(Adnkronos) – “Grazie di avermi ospitato qui, la Ela è una delle istituzioni europee più giovani che ci siano ed è nata per tutelare la libertà di movimento dei lavoratori, è uno dei diritti tangibili che ci offre l’Unione Europea.Questa libertà di movimento è essenziale per le persone e per le attività , per le aziende e per l’economia, non solo a livello europeo”.
Lo ha detto Cosmin Boiangiu, direttore esecutivo dell’Autorità Europea del Lavoro (Ela), intervenendo alla seconda giornata del Festival del lavoro in corso a Firenze, presso la Fortezza da Basso, sulla mobilità dei lavoratori europei.  Secondo Boiangiu, “uno dei nostri obiettivi è che i cittadini siano al corrente dei loro diritti e dei loro doveri, ma anche che le aziende sappiano cosa possono fare e cosa no.E quindi che ci sia comprensione delle regole che disciplinano la mobilità .
Ci sono 50 milioni di cittadini in Europa che si spostano, sembra un numero molto grande ma rispetto agli Stati Uniti dove la mobilità è del 10% in Europa è invece del 3,5%.C’è ancora spazio per la crescita di questa mobilità ”, ha aggiunto. “La nostra organizzazione è molto pratica e la nostra missione è assicurarci che i diritti dei cittadini e delle aziende possano essere garantiti.
Coloro che si spostano sono in gran parte lavoratori stagionali in agricoltura e chi opera in edilizia”, ha continuato.  Secondo Boiangiu, “una delle cose che stiamo facendo è aiutare le amministrazioni con le trasformazioni digitali, per aiutare così di conseguenza i cittadini”, ha spiegato ancora.Se guardiamo all’intelligenza artificiale “pensiamo a cambiamenti monumentali per il lavoro e per la mobilità ”, ha detto. “Questa rivoluzione va a toccare il lavoro intellettuale rispetto alle precedenti che avevano toccato il lavoro fisico.
Abbiamo investito moltissimo come agenzia nel digitale e nell’intelligenza artificiale, siamo i primi tra le Agenzie a usarla nel lavoro.Investire nell’intelligenza artificiale per capire cosa comporta, poi va usata per analizzare la mobilità lavorativa e capire meglio le regole esistenti e scriverne di nuove”, ha concluso.   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)




