Napoli-Milan, i biglietti sono già in vendita
Napoli, prima tavola rotonda sul tema della cooperazione giudiziaria internazionale
Napoli – Stamattina si è tenuta la prima tavola rotonda sul tema della cooperazione giudiziaria internazionale. Al Comando Provinciale della Guardia di Finanza si è consolidata la collaborazione tra le Forze di Polizia, l’Autorità Giudiziaria ed i Magistrati Stranieri
Nella mattinata odierna, 6 novembre 2017, presso la sede del Comando Provinciale della
Guardia di Finanza di Napoli, si è tenuta una tavola rotonda sul tema “novità in tema di
cooperazione giudiziaria internazionale”.
Gli indirizzi di saluto sono stati formulati dal Comandante Interregionale dell’Italia
Meridionale della Guardia di Finanza – Gen. C.A. Carlo Ricozzi, dal Presidente della Corte
d’Appello di Napoli – Dott. Giuseppe De Carolis di Prossedi e dall’Avvocato Generale presso
la Corte d’Appello di Napoli – Dott. Antonio Gialanella. Le conclusioni sulla tematica sono
state tracciate dal Procuratore della Repubblica di Napoli – Dott. Giovanni Melillo – che
attribuisce grande importanza alle attività ed agli istituti di cooperazione giudiziaria
internazionale.
Al convegno sono intervenuti in qualità di relatori: il Gen. B. Gianluigi D’Alfonso –
Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli; il Dott. Luigi Frunzio –
Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Napoli e coordinatore del
servizio di cooperazione internazionale; il Dott. Lorenzo Salazar – Sostituto Procuratore
Generale presso la Corte d’Appello di Napoli; il Dott. Pascal Gand – Magistrato francese di
collegamento in Italia; la Dott.ssa Sally Cullen – Magistrato britannico di collegamento in
Italia; la Dott.ssa Cristina Posa – Magistrato americano di collegamento in Italia; Ufficiali
della componente territoriale del Corpo impegnati in prima linea nella lotta alla criminalità
organizzata internazionale, il Colonnello Giovanni Salerno ed il Tenente Colonnello
Giuseppe Furciniti, rispettivamente, Comandante del Nucleo Polizia Tributaria Napoli e
Comandante del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata di Napoli.
L’odierna tavola rotonda ha preso spunto dai recenti provvedimenti normativi che hanno
istituito la Procura Europea, l’Ordine Europeo di Indagine e le Squadre Investigative Comuni
(S.I.C.), che contribuiranno a migliorare il contrasto al crimine transnazionale.
L’evento, oltre ad approfondire temi di grande attualità, è servito a consolidare i già ottimi
rapporti di collaborazione tra le Forze di Polizia, l’Autorità Giudiziaria ed i Magistrati Stranieri
di collegamento in Italia.
Renzi annuncia: «Se vogliono le primarie, io ci sto»
Renzi prova a rompere l’assedio post-sconfitta aprendo più decisamente alle coalizioni e annuncia: «Se vogliono le primarie, io ci sto».
Intanto il candidato di centrodestra Nello Musumeci parla già da presidente e annuncia che sarà «libero dai pupari», mentre il rivale M5s spera ancora e Grillo incalza: «In ogni caso noi siamo i vincitori morali».
Renzi prova a rompere l’assedio. “Se vogliono le primarie, ci sto”
Il segretario: “Ma se tentano di sfiduciarmi in Direzione auguri”
Certo, per uscire dall’assedio Renzi aprirà ancor più decisamente alle coalizioni, come già fatto in questi giorni, e al gioco di squadra. Magari dando addosso a Mdp se la somma dei voti di Micari e Fava avrebbe portato ad una vittoria. Ma puntando a coinvolgere Pisapia, Bonino e i centristi di Casini e Alfano. Con lo schema secondo cui il cavallo che correrà per Palazzo Chigi si deciderà a urne chiuse in base ai numeri ottenuti da ciascuna lista. Michele Anzaldi, che nasce politicamente con Gentiloni ma è renziano di ferro, dice che l’effetto di queste elezioni siciliane «sarà zero, Matteo è l’unico leader eletto con le primarie. Certo deve coinvolgere tutti in campagna elettorale, a cominciare dal premier, ma loro due sono legati a doppio filo, poliziotto buono e poliziotto cattivo». Si intuisce quale possa essere la cifra della campagna elettorale quando sarà terminata la frizione provocata dalla gestione del governo: la ricerca di un tandem per giocare al meglio le carte, con Renzi seduto sempre sul sellino anteriore.
