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Casini: “Basta regolamenti di conti sulle banche”

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In un’intervista Pier Ferdinando Casini parla delle crisi bancarie, da Montepaschi agli istituti veneti. Il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta annuncia che convocherà il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e il capo della Consob, Giuseppe Vegas, ma avverte che “per il futuro bisogna cambiare e mettere fine ai regolamenti di conti. Anche perché non possiamo diventare terreno di conquista della finanza internazionale”. Per Franco Bruni è arrivato il momento di “riscrivere le regole della stabilità”.

Intanto nel Pd continuano le trattative tra Renzi e le minoranze. Oggi è prevista la Direzione del partito e il segretario punta a trovare l’intesa su un documento condiviso. Ma i problemi sono tanti, a partire dai rapporti con Mdp. Il centrosinistra non sa più parlarsi” commenta Federico Geremicca. “Bersani e D’Alema puntano a ottenere la testa di Renzi e lui lavora per l’obiettivo inseguito sin da quando Bersani e D’Alema erano ancora nel Pd e cioè ridurli all’irrilevanza politica”.

Casini: “Fare luce sarà spiacevole. In futuro servono nuove regole”

Parla il presidente della Commissione d’inchiesta sulle crisi bancarie: «Ascolteremo Visco e Vegas alla fine. Le tensioni? Sono inevitabili»

ROMA – Presidente Pier Ferdinando Casini, quando prevede che l’indagine parlamentare sul crac delle banche entrerà nel vivo?

«Nel vivo ci siamo già. La Commissione d’inchiesta non ha perso tempo e segue una linea chiara: approfondire le crisi bancarie partendo dalle più recenti e procedendo a ritroso. Abbiamo indagato sui due istituti veneti, domani inizieremo con Montepaschi di Siena, cioè il caso più rilevante sul piano sistemico. Seguiamo un metodo istituzionale».

In che consiste?  

«Nel sentire anzitutto i magistrati, nel dare voce alle associazioni dei risparmiatori, nell’ascoltare gli istituti di vigilanza e gli attuali liquidatori».

Verrà anche il turno di Ignazio Visco?  

«Mi sembra difficile che questa Commissione possa concludere i lavori senza nemmeno aver sentito il governatore di Bankitalia e il presidente della Consob. Ascolteremo entrambi, ma verso la fine».

Perché non all’inizio? 

«Prima occorre che tutti gli aspetti da chiarire siano già sul tavolo, adesso sarebbe prematuro».

Ieri il segretario Pd, Matteo Renzi, nella sua lettera a La Stampa, scriveva: «Da questa vicenda tutti dobbiamo imparare qualcosa, non per regolare conti del passato ma per aiutare l’economia italiana del futuro». Sottoscrive? 

«E’ un proposito assolutamente condiviso non solo da me, ma in generale da tutte le forze politiche. Il nostro sistema bancario non può permettersi di diventare terreno di conquista da parte della finanza internazionale, e chi vuole intendere non ha bisogno che io aggiunga altro».

Scusi, però: non era lei tra quanti temevano che la Commissione avrebbe potuto recare più danni che benefici?  

«Ho avuto dei dubbi che risultano agli atti. Non a caso sto lavorando, nella carica da me non richiesta né cercata di presidente della Commissione, per evitare che l’accertamento dei fatti diventi terreno di scontro da campagna elettorale, con tutta la strumentalità del caso, e si concentri piuttosto sull’oggetto costitutivo fissato dalla legge: capire cosa non ha funzionato nella gestione degli istituti bancari coinvolti, se l’attività di vigilanza è stata idonea e tempestiva, fornire indicazioni per prevenire altri casi. Voglio dare atto della serietà con cui condividono questo percorso il gruppo parlamentare di Forza Italia, a partire da Renato Brunetta, e quello del Pd, incominciando da Mauro Marino. C’è l’idea comune che la Commissione non sia la sede di un regolamento di conti, ma serva soprattutto a dare indicazioni anche severe per il futuro. Se riusciremo nel nostro intento, questo lavoro sarà stato utile»

Altrimenti?  

«In caso contrario parleremo di occasione persa. Ma ho fiducia».

Se è così fiducioso, come spiega le richieste di ascoltare davanti alla Commissione i «gemelli del crac» nel Veneto, Consoli e Zonin? Equivarrebbe a spargere nuove nuvole tossiche…  

«Infatti non sono stati convocati. Chi ha responsabilità gravissime, penali e personali, di cui rispondere è giusto che si difenda nelle aule di tribunale, non utilizzando la cassa di risonanza del Parlamento. Che oltretutto non li potrebbe nemmeno ascoltare come testimoni, in quanto imputati davanti alla giustizia ordinaria».

