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Strage familiare a Nuoro, 3 morti e 4 feriti

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(Adnkronos) –  Strage familiare nel centro di Nuoro, il bilancio provvisorio è di tre morti e quattro feriti.Un uomo ha aperto il fuoco dentro casa con l'obiettivo di sterminare l'intera famiglia.

Ha ucciso la moglie e la figlia maggiore per poi sparare anche contro i due figli più piccoli, uno dei quali è in gravi condizioni.Poi è uscito di casa, sul pianerottolo ha incontrato un vicino di casa e ha sparato pure contro di lui, che ora è ricoverato in gravi condizioni.

La furia omicida è continuata con l'uomo che ha raggiunto casa della madre, in via Pinna, e ha sparato pure contro di lei.La donna è rimasta ferita alla testa, poi l'autore della strage si è tolto la vita.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Erdogan si offre come mediatore: Zelensky lo invita a Kiev

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(Adnkronos) – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha offerto al leader ucraino Volodymyr Zelensky di svolgere un ruolo di mediazione per arrivare a un accordo di pace con la Russia.I due leader si sono incontrati a porte chiuse a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, dove Zelensky ha invitato Erdogan a recarsi in Ucraina. Affermando che la Turchia ha creduto fin dall'inizio che la guerra tra Russia e Ucraina potesse essere risolta attraverso il dialogo, preservando l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina, Erdogan ha detto a Zelensky che Ankara sta continuando i suoi sforzi per raggiungere questo obiettivo.

Inoltre, riferisce l'ufficio di Erdogan, il presidente turco ha parlato degli sforzi in corso per rilanciare l'Iniziativa per i cereali del Mar Nero e arrivare a un cessate il fuoco che potrebbe aprire la strada alla pace tra Kiev e Mosca. Su 'X', Zelensky ha detto di aver parlato con Erdogan dell'ulteriore sviluppo della partnership strategica. ''Ci siamo concentrati sul progresso del commercio bilaterale, degli investimenti e della cooperazione economica, nonché sul coinvolgimento delle aziende turche nella ricostruzione dell'Ucraina'', ha spiegato, aggiungendo che ''abbiamo anche discusso della Formula di Pace, con particolare attenzione alla libertà di navigazione nel Mar Nero e al ruolo di leadership della Turchia''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna, 26enne ucciso in zona stazione ferroviaria: si cerca aggressore

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(Adnkronos) – Un giovane di 26 anni, sembra un senza fissa dimora, è stato ucciso nella notte, forse accoltellato a Bologna, nei pressi della stazione ferroviaria.Sarebbe stato un amico dello stesso 26enne a dare l'allarme e a chiamare il 118, ma una volta arrivato in ospedale per il 26enne non c'è stato nulla da fare.

Sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti e sono scattate le ricerche dell'aggressore.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Germania, esplosione in un bar a Colonia: è la terza volta in 10 giorni

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(Adnkronos) – Un'esplosione si è registrata in un bar appena aperto nel centro di Colonia, in Germania, intorno alle 2.45 di questa mattina.L'ordigno esploso, che ha distrutto il bar a Longericher Strasse e mandato in frantumi i vetri delle finestre vicine, ha provocato un incendio che i vigili del fuoco hanno spento in un'ora.

Due le persone rimaste lievemente ferite. Si tratta della terza esplosione a Colonia nel giro di dieci giorni.Gli agenti della polizia hanno aperto una indagine per verificare i collegamenti con le deflagrazioni dei giorni precedenti.

Da giugno, quella delle scorse ore è la sesta esplosione a Colonia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump: “Da Iran grandi minacce alla mia vita”

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(Adnkronos) – Ci sono ''grandi minacce alla mia vita da parte dell'Iran''.Lo ha scritto su Truth social l'ex presidente americano Donald Trump affermando che ''l'intero esercito americano sta osservando e aspettando.

L'Iran ha già fatto delle mosse che non hanno funzionato, ma ci riproveranno.Non è una bella situazione per nessuno''. Facendo riferimento alla decisione di aumentare la sua sicurezza dopo gli attentati sventati subiti, Trump ha aggiunto che ''sono circondato da più uomini, pistole e armi di quante ne abbia mai viste prima.

Grazie al Congresso per aver approvato all'unanimità molti più soldi per il Secret Service'' con ''Zero voti "No", rigorosamente bipartisan.E' bello vedere repubblicani e democratici unirsi su qualcosa''. A lanciare l'allarme per un piano elaborato dall'Iran per assassinare l'ex presidente era stata poco prima la campagna del candidato repubblicano alle elezioni americane di novembre spiegando di aver avuto informazioni di intelligence in merito e parlando di minacce ''reali e specifiche''.  "Il presidente Trump è stato informato dall'Office of the Director of National Intelligence in merito a minacce reali e specifiche da parte dell'Iran di assassinarlo nel tentativo di destabilizzare e seminare il caos negli Stati Uniti", si legge in una nota diffusa dalla campagna di Trump. A luglio scorso la Cnn aveva parlato dì un presunto complotto dell'Iran per assassinare Donald Trump.

Da qui la decisione dei Servizi Segreti Usa di aumentare la sicurezza intorno all'ex presidente.Le news erano state diffuse pochi giorni dopo l'attentato che Trump ha subìto sabato 13 luglio, quando è stato ferito a un orecchio da Thomas Matthew Crooks.

L'Iran aveva respinto le accuse con forza definendole "infondate". Intanto è stato formalmente incriminato per il tentato omicidio di Trump l'uomo che, lo scorso 15 settembre, si era nascosto con un fucile tra i cespugli del golf club a Palm Beach in Florida dove l'ex presidente stava giocando.Se riconosciuto colpevole di voler uccidere un candidato alla presidente degli Stati Uniti, rischia l'ergastolo.

Lo hanno annunciato le autorità americane, spiegando che l'incriminazione è stata formulata dal gran giurì federale di Miami.In precedenza Ryan Wesley Routh, 58 anni, era stato incriminato per possesso illegale di arma da fuoco.

Lunedì era stata resa nota una lettera scritta da Routh a un amico in cui annunciava la sua intenzione di uccidere Trump. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, intercettato missile Hezbollah su Tel Aviv. Nuovi raid sul Libano

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(Adnkronos) –
Intercettato un missile terra-aria sparato dal Libano verso il centro di Israele vicino a Tel Aviv.A riferirlo Le Idf, secondo cui è il missile che ha fatto scattare le sirene nelle regioni di Gush Dan e Sharon, nel centro di Israele con le sirene di allarme che sono suonate anche a Tel Aviv, spiega il Times of Israel.

Il Comando del Fronte interno delle Idf ha quindi ordinato ai cittadini israeliani di entrare nei rifugi antiaerei.  A stretto giro Hezbollah ha annunciato di aver sparato un razzo contro il quartier generale del Mossad vicino a Tel Aviv.Il gruppo guidato da Hassan Nasrallah ha spiegato di aver voluto colpire i responsabili degli assassini dei leader di Hezbollah e delle esplosioni dei cercapersone e walkie-talkie in Libano.   Intanto Israele ha condotto nuovi raid aerei in Libano, nel sud e nell'est del Paese, per il terzo giorno consecutivo.

Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna spiegando che ''dalle 5 del mattino gli aerei da guerra nemici hanno lanciato attacchi" su diverse aree del Libano meridionale. "L'aggressione aerea è continuata durante la notte" su altre parti del sud, ha aggiunto l'agenzia segnalando che ci sono vittime.Inoltre "aerei da guerra e droni nemici" hanno preso di mira diverse località nella zona di Baalbek, nella valle della Bekaa, nel Libano orientale, dopo mezzanotte, segnalando anche lì vittime. Nella "serie di attacchi" condotti nella notte dai caccia israeliani contro obiettivi di Hezbollah sono stati colpiti combattenti del gruppo, depositi di armi, lanciarazzi e altri obiettivi, riferiscono le Idf. "In seguito all'attacco a diversi depositi di armi di Hezbollah sono state identificate esplosioni secondarie, che indicano la presenza di grandi quantità di armamenti all'interno delle strutture colpite", ha affermato l'esercito israeliano. Il ministero della Sanità libanese riferisce di almeno tre morti e nove feriti in seguito al raid israeliano a Mayasaara, località nelle montagne a nord di Beirut, una zona cristiana per la prima volta colpita dai bombardamenti dell'Idf dall'inizio della nuova offensiva.  Le Idf hanno inviato un messaggio in arabo ai cittadini libanesi, chiedendo loro di non rientrare nelle case che hanno lasciato perché non è ancora sicuro tornare. ''Per la vostra sicurezza, non tornate nelle vostre case fino a nuova comunicazione'', recita il messaggio che lascia presagire nuovi attacchi israeliani in Libano.  Sono circa 500mila le persone sfollate in Libano dopo i raid aerei sferrati da Israele contro obiettivi di Hezbollah, ha riferito il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, durante un evento organizzato dalla Carnegie Foundation per la pace internazionale.  Un razzo lanciato dal Libano verso il nord di Israele ha colpito una struttura residenziale a Safed.

L'impatto ha causato un incendio, ma non si segnalano vittime.Lo ha reso noto la polizia israeliana.  Hezbollah dal canto loro ha confermato l'uccisione di Ibrahim Qubaisi, comandante della divisione missilistica del gruppo, in un raid aereo israeliano a Beirut.

Per Israele era un obiettivo chiave.Secondo le Idf, Qubaisi era responsabile della pianificazione e dell'esecuzione di numerosi attacchi contro civili e soldati israeliani.  Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rinviato a domani la sua partenza per New York, dove parteciperà alla 79esima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Lo ha reso noto il suo ufficio mentre si intensificano gli scontri tra l'esercito israeliano e Hezbollah in Libano. "Il primo ministro Netanyahu partirà per il suo discorso alle Nazioni Unite domani, invece che stasera, e tornerà sabato sera", ha affermato il suo ufficio in una nota.  Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà oggi una riunione d'urgenza per discutere della situazione in Libano dopo l'escalation con Israele e i raid aerei delle Idf che hanno causato oltre 500 morti.Lo ha annunciato la presidenza slovena del Consiglio di sicurezza Onu. L'incontro di oggi si terrà su richiesta della Francia e si svolgerà alle 18 ora di New York alla presenza  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni all’Onu: “Destino ci sfida, Italia pronta a fare sua parte”

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(Adnkronos) – Il “domino” prodotto dall’aggressione russa all’Ucraina, con “effetti destabilizzanti” che vanno ben “oltre i confini nella quale si consuma”.Muove da qui, dalla guerra a Kiev, l’intervento della premier Giorgia Meloni all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Tredici minuti e una manciata di secondi per far sentire la voce dell’Italia sulle sfide “dell’epoca molto complessa” che ci troviamo a vivere -non ultima l’Intelligenza artificiale- e che ci “impone di ragionare in un modo completamente nuovo”, ovvero “fuori dagli schemi che abbiamo conosciuto nel passato”.  Il mondo è cambiato, il messaggio della leader italiana, e non si può più dividerlo in “blocchi omogenei”, la sfida che ci attende “è un cambio deciso di paradigma nei rapporti tra le Nazioni e nel funzionamento degli organismi multilaterali, l'obiettivo – indica la presidente del Consiglio – è costruire un modello di cooperazione completamente nuovo”.Che muova, però, da quegli stessi principi e valori messi nero su bianco nella Carta delle Nazioni Unite, al giro di boa degli 80 anni nel 2025, e “che in questo tempo sono stati messi in discussione addirittura da un membro permanente del Consiglio di sicurezza”, scandisce Meloni, chiamando ancora una volta in causa Mosca.

Sulla difesa di quei valori “l’Italia non intende arretrare.Perché sono principi e valori posti a garanzia di tutti, soprattutto delle Nazioni che hanno meno strumenti per difendersi”.  Per questo, “non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte al diritto dell’Ucraina a difendere le sue frontiere, la sua sovranità, la sua libertà.

Così come affermiamo il diritto dello Stato di Israele di difendersi da attacchi esterni, come quello orribile del 7 ottobre scorso, ma allo stesso tempo -rimarca la premier, con quella che suona come una ‘bacchettata’ – chiediamo ad Israele di rispettare il diritto internazionale, tutelando la popolazione civile, anch’essa vittima in gran parte di Hamas e delle sue scelte distruttive”.  L’Italia sostiene, “ovviamente, anche il diritto del popolo palestinese ad avere un proprio Stato.Ma affinché questo possa vedere presto la luce è necessario che i palestinesi lo affidino a una leadership ispirata al dialogo, alla stabilizzazione del Medio Oriente e all’autonomia”.

In quella terra martoriata, “l’imperativo è raggiungere, senza ulteriori ritardi, un cessate il fuoco a Gaza e l’immediato rilascio degli ostaggi israeliani.Non possiamo più assistere – scandisce Meloni – a tragedie come quelle di questi giorni nel Sud e nell’Est del Libano, con il coinvolgimento di civili inermi, tra cui numerosi bambini”.  E’ necessario un cambio di passo, sulle guerre e negli scenari di crisi che infiammano il pianeta.

Meloni ‘chiama’ alla solidarietà per il popolo venezuelano: “è nostro dovere alzare la voce”, dice, ed è la mossa che non ti aspetti.Quindi rivendica, quanto a cambi di passo, la “svolta che l’Italia ha impresso ai propri rapporti con l’Africa” attraverso il Piano Mattei, portato avanti “senza mai smettere di coinvolgere e confrontarci con i nostri interlocutori africani.

Perché il nostro intento non è imporre, ma condividere”.   Dunque Meloni affronta il capitolo dell’emergenza migranti, focus del suo intervento dello scorso anno, quando esordì per la prima volta all’Unga puntando il dito contro ‘lo scempio’ che si consumava nei nostri mari in un silenzio complice, esortando l’Onu a dichiarare una guerra globale ai trafficanti di esseri umani. “Sono felice che quell’appello non sia caduto nel vuoto”, riconosce Meloni, “ma bisogna fare di più.Le Nazioni Unite devono fare di più”.

Perché, “che, piaccia o no, i problemi di oggi ci coinvolgono e riguardano tutti” e “dobbiamo saperci mettere in discussione, con umiltà e consapevolezza”.   Da qui la riflessione della premier sul multilateralismo, che chiama in causa anche la governance delle Nazioni Unite, a partire dalla riforma del Consiglio di sicurezza motivo di frizioni e malcontento, anche per l’Italia.Meloni torna a ribadire che un ‘restyling’ non può “prescindere dai principi di eguaglianza, democraticità e rappresentatività.

Sarebbe un errore creare nuove gerarchie, con nuovi seggi permanenti.Siamo aperti a discutere la riforma senza alcun pregiudizio, ma vogliamo una riforma che serva a rappresentare meglio tutti, non a rappresentare meglio alcuni”, mette in chiaro con voce severa.

