Il difensore senegalese è stato autore di una prova non all’altezza della sua fama
E’ un day after movimentato quello che segue la gara tra Napoli e Lecce terminata con la vittoria della squadra salentina per 3-2 grazie ad una doppietta di Lapadula e ad una splendida punizione di Mancosu. Gli azzurri, però, non sono riusciti a ribaltare la situazione a causa anche di una prestazione sottotono da parte della difesa e, in particolare, di Kalidou Koulibaly.
Ecco quanto scritto dai maggiori quotidiani: Corriere dello Sport: 4 – Nell’inguardabile pomeriggio, inserisce il peggio di sé: è una stagione catastrofica la sua. Gazzetta dello Sport: 4,5 – Non riesce a gestirsi: ha il fiato corto e sbaglia troppo. Il Mattino : 5 –Il rientro in campo sembra quello dei tempi migliori. Testa alta, qualità e quantità nella giocata difensiva, una forza che spaventa gli avversari. Ma col passare dei minuti va in confusione e crea il caos. Finisce la gara ammonito e puntalmente anticipato da Lapadula. Corriere della Sera: 4,5
Nessun dubbio sull’episodio che avrebbe potuto cambiare il corso della partita
E’ un day after movimentato quello che segue la gara tra Napoli e Lecce terminata con la vittoria della squadra salentina per 3-2 grazie ad una doppietta di Lapadula e ad una splendida punizione di Mancosu. Gli azzurri, però, reclamano per un fallo da rigore su Milik (ammonito per simulazione) non sanzionato dall’arbitro Giua; un fallo che avrebbe potuto cambiare il corso della gara.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Al San Paolo un pomeriggio no per l’arbitro Giua, che dirige Napoli-Lecce. L’episodio cruciale è al 73’: Milik va giù in area e lo fa in maniera plateale, il fischietto estrae il giallo ai danni del napoletano senza tentennare di fronte alle proteste del Napoli. Le immagini, che il Var Abisso non fa rivedere al collega in campo, mostrano che Donati colpisce Milik in un contatto con piede e poi caviglia che non lascia dubbi. Giua viene tratto in inganno dalla caduta più che accentuata del polacco, ma è qui che chi è all’auricolare deve invitarlo al monitor. E invece, dopo un breve colloquio, l’arbitro tira dritto con una decisione che lascia più di un dubbio per un rigore non valutato”.
Nella mattinata di ieri 9 febbraio, nello splendido scenario della Villa Comunale di Castellammare di Stabia, si è svolta la “Celebrazione della giornata del Ricordo e Commemorazione delle vittime delle foibe”, una festa civile nazionale per ricordare le migliaia di persone che morirono nelle foibe o deportate nei campi di sterminio, barbaramente uccise dalle milizie jugoslave di Tito.
Il Capitano Acanfora, uno stabiese alle foibe
Quest’anno la celebrazione è stata anticipata di un giorno, di domenica mattina (la ricorrenza cade oggi, il 10 febbraio), proprio per consentire a molti stabiesi di prendervi parte, perché questa commemorazione ha un valore particolare per gli abitanti di Castellammare.
Si commemora infatti l’uccisione di uno dei suoi figli, lo stabiese Capitano della Guardia di Finanza Giovanni Battista Acanfora, che fu barbaramente ucciso, insieme a decine di altri colleghi, solo per essere rimasto al suo posto, per avere onorato quella divisa a cui aveva giurato fedeltà.
Nato a Castellammare di Stabia in via Santa Caterina il 7 febbraio 1911, Giovanni Battista Acanfora frequentò il Collegio Militare “Nunziatella” di Napoli e poi si arruolò nel Corpo della Regia Guardia di Finanza, il 15 ottobre 1929, e frequentò la Scuola Allievi Ufficiali di Roma.
Durante la sua carriera militare “ partecipò ad eventi bellici in Italia e all’Estero, dimostrando sempre altissimo spirito di sacrificio, umiltà e umanità, unite a straordinarie doti organizzative e militari”. Nel 1944 assunse il comando della 2ª Compagnia di Trieste, dove si trovò ad affrontare una fase critica, quella della fine del secondo conflitto mondiale.
Nel 1945, secondo una relazione del col. Persinio Marini, comandante della Legione di Trieste, già da marzo i finanzieri della Legione di Trieste collaborarono con il Comitato di Liberazione Nazionale alla cacciata dei tedeschi dalla città. Il Col. Marini aveva messo a disposizione del C.L.N. “tutte le armi occultate ai tedeschi e tutte le forze alle sue dipendenze ufficiali e gregari preparati e concordi, pronti ad insorgere al primo segnale di riscossa”.
Alla Guardia di Finanza era stato affidato dal C.N.L. il compito di occupare gli impianti ed i depositi più importanti. Il capitano Acanfora e i suoi uomini si impossessarono di tre caserme: quella dell’artiglieria repubblichina; quella della milizia portuaria; e la caserma tedesca di “Villa Micher”.
In seguito a tutte queste azioni fatte di concerto dal C.N.L., dalla Guardia di Finanza, dai Carabinieri e dai tanti partigiani si poteva dire che già il 30 aprile 1945 la città di Trieste fosse stata liberata. (cfr. il sito www.gdf.gov.it).
Inaspettatamente, contro ogni logica o senso di giustizia verso coloro che avevano combattuto con loro per cacciare i tedeschi e violando ogni diritto, gli slavi nel pomeriggio del 2 maggio arrestarono tutti i militari trovati nelle caserme, principalmente in quelle di Campo Marzio e di via Udine 42 e li massacrarono brutalmente o li inviarono a morire nei campi di sterminio.
È ciò che accadde al Capitano Acanfora, arrestato dalle truppe jugoslave insieme ai suoi militari nella Caserma di Trieste “Campo Marzio” e scomparso presumibilmente nella foiba di Basovizza.
La storia del Capitano Acanfora è l’emblema di quella di tanti nostri militari che sacrificarono la vita per un ideale, quello della Patria.
Il 10 febbraio 2015 suo nipote Andrea ha ricevuto dal Presidente della Repubblica la medaglia d’onore in memoria del nonno. Successivamente, la città di Castellammare ha reso omaggio al Capitano Giovanni Battista Acanfora, intitolandogli alla memoria il 7 novembre del 2019 un viale della Villa comunale stabiese.
Alla celebrazione di ieri erano presenti, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il Sindaco della città, Ing. Gaetano Cimmino e i Consiglieri comunali Sabrina Di Gennaro, Ernesto Sica e Catello Tito, la Polizia Municipale e rappresentanti delle Forze Armate, l’Associazione Marinai d’Italia e di altri esponenti dell’associazionismo e della società civile.
