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Castellammare, FdI presenta la sua lista. Savoia: “Cimmino, il nostro naturale candidato sindaco”

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Castellammare, FdI presenta la sua lista. Savoia: “Cimmino, il nostro naturale candidato sindaco”

Castellammare di Stabia, Fratelli d’Italia ieri ha presentato la sua lista di candidati. All’interno di una nota del Coord. cittadino Michele Aprea, si legge: “Fratelli d’Italia-Castellammare di Stabia ha presentato questa sera alla città i 24 candidati. Hanno partecipato all’incontro il coordinatore provinciale FDI Nello Savoia, il vice coordinatore regionale FDI Pietro Diodato, il commissario cittadino FDI Michele Aprea ed il candidato sindaco del centro-destra Gaetano Cimmino. “Nonostante le difficoltà nate dalla disaffezione alla politica ed ai partiti – dichiara il commissario cittadino FDI Michele Aprea – siamo riusciti a comporre una squadra di 24 candidati , 12 uomini e 12 donne, rappresentativi di tutte le categorie sociali, professionali ed anagrafiche. Nella nostra lista di candidati ci sono professionisti, medici, insegnanti, infermieri, casalinghe, operai e non per ultimo un ampia rappresentanza di forze dell’ordine. Tutti decisi a candidarsi con unico obiettivo : contribuire alla rinascita di Castellammare di Stabia dopo i fallimenti delle ultime amministrazioni di centrosinistra”.

“Il nostro naturale candidato sindaco – prosegue il coordinatore provinciale Nello Savoia – è stato sin dal primo giorno Gaetano Cimmino in quanto, a differenza di altri, non hai mai pensato, neppur lontanamente, di creare una coalizione che non comprendesse, solo ed esclusivamente, i partiti di centrodestra con i loro simboli”.

Castellammare, Fincantieri: la posizione del candidato Sindaco Scala

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Castellammare, Fincantieri: la posizione del candidato Sindaco Scala

Castellammare di Stabia, ecco il pensiero di Tonino Scala, candidato Sindaco con Liberi e Uguali, in merito alla questione Fincantieri. Nel suo comunicato, si legge: “Non abbiamo mai giocato alla sfascio e non ci siamo mai nascosti dietro ai NO per non assumerci la responsabilità di dare un giudizio sulle prospettive di Fincantieri. Con la scelta dei tronconi , meno di due anni di lavoro,si prova a tamponare la carenza di commesse per Castellammare e a nascondere l’indecisione sulla missione da assegnare al nostro  Cantiere.

Afferma Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri nel comunicato di oggi: “Fincantieri detiene un posizionamento di mercato tale da coprire tutti i segmenti ad alto valore aggiunto della navalmeccanica……” Nonostante ciò si pensa che Castellammare debba diventare solo un “sito  polifunzionale”, non più adibito alla costruzioni di navi , ma di parti di esse : cioè un Cantiere di supporto agli altri Cantieri!!! Noi ribadiamo la nostra preoccupazione se questa dovesse davvero diventare la missione produttiva per Cmmare.

Sugli altri punti si usano affermazioni generiche come:

“Fincantieri esplorerà qualunque iniziativa in tema di ricerca promossa in ambito regionale e nazionale, cercando di attrarre finanziamenti e valutandone, volta per volta, la fattibilità e le possibili ricadute positive per il futuro dello stabilimento. Fincantieri prevede, che il suo sito stabiese verrà dedicato anche alla costruzione di nuovi traghetti di media dimensione conformi con le più recenti normative in tema di sicurezza e ambiente, impiegabili in servizi di trasporto pubblico locale, per i quali, in linea anche con il recente indirizzo del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, appare sempre più improrogabile il rinnovo. Infatti, la flotta navale di bandiera italiana impiegata in servizi di cabotaggio nazionale in modo esclusivo o prevalente è composta da 123 mezzi, di cui più della metà con età superiore a 25 anni (60% della flotta), e la contestuale introduzione di limiti sulle emissioni più stringenti, dovrebbero favorirne, se non imporne, il progressivo svecchiamento”

Ancora : “Fincantieri si impegna a verificare la possibilità di assegnare allo stabilimento di Castellammare intere nuove commesse di navi acquisite sui mercati internazionali.

Inoltre, Fincantieri svilupperà iniziative nel campo della formazione, compresa una “Academy” aziendale, promuovendo accordi con istituti professionali e università presenti sul territorio regionale, volti ad indirizzare e formare i giovani verso le numerose figure professionali e competenze richieste dal Gruppo, dagli operai specializzati, ai periti, ai laureati.”

A questo elenco di buone intenzioni, segue quello della Regione ancora più generico e vago. Dopo anni, dopo gli impegni assunti nelle varie campagne elettorale mi sembra un po’ poco per dichiararmi soddisfatto e per fugare le preoccupazioni sul futuro di Castellammare. Gli altri Cantieri italiani hanno commesse, sono quelli del Mezzogiorno che sono costretti ad  “arrangiarsi”.

Da giugno, subito dopo il voto, richiederò che si definisca una missione chiara, il futuro di Castellammare non può essere legato alla costruzione di tronconi che non riescono a fare gli altri cantieri, o alla prospettiva di rottamazione dei traghetti di media dimensione di cui si parla almeno da 10 anni. Serve  che con Fincantieri, Regione, Governo e la stessa Autorità Portuale, si arrivi ad un confronto serrato . Da Sindaco promuoverò una iniziativa che si muova in tal senso  chiedendo rispetto e impegni seri per Castellammare. I lavoratori hanno compiuto sforzi e sacrifici enormi, il nostro cantiere ha raggiunti livelli di produttività altissimi e non merita di vivere nell’incertezza.

Nei prossimi giorni mi confronterò con i sindacati e i lavoratori.”

Sarri-De Laurentiis, nessun esonero: la situazione

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Nessun esonero in vista per Maurizio Sarri, De Laurentiis ha in mente un’altra mossa

Ieri negli uffici della Filmauro a Roma si è tenuto l’incontro tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti. Tuttavia c’è ancora da definire il rapporto con Maurizio Sarri. Il patron del Napoli non sembra intenzionato ad esonerare il tecnico azzurro, nonostante nel contratto sia presente la clausola che gli consente di farlo, pagando una somma di 500mila euro.

Secondo quanto riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo de La Gazzetta dello Sport, il numero uno del Napoli continuerà a pagare regolarmente l’ingaggio a Maurizio Sarri da 1.4 milioni a stagione, in contratto fino al 2021. La scelta di non esonerarlo è per impedirgli di trovare subito un’altra collocazione.