Bastone e carota.Perché la chiusa del suo intervento è un invito ad andare avanti uniti che suona come una carezza.  “Il destino ci sfida, ma in fondo lo fa per metterci alla prova.

Nella tempesta, possiamo dimostrare di essere all’altezza del compito che la storia ci ha dato.Dimostrarlo ai cittadini che governiamo, dimostrarlo ai nostri figli.

Dimostrarlo a noi stessi, forse soprattutto a noi stessi, perché come diceva un grande patriota italiano, Carlo Pisacane, protagonista di quel Risorgimento che fece dell’Italia una Nazione unita, “ogni ricompensa la troverò nel fondo della mia coscienza”.Affrontare i problemi piuttosto che rinviarli, avanzare piuttosto che indietreggiare, preferire ciò che è giusto a ciò che è utile, questo è il nostro compito, difficile ma necessario.

L’Italia, come sempre, è pronta a fare la sua parte”, assicura Meloni. (dall'inviata Ileana Sciarra) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dalla luce delle lucciole una speranza per l’epilessia resistente ai farmaci

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(Adnkronos) – La luce delle lucciole non accenderà più solo le notti d'estate, ma potrebbe anche illuminare il futuro delle persone con epilessia resistente, forme refrattarie ai farmaci oggi disponibili, che affliggono un paziente su 3.La speranza arriva da uno studio italiano pubblicato su 'Nature Communications', condotto da un team dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit) coordinato da Fabio Benfenati, in collaborazione con l'Irccs ospedale Policlinico San Martino e l'università di Genova.

Il lavoro, finanziato da Iit, San Martino, ateneo genovese e dal programma Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale) del ministero dell'Università e della Ricerca, descrive "un approccio innovativo per il trattamento dell'epilessia, che sfrutta la bioluminescenza delle lucciole per prevenire l'iperattività neuronale tipica delle crisi epilettiche".I primi dati preclinici sono promettenti.  Con 550mila casi in Italia e oltre 50 milioni a livello globale – ricordano dall'Iit – l'epilessia è una delle patologie neurologiche più diffuse, tanto che dal 2020 è stata riconosciuta dall'Organizzazione mondiale della sanità come malattia sociale.

E' caratterizzata da un'eccessiva attivazione di alcuni neuroni, che altera la normale funzionalità del cervello.Sebbene la maggior parte dei pazienti tragga beneficio dalle terapie disponibili, circa un terzo non risponde ancora alle cure.

Un'alternativa è offerta dall'optogenetica, tecnica che modifica geneticamente i neuroni affinché esprimano opsine, proteine capaci di influenzare l'attività delle cellule nervose quando esposte alla luce.L'optogenetica permette di bloccare l'attivazione patologica del tessuto neurale patologico, riportando l'attività dei neuroni a livelli fisiologici e disinnescando sul nascere le crisi epilettiche.

Questa strategia richiede però l'inserimento di fibre ottiche nel cervello per generare la luce necessaria al funzionamento delle opsine.Per bypassare questo passaggio invasivo, il Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell'Iit ha sviluppato un sistema in grado di attivarsi autonomamente e in maniera mirata direttamente all'interno dei neuroni epilettici, riportandoli al loro stato naturale. "Il nostro approccio si basa su 3 elementi che vengono prodotti direttamente in tutte le cellule nervose grazie alla modifica genetica – spiega Caterina Michetti, prima autrice dello studio, ricercatrice dell'università di Genova e dell'Iit – Si tratta di un'opsina collegata a un sensore e a una molecola bioluminescente, una luciferasi, la stessa proteina che permette alle lucciole di emettere luce.

La somministrazione del substrato, sostanzialmente un farmaco che la luciferasi consuma per produrre il segnale luminoso, consente di promuovere l'attivazione dell'opsina senza bisogno di inserire fibre ottiche". L'idea della luciferasi non è l'unica novità della strategia 'made in Genova': "Il sensore risolve il problema della tempistica e della localizzazione, determinando quando e in quali neuroni attivare il circuito per prevenire le crisi epilettiche in arrivo", sottolineano i ricercatori. "Il nostro sistema – illustra Elisabetta Colombo, co-coordinatrice dello studio e ricercatrice del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell'Iit – è dotato di un sensore che percepisce l'acidificazione del neurone, caratteristica esclusiva dei neuroni epilettici, creando pertanto un circuito chiuso.Grazie alla somministrazione del farmaco che attiva la luciferasi, il nostro sensore controlla che il neurone sia sano o epilettico, e solo in quest'ultimo caso viene attivata l'opsina che riporta l'attività neuronale a livelli fisiologici". La sperimentazione di una terapia basata su questo approccio è ancora a livello preclinico, ma i risultati mostrano "una diminuzione superiore a 3 volte nel numero di crisi epilettiche e una riduzione del 32%", praticamente di un terzo, "nella durata degli attacchi rispetto al gruppo non trattato", riporta l'Iit. "Il modello sviluppato – commenta Benfenati, direttore del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell'Iit – rappresenta un approccio potenzialmente promettente per il trattamento dell'epilessia cronica refrattaria ai farmaci, indipendentemente dalla causa specifica, genetica o non genetica, in particolare per i casi in cui l'intervento chirurgico non è possibile.

Il prossimo passo consiste nell'ottimizzare la modalità di somministrazione del farmaco, in modo che il sistema possa restare attivo a lungo nel cervello e intervenire prontamente quando è necessario". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giustiziato Marcellus Williams, condannato per omicidio senza prove

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(Adnkronos) –
Marcellus Williams è stato giustiziato con iniezione letale in Missouri, dopo oltre 20 anni di reclusione nel braccio della morte.Il 55enne è morto al Potosi Correctional Center di Mineral Point: l'uomo si era sempre proclamato innocente dopo la condanna per un omicidio commesso nel 1998.

I tentativi legali di scagionarlo, sulla base di risultati dei test del Dna, non hanno prodotto risultati.  
Non ha inciso la posizione assunta dai procuratori della contea di St.Louis che, secondo i legali del condannato, "hanno ammesso di aver sbagliato e hanno combattuto con zelo per annullare la condanna e salvare la vita del signor Williams".

Diverse organizzazioni e persino la famiglia della vittima dell'omicidio hanno cercato di fermare l'esecuzione: nel tardo pomeriggio del 24 settembre, è svanita l'ultima speranza di bloccare l'iter con la decisione della Corte Suprema.Solo 3 giudici su 9 si sono espressi a favore dello stop.

L'esecuzione di Williams in passato è stata sospesa per 2 volte nel 2015 e nel 2017.  Williams è stato condannato nel 2001 per l'omicidio di Felicia Gayle, ex cronista del St.Louis Post-Dispatch, trovata morta l'11 agosto 1998: la donna è stata accoltellata nella sua casa alla periferia di St.

Louis.Le prove raccolte sulla scena del crimine comprendevano impronte digitali, imponte di scarpe, capelli e dna sul coltello da cucina usato per l'omicidio. Nonostante tutti gli elementi, nessun arresto è stato eseguito per oltre un anno.

Williams, che ha sempre negato di aver ucciso Gayle, è stato condannato per l'omicidio nonostante il suo Dna non corrispondesse a quello trovato sulla scena del crimine.La condanna si è basata sulle parole di due testimoni che, secondo i legali di Williams, hanno ricevuto ricompense in denaro e hanno raggiunto un accordo per ottenere per pene più brevi nei rispettivi casi penali.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cittadinanza, lo stop di Meloni: “Non servono nuove leggi”

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(Adnkronos) – Lo stop arriva dal quartier generale delle Nazioni Unite, a New York.Mentre in Italia rimbalza la notizia della volata delle firme per il referendum sulla cittadinanza -obiettivo sforbiciare di 5 anni la residenza legale continuativa, ovvero il termine dopo il quale gli stranieri possono diventare 'nuovi italiani'- la presidente del Consiglio Giorgia Meloni stronca ogni entusiasmo. Ma anche le aspirazioni di Forza Italia, che domani riunirà i gruppi parlamentari per mettere a punto la proposta di legge 'azzurra'.