“Questo è un giorno importante per la nostra città, perché vogliamo ricordare tutti i nostri fratelli che sono state vittime di ingiustizie, torturati, assassinati o lanciati nelle foibe dalle milizie jugoslave di Tito” – ha affermato il Sindaco di Castellammare, Ing. Gaetano Cimmino, sottolineando l’importanza di tenere viva la memoria di questi eventi.
“Come istituzione, – ha continuato il Sindaco – abbiamo il diritto/dovere di portare avanti la nostra storia e di tramandarla alle nuove generazioni, perché solo così possiamo dare a tutte le vittime il giusto riconoscimento per il loro sacrificio”.
Dello stesso parere il Consigliere comunale Ernesto Sica:
“La nostra identità di stabiesi e di italiani va coltivata anche tramite la memoria di eventi tragici come le foibe e tramite l’orgoglio e l’appartenenza alla nostra Patria.” – ha sottolineato.
“Manifestazioni come questa aiutano a sradicare dal buio della memoria storica le migliaia di italiani trucidati nelle foibe o che sono stati costretti a scappare dalla loro terra a causa dei comunisti di Tito”.
Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo discorso pronunciato ieri per il “Giorno del Ricordo”, commemorando la tragedia di quegli anni, ha parlato dell’importanza di non dimenticare mai quei tragici eventi, ed ha affermato che è stata: “Una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo”.
Il capo dello Stato, che già in precedenza aveva condannato senza giri di parole il “negazionismo delle foibe”, ha continuato dicendo:
“Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante” e “oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi”.
Al Napoli non riesce la terza vittoria consecutiva. Il Lecce passa al San Paolo
Contro il Lecce, il Napoli esce dall’emergenza (oltre l’ormai lungodegente Ghoulam, manca il solo Elmas squalificato) soprattutto difensiva schierando dal primo minuto Koulibaly.
Il suo rientro dopo quasi due mesi (era il 14 dicembre, quando nella sfida contro il Parma dopo appena 5 minuti, si infortunò nel fronteggiare Kulusevski) . Al fianco del 26 partenopeo, altro innesto che mancava da oltre due mesi: Nikola Maksimovic. Solo panchina per uno dei più in forma delle ultime gare vincenti: Kostantinos Manolas.
Di Lorenzo torna a destra, potendo così rimettersi in mostra come tra i migliori italiani nel proprio ruolo. Sulla fascia di sinistra Mario Rui che ha la meglio sul jolly difensivo Hysaj.
Gattuso per questa gara ha problemi di abbondanza a centrocampo dove prendendo posto i due nuovi acquisti del mercato di Gennaio: Demme ha dimostrato di essere il raccordo giusto tra i reparti, Lobotka a destra sta dimostrando a sua volta di essergli valida spalla ‘alter ego’, Zielinski risponde all’esigenza di Gattuso dell’ala che si ‘butta’ dentro.
In attacco a sinistra un altro elemento rinato con tutta la sua importanza da capitano: Lorenzo Insigne.
Milik al centro dell’attacco, solleticato al movimento perpetuo per gli sbocchi delle linee di passaggio ‘chiamate’ e volute dall’allenatore calabrese. A destra dell’attacco altro esordio: Politano, colui che deve dare nuova linfa su quella fascia.
In panchina scalpitano tutti gli esclusi con il desiderio di sovvertire le gerarchie ad oggi così decise. Alex Meret anche quest’oggi si vede preferire David Ospina; così come il grande acquisto Lozano (che si avvicendera’ nell’ultimo quarto con Insigne) provato in allenamento sia a destra che a sinistra. Non dimenticando Mertens (entrerà nel secondo tempo al posto di Lobotka portando gli azzurri ad una sorta di 4-2-4) che può ricoprire tutto il fronte offensivo.
Fresco di panchina d’argento (con votazioni tra gli stessi colleghi) 2019, il tecnico leccese Fabio Liverani, manda in campo una squadra a sembianza del suo gioiellino del momento, Falco: rapidità di pensiero e velocità d’esecuzione.
Armi con le quali è uscito vincente dall’ultima gara con il Torino, ‘schiodando’ di fatto la panchina di Mazzarri. Formazioni con cui il mister delle 100 partite, cardine (due promozioni consecutive per la riconquista della A dopo sette anni) dell’identificazione dei colori giallorossi è riuscito a fermare anche le prime due in classifica Juve ed Inter.
Il match inizia con primo corner del Napoli al 4′ grazie ad accelerazione di Politano. Milik-Lobotka-Insigne di testa ed è secondo angolo al 6′.
Al 7′ un attivissimo Politano con cross lungo costringe la difesa ospite ancora alla bandierina con salvataggio provvidenziale.
Al 9′ Milik di testa non indirizza in porta la pressione costante iniziale del Napoli. Ma sia a destra Politano, che a sinistra Insigne, mettono in pratica alla ‘lettera’ il movimento estenuante a liberare e creare le geometrie di linee desiderate e preparata negli allenamenti.
Al 13′ Zielinski ad un soffio dal goal di testa: la sfera ‘sfila’ lenta oltre il montante di destra.
Al 15′ Insigne lavora bene per Milik, Vigorito in uscita in corsa blocca l’azione offensiva.
23′, doppia schance: prima Mario Rui da fuori, poi l’asse Insigne-Milik porta la conclusione sull’esterno della rete, con il 24 partenopeo che chiedeva invece il passaggio di chiusura dinanzi la porta.
Al 29′ succede che, dopo soli due calci d’angolo come massima produzione d’attacco leccese, Lapadula va a segno, sfruttando la respinta corta di Ospina su velenoso tiro di Falco.
Al 35′ si assiste ad un palo di Insigne che spalle alla porta per poco non riesce a sorprendere Vigorito con una semi rovesciata.
Su splendido assist-cross di Mario Rui sotto misura al 42′ Donati nega a Politano l’impatto con il pallone che poteva essere del pareggio.
Il secondo tempo incomincia con il Lecce che forte del vantaggio, inizia a palleggiare con fraseggi fitti e continui.
L’undici azzurro però riesce a pareggiare dopo solo 2 minuti (47′) con il gioco a tre Insigne – Mertens – Milik che premia l’attaccante polacco, che da poco passi appoggia in rete.
Al 54′ potrebbe esserci anche il raddoppio con Insigne, che però a tu per tu con Vigorito non angola la traiettoria, consentendo così al portiere di chiudere con il corpo il varco verso la linea di porta.
La partita diventa “aperta” con i salentini che giocano a dispetto di una frazione dominata nel fraseggio dai padroni di casa.
Al 60′ infatti Lapadula timbra ancora il tabellino: su imbeccata di Falco di testa scavalca Ospina.
Al 66′ Insigne sorprende Vigorito con tocco in sotto, Milik riesce a piazzarla solo vicino al montante sull’esterno della rete.
Al 70′ è Ospina ad alleggerire lo svantaggio negando la gioia del gol a Barak.
