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Medici Roma: “Contro aggressioni creare percorsi separati e sicuri”

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(Adnkronos) – "Quello delle aggressioni ai medici e in generale agli operatori sanitari è un tema caldo.Contro l'escalation di tanta violenza occorre fare di tutto per evitare che il paziente o i suoi stessi familiari malintenzionati abbiano un contatto diretto con chi invece li ha in cura.

Quindi per prima cosa occorre creare dei percorsi che siano separati e quindi garantiscono la sicurezza di chi lavora nel nostro Ssn".Lo sottolinea all'Adnkronos Salute il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, dopo il susseguirsi di episodi di violenza ai danni di operatori in diverse città d'Italia. "Chiaramente – evidenzia – occorre dover educare le persone al fatto che il medico sta sul posto di lavoro per aiutarle e curarle e non per creare dei problemi.

E' curioso che un paziente vada al pronto soccorso per un problema di salute e poi finisce che va a picchiare direttamente il sanitario che lo deve in qualche modo assistere.Questo è anche un fatto che va superato.

Ma per farlo dobbiamo sensibilizzare l'opinione pubblica".  Se non si ferma questa violenza, "tra poco potremmo non avere più professionisti che vogliono lavorare nel Servizio sanitario nazionale – avverte Magi – e quindi non ci saranno più medici pronti ad assisterci e curarci nel momento di massimo bisogno". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Cecchettin, processo al via lunedì: Turetta non sarà in aula

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(Adnkronos) – Filippo Turetta, in carcere con l'accusa di aver ucciso l'ex fidanzata Giulia Cecchettin, non sarà in aula nella prima udienza del processo, fissata per lunedì 23 settembre, davanti ai giudici della corte d'Assise di Venezia.Lo rende noto il suo legale, l'avvocato Giovanni Caruso che ribadisce l'intenzione della difesa di non chiedere la perizia psichiatrica per lo studente di 22 anni che rischia l'ergastolo.

La perizia potrebbe tuttavia essere imposta direttamente dai giudici. Il giovane di Torreglia è accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, efferatezza, stalking ed occultamento di cadavere.  Nel lungo verbale dell'interrogatorio davanti al pubblico ministero di Venezia Andrea Petroni, Turetta ha ricostruito la relazione con la compagna di università, le liti finite in due occasioni con degli strattoni "per scaricare la rabbia", i rapporti di Giulia con gli amici da cui "non volevo sentirmi escluso", i ricatti emotivi ("sto troppo male perché ci siamo lasciati, non riesco a fare niente, mi farebbe stare meglio, mi aiuterebbe vederci", le diceva), la protettiva sorella Elena a cui "sentivo fin dall'inizio di non essere piaciuto".A lungo si mostra incapace di accettare la fine di una relazione, "la cosa che contava di più di tutte era sentirla e scrivere con lei o vederla e quindi il fatto che lei scrivesse meno o volesse un po' cancellare i rapporti mi faceva stare molto male, cioè, molto triste".

Una rivelazione che fa anche a uno psicologo. Il racconto dell'11 novembre del 2023 è quello di una giornata normale, quando prima di affondare il coltello – ben 75 volte dirà l'autopsia – "non è successo niente".Il giro al centro commerciale di Marghera, la cena insieme, poi la prima aggressione nel parcheggio a 150 metri da casa di Giulia.

La laureanda ha le idee chiare sul suo futuro senza Filippo.Rifiuta i suoi ultimi regali, tra cui un peluche e un libro illustrato. "Le urlavo che non era giusto, che non doveva essere cosi, che io avevo bisogno vitale di lei, del nostro rapporto, che non dovesse voler cancellarmi o altro, non dovesse voler eliminare il nostro rapporto perché mi sarei…pensavo anche di…

stavo male, pensavo di suicidarmi e che lei, insomma, invece doveva…doveva continuare col nostro rapporto…mi aveva promesso che non sarebbe mai più tornata insieme a me in qualsiasi caso".

Lei ha risposto decisa che non sarebbe tornata con me. È scesa dalla macchina, gridando 'Sei matto, vaffanculo, lasciami in pace'" racconta il ventiduenne al pm. "Ero molto arrabbiato.Prima di uscire anch'io, ho preso un coltello dalla tasca posteriore del sedile del guidatore.

L'ho rincorsa, l'ho afferrata per un braccio tenendo il coltello nella destra.Nel parcheggio a Vigonovo, la studentessa scende all'auto e lui la blocca, le sferra "alla cieca" una prima coltellata.

Lei urlava 'aiuto' ed è caduta.Allora l'ho presa per le spalle mentre era per terra.

Lei resisteva.Ha sbattuto la testa". Stordita per la caduta lui la carica in auto, sul sedile posteriore, lontano dalla borsa con il cellulare che resta davanti. "Non sapevo dove andare" poi si dirige verso la zona industriale di Fossò, mentre Giulia prova a reagire ma il secondo tentativo di fuga diventa mortale. "Mentre eravamo in macchina lei ha iniziato a dirmi 'cosa stai facendo?

sei pazzo?Lasciami andare'.

Era sdraiata sul sedile, poi si è messa seduta.Si toccava la testa.

All'inizio pensavo solo a guidare.Poi ho iniziato a strattonarla e tenerla ferma con un braccio.

C'eravamo fermati in mezzo alla strada, ho provato a metterle lo scotch sulla bocca, non mi ricordo se se l'è tolto o è caduto da solo perché non l'avevo messo bene.Si dimenava. È scesa e ha iniziato a correre.

Anch'io sono sceso".Un tentativo di mettersi in salvo ripreso, in parte, da una telecamera di una ditta (inquadra Giulia alle 23.40) che prelude l'atto finale. "Avevo due coltelli nella tasca in auto dietro al sedile del guidatore.

Le ho dato, non so, una decina, dodici, tredici colpi con il coltello.Ho colpito un po' tutto, le braccia, il collo, la faccia, il torace, la nuca" dice mimando davanti al pubblico ministero il gesto con le mani". L'ultima coltellata è sull'occhio: "Ho smesso subito, non avrei voluto colpirla in certi punti" e aggiunge: "Un po' perché non reggevo più tanto, un po' perché mi ero accorto di averle dato una coltellata sull’occhio e la cosa mi faceva troppo senso e quindi ho smesso".

L’autopsia restituisce 75 coltellate e una morte per shock emorragico provocato dal colpo alla testa e dalle coltellate. 
Turetta non parla di raptus o blackout, ma alcuni dettagli non li ricorda e confessa di non aver avuto un piano di fuga.Racconta di essersi liberato lungo la strada degli abiti sporchi di sangue, del coltello e del cellulare della ventiduenne per guadagnare tempo, e di essersi diretto verso le montagne con due obiettivi: nascondere Giulia e suicidarsi.

