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De Laurentiis: “Lo stadio è il negozio della malavita, dove si spaccia anche cocaina”

Le parole di De Laurentiis al forum “Il calcio che vogliamo”: “Ho definito il San Paolo un cesso, ma ho intenzione di investire altri soldi nello stadio”

Nella giornata di oggi presso la redazione del Corriere dello Sport, si è tenuto un forum dal titolo “Il calcio che vogliamo”. All’incontro hanno preso parte Giovanni Malagò, presidente del Coni, di Roberto Mancini, ct della Nazionale, di Gabriele Gravina, presidente della Figc, di Gaetano Miccichè, presidente della Lega di A, di Andrea Abodi, presidente del Credito Sportivo, di Claudio Lotito, presidente della Lazio, di Mauro Balata, presidente della Lega di Serie B, di Cosimo Sibilia, presidente della Lega Dilettanti e vicepresidente vicario della Figc, di Marcello Nicchi, presidente dell’Aia, di Nicola Rizzoli, designatore della Can A, di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, e di Giovanni Branchini, procuratore sportivo. Presente anche il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis che si è soffermato sui problemi che interessano il calcio italiano:

“Una precisazione sulla Juventus: non bisogna dimenticare che ha avuto 75 milioni gratuitamente da SportFive per aver fatto scadere il quinquennio relativo ai naming rights dello stadio. I 125 dello Stadium sono costati solamente 50 milioni alla Juventus, poi vogliamo dire che la famiglia Agnelli ha potere particolare sul Piemonte e a Torino? Hanno fatto in modo da aumentare i loro investimenti, e nonostante questo hanno chiesto un fondo da 170 milioni di euro. Siamo riusciti ad ottenere dalla Regione 25 milioni di euro per le Universiadi, ho preteso di far parte del comitato per capire come sarebbero stati spesi e non dirottati altrove. Stiamo proseguendo e vedremo un San Paolo rivoltato con le Universiadi. Ho intenzione di investire altri soldi nel San Paolo, la convenzione nuova ce ne darà la possibilità.

Il nostro calcio è pieno di tattica, in Champions con City-Tottenham eravamo tutti eccitatissimi: la Juventus ha 13 punti sul Napoli, noi abbiamo 10 punti sull’Inter e 14 su Inter e Roma. Vuol dire che c’è qualcosa che non funziona: o non funziona il permettere di spendere più di quanto si fattura, e noi non abbiamo debiti con le banche. Gravina lo sa, è un mio leit-motiv: ti sei insediato, ma come si fa a far ripartire i campionati con gente che si indebita? Come si accede ad un mercato dove giornalismo e media incitano a spendere di più, con dei nomi da divi? Dove va il calcio del prossimo ventennio? Lo sapete che i ragazzini di 10-20 anni stanno sulle loro piattaforme a giocare agli sparatutto: ho iscritto mio nipote nella migliore scuola calcio romana, eppure quando gioca il Napoli resiste solo per dieci minuti e poi gioca a Fortnite. Il nostro spettacolo non è più per giovanissimi, ma per vecchi. Poniamoci il problema: come proporlo? La più grossa stupidaggine del mondo è comprare giocatore e poi poter far solamente tre cambi. Dove sta scritto? Siamo industriali o no? Dobbiamo essere dipendenti da FIFA e UEFA o solo dal mondo dell’impresa del calcio che dovrebbe autogestirsi a livello nazionale ed europeo? Arriverà sempre qualcuno di vecchio, istituzionalizzato, che poi ci creerà regole che non andranno bene. Lotti cosa c’entrava col mondo del calcio? Ha fatto un casino con dei danni inimmaginabili: ha dato importanza allo stadio. Io il San Paolo l’ho definito un cesso, sono arrivato secondo con 10 punti sulla terza: l’Udinese rischia di retrocedere con lo stadio nuovo, il Sassuolo che fa? Il Tottenham ha giocato in uno stadio fatto da altri, il calcio inglese ha avuto la Thatcher che è una santa, in Italia il ministro dell’interno si nasconde da 20 anni, nei nostri stadi si spaccia cocaina. Tifo sano nelle curve? No! Non possono nemmeno sedersi dove hanno il loro posto, ci sono 3-400 persone che scrivono contro. Mi scrissero contro perché presi Sarri, fu una intuizione da parte di chi digeriva calcio meno di altri. Adesso ne parlano tutti, ma quando l’ho preso mi hanno scritto i manifesti contro. L’unico ministro dell’Interno che si fece sentire, fu quello dei tornelli. Su mio intervento, Renzi ed Alfano fecero un regolamento innovativo: nel 2014 si poteva daspare anche chi aveva fatto determinati reati negli ultimi cinque anni. Perché devono essere daspati, quando poi i Questori si cacano sotto di daspare? Il biglietto automaticamente non deve essere proprio emesso. Gli steward? Alcuni sono accazzimmati con la malavita. Dodici anni fa ho fatto arrestare 33 persone.

La legge sugli stadi era stata fatta da un uomo di Berlusconi, diceva che, facendo delle costruzioni, si permetteva di attivare ulteriori opportunità immobiliari che avrebbero permesso l’equilibrio tra stadio e club: in quel momento un deficiente totale, un campano che mi fa vergognare come il sindaco Nardella, questo idiota ha fatto dei cambi sulla legge per cui quest’ultima è diventata inapplicabile. Per presentare un progetto al Comune, tre anni, spesi con esperti più di 350mila euro di parcelle

Non si sa perché noi ci soffermiamo al 90% sullo stadio reale ed ignoriamo lo stadio virtuale che è un grandissimo supporto economico per la crescita dei club anche a livello internazionale. Quando uno scrive, per esempio, o recita televisivamente raccontando ciò che accade in uno stadio come se quel tifoso lì fosse l’unico vero esponente del club, compiamo un’attività riduttiva. Lo stadio virtuale televisivo è cresciuto a dismisura nell’ultimo decennio. Il calcio inglese esiste perché sono stati fatti stadi all’avanguardia. Non risolviamo così il problema di chi popola gli stadi, dobbiamo portare famiglie e bambini altrimenti siamo perdenti. Il calcio è nelle mani della malavita, gli stadi sono il loro negozio. Lo stadio virtuale fa sì che io, due anni fa, abbia dato alla Nielsen un incarico ed una montagna di solidi e gli dico ‘scusa, quanti tifosi abbiamo?’. Lei mi disse che questo calcolo non poteva farlo in Asia, ma solo in Occidente e son venuti fuori 40 milioni di tifosi del Napoli. A quel punto la Juventus ne avrà 150 milioni di tifosi. Io mi chiedo come mai perché noi non consideriamo anche queste come fonti di energia economica ed anche di sport. Io sono più concreto e risulto sempre antipatico ed ostico”. 

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