Terza segnatura salentina che però arriva all’81’ direttamente su punizione a fil di traversa di Mancosu.
Non finisce qui. All’89’ girata in semi rovesciata di Callejon che oltrepassa Vigorito accorciando le distanze.
Nei 5 minuti di recupero forcing del Napoli ma senza successo, la gara finisce con l’ennesima sconfitta stagionale.
Al Teatro Augusteo dal 12 al 16 febbraio andrà in scena “Lo zio del medico dei pazzi”, riscritto diretto e interpretato da Gianfranco Gallo.
“Lo zio del medico dei pazzi” al Teatro Augusteo dal 12 al 16 febbraio
NAPOLI- Al Teatro Augusteo dal 12 al 16 febbraio andrà in scena “Lo zio del medico dei pazzi”, riscritto diretto e interpretato da Gianfranco Gallo.
Gianfranco Gallo torna a calcare le scene teatrali con “Lo zio del medico dei pazzi“, una commedia che Gallo riscrive riallacciandosi non all “‘O miedeco d’e pazze“ di Eduardo Scarpetta, ma all’ opera originale “Pensione Scholler“ degli autori tedeschi Laufs e Jacoby.
In questo modo Gallo, che della piecè ne firma anche la regia, ha lasciato più spazio alla follia e meno alle regole con le quali erano riadattate i testi.
“Lo Zio del medico dei pazzi“ si arricchisce con una compagnia di attori professionisti, tutti scelti con grande attenzione dal regista. Accanto a Gianfranco Gallo, sua figlia Bianca Gallo.
Per la prima volta invece fa coppia con Gallo la nota e bravissima attrice Antonella Stefanucci, da decenni eccellente realtà dello spettacolo napoletano. Sempre nel cast Antonella Prisco, beniamina di Un Posto al Sole; Mario Brancaccio, veterano della scena, elemento di spicco del Teatro di Roberto De Simone; ed altri sei bravissimi attori che completano una straordinaria compagnia di primo livello nell’ambito del Teatro, del Cinema e della TV.
Gianfranco Gallo, artista poliedrico, presto sarà di ritorno anche sul grande schermo. A marzo infatti sarà nelle sale cinematografiche con il sequel del film “Ritorno al crimine”, con Alessandro Gassmann, Marco Giallini e Gianmarco Tognazzi, diretti da Massimiliano Bruno, girato proprio nei mesi scorsi tra Napoli e Roma; e nel prossimo autunno sarà coprotagonista accanto a Francesco Di Leva, per la regia di Paolo Cipoletta, nel film “Fino a essere felici”.
– Castellammare iniziativa del Liceo Severi per la lettura
Castellammare, lettura al centro dell’iniziativa degli alunni del liceo Severi, un Bookmob organizzato con alunni e docenti, un appuntamento per promuovere la cultura tramite un divertente scambio di libri tra i partecipanti.
E’ partito in sordina tra le mura di una classe ed ha raggiunto, in pochi mesi, migliaia di persone, il progetto UNA CITTA’ CHE LEGGE che vede coinvolti gli alunni di una classe del liceo scientifico Severi di Castellammare di Stabia, la 3H.
Gli studenti sono coordinati dai loro insegnanti, in primo piano la prof.ssa di lettere Tiziana Esposito la quale, tramite il Dipartimento di lettere, porta avanti da anni attività finalizzate alla promozione del piacere della lettura, non ultimo, appunto, tale progetto.
UNA CITTA’ CHE LEGGE è diventato, nel mese di settembre del 2019, anche un gruppo pubblico su Facebook, che conta, a tutt’oggi, ben 2632 membri.
Varie le attività promosse negli ultimi mesi volte tutte a promuovere la lettura e la condivisione di recensioni e di progetti che vedono protagonisti gli alunni, i loro docenti e quella gran parte di città che li segue attivamente sui social e che si è data appuntamento stamane alle 11 presso il bar D’Amato in via Giuseppe Cosenza per il primo ufficiale BOOKMOB del gruppo.
I gestori del bar D’Amato, già da circa un anno, dopo il terribile incendio che vide il loro locale distrutto, con ammirevole spirito di volontà non solo hanno ricostruito un locale più bello di prima ma hanno anche dato avvio ad una attività di bookcrossing tramite uno spazio antistante il bar presso cui ognuno può prendere e lasciare libri da far circolare.
Complice una bellissima giornata quasi primaverile la partecipazione è stata abbastanza nutrita e i protagonisti, i giovani studenti, hanno lanciato il loro messaggio sull’importanza della lettura come veicolo di conoscenza e formazione, come opportunità di condivisione per raggiungere tutte le fasce d’età e come collegamento con la città, la casa comunale e le varie associazioni presenti sul territorio.
A tal proposito da segnalare la presenza di STABIAMORE, associazione che da anni opera nell’ottica di una crescita culturale e sportiva della città il cui presidente, Gianfranco Piccirillo, ha espresso approvazione e ammirazione per il progetto che questi giovani ragazzi portano avanti e per la speranza che rappresentano per la società civile tutta.
Richiamati dal capannello di persone e da un vivace passaparola anche alcuni passanti si sono fermati a capire cosa stesse succedendo. Tra i partecipanti poi, la signora Antonietta si è fatta notare per il suo messaggio scritto a mano su un foglio di carta, affidato a chi potesse darne risonanza mediatica con la speranza che le sue riflessioni e i suoi interrogativi possano presto ricevere una risposta.
Da nativa stabiese non più residente in città, la signora Antonietta affida a queste due pagine il dispiacere di vedere la propria terra maltrattata “Vorrei avere una città più pulita dove i cittadini siano educati. Il popolo va educato, è vero, ma anche le istituzioni, danno il buon esempio?” si interroga e interroga Antonietta. Ma non solo problematiche locali nello sfogo di una donna anziana ma ancora pienamente attiva nel centro anziani e in altre attività “Si parla di femminicidio, le cronache tutti i giorni elencano le vittime, fatti inauditi, ma vorrei richiamare l’attenzione anche sui maltrattamenti psicologici e soprusi che avvengono quotidianamente tra le mura domestiche” continua l’accorato appello di Antonietta “Ci si fa il callo a tutto questo nei confronti delle donne? Nessuno interviene? Diventiamo complici morali? A voi il giudizio e le riflessioni, parlatene nei luoghi pubblici, provate a migliorare la società!”
Stabia 10 febbraio, “Giorno del ricordo” per non dimenticare le foibe, una pagina dolorosa della nostra storia, una tragedia italiana che merita tutta la nostra considerazione e il nostro rispetto.