Un tentativo che va a vuoto almeno un paio di volte perché "non ho avuto mai il coraggio" poi la visione dell'appello dei genitori in tv e quindi la 'resa' con l'arresto vicino Lipsia, in Germania, dopo sette giorni dall'omicidio di Giulia Cecchettin.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Intelligenza artificiale, studio Minsait: 71% settore media l’adotta per gestione contenuti

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(Adnkronos) – Dalla produzione di contenuti, alla traduzione di testi, fino alla gestione dei documenti, l'intelligenza artificiale ha contribuito a ottimizzare i processi e a trasformare le operazioni dei media tradizionali.Tanto che il 71% delle aziende del settore media ha già implementato l'intelligenza artificiale per la gestione dei contenuti, evidenziando l'importanza di queste soluzioni per migliorare l'efficienza, e l'85% di esse la utilizza per l'evoluzione dei prodotti e lo sviluppo di nuove funzionalità.

Lo rivela l'analisi settoriale contenuta nel rapporto Ascendant di Minsait (Indra) che, con il titolo Ai: radiografia di una rivoluzione in corso, analizza il suo grado di adozione nelle aziende private e nelle istituzioni pubbliche. L'uso dell'intelligenza artificiale nei media si è concentrato sulla raccomandazione e sull'iper-personalizzazione perché fornisce una maggiore precisione, migliora l'esperienza dell'utente e incoraggia il consumo di nuovi contenuti.Pertanto, il settore si è rivolto all'intelligenza artificiale per due compiti principali: la gestione dei contenuti per la distribuzione personalizzata o l'ottimizzazione dei titoli (sette su dieci) e la gestione della pubblicità per personalizzare le campagne e analizzarne le prestazioni (57%). In termini di casi d'uso specifici, il rapporto rileva che il 43% delle aziende del settore utilizza l'Ia per progettare nuovi servizi e il 29% per migliorare la conoscenza e la gestione dei clienti, stabilire strategie di pricing e identificare opportunità e minacce del mercato.

Inoltre, l'aumento dell'efficienza operativa è una delle principali motivazioni per l'integrazione dell'Ia per il 54% delle aziende del settore dei media, mentre il 46% del settore ritiene che migliori l'offerta di servizi e la conoscenza dei clienti, ottimizzando così i risultati aziendali.Il rapporto evidenzia anche che il 40% di queste aziende ha capitoli legati all'Ia nei propri piani strategici e più della metà (60%) è in grado di acquisire informazioni in tempo reale. "Il settore dei media è nel mezzo di un processo di trasformazione dovuto alla necessità di affrontare problemi economici e tecnologici.

In questo contesto, l'intelligenza artificiale è emersa come strumento chiave per affrontare queste sfide e cogliere nuove opportunità", spiega Elena Pablos, Direttore Telco e Media di Minsait. "Nel breve termine -aggiunge- si prevede che le soluzioni basate sull'intelligenza artificiale saranno in grado di rilevare contenuti manipolati o fabbricati sulla base dell'uso improprio dell'intelligenza artificiale.In Minsait stiamo già lavorando su casi d'uso che ci permettano di prevenire la diffusione di fake news e di garantire la veridicità delle informazioni". D'altra parte, secondo il rapporto di Minsait, la tendenza del settore a orientarsi verso una maggiore sostenibilità e responsabilità sociale d'impresa attribuisce un ruolo di primo piano all'IA, responsabile di ridurre al minimo l'impatto ambientale dei media con soluzioni che riducono l'impronta di carbonio e il consumo energetico.

Il documento prevede inoltre che, nei prossimi anni, le aziende del settore dei media porranno maggiore enfasi sull'etica e sulla sicurezza dei dati per garantirne la privacy ed evitare pregiudizi. La quinta edizione del Rapporto di Minsait sulla maturità digitale 2024 affronta il contesto e il grado di adozione dell'intelligenza artificiale da parte di aziende e pubbliche amministrazioni.A tal fine, sono state analizzate le informazioni fornite da oltre 900 organizzazioni in Spagna e in altri Paesi, appartenenti a 15 diversi settori di attività. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Sim fantasma? In vendita sul dark web anche a 25 euro”

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(Adnkronos) – Nel dark web così come su Telegram si annida un autentico mercato nero di 'Sim fantasma' che, a seconda delle condizioni, del livello di anonimato garantito o del Paese di origine, vengono messe in vendita a cifre tra i 25 e i 300 euro.E' quanto rivela all'Adnkronos Pierguido Iezzi, Strategic Business Director di Tinexta Cyber, che a pochi giorni dalla notizia dell'emendamento, presentato da FdI al ddl sicurezza sul divieto ai migranti privi di permesso di soggiorno di disporre di una Sim telefonica, spiega come funziona il traffico globale di Sim anonime.

Un giro d'affari fuori dalla legge che, considerando anche i crimini collegati, "coinvolge milioni di euro".  Secondo Iezzi l'emendamento presentato dimostra "la consapevolezza dei rischi e problematiche, legate al mondo delle Sim.L'uso di Sim anonime o intestate a nominativi falsi è da sempre sfruttata da organizzazioni criminali o individui per sfuggire al tracciamento".

Sono infatti diverse le "tecniche e gli stratagemmi" per mantenere l'anonimato usando una Sim.Ad esempio, sottolinea lo Strategic Business Director di Tinexta Cyber, "l'utilizzo di Sim intestate a terzi, con persone disposte a vendere la propria identità, creando allo stesso tempo un mercato per l'acquisto di identità false.

Un'altra possibilità è l'acquisto di Sim da Paesi con normative di registrazione meno stringenti, che rendono più difficile per le autorità tracciare le comunicazioni.Esiste un mercato nero di Sim fantasma acquistabili senza necessità di identificazione, spesso reperibili nel dark web o all’interno di Telegram".   "Queste Sim possibilmente non collegate a identità reali, possono essere utilizzate per attività illecite, rendendo quasi impossibile il rintracciamento degli utenti – continua – È importante notare che, come evidenziato nel prossimo report sul Dark Web di Tinexta Cyber, questo rappresenta solo una piccola parte dell'economia sommersa, che include numerose altre forme di traffico e crimine informatico che spaziano da droghe come Fentanil e Ozempic fino a carte di credito complete, credenziali di accesso a sistemi informatici, dati rubati e strumenti per attacchi informatici". Le Sim possono anche essere intestate a nominativi fittizi: ciò, spiega Iezzi, "le rende particolarmente attraenti per chi desidera operare al di fuori della legge".

Vengono infatti usate, continua, "per attività illegali, come traffici illeciti, cybercrimine e frodi.La disponibilità di eSim ha ulteriormente aumentato le possibilità di anonimato, poiché l'attivazione di queste schede può avvenire completamente online, senza la necessità di fornire documentazione fisica.

Questo scenario complica ulteriormente gli sforzi delle autorità nel monitorare e controllare l'uso delle comunicazioni telefoniche”.  

  Ma a quanto ammonta questo giro di affari e quanto può costare una Sim di questo tipo nel mercato del web illegale? "Le Sim fantasma disponibili nel dark web possono costare tra i 25 e i 300 euro, a seconda di vari fattori.Questi fattori includono il livello di anonimato garantito, il Paese di origine della Sim e le condizioni di utilizzo.

