Home Blog Pagina 1509

Bianconi (Assobioplastiche): “Calo consumi, illegalità, concorrenza sleale frenano settore”

0

(Adnkronos) – “Dopo un decennio di crescita costante, la contrazione nel largo consumo, l’illegalità e la concorrenza sleale hanno frenato per la prima volta l’industria delle bioplastiche in Italia”.Così Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche, in una nota, commenta i dati del X Rapporto sulla filiera italiana delle bioplastiche compostabili.  “La nostra Associazione da tempo ha denunciato il pericolo di questi aspetti distorsivi che stanno ‘azzoppando’ la filiera italiana delle bioplastiche compostabili.

Ribadiamo l’importanza degli strumenti messi in campo a tutela della legalità, come la piattaforma on-line realizzata da Assobioplastiche, con il supporto del Consorzio Biorepack (https://assobioplastiche.org/segnalazioni-illegalita), per la segnalazione di potenziali illeciti nel settore degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile e delle frazioni similari”.  “Se vogliamo che questo settore riprenda a correre – ha concluso Bianconi – occorre imprimere un cambio di marcia, a partire dalla politica e dalle scelte che farà l’esecutivo nei prossimi mesi”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Beach e park littering, tra i materiali dispersi solo lo 0,2% in biopolimeri

0

(Adnkronos) – Tre anni di monitoraggi in 10 parchi urbani e 10 spiagge lungo lo Stivale, per due volte all’anno, per osservare il fenomeno del littering in queste due aree particolarmente sensibili.Obiettivo: ottenere dati sulla dispersione delle bioplastiche nell’ambiente, non essendo questa tipologia di materiale compresa ad oggi nei monitoraggi ufficiali.  I risultati del progetto di Citizen Science di Legambiente in collaborazione con Biorepack sono stati illustrati oggi a Roma, in occasione del 1° Forum italiano delle bioplastiche compostabili, dal direttore dell’associazione Giorgio Zampetti. “I primi risultati – spiega – vedono 36.226 rifiuti ritrovati, il 79,9% in polimeri artificiali, lo 0,2% in biopolimeri, il 19,9% in altri materiali”. Inoltre “abbiamo messo a confronto la tipologia di rifiuti ritrovati nei parchi con quelli ritrovati sulle spiagge, qui la percentuale di plastica aumenta fino al 91% mentre la bioplastica rappresenta l’0,1% nelle spiagge e lo 0,2% nei parchi.

Nella top five sul tipo di plastiche: ancora l’usa e getta la fa da padrone, soprattutto shopper, alcuni imballaggi, posate e bicchieri”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roberto: “Lanciamo l’Ice Cream per festeggiare i 60 anni di Nutella”

0

(Adnkronos) – “Quest’anno Nutella compie 60 anni.Quale modo migliore per festeggiare questo grande evento se non con il lancio di Nutella Ice Cream che non è un gelato alla Nutella ma è Nutella che diventa gelato?

Questo per la volontà di andare incontro a quelle che sono le richieste dei nostri consumatori”.Lo dice all’Adnkronos Federica Roberto, region marketing manager Gelati di Ferrero Italia, intervistata a Milano a valle dell’evento di presentazione ufficiale del nuovo Nutella Ice Cream.  Proprio grazie ai 60 anni di esperienza di Ferrero nella produzione di Nutella e alle competenze e alle tecnologie acquisite grazie all’ingresso nell’ecosistema Ferrero nel 2019 di Ice cream factory comaker (Icfc), nasce un gelato morbido e cremoso: “Cerchiamo attraverso il prodotto Nutella Ice Cream di replicare tutto quello che è l’insostituibile e incomparabile gusto di Nutella – riprende Roberto -.

Assaggiando il prodotto si potrà avere un’esperienza multi palatale con diverse consistenze, dove si potrà apprezzare sia la parte cremosa del gelato alla nocciola ma anche dei veri e propri strati e vortici di nutella che avvolgono e vengono inglobati all’interno del gelato per un’esperienza davvero unica”.Nutella Ice Cream, contenuto in un barattolo da 230g e realizzato con un packaging a base di carta, proveniente da fonti certificate sostenibili e riciclabile nella raccolta carta, è arrivato nei primi punti vendita all’inizio di giugno 2024 e sarà progressivamente disponibile nei principali supermercati della grande distribuzione in Italia.  Il prodotto rappresenta l’ingresso del brand Nutella nel mercato dei gelati confezionati e l’ingresso di Ferrero nel segmento delle vaschette.

Un segmento che vale circa 435 milioni di euro: “Arriviamo come ultimi player nel mondo del mercato dei gelati in Italia ma abbiamo delle forti ambizioni – specifica la region marketing manager Gelati di Ferrero Italia -.Con Nutella Ice Cream, nello specifico, ci approcciamo a entrare nel segmento delle vaschette che oggi non avevamo ancora presidiato.

Aspettiamo il riscontro da parte dei nostri consumatori ma le ambizioni sono quelle di diventare un player importante anche all’interno di questo segmento”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stupro di gruppo a Milano, condannati calciatori Lucarelli e Apolloni

0

(Adnkronos) – Il gup di Milano Roberto Crepaldi ha condannato, al termine del processo con rito abbreviato, a 3 anni e 7 mesi i calciatori ex tesserati del Livorno Mattia Lucarelli e Federico Apolloni accusati di violenza sessuale nei confronti di una studentessa di 22 anni.Pene inferiori (tra i 2 anni 5 mesi e 2 anni e 8 mesi) per altri tre imputati, amici dei due, accusati dei presunti abusi avvenuti nella notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022 a Milano.  La sentenza ha stabilito una provvisionale di 50 mila euro per la vittima, il giudice ha riconosciuto per tutti lo stupro di gruppo, la pena inferiore dei tre è legata a un attenuante “per contributo di minima importanza”.

Il verdetto accoglie, in parte, la richiesta della pubblica accusa (pm Alessia Menegazzo) che aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo per ciascuno degli imputati, già scontato di un terzo per il rito scelto.   Secondo la ricostruzione della procura il gruppo di amici aveva conosciuto la 22enne fuori da una discoteca in zona Sempione, la ragazza era salita in auto chiedendo di essere portata a casa, ma i cinque l’avevano portata nell’abitazione del calciatore.Al centro del processo c’erano le condizioni della giovane al momento del rapporto sessuale.

Per i consulenti dell’accusa la 22enne era alterata, tanto da essere “incosciente”, e di questo stato i cinque amici si sarebbero approfittati.  econdo i consulenti delle difese, invece, la ragazza non si trovava in uno stato di alterazione tale da essere incapace di esprimere il consenso e anzi, sostiene la difesa coi suoi esperti, il suo tasso alcolemico era sotto lo 0.5, quello che permette di guidare.Una tesi che non ha convinto il giudice: le motivazioni saranno rese note tra 90 giorni. “I ragazzi sono devastati” fa sapere uno dei difensori degli imputati, tutti presenti in aula. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Messina Denaro, procuratore di Palermo: “Alla ricerca delle talpe”

0

(Adnkronos) – Nel corso della sua latitanza trentennale il boss mafioso Matteo Messina Denaro “ha potuto contare, nel tempo, su una rete di protezione”.E “quelli che lo proteggevano 30 anni fa non sono quelli che lo hanno protetto fino al giorno della sua cattura, o quasi”.

A parlare è il Procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia, che coordina l’inchiesta sui favoreggiatori del boss mafioso arrestato il 16 gennaio 2023 e morto nel settembre scorso per un tumore.Dal giorno della cattura, gli inquirenti sono alla ricerca di chi ha permesso all’ex primula rossa di potere essere latitante per trenta anni. “E’ chiaro che ci sono pezzi dello Stato che lo hanno aiutato, come fu per Bernardo Provenzano…”, spiega ancora il Procuratore de Lucia.  Questa rete di fiancheggiatori “c’è stata e c’è, anche quelli che abbiamo già individuato e i cui nomi sono pubblici, anche se la nota legge mi impedisce di parlarne, sono professionisti – spiega il magistrato – Chi ha dato l’identità per consentirgli di potere girare e fare affari è gente che è stata arrestata anche al Nord Italia, con un’altra vita e chi gli ha dato i documenti è oggetto di investigazione”.