De Laurentiis è consapevole del fatto che con questo modo potrebbe comunque chiedere un risarcimento per poterlo liberare da qui in avanti, magari proprio quegli 8 milioni di euro della clausola rescissoria. La mossa serve soprattutto a evitargli prospettive in divenire nel nostro campionato. E’ lecito attendersi, ora, anche qualche cambiamento sul modo di operare per quanto concerne il calciomercato.

Il Magistrato dr. Giovanni Falcone

Ricordiamo la vita del Magistrato dr. Giovanni Falcone poiché lui è sempre vivo nelle nostre menti. Le parti sottolineate sono eloquenti di quanto dovette, dovettero combattere anche contro le Istituzioni.

Giovanni Falcone nasce a Palermo il 18 maggio 1939. Dopo aver frequentato il Liceo classico “Umberto” compie una breve esperienza presso l’Accademia navale di Livorno. Decide di tornare nella città Natale per iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza e consegue la laurea nel 1961.

Dopo il concorso in magistratura, nel 1964 diviene pretore a Lentini per trasferirsi subito come sostituto procuratore a Trapani, dove rimane per circa dodici anni. E’ in questa sede che va progressivamente maturando l’inclinazione e l’attitudine verso il settore penale: come egli stesso ebbe a dire, “era la valutazione oggettiva dei fatti che mi affascinava“, nel contrasto con certi meccanismi “farraginosi e bizantini” particolarmente accentuati in campo civilistico.

All’indomani del tragico attentato al giudice Cesare Terranova, avvenuto il 25 settembre 1979, Falcone comincia a lavorare a Palermo presso l’Ufficio istruzione. Il consigliere istruttore Rocco Chinnici gli affida nel maggio 1980 le indagini contro Rosario Spatola, un processo che investiva anche la criminalità statunitense, e che vide il procuratore Gaetano Costa – ucciso nel giugno successivo – ostacolato da alcuni sostituti, al momento della firma di una lunga serie di ordini di cattura.

Proprio in questa prima esperienza Giovanni Falcone avverte come nel perseguire i reati e le attività di ordine mafioso occorra avviare indagini patrimoniali e bancarie (anche oltre oceano), e come soprattutto occorra la ricostruzione di un quadro complessivo, una visione organica delle connessioni, la cui assenza in passato aveva provocato una “raffica di assoluzioni”.

Il 29 luglio 1983 il consigliere Chinnici, a capo del team di magistrati di cui fanno parte Falcone, Barrile e Paolo Borsellino, viene ucciso con la sua scorta in via Pipitone; lo sostituisce Antonino Caponnetto, il quale riprende l’intento di assicurare agli inquirenti le condizioni più favorevoli nelle indagini sui delitti di mafia.

Si costituisce quello che verrà chiamato “pool antimafia“, sul modello delle èquipes attive nel decennio precedente di fronte al fenomeno del terrorismo politico. Oltre lo stesso Falcone del gruppo facevano parte i giudici Di Lello e Guarnotta, e Paolo Borsellino, che aveva condotto l’inchiesta sull’omicidio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, nel 1980.

L’interrogatorio iniziato a Roma nel luglio 1984 in presenza del sostituto procuratore Vincenzo Geraci e di Gianni De Gennaro, del Nucleo operativo della Criminalpol, del “pentito” Tommaso Buscetta, è da considerarsi una vera e propria svolta per la conoscenza di determinati fatti di mafia e specialmente della struttura dell’organizzazione “Cosa nostra”.

I funzionari di Polizia Giuseppe Montana e Ninni Cassarà, stretti collaboratori di Falcone e Borsellino, vengono uccisi nell’estate 1985. Si comincia a temere per l’incolumità dei due magistrati, i quali, per motivi di sicurezza, vengono trasferiti con le famiglie presso il carcere dell’Asinara.

Attraverso questa serie di vicende drammatiche si giunge alla sentenza di condanna a Cosa nostra nel primo maxiprocesso (16 dicembre 1987) emessa dalla Corte di Assise di Palermo, presidente Alfonso Giordano, dopo ventidue mesi di udienze e trentasei giorni di riunione in camera di consiglio. L’ordinanza di rinvio a giudizio per i 475 imputati era stata depositata dall’Ufficio istruzione agli inizi di novembre di due anni prima.

Gli avvenimenti successivi risentono negativamente di tale successo. Nel gennaio il Consiglio superiore della magistratura preferisce il consigliere Antonino Meli a Falcone, a capo dell’Ufficio istruzione, in sostituzione di Caponnetto che aveva voluto lasciare l’incarico.

Inoltre in seguito alle confessioni del “pentito” catanese Antonino Calderone, che avevano determinato una lunga serie di arresti (comunemente noti come “blitz delle Madonie”), il magistrato inquirente di Termini Imerese si ritiene incompetente, e trasmette gli atti all’Ufficio palermitano. Meli, in contrasto con i giudici del pool, rinvia le carte a Termini, in quanto i reati sarebbero stati commessi in quella giurisdizione. La Cassazione, allo scorcio del 1988, ratifica l’opinione del consigliere istruttore, negando la struttura unitaria e verticisti delle organizzazioni criminose, e affermando che queste, considerate nel loro complesso, sono dotate di “un’ampia sfera decisionale, operano in ambito territoriale diverso ed hanno preponderante diversificazione soggettiva”. Questa decisione sancisce giuridicamente la frantumazione delle indagini che l’esperienza di Palermo aveva inteso superare.

Il 30 luglio Giovanni Falcone richiede di essere destinato a un altro ufficio. In autunno Meli gli rivolge l’accusa d’aver favorito in qualche modo il cavaliere del lavoro di Catania Carmelo Costanzo, e quindi scioglie il pool, come il giudice Paolo Borsellino aveva previsto fin dall’estate in un pubblico intervento, peraltro censurato dal CSM. I giudici Di Lello e Conte si dimettono per protesta.

Su tutta questa vicenda nel giugno 1992, durante un dibattito promosso a Palermo dalla rivista “Micromega”, Borsellino ebbe a ricordare: “La protervia del consigliere istruttore Meli l’intervento nefasto della Corte di cassazione cominciato allora e continuato fino a oggi, non impedirono a Falcone di continuare a lavorare con impegno”. Nonostante simili avvenimenti sempre nel corso del 1988, Falcone aveva realizzato una importante operazione in collaborazione con Rudolph Giuliani, procuratore distrettuale di New York, denominata “Iron Tower“, grazie alla quale furono colpite le famiglie dei Gambino e degli Inzerillo, coinvolte nel traffico di eroina.

