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Mare Fuori, Maria Esposito torna Rosa Ricci: “Scopriremo verità scioccanti”. Tutto sulla quinta stagione

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(Adnkronos) – 'Mare Fuori' sta per tornare.Adolescenza – con tutte le scoperte che la rendono difficile e magica.

Ma anche crudezza, realismo, denuncia sociale e new entry nel cast.Questi sono gli ingredienti della quinta stagione delle serie in co-produzione Rai Fiction e Picomedia in onda in prima serata su Rai 2 dal 26 marzo (i primi 6 episodi dal 12 marzo su RaiPlay, l’intero box set dal 26 marzo).  "Ho cercato di dare un taglio nuovo, più realistico, alla storia per restituire la situazione in cui sono oggi le carceri minorili – spiega il regista Ludovico Di Martino, dietro la macchina da presa al posto di Ivan Silvestrini. "Purtroppo – fa notare – si sta facendo strada un’idea di carcere sempre più punitiva, mentre la vera sfida è educativa".

Se nelle stagioni precedenti l'attenzione era sull'amore "in questa si sposta su come i ragazzi cadono nei reati e come cercano di tirarsene fuori", spiega lo sceneggiatore Maurizio Careddu, che aggiunge: "Per alcuni aspetti è un ritorno allo spirito dei primi episodi". Dopo l'uscita di scena di Nicolas Maupas, Valentina Romani, Massimiliano Caiazzo e Matteo Paolillo, Maria Esposito con il personaggio di Rosa Ricci è al centro delle dinamiche della quinta stagione, "in cui vedremo i personaggi alle prese con sé stessi, con ciò che desiderano e con le loro paure, mettendo per un po' da parte le dinamiche di gruppo", spiega ancora Careddu.E soprattutto "scopriremo verità scioccanti che permetteranno a Rosa di tornare a vivere", spiega Esposito, "come chi ha ucciso Edoardo Conte (interpretato da Matteo Paolillo, ndr) e perché".

Il suo 'spirito guida' è suo fratello Ciro Ricci (interpretato da Giacomo Giorgio), che torna come mentore per la sorella, non attraverso il ricordo, ma in un’altra forma, in cui sembra indicare alla giovane Ricci la strada.Al contempo però emergono nuove verità sul passato di Ciro, cose che sua sorella non avrebbe mai potuto sospettare. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lago Trasimeno, è crisi senza precedenti: “Interventi straordinari per salvarlo”

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(Adnkronos) – E' allerta per il livello del Lago Trasimeno. "Il lago Trasimeno sta attraversando una crisi senza precedenti: il livello è sceso a -154 cm rispetto allo zero idrometrico, con una perdita di 14 cm rispetto allo scorso anno", ha spiegato Cristian Betti (Pd) all'Assemblea legislativa dell’Umbria, discutendo l’interrogazione a risposta immediata sulle "azioni della Giunta regionale per affrontare la crisi idrica e ambientale" del lago. Betti ha spiegato che sono necessari "urgenti interventi straordinari per garantire la sopravvivenza del lago e sostenere il tessuto economico che da esso dipende".Il capogruppo regionale del Pd ha aggiunto che "in questa direzione va l’azione della Giunta regionale, che su proposta degli assessori Simona Meloni e Thomas De Luca ha approvato la DGR n.101 del 12/02/2025, contenente l’Informativa sulla crisi idrica e ambientale del lago Trasimeno: un’analisi approfondita della situazione e delinea una serie di interventi strategici per affrontare l’emergenza e garantire una gestione sostenibile della risorsa idrica quali l’adduzione delle acque, i dragaggi, il contenimento delle chironomidi e il sostegno alle attività economiche locali".  L’assessor Simona Meloni ha aggiunto che sarà necessaria "una terapia d’urto" per prevenire situazioni di emergenza: "Al Trasimeno servono la pulitura delle sponde e i dragaggi" che "inciderà anche sulla navigabilità, a beneficio delle due isole, dove ci sono proprietà pubbliche e private importanti".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spettacolo Nardi a Dubai: elimina Bergs e centra i primi quarti in carriera

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(Adnkronos) –
Luca Nardi batte un colpo e avanza ai quarti di finale del torneo Atp 500 di Dubai.L'azzurro, numero 79 del mondo, supera il belga Zizou Bergs (numero 56 del ranking) con il punteggio di 6-4, 7-6 (7-3) in un'ora e 42 minuti. Il pesarese, lucky loser sul cemento degli Emirati Arabi Uniti, sorride e agguanta così i primi quarti in carriera in un torneo Atp.

Affronterà ora il vincente della sfida tra Roberto Bautista Agut e Quentin Halys. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Avellino, il 28 febbraio tappa campagna antiviolenza Rai Radio1 e Grr

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(Adnkronos) – Tappa speciale ad Avellino per la campagna antiviolenza di Rai Radio 1 e Grr in programma il 28 febbraio.Ad accogliere il direttore Francesco Pionati e l’ideatrice e coordinatrice dell’iniziativa itinerante Elena Paba, l’Istituto tecnico tecnologico Guido Dorso e il suo Auditorium Itt dove si succederanno interventi e collegamenti esterni.

Ricevuta dalla sindaca Laura Nargi, la squadra Rai mostrerà al pubblico di giovani studenti e personale docente il video del recente incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Mattarella e farà ascoltare la lettura del messaggio dedicato da Papa Francesco a testimonianza del consenso istituzionale intorno alla campagna che va avanti ormai da oltre un anno e si concluderà alla fine di marzo. Tra gli interventi in presenza, quello di Maria de Luzemberger, sostituta Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Napoli, Fiorella Pagliuca provveditore agli studi di Avellino Ufficio VII Usr Campania, la psicologa Teresa D’Aria, l’avvocatessa Carmela Giaquinto.Tra i collegamenti esterni, quello con Alida Serracchieri vicecoordinatrice medica di 'Medici Senza Frontiere Italia sul soccorso in mare, con Nunziella di Fazio, Direttrice del carcere Piazza Lanza di Catania, e con Parisà Nazari del movimento iraniano 'Donna Vita Libertà'. Tante le testimonianze di storie reali anche con il coinvolgimento del centro antiviolenza Nemesi, e il lavoro giornalistico sul campo raccontato attraverso le voci raccolte da Lara Martino del Tgr Campania.