Pratica già archiviata?  

«Archiviata no. Deciderà l’ufficio di presidenza, comunque la mia opinione non è affatto un segreto».

Abbiamo appena assistito a uno scontro mai visto prima tra Banca d’Italia e Consob, con duri scambi di colpi. È giusto risciacquare in pubblico i panni delle istituzioni di vigilanza?  

«Invito a confrontare i nostri toni con quelli di commissioni analoghe di altri Paesi, incominciando dagli Stati Uniti. È difficile evitare le tensioni. E comunque, le divergenze tra Banca d’Italia e Consob non ce le siamo inventate noi commissari. Sono purtroppo una realtà. Migliaia di italiani hanno visto sfumare i loro risparmi non sempre per effetto delle normali dinamiche di mercato: molti collocamenti sono avvenuti senza che gli investitori conoscessero le condizioni di dissesto in cui versavano certe banche, oppure con modalità pregiudizievoli per le persone più sprovvedute e con la pratica diffusa delle cosiddette “baciate”».

Dove termina, secondo lei, l’accertamento della verità e comincia invece l’autolesionismo?  

«È ovvio che fare luce comporta chiarimenti spiacevoli, ma non possiamo nemmeno recitare la parte di Alice nel paese delle meraviglie. Scaricarne la colpa sulla Commissione d’inchiesta sarebbe troppo facile e comodo per tutti».

vivicentro.it/politica
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lastampa/Casini: “Fare luce sarà spiacevole. In futuro servono nuove regole” UGO MAGRI

Italia, Sconcerti: “Sorprende l’assenza di Insigne”

Italia, Sconcerti: “Sorprende l’assenza di Insigne”

Nel suo editoriale per il Corriere della Sera, Mario Sconcerti si è soffermato sulla situazione della nazionale italiana e soprattutto sull’assenza del suo astro più lucente: “Siamo terrorizzati. Inutile parlare di formazioni anche se in pratica debuttano Jorginho e Gabbiadini e restano i tre difensori centrali. Il tratto più evidente è l’ingresso di Florenzi accoppiato a Parolo, due giocatori verticali chiamati a legare il campo, costringere alla corsa i due centrocampisti svedesi che sono arrivati sempre prima di noi. Sorprende l’assenza di Insigne, ma nel momento del bisogno Ventura è tornato a tutte le idee di quando cominciò. In questa squadra non ci sono ali pure, fantasisti di fascia. Nemmeno il più bravo può trovare posto. È un errore, ma non è il momento di discuterlo. Davanti a questa sofferenza vasta che sta prendendo l’intero paese, è inutile parlare di calcio. Si va a San Siro e si urla Italia. I Mondiali sono stati nel dopoguerra il nostro modo di alzare la testa, di partecipare alla corsa popolare del mondo. Non averli più ci imbruttirebbe come una bocca piena di unto, ci renderebbe volgari. Non fosse che solo per oggi, questo è il tempo di essere ottimisti”.

Dramma al frantoio: bambino di cinque anni cade in un pozzo e muore

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Un bambino di 5 anni è morto dopo essere caduto in un pozzo contenente acque di scarico e residui della lavorazione di un frantoio industriale a Corinaldo. La tragedia si è consumata ieri, intorno alle 18:30. Il bimbo, di nazionalità rumena e residente a Ostra Vetere, era con il padre e la zia.

Stava giocando lì vicino quando è caduto nella vasca di raccolta. Una caduta di 5 metri fatale. Il piccolo è riuscito a chiedere aiuto, ma quando è stato raggiunto dai vigili del fuoco era in arresto cardiaco. È arrivato all’ospedale di Senigallia già privo di vita. I carabinieri indagano sull’episodio.

Napoli, 10 partite al mercato: tieni duro!

Napoli, 10 partite al mercato: tieni duro!