Il 20 giugno 1989 si verifica il fallito e oscuro attentato dell’Addaura presso Mondello a proposito del quale Falcone affermò “Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Ho l’impressione che sia questo lo scenario più attendibile se si vogliono capire davvero le ragioni che hanno spinto qualcuno ad assassinarmi”. Il periodo subito successivo segue con lo sconcertante episodio del cosiddetto “corvo”: alcune lettere anonime che accusano astiosamente Falcone e altri.

Una settimana dopo l’attentato il CSM decide la nomina di Giovanni Falcone a procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo. Nel gennaio 1990 coordina un’inchiesta che porta all’arresto di quattordici trafficanti colombiani e siciliani, inchiesta che aveva preso l’avvio dalle confessioni del “pentito” Joe Cuffaro’ il quale aveva rivelato che il mercantile Big John, battente bandiera cilena, aveva scaricato nel gennaio 1988, 596 chili di cocaina al largo delle coste di Castellammare del Golfo.

Nel corso dell’anno si sviluppa lo “scontro” con Leoluca Orlando, originato dall’incriminazione per calunnia nei confronti del “pentito” pellegriti, il quale rivolgeva accuse al parlamentare europeo Salvo Lima. La polemica prosegue con il ben noto argomento delle “carte nei cassetti” che Falcone ritenne frutto di puro e semplice “cinismo politico”.

Nel 1990 alle elezioni dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura, Falcone è candidato per le liste “Movimento per la giustizia” e “Proposta 88” (nella circostanza collegate): l’esito sarà però negativo.

Intanto si fanno più aspri i dissensi con l’allora procuratore Giammanco, sia sul piano valutativo, sia su quello etico, nella conduzione delle inchieste.

Falcone accoglie l’invito del vice-presidente del Consiglio dei ministri, Claudio Martelli, che aveva assunto l’interim del Ministero di grazia e giustizia, a dirigere gli Affari penali del ministero, assumendosi l’onere di coordinare una vasta materia, dalle proposte di riforme legislative alla collaborazione internazionale. Si apre così dal marzo 1991 un periodo caratterizzato da una attività intensa, volta a rendere più efficace l’azione della magistratura nella lotta contro il crimine.

Falcone si impegna a portare a termine quanto ritiene condizione indispensabile del rinnovamento: la razionalizzazione dei rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria, e il coordinamento tra le varie procure. Si poneva l’esigenza di un coordinamento di livello nazionale.

Istituita nel novembre del 1991 la Direzione nazionale antimafia, sulle funzioni di questa il giudice si soffermò anche nel corso della sua audizione al Palazzo dei Marescialli del 22 marzo 1992. “Io Credo – egli chiarì in tale circostanza, secondo un resoconto della seduta pubblicato dal settimanale “L’Espresso” (7 giugno 1992) – che il procuratore nazionale antimafia abbia il compito principale di rendere effettivo il coordinamento delle indagini, di garantire la funzionalità della polizia giudiziaria e di assicurare la completezza e la tempestività delle investigazioni. Ritengo che questo dovrebbe essere un organismo di supporto e di sostegno per l’attività investigativa che va svolta esclusivamente dalle procure distrettuali antimafia“. La candidatura di Falcone a questi compiti fu ostacolata in seno al CSM, il cui plenum non aveva ancora assunto una decisione definitiva, prima della tragica morte di Falcone.

E’ il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, all’altezza del paese siciliano di Capaci, cinquecento chili di tritolo fanno saltare in aria l’auto su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

All’esecrazione dell’assassinio, il 4 giugno si unì il Senato degli Stati Uniti, con una risoluzione intesa a rafforzare l’impegno del gruppo di lavoro italo-americano, di cui Falcone era componente.

Nemmeno due mesi più tardi, il 19 luglio 1992, toccava a un altro magistrato cadere sotto i colpi della mafia. Paolo Borsellino veniva ucciso da un’autobomba a Palermo in via D’Amelio. Si tratta di uno dei periodi più bui della storia della Repubblica Italiana.

Falcone fu personaggio discusso, per alcuni molto odiato in vita e molto amato dopo la morte, un personaggio diffidente e schivo, ma tenace ed efficiente. Per quanto fosse un uomo normale, ha lottato in prima persona con tutte le sue forze per tutelare la propria autonomia di giudice in trincea contro la mafia, e oggi è considerato a tutti gli effetti un simbolo positivo, una storia da non dimenticare.

Fernanda CONTRI, già componente del C.S.M. il 15 dicembre 2016 “… ho molta fatica a venire al Consiglio Superiore perché i quattro anni di vita che io ho passato al Consiglio Superiore sono stati i più brutti anni della mia vita. È la verità, era la consiliatura 1986-1990, pensate al caso Falcone, Borsellino. Sono stati per me strazianti e ancora adesso quando passo, perché sono venuta a Roma per altri quindici anni poi, ma quando passo da Piazza Indipendenza dico all’autista “Vada via” perché ho paura di essere risucchiata dentro. Ovviamente il problema era la mafia, era Giovanni Falcone, era Paolo Borsellino. Voglio ricordare una cosa in positivo, in una notte famosa nello studio del Vice Presidente del C.S.M., quando alcuni suoi colleghi tentarono di mandarlo sotto processo disciplinare, con Elena Paciotti riuscimmo a ottenere una mediazione che non arrivasse a quel punto …”.

Adduso Sebastiano

Juve Stabia – Reggiana, seguila in diretta su ViViRadioWeb dalle 19:45

Segui Reggiana – Juve Stabia su ViViRadioWeb

ViViCentro.it, come sempre, anche per la gara delle 20.30 che vedrà i padroni di casa della Reggiana ospitare la Juve Stabia vi propone la diretta audio del match.

Aggiornamenti quindi sull’andamento della gara per chi si collegherà, una possibilità in più per seguire questi play off delle Vespe.

Le Vespe dopo lo 0-0 restituiranno la visita alla Reggiana nel match di ritorno del primo turno della fase nazionale dei playoff.

Il pareggio ad occhiali nella gara d’andata mette la Reggiana nella posizione di favorita per il passaggio del turno perchè potrà contare su 2 risultati su 3 visto il miglior piazzamento al termine del campionato rispetto alla Juve Stabia.