STABIA: 10 febbraio, “Giorno del ricordo” per non dimenticare le foibe
Castellammare di Stabia – Il 10 febbraio in tutta Italia si celebra il «Giorno del Ricordo», una festa civile nazionale istituita con la Legge 30 marzo 2004 n. 92 con l’intento di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Si commemora una delle pagine più tragiche della nostra storia: la strage di circa 20mila italiani barbaramente torturati e uccisi o gettati ancora vivi nelle foibe, fenditure carsiche profonde anche 200 metri, dai militari di Tito per vendicarsi del governo italiano che, nell’intervallo tra le due guerre, aveva amministrato questi territori con durezza, imponendo un’italianizzazione forzata.
Le prime violenze iniziarono subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con la disgregazione del Regio Esercito Italiano, quando il nostro confine orientale rimase indifeso contro i tedeschi e i partigiani slavi.
Iosif Broz, detto “Tito”, con la sua Armata Popolare jugoslava, conquistava prima la Slovenia e la Croazia, che erano state annesse all’Italia dopo la prima guerra mondiale, poi la Dalmazia e l’Istria (dove c’erano comunità italiane sin dai tempi della Repubblica di Venezia), ma Il suo obiettivo era quello di conquistare tutto il Veneto fino all’Isonzo.
I tedeschi occuparono subito le città maggiori (Trieste, Gorizia, Fiume, Pola), mentre gli slavi tutti i centri minori della penisola istriana, uccidendo e facendo sparire centinaia di italiani, che saranno ritrovati nelle foibe o in fosse comuni. Si calcola che in questa prima fase morirono circa un migliaio di persone.
Agli inizi del mese di ottobre 1943, i tedeschi sferrarono un poderoso attacco, fermando temporaneamente l’avanzata dei titini, ma, con il crollo del Terzo Reich, nulla ormai poteva più arrestare l’avanzata degli uomini di Tito e della sua polizia segreta, l’OZNA.
Così, nella primavera del 1945, l’esercito jugoslavo occupò Fiume e tutta l’Istria (fino ad allora territori dell’Italia) dando inizio a feroci massacri contro i cittadini italiani: uomini, donne, bambini, militari e civili, fascisti e antifascisti, chiunque si opponesse al nuovo regime fu considerato un nemico da eliminare.
I caduti furono in gran parte militari delle Forze Armate italiane, compresi Carabinieri, Finanzieri e Poliziotti. Tra i civili invece la maggior parte delle vittime apparteneva alla popolazione locale.
Le vittime in questi mesi, secondo alcune stime, sarebbero tra le quattromila e le seimila, altre fonti parlano di diecimila persone. Il numero degli infoibati e dei deportati nei lager di Tito tra il 1943 e il 1947 sarebbe di almeno 20mila; quello degli esuli italiani costretti a lasciare le loro case tra i 250 e i 350mila.
Come nel resto del territorio italiano occupato, anche a Trieste si era costituito il Comitato di Liberazione Nazionale. Il 30 aprile 1945 il CLN ordinò l’insurrezione ai Volontari della Libertà che costrinsero le forze tedesche rimaste a ritirarsi nel porto, nel tribunale e nel castello di San Giusto.
Gli jugoslavi giunsero in città nel mattino del 1° maggio ed imposero agli insorti italiani la sostituzione del bracciale tricolore, che era il loro emblema, con la stella rossa titina. Coloro che non accettarono, furono disarmati ed arrestati, infoibati o deportati nei campi di sterminio. Di molti di loro non si è saputo più nulla.
Gli angloamericani e i loro alleati furono muti testimoni di quella inutile strage, non mossero un dito per impedirla poi, comprendendo la necessità di avere il porto di Trieste per rifornire le proprie truppe, costrinsero gli jugoslavi a ritirarsi sul Carso.
Nelle zone rimaste sotto il controllo titino, intanto iniziava un nuovo dramma, quello dell’esodo: decine di migliaia di italiani dell’Istria furono costretti ad abbandonare le loro case ed i loro averi per sfuggire alle persecuzioni del regime comunista jugoslavo.
Il trattato di pace di Parigi del febbraio 1947, con la cessione di tutta l’Istria alla Jugoslavia, di fatto concesse a quest’ultima il diritto di confiscare tutti i beni dei cittadini italiani, con l’accordo che poi sarebbero stati indennizzati dal governo di Roma, indennizzi che i superstiti in gran parte stanno ancora aspettando.
Con il Trattato di Pace, inoltre Trieste fu dichiarata “città libera” e fu divisa in due zone: la zona A controllata dagli angloamericani, la zona B sotto l’amministrazione della Iugoslavia a cui fu successivamente annessa.
Questi i fatti storici, ma per tanto (troppo) tempo questa tragedia italiana è stata tenuta nascosta, per non compromettere i rapporti con la ex Jugoslavia e per non destabilizzare gli equilibri politici del momento.
Inoltre gli slavi, anche per non lasciare tracce delle loro stragi, non tenevano nota dei caduti italiani e i morti nei campi di sterminio venivano seppelliti in fosse comuni, per questo è quasi impossibile reperire le liste complete delle vittime. Come se non bastasse, i documenti e i registri dello stato civile di tutti i comuni occupati dai titini furono distrutti.
Grazie alle testimonianze dei pochi sopravvissuti e alle ricerche effettuate, fortunatamente si è riuscito a stilare qualche elenco parziale dei caduti, come quello dell’Archivio storico del Centro Studi e Ricerche Storiche “Silentes Loquimur” di Pordenone, con 4720 nomi.
Chi volesse poi rendersi conto de visu della portata dell’esodo istriano, potrà recarsi a Trieste dove, in occasione del “Giorno del Ricordo” su iniziativa promossa dall’Irci, l’Istituto regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata, sarà aperto al pubblico, da mercoledì 12 fino a venerdì 14 febbraio 2020, il Magazzino 18 in Porto vecchio.
Il Magazzino 18 racchiude tutti gli averi che gli italiani in fuga (istriani, dalmati, fiumani) furono costretti ad abbandonare, sperando un giorno di ritornare a prenderli. Ricordi di una vita: saloni colmi fino al soffitto di mobili, suppellettili, oggetti di uso comune, libri, giocattoli, fotografie, che attendono accatastati ancora da 75 anni il ritorno dei loro proprietari.
Visitare il Magazzino 18 del Porto vecchio di Trieste è come fare un tuffo nel passato, rivivere, in quegli oggetti, frammenti di vita vissuta cristallizzati nel ricordo, rivedere quei giorni lontani con l’angoscia e lo sgomento delle centinaia di migliaia di esuli costretti ad abbandonare la terra dei loro padri, provare dolore per i loro parenti o amici vittime delle foibe.
Una pagina dolorosa della nostra storia da non dimenticare, una tragedia italiana che merita tutta la nostra considerazione e il nostro rispetto.