Sarà trasmessa, inoltre, un’intervista realizzata da Elena Paba a Caroline Darian la figlia di Gisele Pelicot, testimone di un caso che sta scuotendo l’opinione pubblica mondiale.L’intera mattinata sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube dell’Itt Guido Dorso, all’indirizzo "Come un'onda, contro la violenza sulle Donne" e una versione integrale andrà in onda il 7 marzo su Rai radio 1 Gr Parlamento. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Ghiandi: Fortini? Ottima esperienza a Castellammare. Pagliuca? Forse è anche superiore a Braglia

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Nel panorama calcistico campano, e in particolare in casa Juve Stabia, le voci degli esperti e degli ex giocatori sono sempre ascoltate con grande attenzione. Durante l’ultima puntata di “Juve Stabia Live Talk Show”, trasmissione che ogni giovedì anima i canali social di Vivicentro.it, è intervenuto un nome che ha lasciato il segno nel calcio italiano: Rodrigo Ghiandi. L’ex calciatore, con la sua esperienza e il suo acume, ha rilasciato dichiarazioni interessanti che spaziano dai ricordi personali ai giudizi sull’attuale momento della squadra stabiese, con un focus particolare su giovani talenti come Fortini e su mister Pagliuca.

Ghiandi ha iniziato il suo intervento con un aneddoto legato al suo passato e al suo arrivo alla Fiorentina. “Ricordo che con una parte dei soldi che il centro sportivo di Rovigliano incassò dalla mia cessione furono utilizzati per rifare tutto il terreno di gioco”, ha raccontato, sottolineando l’importanza delle infrastrutture. In quel periodo, ha aggiunto, gli fu chiesto di osservare da vicino un giovane talento di nome Nicola. “Mi venne detto di dare un’occhiata a Nicola, ma non c’era bisogno, era un bravo ragazzo”, ha affermato Ghiandi, evidenziando come il talento e la correttezza spesso si manifestino in modo evidente, senza bisogno di particolari “supervisioni”.

Un passaggio dell’intervento di Ghiandi ha toccato il tema del Rovigliano, una realtà calcistica a lui cara. “Il Rovigliano era una bella cosa, speriamo che ritorni ai suoi fasti perché vedere quel campo così è una tristezza, ci sono tornato è ho visto in piedi solo lo spogliatoio. Non c’è più nulla.”, ha espresso con malinconia l’ex calciatore, sottolineando il valore delle realtà locali e l’importanza di preservare la storia e le strutture del calcio minore, patrimonio fondamentale del tessuto sportivo.

Il cuore dell’intervento di Ghiandi si è poi spostato sull’attualità della Juve Stabia, concentrandosi in particolare sul giovane Fortini e sull’allenatore Pagliuca. Riguardo al difensore, attualmente in prestito dalla Fiorentina, Ghiandi ha espresso un giudizio molto positivo sulla scelta di farlo giocare a Castellammare. “Fortini doveva rientrare a Firenze, ma è stato meglio farlo restare in B, nei viola avrebbe fatto panchina, mentre a Castellammare sta facendo esperienza. E’ un ragazzo in gamba”, ha dichiarato con convinzione. Parole che suonano come un attestato di stima per il giovane, sottolineando come la Serie B e una piazza come Castellammare possano rappresentare il contesto ideale per la crescita di un talento in erba, lontano dalle pressioni e dalla competizione spietata di una grande squadra, ma immerso in un campionato competitivo e formativo.

Infine, Rodrigo Ghiandi si è sbilanciato in un paragone importante, mettendo a confronto l’attuale tecnico della Juve Stabia, Guido Pagliuca, con un allenatore molto amato dalla piazza stabiese, Piero Braglia. “Io conoscevo già Pagliuca perchè è toscano e perchè ha allenato una squadra che ha giocato contro la squadra di mio figlio (ex difensore), porto nel cuore Piero Braglia per aver riportato lo Stabia in B dopo 60 anni, ma forse il tecnico attuale delle vespe gli è addirittura superiore”, ha affermato con una punta di sorpresa e ammirazione. Un giudizio forte, che se da un lato rende omaggio alla figura di Braglia, dall’altro proietta una luce ancora più brillante sul lavoro di Pagliuca, considerato da Ghiandi potenzialmente in grado di superare un tecnico che ha lasciato un segno importante nella storia recente della Juve Stabia.

Omicidio Saman, domani il processo d’appello. Il padre: “Non l’ho uccisa”

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(Adnkronos) – Si apre domani il processo d'appello per l'omicidio di Saman Abbas, la 18enne di origini pakistane uccisa a Novellara la notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021.Di fronte alla Corte d'Assise d'Appello di Bologna, in aula il padre Shabbar, condannato all'ergastolo in primo grado insieme alla moglie, Nazia Shaheen, anche lei attesa davanti ai giudici per la prima volta dopo l'estradizione in Italia ad agosto scorso. "Non si sono più visti né sentiti – spiega all'Adnkronos il legale di Shabbar, l'avvocato Sheila Foti -.

Quando è arrivata in Italia, sia noi che il difensore della mamma di Saman abbiamo fatto istanza scritta alla Corte d'Assise d'Appello per chiedere l'autorizzazione perché potessero incontrarsi o quanto meno chiamarsi o videochiamarsi, ma l'hanno respinta". Richiesta, in questa nuova fase processuale, una perizia per comparare l'oggetto che Shabbar Abbas aveva in mano mentre le telecamere di videosorveglianza lo riprendevano di ritorno dopo l'uscita da casa di Saman, a mezzanotte.Non lo zainetto della figlia, come detto dall'imputato, ma "una busta che si porta in un certo modo", spiega l'avvocato Foti. "Abbiamo allegato ai nostri motivi nuovi una consulenza tecnico-informatica che arriva a certe conclusioni, sostenendo la richiesta di perizia.

La comparazione – aggiunge – è stata effettuata e si tratta di due cose diverse".  "Io non c'entro niente con la morte di mia figlia" ha detto Shabbar Abbas al suo avvocato, che ribadisce: "E' un uomo distrutto.Non è alla ricerca della vendetta, piuttosto della verità sulla morte di sua figlia perché non è assolutamente responsabile di quello che è accaduto.

Per un uomo che ha perso la figlia e tutta la famiglia non è tanto l'ergastolo che può pesargli sulla testa, ma il fatto di non avere più nulla.Questo è il grosso fardello che porta sulle sue spalle e non c'é giorno che cambi.

Quando la prima volta che l'ho incontrato gli ho chiesto per quale motivo avrei dovuto assumere la sua difesa – racconta – gli occhi che purtroppo non può vedere nessuno e che io vedo a colloquio mi hanno dato una risposta.Ho una figlia della stessa età della sua, e non me lo posso dimenticare.

