editoriale – Vivicentro https://vivicentro.it Wed, 20 May 2026 17:26:46 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png editoriale – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Juve Stabia, il sogno si ferma a Monza: fuori dai playoff ma a testa altissima. L’orgoglio resta per sempre https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-il-sogno-si-ferma-a-monza-fuori-dai-playoff-ma-a-testa-altissima-lorgoglio-resta-per-sempre Wed, 20 May 2026 17:25:52 +0000 https://vivicentro.it/?p=655594 Le Vespe salutano la corsa alla Serie A dopo una semifinale combattuta fino all’ultimo respiro. Tra nostalgia, rammarico e orgoglio, Castellammare applaude una squadra capace di emozionare un’intera città.

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Un anno dopo, la ferita torna a bruciare. Cambia lo stadio, cambia l’avversario, ma non cambia quella sensazione sottile e dolorosa di aver visto sfumare qualcosa che la Juve Stabia avrebbe meritato di vivere fino in fondo. A Monza finisce il sogno playoff delle Vespe, eliminate in semifinale dopo una battaglia intensa, emozionante e giocata senza mai abbassare la testa. E per il popolo gialloblù è impossibile non lasciarsi travolgere dalla nostalgia, accompagnata inevitabilmente da un pizzico di rammarico.

Solo dodici mesi fa il cammino della Juve Stabia si era spezzato a Cremona, in una notte segnata pesantemente dalle decisioni arbitrali. Quel cartellino rosso sventolato in faccia ad Andreoni rimane ancora oggi una fotografia amara di una rimonta spezzata sul nascere, di una squadra privata della possibilità di giocarsi fino in fondo le proprie carte. Quest’anno il copione è stato diverso, ma il finale ha avuto lo stesso sapore crudele.

A fare la differenza, stavolta, è stata la clamorosa rimonta del Monza nella gara d’andata al “Romeo Menti”. Quel blackout che ha permesso ai brianzoli di riacciuffare una partita ormai indirizzata ha costretto la squadra di Ignazio Abate a presentarsi al ritorno con un solo risultato possibile: vincere. Una missione quasi impossibile contro una corazzata costruita per il salto di categoria.

Eppure la Juve Stabia ci ha creduto fino all’ultimo secondo. Anche all’U-Power Stadium le Vespe hanno giocato con coraggio, personalità e orgoglio, dimostrando ancora una volta di meritare il palcoscenico che si erano conquistate. Quando tutto sembrava ormai scritto, è arrivata la magia di Burnete a riaccendere improvvisamente le speranze, trasformando il finale in un assalto disperato e carico di adrenalina. Non è bastato per completare l’impresa, ma è bastato per raccontare ancora una volta la forza caratteriale di questo gruppo.

La verità è che la squadra di Ignazio Abate merita soltanto applausi. Prima per un campionato straordinario, vissuto ben oltre le aspettative, e poi per playoff che hanno regalato emozioni autentiche, gol spettacolari e prestazioni di altissimo livello. Indimenticabile resterà la notte di Modena, con quella vittoria al “Braglia” costruita attraverso una prova praticamente perfetta, da squadra vera, da squadra che non aveva paura di nessuno.

Ed è proprio questo che resterà oltre l’eliminazione: l’identità. La Juve Stabia ha fatto tremare squadre costruite per vincere il campionato, ha saputo giocarsela ovunque e contro chiunque, mostrando un calcio intenso, coraggioso e moderno. Per questo, al triplice fischio di Monza, non ci sono volti sconfitti ma solo occhi lucidi e applausi interminabili.

I tifosi arrivati fino in Brianza, così come quelli rimasti a Castellammare davanti ai televisori, hanno salutato questa squadra con l’orgoglio di chi sa di aver vissuto qualcosa di speciale. Perché il calcio sa essere crudele nei risultati, ma certe emozioni vanno oltre il tabellone. Se a Cremona era rimasta soprattutto la rabbia, stavolta resta un senso fortissimo di appartenenza.