STABIA 10 febbraio, “Giorno del ricordo” per non dimenticare le foibe / Adelaide Cesarano
Under 17 A-B, Juve Stabia-Cosenza 0-1: sconfitta interna per le Vespette. Decide una rete siglata da Compagnone per il Cosenza al minuto 43
Under 17 A-B, Juve Stabia-Cosenza 0-1: sconfitta interna per le Vespette
Sconfitta interna per la Juve Stabia Under 17 guidata da mister Giorgio Lucenti. Ha deciso il match con i calabresi la rete siglata da Compagnone al minuto 43 del primo tempo. Fallito un calcio di rigore dalla Juve Stabia con Damiano che avrebbe potuto dare una storia ben diversa alla partita. Di seguito il tabellino del match:
Questi tutti gli altri risultati della diciottesima giornata del campionato Under 17 A-B Girone C:
Benevento-Perugia 1-0
Napoli-Trapani 4-0
Frosinone-Ascoli 2-2
Juve Stabia-Cosenza 0-1
Roma-Crotone 1-1
Lecce-Salernitana 0-0
Riposava il Pescara
In classifica in testa la Roma con 43 punti, segue il Napoli con 41 punti, Pescara 30, Frosinone e Benevento 26, Crotone 25, Ascoli e Perugia 23, Cosenza 22, Juve Stabia 15, Salernitana 14, Trapani 12, Lecce ultimo con 6 punti. Nel prossimo turno la Juve Stabia sarà ospite della Salernitana nel derby campano domenica 16 febbraio alle ore 15.
Under 16 A-B, Salernitana-Juve Stabia 0-3: grande vittoria delle Vespette. Decidono le reti siglate da Vitale al 19°, Esposito al 49°, e Pimienta al minuto 83
Under 16 A-B, Salernitana-Juve Stabia 0-3: grande vittoria delle Vespette
Grande prestazione della Juve Stabia Under 16 di mister Michele Sacco nel campionato Under 16 A-B Girone C nel derby contro la Salernitana. Vittoria netta per 0-3 con le reti che hanno deciso l’incontro siglate da Vitale al 19°, Esposito al 49° e Pimienta al minuto 83.
Di seguito il tabellino del match tra Salernitana e Juve Stabia:
SALERNITANA – Abate, Di Maio (56′ Belvedere), De Santis, Garofalo (66′ Signoriello), Guerra, D’Amore, Abitino (56′ Lamberti), Iuliano (66′ Abbate), Luongo (40′ Carbone), Morrone (66′ Memoli), Fiore (60′ Morzocchella). A disp. Petriccione, Landi. All. De Santis
JUVE STABIA – Maresca, Cimino, Pirozzi (50′ Noviello), Esposito (61′ Pimienta), Bevilacqua, Santarpia, Vitale (73′ Mollichella), Russo, Damiano (73′ Minasi), Carnevale, Carannante (61′ Leone). A disp. Martoriello, Balzano, Martire. All. Sacco
GOL – 19′ Vitale (J), 49′ Esposito (J), 83′ Pimienta (J)
AMMONIZIONI – Pirozzi (J), Vitale (J), Damiano (J), Di Maio (S), Garofalo (S), Iuliano (S)
ESPULSIONI – /
Questi tutti gli altri risultati della diciottesima giornata del campionato Under 16 A-B Girone C:
Roma-Lecce 7-0
Pescara-Crotone 2-0
Perugia-Napoli 2-2
Ascoli-Frosinone 2-2
Salernitana-Juve Stabia 0-3
Benevento-Cosenza 6-2
Riposava il Trapani
In classifica in testa la Roma con 46 punti, segue il Napoli con 36 punti, Perugia 35, Benevento 26, Pescara 25, Trapani 23, Juve Stabia 22, Lecce 20, Frosinone 15, Ascoli 14, Crotone 13, Cosenza 12 e Salernitana 9 punti. Nel prossimo turno domenica 23 febbraio la Juve Stabia ospiterà il Benevento domenica 23 febbraio alle ore 15.
Gattuso:” L’arbitro? Non voglio dire niente a riguardo, parlerà Giuntoli”
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa al termine della sconfitta della sua squadra contro il Lecce per 3-2. Ecco le sue dichiarazioni:
Un passo indietro come gioco e condizione? “Penso che i primi 30′ la squadra non ha fatto male. La preoccupazione più grande è la fragilità che è venuta fuori oggi, ho visto Lapadula stoppare quindici palloni che faceva salire il Lecce. In alcuni casi ho visto i miei troppi passivi. Ci può stare parlare di calo fisico, ma per 30′ la squadra mi era piaciuta ma ancora non mi basta. La cosa che mi infastidisce è che non riesco a trovare la chiave della compattezza, basta un episodio per mandarci in sofferenza. Ho visto una squadra che ha fatto fatica ad aiutarsi”.
La scelta di due centrali che non giocano da tempo la rifarebbe? “Adesso è facile, ma dovevo mandare anche Manolas a casa per la nascita della figlia. Mi avete massacrato per Di Lorenzo centrale, ora mi chiedete di questo. Dobbiamo dare anche minutaggi perché sono forti, si sono allenati con intensità e ad essere onesto per come è andata non lo rifarei è chiaro”.
Hanno inciso i tanti cambi in formazione? “Non lo so, quando fai di tutto per vincerla, finisci per perdere un po’ d’equilibrio. A me non piace giocare con due linee da 4, ma quando sei sotto e con questa classifica e questo pubblico, devi fare qualcosa di diverso. Dobbiamo migliorare come compattezza”.
Mertens lo ritiene un’alternativa al tridente, non lo vede centrale come con Sarri? “Certo, ma ero sotto e non volevo togliere Milik. Lo reputo numero 9, ma lo volevo con Milik, anzi lo vedo più attaccante che esterno”.
Quanto ha fatto male l’arbitro? “Non voglio parlare dell’arbitro, parlerà Giuntoli “.
Quanto hanno fatto male le tabelle? “L’ho detto ieri, il Lecce ti può palleggiare in faccia, sapevo delle difficoltà delle squadre, poi non so cosa ci ha fatto male ma era una gara importantissima per la classifica. C’è amarezza per questo, non mi bastano 30 minuti, i gol li puoi sbagliare ma devi essere sempre squadra”.
“Magari avremmo perso lo stesso ma Milik non avrebbe l’ammonizione”
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match perso per 3-2 contro il Lecce tra le mura amiche del San Paolo.