Una legge che mira a un 'restyling' di cui, per la premier, non c'è alcun bisogno. "Penso che l'Italia abbia un'ottima legge sulla cittadinanza – dice chiaro Meloni in un punto stampa al Palazzo di Vetro – e questo è dimostrato dal fatto che siamo tra le nazioni europee che concedono il maggior numero di cittadinanze, dunque non ne ravvedo la necessità".  Eppure nella sua maggioranza, come è ormai noto, non tutti sembrano pensarla come lei.Sempre da New York, appena due ore prima, era stato il vicepremier e ministro agli Affari esteri Antonio Tajani, segretario forzista, a parlarne, spiegando che sì, Forza Italia lavora a una pdl da presentare "prima agli alleati e poi in Parlamento".

Salvo poi mettere in chiaro che il suo partito non cadrà in tranelli, o meglio in 'giochini parlamentari'.  Dunque sì alla proposta di legge, a cui domani lavoreranno i gruppi di Camera e Senato, "ma non ci prestiamo a operazioni politiche sfruttando il tema della cittadinanza – mette in chiaro il vicepremier -, non votiamo emendamenti a sorpresa o risoluzioni presentate qua e là per cercare di dividere la maggioranza.E' una questione seria quella della cittadinanza e non può essere oggetto di giochini parlamentari".  Tajani chiude così all'opposizione, ma Meloni spegne ogni spiraglio su una legge che possa nascere su spinta della maggioranza: "Non conosco la proposta di legge di Forza Italia…", taglia corto con i cronisti. "D'altronde – rimarcano fonti di Fdi – di un provvedimento di questo tipo non c'è traccia nel nostro programma". Se la legge sulla cittadinanza dovrà cambiare, il cambiamento dovrà arrivare dal basso.

Spinta dall'onda di firme gonfiata sui social da influencer, atleti, attori, registi, con il risultato di aver raggiunto quota 500mila in appena 72 ore. "Se c'è un referendum – riconosce la stessa Meloni – quella è democrazia e decidono gli italiani, io ho sempre grande rispetto di quel che decidono gli italiani". (dall'inviata Ileana Sciarra) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Meloni salta ricevimento Biden e summit: “Ma su Kiev linea non cambia”

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(Adnkronos) – L'intervento di 13 minuti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in cui ha ribadito il sostegno dell'Italia all'Ucraina e il dovere della comunità internazionale a "non voltarsi dall'altra parte", poi la cena con lo staff e subito in volo verso Roma. La premier Giorgia Meloni anticipa il rientro, come reso noto domenica, 'sforbiciando' la missione Unga a New York di un giorno, dal 25 settembre -come da programma- al 24.E così non sarà presente al vertice sull'Ucraina organizzato da Joe Biden per la giornata di mercoledì, presente Volodymyr Zelensky.

O meglio ci sarà, ma collegata da Roma.E salterà, ancora una volta, il tradizionale ricevimento al Metropolitan Museum offerto dal Presidente degli States ai partecipanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite: lo scorso anno lo mancò per trascorrere la serata con la figlia Ginevra, una scelta che venne travolta dalle polemiche.

E stavolta c'è il rischio possa bissare, sollevando oltretutto sospetti su un possibile cambio di direzione nel sostegno a Kiev.Che lei -al suo arrivo a Palazzo di Vetro immortalata dai fotografi insieme a Zelensky, a cui ha ribadito "il convinto sostegno dell'Italia"- smentisce con forza. In un punto stampa nel quartier generale delle Nazioni Unite, Meloni risponde con fermezza a chi le domanda se dietro l'assenza al vertice di sostegno a Kiev ci sia un cambio di linea dell'Italia: "No, poi io capisco che si cerchi di sostenere tesi anche contro l'evidenza.

L'incontro sull'Ucraina è stato spostato su richiesta in particolare degli Stati Uniti a domani, parteciperemo lo stesso e, al di là del tentativo di dimostrare cose che non sono dimostrabili, la posizione italiana non cambia e non sta cambiando, come dimostra l'incontro di questa mattina con Zelensky". Dunque la stoccata ai cronisti. "Penso che non sia neanche così utile per la nazione, che ha il pregio che tutti riconoscono al mondo della chiarezza e determinazione nel sostenere l'Ucraina, cercare di raccontare un'altra storia.Non dico per il governo, ma per l'Italia che per una volta è considerata seria, affidabile, e che non cambia posizione come cambia il vento".  
Una posizione che l'Italia ha ribadito all'Assemblea generale ma anche al Consiglio di Sicurezza, dove è intervenuto il ministro agli Affari esteri Antonio Tajani, delegato da Meloni.

Sempre incalzata dai cronisti, la premier risponde serafica di non aver incontrato Donald Trump, nei tre giorni di missione a New York, né tantomeno membri del suo staff. 
Il tema del sostegno a Kiev è infatti legato a doppio filo alla partita delle prossime elezioni statunitensi, accompagnate dal timore diffuso che una vittoria del candidato repubblicano possa cambiare le carte in tavola.Portando con sé un riposizionamento di diversi Paesi, Italia compresa.

Da qui, le 'letture' sulla sintonia della presidente del Consiglio con Elon Musk, notoriamente filotrumpiano, indicato dalla stessa Meloni per la consegna del premio dell'Atlantic Council, allo Ziegfeld Ballroom.  "La scelta di Elon Musk – replica lei mal celando il fastidio per le insinuazioni che hanno accompagnato la sua missione a New York – era la scelta di una delle personalità più interessanti del nostro tempo, una scelta che abbiamo fatto mesi fa ma che non c'entra niente con la campagna americana".  "Ho già spiegato mille volte – rincara la dose – che io non sono una sostenitrice dell'ingerenza straniera nelle questioni interne delle nazioni sovrane, non sono tra quei leader che pensano di avere la facoltà di dire ai cittadini di un'altra nazione cosa sia meglio per il loro futuro, queste sono quelle cose che piacciono tanto alla sinistra ma a me non sono piaciute mai".Prima di raggiungere l'albergo sulla V Avenue per cambiarsi d'abito, in vista dell'intervento all'Assemblea generale, Meloni concede un momento di ironia ai cronisti, tornando sulla sua grande passione per Michael Jackson, citato nell'intervento all'Atlantic Council.

Il motivo preferito tra i tanti di Jacko è "Man in the mirror", risponde senza tentennamenti, per poi sorridere divertita a chi le chiede di allontanarsi con un 'moonwalking': "no, non so' capace…". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni all’Onu: “Tempi difficili, Italia pronta a fare la sua parte”

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(Adnkronos) –
In tempi difficili, "l'Italia, come sempre, è pronta a fare la sua parte".E' la conclusione dell'intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all'Assemblea generale dell'Onu. "E' un tempo difficile quello nel quale siamo stati chiamati a governare le nostre Nazioni.

Tutto intorno a noi sembra cambiare, tutto viene messo in discussione, e le poche certezze che pensavamo di avere non sono più tali.Il destino ci sfida, ma in fondo lo fa per metterci alla prova.

