesso entroterra umbro, gli ispettori pesca, congiuntamente al personale sanitario intervenuto, ha provveduto alla chiusura di un esercizio commerciale di ristorazione etnica (cinese) rinvenuto in pessime condizioni sanitarie.

PALERMO | MAZARA DEL VALLO – 14/12/2019.

E’ stato sottoposto a controllo uno stabilimento ittico sito a Mazara del Vallo, autorizzato alla commercializzazione di prodotto ittico e dotato di una cella congelatore.

All’interno di quest’ultima è stata accertata la presenza di una notevole quantità di prodotto ittico (circa 2200 kg) privo delle informazioni obbligatorie previste dalla normativa di settore; i cartoni si presentavano privi di etichette, così come le singole confezioni interne, e non venivano esibite fatture o documentazione comprovante l’acquisto.

Ancora, altri prodotti ittici, seppur provvisti di etichette, risultavano essere scaduti da anni. Al fine di accertare l’edibilità di tale ultimo prodotto ittico, per una possibile donazione in beneficenza, veniva contattato il medico veterinario reperibile, il quale dichiarava successivamente la non idoneità alla commercializzazione del pesce a causa di un’alterazione del colore, imbrunimento e annerimento. Il prodotto ittico, così, veniva destinato alla distruzione.

NAPOLI | VITULAZIO (CE) – 16/12/2019

Il personale del CCAP Napoli congiuntamente a quello degli Uffici Dipendenti ha condotto un’ampia azione di controllo nella provincia di Caserta nel corso della quale ha ispezionato diverse attività commerciali e ha proceduto a porre sotto sequestro oltre 8 (otto) tonnellate di prodotto ittico per violazioni in materia di “tracciabilità, etichettatura, oltre che per violazione delle disposizioni relative all’indicazione del termine minimo di conservazione”.

BARI | MODUGNO (BA) – 17/12/2019

A seguito di ispezione presso piattaforme logistiche ubicate nella zona industriale di Modugno (BA), sono state accertate le seguenti infrazioni con relativo sequestro di:

  • 230 di molluschi cefalopodi congelati (polpi e seppie) completamente sprovvisti di etichettatura;
  • 430 di POYO – Selene Setapinnis (verosimilmente pesce luna) e KINGFISH – Scombridae spp. (verosimilmente maccarello reale) tutto allo stato congelato e Prodotto non ricompreso nell’elenco delle Denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale di cui al D.M.19105 del 22 settembre 2017;
  • 340 di sogliole congelate – origine Mauritania sprovviste di denominazione commerciale e scientifica.

VENEZIA | BERGAMO – 17/12/2019

Il personale del CCAP di Venezia, in attività congiunta con i servizi veterinari dell’ATS di Bergamo, ha sequestrato 261,67 kg di alimenti, tra cui prodotto ittico, con data di scadenza e TMC superati ovvero privi di rintracciabilità ai fini della sicurezza alimentare. Sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 5.000 euro.

ROMA| MILANO – MERCATI ITTICI AL DETTAGLIO (dati parziali)

Nell’ambito delle verifiche connesse all’operazione complessa sono stati eseguite specifiche attività ispettive presso i principali mercati ittici delle aree metropolitane di Roma e Milano, finalizzate al rispetto delle norme concernenti le informazioni minime da fornire al consumatore finale attraverso l’etichettatura.

Le verifiche hanno riguardato inoltre aspetti connessi alla tracciabilità del pescato, eventuali frodi in commercio e, congiuntamente ai servizi sanitari locale, le verifiche sulle condizioni igieniche e di sicurezza alimentare.

Roma

Totale Sanzioni 36.500  euro  – Prodotto ittico sequestrato 641 kg e due casi di frode nell’esercizio del commercio (sostituzione di specie tombarello per tonno rosso e vendita di prodotto decongelato per fresco).

Milano

Totale Sanzioni 20.000 euro – Prodotto ittico sequestrato euro circa 6.170 kg.

Durante i controlli presso i ristoranti etnici sono stati ritrovati prodotti ittici diversi da quelli nostrani, provenienti perlopiù dal sud-est asiatico, privi di tracciabilità. Tra questi la Panopea, meglio conosciuta come vongola dalla proboscide, oloturie ed il famoso granchio cinese.

Redazione

Juve Stabia- Venezia, la presentazione del match di domani

Juve Stabia e Venezia si affronteranno, domani alle 15.00 al Menti, in quello che sarà un vero e proprio scontro salvezza. Sia le vespe che i lagunari, infatti, sono in piena zona play out rispettivamente con 17 e 19 punti in classifica. Per entrambe l’occasione è ghiotta per allontanarsi dalla zona pericolosa. I gialloblu sono reduci dalla bella vittoria in rimonta in casa del Chievo Verona ma stanno vivendo un periodo difficile dal punto di vista degli infortunati. I ragazzi di mister Dionisi, invece, hanno pareggiato 0-0 in casa con lo Spezia e vogliono far bene al Menti per continuare il loro score positivo lontano dalle mura amiche, dove finora sono stati quasi perfetti. La Juve Stabia, come detto, è in difficoltà dal punto di vista numero- qualitativo e, contro il Venezia, saranno out oltre ai vari Tonucci, Calvano, Melara, Mastalli, Allievi e Cissè anche Mezavilla ed Elia, usciti malconci dal match del Bentegodi. Anche Canotto non è al meglio e in più ci sarà la squalifica di Calò. Occasione ghiotta per i lagunari che in rosa hanno gli ex Suciu e Montalto oltre a giocatori del calibro di Bocalon, Aramu, Di Mariano, Zigoni, Modolo, Fiordilino, Vacca, Lakicevic e Capello, solo per citarne alcuni.