Ricordiamo inoltre che i gol in trasferta non valgono doppio per cui solo la vittoria qualificherà la Juve Stabia al turno successivo.

A partire dalle 19:45 ci saranno Mario Di Capua e Mario Vollono in compagnia di Giovanni Donnarumma e degli altri inviati della redazione sportiva di ViViCentro che vi terranno compagnia e vi faranno provare le emozioni della gara del Mapei Stadium.

Per ascoltare ViViRadioWEB CANALE 1 è possibile farlo in diversi modi:

collegandosi al sito https://vivicentro.it/viviradioweb/

scaricando l’app gratuita Tune In Radio

Android ( https://play.google.com/store/apps/details?id=tunein.player&hl=it )

IPhone ( https://itunes.apple.com/it/app/tunein-radio/id418987775?mt=8 )

cercando poi ViViRadioWEB tra le radio disponibili

Sulla nostra pagina facebook @vivicentroradiohttps://www.facebook.com/ViViCentroRadio ) cliccando sul tab di sinistra Ascolta ViViRadioWEB (non funziona dai dispositivi mobili)

Probabili formazioni

Juve Stabia (4-3-3): Branduani, Nava, Allievi, Marzorati, Crialese, Viola, Vicente, Mastalli, Canotto, Simeri, Strefezza.

Reggiana (3-5-2): Facchin; Ghiringhelli, Rozzio, Bastrini; Vignali, Bovo, Genevier, Carlini, Manfrin; Cianci, Cesarini.

Allora buon ascolto e forza Juve Stabia!

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Napoli, Sarri verso l’esonero: la situazione

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Il punto della situazione in casa Napoli: Sarri verso l’esonero

Secondo quanto riportato dall’inviato di Sky Sport, Luca Marchetti intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24 in merito al futuro allenatore del Napoli:

” De Laurentiis ha atteso fino ad oggi per capire quali fossero le intenzioni di Maurizio Sarri. Il primo contratto vero l’ha proposto a Sarri mercoledì scorso nel loro incontro. Se Sarri avesse accettato quel giorno stesso allora sarebbe stato l’allenatore anche per la prossima stagione. Il presidente non ha aspettato quindi che Sarri rifiutasse questa offerta di rinnovo con adeguamento contrattuale o che Sarri andasse via. Infatti al momento con Ancelotti sempre più vicino agli azzurri e con la firma imminente sul contratto, Sarri sarà esonerato dal Napoli e non avrà nemmeno la possibilità di liberarsi tramite la clausola perché sappiamo che la clausola scade. Chi vorrà quindi Sarri dovrà trattare con il Napoli. De Laurentiis ha dimostrato che anche senza Sarri il Napoli ha un peso enorme e un grande progetto solido”. 

VIDEO – Ancelotti da De Laurentiis per firmare il contratto col Napoli

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Ancelotti da De Laurentiis per firmare il contratto col Napoli

In questo momento tra Carlo Ancelotti ed Aurelio De Laurentiis si sono incontrati a Roma. A lanciare la notizia è stato il quotidiano sportivo Corriere dello Sport che ha che ha pubblicato delle immagini in cui si vede l’arrivo di Ancelotti nella sede della Filmauro, la società di produzione cinematografica di De Laurentiis.

Secondo quanto ripotato dall’Ansa, l’ex tecnico di Milan e Real Madrid e il presidente stanno trattando i dettagli del contratto che legherà il tecnico al Napoli, in sostituzione di Maurizio Sarri. Dunque, potrebbe partire l’assalto decisivo che determinerà il futuro prossimo degli azzurri.

Castellammare, il Commissario scioglie la Sint: i dettgli del bando per la scelta del liquidatore

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Il Commissario scioglie la Sint, la società partecipata del Comune di Castellammare di Stabia: pubblicato il bando per la scelta del liquidatore

La Sint, la società partecipata del Comune di Castellammare di Stabia sarà sottoposta alla procedura di liquidazione. Non sono bastati gli incontri con gli ex termali e gli appelli dei candidati sindaco ad impedire la liquazione della società:, il commissario Cupello ha deciso di mettere in liquidazione la partecipata che detiene il patrimonio delle Terme di Stabia.

Nella giornata di oggi è stato pubblicato il bando per scelta del Commissario liquidatore che si dovrà occupare della gestione della Sint fino allo scioglimento.

Le candidature, dovranno essere indirizzate al Commissario Straordinario e dovranno pervenire all’Ufficio protocollo del Comune di Castellammare di Stabia entro e non oltre il termine perentorio delle ore 12:00 del giorno 29 maggio 2018.

I candidati dovranno avere i seguenti requisiti per poter presentare la propria candidatura: cittadinanza italiana o di uno dei paesi dell’Unione europea; godimento dei diritti civili e politici; non essere stato dichiarato interdetto o sottoposto a misure che escludono, secondo le norme vigenti, la costituzione di un rapporto di impiego preso pubbliche amministrazioni, né essere stato dichiarato decaduto da altro impiego pubblico; non essere stato destituito o dispensato, o licenziato dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione; non aver riportato condanne penali o avere procedimenti penali misure di prevenzione in corso che possano recare pregiudizio allo svolgimento dell’incarico; non essersi reso responsabile di violazioni dei doveri professionali; l’insussistenza a proprio carico di motivi generali o speciali di ineleggibilità allo specifico incarico al quale la candidatura si riferisce o di incompatibilità; l’insussistenza delle incompatibilità, di conflitti di interessi con il Comune di Castellammare di Stabia e con Sint; essere iscritti in uno dei seguenti Albi professionali: Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Il bando essendo finalizzato al conferimento di un incarico fiduciario “intuitu personae” non pone in essere alcuna procedura concorsuale o para-concorsuale e, conseguentemente, non sono previste valutazioni mediante attribuzioni di punteggi, né formulazione di graduatorie di merito. La nomina è effettuata dal Commissario Straordinario tra i soggetti, in possesso dei requisiti richiesti dal presente avviso e che non si trovino in condizioni di incompatibilità, che avranno proposto la loro candidatura.

La chiusura del deposito del Garittone e la situazione di ANM in commissione Infrastrutture

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In commissione Infrastrutture la chiusura del deposito del Garittone e la situazione di ANM

Napoli – Nella riunione presieduta da Nino Simeone approfondimenti sulla scelta dell’azienda di mobilità e sullo stato del procedimento di concordato preventivo, con la partecipazione dell’assessore alla Mobilità Mario Calabrese, dell’amministratore di ANM Nicola Pascale, del direttore di esercizio Fabrizio Cicala e di rappresentanti di tutte le sigle sindacali.