E ancora: “Lo sforzo investigativo è di ricostruire quello che è successo, a cercare le talpe di un tempo e più recenti, quelli che gli hanno dato protezione anche per un solo giorno e che sono in possesso del suo patrimonio e che vogliono prendere il suo posto”.Ad aiutarlo, dunque, non solo la famiglia di sangue ma la famiglia ‘di mafia’, tra cui anche degli insospettabili professionisti. E’ proprio di eri la richiesta della Dda di Palermo a 15 anni di carcere per Laura Bonafede, la maestra di Campobello di Mazara, sentimentalmente legata a Matteo Messina Denaro.

Alla donna, figlia dello storico boss del paese, Leonardo, arrestata ad aprile del 2023, inizialmente era stato contestato il reato di favoreggiamento aggravato, modificato nel corso delle indagini in quello di associazione mafiosa.La maestra è cugina di Andrea Bonafede, il geometra che ha prestato l’identità al boss durante l’ultima fase della latitanza e di altri due favoreggiatori del padrino, Emanuele e Andrea (omonimo del geometra).

Secondo la Procura di Palermo, l’imputata sarebbe stata un pezzo fondamentale del meccanismo che per 30 anni ha protetto la latitanza di Messina Denaro.  I due, insieme alla figlia della donna, Martina Gentile, ai domiciliari per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, avrebbero vissuto insieme e si sarebbero comunque sempre frequentati. “Eravamo una famiglia”, scriveva il capomafia in un pizzino diretto a Blu, uno dei nomi in codice usati per la maestra.Lei si occupava del sostentamento e della sicurezza del boss, gli faceva la spesa durante la pandemia nel timore che si ammalasse e non potesse uscire di casa, condivideva con lui linguaggi cifrati, segretissimi pizzini, affari e informazioni sulla cosca.

Sempre ieri è arrivata la condanna a 14 anni di reclusione proprio per Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che prestò l’identità a Matteo Messina Denaro.Con questa sentenza, salgono a cinque le condanne ai personaggi vicini all’ex superlatitante. Nei giorni scorsi si era tenuta, al Tribunale di Marsala (Trapani) la nuova udienza del processo a carico di un altro presunto fiancheggiatore del boss, il medico Alfonso Tumbarello.

Accusato di avere prescritto al boss oltre 130 ricette. “Ero convinto di curare un paziente di nome Andrea Bonafede affetto da un tumore al colon e non Messina Denaro”; ha detto il medico in aula. “Ero stato ingannato da un mio assistito che aveva tradito il rapporto fiduciario tra medico e paziente.Non avrei mai immaginato che ci fosse una cessione di identità.

Qualche volta è venuto nel mio studio”.Per la Procura, invece, Tumbarello sapeva benissimo che il vero malato era Messina Denaro.

Anche se lui smentisce: “Io sarei andato direttamente dalle forze dell’ordine, se solo lo avessi saputo…”.La ricerca dei fiancheggiatori continua. (di Elvira Terranova)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ai al servizio della ricerca, caccia a nuovi antibiotici da proteine mammut e animali estinti

0

(Adnkronos) – C’è il mammut lanoso, l’elefante dalle zanne dritte, l’antica ‘vacca di mare’, il bradipo e l’alce giganti.E’ la congrega di animali estinti ‘riunita’ dall’Ai a caccia di nuovi antibiotici in grado di risolvere problemi del secolo come la resistenza antimicrobica.

In gergo tecnico la chiamano ‘de-estinzione’ molecolare: è un’operazione che mira a ‘resuscitare’ molecole, nello specifico alcune precise proteine di questi animali ormai rimasti solo un ricordo nei libri di storia naturale, selezionate con il deep learning.Le specie ‘archiviate’ dal tempo si sono mostrate una fonte prolifica, fornendo all’analisi degli esperti migliaia e migliaia di sequenze papabili.

Era tra l’altro già successo che la de-estinzione molecolare producesse candidati antibiotici preclinici, come il neanderthalin-1.Ma l’intervento dell’Ai può aumentare ulteriormente l’efficienza della ricerca. Obiettivo dell’operazione, illustrata dagli scienziati dell’University of Pennsylvania a Philadelphia (Usa), è pescare nel passato più remoto, allargando il ventaglio di possibilità oltre i confini del presente, per affrontare questioni biologiche e biomediche di oggi.

Nello studio pubblicato su ‘Nature Biomedical Engineering’ si dimostra, spiegano gli autori, “che il deep learning può essere utilizzato per estrarre i proteomi di tutti gli organismi estinti disponibili (l’estintoma) per la scoperta di peptidi antibiotici”.Fangping Wan, Marcelo D.

T.Torres, Jacqueline Peng e colleghi hanno “addestrato insiemi di modelli di deep learning costituiti da un codificatore di sequenze peptidiche accoppiato con reti neurali per la previsione dell’attività antimicrobica”.

Questo sistema, continua il team, “lo abbiamo utilizzato per estrarre 10.311.899 peptidi.I modelli hanno previsto 37.176 sequenze con un’attività antimicrobica ad ampio spettro, 11.035 delle quali non sono state trovate in organismi esistenti”.  Da qui, continuano gli scienziati, “abbiamo sintetizzato 69 peptidi e confermato sperimentalmente la loro attività contro i batteri patogeni”.

Risultato? “La maggior parte dei peptidi uccide i batteri depolarizzandone la membrana citoplasmatica, contrariamente ai noti peptidi antimicrobici, che tendono a colpire la membrana esterna”.  In particolare, composti tra cui mammuthusin-2 del mammut lanoso, elephasin-2 dell’elefante dalle zanne dritte, hydrodamin-1 dell’antica mucca di mare, mylodonin-2 del bradipo gigante e megalocerin-1 dell’alce gigante estinto hanno mostrato attività anti-infettiva nei topi con ascessi cutanei o infezioni alla coscia.  “La disestinzione molecolare aiutata dal deep learning può dunque accelerare la scoperta di molecole terapeutiche”, concludono gli autori, ricordando che le infezioni resistenti agli antibiotici “causano ogni anno circa 1,27 milioni di morti in tutto il mondo e le proiezioni indicano potenziali 10 milioni di decessi annuali entro il 2050 in assenza di nuovi farmaci efficaci.Sono necessarie misure urgenti per combattere” questo problema dei ‘superbug’.

Le molecole sono una sorta di ‘documentazione’ della storia evolutiva e “possono fornire modelli per la progettazione terapeutica”. ‘Riesumare’ molecole estinte permette di scoprire un nuovo spazio di sequenza e “offre un approccio promettente”, reso multitasking e ancora più performante dall’evoluzione di Ai e apprendimento automatico, “per espandere la nostra visione della diversità molecolare della vita, aiutando allo stesso tempo a svelare elementi che potrebbero svolgere un ruolo nell’immunità dell’ospite durante l’evoluzione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Presentata I edizione progetto ‘Lupa Marina’, 3mila classi e 70mila bambini coinvolti

0

(Adnkronos) – Presentati questa mattina a Roma i risultati della prima edizione del progetto “Sulle onde con Lupa Marina”, la campagna educativa realizzata da Giunti Scuola e Marina Militare, con la partecipazione di Confitarma e di alcune imprese armatoriali, rivolta alle classi III, IV e V delle scuole primarie del territorio nazionale, con l’obiettivo di avvicinare le bambine e i bambini al tema della marittimità, attraverso curiosità, racconti e leggende sul nostro Paese, intraprendendo un viaggio ideale lungo le sue coste.Una mascotte ideata per l’occasione, Lupa Marina, ha accompagnato nel corso dell’anno scolastico 2023/2024, le bambine e i bambini alla scoperta dei segreti e delle opportunità del mare. I docenti hanno potuto richiedere e ricevere un kit didattico, ideato da un team di creativi e dall’autore del progetto Beniamino Sidoti, composto da un grande poster illustrato con la mappa dell’Italia e 3 itinerari e 25 cartoline con un gioco per i bambini e un messaggio per le famiglie.