Cosa posso ottenere non lo so, quello che promesso all'imputato è il massimo impegno".   In primo grado, oltre ai genitori di Saman condannati all'ergastolo perché ritenuti i mandanti dell'omicidio della figlia, era stato condannato a 14 anni lo zio Danish Hasnain, e assolti i due cugini della 18enne, Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. (di Silvia Mancinelli)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dici ‘razzista’ e iPhone scrive ‘Trump’: il bug di Apple negli Usa – Video

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(Adnkronos) –
Apple ha confermato la presenza di un bug alla funzione di dettatura locale dei suoi dispositivi, per cui appare brevemente sullo schermo la scritta 'Trump' quando un utente pronuncia la parola 'razzista'.Diversi utenti di iPhone hanno notato il bug, e alcuni di loro hanno postato sui social filmati a testimonianza, scatenando l'indignazione dei sostenitori del presidente degli Stati Uniti.  Il bug si verifica quando gli utenti attivano la funzione voice-to-text dell'iPhone, che consente di dettare messaggi con la voce, e lo schermo mostra brevemente il nome "Trump" in risposta alla parola "razzista" pronunciata da un utente, prima di correggersi rapidamente. 
Apple ha ammesso di essere a conoscenza del problema e di star procedendo a risolverlo.

L'azienda ha spiegato che a volte i suoi modelli di riconoscimento vocale che alimentano lo strumento di dettatura vocale possono visualizzare in un primo momento parole con una certa sovrapposizione fonetica fino a quando un'ulteriore analisi di ciò che è stato detto permette di arrivare alla parola corretta pronunciata dall'utente.Il bug ha fatto sì che venisse suggerito erroneamente 'Trump' in risposta a diverse parole che includono la consonante 'r'. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terre rare, Ucraina e Usa verso pax mineralis: cosa prevede accordo

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(Adnkronos) – Pax mineralis per l'Ucraina.Il testo dell'accordo fra Stati Uniti e Ucraina sullo sfruttamento delle terre rare, ma soprattutto di altri minerali critici come il litio e il titanio, e anche i 'vecchi' carbone, gas e petrolio, conservati nel sottosuolo ucraino, è stato concordato dalle parti che potrebbero firmarlo già questa settimana.  "Se solo fino a poche settimane fa queste risorse naturali venivano descritte solo come un fattore come un altro negli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina, ora sono in prima fila e al centro, il focus dominante dei negoziati degli Stati Uniti con Kiev e un filone prominente di una attività diplomatica sempre più intensa e che coinvolge anche Mosca, l'Unione europea e altri Paesi, proprio mentre l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia entra nel suo quarto anno", sottolinea Radio Free Europe.  "Il governo intende raccomandarne la firma", ha confermato una fonte ufficiale a Kiev citata da Politico.

Il testo non include in termini espliciti le garanzie di sicurezza di cui l'Ucraina ha bisogno per contenere la Russia.L'esistenza stessa dell'accordo fornisce sostegno a Kiev, interessi economici americani in Ucraina saranno di deterrenza a una futura nuova aggressione delle forze di Mosca, ritiene Washington mentre la controparte si dà tempo ancora oggi e domani per cercare di ottenere di più su questo tema, in vista della possibile visita di Volodymir Zelensky a Washington per la firma venerdì.

Prima di loro, dovrebbero sottoscrivere l'intesa il segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent e la sua controparte ucraina.   L'accordo prevede, nella versione datata ieri, la terza dopo che le prime due sono state respinte dall'Ucraina, l'apertura di un fondo a cui Kiev contribuirà al 50% degli introiti dello sfruttamento delle risorse minerarie di proprietà dello stato, grazie alla "futura monetizzazione" di litio, grafite, cobalto, titanio, terre rare come lo scandio, ma anche gas e petrolio, e delle logistiche associate.  Il fondo potrà essere usato anche per successivi progetti di investimento in Ucraina e gli Stati Uniti si impegnano a sostenere lo sviluppo economico del Paese in futuro.L'intesa – precisa il Financial Times – non riguarda il flusso già attivo di proventi di attività di estrazione, quindi non le attività già in essere di Naftogaz e Ukrnafta.

Non viene citata la quota degli Stati Uniti nel fondo.Ci si riferisce solo ad accordi di "proprietà congiunta" che dovranno essere dettagliati in accordi successivi.  Non viene più citata la cifra di 500 miliardi di dollari di 'debito' che Donald Trump aveva chiesto a Kiev in un primo momento come tetto massimo del contributo di Kiev al fondo.

Così come "il mantenimento, da parte degli Stati Uniti, del 100 per cento degli interessi finanziari" nel fondo.  “L'accordo sui minerali è solo una parte del quadro.L'amministrazione americana ha più volte detto che rientra in un quadro più ampio", ha spiegato Olha Stefanishyna, vice Premier e ministra della giustizia, in una intervista al Financial Times, dopo che il testo ha ricevuto il via libera del suo ministero, oltre che dagli esteri e dell'economia.

L'intesa, precisa il governo, sarà sottoposta alla ratifica della Verkhovna Rada, dove si preannuncia un dibattito acceso.  L'intervento di Vladimir Putin di lunedì sera, con la proposta diretta agli Stati Uniti di collaborare nello sfruttamento delle risorse minerarie russe, sembra avere come obiettivo quello di rendere più complicato l'accordo fra Washington e Kiev. "Abbiamo risorse significativamente più importanti di quelle dell'Ucraina", ha detto il Presidente russo, proponendo accordi sulle risorse dei territori occupati del Donbass   La Russia può contare su riserve di terre rare per un valore di 3,8 milioni di tonnellate, la quinta riserve del mondo (dopo Cina, Australia, Brasile e India, secondo i dati dell'Us Geological Survey).Le miniere e gli impianti per la produzione più importanti sono stati nazionalizzati dall'inizio dell'invasione – Mosca ha complessivamente nazionalizzato imprese per 15 miliardi di dollari dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina – e sono controllate da Rosatom, vicina al 'banchiere di Putin', Mikhail Kovalchuk.  Sulle dimensioni delle riserve ucraine ci sono tuttavia stime divergenti.

Con Bloomberg che smonta l'unica ricerca rintracciabile sulla presenza di risorse significative. "L'Ucraina non ha terre rare, ma terra bruciata", a eccezione di piccole miniere di scandio.L'US Geological Service, la fonte più autorevole in materia, ha sancito che l'Ucraina non ha riserve di terre rare.