La sfida di domani, sia per la Juve Stabia che per il Venezia, sarà la prima di un trittico di match che si disputeranno nell’arco di una settimana e che chiuderanno l’anno solare 2019 prima di tornare in campo a metà gennaio. Le vespe, dopo aver ospitato gli arancioneroverdi, saranno di scena allo Zini di Cremona a Santo Stefano e poi di nuovo al Menti con il Cosenza il 29 dicembre.

Tornando al match di domani, al netto delle defezioni e dei ballottaggi, queste dovrebbero essere le probabili formazioni:

JUVE STABIA (4-3-3): Russo, Vitiello, Fazio, Troest, Germoni, Di Gennaro, Addae, Mallamo, Canotto, Forte, Bifulco.

VENEZIA (4-3-1-2): Lezzerini, Lakicevic, Modolo, Casale, Ceccaroni, Suciu, Vacca, Fiordilino, Aramu, Capello, Bocalon.

Torre del Greco, sequestrate sigarette illegali al mercato cittadino

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Torre del Greco, sequestrate sigarette illegali al mercato cittadino

Ieri mattina gli agenti del Commissariato di Torre del Greco ed il personale della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale, con  il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, dell’unità cinofila dell’Ufficio Prevenzione Generale e   del IV Reparto Mobile hanno effettuato dei controlli straordinari di tipo amministrativo su tutto il territorio ed in particolar modo nell’area mercatale, tesi al contrasto del fenomeno del commercio abusivo.

Durante l’attività, in un appartamento nei pressi di via Gradoni e Canali una 34enne corallina è stata trovata in possesso di 175 stecche di tabacco del peso di circa 35Kg ed è stata arrestata per contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Inoltre, sono state denunciate 3 persone per detenzione illegale si fino di minuta vendita di tabacchi lavorati esteri, 8 persone per occupazione abusiva di suolo pubblico a fini commerciali ed infine sono stati sequestrati 174  CD e DVD contraffatti

 

Juve Stabia-Venezia, tante assenze tra i convocati delle Vespe

Juve Stabia-Venezia, tante assenze per il tecnico delle Vespe, Fabio Caserta, per il match con i veneti in programma domani al “Menti” alle 15

Juve Stabia-Venezia, tante assenze tra i convocati delle Vespe

Nove assenti nella lista dei convocati resa nota stamane dal tecnico della Juve Stabia, Fabio Caserta, al termine dell’allenamento di rifinitura svolto al “Romeo Menti”. Allo squalificato Giacomo Calò si aggiungono i seguenti indisponibili per guai fisici di diversa natura: Allievi, Calvano, Cissè, Elia, Mastalli, Mezavilla, Melara e Tonucci. Una brutta gatta da pelare per Mister Fabio Caserta in una partita già molto complicato contro il Venezia di Dionisi che gioca meglio fuori casa che tra le mura amiche. Aggregati alla prima squadra anche due giovani molto promettenti della Primavera: Mariano Guarracino e Vincenzo Della Pietra.

Di seguito il comunicato ufficiale relativo ai convocati della Juve Stabia.

Al termine dell’allenamento di rifinitura, svolto questa mattina presso lo Stadio “Romeo Menti”, il tecnico Fabio Caserta ha reso nota la lista dei 24 calciatori convocati per il match Juve Stabia – Venezia, valevole per la 17^ giornata del Campionato di Serie BKT, in programma domani, sabato 21 dicembre 2019, con inizio alle ore 15 presso lo Stadio ”Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Portieri: Branduani, Esposito, Russo.

Difensori: Fazio, Germoni, Ricci, Todisco, Troest, Vitiello.

Centrocampisti:  Addae, Buchel, Carlini, Di Gennaro, Izco, Mallamo;

Attaccanti:  Bifulco, Boateng, Canotto, Del  Sole, Della Pietra, Forte, Guarracino, Rossi

Indisponibili: Allievi, Calvano, Cissè, Elia, Mastalli, Mezavilla, Melara, Tonucci.

Squalificato: Caló

Al gruppo sono stati aggregati i giovani classe 2002, Mariano Guarracino che indosserà la maglia numero 40 e Vincenzo Della Pietra che indosserà la maglia numero 38.

S.S. Juve Stabia”. 

 

a cura di Natale Giusti 

 

 

Fiorentina- Roma: probabili formazioni e curiosità in numeri

Stasera alle 20.45 all’Artemio Franchi è di scena Fiorentina-Roma. Vediamo le probabili formazioni e qualche curiosità  

Fiorentina- Roma: probabili formazioni e curiosità

di Maria D’Auria

Stasera alle 20.45 all’Artemio Franchi si disputerà l’anticipo di Fiorentina-Roma, valido per la 17esima giornata di campionato.

Vincenzo Montella, reduce dal pareggio contro l’Inter (1-1) prova a dare un seguito alla buona prova eseguita contro la capolista e a risalire la classifica (fermi al 14esimo posto, a 2 punti da Verona, Bologna e Sassuolo). I giallorossi di Paulo Fonseca, dopo la vittoria casalinga contro la Spal (3-1), dovranno impegnarsi per mantenere la zona Champions, al quarto posto con il Cagliari alle spalle e a -4 dalla Lazio.