Il fronte interno non è un pensiero. «Vogliono provare a sfiduciarmi in Direzione? Auguri», alza le spalle il segretario nei conversari con i suoi. Da giorni la botta in Sicilia, «la sconfitta netta», come la chiama il vicepresidente del pd Matteo Ricci, «è stata metabolizzata», per dirla con l’altra vicepresidente, la prodiana Sandra Zampa: la quale tende a escludere uscite del Professore per dare addosso a Renzi, così come un blitz in Direzione contro il segretario. Il quale dispone di numeri blindati nel partito. «Io sto a quel che ha detto Orlando sul voto in Sicilia che non ha come effetto la richiesta di dimissioni», dice la Zampa, che fa parte della corrente di minoranza del Guardasigilli: suffragando così la previsione del leader Pd sul fatto che nessuno proverà a scalzarlo dal suo posto. Gli chiederanno di aprire alle primarie di coalizione, «se qualcuno vuole farle bene», va dicendo Renzi nella convinzione che non sia un’opzione gradita dagli altri possibili alleati, timorosi forse di una sua nuova affermazione che chiuderebbe i giochi. «Quindi lo schema è lo stesso del centrodestra, ognun per sè e chi ha più voti conquista la premiership», dicono i suoi uomini. Tradotto: quelli di Pisapia potrebbero dire davanti a un clamoroso successo della loro lista e del centrosinistra, che tocca a uno del Pd, magari a Gentiloni o Delrio o Franceschini, ma non a Renzi. Si vedrà a urne chiuse. «Una vittoria netta porterà a palazzo Chigi chi ha più numeri», dice uno dei big del partito, ma «il Pd ha come suo candidato da statuto il segretario».
E comunque, il primo dato che verrà scandagliato al laser oggi pomeriggio a urne scrutinate è se la somma dei voti di Micari e Fava avrebbe per caso portato alla vittoria. In quel caso, Renzi avrà gioco facile a giocare la campagna elettorale sul «voto utile» da non disperdere con chi vuole far vincere la destra o i grillini. Renzi stamane farà la sua lezione alla Stanford University di Firenze e stasera arriverà a Roma. Per prepararsi al duello di domani sera con Di Maio. Accettato al volo anche per evitare di far parlare troppo i media della Sicilia, ammettono i suoi strateghi.
vivicentro.it/politica
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Le parole dure di Corbo sul Napoli: “E’ diventato vulnerabile”
Il pareggio del Napoli contro il Chievo Verona brucia come se fosse una sconfitta, secondo l’opnione Antonio Corbo come scrive nel suo editoriale pubblicato sull’edizione di oggi di Repubblica: “Il Napoli si è candidato allo scudetto con tutti i titoli di chi gioca il calcio migliore ma con tutti i difetti di chi si sente più furbo degli altri: vuol vincere senza spendere, punta sia al risultato tecnico che a quello economico, non si attrezza ma si illude di sbancare la serie A senza investire ma guadagnando anche, se è vero che vende per far cassa Strinic, Pavoletti e Zapata. Il Napoli, con riserve contate, di qualità media e sotto utilizzate, è diventato vulnerabile“.