La vice Premier Yulia Svyrydenko sostiene invece nel dire che le riserve di terre rare valgono 350 miliardi di dollari.Ma che si trovano però nei territori occupati. C'è chi è arrivato a parlare di 11,5 trilioni di dollari di materiali critici.

Della presenza nel sottosuolo ucraino della metà dei 50 minerali che gli Stati Uniti considerano "critici per l'economia e la sicurezza nazionale", quindi litio, titanio, ma anche carbone, ferro, petrolio e gas.Kiev dice di poter contare su circa il 5 per cento delle risorse naturali critiche del globo, fra cui 19 milioni di tonnellate di riserve confermate di grafite, per cui l'Ucraina è "fra i cinque principali Paesi" (secondo l'Us Geological Survey) che possono fornire tale materiale, un terzo di tutte le riserve di litio in Europa, e, prima dell'invasione russa, il 7 per cento di quelle di titanio nel mondo.  Secondo una ricerca della società di consulenza canadese SecDev del 2022, il 63 per cento delle miniere di carbone ucraino si trovavano in territori occupati dalla Russia, la metà di quelle di manganese, cesio, tantalio e terre rare.

La presenza nel Donbass di riserve di queste risorse aggiunge "una dimensione strategica ed economica" all'aggressione di Mosca, spiega il direttore della società, Robert Muggah.Acquistandone il controllo, esclude l'accesso dell'Ucraina a una importante fonte di ricchezza, estende la base delle sue risorse e influenza le catene di rifornimento globali.  I minerali critici "sono le fondamenta dell'economia del 21esimo secolo", energie rinnovabili, applicazioni militari e infrastrutture energetiche, ma anche aspirapolveri, e svolgono "un crescente ruolo strategico nella geopolitica e nella geoeconomia".

La stessa natura dell'accordo fra Kiev e Washington serve agli Stati Uniti per liberarsi dalla dipendenza dai materiali critici cinesi, soprattutto dopo che lo scorso dicembre Pechino ha bandito l'export agli Usa di alcune terre rare, dopo i limiti imposti l'anno precedente.  Gli Stati Uniti potrebbero aver sbagliato le loro stime sulla presenza di terre rare in Ucraina sulla scia delle stime gonfiate di Kiev che aveva proposto all'alleato la condivisione delle risorse già nel "Piano per la vittoria" messo a punto da Zelensky lo scorso anno.Non sarebbe la prima volta.

Nel 2010 gli Usa avevano annunciato di aver scoperto miniere in Afghanistan del valore di mille miliardi di dollari, fra cui di litio e rame.Un annuncio che si sarebbe rivelato come fantasia.  Potrebbe anche essere invece che Trump sia interessato ad altre risorse naturali, "che per terre rare intenda altri minerali", ipotizza Bloomberg ricordando che prima della guerra Kiev contava sul rendimento sostanzioso delle miniere di carbone e di minerali ferrosi.

Alcuni dei quali sono però finiti in mano russa.Ha anche alcune miniere di titanio e gallio.

Quanto alla miniera di Novopoltavske, presunto deposito di terre rare in Ucraina, si tratta di un sito molto difficile da sfruttare.L'unica ricerca che indica il potenziale ucraino di terre rare è stata prodotta nel dicembre del 2024 dall'Energy Secure Centre of Excellence della Nato, un centro basato in Lituania affiliato all'Alleanza atlantica, di cui porta il nome e il logo, ma entità autonoma esterna alla catena di comando.

Un portavoce della Nato ha spiegato a Bloomberg che le conclusioni della ricerca riflettono le convinzioni dell'autore, non dell'Alleanza. "Se questa fosse la base delle politiche di Trump, sarebbe deprimente, politica globale basata sul cut and paste".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Campi Flegrei, gruppo Fb zona rossa: “Informare chi abita in aree a rischio”

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(Adnkronos) – Oltre 31mila iscritti, un contenitore di residenti dell’area della zona rossa – che comprende alcuni quartieri di Napoli e i Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e una parte di Marano di Napoli e di Giugliano – poi ci sono i nativi del posto che vivono lontani da casa e anche stranieri interessati al fenomeno del bradisismo e del rischio vulcanico: si tratta del Gruppo 'Quelli della zona rossa del vulcano dei Campi Flegrei', una pagina ormai di riferimento su Facebook per chi cerca notizie sul fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei.  “La pagina è nata nel 2018, quando la situazione era più tranquilla, sino a luglio 2023 gli iscritti erano 6-7 mila, poi c’è stata l’escalation del fenomeno bradisismico”, spiega all’Adnkronos Anna Peluso, che ha fondato il Gruppo. “L’obiettivo principale è raggruppare in un unico gruppo elementi diversi: c’è chi attinge informazioni dall'Osservatorio Vesuviano, ma ci sono anche altre notizie che vogliamo siano note, per esempio ci sono anche le persone che con i loro post raccontano cosa accade durante le scosse, quali tipi di problemi si evidenziano e che tipi di servizi vorrebbero, poi ci sono gli articoli di testate giornalistiche.Insomma, c’è tutto quello che riguarda il bradisismo, è una comunità di servizio”.  “Non siamo un comitato, né l'assicurazione, è una cosa che voglio chiarire, è solo un modo per trasferire le notizie ai residenti della zona rossa.

C’è sia una fetta di italiani da altre regioni che seguono il fenomeno del bradisismo e che si iscrivono anche per esprimerci vicinanza e solidarietà e poi ci sono inglesi, francesi, tedeschi che mostrano interesse per i temi vulcanologici.Alcuni di loro – spiega – producono servizi giornalistici, documentari.

Sono stata contattata per alcuni lavori sul tema”.  Infine l’amministratrice della pagina lancia un appello: “Il sindaco di Pozzuoli ha riferito nell’ultimo incontro pubblico che è in possesso delle schede del Centro Studio Plinivs da luglio 2024 e ci sarebbe il 10% dei fabbricati controllati considerato ad alta vulnerabilità: chi abita in prossimità di quei fabbricati ha diritto di saperlo, è un’informazione che non è stata ancora fornita”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andrea Iannone: “Elodie? Non è stato facile seguirla a Sanremo, ma ci tenevo”

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(Adnkronos) –
Andrea Iannone ed Elodie stanno vivendo un periodo professionale molto impegnativo.La cantante si sta preparando per il tour negli stadi e il pilota è tornato in pista nel campionato SuperBike.