Nella tempesta, possiamo dimostrare di essere all’altezza del compito che la storia ci ha dato.Dimostrarlo ai cittadini che governiamo, dimostrarlo ai nostri figli", dice Meloni.  "Dimostrarlo a noi stessi, forse soprattutto a noi stessi, perché come diceva un grande patriota italiano, Carlo Pisacane, protagonista di quel Risorgimento che fece dell’Italia una Nazione unita, 'ogni ricompensa la troverò nel fondo della mia coscienza'.

Affrontare i problemi piuttosto che rinviarli, avanzare piuttosto che indietreggiare, preferire ciò che è giusto a ciò che è utile, questo è il nostro compito, difficile ma necessario.L’Italia, come sempre, è pronta a fare la sua parte", dice.  "Affermiamo il diritto dello Stato di Israele di difendersi da attacchi esterni, come quello orribile del 7 ottobre scorso, ma allo stesso tempo chiediamo ad Israele di rispettare il diritto internazionale, tutelando la popolazione civile, anch'essa vittima in gran parte di Hamas e delle sue scelte distruttive", dice la premier soffermandosi sulla crisi in Medio Oriente "E seguendo lo stesso ragionamento sosteniamo, ovviamente, anche il diritto del popolo palestinese ad avere un proprio Stato.

Ma affinché questo possa vedere presto la luce è necessario che i palestinesi lo affidino a una leadership ispirata al dialogo, alla stabilizzazione del Medio Oriente e all’autonomia", aggiunge.  "Gli Accordi di Abramo hanno dimostrato la possibilità di convivere e cooperare vantaggiosamente sulla base del mutuo riconoscimento.Se questa è la prospettiva sulla quale tutti dobbiamo lavorare, e lo è, oggi l’imperativo è raggiungere, senza ulteriori ritardi, un cessate il fuoco a Gaza e l'immediato rilascio degli ostaggi israeliani.

Non possiamo più assistere a tragedie come quelle di questi giorni nel Sud e nell'Est del Libano, con il coinvolgimento di civili inermi, tra cui numerosi bambini", dice Meloni.  "Non possiamo voltarci dall'altra parte di fronte al diritto dell’Ucraina a difendere le sue frontiere, la sua sovranità, la sua libertà", dice ribadendo la posizione dell'Italia sul conflitto tra Ucraina e Russia. "È un’epoca molto complessa quella nella quale viviamo, e il carattere comune delle sfide del nostro tempo ci impone di ragionare in un modo completamente nuovo.La ferita inferta al sistema internazionale fondato sulle regole dalla guerra d'aggressione russa all'Ucraina sta avendo effetti destabilizzanti molto oltre i confini nella quale si consuma, e come un domino sta contribuendo a riaccendere, o far detonare, altri focolai di crisi", evidenzia. "I sistemi politici democratici affrontano insidie inedite.

La frammentazione geo-economica cresce con conseguenze con le quali tutti dobbiamo fare i conti, soprattutto le Nazioni più fragili.Il cammino per la riduzione delle emissioni ambientali è ad un bivio, stretto tra approcci ideologici e scarsa solidarietà, soprattutto dei principali emettitori di gas a effetto serra.

La scarsità di acqua e di energia incidono sempre più profondamente sullo sviluppo, sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità sociale di intere comunità.L'utilizzo strumentale della fede religiosa diventa fattore di tensione o, peggio, fattore di persecuzione: sono milioni nel mondo le persone che soffrono a causa della loro professione di fede, e al primo posto come vittime ci sono i cristiani".  Quindi, il contrasto all'immigrazione illegale. "Il nostro obiettivo, di fronte di decine di migliaia di persone che affrontano viaggi disperati per entrare illegalmente in Europa, è garantire prima di tutto il loro diritto a non dover emigrare, a non dover recidere le proprie radici semplicemente perché non hanno altra scelta", afferma. "Una disperazione sulla quale lucrano organizzazioni di criminali senza scrupoli sempre più potenti e ramificate.

Proposi un anno fa, da questo stesso podio, di dichiarare una guerra globale ai trafficanti di esseri umani, e sono felice che quell'appello non sia caduto nel vuoto, e che in primis a livello G7 si sia trovata l'intesa per dare vita ad un coordinamento internazionale per smantellare queste reti criminali.Ma bisogna fare di più", dice.  Meloni ricorda la "svolta che l'Italia ha impresso ai propri rapporti con l'Africa.

Abbiamo reso operativo, a livello bilaterale, il nostro piano di investimenti per l'Africa, il Piano Mattei, con progetti pilota in nove Nazioni del continente, creando partenariati strategici con ognuna di esse".  "Abbiamo strutturato sinergie operative con il Global Gateway dell'Unione Europea e la Partnership for Global Infrastructure and Investment del G7.Abbiamo costruito strumenti finanziari nuovi con la Banca Africana di Sviluppo e con la Banca Mondiale, per permettere l'afflusso di risorse pubbliche e private.

Abbiamo immaginato soluzioni innovative, come l'Apulia Food Security Initiative, per rafforzare la produzione agricola e la sicurezza alimentare, o l'Energy for Growth in Africa, per sostenere la produzione e la distribuzione di energia pulita.Abbiamo deciso di sostenere progetti strategici per l'Africa, come il corridoio di Lobito.

Abbiamo fatto tutto questo senza mai smettere di coinvolgere e confrontarci con i nostri interlocutori africani.Perché il nostro intento non è imporre, ma condividere.

E, insieme, scegliere priorità, settori di intervento, ambiti di azione". "Dove potevamo essere un valore aggiunto, lì abbiamo offerto il nostro punto di vista e la nostra collaborazione.Con progetti concreti che già stanno dando i loro frutti.

In Algeria – illustra -, dove renderemo fertili 36 mila ettari di terreno desertico per la coltivazione e costruiremo una filiera locale di trasformazione e produzione.In Kenya, con lo sviluppo di una filiera di biocarburanti che arriverà entro la fine del 2025 a sostenere fino a duecentomila piccole imprese agricole.

In Etiopia, con un vasto intervento di recupero ambientale dell'area del lago Boye, nell'ovest del Paese". "Perché, voglio ribadirlo ancora una volta, il nostro obiettivo, di fronte di decine di migliaia di persone che affrontano viaggi disperati per entrare illegalmente in Europa -dice- è garantire prima di tutto il loro diritto a non dover emigrare, a non dover recidere le proprie radici semplicemente perché non hanno altra scelta". (dall'inviata Ileana Sciarra)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, i paletti di Kiev per l’accordo di pace: “No a perdita di territorio”

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(Adnkronos) –
L'Ucraina non è disposta a cedere territori alla Russia per un accordo di pace.La posizione di Kiev non cambia e lo ha ribadito il ministero degli Esterprecisando che il completo ritiro della Russia dall'Ucraina e dai suoi confini riconosciuti a livello internazionale è "uno dei punti obbligatori del piano di pace formulato dal presidente Volodymyr Zelensky".  
La Russia occupa circa un quinto dell’Ucraina dopo oltre due anni e mezzo di guerra, così come la penisola di Crimea, annessa nel 2014.