Tuttosport oggi ha dedicato una sezione agli azzurri di Sarri, scrivendo così: “Il Napoli ha subito due mazzate grosse con gli infortuni di Milik e Ghoulam e ora dovrà fare di necessità-virtù, almeno fino a quando riaprirà il mercato. Da sabato al 6 gennaio trascorreranno 59 giorni e 10 partite, decisive per il prosieguo dell’avventura in Champions, significative per l’esito finale del campionato. Dal Milan al Verona, il proposito del Napoli è “tenere duro”, difendere il primo posto in classifica e, comunque, restare aggrappati alla parte alta della graduatoria. Poi arriverà la primavera e con essa il rientro Milik e quello di Ghoulam, oltre ai nuovi innesti, Inglese e almeno un esterno, magari due, per le corsie della difesa. A quel punto, con l’organico nuovamente nella piena disponibilità di Sarri, si potrà schiacciare il piede sull’acceleratore per la lunga volata fino a metà maggio”.

Italia, nuova esclusione per Insigne

Italia, nuova esclusione per Insigne

La Gazzetta dello Sport commenta così la nuova probabile esclusione di Lorenzo Insigne, sicuramente uno dei talenti italiani più in forma, questa sera: “Oggi Insigne è il giocatore italiano di maggior talento e cifra tecnica, su questo siamo più o meno tutti d’accordo. La sua incompatibilità col 3-5-2 è netta, con quel sistema Lorenzo non ha nulla a che fare. Non ne vuole sapere di accentrarsi, significativo è stato il suo labiale colto dalle telecamere venerdì, a esprimere sconcerto perché il c.t. gli aveva appena ordinato di piazzarsi in mezzo, dove lui si sente estraneo. La cosa più logica sarebbe la costruzione di un assetto adatto a Insigne. Ventura dovrebbe convertirsi al 4-3-3 per permettere al ragazzo napoletano di esprimersi al meglio. In questi giorni quasi tutta l’Italia ha chiesto al c.t. di passare al 4-3-3 per non disperdere la classe di Lorenzo, ma Ventura, che ama il 4-2-4, non ha fatto una piega, perché l’allenatore genovese è allergico al 4-3-3 quanto Insigne al 3-5-2. Il 4-3-3 non gli piace, non lo ha mai praticato tanto, non è nelle sue corde di tecnico. Così Ventura e Insigne sono diventati due vasi non comunicanti. Stasera il giocatore del Napoli verrà utilizzato in caso di emergenza. Nel momento in cui le cose si mettessero male, Ventura – più per disperazione che per reale convinzione – gli ordinerebbe di entrare in campo, nella speranza di un colpo, di una magia illumina-Italia. Ruolo avvilente, da foglia di fico. Ragion per cui, nell’ipotesi di qualificazione al Mondiale, sarà meglio intendersi per tempo: che lo porterebbe a fare in Russia, se non lo mettesse nelle condizioni di volersi bene?”

La pioggia non ferma i fedeli: 100mila a Pompei per baciare la Regina del Rosario

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La pioggia non ferma i fedeli: 100mila a Pompei per baciare la Regina del Rosario

POMPEI – Nessun temporale può fermare la fede dell’esercito dei centomila pellegrini della «regina» del Rosario. In fila sotto la pioggia dall’alba per baciare la «Sacra Icona». Il 13 novembre, come da tradizione, il Quadro della Vergine del Rosario, custodito in Basilica, è stato fatto scendere dal Trono e posto davanti all’altare per la venerazione diretta dei fedeli.

La Discesa del Quadro, appuntamento che si rinnova ormai da 142 anni, ricorda l’arrivo della Tela sacra, da Napoli a Pompei, il 13 novembre del 1875. La giornata è iniziata alle 6, con il «Buongiorno a Maria», e proseguirà fino a notte fonda per consentire anche all’ultimo fedele di baciare la Madonna. Ogni pellegrino può accedere alla devozione personale dell’Immagine, dopo aver affrontato il percorso predisposto, accompagnato dal canto e dalla preghiera, animati da sacerdoti, religiosi, religiose e laici. Baciare la «regina» del Rosario ravviva la fiamma della speranza nei cuori dei fedeli per una guarigione «miracolosa».

Con la discesa del Quadro i fedeli hanno la possibilità di fissare il loro sguardo nello sguardo di Maria e di vedere in Lei l’amore profondissimo che la Madre ha per noi suoi figli. Affidano ai suoi occhi di mamma i loro progetti, le loro paure, i loro limiti, i loro sogni e tutta la loro vita. Il 13 novembre è considerata la vera data di nascita della nuova Pompei, questa ricorrenza ricorda l’arrivo, nel 1875, del quadro della «regina» del Rosario nella città mariana, portato da Napoli a Pompei per volere del fondatore Bartolo Longo che l’aveva ricevuta da Suor Maria Concetta De Litala, del convento del Rosario a Porta Medina. Con l’arrivo della Tela Sacra, cominciò anche la storia sacra della città, «centro internazionale di spiritualità del Rosario e cuore mariano della Campania», come la definì Papa Giovanni Paolo II.