Le motivazioni dell’azienda di trasporti cittadina, che ha fissato al primo giugno prossimo la data della chiusura del deposito del Garittone, sono state al centro del confronto di oggi in commissione Infrastrutture, su richiesta dei consiglieri Esposito (Partito Democratico) e Lebro (La Città), che ha registrato anche un’informativa dell’amministratore unico Pascale sullo stato del procedimento di concordato preventivo in cui si trova l’azienda.

Il presidente Simeone, in apertura, ha ricordato il valore storico e geografico del deposito, ribadendo la necessità che l’eventuale riutilizzo dell’area non contempli ipotesi diverse da quelle a vantaggio dell’azienda stessa.

La scelta, ha spiegato l’amministratore Pascale, va contestualizzata alla luce della procedura di concordato preventivo, una procedura che vede prospettarsi, al termine del tempo concesso dal Tribunale, una liquidazione aziendale o una sua continuità, purché si verifichino determinate condizioni economico-patrimoniali. Tutte le scelte aziendali fin qui adottate vanno nella seconda direzione, quella di riequiliìbrare i costi e i ricavi, riducendo i primi e aumentando i secondi. Sul fronte dei ricavi si colloca la scelta della controlleria unica e l’azione di vendita diretta dei biglietti da parte dei conducenti e degli agenti di stazione, una novità che tra marzo e aprile ha fatto aumentare le vendite dirette di biglietti aziendali. Sul fronte della riduzione dei costi, si collocano le scelte di efficientamento della logistica, tra cui quella di chiudere il Garittone, che produce un costo compreso tra 800 mila e 1 milione di euro, una scelta necessaria che sarà però l’ultima, ha detto Pascale, ad incidere in modo pesante sul comparto gomma dell’azienda. Nesuna riduzione di personale farà seguito alla chiusura, mentre sulla utilizzazione successiva dell’area la decisione spetta all’Ammministrazione. Il piano delle azioni da mettere in campo, completo di effetti economici, sarà messo a disposizione delle rappresentanze sindacali già nelle prossime ore, ha assicurato l’amministratore, che ha ribadito le scelte annunciate che, entro la fine dell’anno, produrranno un risparmio di 5 milioni di euro di costi del personale. Sul taglio ai superminimi, deciso dalla Giunta e condiviso dal Consiglio, si sta procedendo, con la necessaria assistenza legale, a mettere in campo le azioni conseguenti con una modalità che eviti futuri contenziosi all’azienda. A breve, infine, arriveranno risposte anche sui premi per i lavoratori.

L’assessore Calabrese, dopo aver ricordato i pesanti tagli subiti negli anni dal comparto del trasporto pubblico locale, ha insistito sulla necessità di tagliare i costi e di mettere in campo azioni di incremento dei ricavi, scelte sicuramente messe in campo in modo tardivo dall’azienda ma che nel brevissimo periodo hanno portato ad incrementi enormi della vendita dei biglietti, 300 mila in più quelli aziendali venduti in pochi mesi. La scelta di non considerare essenziale il deposito di Capodimonte, senza peraltro determinare perdite di posti di lavoro, va nella direzione di risanamento, che sarà verificata anche alla luce del piano industriale che si attende dall’azienda.

Per i consiglieri intervenuti: si sacrificano ancora una volta i diritti dei lavoratori senza intervenire sulle imponenti voci di spesa, come i superminimi ai dirigenti, non ancora tagliati, e i costi della linea 6, non ancora in esercizio, mentre i lavoratori non hanno ancora ricevuto il premio di risultato del 2016 che l’Amministrazione e l’azienda si erano impegnati a pagare. Il gruppo del Partito Democratico si mobiliterà contro la chiusura del deposito e chiede di verificare i costi della linea 6 (Esposito, Partito Democratico); l’Amministrazione, inizialmente contraria a comnmistioni tra politica e management delle partecipate, ha imboccato la strada opposta, scegliendo di mettere al vertice delle aziende ex staffisti o ex dirigenti comunali, oltre a non esercitare il dovuto controllo. Ora si sceglie di chiudere il deposito per favorire altre partecipate, invece di tagliare i costi della dirigenza e di mettere a disposizione dell’azienda risorse per il suo risanamento e nell’interesse dei cittadini (Lebro, La Città); l’area nord della città è già fortemente penalizzata dalla mancanza di adeguati collegamenti su gomma e con questa scelta lo sarebbe ancora di più. Si tratta di una struttura strategica e per questo il gruppo di Forza Italia si opporrà alla sua chiusura (Guangi, Forza Italia); i lavoratori vanno tuelati, ma la chiusura del deposito non prevede nessun rischio di perdita di posti, mentre per migliorare il trasporto pubblico occorre creare le condizioni per farlo funzionare al meglio. L’ipotesi di destinare quest’area a sosta per i bus turistici va in questa direzione ed è condivisibile nell’interesse dei cittadini (Langella, Agorà); il confronto con l’azienda va fatto su un piano di ristrutturazione aziendale che illustri nel dettaglio costi e ricavi e azioni che si intende mettere in campo, così da mettere in condizioni i consiglieri di conoscere le opzioni adottate per salvare l’azienda (Coppeto, Napoli in Comune a Sinistra); la procedura di concordato serve a sanare l’azienda o a metterla in liquidazione? Per rilanciare il trasporto pubblico vanno scelte azioni che vadano in quella direzione, che non sono quelle di tagliare corse e autisti, per questo l’Assessore deve chiarire la volontà politica dell’Amministrazione (Moretto, Prima Napoli); va detto chiaramente se la chiusura e il sacrificio dei lavoratori servirà veramente a ridurre i costi, valutando anche le ricadute sugli utenti del servizio (Caniglia, Ce simme sfasteriati); se rimane ferma l’ipotesi della chiusura, va valutata l’alternativa di utilizzare come capolinea i parcheggi del Frullone e di Chiaiano (Cecere, Dema).

Contrario all’ipotesi di chiusura anche l’assessore dell’Ottava Municipalità Di Vaio che ha ricordato la difficile situazione della periferia nord, già penalizzata da tagli di linee di collegamento, annunciando la mobilitazione del territorio per scongiurare ulteriori scelte che possano avere ricadute in senso peggiorativo del servizio.