Donadio, questione trasporti: “Agevolazioni studenti? Una presa in giro”
Donadio, questione trasporti: “Agevolazioni studenti? Una presa in giro”
L’ex consigliera comunale di Sant’Antonio Abate e leader del gruppo “Oltre”, Donatella Donadio, è intervenuta così sulla problematica inerente ai trasporti: “Le agevolazioni per studenti e giovani servono a poco se il trasporto pubblico, nella provincia sud di Napoli e dai monti Lattari, in particolare, è da terzo mondo. Purtroppo, a pagarne maggiormente le conseguenze sono studenti e ragazzi che devono prendere l’autobus per raggiungere la scuola in condizioni che definire civili impone un grosso sforzo di immaginazione. La Regione in prima battuta e anche la Città metropolitana – aggiunge – hanno responsabilità enormi per i disservizi e i disagi a cui vanno incontro i nostri figli. Leggere, come accade sempre più spesso, di fantomatiche agevolazioni sugli abbonamenti e di altrettanto fantomatici investimenti nel settore dei trasporti rappresenta la classica beffa che si aggiunge al danno”
Prima sconfitta dell’Indomita femminile: troppi errori nella parte finale
Prima sconfitta dell’Indomita femminile. Dopo una prima parte della gara giocata punto a punto, la squadra di coach Tescione perde contro la Phoenix Caivano
PHOENIX CAIVANO-INDOMITA SALERNO 3-1
(26-24, 19-25, 25-17, 25-18)
PHOENIX: Bianco, Bizzarro, Cantelli, Canzanella, D’Aquino, De Santis, La Gatta, Lanzetta, Menozzi A., Menozzi S., Russo, Pietrantonio (L), Borrelli (L2). All. Tambaro
INDOMITA: Serban, Scoppetta, Losasso, Grimaldi, Sole, Valdes, Lanari, Sacco, Giogli, Verdoliva, Naddeo, Truono (L), Rossin (L2). All. Tescione
Per la prima volta in questa stagione l’Indomita femminile esce dal campo a mani vuote. Le ragazze di coach Tescione, al termine di una prova troppo altalenante, cedono 3-1 sul campo della Phoenix Caivano. Senza la centrale Izzo, infortunata, coach Tescione parte con il consueto schieramento con Lanari e Valdes in quattro, Giogli opposto, Losasso e Grimaldi centrali, Truono libero e Serban in regia. L’inizio del match è nel segno della Phoenix che approfitta di un’Indomita, ancora contratta per andare avanti subito 8-4. Poi grazie ai punti di Valdes l’Indomita ritrova la parità a quota 12. Si gioca punto a punto ma sul 18-18 l’Indomita con Lanari e Serban protagoniste allunga sul 18-23. Sembra fatta ma troppi errori caratterizzano la parte finale del set e clamorosamente le ragazze di Tescione, fallito un setpoint, cedono il set 26-24. A inizio secondo set l’Indomita scende in campo più concentrata e aggressiva. Lanari suona la carica poi Grimaldi e un pallonetto di Serban portano l’Indomita avanti di 4, 5-9. Caivano però rimonta e a quota 11 è ancora parità. Nuovo allungo Indomita, ancora parità poi dopo uno scambio lungo Giogli mette a terra il pallone del 18-20. Poi dopo due punti di Valdes, Grimaldi prima in fast e poi a muro chiude il set a favore dell’Indomita 19-25. A inizio terzo set, però, in casa Indomita, incredibilmente, si spegna la luce. Caivano parte forte e va subito 7-0. Valdes con due punti prova a scuotere le ragazze, ma le padrone di casa con Lanzetta vanno avanti 15-4. Sul 22-8 l’Indomita tenta la rimonta e torna a meno sette, 22-15, ma è troppo tardi e nonostante gli ingressi di Sacco e Scoppetta il set si chiude 25-17. Nel quarto set sussulto di orgoglio iniziale con l’Indomita che va avanti 1-4. Ma ancora incertezze in ricezione condizionano la gara delle salernitane. La Phoenix recupera e sorpassa portandosi sul 17-14. L’Indomita sembra mollare e allora Canzanella e compagne vanno a chiudere in scioltezza 25-18 conquistando i tre punti in palio. Per l’Indomita arriva quindi una brutta sconfitta da archiviare immediatamente. Da domani le ragazze torneranno in palestra per preparare il derby in programma domenica prossima alla Senatore contro la Mp Auto Cava.
I risultati della quarta giornata: Ribellina-Nola Città dei Gigli 0-3, Arzano-Oplonti 1-3, Mp Auto Cava-Stabia 3-0, Alma Volley-Cava Volley 3-1, Phoenix Caivano-Indomita 3-1, Cs Pastena-Pozzuoli 1-3, Volare Benevento-Pessy Pontecagnano 0-3
La classifica: Nola 12, Pontecagnano 11, Caivano 9, Oplonti e Pozzuoli 8, Arzano, Cava Volley, Mp Auto e Ribellina 6 Indomita 5, Alma e Stabia, 3, Benevento 1, Pastena 0
In casa Napoli dovrà essere necessario parlare di mercato, questi i motivi
In casa Napoli dovrà essere necessario parlare di mercato
L’edizione di oggi della Gazzetta dello Sport parla della scelta del turnover di Sarri e del mercato: “Il mercato è un argomento che presto in società dovranno affrontare, perché l’organico ha bisogno di alternative altrettanto importanti rispetto ai titolari. Il turnover ristretto a cui ricorre, di tanto in tanto, l’allenatore può essere indicativo di una sua valutazione dei panchinari non soddisfacente. In attacco, non ci sono alternative a Milik, mentre a sinistra si dovrà puntare su Mario Rui che, ieri, non ha demeritato“
Eder: “Jorginho ha meritato la convocazione”
“Sta facendo cose importanti col Napoli
Ederm attaccante dell’Inter e della nazionale italiana ha rilasciato alcune dichiarazioni alla trasmissione La domenica sportiva, su Jorginho e sulla sua convocazione: “Jorginho sta facendo molto bene con il Napoli ed è giusto che sia qui. Ha meritato questo premio ricevuto dal ct Ventura“.
