C’è un’attesa diversa dalle altre per il primo Memorial Catello Mari. Non è soltanto quella che precede una partita di calcio, non è semplicemente l’emozione per il ritorno in campo dopo la pausa estiva. Quella in programma giovedì 6 agosto 2026 allo stadio Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni, con calcio d’inizio fissato alle ore 20:30, sarà una serata speciale, destinata a rimanere impressa nella memoria di due città e di due tifoserie.
A scendere in campo saranno la Cavese e la Juve Stabia, ad assistere sugli spalti ci saranno due tifoserie che da tempo hanno messo da parte la rivalità sportiva e che giovedì si ritroveranno allo stadio insieme nel nome di Catello Mari. Un calciatore, un uomo, un simbolo che ha lasciato troppo presto la vita terrena, lasciando un vuoto profondo nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui un tratto del proprio cammino.
L’entusiasmo attorno all’evento è già palpabile. I tifosi di entrambe le squadre hanno polverizzato i biglietti disponibili, dimostrando ancora una volta quanto sia forte il legame con la figura di Catello. E, proprio per venire incontro alle tantissime richieste arrivate nelle ultime ore, sono stati messi a disposizione ulteriori tagliandi. Un’ulteriore dimostrazione dell’affetto che continua a circondare il ricordo del “Leone”, come veniva chiamato dai tifosi blufoncè.
Catello Mari, con la maglia della Cavese, ha combattuto su ogni pallone e difeso quei colori con una grinta che gli era valsa l’affettuoso soprannome di “Leone”. Un appellativo che raccontava perfettamente il suo modo di vivere il calcio: con coraggio, passione, determinazione e un attaccamento viscerale alla maglia. I tifosi blufoncé lo avevano adottato come uno di loro, riconoscendosi in quel ragazzo capace di dare tutto sul terreno di gioco.
Eppure, nel cuore di Catello c’era anche Castellammare di Stabia, la sua città d’origine. Una città che avrebbe potuto vederlo indossare la maglia gialloblù della Juve Stabia. Quella possibilità, infatti, era stata concreta, ma per diverse ragioni la trattativa non arrivò mai alla conclusione. Il destino non gli concesse l’opportunità di vestire ufficialmente la casacca delle Vespe, ma oggi, idealmente, sarà proprio il popolo gialloblù a rendergli omaggio, insieme a quello metelliano, in una serata che ha il sapore della riconciliazione e della memoria.
Il Memorial avrà inoltre un significato ancora più profondo grazie alla scelta delle due società di destinare in beneficenza l’incasso della serata, al netto delle ingenti spese sostenute per l’organizzazione dell’evento. Una decisione che impreziosisce ulteriormente una manifestazione nata per ricordare un uomo che, anche dopo la sua scomparsa, continua a rappresentare un punto di incontro e di unione.
Sarà una vera e propria amichevole, ma il significato andrà ben oltre il risultato del campo. Sugli spalti del Simonetta Lamberti è atteso un pubblico numerosissimo, pronto a vivere una notte di sport, emozioni e ricordi. Una serata nella quale due tifoserie, in passato divise da una forte rivalità, potranno ritrovarsi fianco a fianco per celebrare insieme la memoria di un grande uomo e di un grande atleta.
Per una sera, dunque, non ci saranno avversari. Ci saranno soltanto due popoli uniti da un ricordo. Quello di Catello Mari.
E chissà che proprio questa prima edizione non possa diventare l’inizio di una tradizione destinata a rinnovarsi negli anni, trasformando il Memorial in un appuntamento fisso capace di tramandare alle nuove generazioni la storia e i valori di un ragazzo che ha lasciato un segno indelebile.
Sarà una serata storica. Una di quelle serate in cui il calcio torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: passione, appartenenza, solidarietà e condivisione.
Grazie, Catello, per quello che hai fatto con la maglia della Cavese. Grazie per la passione che hai regalato a chi ti ha visto giocare. Grazie per il segno tangibile che hai lasciato in tutti noi. E grazie, soprattutto, per essere riuscito, anche dopo averci lasciato troppo presto, a unire due popoli che per una notte si ritroveranno insieme nel tuo nome.
Il “Leone” non ha mai smesso di ruggire. E giovedì sera, al Simonetta Lamberti, il suo ruggito tornerà a farsi sentire.
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