C’è un calcio che non passa mai di moda. È quello dei ricordi, delle maglie indossate con orgoglio, degli spogliatoi vissuti come una seconda famiglia e delle storie che, a distanza di anni, continuano a emozionare. È stato questo il filo conduttore della terza e ultima tappa a Castellammare di Stabia della kermesse “Indimenticabili”, ideata e condotta dal noto giornalista RAI e presidente dell’USSI Gianfranco Coppola.
Nella splendida cornice del Circolo Velico Stabia, il pubblico presente ha vissuto una serata all’insegna del calcio romantico, arricchita da aneddoti, ricordi preziosi e racconti di un’epoca che continua a vivere nella memoria degli appassionati.
Ospite d’eccezione è stato Roberto Amodio, ex calciatore ed ex dirigente della Juve Stabia, protagonista di una lunga conversazione durante la quale ha ripercorso le tappe più importanti della propria carriera, regalando al pubblico curiosità ed emozioni.
Un viaggio che, inevitabilmente, ha avuto Castellammare di Stabia e la Juve Stabia come uno dei suoi capitoli più importanti. Amodio ha infatti raccontato il suo legame indissolubile con i colori gialloblù, attraversando due momenti differenti della sua esperienza: prima da calciatore, poi da dirigente.
«Ho indossato la maglietta della Juve Stabia nel 1993 ed ho avuto la fortuna di avere come compagni di spogliatoio tanti grandi calciatori che già conoscevo come Onorato, Musella e Celestini», ha ricordato Amodio, tornando con la memoria agli anni trascorsi sul terreno di gioco.
Un’esperienza vissuta al fianco di grandi protagonisti e sotto la presidenza di una figura storica del calcio stabiese come Roberto Fiore.
«A Castellammare da calciatore ho avuto un grande presidente come Roberto Fiore. Ho vinto tante partite, ma il grande rammarico resta non aver vinto il campionato di Serie C sul campo», ha raccontato l’ex calciatore, svelando anche quella che resta una delle poche note amare di un’avventura comunque ricca di soddisfazioni.
Ma il destino gli avrebbe concesso una seconda possibilità. Non più da calciatore, ma da dirigente. E proprio in questo ruolo Amodio sarebbe riuscito a raggiungere quel traguardo che aveva sfiorato sul campo.
«Fortunatamente però ci sono riuscito sotto altri ruoli, quando sono rientrato da dirigente con il Presidente Franco Giglio».
Una frase che racchiude perfettamente il rapporto speciale tra Amodio e la Juve Stabia: una storia iniziata sul terreno di gioco e proseguita dietro la scrivania, con la stessa passione e lo stesso legame con una piazza che ha sempre saputo riconoscergli grande affetto.
Inevitabile, poi, uno sguardo rivolto al presente e soprattutto al futuro delle Vespe. Amodio ha voluto dedicare un pensiero anche alla nuova proprietà e al presidente Alfredo Guerri, auspicando che il percorso intrapreso possa regalare ancora tante soddisfazioni ai tifosi gialloblù.
«Adesso mi auguro che la nuova proprietà possa continuare sulla strada giusta e proseguire a far divertire i nostri fantastici tifosi. Il Presidente Guerri ha fatto un investimento importante. Speriamo davvero bene per il futuro».
Parole che chiudono idealmente il cerchio di una serata in cui passato e presente si sono incontrati. Da una parte i ricordi di un calcio fatto di uomini, presidenti e maglie che hanno scritto pagine indelebili; dall’altra la speranza per un futuro ancora tutto da costruire.
Perché, come ha dimostrato la serata di “Indimenticabili”, alcune storie non finiscono mai davvero. Restano nella memoria, si tramandano attraverso i racconti e continuano a vivere ogni volta che qualcuno torna a parlare di quella maglia gialloblù e di quella squadra che, per Roberto Amodio, rappresenta ancora oggi una parte importante della propria vita.
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