Non esistono stime precise sul giro d'affari complessivo legato a questo mercato, ma è evidente che si tratta di un settore considerevole, parte di un più ampio ecosistema di traffico di dati e identità illegali – riferisce Iezzi – Il traffico globale di Sim anonime, inclusi i crimini collegati, coinvolge milioni di euro.Questo mercato non solo alimenta attività illecite, ma rappresenta anche una sfida significativa per le forze dell'ordine, che devono affrontare un fenomeno in continua evoluzione e sempre più sofisticato”. Lo Strategic Business Director di Tinexta Cyber sottolinea che "le azioni per affrontare il problema dell'uso anonimo delle Sim – e in senso più ampio quello del cyber crime – sono già in corso e stanno prendendo piede grazie a un importante percorso di identificazione digitale unica, che si configura come una delle misure chiave per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

Questo strumento innovativo, che si integra perfettamente con un processo di formazione e sensibilizzazione, è stato avviato dall'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), partendo dalle aziende.L'obiettivo principale di questo approccio è educare le imprese e anche i cittadini, per aumentare la consapevolezza sui rischi legati alla sicurezza digitale".  "È fondamentale che tutti comprendano l'importanza di proteggere i propri dati e di utilizzare strumenti di identificazione sicuri.

Inoltre, questo framework di prevenzione si basa su una collaborazione internazionale di contrasto.Già quest'anno, in Italia, abbiamo assistito a un notevole impegno delle forze di polizia, che sono state protagoniste di numerose operazioni, anche su scala internazionale – continua Iezzi -.

Queste operazioni hanno portato all'arresto di vere e proprie gang criminali specializzate in attività cyber, dimostrando così l'importanza di un'azione coordinata tra diversi Paesi.La lotta contro il crimine informatico richiede un approccio globale, poiché le minacce non conoscono confini.

Queste azioni, che combinano tecnologia avanzata, formazione e cooperazione internazionale, stanno dimostrando l'efficacia di un approccio integrato nella lotta contro le minacce cyber".  "Lungimirante e puntuale anche l’azione del governo con lo stesso ddl sulla cybersicurezza del 2024 che rafforzato con numerose azioni il perimetro digitale del nostro Paese.In questa cornice, tecnologie avanzate, come i sistemi di monitoraggio e le piattaforme di Cyber Threat Intelligence giocano un ruolo cruciale nel rilevare attività sospette e nel prevenire attacchi informatici.

La formazione, d'altra parte, è essenziale per garantire che le persone siano preparate a riconoscere e affrontare i rischi digitali – conclude l'esperto – .La cooperazione internazionale permette di condividere informazioni e risorse, rendendo le operazioni di contrasto più efficaci e tempestive.

L'approccio integrato e multidimensionale adottato in Italia rappresenta un passo significativo verso la protezione della sicurezza digitale e contro la stessa lotta contro l'uso anonimo delle Sim". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Truffe online, trappole e danni: ecco come salvarsi

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(Adnkronos) – Buona parte della nostra vita è online: lavoriamo, facciamo la spesa, parliamo con gli amici, organizziamo le vacanze e paghiamo prodotti e servizi, ma quanto ne sappiamo davvero di truffe digitali?Perché ogni giorno inseriamo i nostri dati personali in una miriade di app e siti web.

Codici per l’home banking, numero di carte di credito, password di e-mail aziendali e documenti sono un tesoro per i truffatori e sono tutti nei nostri dispositivi. "Per questo – avverte l'Unione nazionale consumatori – dobbiamo imparare a riconoscere le truffe digitali per difenderci.Nell’ambito del progetto RiGenerAzioni, finanziato dal Mimit, abbiamo realizzato una social survey chiedendo ai consumatori se fossero mai stati vittima di una truffa online e se ne sanno abbastanza per riconoscerle.

Ma non solo: partendo proprio dalle risposte dei consumatori, abbiamo realizzato un e-book dal titolo 'Come difendersi dalle truffe digitali?'. Abbiamo fatto ai 17.800 follower della pagina Instagram @consumatori qualche domanda sulle truffe digitali.Dall’indagine, senza valore statistico, sembra che i consumatori siano preparati sulla più classica delle truffe informatiche: il phishing.

Il 98% di loro sa che è questo il termine giusto per definire l’invio di e-mail false per rubare informazioni personali e non smishing, vishing o spoofing, scelta solo dal 2% dei consumatori.  Il phishing è l’attacco attraverso e-mail false che attirano le vittime (phishing viene proprio dal verbo inglese to fish, pescare) perché sembrano arrivare da un mittente affidabile come banche, società di carte di credito, poste o siti web molto conosciuti e contengono sempre un link su cui cliccare, che porta su uno sito fasullo.Qui alla vittima viene chiesto di inserire le proprie credenziali per accedere al conto corrente, inserire i dati della carta di credito o autorizzare un pagamento.

Ma anche di registrarsi o di scaricare un’app.  Come arrivano i messaggi truffa I messaggi truffa non arrivano solo via mail ma anche via sms, Whatsapp e ormai persino Telegram.In quel caso parliamo di smishing (phishing+sms).

Anche negli sms c’è un link da cliccare che porta sul solito sito fasullo dove inserire password e numeri di conto e anche stavolta il messaggio arriva da un mittente che sembra affidabile.Addirittura possiamo trovarli nella chat autentica della banca o di una istituzione reale.  Il messaggio ha spesso toni minacciosi e carattere di urgenza: bisogna inserire i dati, pena il blocco del conto corrente, della carta di credito o di un pacco ordinato online che è fermo in dogana, bisogna cliccare sul link per ricevere un rimborso dall’Inps, per riscuotere un premio appena vinto e così via.

Questi messaggi non vanno mai aperti, ma eliminati, bloccando il mittente.  Se si dà seguito a una comunicazione di phishing il passo successivo potrebbe essere una telefonata, anche questa apparentemente proveniente da un numero affidabile.Questo è voice phishing: vishing.

I truffatori chiedono i dati bancari, il codice Otp (la password temporanea per eseguire le operazioni) o il Cvv, il codice di tre numeri sul retro delle carte di credito e molti cascano in queste trappole perché al telefono si ha meno tempo per ragionare e si lasciano ingannare dal fatto che il truffatore sia già in possesso di molti loro dati.Dovremmo ricordare sempre che nessuna banca chiederebbe mai codici e password per accedere al conto corrente via e-mail, sms o telefonate. Come fanno i truffatori a spacciarsi per la nostra banca?