Castellammare, messaggio shock contro lo Stato
Castellammare, messaggio shock contro lo Stato
“Giudici e sbirri che l’arresto sia cardiaco”, è questo il messaggio che campeggia all’ingresso del rione popolare Moscarella, nella zona nord di Castellammare, certamente non di buon augurio, posto dove, evidentemente, i controlli delle forze dell’ordine non sono visti di buon occhio da parte di residenti e non.
Sarri attende i suoi nel tunnel non per complimentarsi ma per avvertirli, il retroscena
Sarri attende i suoi nel tunnel non per complimentarsi ma per avvertirli
L’edizione di oggi del quotidiano sportivola Gazzetta dello Sport scrive su Maurizio Sarri e la squadra al termine del pareggio contro il Chievo: “Quando Maurizio Sarri aspetta i suoi giocatori davanti al tunnel, a partita finita, non è per complimentarsi, ma per avvertirli che sta arrivando la Juve. Svelti a rientrare, altrimenti vuole sorpassarci già qui sul campo. Il Napoli ha l’entusiasmo dell’allungo all’inizio, perché comincia a giocare quando l’Inter ha finito da poco, pareggiando. Ma alla fine si trova con il fiatone di chi viene rincorso da vicino. Un punto soltanto di vantaggio adesso, da difendere fino allo scontro diretto del primo giorno di dicembre. Subito però c’è la sosta, quelle pause che all’allenatore non sono mai piaciute perché tolgono ritmo e giocatori. In questo momento però i suoi hanno bisogno di riposo, anche se in tredici partono. Ma se sono amichevoli e non playoff, gli impegni internazionali distraggono, fanno risentire l’aria di casa. Possono servire“
Musumeci avanti ma Grillo incalza: «In ogni caso noi siamo i vincitori morali»
Il candidato di centrodestra Nello Musumeci parla già da presidente e annuncia che sarà «libero dai pupari», mentre il rivale M5s spera ancora e Grillo incalza: «In ogni caso noi siamo i vincitori morali».
Renzi prova a rompere l’assedio post-sconfitta aprendo più decisamente alle coalizioni e annuncia: «Se vogliono le primarie, io ci sto».
Sicilia, Cancelleri spera. Grillo: “In ogni caso noi i vincitori morali”
Rimonta difficile per il candidato vicino a Di Maio: «E abbiamo paura che nella notte aprano le urne»
A Messina il figlio di Francantonio Genovese già festeggia. Contro questi è impossibile. Hanno un voto troppo organizzato. Solo una partecipazione più alta ci avrebbe messo in sicurezza…». Poi c’è il timore di una notte tra la chiusura delle urne e l’inizio dello spoglio, con le schede in custodia cautelare: «Altro che militari a proteggere i voti, noi temiamo che gli altri abbiano i loro uomini armati a presidiarli…». Anche il deputato Angelo Tofalo avverte: «Questa notte nessun dorma, occhi aperti nei seggi».
