Il conto alla rovescia è ormai iniziato. Giovedì 6 agosto, lo stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni aprirà le sue porte per una serata destinata a rimanere impressa nella memoria degli appassionati.
Il primo “Memorial Catello Mari”, che vedrà affrontarsi Cavese e Juve Stabia in un test amichevole speciale, non sarà soltanto una partita di calcio. Sarà un momento di condivisione, un abbraccio collettivo nel nome del “Leone” della difesa, un calciatore capace di unire due città attraverso la passione e il ricordo.
Ma all’interno di questa serata ricca di significati c’è un’altra storia da raccontare, una trama personale che accompagnerà il confronto sul campo. È quella di Clemente Filippi, direttore generale della Cavese.
Per il dirigente metelliano, infatti, quella contro la Juve Stabia non potrà mai essere una partita come le altre.
Un pezzo di storia gialloblù
Filippi rappresenta una figura profondamente legata al calcio stabiese. Nato e cresciuto a Castellammare di Stabia, ha costruito una parte fondamentale della propria carriera dirigenziale proprio con la maglia della Juve Stabia, contribuendo alla crescita e ai successi del club gialloblù.
Negli anni trascorsi al fianco delle Vespe ha vissuto momenti importanti, partecipando alla costruzione di una società capace di raggiungere traguardi prestigiosi e scrivere alcune delle pagine più belle della propria storia recente.
Oggi il suo ruolo è diverso: è il direttore generale della Cavese e difende i colori biancoblù. Ma certi legami non si cancellano con un cambio di maglia.
Un’emozione difficile da nascondere
Quando dal tunnel degli spogliatoi del “Lamberti” compariranno le maglie gialloblù, sarà inevitabile per Filippi fare un viaggio nella memoria.
Ci saranno vecchi amici da salutare, strette di mano con persone con cui ha condiviso tanti momenti, ricordi che torneranno alla mente al primo fischio dell’arbitro.
Per novanta minuti sarà un avversario della Juve Stabia, ma il legame umano e professionale resterà intatto.
È proprio questa la magia di serate come quella del 6 agosto: il calcio riesce a creare rivalità sportive senza cancellare affetti, amicizie e storie personali.
Il ricordo di Catello e la sfida sul campo
Naturalmente la partita avrà anche un valore tecnico. Per entrambe le squadre sarà un appuntamento utile per verificare la condizione del gruppo e raccogliere indicazioni in vista degli impegni ufficiali della nuova stagione.
La Cavese e la Juve Stabia scenderanno in campo con la voglia di onorare al meglio il ricordo di Catello Mari, ma anche con l’obiettivo di mettere minuti nelle gambe e continuare il percorso di preparazione estiva.
Sugli spalti, però, il protagonista assoluto sarà il “Leone”. Saranno le emozioni, i ricordi e il sentimento di due comunità a fare da cornice a una sfida che va oltre il semplice risultato.
Una notte che appartiene alla storia
Ci sono partite che sfuggono alle normali logiche del calcio. Non si misurano soltanto in gol, vittorie o sconfitte, ma nei sentimenti che riescono a generare.
Per Clemente Filippi, per la gente di Cava de’ Tirreni e per quella di Castellammare di Stabia, Cavese-Juve Stabia del 6 agosto sarà una notte del cuore.
Il “Simonetta Lamberti” si prepara a illuminarsi. Per Catello Mari, per la storia e per tutti coloro che quella storia l’hanno vissuta e scritta in prima persona.
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