Home Blog Pagina 1508

Sanità: presentato Manifesto su ‘Sostenibilità e innovazione nel diabete’

0

(Adnkronos) – “Se i sistemi sanitari globali fossero un Paese, questo sarebbe il quinto al mondo per emissioni di Co2”, per questo risulta ormai urgente un’implementazione di strumenti e processi innovativi per una sanità sostenibile e la definizione di obiettivi ambientali condivisi e prioritari per i sistemi sanitari, le aziende farmaceutiche e gli altri attori dell’ecosistema della salute. È uno dei principali punti emersi nel primo Manifesto sulla ‘Sostenibilità e innovazione nel diabete’.Realizzato da The European House Ambrosetti con il contributo non condizionante di Novo Nordisk e presentato oggi a Roma presso la Biblioteca del Senato ‘Giovanni Spadolini’, il documento, grazie al lavoro di un panel di esperti, contiene una short list di azioni prioritarie finalizzate ad aumentare l’attenzione rispetto alle interrelazioni tra salute e ambiente per le malattie croniche ad alto impatto, dove il diabete assume un ruolo di primo piano. Proprio per la sua prevalenza, per la sua tendenza al progressivo aumento e per la stretta relazione con i determinanti socio ambientali – spiega una nota – il diabete rappresenta una delle principali sfide di salute del nostro Servizio sanitario nazionale per il quale si rende necessario identificare soluzioni terapeutiche innovative che, oltre a gestire la malattia, abbiano un impatto sulla qualità di vita e sull’ambiente.

Tra le azioni prioritarie identificate dal Manifesto per costruire un ecosistema di salute sostenibile spicca, a livello normativo e di sistema, come primo passo, il riconoscimento – attraverso strumenti quali l’Health technology assessment (Hta) – degli impatti ambientali nei processi di valutazione delle tecnologie sanitarie.Il secondo è, senza dubbio, la promozione di tecnologie e processi eco-sostenibili lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti: dalla ricerca e sviluppo alla produzione, fino all’utilizzo e smaltimento.

Per quanto riguarda i farmaci per il diabete, il 90% dei rifiuti totali è costituito da cartone, fibra, imballo/carte e soprattutto plastica, che può arrivare da sola a rappresentare il 77% del totale; rifiuti che sono spesso difficili da riciclare per il paziente.  Dal documento si evince come l’incentivazione di pratiche innovative da parte delle aziende farmaceutiche nel mettere a disposizione nuove soluzioni terapeutiche, in grado di rispondere a queste esigenze, sia di fondamentale importanza.Oltre alla sicurezza ed efficacia di un prodotto, la capacità di avere un impatto ambientale ridotto si rende possibile attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie capaci di ridurre le emissioni di Co2, di evitare gli sprechi e di ampliare la durabilità abbattendo le emissioni.  In quest’ottica, ad esempio, l’innovazione può essere declinata nel passaggio da una somministrazione giornaliera di un farmaco a una settimanale o da una terapia iniettiva a una orale, con un concreto risparmio dell’utilizzo di plastica e quindi un ridotto impatto ambientale.

Si tratta di una formula che consente, in maniera indiretta, ma concreta, di migliorare la qualità di vita del paziente favorendone anche l’aderenza alle terapie e gli outcome clinici. Questo nuovo approccio – conclude la nota – richiede la definizione di obiettivi ambientali per i sistemi sanitari, per le aziende farmaceutiche e per gli altri attori dell’ecosistema della salute.Promuovere concretamente questo approccio, coerentemente con la visione One-Health e secondo i più avanzati paradigmi di ‘Patient-centred care’, è dunque di fondamentale importanza per rendere l’Italia all’avanguardia nella gestione delle patologie croniche.

Affrontare il legame tra ambiente e salute è in linea con la visione One Health che favorisce il dialogo verso l’adozione di politiche e azioni volte a migliorare le condizioni della salute della popolazione. Dalla collaborazione cross-istituzionale alla comunicazione, dall’educazione nelle scuole e la formazione nelle università alla promozione di strumenti e processi innovativi che rendano la sanità sostenibile, passando per la definizione di una pianificazione urbana sostenibile.Sono i 5 elementi chiave del Manifesto ‘Sostenibilità e innovazione nel diabete’ realizzato da The European House Ambrosetti con il contributo non condizionante di Novo Nordisk. Il documento, partendo dalle riflessioni contenute nel Position Paper ‘Innovazione, salute e sostenibilità nell’ambito del diabete’ presentato lo scorso 13 dicembre, ha beneficiato delle riflessioni e degli spunti emersi nel corso di un workshop realizzato con alcuni Expert che si sono interrogati sul ruolo, sempre più rilevante, dell’ambiente nell’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili ad alto impatto come diabete e cancro: patologie ampiamente diffuse e che incidono in maniera significativa sulla salute pubblica a causa di alti livello di mortalità e disabilità, oltre che in termini di costi.

In particolare, la gestione della patologia diabetica assume particolare ‘urgenza’ se letta in chiave prospettica, considerando il progressivo aumento della sua prevalenza– sia in Italia che nel mondo– e la stretta relazione con i determinanti socio-ambientali.Per questi motivi appare piuttosto evidente che il diabete continuerà a rappresentare una delle sfide più impegnative con cui il Servizio sanitario nazionale è chiamato a misurarsi.

In Italia, già oggi, riguarda circa 3,9 milioni di persone e cuba circa l’8% del budget sanitario, causando ogni anno quasi 7 milioni di decessi. Il ruolo dei determinanti ambientali nell’insorgenza e nella progressione del diabete è stato oramai dimostrato da un ampio numero di evidenze scientifiche.A questi si aggiungono potenziali fattori di rischio ancora poco noti, come l’esposizione alle sostanze tossiche rilasciate dalla plastica, potenzialmente in grado di scatenare fenomeni di insulinoresistenza, punto di partenza comune di molte patologie croniche.

Di fronte a queste evidenze, solo un approccio olistico ed integrato– in cui prevenzione e gestione delle patologie sono integrate in un’ottica ambientale– sarà possibile affrontare la sfida di un futuro più sano.Da qui il Manifesto che, per ogni parola chiave, evidenzia alcune azioni da implementare. Il primo punto, ‘collaborazione cross-settoriale’, prevede il rafforzamento delle opportunità di collaborazione cross-settoriale sui temi dell’ambiente e della salute, attraverso un approccio ‘Health for all policies’.