 

Napoli, in commissione le misure per il rimborso dei libri scolastici nelle scuole superiori

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In commissione scuola la predisposizione per il rimborso dei libri scolastici nelle scuole superiori

Napoli – La commissione Scuola, presieduta da Luigi Felaco, ha discusso oggi con Giovanni Paonessa, dirigente del Servizio Educativo e Scuole comunali, delle misure che l’amministrazione sta predisponendo per il rimborso dei libri scolastici delle scuola superiori per il prossimo anno.

A differenza del sistema universalistico che vige per l’erogazione delle cedole librarie nelle scuole primarie, dove i libri vengono forniti a tutti gli studenti indipendentemente dai livelli di reddito e sulla base di fondi comunali, per le scuole secondarie di primo e di secondo grado vige un sistema differente, basato su un piano di riparto dei fondi ministeriali tra i vari comuni stabilito di anno in anno dalla Regione Campania, che prevede inoltre la richiesta diretta da parte dei cittadini, valutata anche sulla base della certificazione Isee. Così il dirigente del servizio Educativo e Scuole comunali Giovanni Paonessa ha illustrato alla commissione la procedura per la fornitura dei libri scolastici nelle scuole medie e superiori, evidenziando che negli anni passati si sono spesso registrati ritardi connessi al fatto che il piano di riparto regionale ed i parametri Isee vengono stabiliti anno per anno, impedendo di programmare per tempo l’erogazione delle cedole. L’obiettivo, ha concluso Paonessa, è elaborare una procedura per il rilascio delle cedole librarie che consenta di anticipare i tempi, per queste ragioni anche quest’anno l’amministrazione comunale ha deciso di agire prima dell’assegnazione dei fondi in base al piano di riparto, anticipando il finanziamento dal fondo di riserva e stimando un aumento del 10% sui parametri Isee del 2017, in modo da poter procedere prima all’avviso pubblico, almeno entro giugno, per riuscire a raccogliere le richieste durante l’estate ed arrivare alla stampa delle cedole per fine settembre e alla fornitura dei libri per gli aventi diritto entro i primi giorni di ottobre.

Napoli, in commissione Giovani il confronto sulla movida

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La commissione Giovani in confronto sulla movida della città di Napoli

Napoli – Nella giornata di oggi la commissione Giovani, presieduta da Claudio Cecere, con l’assessora Alessandra Clemente ha parlato dei temi emersi dal confronto con comitati cittadini e rappresentanti di categoria sulla Movida in città. E’ intervenuta anche l’assessora della Xa Municipalità Costanza Boccardi.

Tre distinte aree di intervento sulle quali agire con misure mirate per disciplinare la Movida cittadina. Il presidente della commissione Giovani Claudio Cecere ha così introdotto la discussione odierna, che chiude un ciclo di incontri che ha coinvolto i comitati cittadini ed i rappresentanti di categoria, per individuare con l’assessora ai Giovani e alla Polizia Locale Alessandra Clemente le soluzioni più adatte a far collimare le diverse esigenze.

Dalle tre zone individuate – prima, seconda e quarta Municipalità; quinta Municipalità; terza e decima Municipalità – emergono criticità differenti. In particolare, ha spiegato il presidente Cecere, nella prima zona, che coinvolge Chiaia e Centro Storico, il problema prevalente è quello della tutela dell’ordine pubblico connesso alla elevata concentrazione di avventori in alcune strade, e alla diffusione di musica ad alto volume in contraddizione con le norme sul nulla osta di impatto acustico e sull’obbligo di tenere chiuse le porte  dei locali. Nella quinta Municipalità, l’ordinanza adottata lo scorso anno ha prodotto buoni risultati in Via Aniello Falcone, ma emerge ad esempio la necessità di estenderne gli effetti, ora che verrà prorogata, anche al giovedì sera. Infine le criticità che emergono dalla decima Municipalità, che vanno assimilate a quelle della terza, sono tutte riconducibili al problema della viabilità. Sono tutti temi che chiamano in causa la necessità di controlli, anche sui numerosi motocicli che transitano in queste aree, per questo è necessario – ha concluso Cecere – che si riprenda al più presto in Consiglio comunale la discussione sulla delibera sulla esternalizzazione del servizio rimozione, la cui approvazione offrirebbe uno strumento di azione fondamentale.

Nel dibattito, la consigliera Francesca Menna (Movimento 5 Stelle) ha evidenziato i diversi temi emersi dal confronto con i cittadini, in particolare quello del rispetto della legalità, in presenza di leggi che non vengono applicate, e della necessità di discutere sull’entità delle sanzioni e sui procedimenti di rilascio delle licenze. Per questo potrebbe essere utile anche un tavolo con tutte le forze dell’ordine per ottenere interventi omogenei sul territorio cittadino. Per il consigliere Luigi Felaco (Dema) il tema non è solo la rigidità dei controlli, ma anche un’azione dell’amministrazione comunale volta a sensibilizzare i giovani su una cultura del divertimento responsabile, creando anche i presupposti per l’individuazione di nuovi centri di aggregazione in città. Per l’assessora al Welfare e alle Politiche culturali della Xa Municipalità Costanza Boccardi va considerato che l’area di Bagnoli presenta un elevato rischio sismico, è importante inoltre non perdere di vista i rischi di infiltrazioni camorristiche nelle attività illegali connesse alla Movida, per questo servono misure per evitare una deregolamentazione aggressiva e violenta del fenomeno.

L’assessora Clemente ha apprezzato molto il lavoro svolto dalla Commissione, che va nella stessa direzione dell’amministrazione comunale nel prendersi carico del tema della Movida e della necessità di fornire soluzioni sia ai cittadini residenti che hanno diritto alla quiete, sia a quegli esercenti virtuosi che chiedono più sicurezza. Per questo si agirà seguendo una duplice direzione: coinvolgendo Arpac e Asl sul controllo dei volumi dei locali in base al piano di zonizzazione acustica e adottando provvedimenti efficaci sul tema della viabilità (proprio nel pomeriggio è previsto un incontro con l’assessore alla Mobilità e ANM per discutere di misure per Bagnoli e Capodimonte). In attesa che siano maturi i tempi per valutare anche eventuali delocalizzazioni del divertimento notturno, come ad esempio un villaggio estivo di intrattenimento nell’area dell’ippodromo, l’assessora ha concluso dicendo che l’ordinanza sindacale dovrà avere proprio la funzione di far diventare cogenti e funzionali gli strumenti normativi già esistenti.