Si chiama spoofing ed è una delle tecniche di truffa digitale più insidiosa, proprio perché consiste nella manipolazione dell’identità del mittente e ci fa credere che a mandarci un messaggio sia stata una persona che conosciamo, la nostra azienda o un dipendente della nostra banca che ci chiede i dati per accedere al conto corrente.Visto che il contatto è già in rubrica pensiamo di poterci fidare, ma l’hacker ha camuffato il mittente o il numero, spacciandosi per qualcun altro con l’obiettivo di rubare dati riservati.  E' stato chiesto ai follower di @consumatori se avessero mai ricevuto una e-mail, un sms o una telefonata sospetta che sembrasse una truffa digitale e il risultato ci fa capire quanto il fenomeno delle truffe digitali sia diffuso e quanto sia pericoloso se non siamo preparati a riconoscerle.  Ben il 97,1% ha risposto che più di una volta ha ricevuto un tentativo di comunicazione sospetto e solo il 2,9% dei consumatori ha dichiarato di non essere mai stato 'avvicinato' dai truffatori attraverso mail, chiamate o sms.

Purtroppo però, saper riconoscere una mail di phishing non sempre ci tiene al riparo dalle truffe.Ormai le tecniche usate dai criminali informatici sono sempre più sofisticate, si avvalgono anche dell’intelligenza artificiale (pensiamo ai video deep fake in cui si replica perfettamente l’immagine e la voce di una persona reale) e ci inseguono nei luoghi virtuali che frequentiamo di più: i social e gli e-commerce.

E' forse per questo che ancora tanti cadono nelle trappole dei cybercriminali: tra il nostro campione di consumatori, il 18,2% dichiara di essere stato vittima di una truffa online, contro l’81,8%.Sembra incoraggiante, ma è sempre bene tenere gli occhi aperti.

Anche perché spesso purtroppo si rischia di accorgersene quando è troppo tardi. L'Unc ha poi chiesto ai consumatori che ci seguono su Instagram 'come proteggono i propri dati online'?Tra le misure di sicurezza adottate dai follower di @consumatori c’è la Vpn, il sistema che protegge la connessione anche se navighiamo su reti wi-fi pubbliche, nascondendo l’indirizzo IP. Un’altra misura che i consumatori dicono di usare è l’autenticazione a due fattori, precauzione fondamentale per accessi ad app o siti in cui inseriamo dati personali o per i pagamenti online, che utilizza un codice inviato sul telefono per eseguire l’accesso.  Qualche consumatore, però, ha risposto che non usa nessuna misura di sicurezza per proteggere i propri dati personali online.

Attenzione!I truffatori possono rubare la nostra identità e anche i nostri soldi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Welfare, oltre 1.000 iscritti al learning forum

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(Adnkronos) – La WellWeek ha ufficialmente avuto inizio.Dopo la serata di apertura Milano Smart Life – lunedì sera presso Bosch Tec – oggi, 17 settembre, si è svolto il primo dei tre grandi appuntamenti del 'Festival itinerante della sostenibilità e del benessere': il Learning Forum.

Una giornata dedicata ai nuovi scenari della formazione e alle ricadute di quest’ultima sul benessere della persona in azienda, sul training quale strumento per favore il senso di appartenenza, ma anche sui nuovi scenari dell’upskilling e del reskilling, sul digital learning e sul ruolo del benessere quale pilastro del business. L’evento si è svolto a Milano presso l’Auditorium Testori in Piazza Città di Lombardia.Sotto la conduzione di Federico Luperi (Volocom) è andato anzitutto in scena il talk show di apertura, “Verso lo smart learning: integrare la formazione nelle strategie di wellbeing”, con l’intervento di Alessandro Rimassa (Radical HR), Selene Santacaterina (Amadori), Antonio Traversi (Prysmian) e Roberto Zecchino (Bosch). Il Keynote Speech della giornata è stato invece tenuto da Alberto Ronco (Trainect): 'Il futuro del corporate wellbeing è oggi: benessere, misurazione e business'.

Tantissime le aziende che hanno portato una testimonianza, raccontato una sfida, magari partecipando a un tavolo di lavoro a porte chiuse (ben 13 le sessioni riservate tenute presso Talent Garden Isola), per un evento che ha totalizzato oltre 1.000 iscrizioni: HR manager, formatori, direttori e direttrici risorse umane di realtà piccole, medie e grandi, che hanno trovato un’occasione di confronto e apprendimento in un evento cresciuto moltissimo nell’arco di sole tre edizioni.L’evento ha visto la collaborazione di numerosi e prestigiosi partner: i Main Media Partner Adnkronos, Corriere della Sera e Radio Dimensione Suono; i Partner Accademici Università Iulm e Università degli Studi di Milano-Bicocca; il Social Media Partner KuriU; i Content Partner Cornerstone OnDemand, Newton Group, Piazza Copernico, Preply, Radical HR, Teleskill, Trainect, U2Coach e Wolters Kluwer; e i Forum Partner: Capsula, Gility, Iama Consulting, Logotel, Skill-box, Skilla Amicucci Formazione, Skillsincloud, Skillvue e Talent Garden.

La WellWeek prosegue domani a Roma con il Mobility Forum presso Palazzo dell’Informazione sede del gruppo Adnkronos. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vannacci sospeso da vicepresidente Patrioti? “Devo vedere sul sito”

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(Adnkronos) – Il generale Roberto Vannacci, eurodeputato eletto nelle liste della Lega, è stato "sos

peso" dalle funzioni di vicepresidente del gruppo dei Patrioti per l'Europa.Ne dà notizia il capodelegazione del Rassemblement National Jean-Paul Garraud, a Strasburgo a margine di una conferenza stampa dedicata al processo nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini per il caso Open Arms. "Non parlo al posto degli italiani – premette Garraud – noi siamo rispettosi delle nazioni, siamo i primi a dire che bisogna rispettare la loro sovranità e non mi permetterò certo di parlare dei miei colleghi".  Pressato dai cronisti per sapere se Vannacci sia ancora vicepresidente o meno, puntualizza: "Allora, non so che termine possa essere usato in relazione a questa vicenda, ma allo stato non è più vicepresidente in quanto tale.

Le sue funzioni sono sospese per ora".E perché? "Non lo dirò certo a voi", risponde.  Sul sito del Parlamento Europeo Vannacci risulta allo stato semplice "membro" del gruppo dei Patrioti, mentre prima della pausa estiva era "vicepresidente" dello stesso.

Interrogato prima che parlasse Garraud per sapere se sia ancora presidente o no, Vannacci ha risposto che "fino a due giorni fa sul sito era così riportato.Questa è la mia risposta".

Ma ora non lo è più? "Non ne ho idea, devo vedere sul sito", dice.  "Perché mi dovrei far carico di problemi della stampa?", risponde. "Perché siete così interessati?Io potrei chiederle – obietta al cronista, che porta la barba corta – perché non si è fatto la barba stamattina".

Perché la tengo così, risponde il cronista. "Finché non c'è un documento ufficiale è inutile che continuiamo a farci domande di questo tipo", taglia corto.Quindi lei non è più vicepresidente? "Non ho mai detto una cosa del genere", replica.  Ma sul sito del Parlamento, gli viene fatto notare, non risulta più vicepresidente dei Patrioti. "Non risulto?".

No, gli ribadiscono i cronisti. "Fino a qualche giorno fa risultavo", osserva.Per quello glielo chiediamo, spiegano i giornalisti. "Non lo so, devo vedere sul sito".