Un sito – www.lupamarina.it – ha implementato l’offerta formativa con una guida scaricabile online ricca di proposte di attività da fare in classe, oltre che con approfondimenti sugli itinerari presentati nel poster e giochi interattivi.La I edizione del progetto per l’A.S. 2023/2024, ha ottenuto risultati importanti. Sono 3.000 le classi coinvolte attivamente, distribuite su tutte le 20 regioni e in oltre 100 province e circa 70.000 bambine e bambini e le loro famiglie che hanno ricevuto i materiali a loro dedicati.

Sul podio delle regioni in questa speciale classifica svetta la Lombardia con 457 kit richiesti, seguono l’Emilia Romagna con 246 e il Piemonte con 244.Coinvolta anche la Repubblica di San Marino con 35 kit distribuiti.

Tra le province, il primato è appannaggio di Roma con 190 kit richiesti, a seguire Milano con 148 e Torino con 120. Inoltre, 300 kit sono stati distribuiti agli insegnanti interessati durante la Fiera Didacta, l’appuntamento fieristico più importante sul tema dell’innovazione del mondo della scuola, che si è svolta a Firenze dal 20 al 22 marzo 2024.Visto il successo riscontrato, è stata confermata la seconda edizione del progetto Lupa Marina per l’anno scolastico 2024/2025 con un’adesione ancora più ampia da parte delle aziende armatoriali di Confitarma. “Come Confitarma crediamo da sempre nella diffusione della cultura del mare fin dai più piccoli – la sottolineato il presidente di Confitarma Mario Zanetti – Con il progetto Lupa Marina abbiamo voluto portare il mare già nelle scuole elementari.

C’è un grande interesse dei bambini verso questo mondo ed è da lì che dobbiamo partire per riavvicinare i giovani alle opportunità che il mare offre.Un passo decisivo per proseguire nel percorso di ri-marittimizzazione del nostro Paese”. “Con il progetto Lupa Marina” – ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare ammiraglio di squadra Enrico Credendino – abbiamo trasformato in un gioco il percorso di conoscenza dei concetti base della marittimità, per diffonderne la conoscenza nelle giovani generazioni, sin da piccoli per insegnare a vedere le navi che sono oltre l’orizzonte.

Questo consentirà loro di crescere con la consapevolezza delle opportunità che il mare e la sua economia possono offrire a un Paese a forte vocazione marittima come il nostro”. “Giunti Scuola da sempre in prima fila sul fronte dell’innovazione nell’editoria scolastica e della divulgazione – ha evidenziato l’amministratore delegato di Giunti Scuola Andrea Chiaramonti – conferma l’obiettivo di un impegno congiunto per accompagnare i bambini alla scoperta dei segreti del nostro mare grazie agli strumenti interattivi e giocosi offerti dalla campagna crossmediale: materiali da utilizzare in classe e un sito con approfondimenti, giochi e video.Le adesioni da oltre 100 province, incluse quelle lontane dalle coste, ci confermano che il tema della marittimità consente di spaziare tra tutte le discipline scolastiche e di coinvolgere i piccoli toccando ambiti di grande fascino, ovvero gli animali, gli ambienti, i mestieri, lo sport e molto altro”. Presente alla presentazione anche il coordinatore della Struttura di Missione per le Politiche del mare, ammiraglio Pierpaolo Ribuffo: “Questo progetto, nelle sue tre direttrici, racchiude perfettamente lo spirito del Piano del Mare: il mare come porta aperta verso il mondo, quindi scambio non solo commerciale ma anche culturale; un mondo di mestieri che meritano di essere tutelati e riscoperti.

E poi l’ambiente da proteggere e, per poterlo fare, da conoscere.Uno degli aspetti più felici di quest’intuizione è il fatto di portare il mare nell’entroterra.

Spesso la nostra consapevolezza marittima tende a sfumare man mano che ci allontaniamo dalla battigia e ci avviamo nell’entroterra.Lupa Marina è una iniziativa da sostenere convintamente, già dalla prossima edizione, perché rientra perfettamente nella visione di promozione della cultura marittima che ispira il Ministro per le politiche del mare”. A completare la giornata, coordinata dal direttore generale di Confitarma Luca Sisto, gli interventi dei rappresentanti delle aziende sostenitrici del progetto: Tiziano Minuti per Caronte&Tourist, Ilaria Armani per d’Amico Società di Navigazione e Rossella Carrara per Saipem. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cobat Tessile a Pitti Uomo 2024: dialogo e confronto con le aziende del settore

0

(Adnkronos) – A Pitti Uomo, una delle manifestazioni di riferimento del settore moda, il consorzio Cobat Tessile incontra le aziende del settore, che si stanno preparando all’entrata in vigore del regime di responsabilità estesa del produttore.In attesa che la normativa nazionale, in accordo con le Direttive Europee, regoli le attività del comparto, il consorzio è al fianco dei Produttori e Importatori che desiderano comprendere a pieno cosa comporteranno i nuovi obblighi e fare la propria parte per una filiera a ridotto impatto. “Il dialogo con le aziende, per conoscerne a pieno esigenze e criticità, è alla base del nostro lavoro di Consorzio per la responsabilità estesa del produttore – spiega Michele Zilla, General Manager di Cobat Tessile – Il nuovo obbligo normativo in via di pubblicazione che introduce un regime di gestione del rifiuto per quanti producono e/o immettono prodotti tessili sul mercato italiano si inserisce in un quadro più ampio che vede e vedrà le aziende del settore sempre più chiamate a rispondere in termini di sostenibilità e competitività”.   “Anche nell’ambito della manifattura sartoriale, uno dei fiori all’occhiello della produzione made in Italy, è di vitale importanza che le imprese siano dotate degli strumenti per interpretare correttamente lo scenario normativo che si sta configurando.

Oggi l’eleganza e la creatività non possono non essere legate a doppio filo con un’idea matura di sostenibilità”, dice Michele Zilla durante il convegno organizzato dalla rivista Arbiter presso la Fortezza da basso.  “Per un’impresa come la nostra, che produce tessuti dal 1945, protagonisti delle passerelle di grandi marchi della moda, l’innovazione è sempre stato un motore, pur poggiando sulle solide basi della tradizione.Abbiamo scelto di iscriverci a Cobat Tessile, per conoscere e gestire al meglio, dal punto di vista operativo e amministrativo, il nuovo scenario normativo in arrivo, oltre che per avere la possibilità di valutare a pieno il ruolo che avranno le imprese della filiera”, aggiunge Francesco Marini di Marini Industrie.  Oggi al consorzio aderiscono produttori che operano nel settore dei tessuti, dello sportswear, dell’alta moda e degli accessori.

Le parole d’ordine, come sempre, restano i principi dell’economia circolare applicati alla filiera specifica: allungare il ciclo di vita del bene, trasformandolo in nuova materia e/o energia, a partire da una raccolta selettiva, in grado di incrementare quantità e qualità dei materiali recuperati.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto elettriche, l’Ue impone dazi fino al 38,1% su quelle di fabbricazione cinese

0

(Adnkronos) – Contro le “sovvenzioni ingiuste” di cui godono i costruttori cinesi della filiera di veicoli elettrici a batteria e che stanno provocando danni economici ai produttori europi la Commissione Von der Leyen ha deciso di varare dazi ‘provvisori’.Lo comunica l’esecutivo europeo, che sta portando avanti una indagine in proposito esaminando “le probabili conseguenze e l’impatto delle misure su importatori, utenti e consumatori di BEV nell’Ue”. La Commissione – che ha confermato così le indiscrezioni riportate dal Financial Times – spiega di avere “contattato le autorità cinesi per discutere questi risultati ed esplorare possibili modi per risolvere le questioni individuate in modo compatibile” con l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Se “le discussioni con le autorità cinesi non portassero ad una soluzione efficace” – spiega la Commissione – sono stati definiti dazi compensativi sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina che “verrebbero introdotti a partire dal 4 luglio mediante una garanzia” e che “verrebbero riscossi solo se e quando verranno istituiti dazi definitivi”. In dettaglio i livelli di dazi che la Commissione applicherebbe ai tre produttori cinesi inclusi nel campione sarebbero del 17,4% per BYD: 17,4%; del 20% per Geely: 20%; e del 38,1% per SAIC.