Ecco le parole di Giuntoli: “Nel campo si è visto nettamente il tocco in area su Milik. L’arbitro ha pensato che lui l’avesse accentuata. L’arbitro può sbagliare, ma c’è il Var che deve essere usato. L’arbitro è convinto che Milik si sia buttato. C’è il Var che evidenzia il tocco, abbiamo già subito episodi del genere in Serie A. Ci sta vincere, perdere o pareggiare, per quello risponde il mister e ci sarà un confronto della squadra. Incredibile non andare a rivedere al Var questo contatto. Non so se è stato richiamato l’arbitro, ma siamo rimasti cinque minuti fermi. Vogliamo far chiarezza su questa situazione, l’arbitro può sbagliare, ma con il Var non può non esserci concesso questo calcio di rigore. Abbiamo mostrato diversi limiti quest’anno. E’ un problema che ci sono tanti calciatori spesso out. Dobbiamo ripartire dalle cose giuste, è un anno di rincorsa”.
Al San Paolo finisce 2-3 la sfida tra Napoli-Lecce. Una bella partita con gli azzurri che hanno provato, costruito, ma comunque non sono riusciti a portare a casa il match. Brutta ricaduta per gli uomini di Gattuso che, da domani, si focalizzeranno sulla sfida di mercoledì in Coppa Italia contro l’Inter di Conte. Intanto, in vista di questa sconfitta contro il Lecce, riportiamo il commento del club di De Laurentiis:
“Napoli – Il Lecce vince al San Paolo per 3-2 e conquista i 3 punti a casa nostra dopo 22 anni dall’unico precedente successo in Serie A. La partita ha una fisionomia a compartimenti stagni. Nei primi 25 minuti c’è solo il Napoli, con il Lecce che tinge di giallorosso il fortino e resiste alle occasioni nette che hanno Milik e Zielinski. La dura legge del gol impone che solitamente il destino si faccia beffe dall’alro lato. E capita proprio così con Lapadula che alla mezzora mette dentro l’1-0 leccese. Nel primo sussulto della ripresa il Napoli la rimette dentro con il tap in di Milik su cross di Insigne: 1-1. Ma è la giornata di Lapadula che stavolta stacca di testa nel cuore dell’area e segna la sua doppietta. Poi è un assalto azzurro, con un rigore dubbio non concesso a Milik. Nella giornata di grazia giallorossa Mancosu sfida la balistica e infila una splendida parabola su punizione che bacia l’incrocio: 3-1. Callejon con una sforbiciata volante accorcia 3-2 al 90esimo. E così finisce, nonostante l’ultimo impeto generoso nel recupero. Si ricomincia mercoledì in Coppa Italia a San Siro. La strada è ancora lunga, l’avventura continua…”
“Siamo passivi: non si può prendere gol in otto contro due”
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match perso per 3-2 contro il Lecce tra le mura amiche del San Paolo.
Ecco le parole di Gattuso: “I gol si possono sbagliare, all’inizio è capitato, poi dopo una squadra fragile. Poi abbiamo fatto fare quello che volevano a loro. Lapadula faceva sempre salire la squadra, anche nel secondo gol 8 calciatori senza aggressività. Squadra passiva, ci manca la cattiveria oggi. Certe volte non si può far palleggiare e aspettare gli avversari. Dobbiamo lavorare sulla compattezza e sull’annusare il pericolo. Non possiamo farci saltare come è accaduto oggi, abbiamo avuto tante palle gol, poi abbiamo mostrato paura e insicurezza. Vedremo la partita in settimana con i calciatori. Certe volte siamo messi male, non c’è cattiveria e grande pressione. In questo momento ci sta mancando questo. Dispiace per i tifosi che erano allo stadio, si era riacceso l’entusiasmo e abbiamo dato un’altra mazzata ai nostri tifosi e a noi stessi. Dobbiamo migliorare su entrambe le fasi, su quella difensiva lasciamo un po’ a desiderare. Non basta giocare solo bene e con qualità oggi. Otto contro due non esiste prendere gol e noi l’abbiamo preso. Abbiamo giocatori importanti. Non capisco come si fa a non andare al Var, è lì potremmo tranquillamente andare a vedere e perdere un minuto in più”.
Il Giorno del ricordo, evento voluto dall’amministrazione comunale che si è tenuto in villa. Corteo e paracadutisti sull’arenile
Il Giorno del ricordo, paracadutisti sull’arenile a Castellammare
Castellammare di Stabia – Facendosi spazio tra le centinaia di persone presenti in villa con i loro bambini per festeggiare il carnevale, un corteo, seguito da una decina di persone, con a capo il primo cittadino, il consigliere comunale Ernesto Sica e il gonfalone della città portato da agenti della Polizia municipale, ha raggiunto il centro della villa comunale.
Un corteo in occasione del “Giorno del ricordo”, solennità civile a livello nazionale istituita nel 2004 e che si celebra il 10 febbraio di ogni anno.
A Castellammare un’iniziativa voluta, per il secondo anno consecutivo, dall’amministrazione comunale, che come ha affermato il consigliere Sica, intende “Dare onore ai morti dimenticati”.
Una legge che intende conservare e rinnovare, così recita la legge, “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra(1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Sicuramente una tragedia, un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, poco conosciuto e che merita approfondimento, che ha causato vittime innocenti nel periodo che va tra la fine della guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda.
Tutti i cittadini e i tanti bambini con gli occhi al cielo per seguire il lancio di paracadutisti da un aereo che sorvolava l’arenile.
Tre sono stati a lanciarsi e uno con una grandissima bandiera italiana legata al piede che appunto voleva ricordare questa giornata e dunque le vittime delle Foibe. “Un modo, questo lancio dei paracadutisti – ha dichiarato il consigliere Sica – per far sentire più forte il senso nazionale, il senso della Patria”.
Consigliere che è stato al centro di una non trascurabile polemica politica perché nei giorni scorsi ha offeso pesantemente l’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, e dunque quegli uomini del passato che hanno dato, con la loro lotta e i loro sacrifici, la possibilità a tutti noi di esprimere liberamente i nostri pensieri e le nostre idee.
Attuali uomini che reggono questa importante associazione, che ogni giorno provano, riuscendoci molto bene sino ad ora, a tutelare e proteggere la grande conquista della democrazia che permette libere manifestazioni come quella che si è tenuta in villa.
Uno spettacolo veramente affascinante della Brigata Folgore, tre coloratissimi paracaduti che si sono adagiati sull’arenile, con gli applausi dei tanti cittadini che hanno goduto di un particolare evento.
Foto di gruppo ai piedi dell’enorme bandiera italiana portata giù dai paracadutisti dopo averla fatta sventolare nel cielo stabiese, in una meravigliosa giornata di sole, e a seguire la deposizione di una corona di fiori presso la targa del comandante foibizzato, Giovanni Battista Acanfora.