L’invito è di accelerare il processo di attivazione delle reti dati, strutture e programmi previsti dal Pnrr nell’ambito del Sistema nazionale di prevenzione salute, ambiente e clima (Snps) e di aumentare il coinvolgimento del Tavolo Tecnico Salute e ambiente.Per individuare le ‘strategie comunicative’ efficaci sulle interrelazioni tra ambiente e salute destinate ai policy-maker, alle aziende, a cittadini e pazienti basate su scientificità, trasparenza e appropriatezza, la ‘call to action’ è di potenziare la comunicazione istituzionale delle azioni del programma PP9 (Ambiente, clima e salute) e di realizzare analisi quantitative del fenomeno sviluppando strategie di comunicazione data-driven da parte degli attori del sistema.  Su ‘educazione e formazione’, cittadini e pazienti vanno supportati sul tema salute e ambiente, a partire dalle scuole e i professionisti con l’inserimento di insegnamenti specifici sulle interrelazioni tra salute e ambiente nei corsi di laurea in Medicina e Stem (Science Technology Engineering Mathematics).

Le azioni da promuovere comprendono l’aumento dell’alfabetizzazione sanitaria e dell’accessibilità all’informazione e a sostenere studi e ricerche per favorire il trasferimento di conoscenze e modelli dall’ambito scientifico a aziende e decisori.  Per rendere poi la ‘pianificazione urbana sostenibile’, il Manifesto sostiene l’importanza del monitoraggio e della valutazione della qualità urbana oltre alla definizione di una strategia di pianificazione responsabile e sostenibile delle città.La ‘call to action’ è quindi studiare e monitorare a livello urbano i determinanti socio-ambientali dei cittadini attraverso la collaborazione tra comuni, università e ecosistema della salute e implementare il Documento di indirizzo per la pianificazione urbana in un’ottica di salute pubblica del ministero.

A tale proposito, il documento ricorda che 1 italiano su 7 abita in città con una concentrazione di polveri sottili superiore al limite dell’Organizzazione mondale della Sanità, con +10-20% di rischio di sviluppare diabete.Inoltre, il 36% dei 3,5 milioni di pazienti diabetici italiani risiede nelle 14 città metropolitane e più della metà nelle prime 100 città.

Infine, per ‘innovazione dell’ecosistema della salute’, il Manifesto suggerisce l’implementazione di strumenti e processi innovativi per una sanità sostenibile e la definizione di obiettivi ambientali condivisi per i sistemi sanitari, le aziende farmaceutiche e gli altri attori dell’ecosistema della salute.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cane bruciato vivo, padrone non potrà più avere animali: ordinanza sindaco Palermo

0

(Adnkronos) – L’uomo che diede fuoco al cane Aron, provocandogli successivamente la morte, non potrà più “possedere, acquisire in proprietà e/o detenere animali di qualunque genere e specie a qualsiasi titolo, anche temporaneamente, su tutto il territorio comunale”.Lo ha stabilito oggi, su proposta dell’assessore al Benessere animale Fabrizio Ferrandelli, il sindaco Roberto Lagalla firmando una apposita ordinanza.

Il provvedimento è esteso anche a eventuali conviventi dell’uomo e sarà il servizio veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo e la Polizia municipale a controllarne periodicamente il rispetto, provvedendo al sequestro degli animali eventualmente rinvenuti. Secondo l’assessore Ferrandelli si tratta di “un atto dovuto nel contesto di un’azione criminale e vigliacca che ha provocato dolore e morte a un cane e che ha scosso non poco tutta l’opinione pubblica locale e nazionale.Questa è anche la conferma della mia attenzione e di quella dell’intera Amministrazione per il benessere degli animali che sono e saranno sempre parte integrante della nostra comunità.

Un ringraziamento va al sindaco Lagalla per la sensibilità dimostrata sull’argomento e a quelle associazioni che ci sono state vicine sollecitando anche l’emissione di questo sacrosanto provvedimento”, conclude l’assessore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Donna trovata morta in campo nomadi nel pistoiese, si indaga per omicidio

0

(Adnkronos) – La procura di Pistoia ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio, al momento contro ignoti, dopo il rinvenimento del cadavere di una donna di 39 anni, Giusy Levacovich, trovata morta nella mattina di martedì 11 giugno nella casetta prefabbricata in cui viveva all’interno di un campo nomadi nella frazione di Molin Nuovo, nel comune di Buggiano, in provincia di Pistoia. Il corpo della donna era appeso a un cappio, come se si fosse impiccata.Ma gli investigatori dei carabinieri che ha fatto il sopralluogo subito dopo l’allarme, hanno iniziato a battere subito soprattutto la pista dell’omicidio.

Dai primi accertamenti medico-legali sarebbero emersi, infatti, segni di uno strangolamento, non compatibili con quelli provocati dalla corda che la vittima aveva al collo.Per gli inquirenti, sarebbe stato inscenato un suicidio per nascondere quello che in realtà sarebbe stato un omicidio.

Ora sarà l’autopsia a dover chiarire le cause del decesso. A dare l’allarme al 118 sarebbe stato un parente della vittima, forse uno dei tre figli della donna, ma questo dettaglio non è stato confermato.Quando i carabinieri sono arrivati nel campo nomadi, il compagno della 39enne risultava irreperibile e così sono scattate immediatamente le ricerche.

Poco prima delle 20 di ieri, martedì 11 giugno, l’uomo si è presentato presso la caserma dei carabinieri, dove è stato interrogato come persona informata sui fatti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, Valditara: “Per i docenti presto un aumento di 300 euro”

0

(Adnkronos) – “Ci saranno presto quasi 300 euro al mese di aumento per i docenti”.Parola del ministro per l’Istruzione, Giuseppe Valditara. “Premetto si deve a questo governo il merito di aver sbloccato dopo un grave ritardo maturato dai governi precedenti il contratto collettivo 2019-2021, grazie al quale – ha affermato Valditara nel corso del question time alla Camera – abbiamo raggiunto importanti risultati in relazione agli incrementi delle retribuzioni del personale scolastico.

Ricordo infatti che il contratto si è potuto concludere grazie all’accordo da me raggiunto con le organizzazioni sindacali, che ha reso disponibili per la retribuzione del personale 300 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio per l’anno 2022″.  Con l’ultima legge di bilancio sono stati previsti, ha aggiunto il ministro, “tre miliardi per il nuovo contratto della scuola e non si è mai visto nella storia della scuola italiana che, non appena ha chiuso un contratto, siano previste già nell’anno successivo le risorse necessarie a chiudere un nuovo contratto.Lo sblocco del contratto collettivo 2019-2021 ha portato ad un aumento in media, tra 61 e 191 euro per il personale Ata, e di 124 euro per i docenti.