Cioè, lei deve vedere sul sito se è vicepresidente dei Patrioti? "Assolutamente – replica – sono i documenti ufficiali che cantano, non quello che si sente in giro detto dalla stampa.Io non ho ricevuto nessun documento ufficiale al riguardo".

E ancora: "Parlo italiano o un'altra lingua?Mi ha capito?

Se mi fa sempre la stessa domanda, pensa che io cambi la risposta?", replica ad un giornalista.  La domanda, ripete il cronista, è se è ancora vicepresidente dei Patrioti o no. "Fino a due giorni fa sul sito era così riportato.E' quella la mia risposta", dice.

Il fatto che ora non è più riportata quella qualifica cambia qualcosa? "Non ne ho idea.Devo vedere il sito.

Sino ad adesso – continua – non ho alcun documento ufficiale che mi dica" se è ancora vicepresidente o meno. "Me lo state dicendo voi", ribatte.Ma qualcuno le avrà pur detto qualcosa, gli viene obiettato dai cronisti. "No.

Le sembra strano?". Abbastanza.E il generale riprende: "Quello che conta sono i documenti ufficiali.

Quindi, non appena avrò modo di vedere quello che voi sembrate avere già visto, ma che io non ho visto, vedrò la questione.Però, visto che fino a due giorni fa sembrava che io fossi" vicepresidente, "a me basta.

Nessuno mi ha detto nulla.Questo è un problema che vi fate solo voi".

Insomma…"No, solo voi.Va bene?

Buona giornata e buon lavoro", conclude prima di prendere l'ascensore  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harris in vantaggio su Trump in Pennsylvania, l’ultimo sondaggio

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(Adnkronos) –
Kamala Harris ha un vantaggio di 3 punti su Donald Trump in Pennsylvania, uno dei sette stati chiave che appare cruciale nelle elezioni del 5 novembre per la Casa Bianca.E' quanto emerge da un sondaggio Usa Today/Suffolk University, secondo il quale la vice presidente è al 49% contro il 46% dell'ex presidente.  Il vantaggio della democratica cresce ancora tra gli elettori indipendenti, con una forbice tra i due candidati di 5 punti, il 43% contro il 38%.

Il punto di forza del repubblicano rimangono gli elettori maschi bianchi, tra i quali Trump raccoglie il 53% dei favori contro il 41% di Harris, che però ha un vantaggio ancora maggiore, 17 punti, tra le elettrici, con il 56% contro il 39%.  Infine la democratica può contare in Pennsylvania su tasso di popolarità più alto, al 49%, rispetto a quello di impopolarità, al 47%.Cosa su cui non può contare Trump, con il 45% che ha un'opinione positiva su di lui, contro il 54% che ne ha una negativa.  Harris intanto lancia una mobilitazione per registrare i giovani americani, base elettorale cruciale per i democratici, al voto.

E la campagna parte proprio nel giorno in cui si celebra negli Stati Uniti il National Voter Registration Day, istituito nel 2012 per aiutare milioni di americani a registrarsi per esercitare il diritto al voto.  "La posta in gioco questo novembre non potrebbe essere più alta e la vice presidente Harris sa che la nostra democrazia è più forte quanto tutti votiamo", dice il manager della campagna di Harris, Juilie Javez, sottolineando che "siamo concentrati ad incontrare giovani americani" per registrarli dal momento che "quando noi votiamo, vinciamo".Secondo un recente sondaggio, Harris negli stati chiave ha un vantaggio di 8 punti su Donald Trump tra gli elettori più giovani, tra i 18 e i 29 anni.  Tim Walz, il candidato dem alla vice presidenza, guiderà una serie di eventi negli stati chiave di Georgia e North Carolina, mentre la moglie Gwen incontrerà in Nevada i giovani che saranno esortati non solo a registrarsi ma anche a votare in anticipo.

Vi saranno eventi in università di altri stati chiave, come la Penn State dove sarà presente il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro, e l'University of Michigan dove l'attrice Jane Fonda parteciperà ad un evento sul clima.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiama l’ambulanza e si mette al volante: denunciato a Firenze

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(Adnkronos) –
Chiama l'ambulanza per essere soccorso e si mette al volante per andare da solo in ospedale.A Firenze la Polizia di Stato è intervenuta ieri pomeriggio in Lungarno Soderini dove il 118 stava soccorrendo una persona in forte stato di agitazione.

Secondo quanto ricostruito dalle volanti della Questura, un cittadino marocchino di 30 anni avrebbe prima aggredito verbalmente i sanitari e poi si sarebbe addirittura messo alla guida dell’autombulanza verosimilmente con l’intento di raggiungere, in autonomia, il nosocomio più vicino. Il sistema di sicurezza del mezzo, che messo in movimento senza la chiave inserita nel cruscotto prevede lo spegnimento automatico del motore, ha interrotto la corsa del 30enne dopo pochi metri.Gli agenti hanno fermato l'uomo che è stato prima curato e poi denunciato per tentato furto aggravato del mezzo di soccorso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia: Le decisioni del giudice sportivo dopo la gara con il Palermo

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Il comunicato ufficiale n.34 della Lega Serie B, con le relative decisioni del Giudice Sportivo, ha tenuto con il fiato sospeso i tifosi della Juve Stabia e gli addetti ai lavori. L’episodio di vandalismo ai danni della telecamera VAR, un gesto inqualificabile e potenzialmente molto grave, aveva destato preoccupazione per possibili sanzioni pesanti, come la squalifica del campo.

Le sanzioni inflitte:

Alla fine, la Juve Stabia è stata punita con una multa di 2000 euro. Una sanzione sicuramente non leggera, ma decisamente inferiore rispetto a quanto si poteva temere. I Commissari di campo presenti al Menti hanno infatti evidenziato solo un altro episodio, meno grave rispetto al danneggiamento della telecamera VAR ma comunque da condannare: il lancio di una bottiglia in campo.

Le conseguenze:

Questa vicenda rappresenta un campanello d’allarme per la Juve Stabia e per tutte le società calcistiche. È fondamentale che si attui una forte azione di prevenzione e repressione di questi episodi di violenza, che danneggiano l’immagine del calcio e mettono a rischio la sicurezza di tutti.

Conclusioni:

La sanzione inflitta alla Juve Stabia è un monito a tutti: l’inciviltà non può essere tollerata. È necessario che i tifosi comprendano che questi comportamenti danneggiano la propria squadra e mettono a rischio la possibilità di disputare le partite in casa.

Crevani (Sanofi): “Scienza e politica unite in prevenzione diabete e celiachia”

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(Adnkronos) – "Siamo molto orgogliosi di aver contribuito e supportato la realizzazione di questo White paper che ha avuto l'obiettivo di riunire un gruppo di persone che sono fra i più importanti esperti nel campo del diabete di tipo 1, passando dalla pediatria all'endocrinologia.Oltre al comparto scientifico, anche quello politico ha tanto spinto per l'attuazione in Italia di questa legge sullo screening".

