Matteo Lovisa ci riprova. Dopo aver costruito, insieme alla Juve Stabia, una delle realtà più interessanti e sorprendenti del calcio italiano, il direttore sportivo ha deciso di portare con sé al Südtirol alcuni dei protagonisti che hanno fatto parte della sua esperienza in gialloblù. Un filo conduttore che si fa sempre più evidente nel mercato del club altoatesino e che racconta la volontà del dirigente di riprodurre a Bolzano quelle dinamiche che hanno funzionato così bene a Castellammare di Stabia.
Il mercato in entrata dell’FC Südtirol procede infatti a ritmo battente e Lovisa ha messo a segno un altro colpo di prospettiva e qualità per il reparto avanzato. Dopo gli arrivi di Marco Varnier e Giacomo Stabile, il direttore sportivo ha nuovamente guardato verso il recente passato della Juve Stabia, assicurandosi le prestazioni di Rares Burnete.
L’operazione è stata ufficializzata direttamente dal club biancorosso. Il Südtirol ha raggiunto un accordo con il Lecce per l’acquisizione a titolo temporaneo, fino al 30 giugno 2027, dei diritti alle prestazioni sportive del giovane attaccante rumeno. L’accordo prevede inoltre un diritto di opzione a favore della società altoatesina e una contro-opzione in favore del club salentino.
Burnete, punta centrale classe 2004, rappresenta un profilo giovane ma già dotato di caratteristiche importanti. Una struttura fisica imponente unita a un buon fiuto del gol, con una formazione calcistica maturata nel settore giovanile del Lecce, con cui nel 2023 si è laureato Campione d’Italia Primavera chiudendo il torneo da capocannoniere.
Il suo arrivo si inserisce perfettamente nella strategia di mercato portata avanti da Lovisa, che sembra voler puntare su calciatori giovani, affamati e con margini di crescita, ma anche su elementi che conoscono già il campionato e che hanno avuto modo di confrontarsi con una realtà ambiziosa come quella della Juve Stabia.
Un progetto che, inevitabilmente, riporta alla mente quanto accaduto a Castellammare. Lovisa, infatti, ha contribuito in maniera determinante alla costruzione di una squadra capace di sorprendere, valorizzare giovani talenti e conquistare risultati che, alla vigilia, sembravano difficili da pronosticare. Oggi, al Südtirol, il direttore sportivo sembra voler ripartire da quelle certezze, portando con sé uomini e idee che conosce bene.
Ma la vera domanda è una sola: riuscirà a replicare a Bolzano ciò che di buono ha fatto a Castellammare?
Nel calcio, infatti, non sempre basta mettere insieme gli stessi ingredienti per ottenere lo stesso risultato. I calciatori possono essere importanti, le qualità tecniche possono fare la differenza, ma spesso sono l’alchimia, il gruppo, l’ambiente e il rapporto con la piazza a determinare il successo di un progetto.
Quello che funziona alla perfezione in una città non è detto che possa funzionare allo stesso modo altrove. La Juve Stabia di Lovisa è stata il prodotto di una combinazione particolare di fattori: una società ambiziosa, un gruppo affiatato, un allenatore capace di valorizzare le caratteristiche dei propri uomini, una piazza passionale e un’identità costruita giorno dopo giorno.
A Bolzano sarà una storia completamente nuova.
Lovisa, però, sembra avere le idee chiare. E la scelta di affidarsi nuovamente a giocatori che conosce bene può essere letta come la volontà di ricreare un ambiente competitivo, puntando su elementi che hanno già dimostrato di poter rendere ad alti livelli.
Anche Burnete, intanto, ha accolto con entusiasmo la nuova avventura in Serie B:
«Sono molto felice del mio approdo all’FC Südtirol. Penso che questo sia il passo giusto per la mia carriera e spero di poter dare il mio contributo alla squadra per raggiungere gli obiettivi prefissati. Conoscevo già alcuni dei miei compagni, che mi hanno parlato molto bene dell’ambiente e di tutto ciò che riguarda la società. Ho trovato un contesto serio e professionale, che ritengo ideale per continuare il mio percorso di crescita».
Con l’arrivo dell’attaccante rumeno, il Südtirol aggiunge freschezza, centimetri e fame al proprio reparto offensivo. Lovisa, dal canto suo, continua a costruire la sua nuova creatura.
La base è quella di un progetto che guarda anche al recente passato stabiese. Ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta. Replicare gli uomini è possibile, replicare un’alchimia vincente è molto più difficile. Sarà il campo, ancora una volta, a stabilire se il “modello Juve Stabia” potrà funzionare anche a Bolzano.
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