Per realizzare la cornice di rose della Sacra Icona sono state impiegate 1860 rose inglesi, prodotti dell’eccellenza floricola campana dell’azienda leader del settore «Testa». La composizione, offerta dal «Comitato per la pace», è stata realizzata dal «flower designer» Sebastiano Di Paolo.

/il Mattino

Thern: “Insigne in panchina, la nostra fortuna: è un talento”

Le sue parole

Jonas Thern ha parlato a Il Mattino:

Il risultato incoraggia voi scandinavi ma lascia una porta aperta all’Italia: vedremo una Svezia arroccata in difesa per difendere il golletto di vantaggio?

«Puoi preparare le partita in qualsiasi maniera poi basta un episodio per andremo in campo per fare la partita a tutti i costi».

I calciatori di Ventura si sono lamentati molto del gioco duro svedese.

«Non ho visto cattiveria. Decisione si, fisicita’ tanta, del resto se sei grande e grosso i contatti sono quasi inevitabili. Si puo’ obiettare all’infinito sull’intensita’ dei contrasti, l’importante e’ non essere cattivi e a giudicare dalla stretta di mano che si sono dati i ventidue in campo, ritengo che questa sia pure l’idea dei protagonisti».

In Italia si discute di Insigne, nel senso che il suo mancato impiego viene ritenuto decisivo ai fini della prestazione.

«Conosco il valore di questo ragazzo, non a caso gioca nel Napoli che seguo tantissimo per ovvi motivi. Il suo talento e’ fuori discussione ma sono l’ultima persona che puo’ esprimersi sulla questione: Ventura avra’ avuto le sue ragioni per non farlo scendere in campo. Per noi e’ stato un vantaggio non averlo di fronte, inutile nasconderlo. Anche se non ci illudiamo, al ritorno sara’ diverso».

Cioè dovrebbe giocare?

«Sicuro. Certe scelte vengono fatte nell’ottica complessiva delle due gare. Probabilmente Ventura, ritenendo piu’ decisiva la seconda gara, ha voluto risparmiare Insigne e qualcun altro per poi inserirli titolari stasera».

E il Napoli?

«Mi pare che proceda benissimo. Speriamo che sia l’anno buono, le sensazioni sono piu’ positive rispetto all’anno scorso. La Roma (altra ex squadra di Thern) sta risalendo bene, e’ una via di mezzo tra Spalletti e Di Francesco, l’Inter non mollera’ facilmente, il vostro campionato rischia di diventare spettacolare fino all’ultima giornata. Metto Juventus e Napoli un gradino sopra le altre ma tifo Sarri perche’ nessuno gioca come gli azzurri».

Italia, Ventura riflette: qualificazione o dimissioni?

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Italia, Ventura riflette: qualificazione o dimissioni?

Una clamorosa indiscrezione è stata mandata stamattina da Sky Sport 24, dove l’inviato Nosotti ha parlato del futuro del ct Ventura: “A cosa si riferisce Ventura quando dice ‘ Qualche riflessione andrà fatta’? E se una volta qualificato pensasse ad un addio in grande stile tipo: ‘Basta missione compiuta, adesso fatelo voi il ct’! Suggestione, anche se ci sarebbe un Mondiale tanto sognato da lasciare alle spalle”. 

Corbo: “Tutti vogliono Insigne titolare, ma il terzetto juventino lo manda in panchina!”

Corbo: “Tutti vogliono Insigne titolare, ma il terzetto juventino lo manda in panchina!”

Antonio Corbo per La Repubblica: “MISURA 1,63. Due centimetri meno di Silvio Berlusconi, 5 più di Renato Rascel. L’Italia del calcio salta sulle spalle del giocatore più basso della serie A. Tutti lo vogliono in campo per scongiurare un flop temuto da sessant’anni, l’esclusione dai Mondiali di una Nazionale che li ha vinti 4 volte. Era fuori nel ‘58: triste per noi Goteborg, città svedese tra mare e boschi di betulle. Debuttò Pelé, ma nello stesso stadio Ullevi si arrese al tempo Dino Zoff, era il 1983. Da allora l’Italia si è risollevata: altri due titoli, dopo i due del ‘34 e ‘38, epoca fascista.

