Juve Stabia, il cantiere è aperto: tra programmazione e pazienza, i giudizi affrettati non aiutano

La nuova Juve Stabia sta prendendo forma. Dopo settimane particolarmente delicate, segnate dalle ben note vicissitudini societarie che hanno tenuto con il fiato sospeso un’intera tifoseria, il club gialloblù è finalmente ripartito con una nuova proprietà e con un progetto destinato a svilupparsi passo dopo passo.

L’arrivo di Alfredo Guerri ha rappresentato il punto di svolta. Il nuovo proprietario ha ereditato una situazione complessa, nella quale non si trattava soltanto di programmare una nuova stagione sportiva, ma di ricostruire un’intera struttura societaria. Un lavoro che inevitabilmente richiede tempo, organizzazione e scelte ponderate.

In poche settimane la società ha dovuto affrontare numerosi fronti contemporaneamente: dai lavori di riqualificazione dello stadio “Romeo Menti”, passando per la definizione del nuovo assetto dirigenziale con l’arrivo di Vincenzo De Vito e Stefano Stefanelli, fino alla scelta della nuova guida tecnica affidata a Pietro De Giorgio. Tutti tasselli fondamentali per costruire una squadra competitiva e dare continuità al percorso intrapreso.

Eppure, nonostante il lavoro che si sta svolgendo dietro le quinte, sui social network c’è già chi punta il classico dito contro la società, accusandola di lentezza e di essere in ritardo rispetto alle concorrenti. Una critica che appare quanto meno affrettata, soprattutto se si analizzano con lucidità le dinamiche di questo particolare momento della stagione.

Tra pochi giorni la squadra partirà per il ritiro di Polla, che sarà il quartier generale della preparazione estiva. A breve prenderà il via anche la campagna abbonamenti, altro passaggio fondamentale per rinsaldare il legame con la tifoseria. Sul fronte calciomercato, invece, è opportuno ricordare una regola che oggi vale praticamente per tutti: prima di acquistare bisogna spesso cedere.

È una logica che riguarda la Juve Stabia, ma anche le società più importanti del panorama calcistico italiano. Basta guardare cosa sta accadendo in Serie A: anche club con disponibilità economiche ben superiori devono prima riequilibrare i propri conti e liberare spazio in rosa prima di affondare il colpo sul mercato. Lo dimostra anche il Milan che, pur avendo già messo a segno due acquisti di spessore, potrebbe essere costretto a sacrificare uno dei suoi pezzi pregiati, con Rafael Leão che continua ad essere al centro delle indiscrezioni di mercato.

La situazione delle Vespe non è diversa. L’organico attuale è numericamente molto ampio e diversi calciatori non rientrano nei piani tecnici di mister Pietro De Giorgio. Prima di inserire nuovi elementi, soprattutto tra gli over, sarà quindi necessario alleggerire la rosa attraverso alcune cessioni. Un passaggio quasi obbligato che richiede tempo, trattative e l’incastro giusto.

Discorso differente, invece, per gli under, dove la Juve Stabia continua a lavorare con attenzione. È proprio in questa categoria che potrebbero arrivare a breve i primi innesti, giovani di prospettiva chiamati a dare qualità, entusiasmo e freschezza a un progetto tecnico che punta ancora una volta sulla valorizzazione dei talenti.

Per questo motivo parlare oggi di ritardi o di una società immobile appare decisamente prematuro. Il mercato è ancora lungo e la dirigenza sta operando seguendo una strategia precisa, senza lasciarsi trascinare dalla frenesia delle prime settimane estive.

Le polemiche, in questa fase, rischiano soltanto di alimentare un clima negativo attorno a una squadra che sta ricostruendo le proprie fondamenta dopo mesi complicati. La pazienza, oggi più che mai, rappresenta una virtù. Saranno il campo e i risultati, come sempre, a decretare la bontà del lavoro svolto dalla nuova Juve Stabia.

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