La Juve Stabia si ferma in semifinale, è vero. Ma il popolo delle Vespe sa anche che questa squadra ha già scritto una pagina che Castellammare difficilmente dimenticherà. E forse, in fondo, ci sono sconfitte che riescono comunque ad assomigliare tremendamente a una vittoria.

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Il tempo è galantuomo: il flop di Donadoni, il ritorno di D’Angelo e quel caffè in sospeso https://vivicentro.it/juvestabia-news/il-tempo-e-galantuomo-il-flop-di-donadoni-il-ritorno-di-dangelo-e-quel-caffe-in-sospeso Mon, 23 Mar 2026 18:00:40 +0000 https://vivicentro.it/?p=653535 Fatale il 3-1 contro la Juve Stabia di Abate. Finisce dopo 22 partite l'era Donadoni, tra numeri impietosi e un'ultima polemica al fischio finale.

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Il tempo, si dice, è galantuomo e restituisce sempre la verità. Spesso si ripete che il calcio non sia una scienza esatta, ed è verissimo, così come è innegabile che in questa disciplina non esista nulla di definitivo o di immutabile. L’incredibile parabola stagionale dello Spezia Calcio ne è l’ennesima, lampante dimostrazione.

La società ligure ha deciso di fare un passo indietro, esonerando Roberto Donadoni e richiamando in panchina Luca D’Angelo, ovvero lo stesso allenatore che era stato allontanato a novembre proprio per fare spazio all’ex CT della Nazionale. Un cortocircuito che certifica il fallimento di un progetto tecnico su cui c’erano ben altre aspettative.

Un’illusione costata cara

Da un tecnico dello spessore di Roberto Donadoni, forte di un passato illustre sia con gli scarpini ai piedi che in panchina, la piazza ligure si aspettava quel salto di qualità che, di fatto, non è mai arrivato. La realtà dei fatti racconta una storia amara: la sua gestione non solo non ha migliorato i risultati, ma li ha drasticamente peggiorati, facendo precipitare la squadra in classifica.

I numeri sono impietosi e non rendono giustizia agli sforzi di una società che, a gennaio, aveva condotto un mercato importante per sistemare la rosa: 23 punti raccolti in 22 partite sotto la sua guida e 10 sconfitte in campionato dall’inizio della sua gestione.

Il crollo al Menti: sciolti come neve al sole

L’epilogo di questa avventura si è consumato al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, in una gara che è la fotografia perfetta della fragilità spezzina. Contro una Juve Stabia rimaneggiata, falcidiata da infortuni e squalifiche, i liguri si sono illusi passando in vantaggio, per poi sciogliersi come neve al sole alla primissima difficoltà.

La squadra di Ignazio Abate ha legittimato una vittoria in rimonta, infliggendo due gol di scarto (3-1) a uno Spezia incapace di reagire emotivamente e tatticamente dopo aver subito il pareggio e, successivamente, il sorpasso.

La conferenza stampa: eleganza o eccesso di sicurezza?

Dopo una debacle simile, ci si sarebbe aspettati un allenatore furioso, pronto a scuotere l’ambiente. Invece, nel post-gara, sono andate in scena le classiche risposte di rito. Roberto Donadoni si è sempre contraddistinto per la sua innegabile eleganza e pacatezza. Eppure, di fronte a una mia personale e lecita domanda sul possibile esonero — che appariva come la logica conseguenza di un filotto di scarsi risultati, ben al di là dell’eventuale “sfortuna” in altre uscite — il Mister ha replicato in maniera seccata, quasi snobbando il quesito:

“Se la proprietà ha confermato la fiducia, quella rimane. Se cambieranno idea vedremo, ma non è la mia preoccupazione. La mia energia va tutta sui punti per salvarci. Dire che i tifosi vogliono vincere è logico. Non è che noi invece vogliamo perdere. Se vogliamo parlare di calcio bene, altrimenti ci vediamo al bar e parliamo d’altro.”

Errore per eccesso di sicurezza? Non lo sappiamo con certezza. Ma nel calcio, quando i risultati latitano e il calendario propone una sosta, l’esonero diventa quasi un atto dovuto. È una legge non scritta che non risparmia nessuno e che si ripete costantemente, come dimostra ad esempio il recente avvicendamento sulla panchina del Padova, con Andreoletti che ha lasciato il posto a Breda.