Nel complesso con i finanziamenti previsti ci saranno presto quasi 300 euro al mese di aumento per i docenti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Webuild, assegnato premio Giovannini su innovazione e digitalizzazione infrastrutture

0

(Adnkronos) – “Webuild continua a investire nella formazione dei giovani talenti, valorizzando il merito e creando nuove competenze tecniche e manageriali.Gli imprenditori hanno il dovere di dare occasioni ai giovani, per contribuire alla crescita futura del Gruppo e alla modernizzazione del sistema infrastrutturale italiano grazie anche alle opportunità legate al PNRR.

L’assunzione di questi ragazzi avviene in una fase di crescita esponenziale a livello globale che ha portato il Gruppo ad un numero di assunzioni di 37.000 persone nel mondo in totale dal 2022 al 2024, di cui oltre 10mila nel 2024, in parte già assunte”.Lo ha dichiarato Pietro Salini, a.d.

di Webuild, durante la cerimonia di premiazione della terza edizione del “Premio Giovannini” per l’innovazione e la digitalizzazione nelle infrastrutture, promosso da Webuild e organizzato insieme al Corriere della Sera.  Il premio è un tributo all’economista italiano Alberto Giovannini, accademico e innovatore, già presidente del Gruppo scomparso nel 2019. “Il comparto delle infrastrutture sta vivendo un cambio di paradigma che non si è mai visto prima, e Webuild ha innalzato gli standard di settore grazie a costanti investimenti in innovazione e digitalizzazione, oltre che formazione, con 2milioni di ore di formazione tra il 2022-2023 di cui oltre 1,3 milioni in salute e sicurezza.Oggi l’innovazione è un elemento strategico fondamentale per garantire sicurezza e salute dei lavoratori, miglioramento della qualità costruttiva e sempre migliori performance complessive delle infrastrutture per i clienti.

La sfida più importante per il nostro Paese è la formazione continua, per essere competitivi a livello globale e per realizzare con successo gli investimenti attesi.I talenti che premiamo oggi vengono in gran parte dal Sud Italia, area che Webuild contribuisce a modernizzare grazie ai 19 progetti in corso, sui 31 principali in Italia”. I giovani talenti vincitori di quest’anno, provenienti da diverse università italiane e premiati per le tesi innovative e le idee originali, sostenibili e scalabili a livello industriale, vengono assunti all’interno del Gruppo, nelle sedi corporate o in uno dei principali progetti in corso in Italia.

Inoltre, l’Università Federico II di Napoli è stata premiata per un progetto di ricerca innovativo sul riutilizzo dei terreni di scarto nella costruzione di grandi infrastrutture, in ottica di economia circolare. Il Premio Giovannini è un programma di job placement per laureandi e laureati magistrali in Ingegneria, Economia e Informatica, a cui Webuild sta dedicando un investimento di 1 milione di euro.Rappresenta uno strumento di attrazione di talenti, creando un bacino da cui il Gruppo seleziona risorse, anche al di là dei profili premiati, come avvenuto già negli anni scorsi.

Per la prossima edizione, quella del 2024-2025, lanciata nel corso della cerimonia di oggi, Webuild offrirà nuovi contratti di assunzione e una nuova borsa di dottorato triennale per ricerche legate al tema dell’innovazione e della digitalizzazione nel settore. Il Premio Giovannini è parte del più ampio Piano “Next-Gen” di Webuild, un insieme di iniziative strutturate dedicate ai giovani per garantire formazione e facilitarne l’ingresso nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture, aumentando al contempo la popolazione “Under 35” del Gruppo, che già oggi rappresenta il 41% dei suoi dipendenti diretti.Oltre al Premio Giovannini, il Gruppo sta proseguendo le sue attività di formazione e impiego nell’ambito di “Cantiere Lavoro Italia” dedicato all’attrazione dei giovani talenti e di persone non occupate per la creazione di profili oggi non disponibili sul mercato. Webuild è impegnata in una serie di iniziative dedicate ai giovani, con la promozione di borse di studio e collaborazioni con 18 atenei in Italia e nel mondo.

Tra queste iniziative, si distinguono Programmi STEM, UniWeLab con l’Università di Genova, il programma Build Up dedicato agli Istituti Tecnici, le borse di studio attivate con la Melbourne School of Engineering e le collaborazioni con la University of Technology di Sydney e University of Queensland in Australia. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In scarpe da ginnastica sul Lagazuoi innevato, turista salvato dal soccorso Alpino

0

(Adnkronos) – Bloccato sul Lagazuoi innevato perché in scarpe da ginnastica.Protagonista un escursionista straniero che, proprio a causa dell’abbigliamento inadeguato per la montagna, è stato recuperato dal Soccorso alpino di Cortina (Belluno).  L’uomo, un 33enne statunitense stava salendo sul Lagazuoi, quando a quota 2.480 metri proprio sotto Forcella Lagazuoi, è rimasto bloccato dalla tanta neve ed è stato incapace di proseguire autonomamente.

Una squadra della Guardia di finanza di Cortina è allora salita in funivia per poi scendere a piedi e raggiungerlo e scoprire che il turista indossava delle scarpe da ginnastica estive del tutto inadatte. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo a Milano, dalle 18 di oggi scatta l’allerta arancione

0

(Adnkronos) – Il centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta arancione (moderata) per rischio temporali e una gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico dalle ore 18 di oggi e sino alle 6 di domani mattina, giovedì 13 giugno.Lo fa sapere il Comune di Milano, aggiungendo che è stata convocata una riunione dell’Unità di crisi locale con la partecipazione dell’autorità di Protezione civile e delle direzioni interessate, per esaminare la situazione e valutare le azioni da intraprendere.

Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile è attivo per coordinare eventuali interventi. Durante l’allerta meteo si invitano i cittadini e le cittadine a non sostare nelle aree a rischio esondazione dei due fiumi e in prossimità dei sottopassi.Inoltre, si ricorda di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie. È importante anche prestare attenzione ai fenomeni meteorologici in occasione di eventi all’aperto, al fine di prevenire situazioni di pericolo. I cittadini e le cittadine che desiderano restare sempre informati sui rischi meteorologici possono collegarsi al sistema di allerta della Protezione civile, registrandosi al link oppure scaricando la app gratuita per sistemi operativi IOS e Android. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tennis, Tamburini (buddy): “Orgogliosi della partnership con Coppa Davis”

0

(Adnkronos) – “Siamo orgogliosissimi di questa partnership tra buddy e Coppa Davis.Buddy nasce nel 2018 con un’intuizione: integrare in una banca digitale una chat per colloquiare con il cliente.