In una vigilia affollata di incubi, l’emergenza e la fantasia lo immaginano come l’ultimo Rambo: un gigante di 1,63. Coraggio Lorenzo, stanotte non avrà dormito e si sente al centro di questa Babele fasciata d’azzurro. Lo spingono tutti, ma l’ultimo ostacolo deriva da quel gruppetto di disperati, aggrappati uno all’altro sul ciglio del burrone. Un allenatore astratto come un fantasma che parla e ragiona con la serena indifferenza di chi è già fuori, e quei difensori juventini che montano l’ultima trincea: la linea a 3. Barzagli a destra, Chiellini a sinistra, al centro con la mascherina sul naso rotto tanto per creare l’atmosfera Leonardo Bonucci, lui che spesso corre vicino alla panchina per dare suggerimenti all’allenatore, scena anche questa di un mondo sottosopra.

La segreta trama juventina parte dalla difesa e va avanti fino ad escludere Insigne. Nulla di personale, ma se gli juventini difendono l’integrità del terzetto e quindi i loro posti, fatalmente escludono Insigne. Perché una difesa a 3 non è compatibile con un attacco a tre: con una serie di correttivi, di se e di ma, il 3-4-3 lo prova Gasperini nell’Atalanta ma è massacrante la doppia fase per gli esterni delle due linee, centrale a 4 e avanti a 3. Il destino di Insigne è legato al potere degli juventini sulle scelte di Ventura, che ieri si nascondeva ancora dietro il più fanciullesco ritornello. Non importa chi gioca, ma come si gioca. Appunto, con Ventura si gioca sempre peggio. Bisognava sostituirlo la sera del 2 settembre a Madrid, quando andò a sbattere contro la Spagna (3-0) con il temerario 4-2-4 nel consenso generale. Anche Jorginho è un azzardo: chiamato d’urgenza a giocare solo la partita che può essere l’ultima per tutti.

Chi lo spinge, chi lo rimanda dietro: al centro c’è questo ragazzo dal faccino smunto e gli occhi color carbone che, comunque vada, domani sarà forse di nuovo in prima pagina. Per fortuna c’era lui, purtroppo lui non c’era: Ventura cos’ha nel suo testone, gioca o non gioca Insigne, è lui il “22 salva tutti”? Ormai è l’ultima speranza di una Federcalcio in pezzi. È quella che rinasce nel 2014 dal secondo Mondiale fallito, era stato già una sfacelo per l’Italia e per l’Argentina dell’infelice Ct Maradona il precedente (2010) in Sudafrica. È passato oltre un decennio dai trionfi del 2006, ma non la voglia di tifare per l’Italia, proviamoci. Lorenzo, tieniti pronto”.

Auriemma: “Le parole di Vrsaljko sono di circostanza: accetterebbe Napoli”

Auriemma: “Le parole di Vrsaljko sono di circostanza: accetterebbe Napoli”

Raffaele Auriemma su Tuttosport scrive in merito al futuro di Sime Vrsaljko: “Con l’Atletico Madrid è stato utilizzato per soli 363’, in 4 gare di Liga, una di Champions ed una di Copa del Rey. “Chi vi ha detto che ho problemi con l’Atletico? Vi assicuro che non ne ho e non voglio commentare le voci riguardanti un mio addio”, ha detto Vrsaljko a di Sportska Novosti. Frasi di circostanza, per non ammettere che accetterebbe di buon grado il trasferimento alla squadra prima nella classifica della serie A”.

Droga dall’Albania: 26 arresti in Campania e sequestri per mezzo milione di euro

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Droga dall’Albania: 26 arresti in Campania e sequestri per mezzo milione di euro

Sono stati disposti 26 arresti e sequestrati beni per oltre mezzo milione di euro nell’ambito dell’operazione «Smoke Snake», coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e messa a segno dalla guardia di finanza di Caserta.

Oltre cento militari del comando provinciale stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 26 persone, accusate di aver costituito e partecipato ad un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata all’importazione di droga dall’Albania e alla successiva distribuzione nelle piazze di spaccio della provincia napoletana e casertana. L’indagine, sviluppata dal mese di maggio 2016, ha già portato all’arresto di nove persone e al sequestro di 38 chilogrammi di marijuana e di 7,4 chilogrammi di eroina «cobret».