I convocati.

Per la Fiorentina, Boateng dovrebbe tornare titolare, in attacco al fianco di Vlahovic, mentre Chiesa è ancora infortunato dopo la contusione alla caviglia.  Confermato Castrovilli a centrocampo, probabile Benassi al posto di Badelj. Pezzella in difesa e Lirola e Dalbert sulle fasce.

Sul versante giallorosso, Fonseca ha la disponibilità di Smalling, tornato giovedì in gruppo.  Ancora Spinazzola sulla fascia, preferito a Florenzi che farà panchina, Veretout e Diawara a centrocampo. In attacco probabilmente la scelta cadrà su Perotti che completerà il tridente con Pellegrini e Zaniolo, trainati da Dzeko. Indisponibili Cristante, Zappacosta e Pastore.

PROBABILI FORMAZIONI

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Ger. Pezzella, Caceres; Lirola, Badelj, Pulgar, Castrovilli, Dalbert; Boateng, Vlahovic.

A disp.: Terracciano, Cerofolini, Venuti, Ranieri, Ceccherini, Cristoforo, Zurkowski, Benassi, Eysseric, Ghezzal, Sottil, Pedro.

Allenatore: Montella.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola, Smalling, Mancini, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Lo. Pellegrini, Perotti; Dzeko.

Panchina: Fuzato, Cardinali, Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Cetin, Mkhitaryan, Under, Antonucci, Kalinic.

Allenatore: Fonseca.

Arbitro: Orsato di Schio.

CURIOSITA’ IN NUMERI

I precedenti in Serie A

Negli ultimi 5 precedenti di Fiorentina-Roma in campionato (dal 2015/2016 al 2018/219), la Roma ha ottenuto 2 vittorie all’Artemio Franchi, 1 sconfitta e 2 pareggi. Sono andati in rete per 2 volte Gerson e Veretuout con i seguenti risultati:

2018-2019 Fiorentina-Roma 1-1   (32’ aut. Veretout, 85’ Florenzi)
2017-2018 Fiorentina-Roma 2-4   (5′ Gerson, 11′ Veretout, 30′ Gerson, 39′ Simeone, 50′ Manolas, 87′ Perotti)

2016-2017 Fiorentina-Roma 1-0 (82′ Badelj)

2015-2016 Fiorentina-Roma 1-2   (7′ Salah, 34′ Gervinho, 90′ Babacar)

2014-2015 Fiorentina-Roma 1-1   (20′ Gómez, 49′ Ljajić)

La partite con il maggior numero di gol è stata disputata nel campionato 2017/2018 dove la Roma si impose sui padroni di casa per 4 a 2 (4 5′ Gerson, 11′ Veretout, 30′ Gerson, 39′ Simeone, 50′ Manolas, 87′ Perotti)

Su 80 gare giocate in Serie A, la Fiorentina ha totalizzato: 33 vittorie contro 15 della Roma; 32 pareggi. I gol segnati dalla Fiorentina sono stati in totale 115
mentre la Roma neha totalizzati 79

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La nave Trieste trasferita per completare i lavori in altro cantiere

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Così come annunciato mesi fa, la Nave Trieste viene trasferita. Centinaia di addetti senza lavoro. Nulla è accaduto dopo i tanti impegni annunciati

La nave Trieste trasferita per completare i lavori in altro cantiere

Castellammare di Stabia – Ultimo giorno di lavoro per gli operai impegnati su nave Trieste, la Fincantieri ha ufficialmente deciso il suo trasferimento e dunque il completamento dei lavori in altro cantiere.

Grande festa a maggio per il varo della nave ammiraglia della Marina Militare, una partecipatissima cerimonia con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e rappresentanti delle più importanti cariche istituzionali. Alcune settimane dopo la preoccupante notizia del possibile trasferimento anticipato dal cantiere di Castellammare a quello di Muggiano.

Da quel dì in tanti sono intervenuti stigmatizzando tale decisione, dai sindacati di categoria al sindaco Gaetano Cimmino, dai deputati Federico Conte e Catello Vitiello ai consiglieri comunali Tonino Scala e Andrea Di Martino.

Preoccupazione per il futuro di centinaia di lavoratori, per il futuro del cantiere e dunque, lo stato d’agitazione dei lavoratori, presentazioni di interrogazioni parlamentari, appelli rivolti al Presidente del Consiglio e ai vari ministri interessati, al Presidente della Regione Campania, al Presidente Autorità Portuale e ai vertici della Fincantieri.

Richieste di incontri e di dar vita a coordinamenti permanenti, tavoli tecnici, valutazioni e considerazioni ma, alla luce della decisione assunta dalla Fincantieri, nulla ha modificato il percorso stabilito che comunque, come già detto, da tempo annunciato.

Lavoratori che perdono il posto di lavoro, una città mortificata, un futuro incerto per uno storico cantiere.

Immediata la reazione del consigliere comunale Tonino Scala che in una nota a tale proposito ricorda che “solo qualche mese fa con un tono tra il risentito e lo scocciato Fincantieri in una sua nota, respinse con forza, con irruenza la richiesta- avanzata dai sindacati, dal Sindaco, dalle forze politiche e da Parlamentari – di convocare un tavolo con i vari soggetti interessati per verificare carichi di lavoro, tempi degli investimenti e missione produttiva per il rilancio e lo sviluppo del cantiere di Castellammare”.