E mentre lui era in Australia per partecipare ai test, lei era in gara a Sanremo 2025.  E anche se con la distanza e il fuso orario, Iannone non si è perso una sola esibizione nonostante abbia "fatto molta fatica", ha raccontato in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.   "Ho fatto molta fatica con il fuso orario australiano ma anche se non è stato proprio facilissimo ovviamente l’ho seguita, ci tenevo.La sostengo in tutto quello che fa, sono sempre molto orgoglioso di lei", ha raccontato Iannone.  E sulla sua compagna ha aggiunto: "È una ragazza che si impegna davvero tanto, lavora moltissimo e la sua dedizione al lavoro mi rende felice.

Ha davanti a sé un anno impegnativo e pieno di sfide", ha detto alla Gazzetta. I due sono legati sentimentalmente dall'autunno del 2022. "In generale è una persona estremamente curiosa e molto presente.Lei a dir la verità aveva un po’ paura della velocità ma l’anno scorso è riuscita a venire a qualche gara e si è divertita molto.

Ci sosteniamo davvero tanto", ha concluso il pilota. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Romania, arrestato candidato filo-russo Georgescu: aveva trionfato a primo turno presidenziali

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(Adnkronos) –
Calin Georgescu, candidato filo-russo e trionfatore a sorpresa nel primo turno delle elezioni presidenziali romene, è stato arrestato per motivi non ancora noti.Ne ha dato notizia il suo team elettorale con un post su Facebook.

Immagini diffuse dalle televisioni romene hanno mostrato Georgescu entrare nell'ufficio del pubblico ministero affiancato da agenti di polizia, che lo avrebbero prelevato dalla sua auto a Bucarest. Georgescu aveva vinto a sorpresa il primo turno delle elezioni presidenziali rumene del 24 novembre.Alla vigilia del ballottaggio, tuttavia, la Corte costituzionale aveva annullato i risultati a causa di irregolarità nel finanziamento della campagna elettorale.

Le elezioni dovranno essere ripetute il prossimo 4 maggio, e Georgescu intende ripresentarsi come candidato indipendente.La Corte Costituzionale dovrà esprimersi entro il 15 marzo sull'autorizzazione per una nuova candidatura del filo-russo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terre rare, trovato accordo tra Ucraina e Usa. Zelensky: “E’ solo l’inizio”

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(Adnkronos) –
Accordo tra Ucraina e Usa sulle terre rare.Il premier ucraino, Denys Shmyhal, ha reso noto che Washington e Kiev hanno raggiunto un'intesa in base alla quale gli Stati Uniti otterranno le risorse minerarie ucraine in cambio di pagamenti per il sostegno militare nella guerra contro la Russia.    L'intesa raggiunta con gli Stati Uniti sullo sfruttamento delle terre rare ucraine è solo "un inizio", ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa a Kiev, precisando che si tratta "solo di un accordo quadro: può essere un grande successo o semplicemente sparire".

Secondo Zelensky, "questo dipenderà dai nostri colloqui con il presidente Trump". Nel testo negoziato finora con gli Stati Uniti sullo sfruttamento delle terre rare ucraine, che si spera "porti a ulteriori intese", non c'è ancora nulla sulle garanzie di sicurezza che gli Stati Uniti dovrebbero fornire a Kiev, ha quindi precisato Zelensky, che ha parlato dell'intesa come di "un accordo quadro", che prevede la creazione di un fondo congiunto con il contributo per il 50% di entrate provenienti dalla risorse naturali ucraine, anche se "è troppo presto parlare di soldi". "Voglio una frase sulle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, è importante che ci sia", ha rimarcato il presidente ucraino.Che poi, rispondendo alla domanda se si tirerà indietro nel caso in cui da Donald Trump non dovessero arrivare, ha replicato: "Voglio trovare un percorso per la Nato o qualcosa di simile.

Se non avremo garanzie di sicurezza, se non avremo un cessate il fuoco, allora non funzionerà niente". Il presidente ucraino ha quindi detto che spera di recarsi a Washington venerdì per discutere con Trump, di un accordo sulle terre rare e di futuri aiuti. "Mi piacerebbe molto fare questa visita", ha detto Zelensky ai giornalisti a Kiev, sottolineando che la data giusta per la visita potrebbe essere venerdì.Il presidente ucraino ha anticipato di voler chiedere all'omologo americano se intende interrompere gli aiuti a Kiev. "Si tratta di un accordo preliminare che prevede la creazione di un fondo di investimento per la ricostruzione dell'Ucraina, dove Ucraina e Stati Uniti gestiranno e finanzieranno congiuntamente il fondo a parità di condizioni – aveva spiegato anche Shmyhal – Questo accordo è direttamente legato alle garanzie di sicurezza.

Né il presidente né il governo lo considereranno separatamente dalle garanzie di sicurezza per l'Ucraina".Il governo ucraino esaminerà già oggi il testo dell'accordo, ha aggiunto il Shmyhal.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Germania, spari davanti al tribunale di Bielefeld: diversi feriti

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(Adnkronos) – Spari oggi 26 febbraio davanti al tribunale regionale di Bielefeld, in Germania.Secondo quanto riporta il sito della Bild, diverse persone sono rimaste ferite.

Le squadre di soccorso intervenute hanno rianimato almeno una delle persone coinvolte.Il giornale tedesco riporta che al momento della sparatoria nel tribunale della cittadina della Nord Reno Vestfalia si stava svolgendo il processo contro l'uomo accusato dell'omicidio del pugile professionista Besar Nimani.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adriana Borgioli: Mio marito Nicola De Simone era elegante e discreto. Siracusani e stabiesi sono stupendi

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Nel corso dell’ultima puntata del Juve Stabia Talk Show, trasmissione che ogni giovedì anima i canali social di Vivicentro.it, è intervenuta Adriana Borgioli, moglie di Nicola De Simone, per condividere un ricordo intimo e commovente del suo amato marito, il compianto calciatore. Le parole di Adriana, raccolte e sintetizzate con sensibilità dalla redazione di Vivicentro.it, hanno offerto un ritratto inedito di Nicola, uomo e professionista, e hanno espresso un profondo ringraziamento alla città di Siracusa e ai suoi abitanti per l’affetto e la vicinanza dimostrati negli anni.