Un uomo di calcio navigato come Donadoni, che ha vissuto esperienze incredibili e calcato i palcoscenici più importanti del mondo, avrebbe dovuto saperlo. Ma l’eccesso di sicurezza può tradire anche i più esperti, dimostrando che in questo sport non si finisce mai di imparare.

Il caffè sospeso

Che dire, il calcio è anche questo: spietato, imprevedibile e indissolubilmente legato al risultato domenicale. Va accettato così com’è.

Nel frattempo, incasso l’invito. Aspetto Mister Donadoni al bar, se mai ce ne fosse l’occasione, per parlare serenamente di calcio e prenderci questo benedetto caffè insieme. Da buon napoletano, ovviamente, glielo offrirei ben volentieri.

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Juve Stabia, un’altra beffa: Contro la Sampdoria riappare la maledizione del Menti e il tabù minuti finali https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-unaltra-beffa-contro-la-sampdoria-riappare-la-maledizione-del-menti-e-il-tabu-minuti-finali Thu, 05 Mar 2026 11:08:47 +0000 https://vivicentro.it/?p=652752 Contro la Sampdoria arriva l'ennesima rimonta nel finale. Tra blackout e punti persi, il fortino gialloblù è diventato nel girone di ritorno il teatro delle beffe.

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Sembrava fatta per un riscatto atteso, cercato e meritato, ed invece lo stadio “Romeo Menti” si è trasformato ancora una volta nel teatro di una beffa atroce per la Juve Stabia. Il pareggio per 1-1 contro la Sampdoria non è solo un risultato che muove la classifica, ma rappresenta il sintomo evidente di una ferita aperta che la squadra di casa non riesce, in alcun modo, a rimarginare.

La gara, rimasta bloccata tatticamente per lunghi tratti, si era accesa improvvisamente nel finale. Il gol di Correia, arrivato a pochi minuti dal novantesimo, aveva illuso il pubblico stabiese di aver finalmente domato i blucerchiati. Ma la gioia è durata lo spazio di un sospiro: in pieno recupero, la squadra guidata da Foti ha trovato la zampata fatale del pareggio, gelando uno stadio che già pregustava i tre punti.

Un preoccupante trend casalingo

Il dato che allarma l’ambiente non è tanto il singolo pareggio contro una squadra blasonata come la Sampdoria, quanto la spietata ripetitività degli eventi. La Juve Stabia sembra aver smarrito la lucidità e la capacità di gestire il vantaggio nei momenti cruciali. Il “Menti” sta diventando il palcoscenico di blackout incomprensibili:

  • Juve Stabia – Padova 3-3: Due gol di vantaggio sprecati clamorosamente negli ultimi minuti.

  • Juve Stabia – Pescara 2-2: Altra rimonta subita a ridosso del triplice fischio.

  • Juve Stabia – Sampdoria 1-1: Il gol del pari incassato in pieno recupero.

La matematica è impietosa: sono ben 6 i punti persi negli ultimi giri di orologio nelle recenti uscite casalinghe. Una dote pesantissima che avrebbe proiettato le “Vespe” in una posizione di classifica ben più nobile e serena.

Manca il “cinismo difensivo”

Ora, la palla passa all’allenatore, che dovrà lavorare duramente, soprattutto sulla tenuta mentale dei suoi ragazzi. La base di partenza c’è: la proposta di gioco resta valida e la squadra ha dimostrato di poter pungere anche le grandi di questo campionato.

Tuttavia, i veri punti deboli emergono quando la pressione sale. Alla Juve Stabia manca oggi quel “cinismo difensivo” fondamentale per sporcare la partita, spezzare il ritmo avversario e gestire il possesso con malizia quando il cronometro corre veloce verso il novantesimo.

La classifica del campionato resta corta e lascia margine di manovra, ma per evitare che il “Menti” diventi terra di conquista nel finale, serve un cambio di rotta immediato. Domenica sarà in programma un nuovo test verità: i gialloblù dovranno dimostrare di aver assimilato una volta per tutte la lezione. Perché nel calcio, come insegna la spietata cronaca recente, non è mai finita finché l’arbitro non fischia tre volte.