Under 15 A-B, Salernitana-Juve Stabia 1-0: sconfitta per le Vespette. Decide un gol di Mastrocinque alla mezzora del primo tempo per i granata
Under 15 A-B, Salernitana-Juve Stabia 1-0: sconfitta per le Vespette
Sconfitta nel derby con la Salernitana per la Juve Stabia nel campionato Under 15 A-B Girone C. Decide un gol di Mastrocinque per i granata arrivato alla mezzora del primo tempo che alla fine ha deciso il derby a favore della Salernitana. Di seguito il tabellino del match tra Salernitana e Juve Stabia:
SALERNITANA – Allocca, Scognamiglio, Elefante (35′ Gaudino), Nicoletti, Gallo, Galietti, Celia (55′ Landi), Mastrocinque, Cozzolino, Birra (59′ Chiumiento), Melella (66′ Fusco). A disp. Di Stanio, Boffa, Ientile, Di Masi, Perulli. All. Cerrato
JUVE STABIA – Belardo, Caropreso, Serra (64′ Celentano), Piccolo, Borrelli (48′ Fravola), Genovese, Saviano (48′ Noletta), Del Mondo, Chiantese, Del Re (35′ Perna), Schettino (64′ Battaglia). A disp. De Iulio, Esposito, Provvisiero, Marcuccio. All. Franzese
GOL – 30′ Mastrocinque (S)
AMMONIZIONI – Galietti (S), Borrelli (J), Saviano (J)
ESPULSIONI – /
Questi tutti i risultati della diciottesima giornata del campionato Under 15 Serie A-B Girone C:
Roma-Lecce 3-0
Pescara-Crotone 1-2
Perugia-Napoli 0-2
Ascoli-Frosinone 0-2
Salernitana-Juve Stabia 1-0
Benevento-Cosenza 1-2
Riposava il Trapani
In classifica in testa Napoli e Frosinone in condominio con 40 punti, segue la Roma con 36 punti, poi Pescara 35, Lecce e Salernitana 24, Juve Stabia 23, Benevento 22, Ascoli 16, Perugia 15, Cosenza 14, Trapani e Crotone 7 punti. Nel prossimo turno la Juve Stabia ospiterà il Benevento per un altro derby campano domenica 23 febbraio alle ore 11.
Al San Paolo finisce 2-3 la sfida tra Napoli-Lecce. Bruttissima sconfitta per gli azzurri di Gattuso che restano all’undicesimo posto in classifica. Tante chance sprecate dai partenopei che, dopo aver subito l’1-0, erano riusciti a rimettersi in corsa grazie al gol di Milik. Dopo il gol del polacco, la partita è stata equilibrata ma il Lecce ha avuto più freddezza rispetto ai padroni di casa portandosi prima sul 2-1 al 61′ e poi sul 3-1 con Mancosu all’82’. Inutile il gol di Callejon al 90′, subentrato nella ripresa al posto del debuttante al Politano.
Azzurri in campo per avvicinare la zona Champions League
90+5′- L’arbitro pone fine al match: il Lecce espugna il San Paolo e vince 3-2
90+1′- Il Lecce sostituisce Deiola con Paz
90′- L’arbitro concede 5 minuti di recupero
89′-GOOOL NAPOLI: Demme serve Callejon che in acrobazia batte Vigorito
87′- Demme ci prova dal limite dell’area: palla in angolo
84′- Petriccione ammonito per un fallo commesso in precedenza
83′- Demme trattiene Saponara e viene ammonito
81′- GOL LECCE: Strepitosa punizione di Mancosu che batte Ospina da circa 30 metri
80′- Mario Rui ferma una ripartenza del Lecce: ammonito
78′- Ammonito Vigorito
77′- Ultimo cambio per il Napoli: fuori Insigne dentro Lozano
76′- Mertens ci prova a giro: palla fuori
75′- Il Lecce sostituisce Falco con Mancosu
74′- L’arbitro conferma la decisione
73′- Silent check per valutare l’episodio
72′- Milik cade in area di rigore: per l’arbitro è simulazione e ammonisce il polacco
70′- Palla gol colossale per il Lecce con Ospina che respinge il colpo di testa di Barak
68′- Cambio nel Lecce: esce Majer entra Petriccione
67′- Clamorosa palla gol per il Napoli: Milik prova a sfruttare un’indecisione di Vigorito ma manda la palla fuori
65′- Ammonito Rispoli
62′- Nel Napoli esce Politano ed entra Callejon
60′- GOL LEGGE: Cross di Falco, testa di Lapadula e Lecce di nuovo in vantaggio
57′- Azione del Lecce: Falco prova il tiro ma Ospina blocca
55′- Insigne si trova a tu per tu con il portiere: Vigorito mette in angolo
54′- Saponara serve Lapadula in area che tira ma Ospina blocca
50′- Di Lorenzo arriva sul fondo e crossa: la palla si spegne sul fondo
47′-GOOOL NAPOLI: Contropiede Napoli, Insigne serve Mertens che crossa per Milik e fa 1-1
46′- Inizia il secondo tempo
Il Napoli sostituisce Milik con Mertens durante l’intervallo
SECONDO TEMPO
45′- L’arbitro chiude il primo tempo senza recupero
41′- Mario Rui arriva sul fondo, serve Politano ma Donati mette in angolo
36′- Duro intervento di Koulibaly su Lucioni: ammonito
33′- Zielinski serve Insigne in area: il capitano colpisce il palo in rovesciata
28′- GOL LECCE – Tiro di Falco, Ospina respinge: Lapadula si fionda sul pallone e fa 1-0
24′- Zielinski serve Milik in profondità: il suo tiro finisce sull’esterno della rete
23′- Mario Rui ci prova da lontano: Vigorito respinge coi pugni
22′- Azione insistita del Napoli con Politano che non riesce a calciare in porta
18′- Incredibile occasione sciupata: Zieinski approfitta di un retropassaggio sbagliato ma il suo passaggio per Milik è troppo lungo
16′- Insigne lancia Milik in area: Vigorito anticipa il polacco
13′- Clamorosa palla gol per il Napoli: Mario Rui mette al centro per Zielinski che di testa manda la palla fuori
9′- Cross di Mario Rui, colpo di testa di Milik: palla fuori
7′- Assedio Napoli
6′- Lobotka arriva sul fondo, serve Insigne in area: il suo colpo di testa è deviato in angolo
3′- Mario Rui serve Insigne in area: la sua conclusione viene ribattuta
1′- Sarà il Lecce a dare inizio al match
PRIMO TEMPO
Lettori di ViViCentro.it, benvenuti alla diretta testuale della sfida tra Napoli e Lecce, valida per la ventitreesima giornata di Serie A 2019/20. Ultimi preparativi allo Stadio San Paolo di Napoli, prima del calcio di inizio fissato alle ore 20:45. Gli azzurri vogliono dimostrare che la vittoria ottenuta contro la capolista Juventus non è frutto del caso. Ci riusciranno? Segui la partita insieme a noi.