Zelensky è negli Stati Uniti per presentare il suo piano per la vittoria ma della proposta per ora si conoscono solo le linee generali.Il ministero degli Esteri ha affermato che soluzioni temporanee "non possono ripristinare completamente la pace, ma solo rinviare la guerra".  La pressione internazionale sulla Russia affinché sgomberi i territori occupati deve essere aumentata, ha aggiunto. "Questo è uno scenario realistico che possiamo realizzare attraverso sforzi congiunti", ha affermato il ministero. Oggi il presidente ucraino si rivolgerà all'Assemblea generale dell'Onu per la terza volta da quando il suo Paese è stato invaso dalla Russia.

possibilità di ribattere sarà offerta al ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che parlerà all'Assemblea sabato, mentre il presidente russo Vladimir Putin non si reca a New York per l'evento dal 2015.L'ultimo intervento del leader del Cremlino all'Assemblea Onu risale però al 2020, in piena pandemia da Covid-19, quando parlò in collegamento video. 
A New York, Zelensky ha già avuto una serie di incontri, compreso quello con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "È sempre un piacere incontrare Giorgia Meloni.

A margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, abbiamo concordato i nostri prossimi programmi comuni.Sono grato a Giorgia per tutti i passi decisivi compiuti dal G7 sotto la presidenza italiana e per il suo impegno negli sforzi congiunti per stabilire una pace duratura e giusta", le parole del presidente.  Meloni non sarà presente di persona al vertice in programma oggi.

La presidente del Consiglio si collegherà in videocall al summit organizzato dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. "Un cambio di line?No, poi io capisco che si cerchi di sostenere tesi anche contro l'evidenza", dice Meloni. "L'incontro sull'Ucraina è stato spostato su richiesta in particolare degli Stati Uniti, parteciperemo lo stesso e, al di là del tentativo di dimostrare cose che non sono dimostrabili, la posizione italiana non cambia e non sta cambiando, come dimostra l'incontro di questa mattina con Zelensky.

E penso che non sia neanche così utile per la nazione, che ha il pregio che tutti riconoscono al mondo della chiarezza e determinazione nel sostenere l'Ucraina, cercare di raccontare un'altra storia.Non dico per il governo, ma per l'Italia che per una volta è considerata seria, affidabile, e che non cambia posizione come cambia il vento", aggiunge. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, da Usa stop guerra Gaza solo con rilascio ostaggi. E lancia idee “concrete” per crisi Libano

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(Adnkronos) –
Gli Stati Uniti non chiederanno la fine della guerra a Gaza senza un accordo che includa il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani.Lo ha dichiarato un alto funzionario dell'amministrazione Biden. "Abbiamo detto che questo conflitto dovrebbe finire, ma non a qualsiasi condizione.

Ci sono molte, molte persone innocenti che sono ancora prigioniere a Gaza, e non stiamo chiedendo una fine del conflitto che ignori la loro situazione", ha detto il vice consigliere per la sicurezza nazionale Jon Finer durante un'intervista con il sito di notizie Axios a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Riteniamo che ciò sarebbe fondamentalmente disumano e irresponsabile", ha aggiunto. Gli Stati Uniti stanno intanto presentando idee "concrete" per alleviare la crisi in Libano, ha affermato un funzionario statunitense, riporta Cgtn, esprimendo la contrarietà Usa rispetto a un'invasione di terra israeliana per colpire Hezbollah. Gli Usa hanno avvertito Israele di non colpire le infrastrutture statali del Libano nel corso dei raid contro Hezbollah.Lo apprende l'emittente israeliana Channel 12, secondo cui gli Usa hanno chiesto a Israele di non danneggiare in alcun caso le infrastrutture e/o i beni dello stato sovrano del Libano.

Gli Usa hanno detto a Israele di "distinguere il più possibile" tra Hezbollah e Libano, riferisce il canale televisivo. Israele dal canto suo si dice aperta a idee per una de-escalation del conflitto in Libano.Lo ha affermato l'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon, dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato di star valutando "idee concrete" con alleati e partner. "Mentre parliamo ci sono forze importanti che cercano di proporre idee e noi siamo aperti a questo", ha detto Danon ai giornalisti. "Non siamo impazienti di iniziare un'invasione di terra…

Preferiamo una soluzione diplomatica". Israele si sta impegnando affinché la campagna contro Hezbollah sia la più breve possibile, ma è pronta se dovesse richiedere più tempo, ha detto ai giornalisti il portavoce dell'Idf Daniel Hagari. Sembra puntare alla de-escalation anche l'Iran.Hezbollah ha chiesto al suo alleato storico di attaccare Israele mentre le Idf intensificano i loro raid sul sud del Libano, ma finora Teheran ha "espresso riserve", riferisce infatti il sito di notizie Axios, citando due funzionari israeliani e un diplomatico occidentale.

Secondo le fonti, gli iraniani hanno risposta a Hezbollah che "il momento non è giusto" perché il presidente Masoud Pezeshkian è attualmente a New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite.Stando ad Axios, Hezbollah ha chiesto alla Repubblica islamica di attaccare come parte della rappresaglia per l'uccisione del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, avvenuta a Teheran due mesi fa. Le fonti sostengono che "gli iraniani hanno espresso riserve sull'unirsi ora alla lotta contro Israele e non hanno dato una risposta positiva".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nomine Rai, parte il countdown: domani il voto, ma non c’è ancora intesa

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(Adnkronos) – E' partito il countdown per le nomine Rai.Domani dovrebbe essere la giornata decisiva ma il condizionale è d'obbligo perché, come sempre, la partita è piena di insidie e apertissima fino all'ultimo momento utile.

La conferenza dei capigruppo del Senato ha confermato l'appuntamento, nonostante nel corso della giornata di ieri si fossero sovrapposte le voci di un possibile slittamento.  
Maggioranza e opposizione navigano ancora a vista.Gli occhi sono puntati sul voto di giovedì in Parlamento (si comincia alla Camera alle 9.30, mentre a Palazzo Madama è previsto mezz'ora dopo), data in cui è prevista l'elezione dei 4 componenti del nuovo Consiglio di amministrazione.  Niente proroghe, il centrodestra vuole rinnovare i vertici dell'azienda di viale Mazzini senza rinvii di sorta e punta all'elezione di un presidente di riferimento in Vigilanza.

Il nome c'è, salvo 'fuoco amico', ed è quello di Simona Agnes, gradita a Forza Italia. Maurizio Gasparri, capogruppo azzurro al Senato, è perentorio: ''La nostra posizione non è mai cambiata: siamo per la presidenza ad Agnes e ci auguriamo che venga designata.E' certamente una persona a noi gradita, ma, lo ripeto, è anche molto qualificata.

Il presidente viene votato dopo in Vigilanza Rai, con i due terzi.Se c'è un clima costruttivo, bene, ma se il clima è ostativo'', ''non si può pensare di fare la legge sulla governance, gli Stati generali…". L'esponente forzista avverte le opposizioni che il partito azzurro tirerà dritto per la sua strada se non sarà disposto a cercare sponde: ''Noi abbiamo fatto una proposta ma se non c'è un atteggiamento costruttivo, andiamo avanti''.

Per la presidenza serve l'ok dei due terzi della Commissione di Vigilanza Rai, quindi un accordo con almeno una parte dell'opposizione.Il Cda è composto da sette membri: due vengono eletti dalla Camera e due dal Senato, altri due vengono indicati dal ministero dell'Economia (uno è l'amministratore delegato, l'altro il presidente che appunto deve passare per il gradimento della Vigilanza) e un altro membro viene eletto dai dipendenti dell'azienda.  Dopo il passaggio di Maria Stella Gelmini nelle file di Noi Moderati, al centrodestra mancano due voti per portare a casa la partita, vale a dire il raggiungimento del quorum dei due terzi necessario per l'entrata in carica del presidente.