Castellammare merita rispetto, afferma Scala, che ribadisce la necessità che Governo e Regione si attivino in tempi rapidi per un confronto con Fincantieri che ridimensiona addetti a Castellammare in una fase “positiva e di espansione a livello internazionale”.

Poi il consigliere si rivolge al primo cittadino invitandolo a un urgente cambio di passo alla luce di una città che risulta esclusa da ogni processo, sia pure lento, che sta caratterizzando la Regione, una città isolata.

La città richiede e attende risposte risolutive, è ancora quanto afferma Scala rivolgendosi al sindaco, andavano evitati annunci e foto ricordo e invece affrontati con serietà i problemi esistenti e tra questi quello del cantiere.

L’invito è di fare presto, “sicuro che avrà tutti dalla sua parte, città, Consiglio comunale, forze produttive. Castellammare non può permettersi di perdere altro tempo”.

Duro anche il commento del consigliere di opposizione Andrea Di Martino che alla luce di questa drammatica notizia, che penalizza lavoratori e tutta la città, ricorda al sindaco che alla sua richiesta di mobilitazione, insieme alle organizzazioni sindacali si è risposto “con foto ricordo con l’amministratore delegato e ipotesi di cittadinanza onoraria che allo stato dei fatti risultano grottesche. Castellammare deve fare valere il suo peso e non arrendersi alla volontà di trasformare il nostro cantiere in una officina di riparazione”.

Un Natale triste per la città, aggiunge Di Martino, centinaia di lavoratori dell’indotto saranno senza lavoro, aspetto che tra le tante altre considerazioni, rappresenta il “segno della precarietà con cui lo stabilimento Stabiese si misura da anni oramai”.
Giovanni Mura

Ercolano, sequestrati botti illegali: 31enne finisce nei guai

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Ercolano, sequestrati botti illegali: 31enne finisce nei guai

Un un sacco nero che teneva tra le gambe mentre guidava il suo scooter S.C 31enne del posto già noto alle forze dell’ordine, trasportava 500 “track” artigianali e quindi molto pericolosi. E’ fuggito all’alt imposto dai carabinieri della tenenza di Ercolano ma è stato inseguito e fermato, poi perquisito.

I militari hanno notato i 21 chili e mezzo di botti illegali e li hanno sequestrati.
L’uomo è stato arrestato per detenzione di materiale esplodente e risponderà anche di resistenza a pubblico ufficiale; giudicato con rito direttissimo, è stato condannato a un anno di reclusione con sospensione della pena.

I militari hanno notato i 21 chili e mezzo di botti illegali e li hanno sequestrati.
L’uomo è stato arrestato per detenzione di materiale esplodente e risponderà anche di resistenza a pubblico ufficiale; giudicato con rito direttissimo, è stato condannato a un anno di reclusione con sospensione della pena. I militari hanno notato i 21 chili e mezzo di botti illegali e li hanno sequestrati.
L’uomo è stato arrestato per detenzione di materiale esplodente e risponderà anche di resistenza a pubblico ufficiale; giudicato con rito direttissimo, è stato condannato a un anno di reclusione con sospensione della pena.

 

Zielinski: “Col Sassuolo per vincere. Barça? Si può. Che grinta Gattuso”

“Adesso basta risultati negativi, ritorneremo a vincere”

Piotr Zielinski, centrocampista del Napoli e della nazionale polacca, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso della trasmissione “Radio Goal”.

Ecco le parole di Zielinski:
“Dobbiamo chiudere con questi risultati negativi, la stagione non è positiva fin qui per noi. Dobbiamo guardare avanti e vincere il più possibile. Difficile da spiegare perchè in Champions facciamo bene e male in campionato. Diamo sempre il massimo ma ci manca sempre qualcosa. Speriamo che da questa domenica possiamo ripartire per far divertire in nostri tifosi.
Gattuso? Il mister è carichissimo, ha tanta voglia e vuole dimostrare il suo valore. Gli abbiamo dato la nostra disponibilità: ci mette tanta intensità negli allenamenti. Faremo bene.
Colpe? Non so se è di tutti, ma la maggior parte è la nostra. C’erano partite che avremmo voluto vincere, ma forse non eravamo cattivi al punto giusto. Mancava tranquillità in campo. Abbiamo perso tantissimi punti, ora guardiamo avanti per recuperare ciò che abbiamo perso.
Barcellona? Siamo una grande squadra e possiamo affrontare chiunque: lo abbiamo dimostrato col Liverpool. Saranno due bellissime sfide e tutti sognano due notti del genere. Speriamo di vincere e di passare il turno.
Modulo? Col Parma abbiamo già visto qualcosa di buono, in passato ci siamo divertiti e speriamo che con Gattuso vada ancora meglio. Nel 4-3-3 mi sento nel mio ruolo preferito. Darò il massimo per dare una mano alla nostra squadra. Il mio ruolo preferito è mezzala sinistra.
Cena? Serviva un incontro così bello col clima natalizio e le nosre famiglie. Siamo stati insieme ed è stata una bellissima serata che ci darà una spinta.
Rinnovo sotto l’albero? Di queste cose si preoccupa il mio procuratore. Ne parliamo da tanto tempo, devo solo pensare al campo. Nazionale? Prima della Nazionale, spero di poter fare bene col Napoli per far divertire la gente.
Auguri di Natale a tutti i tifosi napoletani: un tranquillo e sereno Natale e un felice anno nuovo. Abbiamo bisogno di loro e ci divertiremo”.