Questa intuizione ha dato un grande valore nella relazione col cliente e che abbiamo inteso valorizzare in questa evoluzione.Oggi buddy è diversa dalla buddy bank del 2018, perché è una banca completamente evoluta, un modo di servire il nostro cliente a 360°.

La buddy del 2018 offriva un conto corrente con delle carte, la buddy di oggi è in tutto e per tutto una delle 2000 filiali di UniCredit, che offre tutti i servizi e tutti i prodotti disponibili nelle nostre filiali fisiche.Il nostro cliente può quindi scegliere come, dove e quando essere servito dalla banca”.  Sono le parole di Barbara Tamburini, head of buddy – la nuova filiale on line di UniCredit -, a margine della conferenza stampa “Una partnership vincente: buddy è official banking partner della Coppa Davis”, svoltasi a Milano, con la quale Unicredit ha annunciato la partnership triennale tra la sua nuova filiale online, buddy, e la Federazione internazionale tennis (ITF).

UniCredit è inoltre partner globale dei Mondiali di tennis. “La chat di buddy è disponibile 24/7: il nostro team di persone è in grado di rispondere al cliente e di risolvere i problemi a tutte le ore del giorno, anche durante le festività.Siamo sempre presenti per risolvere i problemi dei nostri clienti – conclude Tamburini – Il nuovo modello di buddy non è quello di una banca digitale che offre un’esperienza self o con assistenza al cliente, ma è una filiale in grado di risolvere qualsiasi necessità del cliente e di erogare consulenza in orario esteso, dalle 8 alle 22 dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 14 il sabato.

Siamo molto orientati alla crescita.buddy nasce per servire i clienti di UniCredit se hanno bisogno di questo modello di servizio ma guarda anche al mercato e alla crescita dall’esterno”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tennis, Areni (UniCredit): “Partnership buddy-Davis Cup importante, sport cultura che fa crescere comunità”

0

(Adnkronos) – “La partnership di buddy con la Davis Cup per noi significa tantissimo.Lo sport è cultura e la cultura fa crescere le comunità, quindi non c’è niente di più efficace che sostenere uno sport come il tennis che in Italia sta vivendo una nuova golden age, grazie ad un giocatore di eccellenza come Sinner.

Associare quindi buddy allo sport significa associare qualcosa di nuovo a qualcosa che sta suscitando di nuovo grande interesse.Per noi è sicuramente un motivo di orgoglio.

Il tennis vince se c’è una squadra importante dietro e lo stesso vale per buddy, sono dunque due cose strettamente legate”.Così Annalisa Areni, Head of Client Strategies di UniCredit, a margine della conferenza stampa “Una partnership vincente: buddy è official banking partner della Coppa Davis”, svoltasi a Milano, con la quale Unicredit ha annunciato la partnership triennale tra la sua nuova filiale online, buddy, e la Federazione internazionale tennis (ITF).   “buddy non è una banca, è un modello di servizio che associa il digitale al lato umano – spiega Areni – Dopo il Covid sembrava che tutto dovesse diventare digitale, ma ci siamo resi conto del valore della relazione.

Da una parte quindi abbiamo continuato a perseguire lo sviluppo digitale, dall’altra lasciamo che il cliente possa decidere come usarlo, se solo digitalmente oppure servendosi anche dei consulenti a sua disposizione che rispondono sette giorni su sette, dalle 8 di mattina fino alle 10 di sera, anche il sabato.Questa è la vera differenza rispetto a qualunque altro modello di banca digitale – sottolinea l’Head of Client Strategies di UniCredit – In più i clienti buddy possono decidere se avere un consulente a casa propria.

Spetta quindi ai clienti decidere quale modello scegliere.buddy non è un’alternativa alla rete tradizionale ma un suo complemento”.  “buddy è stata apprezzato fin dalla sua nascita dai giovani, ma noi l’abbiamo trasformata perché buddy, come il tennis, deve diventare la banca per tutti – aggiunge Areni – Il tennis, se ci pensate, è apprezzato dai giovani ma sta allargando tantissimo la platea e la stessa cosa vogliamo fare con buddy: un binomio che deve essere necessariamente vincente”.

buddy di UniCredit offre diversi vantaggi, come tiene a sottolineare Areni: “In questo momento noi stiamo uscendo con una promo di totale gratuità, che ci colloca come migliore offerta nel panorama delle banche online in questo momento.Siamo anche gli unici a dare la possibilità ai clienti di aprire in maniera self il deposito titoli in totale gratuità.

Infine, siamo usciti con Genius Pay che, sostanzialmente, è il conto per i minori, dotato perfino di parental control.Nessun altro aveva il conto per i minori.

I genitori possono decidere come i figli minorenni spenderanno, quali negozi escludere e quali includere, e possono gestire la paghetta fissando degli obiettivi.Si tratta di qualcosa di totalmente rivoluzionario anche nel campo dei conti correnti per i minori.

Il ragazzo può avere il suo conto corrente e la sua carta – conclude – Un primo passo verso l’emancipazione finanziaria dei ragazzi e l’educazione finanziaria delle famiglie”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Principe Harry, Meghan e le elezioni Usa: il piano di emergenza se dovesse vincere Trump

0

(Adnkronos) – Sembra che il principe Harry e Meghan Markle siano “preoccupati da morire” di essere “cacciati” dagli Usa, se Donald Trump fosse di nuovo eletto alla Casa Bianca.Le preoccupazioni dei Sussex emergono dopo le dichiarazioni dell’ex presidente americano e attuale favorito nella corsa presidenziale, che aveva lasciato intendere che potrebbe revocare il visto del duca se dovesse vincere nelle prossime elezioni di novembre. Parlando al magazine australiano New Idea, una fonte ha detto: “I Sussex sono preoccupati a morte per la prospettiva che Trump diventi nuovamente presidente e mantenga la sua promessa di cacciare il principe Harry dall’America.

Stanno mettendo insieme un piano di emergenza che li vedrebbe fuggire dal Paese con i loro figli Archie e Lilibet, se Trump tornasse in carica”. Com’è noto, la richiesta di visto statunitense del principe Harry è attualmente all’esame di un giudice, dopo che il secondogenito di re Carlo ha ammesso, in precedenza, nel suo controverso libro di memorie ‘Spare’, di aver fatto uso di droga da ragazzo.La Heritage Foundation ha avviato una causa per indagare se abbia mentito nella sua richiesta di visto quando si è trasferito in California con sua moglie Meghan Markle.