“Nicola era una persona attenta alle sfumature verso gli altri,” ha esordito Adriana, delineando subito uno dei tratti distintivi del carattere del marito. “Non diceva mai cose che potessero urtare il prossimo.” Questa delicatezza e premura verso gli altri emerge con forza nel racconto di Adriana, che sottolinea come Nicola incarnasse l’eleganza e la discrezione in ogni aspetto della sua vita. “Bisognava stare attenti e mediare nello spogliatoio e lui teneva tutto unito con calma ed attenzione.” Queste parole rivelano il ruolo cruciale che Nicola svolgeva all’interno della squadra, un mediatore silenzioso ma efficace, capace di mantenere l’armonia e la coesione nel gruppo con la sua innata pacatezza e attenzione. “Aveva sempre eleganza e discrezione.” Queste due parole, ripetute con enfasi, sembrano racchiudere l’essenza stessa di Nicola De Simone, un uomo che faceva dello stile e della riservatezza i suoi tratti distintivi.

Adriana ha poi svelato un aspetto più intimo e personale di Nicola, parlando della sua gelosia e del suo desiderio di proteggere la propria privacy. “Era anche molto geloso, teneva alla sua privacy.” Questo riserbo si estendeva anche alla sfera familiare, tanto che Adriana non frequentava gli stadi. “Io non sono mai andata allo stadio,” confessa, aprendo una finestra sul loro rapporto. Nonostante questa distanza dal mondo del calcio giocato, Adriana custodisce ricordi preziosi legati alla passione di Nicola, come il gesto romantico e carico di significato poco prima della tragedia. “Ricordo con affetto il mazzo di rose che mi regalò poco prima del dramma. Gli avevo rivelato che di lì a poco sarebbe diventato padre.” Un’immagine delicata e struggente, che testimonia l’amore profondo che legava Adriana e Nicola.

Il racconto di Adriana si sposta poi su Siracusa, città che sembra aver lasciato un segno indelebile nel cuore della famiglia De Simone. “Siracusa è un posto bellissimo, non permetto a nessuno di parlare male dei siciliani. Sono delle persone stupende.” L’affetto e la gratitudine di Adriana verso i siracusani traspaiono in ogni parola. “Mi chiamavano persone che nemmeno conoscevo, alcuni addirittura volevano che partorissi mio figlio a Siracusa.” Questo aneddoto, carico di emozione, rende vividamente l’idea del calore umano e della generosità che Adriana ha sperimentato a Siracusa. “A distanza di anni mi informano sempre di tutte le iniziative inerenti Nicola, roba mai vista nemmeno per i calciatori scomparsi di serie maggiori.” Queste parole, intrise di riconoscenza, sottolineano come il ricordo di Nicola sia ancora vivo e vibrante a Siracusa, testimoniato dall’affetto costante e dalle numerose iniziative commemorative. Un tributo che va ben oltre la normale memoria riservata ai calciatori, dimostrazione di un legame profondo e autentico tra Nicola De Simone e la città di Siracusa.

Infine, Adriana ha concluso il suo intervento con una nota positiva, ricordando il ritorno di Nicola nella sua città natia: Castellammare di Stabia. “A Castellammare era contento e stava bene. Era la sua città. Devo dire che anche gli stabiesi sono un popolo stupendo.” Una frase semplice ma significativa, che chiude il cerchio sul percorso umano e professionale di Nicola, un uomo che ha saputo lasciare un segno positivo ovunque sia andato, non solo per le sue doti calcistiche, ma soprattutto per la sua umanità, la sua discrezione e la sua innata eleganza d’animo. Le parole di Adriana Borgioli risuonano come un commosso tributo alla memoria di Nicola De Simone, un ricordo che vive non solo nel cuore della sua famiglia, ma anche nell’affetto sincero di Castellammare di Stabia e Siracusa e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo.

A margine di questo suo intervento Mario Molinari Presidente del Club Nicola de Simone ha voluto omaggiare la sig.ra Borgioli con una sciarpa celebrativa del club con i colori giallo e blu. Il club quest’anno è stato riportato alla luce da Mario Molinari, Umberto D’Apice, Peppe Amore e tanti altri stabiesi che dopo alcuni anni di inattività hanno voluto ridar vita a questo storico e antico club di tifosi gialloblù.

Roma, ladri prendono a martellate gioielleria a Monte Mario: il titolare era all’interno

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(Adnkronos) – Rapina choc ieri poco prima delle 19 in una gioielleria nella zona di Monte Mario a Roma.Tre persone con i volti coperti da passamontagna e tute bianche hanno sfondato a colpi di martello la vetrina esterna del negozio in via Vincenzo Troya, portando via bracciali e orecchini di valore.  Al momento della rapina il titolare del negozio era all'interno e ha cercato di difendere i preziosi con un bastone ma i rapinatori sono riusciti a fuggire con il bottino nello zaino lasciando a terra il martello e due ombrelli.

Sulla rapina indagano i poliziotti del commissariato di Primavalle.Il bottino è ancora da quantificare.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Raducanu, sicurezza rafforzata con cinque guardie del corpo a Indian Wells

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(Adnkronos) – Sicurezza rafforzata per Emma Raducanu.Dopo quanto accaduto a Dubai (la britannica era scoppiata in lacrime in campo perché seguita da uno stalker, presente in tribuna), la Wta ha deciso che a Indian Wells la tennista sarà accompagnata da cinque guardie del corpo, scelte da un ex agente dei servizi segreti.

A riportarlo è il Times.  Emma Raducanu era scoppiata in lacrime nel torneo di Dubai.Durante il match, poi perso 7-6 (8-6), 6-4, contro Karolina Muchova, valido per il secondo turno del Wta 1000, Raducanu si era fermata dopo aver visto sugli spalti un uomo che il giorno prima si era avvicinato a lei con un comportamento ossessivo.

La tennista era andata subito a parlarne con l'arbitro, piangendo e nascondendosi dietro al giudice di sedia.Avvertita la sicurezza, lo stalker era stato poi allontanato e bandito da tutti i tornei dalla Wta.  Lo stalker aveva seguito la campionessa britannica per quattro tornei: Singapore, Abu Dhabi, Doha e proprio Dubai.

Per Bob Campbell, vice-direttore della sicurezza Wta, l'obiettivo è ora convincere Emma Raducanu (nel frattempo rientrata nel Regno Unito) a tornare sui campi.A cominciare da Indian Wells, con provvedimenti per rafforzare la sua sicurezza.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vespa alla Link: “Con mia lectio magistralis racconto deliri dei dittatori”

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(Adnkronos) – “La mia lectio magistralis si intitola 'Il delirio dei dittatori e la storia che torna'.Sono partito da lontano, da Mussolini e Hitler che a un certo punto hanno perso il senso della realtà, trascinando l'Italia, l'Europa e anche il mondo in una guerra devastante, arrivando a Putin, che, con la stessa logica con la quale Hitler cominciò ad occupare l'Europa orientale, ha occupato l'Ucraina e non vuole restituirla”.