Caserta: “Contro il Venezia con più cattiveria. Dobbiamo migliorare ancora”

Fabio Caserta, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Venezia di domani alle ore 15 al “Menti”

Caserta: “Contro il Venezia con più cattiveria. Dobbiamo migliorare ancora”

Fabio Caserta, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Juve Stabia-Venezia, match in programma domani al “Romeo Menti” alle ore 15 e valevole per la diciassettesima giornata del campionato di Serie B 2019-2020. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentr0.it.

Sono molto contento per aver festeggiato le cento panchine con una grande vittoria contro una forte squadra su un campo difficile dopo una settimana non facile. C’è stata una grande reazione da parte della squadra e sono stato molto felice. Purtroppo abbiamo diversi infortuni, s’è fatto male Mezavilla e Allievi non è ancora recuperato e quindi non voglio rischiarlo anche perchè ci sono altre due partite in settimana. Faremo di necessità virtù, stringendo i denti tutti insieme per superare questo momento non facile da un punto di vista degli infortuni. Guardiamo al futuro- continua Caserta – con ottimismo sperando di risolvere questi problemini. 

Calò è dallo scorso anno che fa cose importanti. E’ partito con difficoltà quest’anno ma poi ha fatto cose importanti e può fare bene anche nella categoria superiore. Ha ancora qualche pausa di troppo durante la gara che non è una cosa buona per un centrocampista ma sta facendo sempre meglio. E’ un assenza molto importante – continua Caserta – per noi ma chi lo sostituirà non lo farà rimpiangere. Deciderò domani chi lo sostituirà. Sia Di Gennaro che Buchel non hanno i 90 minuti nelle gambe. Buchel va migliorando la condizione fisica mentre Di Gennaro ha avuto qualche problemino dopo la gara con la Salernitana. 

Pensiamo solo a chi è disponibile. La gara di Verona l’abbiamo già dimenticata e pensiamo solo alla gara di domani contro il Venezia. Non dobbiamo ripetere assolutamente il primo tempo col Chievo ma cercare di ripetere il secondo tempo. Contro un Venezia che ha fatto meglio fuori casa che in casa. Ci vuole ancora più cattiveria domani, non è una gara facile ma è difficilissima, non ci dobbiamo cullare – continua Caserta – sulla vittoria di Verona. Non abbiamo fatto ancora niente. Dobbiamo affrontarli con la giusta cattiveria. Dobbiamo migliorare ancora tanto. 

Noi dobbiamo sfruttare il fattore campo e il nostro ambiente è uguale a quello degli altri stadi. Con Suciu siamo stati bene e lo saluterò con molto affetto. Anche Montalto e il direttore Lupo li saluterò cordialmente, ho un buon rapporto con tutti. Loro faranno di tutto per portare via punti e noi faremo lo stesso. Nei 90 minuti saremo avversari e poi saremo di nuovo amici. 

Forte ci sta dando una grossa mano, siamo contenti di quello che ci ha dato siamo contenti di quello che farà fino alla fine. Non bisogna esaltarsi per la vittoria di Verona, non abbiamo fatto niente e domani sarà ancora più difficile. Noi siamo costruiti per salvarci ed è logico avere dei limiti che dobbiamo colmare con il lavoro. Per salvarsi – continua Caserta – non ci vogliono solo i calciatori ma anche gli uomini e la Juve Stabia li ha. 

Addae, come succede per altri calciatori, è normale che abbia trovato difficoltà dopo aver cambiato ambiente. Cambia il tipo di vita ma cambiano anche i metodi di lavoro. Non puoi dire che è un giocatore scarso soprattutto perchè ha fatto tanti anni di Serie B. Conosce bene la categoria e ha bisogno del tempo necessario per ambientarsi. Pensate per esempio a Ceravolo che ha sempre fatto tanti gol e che ora nella Cremonese ne ha fatto solo uno. Se i giocatori non si sentono amati o importanti non riescono a dare il cento per cento di loro stessi”.

a cura di Natale Giusti

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Dionisi: “Juve Stabia in salute ma non abbiamo paura”

Alla vigilia del match di domani tra Juve Stabia e Venezia, ha parlato in sala stampa il tecnico dei lagunari Alessio Dionisi. Ecco le sue parole in vista della sfida alle vespe, riportate dai colleghi di Trivenetogoal.it:

”Ci aspettano tre gare ravvicinate. Si giocherà tre volte in una settimana e dobbiamo dosare le energie per ben figurare in tutti e tre gli appuntamenti. Ora pensiamo alla Juve Stabia, sappiamo che la classifica è corta e che basta poco per risalire la china. Dobbiamo lavorare sull’aspetto mentale per dare sempre il massimo in ogni gara. Dobbiamo avere una grande intensità per fare punti contro una Juve Stabia che era stata etichettata come squadra materasso e invece non é così. Stanno vivendo un buon momento ma abbiamo affrontato altre volte squadre in condizione e abbiamo fatto bene. Dobbiamo fare bene anche domani in casa delle vespe.  Non conta la prestazione ma conta il risultato. Va bene anche giocare male ma fare punti, ne abbiamo bisogno. La gara con la Juve Stabia può essere influenzata anche dal sintetico del Menti, siamo pronti anche a questa evenienza. Non é la gara perfetta per mettere in mostra le nostre qualità, faranno la differenza le seconde palle e noi abbiamo lavorato su questo. Con la Juve Stabia mancheranno Pimenta, Fiordaliso, Simeoni, Marino, Felicioli e Zuculini ma gli altri stanno tutti bene e mi aspetto una grande gara.”