Donald Trump aveva dichiarato a Gb News che il principe Harry non avrebbe ricevuto “nessun privilegio speciale” riguardo al suo status negli Usa e si era impegnato a intraprendere azioni “appropriate” nel caso avesse scoperto che Harry aveva “mentito” nella sua richiesta di visto. “Se ha mentito riguardo l’uso di droga, si dovranno prendere le misure opportune”, aveva affermato Trump. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Jerry West, leggenda Nba aveva 86 anni: ha ispirato il logo della lega

0

(Adnkronos) – E’ morto Jerry West, leggenda della Nba.L’ex giocatore, che ha ispirato il logo della lega, aveva 86 anni.

Il decesso di West, che ha anche lasciato il segno come straordinario dirigente, è stato annunciato dai Los Angeles Clippers, con cui collaborava come consulente dal 2017.West è stato inserito nella Hall of Fame come giocatore nel 1980 e come dirigente nel 2024. West, un All-Star in ogni stagione giocata nella Nba, ha guidato i Los Angeles Lakers a 9 finali, vincendo il titolo nel 1971-1972.

E’ stato il terzo giocatore della storia a raggiungere il traguardo dei 25mila punti.Per 12 volte è stato selezionato nel team All-Nba ed è stato capace di aggiudicarsi il premio di Mvp delle Finals pur uscendo sconfitto (1969). Da dirigente, ha segnato un’era costruendo i Los Angeles Lakers che negli anni ’80 – nell’epoca di Magic Johnson e Kareem Abdul Jabbar – hanno vinto 5 titolo Nba.

C’è la sua firma anche sulla costruzione della squadra basata sull’asse Kobe Bryant-Shaquille O’Neal, capace di vincere 3 titoli consecutivi dal 2000.Da dirigente, prima di lavorare con i Clippers, ha collaborato con i Memphis Grizzlies e i Golden State Warriors.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Saman, la madre dà il consenso all’estradizione

0

(Adnkronos) – A quanto si apprende Nazia Shaheen, madre di Saman Abbas, ha dato il consenso all’estradizione nell’udienza che si è svolta oggi in Pakistan in seguito alla convalida dell’arresto della donna, avvenuto il 31 maggio scorso, tra i distretti di Jhelum e Gujrat in esecuzione di una red notice.  La donna era infatti ricercata dopo la condanna all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Reggio Emilia per l’omicidio della figlia 18enne uccisa a Novellara alla fine dell’aprile 2021.Con lei erano stati condannanti anche il padre della ragazza e lo zio.

Per i genitori è stata riconosciuta la sola aggravante del rapporto di discendenza, mentre è caduta per tutti gli imputati quella della premeditazione.Assolti i cugini.

Secondo i giudici, si legge nelle motivazioni della sentenza, non è escluso che a uccidere materialmente Saman sia stata la madre.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, ass. Comune Milano Conte: “Con A2A comunanza di obiettivi a lungo termine”

0

(Adnkronos) – “Abbiamo con A2A una comunanza di obiettivi di lungo periodo che sono legati alla transizione ecologica e ambientale.Il dividendo che prendiamo da A2A è molto importante per la costruzione dei bilanci, anche in termini di stabilità del dividendo e in più c’è la capacità di A2A di generare valore per gli azionisti, generando allo stesso tempo valore per i territori”.

Lo afferma Emmanuel Conte, assessore al Bilancio e Patrimonio Immobiliare del Comune di Milano, che ha partecipato alla presentazione dell’ottava edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano, il report che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo A2A sul territorio nel 2023 e i suoi piani di attività previsti per i prossimi anni. “Le nostre azioni sono strategiche, complementari – riprende Conte – Da un lato i documenti di programmazione dell’ente, quali il Piano Aria e Clima, che fissa obiettivi di transizione ecologica molto importanti.Dall’altro lato, il piano industriale di A2A che dà risultati economici importanti”.

Dal bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano della Life Company emerge infatti che nel 2023 A2A ha generato valore per il territorio e per i suoi stakeholder pari a 1.224 milioni di euro, investendo inoltre più di 485 milioni di euro nelle infrastrutture della Provincia: un dato in crescita del 32% rispetto all’anno precedente. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Unicredit, buddy è official banking partner della Coppa Davis

0

(Adnkronos) –
buddy, la nuova filiale on line di Unicredit, è il nuovo official banking partner della Coppa Davis.Il gruppo bancario paneuropeo e la Federazione internazionale tennis (Itf) hanno annunciato oggi la nuova partnership attiva dal 2024 fino alla fine del 2026.  La partnership prende il via in un momento epico per il tennis italiano e nell’anno olimpico. “È un piacere accogliere il prestigioso marchio Unicredit nella famiglia dei partner della Coppa Davis -commenta David Haggerty, presidente dell’Itf-.

Desideriamo ringraziarli per la loro fiducia e siamo orgogliosi di aiutarli a far conoscere i loro prodotti.Non vediamo l’ora di lavorare con il team di Unicredit in occasione degli incontri e degli eventi di Coppa Davis, compreso l’evento del Gruppo A delle finali di Coppa Davis 2024, che si terrà a Bologna a settembre”.  La fase a gironi della fase finale della Coppa Davis si svolgerà dal 10 al 15 settembre in quattro città (Bologna, Manchester, Valencia e Zhuhai) e coinvolgerà 16 team, mentre la Final 8 si svolgerà a Malaga dal 19 al 24 novembre. “In un momento epico per il tennis italiano -afferma Angelo Binaghi, presidente della Federazione italiana tennis e Padel- non possiamo che dare il benvenuto affettuosamente nella grande famiglia di questo sport ad un partner tanto prestigioso.

La Coppa Davis dimostra, ogni anno, quanto sia importante il lavoro di squadra per arrivare al successo. È con questo spirito che la Fitp si augura di mettere in campo sempre nuove forme di collaborazione per lo sviluppo del tennis”. buddy rappresenta un nuovo modo di fare banca, un modello di servizio a distanza complementare ai canali esistenti di Unicredit: filiale fisica, call center, internet e mobile, che mette al centro il cliente.Una banca on demand, dove si potrà scegliere come e quando accedere al mondo Unicredit. “Siamo molto orgogliosi che il nostro marchio innovativo e digitale buddy, che rappresenta un nuovo modo di fare banca, sia l’official banking partner della Coppa Davis -afferma Andrea Orcel, group ceo e head of Italy Unicredit-.