Con queste dichiarazioni, Bruno Vespa, giornalista e saggista, è intervenuto nel corso dell’evento di apertura dell’anno accademico 2024-2025 dell’Università degli studi Link, durante il quale ha letto la sua lectio magistralis.  Cronista radiofonico per la Rai già nel 1962, volto iconico del giornalismo televisivo per generazioni di italiani, Vespa è anche un apprezzato saggista e autore di decine di volumi, dedicati in gran parte alla storia del Novecento e all’analisi dell’attualità politica e sociale.Per la prima volta viene affidato a un giornalista il compito di aprire l’anno accademico di un’università italiana con una sua lectio magistralis: “È stato un grande onore per me, una bella esperienza”, spiega Vespa.  Un rapporto, quello tra Bruno Vespa e la Link University, nato da molto tempo: “Sono venuto qui tanti anni fa, quando era già così grande e così importante.

Ero amico di Franco Frattini, al quale è dedicata l'Aula Magna. È stata una bella opportunità”, conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mostre, a Roma la seconda tappa italiana di ‘Picasso lo straniero’

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(Adnkronos) – Organizzata da Fondazione Roma con Marsilio Arte, 'Picasso lo straniero' apre al Museo del Corso – Polo Museale dal 27 febbraio 2025 ed è realizzata grazie alla collaborazione con il Musée national Picasso-Paris (Mnpp), principale prestatore, il Palais de la Porte Dorée con il Musée national de l’histoire de l’immigration, il Museu Picasso Barcelona, il Musée Picasso di Antibes, il Musée Magnelli – Musée de la céramique di Vallauris e importanti e storiche collezioni private europee.L’idea originale del progetto è nata da Annie Cohen-Solal, curatrice della mostra con un intervento di Johan Popelard del Musée national Picasso-Paris.

Picasso lo straniero presenta più di 100 opere dell’artista, oltre a documenti, fotografie, lettere e video: un progetto che si arricchisce – per la seconda tappa italiana dopo Palazzo Reale di Milano e Palazzo Te a Mantova – di un nucleo di opere inedite, selezionate dalla curatrice esclusivamente per il percorso espositivo del Museo del Corso – Polo Museale. “Picasso lo straniero è la prima, grande mostra temporanea che il Museo del Corso – Polo museale ospita dalla sua inaugurazione.Si tratta di un'esposizione di grande prestigio, con una risonanza internazionale, ed essere stati scelti per ospitarla è segno di grande riconoscimento e lustro per il nostro spazio museale.” commenta Franco Parasassi, presidente di Fondazione Roma.  “Nei pochi mesi trascorsi dall’inaugurazione il Museo del Corso – Polo museale è stato capace di imporsi nel panorama culturale della capitale come uno dei principali spazi artistici della città, non solo con le mostre di Chagall e Picasso a Palazzo Cipolla, ma anche con la Collezione permanente e l’Archivio storico di Palazzo Sciarra che stanno riscuotendo un successo di pubblico fuori da ogni previsione.

Tutto questo ci rende profondamente orgogliosi ed è il segno che stiamo lavorando nella giusta direzione, anche per perseguire l'obiettivo che Fondazione Roma si è imposta: essere mecenati di cultura e bellezza, in uno spazio aperto, inclusivo, ricco di storia, sempre al servizio delle persone", conclude il presidente.Pablo Picasso, nato nel 1881 a Málaga in Spagna, si stabilisce a Parigi definitivamente nel 1904.

Anche se la Francia lo ospiterà fino alla sua morte e la sua fama crescerà oltre i confini nazionali, l’artista non otterrà mai la cittadinanza francese: la mostra segue la traiettoria estetica e politica di Picasso, per illustrare come l’artista abbia costruito la propria identità vivendo nella difficile condizione di immigrato.  “Su Picasso è stato scritto tutto, si direbbe.Nessun artista ha suscitato altrettanti dibattiti, controversie, passioni.

Ma quanti sanno quali ostacoli il giovane genio ha dovuto affrontare quando è arrivato a Parigi per la prima volta, nel 1900, senza sapere una parola di francese?E come ha fatto a orientarsi nella metropoli moderna, la città tentacolare in preda a forti tensioni sociali?

Perché, nel 1914, settecento dei suoi più bei dipinti cubisti sono stati confiscati e, successivamente, venduti all’asta?Perché, nel 1940, mentre è ormai amato e rispettato nel mondo intero, la richiesta di naturalizzazione che ha inoltrato in Francia viene respinta?

Queste domande insieme a molte altre domande, finora lasciate senza risposta, vengono affrontate e risolte in questa mostra per la prima volta", ” scrive Annie Cohen-Solal curatrice e autrice di Picasso.Una vita da straniero (Prix Femina Essai, 2021), libro pluripremiato, tradotto in tutto il mondo e pubblicato in Italia da Marsilio Editori.  L’esposizione è nata proprio dalla ricerca illustrata nel volume, iniziata nel 2015 e durata più di sette anni, che racconta proprio la storia del 'paradosso Picasso'.

Il percorso cronologico della mostra, arricchito dai prestiti di importanti musei e collezioni private europee, è quindi un modo per approfondire ulteriormente come l’artista, maestro dell’arte del Novecento, si sia affermato, straniero in Francia, e abbia imposto le sue rivoluzioni estetiche con una lettura, quella della curatrice, radicalmente contemporanea. Saranno poi esposti alcuni inediti assoluti tra cui 'Bosco su un versante montano', un olio su tela montata su tavola dipinto nel 1899 e proveniente dal Museo Picasso di Barcellona e 'Al Ristorante' del 1900, da una collezione privata: due opere che illustrano in modo lampante il cambio di prospettiva del giovane Pablo, quando lascia Barcellona per Parigi. 'Picasso lo straniero', che chiuderà il 29 giugno 2025 è stata realizzata anche grazie al supporto di Bper Banca, sponsor.Serena Morgagni, Responsabile della Direzione Communication commenta: “Questa mostra è un tassello prezioso dell’impegno di Bper per la promozione di arte e cultura nei territori a favore delle comunità che li vivono.