I cani del Rifugio Don Blasco di Messina sono a rischio

Il Comune di Messina ha indetto un bando al ribasso per i 50 cani del rifugio Don Blasco al quale possono partecipare tutti i canili d’Italia.

I cani del Rifugio Don Blasco di Messina sono a rischio

Il rifugio per cani e gatti Don Blasco di Messina è nato nel 2009 dall’associazione Amici di Fido & Co. Da allora si è dedicato alla cura e assistenza dei nostri cari amici a quattrozampe e al loro collocamento presso famiglie che volessero adottarli. 

Si legge nell’attinente pagina Fb “Il Rifugio Don Blasco dà asilo a cani e gatti abbandonati e maltrattati della città di Messina e l’associazione alla quale è affidato è Fido & Co. I nostri amici a 4 zampe attendono speranzosi di essere adottati e nel frattempo accolgono con grande felicità volontari che possano prendersi cura di loro, anche solo per coccolarli, all’interno del rifugio”.

Ma adesso, come si leggeva in post del 17 dicembre 2019 del Rifugio “L’assessore Massimo Minutoli e il sindaco Cateno De Luca, hanno indetto un bando al ribasso per i 50 cani del rifugio Don Blasco al quale possono partecipare tutti i canili d’Italia. Ovviamente essendo un bando al ribasso, se li aggiudicherà chi offre meno. Il bando é stato indetto con scadenza il 27 dicembre e avrà una validità di 5 mesi, dopo quei mesi in cui il Comune sborserà circa 30 mila euro per togliersi i nostri cani che da 10 anni, noi, gli manteniamo gratis, non si sa l’ulteriore fine che faranno. Si parla letteralmente di deportazioni, saranno prelevati come bestie da macello e trasportati nel luogo che li avrà vinti”.

“Abbiamo diversi cani anziani che non hanno mai visto nessuno a parte noi, cani terrorizzati che nemmeno noi possiamo toccare, un cane molto territoriale che noi a fatica riusciamo ad avvicinare, noi conosciamo i caratteri dei nostri cani mentre loro nel bando parlano di aggiudicazione per lotti tramite numero crescente di microchip, letteralmente li selezionano come numeri. Questo è il rispetto che il nostro Comune ha per i propri animali per i quali non abbiamo mai ricevuto 1 kg di croccantini dai legittimi proprietari (il Comune, ndr)”, concludono in un comunicato i volontari del Rifugio Don Blasco.

Chiaramente la notizia ha allarmato in città e provincia tutti coloro che amano gli animali e in particolare cani e gatti. 

Il motivo di questa improvvisa decisione di Palazzo Zanca, il Municipio di Messina, sarebbe conseguente al   decreto dell’assessorato regionale alla salute numero 2164 del 2017, (Governo regionale Siciliano di centrosinistra, Presidente all’epoca Rosario Crocetta del PD e Assessore Regionale Baldassare Gucciardi del Pd) che ha intimato ai Comuni e alle Asp di sgomberare i luoghi in cui non ci sono le giuste condizioni sanitarie. Pertanto, dichiara l’Assessore del Comune di Messina Massimo Minutoli (con deleghe alla Manutenzione Beni e Servizi; Cimiteri, Arredo Urbano e Spazi Pubblici; Acquario e Dimora degli Animali; Protezione Civile e Difesa del Suolo; Sicurezza sui Luoghi di Lavoro; Pronto Intervento; Interventi Igienico Sanitari; Volontariato; Servizi al Cittadino) “Quel rifugio è un tugurio, con topi e umidità. Se c’è l’interesse al benessere degli animali, quello non è il luogo giusto. I cani non possono essere messi in un terreno qualunque, senza adeguate protezioni. Servirebbe un posto idoneo dal punto di vista urbanistico, autorizzato dall’Asp, non è così semplice. Abbiamo provato più volte a trovare una soluzione condivisa, saremmo felici se i cani venissero adottati a Messina o se si trovasse una struttura adeguata per accudirli”.

Aggiunge ancora l’Assessore Minutoli con una forma di apertura che seppure il tempo per trovare un’altra soluzione è poco, poiché il bando scade il 27 dicembre “si può sempre integrare, modificare o anche bloccare o rinviare – conclude Minutoli -. Siamo disponibili ad ascoltare tutti e, eventualmente, a cambiare il percorso. Però ci aspettiamo proposte, non insulti gratuiti. Il bando è stato fatto dal dirigente in base alle norme, il nostro indirizzo politico era quello di sistemare i cani nel modo migliore per il loro benessere, che è garantito da alcune condizioni”.

Intanto il giorno 18, successivo alla notizia, il Rifugio Don Blasco ha scritto ancora nella rispettiva pagina Fb “Grazie con tutto il cuore,il vostro appoggio ci fa sentire meno soli. Vi terremo aggiornati su tutto non appena andremo a chiedere spiegazioni e cercare una soluzione. Intanto vi possiamo dire che, per aiutarci, il primo passo è CONDIVIDERE le pagine e gli appelli di adozione! In questa pagina e nella pagina Adozioni svuota rifugio – Via Don Blasco – Messina trovate gli album da ricondividere!
Inoltre vi rassicuriamo che tutti gli ordini di palline e calendari verranno normalmente mandato avanti! Anche perché in previsione della ricerca di un eventuale posto nuovo ci servirà anche l’aiuto economico. Chiunque volesse fare regali di Natale solidali può continuare a farlo!
Vi ringraziamo per il sostegno, vi daremo notizie al più presto”.