Il torneo e i suoi partecipanti incarnano la ricerca dell’eccellenza e, soprattutto, dimostrano l’importanza fondamentale del lavoro di squadra.La Coppa Davis si distingue nel mondo del tennis valorizzando quanto sia importante il lavoro di squadra rispetto ai risultati individuali, valori che sono saldamente al centro di UniCredit”.  Per Unicredit, banca commerciale paneuropea presente in 13 paesi del Continente e con 15 milioni di clienti nel mondo, la partnership rappresenta un’unione basata su valori condivisi; dimostra il sostegno della banca al mondo dello sport e la sua affinità con i valori che lo sport rappresenta, in particolare lo spirito di squadra, la determinazione, il rispetto delle regole e l’inclusione.  Unicredit fa parte di un gruppo di partner in espansione della Coppa Davis che comprende Dunlop, Joma, Quironsalud, Socios e Stake, che hanno tutti assicurato il loro continuo sostegno alla principale competizione di tennis maschile a livello mondiale.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A2a, Tasca: “1,2 mld di euro di valore economico generato sul territorio milanese nel 2023”

0

(Adnkronos) – “Nel 2023, abbiamo generato e distribuito un valore economico di oltre 1,2 miliardi di euro.Credo che sia un sintomo di quella che è la vitalità di questo gruppo e dell’importanza che dà al rapporto con i territori.

Perché non è solo un tema produttivo, non basta produrre energia o raccogliere rifiuti, bisogna farlo con la consapevolezza che dietro questo c’è un servizio di pubblica utilità dal quale consegue del valore che viene distribuito su tutta la nostra collettività, sulla rete dei nostri stakeholder e dei nostri fornitori”.Con queste dichiarazioni, il presidente di A2A, Roberto Tasca, commenta il dato contenuto nell’ottava edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano, il report che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio, nel 2023, e i piani di attività previsti per i prossimi anni.

Per Tasca, la missione di A2A sul territorio milanese consiste nel “continuare a investire in infrastrutture e innovazione tecnologica in grado di renderla un esempio virtuoso di crescita e benessere condiviso in Italia e in Europa”.  A2A è inoltre impegnata a supportare le famiglie in difficoltà attraverso le attività del Banco dell’Energia: “Un’idea assolutamente importante che hanno avuto i miei predecessori e che porto avanti con grande orgoglio – sottolinea il presidente – È la testimonianza del fatto che da un lato una grande impresa come A2A è in grado anche di svolgere attività non profit facendosi carico di quelli che sono i bisogni della collettività.Dall’altro lato è anche un sintomo importante di quella che è la capacità del settore nel suo complesso, perché unisce le imprese che concorrono nel mercato e fa sì che queste imprese possano tutte insieme sostenere situazioni di assoluto bisogno”, conclude. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La filiera della bioplastica compostabile, numeri e ostacoli alla crescita

0

(Adnkronos) – Dopo un decennio di crescita pressoché costante, che ha visto triplicare i volumi prodotti e più che raddoppiare fatturato, numero di addetti e di aziende, il 2023 per la filiera delle bioplastiche compostabili ha fatto segnare la prima battuta d’arresto.La fotografia è contenuta nel X Rapporto sulla filiera italiana delle bioplastiche compostabili, presentato oggi a Roma durante il convegno organizzato da Assobioplastiche, Consorzio Biorepack e Cic (Consorzio Italiano Compostatori).  Pesano, avvertono Assobioplastiche, Consorzio Biorepack e Cic in una nota congiunta, “fenomeni di illegalità ancora troppo diffusi, pericolosi meccanismi di dumping, calo dei consumi, forte diminuzione dei listini, crescente diffusione delle stoviglie ‘pseudo-riutilizzabili’, presenza crescente di materiali non compostabili all’interno della raccolta dell’umido, un grave stato di disinformazione”. I NUMERI – Dal rapporto 2023, stilato come di consueto dalla società di ricerca indipendente Plastic Consult, emerge in particolare che il fatturato sviluppato dalla filiera, dopo il record 2022 (1,16 miliardi di euro) è sceso a 828 milioni (-29,1%), sull’onda della forte flessione registrata dai listini (materie prime, semilavorati e prodotti finiti).

Calano anche i volumi complessivi dei manufatti prodotti: 120.900 tonnellate (-5,5% sul 2022), situazione analoga a quella registrata nel settore delle termoplastiche convenzionali vergini (-6%).Tra i principali settori applicativi, nel 2023 le maggiori difficoltà sono state incontrate dal comparto monouso (-20%).

Positivo, invece, l’andamento per i prodotti legati alla raccolta dell’umido e i film per l’agricoltura.  Anche nel 2023 cresce invece il numero di aziende: sono attualmente 288, suddivise in produttori di chimica di base e intermedi (5), produttori e distributori di granuli (20), operatori di prima trasformazione (198), operatori di seconda trasformazione (65).Sostanzialmente stabile rispetto al 2022 il numero di addetti dedicati (ovvero quelli che nelle aziende del comparto si occupano direttamente dei prodotti che entrano nella filiera delle bioplastiche compostabili): sono 2980, -0,8% rispetto all’anno precedente.  Per quanto riguarda le attività di riciclo organico delle bioplastiche compostabili, i numeri rimangono positivi: nel 2023 il tasso al netto degli scarti è stato infatti pari al 56,9% dell’immesso al consumo (44.338 tonnellate a fronte delle 77.900 immesse sul mercato).

Un dato che si conferma superiore agli obiettivi di riciclo fissati sia per il 2025 (50%) sia per il 2030 (55%).Al tempo stesso, cresce il numero di Comuni convenzionati con il consorzio Biorepack: sono oltre 4600 (58,5% del totale) e in essi risiedono più di 43,6 milioni di cittadini (il 74,1% della popolazione nazionale, dato in crescita di quasi 10 punti rispetto al 2022).

Agli enti locali convenzionati sono stati riconosciuti corrispettivi economici per 9,4 milioni di euro (dato in linea con l’anno precedente) a copertura dei costi di raccolta, trasporto e trattamento degli imballaggi in bioplastica compostabile conferiti insieme ai rifiuti domestici.  Non meno rilevanti, i dati relativi alle attività di trattamento: i 155 siti di compostaggio, digestione anaerobica e sistemi integrati, distribuiti nelle diverse regioni italiane, hanno trattato nel 2022 poco più di 5 milioni di tonnellate di rifiuto umido urbano.Il loro contributo alla produzione di compost è stato pari a 1,44 milioni di tonnellate.  GLI OSTACOLI – A preoccupare gli operatori della filiera sono diversi aspetti, come le forme di illegalità che mettono in pericolo la filiera legale e hanno enormi esternalità ambientali.