I risultati dell’operazione saranno illustrati in un incontro con i giornalisti previsto stamattina alle 10.30 nella sede del comando provinciale della guardia di finanza di Caserta.

/il Mattino

Napoli – Chiesa, un nuovo club all’assalto: ADL rischia la beffa!

Napoli – Chiesa, un nuovo club all’assalto: ADL rischia la beffa!

Che il Napoli sia interessato a Chiesa questa non è una novità e il patron partenopeo non l’ha mai voluto nascondere, ma dalle pagine della Gazzetta si possono evincere importanti novità: “Il nuovo accordo con Federico Chiesa potrebbe essere annunciato da Federico Della Valle. Il nuovo contratto, però, non blinda in maniera totale uno dei talenti più interessanti del nostro calcio. Il presidente De Laurentiis ha più volte parlato di Chiesa come concreto obiettivo di mercato. Il Napoli è uscito allo scoperto, così come lo Zenit che in estate ha formalizzato un’offerta da capogiro. In realtà il vero assalto, quello che potrebbe far vacillare la Fiorentina e il calciatore, arriverà in primavera da un altro club. Spalletti e l’Inter considerano Federico una pedina chiave per il progetto di crescita neroazzurro. L’Inter presenterà un’offerta vicina ai 50 milioni più un contratto di cinque anni a cifre più alte rispetto a quelle proposte dalla Fiorentina. I neroazzurri sperano di poter magari ridurre la parte in denaro con una contropartita tecnica ma Ausilio è anche pronto a presentarsi da Corvino con tutti contanti”. 

Pimonte, incendio doloso: in fiamme l’auto di una ragazza del luogo

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Pimonte – Nel cuore della notte di sabato scorso è stata incendiata una Lancia Y appartenente ad una ragazza della zona. L’incendio è avvenuto in via Puntone intorno all’una. Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco di Castellammare di Stabia, allertati dalla proprietaria dell’autovettura. Dopo poco sono giunti anche i carabinieri per effettuare i rilievi e dare una spiegazione all’episodio.

Si è trattato di un incendio doloso, ma le motivazioni vere e proprio ancora non sono emerse. Intanto le forze dell’ordine indagano.

Napoli, Giuntoli monitora Castillejo: possibile già a Gennaio!

Napoli, Giuntoli monitora Castillejo: possibile già a Gennaio!

Il ds Giuntoli non è solamente attivo per trovare il degno sostituto di Ghoulam ma è sempre al lavoro e vigile anche su altri giocatori che potrebbero risultare utili alla questione Napoli. In tal senso il Mattino riporta: “Se il Villareal dovesse dare via libera, il Napoli potrebbe non attendere l’estate per l’ingaggio di Samuel Castillejo, ala destra destinato ad essere il vice di Callejon. E Chiesa? De Laurentis non molla la presa, e se il patron viola si dovesse convincere a cedere l’idolo della Fiesole allora il presidente azzurro andrà all’assalto. L’impressione è però che 40 milioni potrebbero non bastare”. 

Le foto di Givova Scafati vs Moncada Agrigento (83-76) | ViViCentro

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Il nostro fotografo Antonio Gargiulo ci racconta con i suoi scatti la terza vittoria casalinga consecutiva della Givova Scafati Basket contro Moncada Agrigento. Con questo quinto successo nelle ultime sei gare la squadra di coach Perdichizzi è al terzo posto a pari punti con Biella e riduce il distacco dall’imbattuta capolista Casale Monferrato.

 

Givova Scafati-Moncada Agrigento 83-76 (21-16/42-38/57-54)

Scafati: Miles 12 (2/3, 2/4), Spizzichini 17 (2/5, 2/3), Santiangeli 2 (1/2, 0/2), Crow 3 (1/2, 0/3), Sharrod 24 (9/13); Romeo 8 (1/2, 2/3), Ranuzzi 7 (1/1, 1/3), Ammannato 11 (5/8, 0/2), Pipitone. Trapani, Di Palma, Giordano, Antonaci n.e. All. Giovanni Perdichizzi.

Agrigento: Zugno 6 (3/8), Williams 24 (6/8, 3/6), Evangelisti 7 (1/1, 1/2), Cannon 8 (3/8, 0/)1, Guariglia 6 (3/4, 0/1); Ambrosin 14 (2/3, 2/8), Pepe 9 (3/5, 0/2), Lovisotto 2 (1/3). All. Franco Ciani.