Secondo lo schema del centrodestra, se FI punta alla presidenza con Agnes spetterà a FdI esprimere una delle tre quote rosa del board (in ballo ci sono Valeria Falcone e Federica Frangi); un'altra casella resta in quota Lega.  Sul fronte delle opposizioni Pd e Avs minacciano l'Aventino.In particolare il Pd potrebbe non solo non partecipare al voto in Vigilanza sul presidente, ma anche a quello di giovedì in aula.

Nulla, però, al momento è deciso. "Vedremo", è la risposta laconica del presidente dei senatori dem Francesco Boccia.Il rischio che si profila è anche quello di una spaccatura delle opposizioni.

Il M5s sarebbe intenzionato a partecipare al voto di giovedì indicando Alessandro Di Majo per scongiurare, è questo il ragionamento che viene fatto, un Cda 'monocolore' di maggioranza. In queste ore sono in corso contatti per arrivare a una linea comune delle opposizioni.Da giorni Giuseppe Conte ha aperto alla possibilità di convergere su un nome di garanzia, qualora "ci fosse un presidente autorevole, assolutamente non riconducibile a logiche partitiche".

Un identikit che però non corrisponde, secondo i pentastellati, al profilo di Agnes.La palla, comunque, sottolineano nel Movimento, è nelle mani della maggioranza.  A scompaginare i piani potrebbe essere ancora una volta Matteo Renzi, potenziale ago della bilancia visti i due membri in quota Iv.

Negli ultimi giorni sono tornate ad affacciarsi diverse ipotesi alternative per la presidenza Rai, come Antonio Di Bella e Giovanni Minoli, due figure interne all'azienda con alle spalle una lunga carriera nel servizio pubblico.Altra ipotesi gradita per il Movimento guidato da Conte sarebbe Milena Gabanelli.  Se non dovesse arrivare un accordo, ipotesi da non escludere, la soluzione sarebbe la nomina a presidente del membro più anziano: il timone del cda spetterebbe a quel punto ad Antonio Marano, ex direttore di Rai2 ma anche un passato da deputato nelle file della Lega L'incarico di amministratore delegato, salvo sorprese, dovrebbe andare a Giampaolo Rossi, in quota FdI.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo al Nord, caldo record al Sud: settimana meteo “movimentata”, cosa dice l’esperto

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(Adnkronos) – Maltempo al Nord, temperature fino a 30 gradi al Sud, Italia spaccata in due dal meteo nei prossimi giorni, tra temporali e caldo ben oltre la media stagionale. "Sarà una settimana movimentata per via del passaggio di alcune perturbazioni provenienti dall'Atlantico", spiega all'Adnkronos Francesco Nucera di '3BMeteo'.  La prima, dice, è attesa in queste ore e porterà "piogge sparse e qualche temporale soprattutto al Centro-Nord.La seconda, più intensa, arriverà tra giovedì e venerdì, concentrandosi principalmente sul Nord, dove si prevedono fenomeni anche forti, e in parte sul Centro".

Le regioni meridionali invece "saranno meno coinvolte.Le temperature saranno molto contrastanti: al Nord si percepirà un clima più autunnale, mentre al Sud i venti da sud innalzeranno i termometri su valori molto al di sopra della media del periodo con punte fino a 30 gradi", conclude Nucera.  LAZIO – La Direzione emergenza, protezione civile e Nue 112 della Regione Lazio ha emesso un’allerta gialla con validità dalle prime ore di oggi, e per le successive 18-24 ore.

Sul Lazio si prevedono precipitazioni da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati da deboli a moderati. CAMPANIA – La Protezione Civile della Regione Campania, alla luce delle valutazioni del Centro Funzionale, ha emanato una nuova allerta meteo di colore Giallo per temporali improvvisi e intensi che caratterizzeranno l'intera giornata di oggi.L'avviso è entrato in vigore alla mezzanotte di ieri e resta valido fino alle 23.59 di oggi, mercoledì 25 settembre.

L'allerta riguarda la quasi totalità del territorio campano.Sono escluse solo la zona 4 (Alta Irpinia e Sannio) e 7 (Tanagro).

Si fa presente che la particolare perturbazione in atto potrebbe portare a rapidi cambi del quadro meteo e ad improvvisi temporali, anche di forte portata, a scala locale.Le precipitazioni potrebbero essere accompagnate da grandine, fulmini, raffiche di vento.

Va quindi prestata attenzione al rischio idrogeologico: saranno possibili allagamenti, esondazioni, ruscellamenti, caduta massi e frane in considerazione della fragilità dei territori e degli incendi dei mesi scorsi.Si ricorda ai Sindaci di attivare i Centri Operativi Comunali (COC), di attuare tutte le misure previste dai rispettivi piani di protezione civile e di monitorare il verde pubblico e le strutture esposte alle sollecitazioni degli agenti atmosferici. TOSCANA – Possibili nuovamente pioggia e temporali a partire dalle aree della Toscana nord-occidentale.

I fenomeni tenderanno poi ad estendersi all’intera fascia costiera e alle aree interne a ridosso.Per questo la Sala operativa della Protezione civile regionale ha emesso un codice giallo per temporali forti e rischio idrogeologico e idraulico del reticolo minore che nel nord-ovest scattato dalle 20 di ieri sera, martedì 24, e nelle altre aree dalla mezzanotte di oggi, per protrarsi, per tutte le zone interessate, fino alle 13 di oggi, mercoledì 25 settembre.

Lo scenario è caratterizzato da elevata incertezza previsionale e saranno quindi possibili fenomeni intensi in grado di causare disagi e danni a carattere locale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Inside Out 2’ arriva in streaming: è il film d’animazione di maggior successo in sala

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(Adnkronos) – Il film d’animazione con il più alto incasso di tutti i tempo arriva oggi, mercoledì 25 settembre, in streaming su Disney+.Si tratta di 'Inside Out 2', una produzione Disney Pixar: è attualmente l'ottavo film che ha incassato di più nella storia del box office mondiale ed è il quarto film con il più alto incasso di tutti i tempi in Italia. Celebrato anche dalla critica, il film è il sequel di 'Inside Out', scritto e diretto da Pete Docter e Ronnie del Carmen, e premiato nel 2016 con l'Oscar, il Golden Globe e il BAFTA. Dopo nove anni tornano le emozioni di 'Inside Out'.

Riley ormai è diventata un'adolescente e il Quartier Generale nella sua mente viene improvvisamente demolito per far posto a qualcosa di completamente inaspettato: nuove Emozioni!Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, che a detta di tutti gestiscono da tempo un'attività di successo, non sanno come comportarsi quando arrivano Ansia, Imbarazzo, Invidia ed Ennui (Noia). 
Nella versione italiana del film, a prestare le proprie voci sono Stella Musy (Gioia), Melina Martello (Tristezza), Paolo Marchese (Rabbia), Daniele Giuliani (Paura), Veronica Puccio (Disgusto), Pilar Fogliati (Ansia), Deva Cassel (Ennui), Marta Filippi (Invidia), Federico Cesari (Imbarazzo), Sara Ciocca (Riley) e Stash (Lance Slashblade). Diretto da Kelsey Mann e prodotto da Mark Nielsen, con una sceneggiatura di Meg LeFauve e Dave Holstein, 'Inside Out 2' vanta inoltre una colonna sonora composta da Andrea Datzman.

Il film dura 96 minuti, è disponibile su Disney+ a partire dal 25 settembre ed è adatto ai bambini dai sei anni in su secondo le indicazioni della piattaforma streaming Disney. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro al seno, 200 sostanze a rischio negli imballaggi alimentari: lo studio

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(Adnkronos) – "Quasi 200 sostanze a rischio per il cancro al seno" si nascondono nei materiali a contatto con gli alimenti.Imballaggi di plastica, carta o cartone, che possono rappresentare il veicolo di "un'esposizione diffusa" a composti potenzialmente cancerogeni, "nonostante la regolamentazione esistente".