Di seguito, lo stesso 18 dicembre, è stato pubblicato anche un altro post che rassicurerebbe verso una possibile conclusione ragionevole di questa situazione “L’assessore Minutoli ci ha rassicurati dicendo che ci darà altro tempo e che se abbiamo bisogno possiamo rivolgerci a lui in qualsiasi momento perché lui é dalla parte degli animali, rivedrà il bando e per il momento cercherà di darci spazio per poter trovare adozioni. Ribadiamo che la struttura è soggetta a sfratto da molti anni poiché non idonea ad ospitare animali e la necessità primaria resta quella di condividere gli appelli e cercare adozioni per svuotare nel più breve tempo possibile il posto. Ringraziamo tutti per il sostegno, per le condivisioni, per l’indignazione, per le segnalazioni ai vari giornali, enti ecc, siete tanti, siamo una grande squadra e sappiamo che uniti possiamo farcela a trovare casa a tutti! Il vostro sostegno economico ci é sempre utile finché ci saremo noi ad occuparci dei cani gratuitamente e spinti solo dal senso di dovere e dall’amore, solo grazie a voi possiamo continuare a curarli e tenerli sotto controllo in vista di eventuali adozioni e viaggi. Spero che dopo il rumore fatto ieri non ci abbandoniate ma continuate a seguirci e soprattutto a sostenere i nostri cani, poiché sono cani dell’intera comunità messinese. Attendiamo fiduciosi notizie dall’assessore Minutoli che si é detto pronto ad aggiornarci e ribadito la sua totale collaborazione per il benessere dei cani”.

In questa vicenda non si può fare a meno di evidenziare la singolarità del ristretto tempo tra la decisione del Comune di Messina e la scadenza repentina della norma, quando ci sarebbe stato molto più tempo disponibile a pensare e attivarsi se si fosse provveduto prima, quanto meno un anno addietro. 

Mariella Musso

Il decreto istruzione è legge

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Cosa prevede la norma. Concorsi. 48 mila assunzioni. Scuolabus gratis per i bambini più bisognosi. Didattica innovativa. Collaboratori scolastici.

Il decreto istruzione è legge

Approvato in via definitiva il decreto scuola: con 160 voti favorevoli, 121 contrari e nessuna astensione, il Senato dà il via libera al provvedimento con il voto di fiducia chiesto dal Governo. Il decreto, approvato in prima lettura dalla Camera il 3 dicembre scorso, prevede norme per il reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti. 

Il Ministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha detto a margine di un evento a Firenze che si tratta di “un primo passo per rimettere al centro del Paese la Scuola, l’Università e la Ricerca”. Ha poi aggiunto che il via libera della Camera al decreto scuola “porta una serie di novità importanti sul reclutamento degli insegnanti, i ricercatori, tante cose che hanno a che vedere con il funzionamento della scuola, dell’università e del mondo della ricerca. Dopo anni di disinteresse torniamo a mettere al centro la scuola, l’università e la ricerca. In particolar modo garantendo la continuità didattica, velocizzando il reclutamento di docenti e ricercatori, abbattendo il precariato, sburocratizzando il settore e rafforzando

“Un impegno mantenuto nei confronti di chi lavora in scuole, atenei e enti di ricerca” scrive su Twitter la vice ministra all’Istruzione, Anna Ascani Arrivano le prime risposte, nuovi concorsi e misure prese con responsabilità per migliorare la qualità del sistema di istruzione e formazione. Un risultato importante”.

ll sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca Lucia Azzolina ha dichiarato “Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto scuola. Ci abbiamo lavorato tanto. In meno di tre mesi abbiamo dato alcune risposte che sono un punto di partenza importante per mettere ordine nel sistema di istruzione. Ringrazio i colleghi di maggioranza e di governo per la collaborazione che ha caratterizzato questo percorso. Potevamo fare meglio? Io credo che intanto abbiamo posato una pietra. Questo decreto è un inizio, non un punto d’arrivo. Ora dobbiamo costruire una visione nuova di scuola. Stabilità, innovazione sostenibile, inclusione, devono essere le nostre parole chiave. Stabilità perché se le norme che muovono il sistema cambiano di continuo la scuola non va avanti, ma arranca. Servono regole chiare. Innovazione perché la scuola deve stare al passo con i tempi. Non ci saranno rivoluzioni calate dall’alto: metteremo a frutto le tante pratiche già esistenti e messe in campo dai nostri stessi insegnanti. Ogni cambiamento deve essere sostenibile e non creare stress al sistema, questa sarà la linea guida. Dobbiamo poi includere di più, facendo in modo che, come richiede la Costituzione, all’articolo 34, la scuola sia veramente aperta a tutti. Tutto questo possiamo farlo con gli strumenti normativi e amministrativi che abbiamo a disposizione, compreso il decreto scuola. Al MIUR Social siamo già al lavoro per la sua attuazione e per dare rapidamente seguito alle novità contenute nel provvedimento. Novità che nei prossimi giorni vi racconterò qui, sui mie canali social, con schede di dettaglio e approfondimenti.”.