ARBITRI: Nicola Beneduce di Caserta, Marco Marton di Covegliano Veneto (Treviso) e Damiano Capozziello di Brindisi).

Note: Tiri Liberi: Sca: 19/25, Agr: 14/20. Spettatori: 1700 circa. Nessun uscito per falli.

Parziali: 21-16; 21-22; 15-16; 26-22.

Tiri dal campo: Scafati 29/57 (51%); Agrigento 28/60 (47%)

Tiri da due: Scafati 22/36 (61%); Agrigento 22/40 (76%).

Tiri da tre: Scafati 7/21 (33%); Agrigento 6/20 (30%).

Tiri liberi: Scafati 18/25 (72%); Agrigento 14/20 (70%).

Falli: Scafati 17; Agrigento 22.

Usciti per cinque falli: nessuno.
Espulsi: nessuno.

Rimbalzi: Scafati 33 (25 dif.; 8 off.);

Agrigento 28 (23 dif.; 5 off.).

Palle recuperate: Scafati 7; Agrigento 8.

Palle perse: Scafati 14; Agrigento 10.

Assist: Scafati 20; Agrigento 20.

Stoppate: Scafati 0; Agrigento 0.

Spettatori: 2.200 circa.

FOTO ViViCentro – Correggese in rimonta, espugna lo Zucchini 1 a 2

FOTO ViViCentro – Correggese in rimonta, espugna lo Zucchini 1 a 2
A Budrio una Correggese corsara batte di misura un bel Mezzolara che commette due errori difensivi e si fa rimontare dopo esser passato in vantaggio. La partita parte subito forte con le due squadre che si danno battaglia in campo, anche con qualche colpo proibito e il direttore di gara fatica a mantenere la calma. La prima palla goal capita alla Correggese che sfrutta un errore difensivo e si ritrova a tu per tu con Celeste ma il portiere del Mezzolara si fa trovare pronto e respinge in tuffo. I Biancorossi sono in palla e hanno altre due occasioni buone ma lo stato di forma di Celeste è ottimo e “vola” in entrambi le conclusioni. Il Mezzolara reagisce e al 15’ passa in vantaggio grazie ad un’intuizione di Mezzetti che serve Tommasini in area e con un diagonale perfetto batte Sarri. La correggere non demorde e cerca subito di reagire, il centrocampo incomincia a macinare gioco e con grinta e cuore porta spesso palloni in aerea di rigore dove De Marchi e Presicce cercano d’impensierire Celeste ma senza nessun risultato. La forza con cui la Correggese cerca il pareggio porta al risultato sperato al 38’ quando, anche grazie ad un disimpegno errato della difesa giallonera, Landi recupera un pallone alla trequarti e serve De Marchi che dal limite tira di sinistro ed infila l’incolpevole Celeste. Il Mezolara subisce il colpo del pareggio alla fine della frazione di gioco e all’inizio della ripresa fatica a ripartire mentre la Correggese rivitalizzata dal goal parte subito forte ed impegna Celeste in più di un’occasione. Il Mezzolara cerca di colpire in contropiede ma senza esiti grazie ad una buona difesa dei Biancorossi. La partita si fa sempre più maschia e i cambi di fronte sono continui ma senza che nessuna delle due squadre riesca a prevalere ma al minuto 42’ quando tutto sembra presagire ad un pareggio l’ennesimo errore difensivo consegna la palla a De Marchi che s’invola verso Celeste e lo salta insaccando a porta vuota. La partita volge al termine e arrivano i tre punti, insperati fino a quel momento, per la Correggese che così aggancia il Mezzolara e porta i biancozzurri all’ultimo posto per scontri diretti.
MEZZOLARA: Celeste, Menini (44´st Faiola), Melli, Mutti (14′ st Karapici), Chmangui, Bagnai, Saccà, Togni, Tommasini, Mezzetti (14′ st Menarini), Tedesco. A disp. Giannelli, Dongellini, Pelliconi, Grandini, Tomatis, Raspadori. All. Ferrante.
CORREGGESE: Sarri, Guerri (43´pt Riccio), Puca, Tagliavacche, Vecchi, Parenti, Lari (16´st Bovi), Landi, De Marchi (45´st Di Giovanni), Presicce (23´st Rizzitelli), Tacconi (38´st Hardy). A disp.: Ceci, Mariotti, Sereni, D´Andrea. All. Melara
ARBITRO: Sig. Baronti di Pistoia
ASSISTENTI: Sig. Carpano di Siena e Sig. Barcherini di Terni
RETI: 14′ pt Saccà (M), 39′ pt e 41′ st De Marchi (C)
AMMONITI: Chmangui (M), Menarini (M), Tagliavacche (C), Riccio (C)
CORNER: 1-7
RECUPERO: PT 2 minuti, ST 4 minuti
dal nostro inviato, Christian Mastalli