Altri produttori di BEV in Cina, che hanno collaborato all’inchiesta ma non sono stati inclusi nel campione, sarebbero soggetti al dazio medio ponderato del 21% mentre tutti gli altri produttori di BEV in Cina che non hanno collaborato all’inchiesta sarebbero soggetti al dazio del 38,1%. Il 4 ottobre scorso la Commissione ha avviato formalmente un’indagine d’ufficio sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria per passeggeri originari della Cina.La Commissione spiega che Tesla, che non è un brand cinese ma produce veicoli elettrici in Cina, potrà ricevere un’aliquota del dazio calcolata individualmente nella fase definitiva.  “Saluto con soddisfazione – ha affermato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso nel suo intervento all’assemblea 2024 di Confcommercio – l’annuncio che la Commissione ha fatto oggi dei dazi sull’ingresso delle auto elettriche cinesi in Europa per tutelare la produzione europea nella consapevolezza che abbiamo anche noi la possibilità di riaffermare in Italia l’industria automobilistica italiana, uno dei settori trainanti dello sviluppo industriale del nostro Paese a cui non vogliamo assolutamente rinunciare”.    —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europei nuoto, Paltrinieri oro nella 10 km

0

(Adnkronos) –
Gregorio Paltrinieri vince la medaglia d’oro nella 10 maschile di fondo agli Europei di nuoto di Belgrado 2024.Nelle acque del fiume Sava, Paltrinieri si impone davanti al francese Marc-Antoine Olivier e all’ungherese David Betlehem.

Domenico Acerenza chiude quarto, quinto posto per Dario Veranin. In una giornata condizionata dalla pioggia, Paltrinieri detta il ritmo sin dall’inizio nel gruppo di testa che comprende anche Acerenza e Olivier.L’equilibrio regna fino a 1200 metri dal traguardo, con l’accelerazione di Olivier.

Paltrinieri tira fuori il coniglio dal cilindro: sceglie una traiettoria larghissima, fuori dal radar dei rivali, scava un gap incolmabile per i rivali e va a trionfare.Olivier vince la volata tra gli inseguitori, Acerenza e Veranin restano fuori dal podio.  Due medaglie per l’Italia nella 10 km femminile.

Barbara Pozzobon ha chiuso al secondo posto, ad un solo decimo dalla tedesca Leonie Beck che ha trionfato vincendo la medaglia d’oro.Terzo posto e bronzo per Giulia Gabbrielleschi.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente sulla Statale 145 Sorrentina: Quattro Veicoli Coinvolti, Traffico Bloccato

Un grave incidente sulla Statale 145 Sorrentina in direzione Sorrento ha coinvolto quattro veicoli, causando rallentamenti al traffico.

Grave Incidente sulla Statale 145 Sorrentina: Quattro Veicoli Coinvolti

Questa mattina, sulla Statale 145 Sorrentina, in direzione Sorrento, si è verificato un incidente di notevole gravità poco prima dell’imbocco della sopraelevata.Quattro veicoli sono rimasti coinvolti nello scontro, causando significativi rallentamenti al traffico.

Dinamica dell’Incidente
L’incidente è avvenuto intorno alle 8:30, in un tratto di strada già noto per la sua pericolosità.

Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, sembra che un veicolo abbia improvvisamente perso il controllo, probabilmente a causa dell’alta velocità o di una manovra azzardata, colpendo successivamente altri tre veicoli.

Immediato Intervento dei Soccorsi
Sul posto sono intervenute prontamente diverse unità di soccorso, tra cui ambulanze, vigili del fuoco e pattuglie della polizia stradale.Il personale sanitario ha prestato le prime cure ai feriti, che sono stati successivamente trasportati agli ospedali più vicini.

Le prime informazioni parlano di almeno due persone in gravi condizioni, mentre altre hanno riportato ferite di media entità.

Ripercussioni sul Traffico
L’incidente ha causato pesanti ripercussioni sul traffico in entrambe le direzioni della Statale 145 Sorrentina.Gli automobilisti in viaggio verso Sorrento e Castellammare di Stabia hanno subito ritardi significativi, con lunghe code che si sono formate rapidamente.

Le autorità hanno consigliato percorsi alternativi per evitare ulteriori congestioni.

Indagini in Corso
Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine per stabilire con esattezza le cause dell’incidente.Tra le ipotesi più probabili vi sono l’eccesso di velocità e la possibile distrazione del conducente del veicolo che ha innescato lo scontro.

Testimoni presenti sul luogo dell’incidente saranno ascoltati per fornire ulteriori dettagli utili alle indagini.

Reazioni della Comunità Locale
L’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra i residenti della zona, molti dei quali conoscono bene i rischi associati alla Statale 145.Diverse associazioni locali hanno nuovamente sollecitato le autorità a prendere provvedimenti per migliorare la sicurezza stradale in questo tratto, proponendo l’installazione di nuovi autovelox e l’implementazione di campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti.

Interventi di Manutenzione e Sicurezza
In risposta ai numerosi incidenti che si sono verificati negli ultimi anni, le autorità hanno già avviato alcuni interventi di manutenzione straordinaria sulla Statale 145 Sorrentina.

Tuttavia, eventi come quello di questa mattina evidenziano la necessità di ulteriori misure.Potrebbero essere presi in considerazione anche interventi strutturali, come l’allargamento della carreggiata e la realizzazione di nuove rotatorie per migliorare la fluidità del traffico.

Consigli per gli Automobilisti
Alla luce di quanto accaduto, è fondamentale che gli automobilisti prestino la massima attenzione durante la guida, in particolare su strade note per la loro pericolosità.

Si raccomanda di mantenere una velocità moderata, rispettare la distanza di sicurezza e evitare qualsiasi forma di distrazione, come l’uso del telefono cellulare.

Conclusione
L’incidente di questa mattina sulla Statale 145 Sorrentina rappresenta un grave monito sull’importanza della sicurezza stradale.Mentre le autorità continuano le indagini per chiarire le dinamiche dell’accaduto, è cruciale che tutti gli utenti della strada collaborino per ridurre i rischi e prevenire futuri incidenti.

La nostra redazione seguirà da vicino l’evolversi della situazione, fornendo aggiornamenti in tempo reale sulle condizioni dei feriti e sulle misure che saranno adottate per migliorare la sicurezza su questo tratto di strada.

Gender Gap, Minozzi (Iris Ceramica Group): “Cambiare cultura per superarlo”

0

(Adnkronos) – Ci vuole un impegno, un commitment, che sia duraturo, coerente e forte per cambiare i pregiudizi che stanno dietro al gender gap sul lavoro.E occorre la consapevolezza che la presenza femminile in azienda e nei ruoli apicali è una ricchezza.

Infine, ci vuole pazienza.Perché tutto parte dai retaggi culturali che ancora ci portiamo dietro, che non si trasformano da un giorno all’altro.

Ma qualcosa si sta muovendo. Di gender gap e discriminazioni abbiamo parlato con Federica Minozzi, ceo di Iris Ceramica Group, azienda italiana con base a Fiorano Modenese, leader nel settore delle ceramiche e dunque in un settore di ‘manifattura pesante’, storicamente appannaggio maschile. Con Minozzi abbiamo iniziato dal punto della situazione delle donne nel mondo del lavoro, in particolare nelle posizioni apicali e in settori tradizionalmente maschili come quello in cui opera la sua azienda. 
Lavorare su pregiudizi e retaggi storici
 “Sicuramente la situazione è destinata a migliorare – spiega Minozzi – però al momento la vedo ancora abbastanza complessa.La ricerca ‘Women Count 2022 – The Pipeline’ osserva che l’inserimento nel mondo del lavoro delle donne è maggiore dove c’è già una forte presenza femminile.

Nei mondi più pesanti da un punto di vista produttivo, di cui l’industria ceramica chiaramente fa parte, l’inserimento di nuove donne è al di sotto del 20%.E’ una situazione che in qualche modo soffre ancora di un sistema culturale di pregiudizi per certi aspetti abbastanza importanti, che si può cambiare solo lavorando profondamente sulla cultura e su questi bias”. Pregiudizi e bias legati a retaggi storici, continua la ceo di Iris Ceramica Group: “Nonostante mio padre fosse anche molto aperto a questo gender gap, fu il primo nell’industria ceramica a nominare una donna manager negli anni Settanta e questa signora, tra l’altro, ha avuto anche tre figli, si trattava però di eccezioni e soprattutto questa signora lavorava nella parte amministrativa”. “Secondo me – spiega – soprattutto in certi ruoli, tanto più all’interno delle fabbriche, è difficile trovare uno spazio per inserire delle donne a livello apicale.