Così Alessandro Crevani, General Manager Business Unit General Medicines Italy & Malta di Sanofi, alla presentazione del documento 'Screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia', oggi a Roma, ricorda che "l'obiettivo del paper era di sviluppare delle raccomandazioni pratiche, che in realtà sono 16, per passare velocemente da quello che è la fase pilota propedeutica, che oggi si realizza in 4 regioni – Lombardia, Marche, Campania e Sardegna – allo screening nazionale, che noi ci auguriamo avvenga, grazie anche a queste raccomandazioni, in modo più omogeneo possibile in tutte le regioni, senza differenze".  La scelta di prevedere lo screening pediatrico delle due patologie, diabete e celiachia, "non è casuale – spiega Crevani – Entrambe possono essere identificate precocemente attraverso l'espressione di autoanticorpi, il che significa che, con un solo prelievo, è possibile intercettare più patologie.Si tratta di due condizioni con caratteristiche e impatto diverso, anche con rischi diversi, ma sono due malattie che sono portate ad avere l'espressione di autoanticorpi e, quindi, conviene testarle in un unico momento da parte del pediatra". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Buzzetti (Sid): “In fase precoce ritardare diabete migliora qualità di vita”

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(Adnkronos) – "E' un momento epocale.Dopo anni e anni di tentativi di aggiungere qualcosa alla terapia insulinica, la possibilità di intervenire in una fase precoce della malattia è importantissima.

Anche solo ritardare l'esordio della malattia di un solo anno ha un notevole impatto sulla qualità della vita del paziente, in quanto si evitano le eventuali complicanze legate alla patologia, alla quotidianità della terapia insulinica e si riduce il numero di controlli".Così Raffaella Buzzetti, presidente eletto della Società italiana diabetologia (Sid), partecipando al convegno per la presentazione del White paper 'Screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia', oggi a Roma, spiega l'importanza dello screening sottolineando che, "in futuro, la speranza è quella di prevenire la malattia".  Come presidente della società scientifica, Buzzetti assicura il "forte impegno nei prossimi anni anche per cercare di riconoscere la malattia già in una fase molto più precoce rispetto alla diagnosi clinica e poter seguire i soggetti a rischio, consentendo loro di effettuare con esenzione le varie analisi.

Cercheremo – conclude – di instaurare un dialogo attivo e sinergico con i vari interlocutori amministrativi per permettere di riconoscere gli stadi precoci della patologia e migliorare la qualità della vita sia dei pazienti pediatrici che di quelli in età adulta". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mulè: “Italia prima al mondo su screening di diabete di tipo 1 e celiachia”

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(Adnkronos) – "Grazie alla legge 130 approvata esattamente un anno fa dal Parlamento, oggi abbiamo i primi dati sul programma nazionale di screening per rilevare la predisposizione genetica al diabete di tipo 1 e alla celiachia.Il progetto pone l'Italia al primo posto al mondo nello sviluppo di un programma di screening sicuro e non invasivo" per le patologie.

Così Così Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati, nel corso del convegno 'Screening pediatrico per diabete di tipo 1: nuove raccomandazioni per l'implementazione a livello nazionale', che si è tenuta oggi a Roma.  "Le indagini svolte a campione che hanno coinvolto 4 regioni per l'avvio del progetto di screening su base nazionale – spiega Mulè – dicono, aldilà di ogni ragionevole dubbio, come grazie allo screening siano stati intercettati numerosissimi casi destinati altrimenti a essere sconosciuti, con conseguenze probabilmente gravi o gravissime per gli interessati.Per esempio, nel caso di diagnosi tardiva di diabete di tipo 1 può svilupparsi una condizione nota come chetoacidosi, che è una patologia che porta in modo molto repentino all'accesso al pronto soccorso e che ha esito potenzialmente fatale.

Si tratta della conferma del valore dell'iniziativa che pone il nostro Paese all'avanguardia nell'attività di prevenzione per due patologie sempre più diffuse nella popolazione pediatrica.Grazie all'operato dell’Istituto superiore di sanità, assieme al ministero della Salute, i medici pediatri e le associazioni di pazienti, si è compiuto questo primo passo.

Stiamo percorrendo la strada giusta – conclude – continueremo a lavorare con la stessa determinazione per raggiungere nuovi obiettivi". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schillaci: “Screening pediatrico diabete e celiachia su scala nazionale”

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(Adnkronos) – "L'approvazione all'unanimità della legge 130 è un importante traguardo per l'Italia, che posiziona la nazione come il primo Paese ad avere una legge che garantisca la prevenzione di due patologie estremamente diffuse, quali diabete e celiachia".A un anno dalla legge, "la prevenzione pediatrica è una sfida che abbiamo già iniziato a vincere.

L'avvio del progetto di screening in quattro regioni – Lombardia, Marche, Campania e Sardegna – è solo l'inizio e miriamo ad estendere il programma su scala nazionale.Questo progetto, reso possibile dalla prima norma in campo di prevenzione, conferisce all'Italia un ruolo di leader mondiale nel campo della prevenzione pediatrica di diabete di tipo 1 e celiachia".

Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel messaggio di saluto inviato all'evento di presentazione del White paper 'Screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia', oggi in Sala Giacomo Matteotti della Camera dei deputati nel corso dell'evento ‘Screening pediatrico per diabete di tipo 1: nuove raccomandazioni per l'implementazione a livello nazionale'. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacco hacker manda in tilt ‘pager’ Hezbollah in Libano, mille feriti

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(Adnkronos) – E' di mille feriti, di cui cinque in condizioni gravi, il bilancio di un attacco hacker attribuito a Israele che ha fatto esplodere i cercapersone di numerosi presunti militanti di Hezbollah in Libano.Lo ha riferito l'emittente libanese Nbn, precisando che al momento non si hanno notizie di morti. L'attacco informatico ha fatto esplodere contemporaneamente numerosi 'pager', apparecchi tecnologici utilizzati come cercapersone senza fili, appartenenti a miliziani di Hezbollah, riferiscono diversi media arabi, ma anche israeliani, precisando che lo Stato ebraico sarebbe riuscito a violare i sistemi di comunicazione dell'organizzazione sciita.  Le esplosioni dei 'pager' si sono registrate in diverse zone di Libano, in particolare a Dahieh, roccaforte di Hezbollah, nella zona meridionale di Beirut.

L'emittente al-Hadith, legata ad al-Arabiya, parla di "70 feriti", mentre altre fonti arabe sostengono che i feriti siano addirittura "centinaia". "Questa penetrazione nei nostri sistemi di comunicazione rappresenta la più grande violazione dei dati di intelligence nella storia dell'organizzazione", ha commentato una fonte di Hezbollah, citata dai media in lingua araba. Secondo quanto riferito dall'agenzia libanese Nna, le autorità hanno disposto l'allerta nella maggior parte degli ospedali del sud e della Bekaa a causa dell'elevato numero di feriti in arrivo.Inoltre sono stati lanciati appelli affinché i cittadini donino il sangue. Il primo ministro, Najib Mikati, e gli altri ministri libanesi sono stati informati durante una riunione di governo degli "incidenti di sicurezza" avvenuti in diverse aree del Paese.

