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Steven Seagal: “Morirei per Putin”. E la Russia è pronta a mandarlo in guerra

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(Adnkronos) –
Steven Seagal si dice pronto a "morire per Vladimir Putin".E la Russia si prepara a mandarlo in guerra contro l'Ucraina.

Il 72enne attore statunitense, dal 2016 cittadino russo, ha appena presentato il suo ultimo documentario, 'In nome della giustizia'.Seagal, protagonista di film d'azione negli anni '80 e '90, da tempo si è trasferito in Russia e ha interrotto ogni rapporto con gli Usa, dove dovrebbe pagare multe a 5 zeri per violazioni finanziarie e fiscali e dove rischia anche procedimenti per accuse di violenza sessuale. L'attore è diventato negli anni un megafono del Cremlino, guadagnandosi anche il ruolo di 'Rappresentante speciale' per motivi culturali.

Seagal, presenza regolare nelle cerimonie al Cremlino e ospite anche all'ultimo insediamento di Putin a maggio, ha sostenuto sin dall'inizio l'invasione russa dell'Ucraina.Nel documentario 'In nome della giustizia', l'attore ha anche visitato territori occupati dalle forze armate russe e ha raggiunto anche la città di Mariupol.

L'attore ha anche scritto una lettera a Putin, come mostra una clip dell'opera: "Ora vedremo quali sono i nostri compatrioti e i nostri amici e quali sono i nostri nemici.Io sarò sempre dalla parte del mio presidente e combatterò al sul fianco.

Sono pronto a morire se necessario".  
Detto, (quasi) fatto.L'annuncio di Seagal ha destato l'attenzione del partito 'Veterani di Russia' che si è messo subito a disposizione. "Vorremmo offrirle tutto il sostegno necessario in caso decidesse di prendere parte all'operazione speciale", si legge in una lettera del presidente Ildar Reziapov diffusa anche dall'agenzia Ria Novosti.

Il partito ringrazia Seagal per il suo sostegno alla Russia in un momento estremamente complesso e esalta l'attore, simbolo di lealtà e patriottismo.Non è noto, al momento, se l'attore abbia deciso di sfruttare 'la chance' di arruolarsi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Langins (Oms Europa), ‘normative al passo con sfide evoluzione professionale’

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(Adnkronos) – “Una normativa globale è essenziale per garantire la salute pubblica, lo sviluppo professionale e la sicurezza dei pazienti in una realtà in grande evoluzione.I sistemi regolatori devono tenere il passo con le nuove sfide e con il cambiamento della professione medica e infermieristica”.

Così Margrieta Langins, Nursing and midwifery advisor at the World health organization-Europe (Oms Europa), si è rivolta alla platea di esperti riuniti oggi a Roma al convegno internazionale ‘Sfide e priorità della professione infermieristica in Europa e nel mondo’ promosso della Federazione nazionale degli Ordini e professioni infermieristiche (Fnopi) con il patrocinio del ministero della Salute.  “I regolamenti sono uno strumento cruciale per migliorare la qualità di cura e la sicurezza del paziente – spiega Langins – Il rapporto ‘Time to Act’, pubblicato 2 anni fa, ha infatti evidenziato la necessità di modernizzare le normative, evitando che siano troppo restrittive.Questo è particolarmente importante per espandere il campo di azione degli infermieri con ruoli avanzati, che altrimenti potrebbero essere limitati nel loro contributo ai servizi sanitari.

In un Paese come l’Italia, con un alto livello di istruzione, siamo ottimisti riguardo alla possibilità di sviluppare pratiche infermieristiche avanzate, specialmente nei settori della cura primaria”, tenendo conto anche dell’invecchiamento della popolazione “e della salute pubblica.Questo documento è una guida preziosa per sottolineare l’importanza di implementare sistemi regolatori flessibili, basati sulle competenze e la presa in carico adeguata del paziente”.  Un altro report strategico “è lo ‘State of the world’s nursing’, del 2020”.

Il documento, “la più ampia raccolta di dati sull’infermieristica e l’ostetricia, da parte dell’Oms, ha portato allo sviluppo delle linee d’indirizzo strategiche per l’infermieristica e l’ostetricia basate sulle evidenze, sulla realtà – sottolinea l’esperta – In base a questi dati la regione europea sembra essere ben posizionata.Esistono ruoli infermieristici avanzati in 21 Paesi ma, scavando più a fondo, si nota che non sempre si tratta di infermieri con laurea magistrale.

In alcuni casi, i corsi professionali sono accreditati, ma non raggiungono il livello che servirebbe.Anche la formazione interprofessionale è ben sviluppata, ma spesso gli infermieri non sono considerati alla pari nei team sanitari”.  Sulle condizioni di lavoro “le norme son ben consolidate, con regole su salario minimo, previdenza sociale e orari di lavoro – commenta Langins – Tuttavia, la pandemia di Covid-19 ha messo in luce alcune sfide legate a queste condizioni e ha rafforzato la necessità di migliorarle.