A esserne colpiti sono soprattutto i bioshopper e i sacchetti per l’ortofrutta: sotto accusa, nonostante una legge introdotta ormai più di 10 anni fa, la frequente commercializzazione di borse per asporto merci realizzate in materiali non compostabili.  “Allo stesso tempo – sottolinea Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche – continua ad aumentare l’importazione di shopper a basso costo e di dubbia qualità dall’Estremo Oriente, dietro alla quale si nasconde un probabile sostegno dei governi locali.Tutto questo rappresenta un dumping non più sostenibile, sul quale le autorità devono fare piena luce perché danneggia la sostenibilità economica delle produzioni nazionali.

L’Italia deve dotarsi di tutti gli strumenti necessari a salvaguardare una sua indubbia eccellenza industriale”.  “C’è poi il capitolo dei cosiddetti ‘pseudo-riutilizzabili’, che stanno aumentando di numero sugli scaffali di mercati e supermercati – avvertono Assobioplastiche, Biorepacke e Cic – Piatti, bicchieri, posate realizzate in plastica tradizionale che sono vietati dalle norme sul monouso.Ma che invece continuano a essere commercializzati semplicemente perché autodichiarati come ‘riutilizzabili’.

In questo caso, tutto è reso possibile da una lacuna nella norma italiana: nonostante la legge di delegazione europea 2019-2020 (n.52/2021) prevedeva che venissero individuati specifici parametri tecnici per poter definire riutilizzabile un prodotto, il decreto legislativo 196/2021 non li ha indicati.A ciò si aggiunge un pericoloso aumento dei casi di disinformazione che, basandosi su posizioni pregiudiziali e assolutamente antiscientifiche, finiscono per diffondere fake news sui materiali compostabili, creando dubbi fra i cittadini e danneggiando la qualità della raccolta differenziata”.  “Tutti questi elementi rappresentano un ostacolo incredibile alle capacità di crescita del settore del riciclo organico dei materiali compostabili e compromette le performance di produzione italiana di compost”, denuncia Marco Versari, presidente di Biorepack, che ricorda come ogni chilogrammo di materiali non compostabili (principalmente plastiche tradizionali, vetro e metalli), che “sporcano” la raccolta dell’umido e che vanno separati prima delle operazioni di riciclo, sottragga anche 1,65 kg di matrici compostabili. “Questo fenomeno danneggia i margini di crescita delle aziende e causa problemi economici e di gestione ai Comuni.

Ecco perché ci aspettiamo interventi urgenti da parte del governo e delle autorità locali.E a livello europeo, il nostro Paese deve farsi portavoce affinché la valorizzazione degli scarti umidi e compostabili sia uno dei cardini delle politiche ecologiche della nuova legislatura europea”, aggiunge.  “Produrre compost dai rifiuti compostabili vuol dire valorizzare una frazione dei rifiuti domestici che rappresenta il 40% del totale – spiega Lella Miccolis, presidente del Cic – Questo prodotto tipico della bioeconomia circolare aiuta a riportare fertilità ai terreni agricoli riducendo l’uso di fertilizzanti di origine chimica.

In questo modo, diminuiscono drasticamente i rifiuti inviati in discarica, si evita la produzione di ulteriore CO2 e si preserva la capacità di stoccaggio di carbonio da parte dei terreni agricoli.A livello europeo la raccolta obbligatoria dell’umido e dei materiali compostabili può offrire ampi spazi di crescita.

Valorizzare e sostenere la produzione di compost è coerente con gli obiettivi di salvaguardia dei suoli che la stessa Ue si è data in questi anni con la sua Mission Soil e con la direttiva approvata nelle settimane scorse dall’Europarlamento”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A2a, Mazzoncini: “Su Milano investiti 1 miliardo e 200 mln euro”

0

(Adnkronos) – “Nell’anno in corso, l’elemento più importante a Milano, dove gestiamo già la rete elettrica del Comune, è che abbiamo acquisito da Enel tutta la rete elettrica della provincia. È un investimento importante di 1 miliardo e 200 milioni di euro.Abbiamo 7 miliardi di investimento nei prossimi anni su Milano.

Sicuramente oggi per noi è la piazza principale”.A definire “l’elemento più importante” dell’anno in corso per la Life Company è Renato Mazzoncini, amministratore delegato A2A, intervistato a valle della presentazione dell’ottavo Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano del Gruppo.  Un report che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali sul territorio nel 2023 e i piani di attività previsti per i prossimi anni.

L’accordo con Enel testimonia l’impegno del Gruppo nella decarbonizzazione di Milano.Già nel 2023 A2A ha investito quasi 500 milioni di euro per efficientare infrastrutture necessarie alla transizione ecologica: “Sulla rete elettrica c’è tanto da investire.

Da qui ai prossimi dieci anni è previsto un incremento del 50% della potenza di picco per l’arrivo delle auto elettriche, piani induzione, pompe di calore.Sostanzialmente la sostituzione parziale dell’uso del gas con energia elettrica richiede grandi investimenti.

Il che vuol dire andare a lavorare dentro la città anche realizzando nuove cabine primarie, che sono edifici da 2000 metri quadri di pianta, dodici metri di altezza, dei veri e propri palazzi necessari a portare la potenza che serve a Milano”, illustra Mazzoncini.  Anche l’espansione del teleriscaldamento contribuirà significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2, fornendo energia pulita a migliaia di utenze: “Stanno arrivando a Milano tantissimi data center e il loro impiego richiede tantissima energia.Allo stesso tempo, i data center rilasciano anche tanto calore per il raffreddamento dei chip.

Stiamo lavorando per catturare questo calore e usarlo per scaldare le case dei nostri cittadini con calore decarbonizzato.Questi sono alcuni degli obiettivi che ci stiamo dando”, illustra l’a.d.

Mazzoncini spiega che “a Milano la densità elettrica è cinque volte superiore a quella di Roma” questo perché “la città è verticale ed è piccola dal punto di vista dei chilometri quadrati”.Una conformazione, quella della città, che richiede un particolare intervento sulla rete elettrica: “È un investimento molto grosso.