Dietro accuse e sospetti così ci sono i fantasmi che hanno infestato l’isola in una campagna elettorale a volte troppo truce. Ma queste sono anche le uniche parole ufficiali che distillano dal Movimento dove comunque «la speranza di potercela fare – dicono –c’è ancora». Cancelleri tace. Dopo aver votato si è chiuso in casa a guardare “V per vendetta”, il film della ribellione globale, che ha reso brand la maschera del cospiratore Guy Fawkes. È l’ultimo sfizio scaramantico di una sfiancante battaglia che Cancelleri ha cominciato a combattere 5 anni fa. V come vendetta, come vittoria, come vaffanculo. La vendetta, dopo aver perso nel 2012, sarebbe una vittoria e un vaffa contro tutti. E così sarà, lo stesso, come ha anticipato Beppe Grillo a Luigi Di Maio, anche se sconfitti: «Comunque vada siamo noi i vincitori morali. Siamo il primo partito. Abbiamo dimostrato di potercela fare da soli e voi avete dato tutto, è stato bellissimo». L’entusiasmo di Grillo sbatte con la voglia di prepararsi al peggio, perché le voci del voto organizzato dei campioni di lista di Nello Musumeci si affollano di ora in ora, mentre la forbice degli exit poll si allarga. A Catania parlano apertamente di candidati di centrosinistra che chiedono il voto disgiunto a favore dell’avversario di centrodestra. La notizia di uno smottamento di voti di questo genere in tutta la Sicilia terrorizza i 5 Stelle. Dalla comunicazione ordinano la chiusura totale delle comunicazioni. «Non parliamo sugli exit poll. Commentiamo solo i dati certi dello spoglio». Luigi Di Maio dov’è? «A Caltanissetta. No, è a Palermo». Invece è a Caltanissetta, in un luogo segreto, non a casa di Cancelleri, troppo esposta ai giornalisti che la circondano e dalla strada Di Maio non può certo levarseli di torno come ha chiesto e ottenuto al ristorante di Palermo nella notte di venerdì.
La vittoria o la sconfitta, qualunque sarà delle due la fine, sarà soprattutto sua. Perché a lui si è agganciato Cancelleri ed è Di Maio, accampato nell’isola per settimane, il volto di copertina di queste elezioni che non potevano essere costrette tra i bottoni di un abito regionale, perché la Sicilia è solo l’inizio di un viaggio che porterà al voto per Palazzo Chigi. In una proiezione nazionale la paura di vincere, anche qui come è successo a Roma, prima che il presagio più nefasto fosse realtà, c’è sempre stata. Anche se Cancelleri ancora fino a ieri ripeteva sempre la stessa frase a Di Maio, a Davide Casaleggio, a Grillo: «Tranquilli, se vinco una maggioranza in consiglio regionale la trovo».
Una previsione ottimistica, pronta a scacciare l’incubo di non avere i numeri per governare, e costruita dentro i congegni amministrativi e politici del palazzo della Regione in questi anni da consigliere d’opposizione. Cancelleri è pronto a cercare alleanze e Di Maio a difendere il risultato, qualunque esso sia.
Nelle lunghe ore di attesa, ieri in Sicilia, il candidato premier ha anche studiato, in diretto collegamento con gli strateghi della Casaleggio, per prepararsi al confronto tv di domani con Matteo Renzi, leader di un partito che in Sicilia si è liquefatto. Di Maio rivendicherà tutto quello che è stata questa avventura siciliana, ripeterà quanto sussurratogli da Grillo, «che i vincitori morali siamo noi» e, poi, «dirò a Renzi una cosa semplicissima: che il mio Movimento ha preso più del triplo del suo partito».
vivicentro.it/attualità
vivicentro/Musumeci avanti ma Grillo incalza: «In ogni caso noi siamo i vincitori morali»
lastampa/Sicilia, Cancelleri spera. Grillo: “In ogni caso noi i vincitori morali” ILARIO LOMBARDO – INVIATO A CALTANISSETTA
Parcheggiatore aggressivo: ostacola la ripartenza delle auto, strattona i proprietari. Arrestato
I cittadini lo segnalano alle forze dell’ordine. Al loro arrivo il parcheggiatore continua nella sua aggressività. Arrestato
E’ stata fondamentale la segnalazione di alcuni cittadini, clienti di una pasticceria della città, che al 112 avevano chiesto l’intervento di una pattuglia poiché un parcheggiatore abusivo stava pretendendo denaro in modo molto aggressivo.
Anche davanti ai militari un 40enne del posto già noto alle forze dell’ordine, ha continuato a pretendere da un cliente dell’esercizio il pagamento del posteggio, arrivando a ostacolare la sua ripartenza infilandosi nell’abitacolo e strattonandolo per la maglietta. I carabinieri della stazione di Afragola lo hanno immediatamente bloccato. Durante le operazioni ha rifiutato di fornire le proprie generalità e ha opposto resistenza per tentare di divincolarsi, quindi è stato tratto in arresto per tentata estorsione, resistenza a un pubblico ufficiale e rifiuto di indicare la propria identità. Ora è in attesa del giudizio direttissimo.