Reggiana-Juve Stabia, ad attendere le Vespe il pubblico delle grandi occasioni

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Reggiana-Juve Stabia: al Città del Tricolore il pubblico delle grandi occasioni attende le Vespe

La Juve Stabia è pronta ad andare a Reggio Emilia e affrontare a viso aperto i suoi avversari. I granata, dopo il pareggio di domenica scorsa al Romeo Menti, stanno realizzando che quella di domani non sarà una partita scontata.

Al termine dei 90 minuti, i giornali emiliani hanno parlato di una Reggiana padrona del campo, venuta a Castellammare con un obiettivo ben preciso: non sprecare troppa energia e ottenere l’indispensabile per disputare una gara di ritorno con meno acqua alla gola.

“La Regia ha arginato senza troppo affanno le folate offensive delle Vespe”, si è letto da qualche parte.

Trascorsi i giorni iniziali, il clima a Reggio non è più così disteso, si è cominciato a percepire il pericolo gialloblu. Si attendono 7000 tifosi granata al Città del Tricolore, circa 2500 in più rispetto alla gara secca con il Bassano.

Il ds Giuseppe Magalini ha previsto non solo il pubblico delle grandi occasioni, ma si è augurato di vedere gli spalti pieni molto prima del fischio d’inizio: “Mi piacerebbe che i tifosi incitassero la squadra già nel riscaldamento. Sentire il calore già da questa fase aiuterebbe i giocatori ad entrare in partita subito. Sarebbe importate per sentire ancora di più la vicinanza”, dice alla Gazzetta di Reggio.

Intanto gli stabiesi si stanno mobilitando per raggiungere Reggio Emilia per non far mancare il loro sostegno alla squadra. Ieri al Pungiglione Stabiese gli auguri e i consigli dell’eterno gialloblu, Giorgio Corona, sono arrivati diritti al punto: “Niente distrazioni, in mente solo l’obiettivo”. Domani la resa dei conti.

A cura di Luisa Di Capua

Castellammare, disinfestazione programmata: ecco quando si farà

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Reso nota la data in cui verrà effettuato il trattamento di bonifica programmato per la disinfestazione per mosche, zanzare e altri insetti nella città di Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia – Il giorno 24 maggio 2018 in orario notturno, verrà effettuato il trattamento di bonifica programmato per la disinfestazione per mosche, zanzare e altri insetti.

L’intervento di bonifica per la disinfestazione sarà attuato in orario notturno dalla società A.T.I. Sigeco s.r.l. – Uniced s.r.l. che utilizzerà prodotti autorizzati e registrati al Ministero della Salute (a base di Piretroidi di sintesi) con operatori specializzati, automezzi e attrezzature idonee.

Per tanto la popolazione è invitata a collaborare e si raccomanda ai residenti: di evitare l’esposizione all’aperto di alimenti ed indumenti portandoli all’interno della propria abitazione; di portare all’interno dell’abitazione animali domestici e volatili in gabbia; di chiudere finestre e balconi durante il trattamento e di non sostare all’esterno durante il trattamento per evitare contatti accidentali con la soluzione che verrà nebulizzata durante lo svolgimento del servizio di disinfestazione.

Settore Giovanile Juve Stabia, il programma fino al termine della stagione

Settore Giovanile Juve Stabia, il programma fino al termine della stagione

Nonostante la fine della stagione ufficiale, il settore giovanile della Juve Stabia, dopo i playoff di Under 17 e Berretti, prosegue con il lavoro sul campo. Da amichevoli a tornei, i giovani calciatori stabiesi saranno ancora impegnati. Questi i match nel dettaglio:

a cura di Ciro Novellino

 

Settore Giovanile Juve Stabia, il responsabile Mainolfi in giro per la Campania a caccia di talenti

Settore Giovanile Juve Stabia, Mainolfi in giro per la Campania a caccia di talenti

Continua incessante il lavoro del responsabile del settore giovanile Saby Mainolfi, in vista della prossima stagione, e dello staff della Juve Stabia. Oggi all’Aura Sport si è tenuto lo stage per 2005 e 2006, con atleti delle società Barone Soccer, Dieci Più, Carioca, Macerata Campana, Gioventù Partenope, Real Academy Maddaloni, Sp. Paperon Tiganà, Asd Varcaturo. Domani sarà a Casalnuovo per vedere i classe 2004 della Scuola Calcio Vindice; giovedì a Nocera presso la Scuola Calcio Tiki Taka per visionare i 2003 e dalle 16.30 in poi ad Acerra per lo stage 2004 e 2005 dell’Acerrana di Pasquale D’Inverno; venerdì sarà alla Casarea per visionare i loro 2002, Sabato a S. Prisco (Ce) per stage 2004/2005.

a cura di Ciro Novellino

 

 

 

Castellammare, Confapi: assicurare continuità delle commesse

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Il presidente delle Pmi jr: potenziare know-how del cantiere di Castellammare di Stabia

La Regione Campania e Fincantieri hanno firmato un protocollo di collaborazione per dare avvio ad un intervento finalizzato alla realizzazione delle condizioni di mantenimento dei livelli occupazionali e di incremento del carico di lavoro dello stabilimento di via Dulio a Castellammare di Stabia.

Sulla vicenda è intervenuto anche Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli, queste le sue parole:

«Il sito di Castellammare di Stabia non è la “Cenerentola” del Gruppo Fincantieri. È giusto ed è importante che la Regione Campania abbia deciso di intervenire per impedire il depauperamento di un cantiere che dovrebbe essere l’orgoglio della navalmeccanica italiana ed europea per la sua storia e la sua tradizione».

«La firma dell’accordo di oggi tra il presidente De Luca e l’Ad della holding di Stato Bono è un passo avanti importante – aggiunge il presidente del gruppo Giovani Confapi– che però non mette ancora in sicurezza la struttura stabiese in tutte le sue articolari. È necessario inserire – sottolinea Marrone – il sito produttivo di Castellammare di Stabia nel circuito nazionale di Fincantieri con pari dignità rispetto alle altre realtà della Società che beneficiano di una preziosa continuità lavorativa».

«La collaborazione istituzionale è sempre positiva quando è finalizzata a incrementare il valore del sistema produttivo territoriale e il mantenimento dei livelli occupazionali sia centralizzati che dell’indotto – conclude Marrone – Castellammare ha diritto a commesse e lavori che ne sappiano valorizzare competenze e know-how».