E' la conclusione di uno studio condotto dai ricercatori del Food Packaging Forum (Fpf), un'organizzazione senza scopo di lucro con sede a Zurigo, in Svizzera.Gli autori dell'analisi, pubblicata su 'Frontiers in Toxicology', lanciano un richiamo sulla "necessità urgente di misure preventive più forti per ridurre queste sostanze chimiche nei prodotti di uso quotidiano".  Molte nazioni – spiegano gli esperti Fpf – hanno una legislazione sui materiali a contatto con gli alimenti (Fcm o food contact materials), volta a proteggere i consumatori dall'esposizione a sostanze chimiche pericolose, spesso regolamentando in modo specifico i composti cancerogeni genotossici.

Nelle confezioni alimentari queste sostanze non dovrebbero quindi essere comuni, ma i risultati del lavoro sembrano suggerire il contrario.I ricercatori hanno esaminato Fcm acquistati negli ultimi anni da mercati altamente regolamentati, Ue e Usa compresi.

Confrontando un recente elenco di potenziali cancerogeni per il seno, sviluppato dagli scienziati del Silent Spring Institute statunitense, con il database Fpf sulle sostanze chimiche migranti ed estraibili a contatto con gli alimenti (FccMigEx), gli autori hanno scoperto negli Fcm 189 sostanze a rischio per il cancro al seno, incluse 143 nella plastica e 89 nella carta o nel cartone.  Limitando il confronto agli studi più recenti del database FccMigEx (2020-2022), basati su esperimenti che mimano la migrazione dei composti chimici in condizioni realistiche, i ricercatori hanno trovato evidenze di esposizione a 76 sospetti cancerogeni mammari da Fcm acquistati in tutto il mondo, 61 dei quali (l'80%) da materie plastiche.Per gli autori, ciò indica "un'esposizione continua della popolazione globale a queste sostanze chimiche in condizioni d'uso realistiche".  "Questo studio è importante – dichiara Jane Muncke, Managing Director del Food Packaging Forum e coautore della ricerca – perché dimostra l'esistenza di un'enorme opportunità di prevenzione dell'esposizione umana alle sostanze chimiche che causano cancro al seno.

Il potenziale di prevenzione tumorale attraverso la riduzione delle sostanze chimiche a rischio nella vita quotidiana è poco esplorato e merita molta più attenzione". "L'identificazione della presenza di queste sostanze chimiche pericolose nei materiali a contatto con gli alimenti è stata possibile grazie al nostro database FccMigEx, una risorsa che riunisce informazioni preziose da migliaia di studi scientifici pubblicati sulle sostanze chimiche negli Fcm in un unico luogo facilmente esplorabile", afferma Lindsey Parkinson, Data Scientist e Scientific Editor di Fpf, autore principale dello studio. "Nonostante le normative esistenti volte a limitare le sostanze cancerogene negli Fcm, lo studio evidenzia lacune negli attuali quadri normativi.I nostri risultati – ammoniscono gli autori – indicano che l'esposizione cronica dell'intera popolazione a sospetti cancerogeni mammari da materiali a contatto con gli alimenti è la norma ed evidenzia un'importante, ma attualmente sottovalutata, opportunità di prevenzione". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta-Como 2-3, prima vittoria per Fabregas

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(Adnkronos) – Vittoria esterna a sorpresa del Como che si impone 3-2 nel derby a Bergamo sull'Atalanta nella gara rinviata ad oggi per maltempo.La squadra di Fabregas ha giocato una gara molto positiva ribaltando lo svantaggio firmato da Zappacosta al 18' con le reti di Strefezza al 46', l'autogo di Kolasinac al 54' e bel gol di Fadera al 58' resistendo poi nel finale alla reazione della squadra di Gasperini, a segno solo al 99' con Lookman.

Il Como, grazie al primo successo in campionato, sale così a 5 punti in classifica, abbandonando le zone basse della classifica, mentre l'Atalanta resta ferma a 6 punti.  I nerazzurri partono bene in avvio e all'8' un destro di prima intenzione di Retegui, impegna Audero.Al 18' arriva il gol del vantaggio grazie a Zappacosta che calcia al volo dal limite e infila alle spalle del portiere del Como il pallone dell'1-0.

Immediata reazione degli ospiti al 20' con Cutrone che mette in apprensione Carnesecchi che si ripetete al 29' sul tentativo dal limite di Sergi Roberto.Al 44' ci prova ancora il Como con un collo esterno di Strefezza che termina alto.  Il forcing della squadra di Fabregas trova l'occasione giusta al 46' con Strefezza che entra in area riceve l'assist in verticale di tacco di Sergi Roberto, si aggiusta il pallone e con il destro di potenza trova l'1-1.

L'Atalanta accusa il colpo e poco dopo capitola ancora.Al 54' arriva l'autorete sfortunata di Kolasinac che devia in porta la conclusione da fuori area di Nico Paz.

Il colpo del ko del Como arriva al 58' in contropiede con Fadera che servito da Nico Paz stoppa in corsa, entra in area, supera de Roon, e con il mancino in diagonale batte ancora Carnesecchi per il 3-1.L'Atalanta prova a reagire e al 63' arriva il tentativo di Kossounou al quale si oppone Audero.

Gasperini prova a cambiare faccia alla squadra con tanti cambi ma poco incisivi e all'86' rischia ancora di subire il poker ma Carnesecchi per due volte nega i gol agli ospiti prima sulla conclusione di Nico Paz e poi su ribattuta di testa di Strefezza.Al 99' in pieno recupero, l'Atalanta accorcia le distanze andando a segno con Lookman su calcio di rigore, ma ormai è troppo tardi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Orsini a E’ sempre Cartabianca: “Hezbollah ha 150mila missili per colpire Israele”

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(Adnkronos) – "Credo che Hezbollah non abbia ancora usato i suoi missili più potenti.Nel 2006 aveva 15mila missili, ora ne ha 150mila".

Alessandro Orsini torna a E' sempre Cartabianca dopo una lunga assenza. "Figuriamoci se dopo tutto quello che ho passato avrei epurato Orsini", dice la conduttrice Bianca Berlinguer presentando il professore di sociologia del terrorismo internazionale. Orsini si sofferma sulla crisi in Medio Oriente e sullo scontro tra Israele e Hezbollah. "Non darei per scontato che Hezbollah sferri un attacco importante contro Israele.Hezbollah sta parlando con l'Iran per capire quanto Teheran sia disposta a impegnarsi in una guerra con Israele.

Hezbollah può sferrare un attacco devastante, il suo problema però è la capacità di sostenere una guerra prolungata: in Libano ora il 44% vive in condizione di povertà.Il problema di Hezbollah è un po' quello dell'Ucraina: non basta colpire forte, bisogna sostenere lo sforzo", dice Orsini. "Israele vorrebbe costringere Hezbollah a ritirarsi dal sud del Libano.

L?obiettivo del premier Netanyahu è diverso: vuole uccidere i leader di Hamas e Hezbollah per guadagnare consenso.Ma questa strategia non ha mai indebolito organizzazioni come Hezbollah o Hamas", afferma. "A livello etico-politico siamo tornati alla Seconda guerra mondiale con il massacro di civili intenzionalmente perseguito.

Viviamo in un tempo mostruoso in cui non sembra ci sia progresso umano", conclude. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)