/Ansa
Ritorna in campo dopo quasi due anni, i giornali valutano così Sepe
Ritorna in campo dopo quasi due anni, i giornali valutano così Sepe
Luigi Sepe torna in campo dopo quasi due anni. I quotidiani valutano cosi la sua prestazione al termine dalla sfida contro il Chievo Verona finita a reti inviolate:
Repubblica 6,5: “Debutto positivo al posto dell’acciaccato Reina. Bravo con i piedi e attento su Radovanovic”
La Stampa 6
QS 6
Il Tempo 6
Il Messaggero 6
Gazzetta dello Sport 6: “Prima stagionale al posto di Reina che ha mal di schiena: un solo balzo su Radovanovic che tira dall’altrà metà campo”
Tuttosport 6: “In campo per il mal di schiena di Reina. Se il primo tempo è intonso deve ringraziare la goffaggine di Gamberini in mischia. Nella ripresa evita la beffa di Radovanovic”
Corriere dello Sport 6: “Un piede che somiglia vagamente a quello di Reina”
Corriere della Sera 6: “Sveglio quando serve, come sul tiro da 50 metri di Radovanovic. Non era semplice, finiva all’angolino”
Serie C, il Modena sarà radiato
Muore una società con 105 anni di storia
Il 5 novembre del 2017 è una data che passerà alla storia. Ripensando a questo giorno, i tifosi del Modena non potranno che ricordare quanto successo: i canarini non hanno giocato per l quarta volta e quindi saranno radiati dal campionato di Serie C. Finiscono qui, nel modo più triste, i 105 anni del club emiliano. Nemmeno la Berretti scenderà in campo perchè bloccata dalle istituzioni dopo che si erano susseguite le voci sul possibile impiego della formazione giovanile per salvare la clamorosa. In settimana i giocatori potranno svincolarsi e, grazie ad una speciale deroga che sarà concessa dalla FIGC, potranno accasarsi subito in altre squadre. L’unica buona notizia di tutta questa storia, riguarda il settore giovanile che sopravviverà in deroga fino a giugno al termine dei campionati ma poi non esisterà più.
Castellammare, sos degli ex termali: contattato De Luca!
Castellammare, sos degli ex termali: contattato De Luca!
Sos degli ex termali stabiesi i quali, stanchi di false promesse, decidono di contattare direttamente il presidente De Luca. Dopo anni e anni in cui gli ex dipendenti hanno chiesto l’intervento della politica per il rilancio delle terme e avviato anche un’azione legale per riottenere l’assunzione dalla Sint, questa volta, attraverso varie mail hanno interpellato il presidente della Regione, puntando il dito, per lo più, contro la politica locale e i sindacati. “A differenza di molti politici ed ex sindacalisti delle ex Terme, che strumentalizzavano e strumentalizzano politicamente questo enorme problema socio-economico Lei è una persona chiara – si legge nel messaggio di una ex lavoratrice – Le chiedo di seguire in prima persona l’evolversi di eventuali programmi istituzionali dando segnali concreti direttamente a noi lavoratori by-passando anche alcuni sindacati molto spesso artefici di decisioni scellerate volte a favorire i propri interessi personali o di amici, e che continuano su questa scia”. Un’altra mail inviata da un ex termale, in servizio per più di 15 anni al Solaro, critica “lo stallo della politica locale” dicendo “bando alle chiacchiere da bar, ritroviamoci in Regione seduti intorno al tavolo, sottoscriviamo impegni precisi e finalizzati, io come tanti altri colleghi saremo sempre comunque per il lavoro e non per forme di assistenzialismo che alla fine come i giornali di questi giorni dimostrano, sono l’apice della disperazione occupazionale”. Nel frattempo si dovrà attendere la presentazione del piano industriale per portare in consiglio comunale la delibera “salva-Sint”, ovvero l’adeguamento alle norme dettate dalla riforma Madia per le società partecipate che sarebbe dovuta essere varata già entro la fine dello scorso mese di settembre.
Maltempo-Campania, centralini dei Vigili del Fuoco in tilt: oltre trenta persone bloccate in auto
Maltempo-Campania, centralini dei Vigili del Fuoco in tilt: oltre trenta persone bloccate in auto. La situazione nel Salernitano
Disagi in Campania per il maltempo. Nel Salernitano i Vigili del Fuoco hanno effettuato oltre una trentina di interventi per trarre in salvo alcuni automobilisti rimasti bloccati nei sottopassi ferroviari allagati.
La forte pioggia ha causato allagamenti anche nell’agro noverino sarnese dove si sono registrati degli smottamenti; i caschi rossi sono impegnati in queste ore ad Angri per una frana. Problemi di transitabilità sul raccordo autostradale Avellino-Salerno con allagamenti delle carreggiate e uno smottamento si è verificato a Positano.