In questo contesto, i responsabili governativi infermieristici svolgono un ruolo cruciale nel sostenere i cambiamenti necessari”.Sulla formazione “è fondamentale verificare che i curricula siano adeguati alle nuove realtà – elenca – Per uno sviluppo professionale continuo, è essenziale che i programmi siano allineati ai ruoli e alle responsabilità degli infermieri.

Anche la mobilità della forza lavoro sanitaria globale è un’altra questione rilevante e la regolamentazione svolge un ruolo cruciale nel garantire condizioni di lavoro adeguate per gli infermieri migranti”. Sulla “salute digitale, che sta trasformando la relazione tra infermiere e paziente – chiarisce Langins – è fondamentale che gli strumenti digitali siano attendibili e di alta qualità, per evitare risultati distorti che compromettano la sicurezza dei pazienti.L’uso dell’intelligenza artificiale nella documentazione infermieristica, per esempio, ha il potenziale di ridurre il carico di lavoro, ma solleva anche preoccupazioni riguardo all’autonomia decisionale degli infermieri”.

Infine, relativamente alle condizioni di lavoro, “la pandemia ha portato alla luce il problema del burnout e della salute mentale tra gli infermieri.Sono stati avviati molti progetti per affrontare questi problemi, ma c’è ancora molto da fare.

L’Oms – conclude – sta lanciando un’indagine globale su salute mentale e condizioni di lavoro, i cui risultati saranno fondamentali per migliorare le condizioni degli infermieri”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sale la tensione tra le due Coree, Pyongyang: “Pronti a rispondere a droni Seul”

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(Adnkronos) – "La Corea del Sud ha compiuto un grave atto di provocazione politico-militare infiltrando droni a Pyongyang".Questa l'accusa del ministero degli Esteri nordcoreano pubblicata su Kcna, agenzia di stampa nazionale. "Il 3 e il 9 di questo mese, e di nuovo il 10, Seul ha invaso i cieli sopra il distretto centrale della città di Pyongyang nel cuore della notte, utilizzando aerei senza pilota per distribuire numerosi volantini di propaganda", la denuncia. "Si tratta di una palese violazione della nostra sacra sovranità e sicurezza nazionale e di una flagrante violazione del diritto internazionale", ha dichiarato la Repubblica Democratica Popolare di Corea, aggiungendo: "Consideriamo questo atto provocatorio della Corea del Sud come una grave provocazione politica e militare che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni e che deve essere risolta in conformità con il nostro diritto all'autodifesa".  "Il ministero della Difesa Nazionale, lo Stato Maggiore delle Forze Armate e tutti i livelli delle forze armate hanno iniziato i preparativi per rispondere ai vari scenari di sviluppo della situazione – ha minacciato Pyongyang – con tutte le forze offensive pronte, vorremmo lanciare un severo ultimatum a Seul, se compie ancora una volta l'atto provocatorio di far volare un drone nel nostro spazio aereo passeremo immediatamente all'azione".

A margine della dichiarazione, sono state pubblicate le foto del drone catturato nei pressi di Pyongyang, oltre a foto di volantini propagandistici.  Seul smentisce la ricostruzione di Pyongyang, e nega di aver inviato droni al Nord.Lo riporta l'agenzia di stampa Yonhap.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump-Harris, Pennsylvania deciderà le elezioni Usa: ecco perché

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(Adnkronos) –
Sondaggisti e analisti politici non hanno dubbi: sarà la Pennsylvania, più di ogni altro stato chiave, a consegnare le chiavi della Casa Bianca a Donald Trump o Kamala Harris.Parlando in numeri, una recente analisi di The Hill, il candidato, o la candidata, che il prossimo 5 novembre si aggiudicherà il Keystone State avrà l'85% di possibilità di diventare presidente.

E Nate Silver, il guru dei sondaggisti americani, addirittura parla del 90% delle possibilità.  La Pennsylvania infatti appare cruciale nel 'cammino' sia di Harris che di Trump verso il traguardo del numero magico, i 270 voti elettorali necessari per l'elezione a presidente nel collegio elettorale. In ogni duello per la Casa Bianca, un candidato si costruisce un 'cammino' verso la Casa Bianca, attraverso le vittorie in stati in cui il suo partito ha un tradizionale vantaggio e puntando ad un numero di vittorie negli stati contesi sufficiente ad arrivare a 270 voti elettorali.  Secondo gli analisti, sia Harris che Trump potrebbero in effetti avere cammini alternativi in caso di sconfitta in Pennsylvania, ma questi gli imporrebbero di vincere in stati in cui non sono tradizionalmente favoriti. "Non prevediamo che nessuno dei due candidati possa raggiungere i 270 voti elettorali senza vincere la Pennsylvania, dove al momento sono alla pari", si legge ancora nell'analisi realizzata dal Decision Desk HQ di The Hill il cui direttore, Scott Tranter, che dà comunque ad Harris una percentuale leggermente più alta, il 52%, di vittoria.   
Sono diversi i fattori che rendono la Pennsylvania così decisiva, a cominciare dal fatto che dal punto di vista demografico, economico e politico appare come un microcosmo degli interi Stati Uniti.Con un passato di forte industria manufatturiera, ora lo stato ha nuovi tipi di industrie, ma anche un ampio settore energetico, con grandi depositi di shale oil.