Noi quindi le abbiamo inserite tanto a livello degli uffici marketing e comunicazione, però c’è una parte più industriale dove per una serie di vari motivi, anche perché si ritiene magari un lavoro duro fisicamente, le donne hanno ancora meno spazio”. Ma il sistema produttivo sta cambiando molto, si sta automatizzando in modo rapidissimo, come sottolinea la manager: “Per esempio due anni fa in America, nel cuore del conservatore Tennessee, ho dato la responsabilità di una fabbrica pesante a una donna, un’ingegnere chimico, e sta performando estremamente bene; quindi, io credo che ci sia spazio oggi, anche in quei sistemi produttivi nuovi che sono più legati al lavoro delle macchine e a delle competenze anche tecniche”. Precisa la ceo: “Non trovo più attuale neanche il concetto che ci sono poche donne laureate o con conoscenze tecniche importanti, è chiaro che oggi sono spesso anche persone più giovani; quindi, ci possono essere due pregiudizi che intervengono contemporaneamente: l’allergia alla donna e l’allergia alla gioventù”. 
‘Allergia alla donna e allergia alla gioventù’
 È un problema tipicamente italiano, evidenzia Minozzi: “All’estero e tanto più in America la gioventù è vista come un plus, purché uno sia capace chiaramente e abbia certe doti.In Italia spesso c’è questo preconcetto che le persone giovani sono inesperte; questo credo che sia anche legato proprio a un fattore culturale perché noi diamo poche opportunità ai giovani di fare carriera rapidamente e quindi è oggettivamente vero, poiché i giovani non hanno spesso un tipo di esperienza a livello di ruoli di leadership che consente di sentirsi sicuri nell’affrontare certe sfide”. Insomma si tratta di un circolo vizioso, che riguarda anche gli uomini ma con una differenza. “La Mckinsey pubblica ogni anno un report che si chiama ‘Women in the Workplace’ che ha evidenziato che, mentre le donne vengono inserite nelle aziende per ciò che hanno già realizzato nel passato, gli uomini vengono inseriti con una visione delle loro potenzialità future, e questo è curioso perché nella donna l’inesperienza viene vissuta più negativamente che in un uomo e anche questo credo che sia un fattore culturale, perché non c’è un motivo logico oggettivo, è proprio un bias cognitivo.

Secondo me anche su questi aspetti bisogna lavorare molto da un punto di vista culturale”. Competenza, gioventù, risultati e potenzialità.Questi potrebbero essere considerabili come punti di resistenza che le donne incontrano.

Ma nello specifico come donna e come professionista quali punti di esistenza ha dovuto affrontare Minozzi, essendo diventata molto giovane ceo di Iris ceramica Group Italia? Lo chiarisce lei stessa: “Questa resistenza, questi pregiudizi li ho vissuti molto sulla mia pelle quando sono entrata in azienda.Ai tempi con grande entusiasmo sono entrata direttamente in azienda dopo gli studi, quindi totalmente inesperta.

Tra l’altro in quel periodo, nel ’97, c’era ancora meno presenza femminile e tanto meno ad alto livello.Quindi io mi rendevo conto che le persone a lavoro, soprattutto i dirigenti, mi vedevano praticamente come la figlia del proprietario che in qualche modo ‘va sopportata’”. 
La possibilità per le donne di dimostrare il proprio valore
 E qui Minozzi tocca un punto importante: nonostante l’ulteriore pregiudizio dell’essere la figlia del proprietario e nonostante il padre Romano, fondatore nel 1961 dell’azienda, le abbia sempre chiesto molto più di quello che pretendeva dai manager uomini, lei ha avuto almeno “la possibilità di mostrare quello che valevo, mentre magari molte altre donne nel mio settore della ceramica a parità di condizioni, a parità di capacità possono non aver avuto questa opportunità di essere viste in modo oggettivo per i loro risultati”. “Questo, secondo me, è uno spreco perché diverse ricerche hanno dimostrato che le aziende con più presenza femminile nei ruoli di leadership hanno fino a un 50% di probabilità in più di performare con profitti al di sopra della media del proprio settore e questa probabilità aumenta in modo direttamente proporzionale alla quantità di presenza femminile nei ruoli direttivi”, sottolinea la manager. In sostanza, è una ricchezza per l’azienda avere donne in posizioni apicali: “I pregiudizi per assurdo contrastano completamente con le realtà date dai numeri oggettivi e anche questo è curioso, perché gli imprenditori dovrebbero guardare i numeri”, rimarca. 
Leadership maschile e femminile
 E i numeri si spiegano anche col differente approccio nel modo di esercitare il potere tra uomini e donne. “Le donne – afferma la manager – hanno più propensione a creare ambienti di lavoro condivisibili, più aperti al confronto, al dialogo onesto e alle opinioni altrui.

E hanno anche maggiore propensione a prendersi cura dell’altro, quindi a occuparsi magari delle persone che possono essere in difficoltà con il carico di lavoro.Le donne nei team tendono a svolgere anche il lavoro del collega pur senza prendersene i meriti se in difficoltà, e questo porta poi a raggiungere i risultati in tempi più rapidi e in modo più efficace”. “Credo da una mia riflessione personale che noi donne in qualche modo siamo geneticamente ancora predisposte per prenderci cura, per essere empatiche banalmente perché ancora geneticamente abbiamo l’istinto di allevare la prole e quindi abbiamo uno stile di leadership più empatico e meno autoritario.

Questo credo che in qualche modo favorisca il lavoro di squadra”, continua Minozzi sottolineando come nel mondo di oggi, “che ha un livello di complessità sempre crescente in modo anche rapido, il l lavoro di squadra sia quello che fa la differenza per raggiungere dei risultati, perché è una persona da sola può anche essere un genio, ma difficilmente ha tutte le competenze necessarie per affrontare le sfide” attuali. Nelle ‘vecchie generazioni’ la manager vede “ancora ancora un approccio mediamente più autoritario, quello che io chiamo un po’ il ‘maschioalfismo’”, ma “sicuramente la generazione Z è inclusiva e più etica a livello valoriale, quindi nei giovani vedo maggiore apertura anche da parte degli uomini verso il confronto, verso la diversity in generale, sia essa di genere, di colore o di provenienza”. 
Fondamentale il commitment dell’azienda
 Come si porta tutto ciò in azienda?Intanto per cambiare la cultura Iris Ceramica Group ha promosso oltre 4000 ore di formazione extra in azienda a livello annuale e ha creato un sistema più flessibile a livello sia di marketing sia di orari di lavoro.

Una necessità, quella di conciliare famiglia e lavoro, sentita soprattutto dalle donne, sulle cui spalle ricade ancora quasi la totalità della cura della famiglia e che non a caso è uno dei fattori che alimenta il gender gap. Allo stesso tempo l’azienda ha creato “un ambiente molto attento anche al rispetto delle donne, quindi il sistema di whistleblowing per la segnalazione di fenomeni di bullismo, di mancanza di rispetto, e una cultura dove si è spiegato agli uomini che anche la battuta che sembra simpatica o un complimento potrebbero non essere percepiti come tali, ma come un’invasione della propria intimità o della propria libertà di scelta, anche solo banalmente su come vestirsi, pettinarsi o truccarsi”. “Vale sempre la pena fare formazione e spiegare perché: tante volte ho notato che alcuni uomini non si rendono proprio conto, sono davvero in buona fede convinti che certe cose facciano piacere alle donne e quando si spiega che non è così, dopo un primo momento magari di incredulità, se sono aperti – chiaro che ci vuole una certa intelligenza anche empatica nei confronti dell’altro – capiscono”, afferma Minozzi. Ovviamente ci possono essere anche persone resistenti ma qui deve intervenire una decisione forte dell’azienda, che deve agire in base ai propri valori e stabilire “su che manager vuole puntare” e su quali no, e questi sono messaggi molto chiari, perché, conclude Minozzi, “il commitment dell’azienda è fondamentale per cambiare la cultura”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Groupama, si conclude 1a edizione di ‘Giochiamo d’anticipo’

0

(Adnkronos) – Sensibilizzare sui temi della tutela e della prevenzione come chiave per la costruzione di un progetto di vita, stimolando, al contempo, l’educazione alla responsabilità per una nuova generazione di cittadini attivi, capaci di progettare il proprio futuro e di partecipare pienamente alla vita della comunità: con questo obiettivo è nato ‘Giochiamo d’Anticipo’, uno stimolante percorso didattico per guidare studenti e studentesse in un’esplorazione della cultura assicurativa coinvolgente e correlata alle loro esperienze quotidiane, promosso da Groupama Assicurazioni, tra i principali player nel settore assicurativo in Italia.Il nome del percorso didattico evidenzia l’obiettivo che è quello di fornire strumenti idonei affinché si possa sensibilizzare attraverso la cultura e la conoscenza, una maggiore consapevolezza delle proprie azioni, agendo ‘in anticipo’ e così ‘prevenire i rischi’.