Il piazzale della chiesa dell’Immacolata adibito a piazza di spaccio: arrestato 30enne

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Il piazzale della chiesa dell’Immacolata adibito a piazza di spaccio: arrestato 30enne

Ieri pomeriggio gli agenti del commissariato di Secondigliano hanno arrestato F. A., 30enne napoletano del quartiere Poggioreale, con precedenti di polizia, colto in flagranza di reato di spaccio di sostanza stupefacente.
Pregresse attività info‑investigative, condotte dai poliziotti di Secondigliano e finalizzate al contrasto del dilagante fenomeno dello spaccio e del conseguente consumo di sostanze stupefacenti, avevano
evidenziato un movimento sospetto di persone nell’area antistante la Chiesa.

Un servizio mirato, con un appostamento dei poliziotti a bordo di una moto, ha dato immediati risultati.
Proprio nel pomeriggio di ieri due giovani erano intenti a confabulare tra loro, tanto presi da non avvedersi della presenza dei poliziotti e da completare lo scambio soldi/droga proprio sotto gli occhi degli agenti poliziotti. Gli agenti hanno immediatamente fermato entrambi i giovani.

Un controllo fatto allo spacciatore ha consentito di recuperare il borsello verde notato durante l’appostamento, che conteneva la somma di €348.00 in contanti, suddivisi in banconote e monete di vario taglio, nonché 17 stecche di sostanza solida marrone risultata positiva al narco test, in quanto Hashish, per una quantità di circa 28gammi.

All’avventore poco più che diciottenne, è stata sequestrata la stecca di sostanza marrone poco prima acquistata.
La sostanza stupefacente e la somma di danaro sequestrata sono state poste a disposizione dell’Autorità Giudiziaria .

Napoli, Giaccherini vuole andare via!

Napoli, Giaccherini vuole andare via!

Il Napoli è molto attivo sul mercato non solo in entrata per sostituire Ghoulam ma anche in uscita dove Emanuele Giaccherini avrebbe chiesto al suo agente, Valcareggi, di trovare una nuova squadra. In tal caso, però, la problematica sarebbe l’ingaggio, in quanto l’esterno guadagna 1,8 milioni e sono poche le squadre disposte ad elargire una tale cifra. Ci sarebbe il Genoa pronto a prenderlo in prestito, l’ipotesi non è da scartare. Lo riporta Il Mattino.

Sorrento, una lettera contro gli uffici comunali: corruzione e voti di scambio

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Una missiva che sta circolando su Facebook starebbe creando non pochi disordini all’interno del comune di Sorrento: alcuni uffici comunali sono stati accusati di effettuare procedure amministrative anomale per favorire alcuni amministratori aggiungendo anche la possibilità di voto di scambio.

Questo messaggio sta circolando sui social ma non è accertata la veridicità. Sarebbe stato inviato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, al Comando Carabinieri ed alla Polizia di Stato di Sorrento, alla Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia ed infine al Sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo.

Le accuse citate, se si rilevassero vere, acquisirebbero una forte gravità. Nel particolare ci sono due firmatari che verrebbero accusati di aver stabilito in anticipo chi vincerà il servizio per la progettazione di fondi comunitari, e di conseguenza vengono citate le persone, designate dal dirigente e da un assessore, che verranno assunte per l’impiego.

Napoli, non solo Vrsaljko: ecco le alternative

Napoli, non solo Vrsaljko: ecco le alternative

Il Napoli è sempre più forte su Vrsaljko ma il ds Giuntoli sembrerebbe anche guardarsi intorno in cerca di eventuali alternative. Come esterno sinistro puro ci sarebbe Alejandro Grimaldo, ma il Benfica ha già detto no ai 40 milioni offerti dal Barça, dunque questo dovrebbe essere il prezzo di partenza. Tra le alternative italiane invece da sottolineare sono i profili di Masina del Bologna, Barreca del Torino e Pezzella dell’Udinese, tutti considerati non incedibili, Infine suggestiva anche l’ipotesi Arthur Masuaku del West Ham. Lo riporta il Mattino.