Al San Paolo finisce 0-1 il primo tempo tra Napoli-Lecce. Primi quarantacinque minuti di totale controllo da parte degli azzurri di Gattuso che, nonostante le ben 8 occasioni da gol, non sono riusciti a superare Vigorito. Ha fatto male invece alla difesa avversaria Gianluca Lapadula che ha realizzato il gol che per ora decide il match. La più grande occasione del primo tempo per i partenopei porta la firma di Lorenzo Insigne che, agganciando un passaggio squisito all’interno dell’area, ha lasciato partire il tiro verso la porta colpendo però il palo. Niente da fare dunque per gli azzurri che hanno dato il bentornato sul campo a Koulibaly e il benvenuto al San Paolo a Matteo Politano. Vedremo se nella ripresa cambierà la musica e se il Napoli riuscirà o meno a riacciuffare questa partita.
Juve Stabia, due vittorie interne per l’Under 15 e 16 nei tornei Regionali. 2-1 alla Puteolana per gli Under 15 Regionali e 3-2 alla Pasquale Foggia per gli Under 16 Regionali
Juve Stabia, due vittorie interne per l’Under 15 e 16 nei tornei Regionali
Due vittorie interne per la Juve Stabia nei tornei Under 15 e Under 16 Regionali. Nel campionato Under 15 Regionale le Vespette battono la Puteolana per 2-1. Decidono le reti siglate da Catapano in apertura del match al 1° minuto e poi gol di D’Alterio al 10° della ripresa. Ma poi accorcia la Puteolana con Sarno al 33° del secondo tempo. Di seguito il tabellino del match:
Questi gli altri risultati della giornata del campionato Under 15 Regionale Girone C:
Albanova-Santa Maria Assunta 1-1
Sporting Club Picentia-Virtus Junior Napoli 0-3
Juve Stabia-Puteolana 2-1
Di Roberto-R.D. Internapoli Kennedy 2-0
Oasi Giugliano-Pol. Santa Maria Cilento 2-4
Real Casarea-Juve Domizia (ore 13)
Nel prossimo turno le Vespette saranno ospiti della R.D. Internapoli Kennedy sabato 15 febbraio alle ore 15.
E vince anche la Juve Stabia nel torneo Under 16 Regionale contro la Pasquale Foggia per 3-2. Decidono le reti siglate da Scapece, Di Nardo e Lebro. Ma poi per la Pasquale Foggia hanno accorciato le distanze Carraro e Guastella. Di seguito il tabellino del match:
JUVE STABIA – Cirino, Vastola, Secondulfo, Russo, Di Lauro, Scapece (Lebro), Improta (Esposito P.), Ferraro, Braucci, Di Nardo (Esposito M.), Dello Iacono (Battaglia). A disp. Nardiello.
PUTEOLANA – Galli, Tillano, Di Machino, Canzano, Bruno (Mazzocchi), Addatilo, Guastella, De Stefano (Rizzo), Carraro, Carasco (Lepre), Di Mauro (Martorelli). A disp. Branzino, Esposito, Scotti, Sanzo.
GOL – 19′ Scapece (J), 20′ Di Nardo (J), 38′ st Lebro (J), 4′ st Carraro (P), 45′ st Guastella (P)
AMMONIZIONI – Ferraro (J), Bruno (P), Addatilo (P), De Stefano (P)
ESPULSIONI – /
Questi tutti gli altri risultati di giornata:
Virtus Curti Camorani-San Tommaso Calcio 2-2
Juve Stabia-Pasquale Foggia 3-2
Virtus Sangennarese-Gescal 2008 3-0
Atripalda-Di Roberto (domenica 9 febbraio ore 13)
Marano Calcio-Acerrana 1926 (domenica 9 febbraio ore 14)
Scuola Calcio Torrione-San Giorgio 1926 (domenica 9 febbraio ore 15)
Nel prossimo turno le Vespette saranno ospitate dalla Virtus Battipaglia Calcio sabato 15 febbraio alle ore 15.
Task-force Ministero della Salute: “Rafforzare formazione su coronavirus 2019-nCov”. Trasferimento precauzionale allo Spallanzani per due bambini tra i 56 rimpatriati da Wuhan
Trasferimento precauzionale allo Spallanzani per due bambini da Wuhan
Anche questa mattina si è riunita la task-force coronavirus 2019-nCoV del Ministero della Salute alla presenza del ministro, Roberto Speranza.
Nella riunione si è valutato il rafforzamento della formazione specifica sul nuovo coronavirus 2019-nCov per medici, infermieri e professionisti sanitari, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti tra cui Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, INMI Spallanzani e con il contributo fondamentale degli ordini professionali.
Sempre dal ministero si è appreso anche che, tra i 56 rimpatriati da Whuan, due bambini di 4 e 8 anni, con solo alcune linee di febbre, accompagnati dal padre sono stati trasferiti a titolo puramente precauzionale, all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma per ulteriori accertamenti.
Per il primo dei due, il tampone ha dato esito negativo al test di nuovo coronavirus 2019-nCoV. In corso l’esame sul secondo.
In merito poi alla “discussione” sollevata da alcune parti sul presunto problema dei bambini rientranti dalla Cina (come se questi viaggiassero da soli e per chissà quali canali in modo da poter eludere il blocco ed i controlli predisposti per i provenienti da tale continente. Bah!) , il ministero, con un comunicato emesso ieri, ha fatto sapere quanto vi riportiamo a seguire:
Sulla base delle indicazioni messe a disposizione dal Comitato Tecnico Scientifico, istituito dal Commissario straordinario della Protezione Civile, il Ministero della Salute ha provveduto ad aggiornare la circolare del 01/02/2020 che conteneva “Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina”.
Di fronte alla crescita del livello di diffusione del coronavirus 2019-nCoV in Cina l’aggiornamento della circolare è ispirato, coerentemente con tutti i precedenti provvedimenti del Ministero, al principio di massima precauzione. Nelle prossime settimane è, infatti, previsto il rientro di studenti che si trovano attualmente in Cina.
La circolare riguarda i bambini che frequentano i servizi educativi dell’infanzia e gli studenti, fino alla scuola secondaria di secondo grado, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia.
La misura di precauzione prevista in questi casi è quella di una sorveglianza attiva, quotidiana, del “Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento” attivato dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia. Tale monitoraggio consiste nella puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus 2019-nCoV.
Fermo restando il diritto inalienabile di bambini e ragazzi, di qualsiasi nazionalità, di frequentare liberamente e regolarmente la scuola in assenza di evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario, in uno spirito di massima precauzione, il Dipartimento favorisce una “permanenza volontaria fiduciaria” a casa sino al completamento del periodo di 14 giorni dalla partenza dalla Cina.
Il Ministero della Istruzione, con il quale l’aggiornamento della circolare è concordato, con un suo autonomo provvedimento darà indicazione ai dirigenti scolastici affinché tali assenze siano considerate giustificate.