Oggi le scuole resteranno chiuse ad Angri e Nocera Inferiore. Centralini dei Vigili del fuoco in tilt anche nel Sannio. A Telese Terme sono saltati i tombini; disagi alla circolazione la “Telesina”. Causa maltempo rallentamenti anche su alcune linee ferroviarie regionali.
/Ansa
Gragnano, caos pioggia: allagato parcheggio della vecchia ferrovia e traffico in tilt
Caos pioggia a Gragnano
Gragnano – La fitta pioggia di questa notte ha creato e sta creando forti disagi nella città napoletana. La zona maggiormente colpita dalle conseguenze degli acquazzoni notturni è l’area antistante all’ex area scalo merci della ferrovia ed il parcheggio gratuito adibito in essa.
Dalle prime ore di questa mattina, infatti, l’area risulta completamente allagata sia nella parte esterna, (antistante alla Stazione ora non più in funzione) che in quella interna, con il parcheggio, stracolmo ogni giorno, praticamente inutilizzabile perché inondato di acqua.
Conseguenza indiretta dell’allagamento è il traffico in tilt: la zona è infatti quotidianamente frequentata da avvocati ed impiegati, che utilizzano l’area parcheggio per depositare i veicoli e recarsi al vicino ufficio del Giudice di Pace ed ai tanti uffici e studi dei dintorni. Circolazione quindi completamente bloccata a causa dei parcheggi difficoltosi e del necessario sgombero dell’area dall’acqua. Sul posto sono presenti anche macchinari comunali con lo scopo di spostare la massa di acqua formatasi anche a causa di evidenti problemi di drenaggio.
Ulteriore danno da sottolineare, l’allagamento di alcune attività commerciali presenti sulla strada. Il livello basso delle serrande di molti negozi ha determinato l’ingresso di ingenti quantità d’acqua, con i titolari intenti a far uscire l’acqua già dalle prime luci del mattino.
Sarri non può sfuggire al turnover, il Napoli deve rifiatare
Sarri deve porsi delle domande sulla gestione del gruppo perchè sembra si sia spaccato. Da un lato i titolarissimi, dall’altro quelli che giocano solo per cause di forza maggiore. Ieri è successo a Sepe e a Mario Rui, schierati in campo dal primo minuto per far fronte agli infortuni di Reina e Ghoulam, hanno fatto una partita discreta.
Ma la vera causa che ieri ha fermato la corsa del Napoli è stato lo stress psicofisico della sfida contro il Manchester City che ha influenzato gli azzurri. In particolare hanno accusato la stanchezza Hamsik, Callejon e Mertens. Lo stesso Sarri lo ha ammesso nel post partia commentando cosi: “In attacco c’è mancanta la solita brillantezza, l’unico difetto di una prova nel complesso potivita. Si è fatta sentire la fatica dei 90′ contro il City, giocati ad un ritmo superiore alla media“.
Il turnover scelto dall’allenatore del Napoli ha coinvolto Sepe, Mario Rui e Zielinski. Continuano a rimanere in panchina giocatori come Diawara, Giaccherini, Rog. Ounas è entrato solo nel finale per sostituire un Callejon sotto tono.
Ai tre tenori non è permesso tirare il fiato, colpa anche dell’infortunio di Milik di cui Sarri ammette di sentire la mancanza: “Non è facile fare a meno di lui, come perlaltro di Ghoulam“.
A sfruttare a proprio vantaggio la stanchezza e la mancanza di turnover è stato l’allenatore del Chievo Verona, Maran che ha chiuso ogni spazio del Napoli.
Così commenta la Repubblica
Musumeci annuncia: sarò «libero dai pupari»
Musumeci parla già da presidente e annuncia che sarà «libero dai pupari», mentre il rivale M5s spera ancora e Grillo incalza: «In ogni caso noi siamo i vincitori morali»
Renzi prova a rompere l’assedio post-sconfitta aprendo più decisamente alle coalizioni e annuncia: «Se vogliono le primarie, io ci sto».