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Juve Stabia, un pari che vale oro: al Partenio trionfa il cuore dei calciatori e l’organizzazione di Abate https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-un-pari-che-vale-oro-al-partenio-trionfa-il-cuore-dei-calciatori-e-lorganizzazione-di-abate Sun, 01 Mar 2026 10:00:41 +0000 https://vivicentro.it/?p=652494 In un derby campano vibrante e spigoloso, le Vespe strappano uno 0-0 fondamentale contro l'Avellino. Assenze superate grazie a un assetto tattico perfetto: l'obiettivo salvezza è sempre più vicino.

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C’è modo e modo di pareggiare. Quello ottenuto dalla Juve Stabia nell’infuocata cornice del “Partenio-Lombardi” non è un semplice punto da aggiungere alla classifica, ma pesa come un vero e proprio macigno nella corsa verso la permanenza in categoria. Nel vibrante derby contro l’Avellino, la compagine guidata da Ignazio Abate ha lanciato un messaggio inequivocabile al campionato: questo è un gruppo che va ben oltre le singole individualità.

Presentarsi in Irpinia con gli uomini contati e una lista di assenti preoccupante non era un’impresa per cuori deboli. Eppure, le Vespe hanno approcciato il match con gli occhi della tigre e la fame di chi sa che, in questa fase della stagione, ogni singolo centimetro di campo può valere la salvezza.

Il muro gialloblù: Diakité monumentale e i miracoli di Boer

Il capolavoro di giornata porta la firma tattica di mister Abate. L’allenatore ha disegnato una squadra corta, compatta e ferocemente aggressiva sulle seconde palle, capace di chiudere e disinnescare ogni linea di passaggio ai biancoverdi.

Il protagonista assoluto di questa resistenza è stato senza dubbio Diakité, eretto a muro monumentale per arginare le folate offensive degli irpini. A supportare una retroguardia solida ci ha pensato un Boer in stato di grazia: il portiere si è reso decisivo nel finale del primo tempo, esibendosi in un volo felino che ha strozzato in gola l’urlo del gol sul bolide di Insigne. Se la porta è rimasta inviolata, il merito va a un pacchetto arretrato che non ha mai tremato, nemmeno nei momenti in cui l’Avellino ha alzato vertiginosamente il baricentro.

Gestione e ripartenze: la geometria di Leone e l’ossigeno di Correia

Il calcio, però, non è solo difesa. A centrocampo, la gestione delle geometrie da parte di Leone è risultata vitale per abbassare i ritmi e spegnere gradualmente l’entusiasmo del pubblico di casa. La sua è stata una partita di “ordinaria amministrazione” solo all’apparenza: mantenere una calma olimpica nel cuore nevralgico di un derby così teso è dote riservata a pochi.

Sul fronte offensivo, la squadra ha dovuto fare i conti con la giornata difficile e ruvida di Gabrielloni, intrappolato nelle morse della marcatura avversaria con numerosi interventi fallosi ai suoi danni. A compensare ci hanno pensato i guizzi di Correia, le cui accelerazioni hanno dato ossigeno puro alla squadra, permettendo alla difesa di alzarsi e rifiatare proprio nei momenti di massimo forcing da parte dell’Avellino.

Un segnale al campionato: il traguardo è dietro l’angolo

Il pareggio conquistato in Irpinia trascende il semplice dato statistico. Il clean sheet esterno in un derby così sentito conferma che la cura Abate sta dando esattamente i frutti sperati nel momento più cruciale e delicato della stagione.

Questa Juve Stabia sa soffrire, sa indossare l’elmetto nelle difficoltà e, soprattutto, sa compattarsi. Con questo risultato, l’obiettivo salvezza si fa non solo più concreto, ma pienamente meritato. La squadra ha dimostrato di avere l’anima e il carattere necessari per affrontare le ultime curve del torneo, a prescindere da chi venga chiamato a scendere in campo. La strada è tracciata: mantenendo questo spirito battagliero, il traguardo è davvero dietro l’angolo.