Sono molteplici le iniziative che supportiamo: tra le ultime ci sono le mostre di Picasso e di Casorati a Milano, con Arte Fiera abbiamo portato gli autori contemporanei a Bologna.Ora siamo nella Capitale, insieme a Fondazione Roma e Marsilio Arte, per offrire anche qui questo percorso espositivo inedito e di grande valore di uno dei più grandi protagonisti della storia della pittura”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bertolucci: “Sinner tornerà più forte e con un servizio migliore”

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner, fuori dai tornei per la sospensione legata al caso doping, sta per riprendere gli allenamenti sulla terra rossa del Monte Carlo Country Club e all'inizio "farà dei lavori a blocchi perché tre mesi così un tennista non li ha mai avuti, se non a causa di infortuni".Paolo Bertolucci, ex capitano azzurro di Coppa Davis, ipotizza con l'Adnkronos quale potrà essere il percorso del numero 1 Atp fino al rientro agli Internazionali di Roma. "Tre mesi di pausa sono una cosa assolutamente nuova, quindi credo che dalla prossima settimana lui riprenderà ad allenarsi ma farà almeno due settimane a secco senza tennis", dice.  Per Bertolucci,
Sinner ripartirà senza racchetta
: "Praticamente sì, forse farà qualcosa solo per il servizio ma da fermo e poi pian piano riprenderà, all'inizio presumo che giocherà anche con dei ragazzi di lì, con l'allenatore e tutto il team.

E poi basta che metti due persone da una parte e lui da solo dall'altra e all'inizio puoi tranquillamente allenarti in quella maniera: non è facile trovare uno che possa reggere la spinta del numero uno del mondo.Ne metti due dall'altra parte, che giocano praticamente da fermo, e allora a quel punto è un po' più facile, lo si fa spesso quando non si riesce a trovare avversari all'altezza.

Così invece diventa un allenamento piuttosto competitivo".  Bertolucci poi precisa: "Andando avanti, non so se troverà anche qualche giocatore che ha appena smesso.Insomma un sistema si trova, non è un problema, credo che sia importante variare molto per evitare la noia.

La monotonia è secondo me la cosa più difficile da affrontare e quella che può dare più problemi, per il resto penso che non ce ne siano proprio".  Bertolucci spiega che Sinner lavorerà molto in palestra: "Le prime due settimane sì, molto lavoro fisico fuori campo.Poi alternerà, farà una sessione di tennis e una di preparazione, qualcosa verrà alternato.

Conoscendolo sarà alla ricerca di un miglioramento continuo, certo i margini di miglioramento quando sei numero uno del mondo sono risicati, non è che ci sono degli spazi enormi, però si può sempre migliorare e lui sicuramente lo farà.Al ritorno in campo servirà meglio rispetto a prima, poco ma sicuro". Sullo stop di Sinner è intervenuto all'Adnkronos anche l'ex azzurro di Coppa Davis Stefano Pescosolido: "Lo stop non influirà sul rendimento, non dico che tornerà più forte visto che è già il numero uno ma riprenderà senza problemi.

Tre mesi non sono tantissimi, all'inizio curerà molto la parte atletica e poi dal 13 aprile quando potrà allenarsi con altri professionisti metterà a punto la parte tecnica.A Roma vedremo un Sinner pronto a giocarsi il titolo.

Il lavoro che farà nelle prossime settimana sarà importante anche per avere una base che gli consentirà tenere al meglio fisicamente fino alla fine dell'anno.Questa pausa che ovviamente sarebbe stato meglio non ci fosse, potrebbe rivelarsi perfino un vantaggio".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pompei, scoperto grande affresco sul culto di Dioniso

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(Adnkronos) – A più di 100 anni dalla scoperta della villa dei Misteri, un nuovo grande affresco getta luce sui misteri di Dioniso nel mondo classico.In una grande sala per banchetti, scavata in queste settimane nell’area centrale di Pompei, nell’insula 10 della Regio IX, è emerso un fregio a dimensioni quasi reali, ovvero una “megalografia” (dal greco "dipinto grande"- ciclo di pitture a grandi figure), che gira intorno a tre lati dell’ambiente; il quarto era aperto sul giardino.  Il fregio mostra il corteo di Dioniso, dio del vino: baccanti rappresentate come danzatrici, ma anche come cacciatrici feroci, con un capretto sgozzato sulle spalle o con una spada e le interiora di un animale nelle mani; giovani satiri con le orecchie appuntite che suonano il doppio flauto, mentre un altro compie un sacrificio di vino (libagione) in stile acrobatico, versando dietro le proprie spalle un getto di vino da un corno potorio (usato per bere) in una patera (coppa bassa).  Al centro della composizione c’è una donna con un vecchio sileno che impugna una torcia: si tratta di una inizianda, vale a dire una donna mortale che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso, il dio che muore e rinasce, promettendo altrettanto ai suoi seguaci.

Gli archeologi hanno battezzato la dimora con il fregio “casa del Tiaso”, con riferimento al corteo di Dioniso.Nell’antichità esistevano una serie di culti, tra cui quello di Dioniso, che erano accessibili solo a chi compiva un rituale di iniziazione, come suggerito nel fregio di Pompei.

Tali culti si chiamavano “misterici”, perché solo gli iniziati potevano conoscerne i segreti.Spesso erano legati alla promessa di una nuova vita beata, sia in questo mondo sia in quello dell’oltretomba.  Il fregio scoperto a Pompei è attribuibile al II Stile della pittura pompeiana, che risale al I sec.

a.C.Più precisamente, il fregio può essere datato agli anni 40-30 a.C.

Questo significa che nel momento dell’eruzione del Vesuvio, che seppellì Pompei nel 79 d.C.sotto lapilli e ceneri, il fregio dionisiaco era già vecchio di circa un secolo.

L’unico altro esempio di una megalografia con rappresentazioni di simili rituali è il fregio detto “dei Misteri” nella omonima villa fuori le porte di Pompei, anche esso in II Stile pompeiano.Il nuovo fregio trovato a Pompei, rispetto alla villa dei Misteri aggiunge un altro tema all’immaginario dei rituali iniziatici di Dioniso: la caccia, che viene evocata non solo dalle baccanti cacciatrici, ma anche da un secondo, più piccolo fregio che corre al di sopra di quello con baccanti e satiri: qui sono raffigurati animali vivi e morti, tra cui un cerbiatto e un cinghiale appena sventrato, galli, uccelli vari, ma anche pesci e molluschi. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)