Secondo i media locali, il primo ministro ha chiesto al ministro della Sanità, Firas Abiad, di lasciare la riunione e di mobilitare tutte le risorse del ministero per curare i feriti negli ospedali. La notizia dell'attacco arriva poche ore dopo che lo Shin Bet ha rivelato che Hezbollah ha recentemente tentato di assassinare un ex alto funzionario della difesa israeliana. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sta tenendo una serie di riunioni ad alto livello con i capi delle forze di sicurezza mentre aumentano le tensioni con Hezbollah in Libano.Funzionari hanno confermato le consultazioni al Times of Israel, ma senza fornire dettagli, mentre il sito di Ynet ha definito gli incontri "drammatici". In precedenza Netanyahu aveva indicato un nuovo obiettivo nella guerra in corso contro Hamas ovvero permettere ai cittadini sfollati dal nord a causa degli attacchi di Hezbollah di rientrare nelle loro case al confine con il Libano. "Il ritorno sicuro dei residenti del nord alle loro case" è stato ora aggiunto come obiettivo della guerra, ha affermato l'ufficio del primo ministro in una nota.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nola, GORI in prima linea contro gli allagamenti: un futuro più sicuro per le nostre città

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Nola – Un passo importante verso una maggiore sicurezza idrica è stato compiuto grazie ai lavori di estensione e potenziamento della rete fognaria, promossi da GORI. A sottolinearne l’importanza e l’impatto positivo sul territorio, si è tenuto un sopralluogo in cantiere con il Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola.

Gli interventi, finanziati grazie ai fondi del PNRR, mirano a risolvere le criticità legate agli allagamenti, un problema cronico che affligge molte zone della regione. Grazie a queste opere, sarà possibile migliorare il deflusso delle acque piovane e ridurre significativamente il rischio di esondazioni, garantendo così una maggiore sicurezza per i cittadini e per le attività economiche.

Questo il comunicato stampa di Gori:

L’Area Nolana al centro dell’impegno di Gori, Ente Idrico Campano e Regione Campania, per la realizzazione di un grande progetto volto anche a contrastare i fenomeni di allagamento.

Proprio per fare il punto sugli sforzi messi in campo nel comune di Nola, si è svolto ieri pomeriggio il sopralluogo sull’area di cantiere situata in via Dei Cipressi, a cui ha partecipato anche il Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola. Un momento di sintesi e di confronto per condividere le strategie messe in campo e i risultati raggiunti.

Nola 3

A Nola, infatti, sono in corso importanti interventi per potenziare ed estendere il servizio fognario. Gori è al lavoro per la posa di circa 130 metri di nuova rete fognaria in via Ugo Foscolo.

Inoltre, in zona Cimitero, proseguono le opere per la risoluzione dei frequenti fenomeni di allagamento, attraverso il potenziamento e la sostituzione della rete fognaria mista esistente con collettori di grosso diametro; tali collettori collegheranno la rete di via San Paolo Bel Sito alle 2 vasche di sollevamento che saranno realizzate in via Cimitero, una per le acque nere e una per le bianche.

Prevista, tra le altre cose, la realizzazione di uno scaricatore di piena: un manufatto che ha la funzione di rilasciare nei corsi d’acqua la portata di acqua meteorica in eccesso, che altrimenti potrebbe sovraccaricare la rete fognaria.

Le opere, molto attese dalla comunità, rientrano nel più ampio programma per la distrettualizzazione e il completamento degli schemi fognari comunali e comprensoriali dell’Area Nolana, finanziato con circa 7 milioni di euro provenienti da fondi PNRR intercettati dall’Ente Idrico Campano.

NOLA 1

Le dichiarazioni del Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola:

Quella di Nola è un’area fortemente condizionata da continue esondazioni. Abbiamo un bacino idrografico delicato; nei mesi scorsi ci siamo molto concentrati sul dragaggio degli affluenti e dei Regi Lagni e questo dragaggio oggi dà un’opportunità: avere una sezione idraulica che può recepire, quando c’è bisogno, il troppo pieno delle acque meteoriche, che con i cambiamenti climatici non è un episodio eccezionale ma tende a ripetersi.

In questo modo ampliamo i collettamenti e determiniamo che in presenza di criticità causate da grandi precipitazioni non ci siano esondazioni ma ci sia un convogliamento regolare di questi flussi”.

Presenti anche il Sindaco di Nola, Carlo Buonauro, il Presidente di Gori, Sabino De Blasi, l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello, il Coordinatore del Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola, e il Vicepresidente della VII Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile della Regione Campania, Massimiliano Manfredi.

Le considerazioni del Presidente di Gori, Sabino De Blasi:

Siamo intervenendo nei comuni dell’Area Nolana per contrastare il fenomeno degli allagamenti con un piano di interventi che ci consente, tra le altre cose, di adeguare ed estendere le reti fognarie, migliorare il dragaggio delle acque meteoriche e potenziare il collettamento delle acque reflue. Il lavoro messo in campo nel comune di Nola, si aggiunge ad altri interventi alla rete idrica che abbiamo attuato negli ultimi mesi. Azioni concrete portate avanti grazie alla sinergia con Regione Campania ed Ente Idrico Campano e al continuo dialogo con le amministrazioni comunali

Il commento del Sindaco di Nola, Carlo Buonauro:

Gli allagamenti hanno due cause fondamentali: i cambiamenti climatici e la mancanza di adeguata manutenzione degli alvei e dei lagni. Questo intervento opera su entrambi i fattori: si sostituiscono le condotte tradizionali con sezioni molto più ampie e si realizzano altre importanti infrastrutture; dall’altro lato, insieme alla Regione Campania e al Consorzio di Bonifica, operiamo non solo le pulizie ma anche il dragaggio degli alvei. Questi due fattori combinati permetteranno ad un territorio, che per decenni ha subito davvero danni morali e materiali incalcolabili, di avere una soluzione definitiva e stabile”.

Le parole del Coordinatore del Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola:

La realizzazione di queste opere tanto attese ed importanti è fonte per me di grande soddisfazione. Utilizziamo i fondi del Pnrr per finanziare interventi che cambiano il volto dei territori e risolvono problemi che sono qui da decenni. Lo facciamo senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini, perché non incidiamo sulla tariffa, ma procediamo con la nostra capacità di intercettare le risorse europee, investendo su tutti i comuni del distretto”.

Le conclusioni del Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo:

Il progetto per l’Area Nolana conferma il nostro impegno concreto per il risanamento ambientale di tutto il territorio campano: un intervento finanziato con 7 milioni di fondi Pnrr che abbiamo intercettato con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Questo non è solo un investimento in opere pubbliche, ma anche un segnale forte verso il futuro: proteggere l’ambiente, garantire acqua pulita e migliorare i servizi per i cittadini. Un atto di amore che ci vede protagonisti seguendo il percorso virtuoso tracciato dal governatore Vincenzo De Luca e dal vicepresidente Fulvio Bonavitacola. Un impegno che ci unisce e rafforza, rendendo i nostri territori sempre più vivibili e sostenibili per le generazioni che verranno”.