Il progetto, inaugurato nel novembre 2023 e rivolto a tutte le scuole secondarie di primo grado, si è concluso nei giorni scorsi con la premiazione delle scuole vincitrici del concorso finale.  Generare consapevolezza sui rischi e cultura assicurativa è una priorità così rilevante da essere stata inserita nei Global Goals dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo Sviluppo Sostenibile, tanto più che, guardando ai dati, il livello di educazione assicurativa in Italia rimane tra i più bassi al mondo.Ed è proprio in questo contesto che si inserisce l’iniziativa ‘Giochiamo d’Anticipo’, finalizzata a stimolare la diffusione di una corretta educazione alla prevenzione nel Paese, come chiave per la costruzione di un progetto di vita, in cui i servizi assicurativi giocano un ruolo determinante, soprattutto alla luce di uno scenario in rapida evoluzione. L’iniziativa ha previsto un concorso finale che, nella sua prima edizione, ha visto premiate: la 1°D della scuola Salvatore Quasimodo di Crispano; la 2°D dell’Istituto Mario Zippilli di Teramo e la 3° E della scuola ‘F.B.

Busoni’ di Empoli, che si sono contraddistinte per aver creato le migliori ‘storie a bivi’ dedicate alla prevenzione e alla gestione del rischio.Alle scuole vincitrici, Groupama ha corrisposto un premio pari a buono di 1.800 euro per la prima scuola classificata, 1.300 euro per la seconda e 800 euro per la terza, valido per l’acquisto di materiale scolastico.  “Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti dalla I edizione di questo nostro progetto dedicato alla cultura assicurativa, che abbiamo messo a disposizione di centinaia di scuole e studenti con l’obiettivo di sensibilizzarli ed educarli alla prevenzione, in maniera semplice e coinvolgente.

Ringraziamo le scuole, i docenti e i ragazzi che hanno preso parte all’iniziativa: imparare a comprendere e interpretare i contesti di vita è essenziale per il perseguimento dei propri progetti e per stimolare una reale cittadinanza attiva.Dopo un anno, trascorso al fianco degli studenti con l’obiettivo di avvicinarli a temi considerati spesso di difficile comprensione, premiamo finalmente le scuole vincitrici del concorso finale del progetto, per aver ideato ‘storie a bivi’ originali, pertinenti e autentiche”, ha dichiarato Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni.  “In un contesto complesso e incerto come quello in cui viviamo, il nostro ruolo di assicuratori ci impone di diventare promotori di un linguaggio assicurativo più semplice e universale, che, se condiviso già sui banchi di scuola, può diventare un alleato per effettuare scelte responsabili, nel presente ma anche nel futuro”, ha concluso Cordier. Nel dettaglio, ‘Giochiamo d’Anticipo’, il progetto didattico di cultura assicurativa promosso da Groupama Assicurazioni, ha proposto un percorso di sensibilizzazione e di educazione alla prevenzione alle generazioni più giovani ed è stato realizzato dalla Compagnia in collaborazione con La Fabbrica, un Gruppo Indipendente multinazionale, attivo da oltre 35 anni, leader nell’ideazione e nello sviluppo di percorsi di comunicazione educativa e formativa per i giovani e le famiglie.’Giochiamo d’Anticipo’ si inserisce nella cornice dell’insegnamento dell’educazione civica ed è, infatti, un’iniziativa dedicata a docenti e studenti delle scuole secondarie di primo grado e alle loro famiglie, con l’obiettivo di coinvolgere, informare e formare i giovani in un’età cruciale per le scelte consapevoli nella quotidianità e per il proprio futuro.  Per supportare i docenti in questo percorso, il progetto ha previsto la realizzazione di una Guida Didattica, in grado di circoscrivere concetti di base di educazione assicurativa e di educazione finanziaria e di inquadrare il percorso anche dal punto di vista dei riferimenti metodologici.

In parallelo, un Action Book – messo a disposizione degli studenti – ha proposto una lettura di 7 percorsi narrativi a bivi (sui temi relativi a: “mobilità”, “salute”, “risparmio”, “protezione”, “previdenza” e “lavoro”, attraverso attività di problem solving) collegati ad altrettante situazioni che potranno trovarsi a sperimentare nella loro quotidianità.Infine, per approfondire queste tematiche e “tradurle” in pratica, il progetto ha previsto anche due webinar formativi e un contest conclusivo. ‘Giochiamo d’Anticipo’ ha coinvolto 370 scuole e 500 classi, per un totale di oltre 30mila persone tra docenti, studenti e famiglie, in un solo anno scolastico.

La prima edizione si è conclusa nei giorni scorsi con una sfida premiante: un concorso educativo volto a stimolare il protagonismo degli studenti e incentivare la connessione del tema assicurativo con la loro quotidianità.Il concorso ha, infatti, chiesto a studentesse e studenti di progettare una storia interattiva secondo le dinamiche tipiche del libro game a bivi, ispirandosi agli ambiti di rischio che hanno esplorato.  Di tutti i progetti proposti, 3 hanno dimostrato di aver centrato in pieno le dinamiche del ‘gioco’, distinguendosi per originalità e coerenza con quanto appreso.

Tra i progetti proposti, una menzione speciale va all’elaborato delle classi 3° B e 3° G della scuola di I grado Enrico Fermi di Avezzano (AQ), che seppur fuori concorso perché non presenta le caratteristiche di una storia a bivi, è riuscito comunque a sensibilizzare sulla cultura assicurativa attraverso la metodologia innovativa del cooperative learning.Infatti, il progetto ha declinato i contenuti del kit educativo in modalità Clil (Content and Language Integrated Learning) favorendo sia l’acquisizione dei contenuti forniti sia l’apprendimento della lingua inglese.  Questi i progetti delle tre classi vincitrici: 1.’Il compleanno di Saverio’, a cura della classe 1°D della scuola secondaria di I° grado Salvatore Quasimodo di Crispano (NA): la classe ha creato una storia originale, che enfatizza l’importanza delle scelte e la ponderazione del rischio in un contesto gioioso e ordinario quale quello di una festa di compleanno.

I bivi sono i probabili imprevisti che potrebbero prospettarsi durante i festeggiamenti e fungono da strumento educativo per sensibilizzare sui possibili rischi della vita quotidiana: una storia che ha risposto con leggerezza, creatività e semplicità agli obiettivi del progetto di cultura assicurativa. 2.’L’avventura al campeggio di Leo’, a cura della scuola secondaria di I° grado F.B.Busoni – Vanghetti di Empoli (FI): l’elaborato, grazie ai diversi bivi ideati, dimostra che ogni scelta deve essere frutto di un’adeguata valutazione dei rischi; una consapevolezza che porta con sé insegnamenti e riflessioni educative sulla prevenzione. 3.’Ermenegildo’, a cura della scuola secondaria di I° grado Mario Zippilli di Teramo): il protagonista della storia è Ermenegildo, un ragazzo appassionato di video editing alle prese con i rischi posti dalla sicurezza informatica e dalle nuove professioni “digitali”.

La storia, che si conclude con 3 possibili scenari rispetto al bivio intrapreso, è una riflessione sui rischi e tentazioni poste dal mondo digitale, in grado di sensibilizzare anche sull’importanza di rafforzare una literacy dei nuovi media.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia viva, Marattin: “Mi candido al congresso”

0

(Adnkronos) – “Stavolta penso di mettermi in gioco direttamente.Spero che ci sia correttezza”.