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Monza – Juve Stabia: Trionfo del cinismo nel festival degli errori. Hernani suona la carica, Petagna decide https://vivicentro.it/juvestabia-news/monza-juve-stabia-trionfo-del-cinismo-nel-festival-degli-errori-hernani-suona-la-carica-petagna-decide Mon, 16 Feb 2026 10:28:20 +0000 https://vivicentro.it/?p=652044 Di fronte alle vittorie delle dirette concorrenti, il Monza risponde presente in un pomeriggio in Brianza dove l’estetica lascia spazio alla concretezza. Le Vespe sprecano e vengono punite dai singoli.

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Non è stata la partita degli esteti, ma quella dei cinici. In un campionato che non aspetta nessuno, e in un pomeriggio in cui Palermo, Frosinone e Venezia avevano già lanciato il loro segnale di forza, il Monza aveva un solo imperativo: vincere. Ci riesce, ma lo fa al termine di una gara schizofrenica, segnata da “folate di classe” alternate a svarioni clamorosi. Una vittoria che porta la firma tattica di Paolo Bianco, abile a tenere la squadra “in bolla” dopo un inizio shock, ma che verrà ricordata negli annali soprattutto come la sagra dell’errore dei due portieri.

Thiam, che brivido. Mosti ringrazia

La gara si sblocca quasi subito, non per una manovra avvolgente, ma per un regalo. Demba Thiam, solitamente una garanzia tra i pali brianzoli, commette un peccato capitale di sufficienza: gestione palla arretrata, rinvio corto e intercettato. La Juve Stabia non crede ai propri occhi e ringrazia con Mosti, che deposita in rete il vantaggio. Il Monza accusa il colpo, si sfilaccia e fatica terribilmente a costruire. Le Vespe, sornione, avrebbero la chance colossale di chiudere la contesa o indirizzarla definitivamente: Giorgini si lancia in contropiede, ma sul più bello si lascia rimontare da un monumentale Obiang. Poco dopo è Cacciamani a provarci, ma qui Thiam inizia il suo percorso di redenzione opponendosi con efficacia, cosa che ripeterà successivamente anche su Correia.

Il fattore Hernani e il “fattaccio” di Confente

Nel mezzo del caos, emerge la luce. Si chiama Hernani Azevedo Júnior. È lui l’uomo caldo, il vero leader tecnico ed emotivo della banda di Bianco. Il brasiliano prima trova il pareggio, rimettendo in asse una barca che stava imbarcando acqua, e poi mette lo zampino nell’azione che decide il match. Ed è qui che si consuma il secondo atto del dramma dei numeri uno. Se Thiam aveva aperto le danze degli orrori, Confente le chiude. Il portiere delle Vespe, autore poco prima di una “paratissima” su Cutrone che aveva salvato il risultato, buca clamorosamente l’uscita su un cross nato dai piedi di Hernani. La palla sfila, beffarda, e Petagna — l’ex bomber della Spal — si fa trovare pronto per il più facile dei tap-in. È il gol del sorpasso, il punto di non ritorno.

La differenza la fa la panchina

La Juve Stabia esce dall’U-Power Stadium con l’amaro in bocca e la consapevolezza di non aver giocato male. Anzi. Nel primo tempo le Vespe hanno avuto le occasioni per fare malissimo e nel finale hanno sfiorato il pari con Ricciardi. La differenza, in questo pomeriggio brianzolo, l’hanno fatta i dettagli e la profondità della rosa. Mentre il Monza ha trovato risorse nei suoi campioni, chi è subentrato per le Vespe non ha inciso: Gabrielloni, Maistro e Dos Santos non sono riusciti a cambiare l’inerzia, risultando impalpabili nel momento del bisogno.

La squadra di Castellammare avrebbe meritato di portare a casa un pareggio per quanto prodotto, ma in partite così bloccate e tese, l’errore individuale pesa come un macigno. Il Monza si prende i tre punti e continua il duello appassionante in vetta; alla Juve Stabia resta la prestazione, ma la lezione è dura: contro queste corazzate, ogni minima distrazione è fatale.

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