Sicilia, la scalata di Musumeci: “Sarò libero dai pupari. Ho preso anche voti Pd”
La giornata più lunga del presidente in pectore: «Tra cinque anni mi ritiro, non cerco consenso»
Ci mettiamo in macchina con il fascista perbene che piace alla sinistra. Sembra una leggenda metropolitana, anzi siciliana, ma che piaccia a una certa sinistra è proprio vero. Ce ne rendiamo conto quando arriviamo a Militello Val di Catania, il paese di nascita dove ha tenuto la residenza. Lo stesso che ha dato i natali a Pippo Baudo e a Ettore Majorana, lo scienziato scomparso misteriosamente negli anni Trenta mentre viaggiava in nave da Palermo a Napoli.
Davanti alla scuola dove Musumeci vota, esclamando «Viva la Sicilia» mentre infila la scheda nell’urna, ci sono dei militanti che distribuiscono santini elettorali del giovane Luca Sammartino, supercandidato del Pd a Catania da 25 mila preferenze. Ma per la presidenza indicano Musumeci. «È il voto disgiunto – spiega Gemma Barone, la consigliera Pd più votata a Militello – Micari è fuori gioco e io non voglio far vincere Cancelleri». Dall’altra parte della strada si materializza Luca Sammartino che bacia tutti sulle guance (non è solo abitudine di Totò «vasa vasa» Cuffaro). Bacia pure il cronista che gli chiede quanti voti pensa di portare a Musumeci. Lui capisce di avere baciato un giornalista, non un elettore e si irrigidisce: «Io faccio votare convintamente Micari», e si allontana con i ragazzi e le ragazze del voto disgiunto.
Non va a salutare Musumeci, il quale conferma che Sammartino non è l’unico del Pd a far votare per lui. «Sono persone che sanno che con me, se verrò eletto, possono dialogare delle cose urgenti da fare per questa terra che ha l’acqua alla gola. Con me non ci saranno accordi al ribasso. Sanno che dirò dei no». Si rimette in macchina dopo aver salutato vecchi compagni di scuola, amici d’infanzia e il deputato Pd e sindaco di Militello Giovanni Burtone. Prima di rientrare in città sale sui monti Iblei per dare da mangiare ai suoi cani Lulù e Bimba. Da lì si vede l’Etna e la piana di Catania. Raccoglie mandarini e limoni. Racconta che è in questa casa di campagna del padre, c’è cresciuto. «Se perdo mi ritiro qui, in santa pace», dice Musumeci che sente però la vittoria ad un passo. Senza preoccuparsi se Forza Italia, Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè pensano di averlo fatto prigioniero.
Musumeci si lava le mani con il detersivo in un lavandino fuori dalla casa di campagna. Si leva gli occhiali, guarda dritto negli occhi il giornalista e gli dice di avere detto in faccia a tutti, pure a Berlusconi, che nominerà la giunta senza condizionamenti. «Berlusconi mi ha detto che sono libero di decidere». Ma nella maggioranza ci saranno pure gli impresentabili, gli facciamo notare. «Ma sono solo scassapagghiari (ladri di polli ndr) e in ogni caso sono tutti avvertiti: se mi mettono i bastoni tra le ruote io mi dimetto e loro vanno tutti a casa, chiaro? Tutti sanno che non sono mai stato un pupo in mano a pupari. Io lavorerò esclusivamente per i siciliani. Il mio governo sarà una “muschetteria”, che sarebbe quella treccia di bombette legate tra loro che scoppiano come una mitraglia.
Questa è la mia ultima esperienza politica, spero di farla da presidente della mia Sicilia: tra cinque anni mi ritiro. Questo significa – spiega Musumeci – che non devo costruirmi il consenso per i prossimi 5 anni, per il prossimo mandato. Per questo dico che non farò accordi al ribasso e non mi farò condizionare da nessuno».
Guarda il panorama, le vigne, gli ulivi, la casa del padre. «Non ho nulla da perdere. Per me la politica è sempre stata passione. Ho resistito a tante cose brutte, la mia comunità di destra è orgogliosa che io possa vincere. Mi mandano messaggi da tutta Italia. Senza la politica sarei impazzito», afferma l’ex presidente missino della provincia di Catania che è sopravvissuto a uno dei suoi tre figli. «I miei figli, tutti e tre, sono sempre con me».
Lui dice ai suoi collaboratori che vuole commentare con i dati veri, non con gli exit poll. In serata conferma l’ottimismo, «ma con soli tre punti di differenza non parlo».
vicentro.it/cronaca
vivicentro/Musumeci annuncia: sarò «libero dai pupari»
lastampa/Sicilia, la scalata di Musumeci: “Sarò libero dai pupari. Ho preso anche voti Pd” AMEDEO LA MATTINA – INVIATO A CATANIA