Luigi Marattin, deputato di Italia viva, annuncia su ‘Il riformista’ che si candiderà al congresso di proposto da Matteo Renzi per l’autunno.Il partito si avvia ad una riflessione dopo il flop degli Stati Uniti d’Europa alle elezioni europee. “La rottura del Terzo Polo è stato un crimine politico, di cui il deludente risultato di domenica è solo una conseguenza.

Il gruppo unico Iv-Azione ce l’avevamo, e funzionava benissimo”, sottolinea Marattin.Ora “dobbiamo prendere atto della fine di un ciclo e ricostruire daccapo tutto, creando le condizioni politiche per un nuovo progetto.

Ma deve essere un progetto che parta dal basso, coinvolgendo energie nuove.E non dalle lotte intestine tra gruppi dirigenti”. “In Italia c’è uno spazio enorme per un’offerta politica autenticamente liberal-democratica e riformatrice per quei 10 milioni di italiani che non votano più.

Sta a noi costruirla”.Con Schlein o con Meloni? “Al momento, no grazie: nessuno dei due”.  “Riflettiamo politicamente, senza farci prendere dall’enfasi o da riflessi condizionati.

Matteo Renzi ha annunciato, come Presidente del partito, il congresso.E’ una cosa seria e giusta.

Perchè una comunità che vuole costruire il futuro, riflette e ragiona insieme.Sarà in quella sede che elaboreremo una risposta, una strategia e una prospettiva”.

Lo scrive il senatore Enrico Borghi, capogruppo al Senato di Italia Viva, in un lungo post sui social dedicato all’analisi delle elezioni europee. “Che esiste nella società (la banale somma dei voti tra noi e Azione di domenica avrebbe fatto superare alla lista l’Alleanza Verdi Sinistra che viene celebrata come il successo più epocale della sinistra mondiale dopo la presa del Palazzo d’Inverno…), e che chiede una proposta politica che sia all’altezza delle sfide, dei bisogni, e delle prospettive”. “Non è impossibile costruire una prospettiva riformista, anche da noi.E’ già capitato in passato che in Italia, di fronte alla prospettazione di ‘due vincitori’, la risposta politica fosse una elaborazione riformista.

Mutuando quella stagione, potremmo dire anche noi che ‘primum vivere, deinde philosohare’.Prima l’identità, la politica e solo dopo le alleanze, funzionali all’attuazione del progetto”, aggiunge Borghi.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Virtus Stabia annunciata la separazione con mister Di Maio

0

Virtus Stabia, si muovono i primi passi per programmare nei minimi dettagli la prossima stagione che vedrà la squadra stabiese militare nel campionato di Eccellenza dopo aver vinto brillantemente il campionato di Promozione sia pure attraverso i playoff nella finale vinta contro il Cimitile per 2-0.Di ieri sera la notizia della separazione tra la Virtus Stabia e mister Vincenzo Di Maio che negli ultimi due anni aveva vinto due campionati consecutivi con la squadra del patron Francesco Saverio Santoro.

Di Maio, classe ‘75, allenatore di esperienza della Serie D, prima di approdare alla Virtus Stabia è stato alla guida tecnica del Nuvla, Turris, Pro Cavese, Nola dopo aver mosso i primi passi nelle giovanili della Juve Stabia.

Il comunicato ufficiale della separazione tra la Virtus Stabia e mister Di Maio.

 

“La Virtus Junior Stabia Friends comunica la separazione con il tecnico Vincenzo Di Maio.
La società ringrazia il tecnico che ha condotto la squadra a due storiche promozioni in due anni, per la passione, la dedizione al lavoro, la serietà e la professionalità dimostrate durante il progetto.
Contestualmente, la Virtus Junior Stabia Friends augura al tecnico le migliori fortune per il prosieguo della carriera certa che sarà ricca di soddisfazioni”.

Nei prossimi giorni sarà annunciato ufficialmente il nuovo tecnico che guiderà la Virtus Stabia nel prossimo campionato di Eccellenza.Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione dovrebbe trattarsi di Maurizio Coppola, ex allenatore di Scafatese, Angri, Afragolese e Libertas Stabia.

G7, sequestrata la nave che ospitava i poliziotti: criticità igieniche e sanitarie

0

(Adnkronos) – La polizia di Brindisi ha eseguito questa mattina il decreto di sequestro probatorio della motonave Mykonos Magic, rinominata Goddess of the Night, emesso dalla procura di Brindisi.La nave, di proprietà della società Mykonos Magica Inc, avrebbe dovuto ospitare oltre duemila agenti e ufficiali di polizia giudiziaria impiegati nei servizi di ordine e sicurezza pubblica necessari per lo svolgimento del vertice internazionale G7.  Il Servizio Centrale Operativo della Polizia e i poliziotti della Squadra Mobile di Brindisi hanno avviato le indagini a seguito delle gravi criticità segnalate dal personale delle forze di Polizia, assegnato ai servizi di sicurezza e di ordine pubblico, già salito a bordo della motonave per prendere alloggio.

La tempestiva attività investigativa, condotta con la collaborazione delle varie articolazioni specialistiche della questura di Brindisi, ha documentato rilevanti criticità igieniche e sanitarie e gravi carenze alloggiative, tali da far ipotizzare il reato di frode nelle pubbliche forniture.  Gli elementi d’indagine finora raccolti dalla Polizia e la necessità di ulteriori approfondimenti investigativi anche di natura tecnica hanno reso necessaria l’adozione del decreto di sequestro della nave, che è stato eseguito in collaborazione, per gli aspetti di specifica competenza, con la Capitaneria di Porto e il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dell’Arma dei Carabinieri.Il personale delle forze di polizia che aveva trovato alloggio sulla ‘Mykonos Magic’, circa 2000 agenti, è stato già trasferito su un’altra nave e in altre strutture alloggiative. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scopri Ciliegia in Arte a Gragnano: Tradizione e Gusto nel Borgo Medievale

Scopri Ciliegia in Arte a Gragnano: un evento unico tra tradizione e gusto, dal 14 giugno 2024 alle ore 20:00.

Gragnano, Ciliegia in Arte: Viaggio tra Tradizione e Gusto nel Borgo Medievale

Gragnano, nota come la “Città della Pasta”, è pronta ad accogliere un evento straordinario: **Ciliegia in Arte**.Questa kermesse, che avrà inizio venerdì 14 giugno 2024 alle ore 20:00, promette di essere un viaggio sensoriale tra tradizione e gusto, celebrando una delle eccellenze del territorio: la ciliegia.

Storia e Tradizione di Gragnano
Situata ai piedi dei Monti Lattari, Gragnano vanta una storia millenaria che si intreccia con la tradizione culinaria e agricola.

Fondata dai Romani, la città è diventata famosa nel corso dei secoli per la produzione di pasta, grazie al microclima ideale e alla qualità delle acque sorgive.Tuttavia, non è solo la pasta a rendere Gragnano un luogo speciale: la ciliegia di Gragnano è un frutto pregiato, amato e ricercato per il suo gusto dolce e la sua consistenza croccante.

La Ciliegia di Gragnano: Un Eccellenza del Territorio
Le ciliegie di Gragnano sono conosciute per il loro sapore unico, derivante da un terreno ricco di minerali e da una coltivazione attenta e rispettosa dell’ambiente.

Questa prelibatezza è il risultato di secoli di esperienza agricola e di un clima particolarmente favorevole.Durante Ciliegia in Arte, i visitatori avranno l’opportunità di assaporare diverse varietà di ciliegie, ognuna con caratteristiche uniche, e scoprire i segreti della loro coltivazione.

Il Programma dell’Evento
La kermesse Ciliegia in Arte sarà inaugurata con una cerimonia ufficiale, seguita da una serie di eventi che celebrano la ciliegia e la cultura di Gragnano.

Tra gli appuntamenti più attesi:
Degustazioni Guidate Esperti del settore condurranno degustazioni di ciliegie e prodotti derivati, come marmellate, dolci e liquori.
Mostra Mercato Un mercato all’aperto dove produttori locali esporranno e venderanno le loro ciliegie e altre specialità gastronomiche.
Laboratori di Cucina: Chef rinomati terranno laboratori di cucina, insegnando come utilizzare le ciliegie in ricette tradizionali e innovative.
Spettacoli e Musica dal Vivo: Artisti locali e nazionali si esibiranno in una serie di spettacoli che animeranno le serate della kermesse.