Riteniamo di investire, nei prossimi dieci anni, un altro miliardo e quattro solo nel potenziamento della rete che abbiamo acquisito da Enel, oltre agli investimenti sulla rete nostra di Milano che, solo quest’anno, hanno valso circa 170 milioni di euro”, conclude. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Frati (Sapienza): “Difensiva ha costi ingenti per Ssn, puntare su dialogo”

0

(Adnkronos) – “Quello della medicina difensiva è un problema complesso di cui si parla da anni, non solo sotto il profilo dei costi ovviamente ingenti (diretti e indiretti) per il nostro Ssn perché comporta il prolungamento delle degenze oppure la necessità di ricorrere ad esami non appropriati per la situazione diagnostica e terapeutica del paziente”.Lo ha detto Paola Frati, professore ordinario di Medicina Legale presso l’Università degli Studi di Roma e delegata della Società italiana di medicina legale per i rapporti istituzionali con le società scientifiche in occasione del convegno ‘La colpa medica, le linee guida e il ruolo delle società scientifiche’ promosso oggi a Roma dal Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) con il patrocinio dell’Università degli Studi Roma Tor Vergata. “Combattere la medicina difensiva si può – spiega Frati – sotto un duplice profilo.

Innanzitutto, su questo aspetto la legge 24/2017, la cosiddetta l’Gelli Bianco’, ma ancora di più i decreti attuativi di recente emanazione che completano la legge, esaltano e centrano il profilo e l’importanza del rischio clinico.Che cosa vuol dire?

Innanzitutto, cercare di prevenire l’errore in maniera sinergica, dobbiamo lavorare all’interno delle strutture sanitarie, la componente della medicina legale deve collaborare con gli igienisti e le altre specialità, quindi individuare dei percorsi virtuosi che portano al non verificarsi dell’avvento avverso”.  Oltre “a trovare quali sono le cause che hanno determinato l’evento avverso – sottolinea Frati – è importante individuare i correttivi che necessariamente devono essere messi in pratica.L’importanza dell’audit, quindi, non per individuare il colpevole ma per capire perché è successo un evento avverso e cosa bisogna fare per far sì che quell’evento non si verifichi più.

Quindi prima cosa, l’importanza del rischio clinico che è di tutti.Tutti i professionisti devono cooperare con le strutture di rischio clinico in maniera fattiva”. E riguardo la gestione del contenzioso, per Frati “è un problema spinoso perché le Corti di giustizia italiane – fa notare – sono sommerse dalle richieste di risarcimento danni nel Civile, e nel Penale da iter giudiziari volti a individuare il profilo della colpevole o meno.

Un processo di responsabilità sanitaria risente profondamente dell’operato dei consulenti e dei periti.Le sentenze raramente si discostano, quindi dobbiamo lavorare come medicina legale e collegio obbligatorio per la legge 24/2017 ma anche con le altre società per formare, preparare consulenti esperti”.

Sul versante della responsabilità sanitaria “dobbiamo cercare di passare da una cultura del contenzioso a tutti i costi, a una cultura del dialogo” conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, Codacons: “Per Cassazione Cina non può essere chiamata a rispondere danni a italiani”

0

(Adnkronos) – “La Repubblica Popolare Cinese non può essere chiamata in Italia a rispondere di eventuali danni provocati ai cittadini che si sono ammalati di Covid o che hanno subito la perdita di un familiare a causa del coronavirus”.Lo comunica il Codacons, che rende noto che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite con l’ordinanza n. 16136 dell’11/6/2024 (Presidente aggiunto Pasquale D’Ascola, Relatore Mauro Criscuolo) ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano, in particolare del giudice di pace di Frosinone, a cui il Codacons si era rivolto chiedendo il risarcimento dei danni causati dalla Cina in favore di una cittadina italiana, in relazione alle responsabilità del governo cinese nella diffusione del Covid-19 a livello globale.  “L’ordinanza statuisce che l’Italia non ha giurisdizione per procedere con una richiesta di risarcimento contro la Repubblica Popolare Cinese, in quanto contrario alle prerogative e alla sovrana immunità degli Stati sovrani – spiega il Codacons – Nonostante la pregevole ricostruzione storico-giuridico sulla progressiva limitazione negli anni dell’immunità degli Stati, la Cassazione ha sottolineato che le azioni e omissioni intraprese dalla Cina, durante i primi stadi della pandemia, rientrano nella categoria di ‘attività iure imperii’, ovvero atti di sovranità che non possono essere comunque giudicati dal giudice di un altro Stato sovrano”. Scrive la Cassazione nella sua ordinanza: “Ritiene la Corte che debba essere dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano relativamente alla domanda proposta, per effetto del riconoscimento dell’immunità in favore della convenuta.

E’ stato correttamente evidenziato in dottrina che le regole internazionali in tema di immunità rivelano la struttura paritetica dell’ordinamento internazionale, di cui è espressione il principio ‘par in parem non habet iurisdictionem’, chiaramente legato all’uguaglianza sovrana tra Stati, e che impone a ciascuno Stato di garantire agli altri Stati l’immunità dinanzi alle proprie corti interne […] emerge con evidenza come le condotte, asseritamente idonee ad ingenerare la responsabilità dello stato estero, siano da ricollegare all’esercizio di potestà pubblicistiche, e ciò anche ove gli si imputi l’inerzia nel dare attuazione ad impegni assunti sul piano internazionale, il che conforta la soluzione circa il difetto di giurisdizione”. Le condotte che fonderebbero la responsabilità della Repubblica Popolare Cinese, secondo la Cassazione, “non possono nemmeno essere parificate alla commissione di crimini internazionali, come indicati nello Statuto della Corte penale internazionale, non solo per la ‘mancata corrispondenza’ rispetto alla specifica elencazione, ma anche per “l’assenza della finalità che a mente della stessa norma deve avvincere le varie condotte imputate al responsabile”. “Per le Cassazione, quindi, se le ‘malefatte’ sono commesse da uno Stato estero è impossibile chiedere giustizia -commenta il presidente Carlo Rienzi- La situazione delineata dalla decisione della Cassazione solleva importanti questioni riguardo il bilanciamento tra immunità sovrana degli Stati e la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini.E viene da chiedersi come sia possibile per la Cassazione creare aree di totale insindacabilità e negazione di giustizia”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gava: “Aprire un tavolo con settore bioplastiche compostabili”

0

(Adnkronos) – “Voglio aprire con voi un tavolo per quanto riguarda i Codici Ateco ma anche per rivedere le nuove tecniche di riciclo delle bioplastiche o indirizzare a nuove produzioni di prodotti bioplastici.Quindi un tavolo a tutto campo in modo che possiamo lavorare insieme e difendere questo settore strategico importantissimo per il nostro paese”.

Così Vannia Gavia, viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nel suo intervento al 1° Forum italiano delle bioplastiche compostabili, questa mattina a Roma. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)