Il comune di Nola è stato interessato anche dal maxiprogetto Azioni per l’Acqua, per l’ottimizzazione della rete idrica e la riduzione delle perdite, con l’obiettivo di recuperare più di 8 milioni di litri di acqua al giorno. Gli interventi, finanziati con fondi REACT EU e PNRR, hanno previsto la posa di 4,4 km di nuova condotta per la sostituzione di tratti soggetti a continue rotture e l’esecuzione di opere per la suddivisione dell’infrastruttura idrica comunale in 25 distretti, al fine di avere porzioni di rete più omogenee e ridurre l’impatto sull’utenza in caso di manutenzione o guasti.

Un impegno continuo per il futuro

GORI conferma il proprio impegno a favore di un futuro più sostenibile e sicuro. Grazie a progetti come questo, l’azienda si pone come punto di riferimento per la gestione efficiente delle risorse idriche e la tutela del territorio.

Conclusioni

I lavori di potenziamento della rete fognaria rappresentano una svolta importante per la regione Campania. Grazie a questi interventi, si gettano le basi per un futuro più sicuro e sostenibile, in cui i cittadini potranno finalmente vivere senza la paura degli allagamenti.

Dopo lesione parte del cervello si addormenta: “Svegliarla si può”

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(Adnkronos) – Uno studio italiano, finanziato dall'Ue, getta nuova luce su quello che succede dopo una lesione cerebrale: una parte del cervello si addormenta, quindi riuscire a 'risvegliare' le zone dormienti migliorerebbe l'efficacia degli interventi di riabilitazione.Il lavoro, pubblicato su 'Nature Communications', è firmato da medici e scienziati internazionali coordinati da Marcello Massimini, docente di Fisiologia all'università Statale di Milano, e integra dati di letteratura con le prime evidenze emerse dal progetto Nemesis (Neurological Mechanisms of Injury and Sleep-like cellular dynamics), vincitore nel 2022 di un Synergy Grant da oltre 10 milioni di euro del Consiglio europeo della ricerca (Erc). Lo studio suggerisce che parte dei deficit funzionali conseguenti a un danno strutturale al cervello, di tipo ischemico, emorragico o traumatico, è dovuta al fatto che zone di corteccia cerebrale adiacenti o connesse alla lesione cadono in uno stato simile al sonno, mentre il paziente è sveglio. "Le conseguenze delle lesioni cerebrali focali vanno ben oltre il danno causato direttamente dalla perdita dei neuroni", spiega Massimini. "Già nel 1914", ricorda, il neurologo "Constantin Von Monakow aveva intuito come i sintomi neurologici potessero dipendere in larga misura da un effetto a distanza del danno locale sull'attività di aree cerebrali lontane.

Questo è un dato rilevante – sottolinea il docente – perché mentre è difficile riparare il danno strutturale, le alterazioni funzionali delle reti cerebrali possono in principio essere corrette".Dopo un secolo l'ipotesi di Von Monakow è stata confermata da registrazioni effettuate con moderne tecniche di neuroimaging: una lesione focale al cervello si associa ad alterazioni diffuse dei network cerebrali e queste alterazioni funzionali spiegano la sintomatologia.

Tuttavia, i meccanismi neuronali di queste alterazioni non erano noti.  Nel nuovo studio – riferiscono da UniMi – gli autori sono ripartiti da una nozione antica e un po' dimenticata, quella della presenza di onde elettroencefalografiche lente, simili a quelle del sonno, nell'area della lesione.Rivedendo tale osservazione alla luce di recenti indagini elettrofisiologiche, emerge chiaramente che queste onde riflettono l'intrusione di dinamiche corticali simili a quelle del sonno durante la veglia.

Nel loro lavoro i ricercatori illustrano come queste dinamiche vengono generate e come possono portare a una disgregazione dei network cerebrali e a deficit comportamentali.Infine, delineano uno scenario in cui "le onde lente post-lesione possono essere modulate per 'risvegliare' parti del cervello che si sono 'addormentate', ottimizzando così le strategie di riabilitazione e promuovendo il recupero".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Case popolari, la proposta della Lega: priorità a chi vive in regione da più tempo

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(Adnkronos) – La Lega ha presentato una proposta di legge per cambiare i criteri di assegnazione degli alloggi pubblici, dando la priorità a chi risiede da più tempo all’interno della Regione di residenza. "Se due persone hanno lo stesso punteggio per ottenere una casa, quella sarà data a chi vive da più tempo nella Regione, considerando gli ultimi dieci anni", sottolinea il deputato Gianangelo Bof, primo firmatario della proposta. "Una scelta di buonsenso -prosegue- che ha come obiettivo quello di premiare chi ha scelto di stabilirsi in un’area e viverla".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Malagò: “C’è necessità di investimenti a lungo termine”

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(Adnkronos) – "In Italia non esiste una sola strada per potenziare lo sport.Quindi, non c’è una sola ricetta ma ci sono numerose dinamiche che vanno viste nel breve, nel medio e nel lungo termine.

Quelle di cui il nostro Paese necessita maggiormente sono le ultime ed infatti serve investire e farlo bene nel settore come fa Deloitte perché i ricavi che si ottengono portano ad avere un indotto ed una riduzione di costi in termini di qualità della vita e di spesa pubblica.Per questo, il privato deve sviluppare il più possibile delle partnership”.

Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine dell’evento ‘Lo Sport: settore chiave per lo sviluppo sociale, educativo ed economico del Paese’ organizzato da Deloitte con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e tenutosi presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti di Roma.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Pompei (Deloitte): “Più sinergia pubblico-privato per migliorare questo mondo”

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(Adnkronos) – “Oggi parlare di sport tra i giovani è fondamentale perché è un elemento chiave nel percorso della loro crescita e lo si vede giorno per giorno, soprattutto riguardo al disagio giovanile che ha raggiunto livelli straordinari.Tutto questo può essere mitigato attraverso lo sport – ha esordito così il Ceo di Deloitte Central Mediterranean, Fabio Pompei, a margine dell’evento ‘Lo Sport: settore chiave per lo sviluppo sociale, educativo ed economico del Paese’ organizzato con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e tenutosi presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti di Roma – Infatti, il nostro studio evidenzia come un aumento della pratica sportiva da parte degli italiani può produrre un beneficio di carattere economico e sociale”.  “L’Italia è sulla strada giusta per porsi degli obiettivi ambiziosi dal punto di vista sociale e del benessere fisico – ha continuato Pompei illustrando i risultati del report – Le statistiche che abbiamo raccolto ci dicono che due terzi degli italiani praticano un’attività sportiva.

Per questo bisogna agire creando una maggiore sinergia tra pubblico e privato per costruire un mondo dello sport migliore”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)