Il Borgo Medievale di Gragnano
Passeggiando per le vie di Gragnano, si ha l’impressione di fare un salto indietro nel tempo.Il borgo medievale conserva ancora oggi il fascino di un tempo, con le sue stradine strette, le case in pietra e le antiche chiese.

Durante Ciliegia in Arte, il borgo sarà decorato a festa, creando un’atmosfera magica e suggestiva.I visitatori potranno ammirare la Chiesa di San Giovanni Battista, con i suoi affreschi secolari, e il Castello di Gragnano, che offre una vista panoramica mozzafiato sulla valle sottostante.

Cultura e Tradizione in Ogni Angolo
Ciliegia in Arte non è solo un evento gastronomico, ma anche un’occasione per riscoprire le tradizioni culturali di Gragnano.

Durante la kermesse, saranno organizzate visite guidate ai luoghi storici e culturali della città, come il Museo della Pasta, dove è possibile conoscere la storia della produzione della pasta, e il Museo Archeologico, che ospita reperti risalenti all’epoca romana.

Gastronomia e Innovazione
Uno degli aspetti più affascinanti di Ciliegia in Arte è la capacità di coniugare tradizione e innovazione.Oltre ai piatti tipici della tradizione gragnanese, gli chef partecipanti proporranno creazioni culinarie innovative, utilizzando la ciliegia in modi sorprendenti.

Tra le specialità da non perdere:
Ravioli alle Ciliegie: Un piatto che unisce la tradizione della pasta fatta in casa con la dolcezza delle ciliegie fresche.
Ciliegie al Cioccolato Fondente: Un dessert raffinato che esalta il contrasto tra la dolcezza della ciliegia e l’amarezza del cioccolato.
Cocktail alla Ciliegia: Bevande rinfrescanti e originali, perfette per l’estate, che esaltano il sapore della ciliegia in combinazioni inedite.

Conclusioni
La kermesse Ciliegia in Arte rappresenta un’occasione unica per immergersi nella cultura e nelle tradizioni di Gragnano, degustando eccellenze gastronomiche in un’atmosfera festosa e accogliente.Questo evento non solo celebra la ciliegia, ma valorizza anche il patrimonio storico e culturale del borgo medievale, offrendo ai visitatori un’esperienza indimenticabile.

Non perdete l’appuntamento con Ciliegia in Arte: un viaggio tra tradizione e gusto che vi farà scoprire il meglio di Gragnano e delle sue eccellenze.Vi aspettiamo venerdì 14 giugno 2024 alle ore 20:00 per l’inaugurazione di un evento che promette di sorprendere e deliziare tutti i sensi.

Al Bano in fin di vita? Il cantante: “Sto alla grande, ancora fake news vergognose”

0

(Adnkronos) –
“Hanno messo in giro la notizia che stavo per morire e io non ne sapevo nulla, l’ho scoperto perché mi ha chiamato Sophia Loren preoccupata.Voglio rassicurare tutti i miei fan che, grazie a Dio, sto bene, continuo a cantare e va tutto alla grande”.

Così Al Bano Carrisi contattato dall’Adnkronos smentisce categoricamente le notizie circolate su un suo presunto malore che lo avrebbe ridotto in fin di vita. “I deficienti che mettono in giro queste fake news si dovrebbero vergognare, ma mi chiedo, prendono dei soldi?”, si interroga Al Bano irritato.  Il cantante ha dovuto smentire le voci circolate su un suo presunto malore e annesso ricovero anche con un video pubblicato sul suo profilo Instagram dove afferma di essere ”ancora una volta prigioniero di una fake news – spiega il cantante dalla sua casa a Cellino San Marco – grazie a Dio sto bene, lo posso dimostrare come vedete qui.Grazie a Dio il lavoro è tanto e lo devo assolvere alla grande perché mi piace.

Queste notizie fanno veramente schifo – conclude Al Bano – e si commentano da sole”. (di Alisa Toaff)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scoperta l”autostrada’ degli insetti: 17 milioni di mosche, vespe, farfalle e libellule attraverso i Pirenei

0

(Adnkronos) –
Circa 17 milioni di insetti volano ogni anno attraverso i Pirenei, percorrendo il Puerto de Bujaruelo, un valico largo 30 metri situato al confine tra Francia e Spagna.Ad osservare e studiare negli ultimi 4 anni il fenomeno chiaramente osservabile – e che si presenta come un enorme sciame scuro accompagnato da un ronzio basso e profondo – è stato un team di scienziati dell’università britannica di Exeter.  Utilizzando videocamere e retini per farfalle, i ricercatori hanno registrato mosche, vespe, farfalle e libellule che si riversavano ogni autunno attraverso il passaggio per spostarsi dalle zone settentrionali, incluso il Regno Unito, verso località dell’Europa meridionale e del Nord Africa dove gli inverni sono più miti. “Vedere così tanti insetti muoversi intenzionalmente nella stessa direzione allo stesso tempo è davvero una delle grandi meraviglie della natura”, ha affermato il dottor Karl Wooton, del Centro per l’ecologia e la conservazione di Exeter, che ha guidato la ricerca. Il lavoro trae origine dalla scoperta, avvenuta nel 1950, degli ornitologi britannici Elizabeth e David Lack, che si sono imbattuti nello spettacolo della migrazione attraverso il passo, situato a 2.273 metri. “Furono testimoni – ricorda Will Hawkes, del centro per l’ecologia e la conservazione dell’Università di Exeter citato dal Guardian – del passaggio di un gran numero di sirfidi che migravano attraverso le montagne.

Ci siamo recati sullo stesso passo per verificare se questa migrazione avvenisse ancora e per registrarne il numero e le specie coinvolte”. “Non solo un gran numero di sirfidi stavano ancora migrando attraverso il passo ma anche altri insetti, dalle mosche alle libellule: in alcuni giorni il numero superava i 3mila per metro, al minuto”.  Il numero di insetti è tuttavia diminuito in modo allarmante in tutto il mondo e si ipotizza che il numero di quelli che attraversano il passo sia diminuita da quando i Lacks hanno osservato il fenomeno per la prima volta, anche se le cifre non sono state registrate in modo preciso 70 anni fa.Il team di Exeter spera che le sue scoperte possano stimolare la determinazione a proteggere i loro habitat.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brausi (Cic): “Ogni anno 35mila le cause contro i medici italiani”

0

(Adnkronos) – “Ogni anno sono 35mila le cause intentate contro i chirurghi, procedimenti che nel 96% dei casi finiscono in un nulla di fatto.Per questo motivo si fa sempre più ricorso alla medicina difensiva i cui costi per il Ssn sono elevatissimi, variano dai 12 ai 13 miliardi di euro l’anno, una cifra monstre per esami non appropriati o per mancati interventi in sala operatoria su pazienti ritenuti troppo a rischio”.

Così all’Adnkronos Salute Maurizio Brausi, presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi, in occasione del convegno ‘La colpa medica, le linee guida e il ruolo delle società scientifiche’’ promosso oggi a Roma dal Cic con il patrocinio dell’Università degli Studi Roma Tor Vergata. A ricorrere alla medicina difensiva “per paura”, secondo Brausi è “l’80% dei chirurghi italiani, con un impatto esagerato sulle casse del Sistema sanitario nazionale.Non solo, ma la medicina difensiva allontana i medici dalla loro professione, in particolare nei Pronto soccorso e nella chirurgia generale.

Le specialità prese di mira dai contenziosi – sottolinea Brausi – sono l’ortopedia ( con un 30% di denunce), a seguire la chirurgia generale (con il 15%) e la ginecologia- ostetricia”.  Quindi per evitare contenziosi, “il chirurgo deve attenersi assolutamente alle linee guida nazionali e internazionali – conclude l’esperto – avere un rapporto con il paziente basato su dialogo e fiducia, spiegare esattamente le procedure che vengono eseguite, informarlo sulle possibili complicazioni e sul follow up che il paziente deve eseguire.Inoltre, è molto importante il rapporto medico-familiari”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)