Si legge sulla pagina Fb del Movimento 5Stelle cheSono previste 48.000 assunzioni a tempo indeterminato di insegnanti. Due concorsi, uno straordinario, rivolto a chi lavora nella scuola da almeno 3 anni, e uno ordinario, per tutti gli altri che abbiano ovviamente i titoli e il merito per iniziare ad insegnare, permetteranno a migliaia di docenti di uscire da una frustrante condizione di precariato. Scuolabus gratis per i bambini più bisognosi. Il costo sarà stabilito sulla base delle condizioni economiche della famiglia, per cui riduciamo o azzeriamo completamente la quota che le famiglie versano per i servizi di scuolabus. Call veloce. Assumiamo docenti per coprire i posti che ogni anno restano vuoti e che, di solito, vanno a supplenza. Daremo la possibilità ai vincitori di concorso, agli iscritti nelle graduatorie e agli idonei di concorso, di spostarsi, se lo vogliono, in altre regioni per essere assunti. Didattica innovativa. Tra le materie oggetto di aggiornamento e formazione dei docenti ci sarà anche l’educazione digitale e la programmazione informatica. Collaboratori scolastici. Semplifichiamo le procedure per assumere oltre 11.000 collaboratori scolastici impegnati in servizi di pulizia e mantenimento del decoro nelle scuole”.

Incertezze tuttavia pervengono dalle associazioni degli insegnanti “Nel provvedimento mancano quegli interventi strutturali necessari per risolvere l’atavico e sempre più grave fenomeno della ‘supplentite’ che conta ancora 200mila precari” dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti “Adesso è necessario che la macchina organizzativa si metta subito in moto, così da consentire entro l’inizio del prossimo anno scolastico l’immissione in ruolo dei precari interessati dalla procedura di stabilizzazione”.

Il decreto diventerà legge dal momento della sua pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale.

Mariella Musso

 

Givova Scafati, domenica l’ultima partita del 2019

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Al PalaMangano, per l’ultima partita dell’anno, la Givova Scafati vuole salutare nel migliore dei modi il 2019 cercando di battere Bergamo

Prende il via questo fine settimana il turno di ritorno del campionato di serie A2. La Givova Scafati ospiterà Bergamo per l’ultima gara ufficiale dell’anno solare in corso, tra le mura amiche del PalaMangano, con palla a due domenica 22 dicembre, alle ore 18:00. Partita non semplice, sapendo che il roster della squadra ospite  annovera due buoni stranieri: l’ala piccola Carroll (16,2 punti di media) e la guardia Lautier Ogunleye (14,7 punti di media). La regia della squadra è affidata a Zugno (11,1 punti e 3,4 assist di media), mentre sotto le plance svettano i vari Allodi, Bozzetto e Costi. Le alternative, tra gli esterni, sono invece gli interessanti Parravicini (playmaker), Dieng (ala piccola) e Marra (guardia). Nel complesso, quella bergamasca è una formazione giovane che fa della dinamicità e della imprevedibilità le sue armi principali. Partita dunque da non sottovalutare per la Givova Scafati e, a tal proposito, riportiamo le dichiarazioni dell’assistente allenatore gialloblù Sergio Luise: «La vittoria bella e sofferta di Latina ci ha consentito di chiudere positivamente la prima parte del campionato, ma soprattutto di recuperare qualche passo falso fatto nella prima parte del campionato tra le mura amiche. Ora ci attende Bergamo, che all’andata ci sconfisse, ma dobbiamo dimenticare quella partita e soprattutto non pensare di dover vendicare quella sconfitta, bensì giocare per vincere così come facciamo in ogni singolo incontro. Al PalaMangano non ci possiamo più permettere di lasciare punti. Troveremo una squadra in difficoltà, perché reduce da una serie di sconfitte, ma proprio per tale motivo la sfida si preannuncia insidiosa: in questo girone di ritorno, per Bergamo ogni partita avrà il sapore dell’ultima spiaggia, quindi mi attendo una squadra che giocherà con grande intensità. Dispone di un organico giovane, ma questo è sinonimo di leggerezza ed indice di grande facilità nel dimenticare le recenti uscite negative. Troveremo una squadra che si affida molto ai due stranieri e che dispone di una inedita coppia di lunghi italiani, bravi sia nel tiro da fuori che nel gioco spalle a canestro. Dovremo prestare molta attenzione a questa peculiarità e migliorare le nostre collaborazioni, soprattutto in vista dell’innesto di Portannese»

Oltre a Sergio Luise,  riportiamo anche le parole della guardia Marco Portannese: «Dopo settimane di assenza da una gara ufficiale, non vedo l’ora di scendere in campo. Finora mi sono solo allenato e mi sono ambientato con i miei nuovi compagni, molti dei quali già li conoscevo. Ho trovato un bel gruppo, composto da ottimi ragazzi, ma soprattutto ottimi giocatori. Sono venuto a Scafati per dare il mio contributo a risollevare la squadra da un inizio di campionato balbettante, anche se già nelle ultime partite ha dato chiari segnali di crescita e di miglioramento, che devono essere solo confermati. Ho visto il video della prima di campionato, nella quale i miei compagni furono sconfitti a Bergamo in maniera rocambolesca, ed ora che giochiamo al PalaMangano non vediamo l’ora di rendere il favore. Bergamo è una squadra ottimamente allenata da coach Calvani, che ha una età media molto bassa, due stranieri desiderosi di mettersi in mostra e di sicuro verrà a Scafati senza avere nulla da perdere. Non dovremo abbassare la guardia, perché altrimenti rischiamo brutte figure. Sin dalla palla a due dovremo mettere intensità, per chiarire da subito le nostre intenzioni»