Castellammare, de Angelis su Fincantieri: “Nuove commesse e un piano di investimenti strutturali”

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Il progetto del candidato sindaco Massimo de Angelis per lo stabilimento di via Dulio a Castellammare di Stabia

La Regione Campania e Fincantieri hanno firmato un protocollo di collaborazione per dare avvio ad un intervento finalizzato alla realizzazione delle condizioni di mantenimento dei livelli occupazionali e di incremento del carico di lavoro dello stabilimento di via Dulio a Castellammare di Stabia.

Il candidato sindaco Massimo de Angelis illustra il suo progetto in sei passi, queste le sue parole

“Il protocollo d’intesa firmato dalla Fincantieri e dalla Regione Campania costituisce un buon punto di partenza, ma dobbiamo fare di più. Grazie all’impegno delle tute blu in questi anni, la Fincantieri ha riconquistato un ruolo fondamentale sui mercati internazionali.

È giusto, dunque, che il nostro cantiere viva attivamente questo rilancio con nuove commesse e un piano di investimenti strutturali pubblici e privati che siano all’altezza delle sfide che ci consegna il mercato. Abbiamo idee chiare e proposte concrete per valorizzare la professionalità e la passione dei nostri lavoratori e lo faremo a partire dalla creazione di sinergie istituzionali con la Regione Campania.

Fincantieri può e deve rinascere in sei passi: innanzitutto il refitting dello scalo per prolungare la parte immersa e facilitare il varo di navi con dislocamento maggiore. In secondo luogo l’aumento della capacità di imbarco attraverso l’aggiunta di 2 nuove gru. Ancora, l’ampliamento delle zone scoperte e di quelle coperte per lo stoccaggio di materiale, attraverso anche il ripristino di aree dismesse. Infine, è necessario attrezzare la banchina per facilitare lo sbarco dei materi”.

Castellammare, Di Martino su Fincantieri: “Mai più tronconi e pezzi di navi, ma una programmazione di lunga durata”

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Le parole di Andrea Di Martino sull’accordo tra Regione Campania e Fincantieri per lo stabilimento  di Castellammare di Stabia

La Regione Campania e Fincantieri hanno firmato un protocollo di collaborazione per dare avvio ad un intervento finalizzato alla realizzazione delle condizioni di mantenimento dei livelli occupazionali e di incremento del carico di lavoro dello stabilimento di via Dulio a Castellammare di Stabia.

Sulla vicenda è intervenuto anche il candidato sindaco Andrea Di Martino, queste le sue parole:

Al battesimo del mare devono tornare nave con il marchio Castellammare. La firma del protocollo sullo stabilimento stabiese tra Bono e De Luca è un passo in avanti per dare garanzie istituzionali alla città e ai lavoratori. Ma questo è solo un primo risultato rispetto al cammino che c’è ancora davanti. Tra i primi atti da sindaco ci sarà la richiesta immediata di sedere al tavolo istituzionale per ottenere che Fincantieri, regione e governo diano le risposte che Castellammare si aspetta. Mai più tronconi e pezzi di navi inviati di sei mesi in sei mesi, ma una programmazione di lunga durata.
Lo stabilimento deve essere un centro di costo autonomo nell’ambito del piano industriale di Fincantieri. Investimenti pubblico-privati per riorganizzare il layout produttivo dello stabilimento. Accordo tra sindacati, Regione ed azienda per la realizzazione di Investimenti di primo livello. Spingere affinché la proprietà investa per rimodernare le attrezzature di costruzione. Tutti punti solo accennati nel documento firmato oggi che devono essere trasformati in impegni concreti e numeri sugli investimenti e le garanzie occupazionali. Su Fincantieri fino ad oggi si sono fatte troppe parole, oggi ci sono le condizioni internazionali e ci saranno quelle locali per tradurle in fatti”.

Pompei, scoperte oltre cento bombe carta: la vicenda

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Scoperte  oltre cento bombe carta dagli agenti di Polizia di Stato del Commissariato di Pompei:denunciato un uomo di 39 anni di Torre Annunziata

Questa mattina gli agenti di Polizia di Stato del Commissariato di Pompei, impegnati del servizio predisposto per la prevenzione e repressione dei reati concernenti armi, munizioni e materie esplodenti, hanno sequestrato oltre cento bombe carta.

Nello specifico gli agenti di Polizia presso l’abitazione di P.F., un uomo di 39 anni originario di Torre Annunziata, hanno rivenuto 190 bombe carte realizzate in maniera artigianale e illegalmente detenute.

Le oltre cento bombe carta rinvenute nell’abitazione sono state sottoposte a sequestrato, mentre il 39enne oplontino è stato denunciato in stato di libertà.

Juve Stabia – Reggiana, le foto degli stabiesi al Menti

Juve Stabia – Reggiana. Castellammare di Stabia risponde ancora una volta presente!

La Juve Stabia non riesce ad avere la meglio sulla Reggiana a fronte di una prestazione tutta cuore, grinta e tanta qualità. Il palo nega anche la gioia del gol a Paponi. Ci sarà ancora il ritorno a Reggio Emilia per stabilire chi accederà ai quarti di finale della fase nazionale dei play off. Ancora una volta nella settimana che ha preceduto la partita con gli emiliano, tanti sono stati gli appelli affinchè Castellammare di Stabia rispondesse in maniera positiva. La risposta  ancora una volta non si è fatta attendere e le presenze rispetto alla gara precedente sono aumentate, anche se non in maniera netta.

Anche per questa partita noi di ViViCentro abbiamo dedicato una galleria fotografica agli scatti dei calciatori in campo, e anche questa volta ne facciamo una dedicata ai tifosi che hanno deciso di sostenere la loro squadra del cuore.

Oltre alle foto scattate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma, abbiamo chiesto ed ottenuto l’autorizzazione a pubblicare le foto al pubblico eseguite da Andrea Alfano presente al Menti per il reportage fotografico della partita.

Come vi abbiamo indicato la volta scorsa, a differenza delle altre fotogallery, questa la pubblichiamo senza logo per permetterne il download e la conservazione da parte di chi si rivede in quei bellissimi momenti vissuti al Menti.

Ovviamente speriamo che ci sia un prosieguo della Juve Stabia nei play off e che si riesca nella prossima partita a toccare quota 5000 paganti al Menti. La Juve Stabia se lo merita e in caso di passaggio del turno ai calciatori servirà un maggiore sostegno della città perchè entreranno in gioco le seconde dei gironi.

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