La popolazione è in maggioranza bianca, ma con comunità di minoranze in crescita, con città industriali come Allentown che sono ora a maggioranza ispanica.La percentuale degli afroamericani è del 12%, vicina al 13% nazionale.  Infine, secondo un modello ormai classico non solo negli Usa, ci sono grandi aeree urbane, come Philadelphia e Pittsburgh, che votano democratico, con le vaste aree rurali invece conservatrici.

In mezzo i sobborghi del ceto medio, un tempo repubblicani ed ora che guardano a sinistra.Insomma uno stato che appare spaccato tra repubblicani e democratici, come dimostra il fatto che nel 2016 Trump ha sconfitto Hillary Clinton per 44mila e quattro anni dopo è stato sconfitto da Joe Biden per 82mila.  Inoltre la Pennsylvania, quinto stato più popoloso d'America, è fra i sette stati chiave quello con il bottino di voti elettorali, 19, più ricco.

Senza dimenticare che dal 1972, il Keystone State ha votato sempre per il vincitore delle presidenziali, tranne in due casi: nel 2000 quando fu Al Gore a vincere in Pennsylvania e nel 2004 quando fu vinta da John Kerry, mentre entrambe le elezioni furono vinte da George Bush.  Secondo degli esempi di cammino verso la Casa Bianca della Bbc, se Harris vince Pennsylvania, Wisconsin e Michigan – negli ultimi 50 anni i tre stati della Rust Belt hanno sempre votato nello stesso modo, tranne che in due elezioni – e il distretto congressuale del Nebraska, unico stato insieme al Maine che assegna grandi elettori con il proporzionale, la democratica sarà la prossima presidente.Se invece sarà Trump a vincere in Pennsylvania, anche senza Michigan e Wisconsin ma con North Carolina e Georgia, allora sarà lui a tornare alla Casa Bianca.  Se non vincesse in Pennsylvania, Trump non avrebbe alcuna possibilità di vittoria senza conquistare almeno tre stati conquistati da Biden nel 2020.

Mentre per Harris una sconfitta in Pennsylvania, significherebbe dover vincere per forza o in North Carolina, che ha 16 voti elettorali ed è andata a Trump sia nel 2016 che nel 2020, o in Georgia, che ha sempre 16 voti elettorali ed è stata persa da Trump quattro anni fa per appena 11mila voti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, anestesisti: “Effetti antimicrobico resistenza in aumento in terapie intensive”

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(Adnkronos) – "Ad oggi non solo il rischio antimicrobico resistenza c'è, ma è destinato ad aumentare sempre di più: le terapie intensive ricevono ogni giorno pazienti che sviluppano sepsi o uno shock settico, per gli effetti dell'antimicrobico resistenza.Come Siaarti pensiamo che si debba sviluppare un piano a 360 gradi, abbiamo proposto per esempio che il meccanismo del sistema del Dm70 e delle reti ospedaliere preveda anche la sepsi e lo shock settico, perché vere e proprie emergenze sanitarie che vanno affrontate con modelli organizzativi diversi.

Abbiamo presentato le nostre proposte nei tavoli tecnici del ministero della Salute".Così all'Adnkronos Salute Antonino Giarratano, presidente della Siaarti – Società italiana di anestesia, rianimazione, terapia intensiva e terapia del dolore, a margine del 78esimo Congresso nazionale della società scientifica in corso a Napoli torna sull'impegno di Schillaci al G7 Salute di Ancona, durante il quale ha annunciato "nuove risorse per lotta all'antimicrobico resistenza".  Il problema dell'antimicrobico resistenza "resterà insoluto fin tanto che tutte le discipline, le specialità e anche le professioni, compresi gli infermieri, non siederanno allo stesso tavolo per affrontarlo in maniera radicale", conclude Giarratano.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia: digital week, per 58% milanesi fondamentale per migliori servizi a cittadino

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(Adnkronos) – Il 58% dei milanesi ritiene l’Intelligenza Artificiale “fondamentale” per poter usufruire dei servizi al cittadino risparmiando tempo.Il 51% è convinto che il Comune di Milano si stia impegnando per rendere i propri servizi digitali più avanzati attraverso l’uso di AI.

Sono alcuni dei risultati di un’indagine realizzata da YouGov sul rapporto dei cittadini di Milano con la trasformazione digitale del loro Comune. La survey, condotta la scorsa primavera su un campione ponderato rappresentativo della popolazione maggiorenne, è stata presentata in occasione della Milano Digital Week 2024, nell’incontro “L’evoluzione del rapporto fra istituzioni e cittadini nella transizione digitale dei servizi”, promosso dall’Amministrazione a Palazzo Reale: sono intervenuti Gaia Romani, assessora al Decentramento, quartieri e partecipazione, servizi civici generali del Comune di Milano, Layla Pavone, coordinatrice del Board Innovazione tecnologica e trasformazione digitale, Luca Curioni, direttore Citizen Experience del Comune di Milano, Elisa Stevanin, Research Manager di YouGov Italia, Gloriana Cimmino, direttore Mercato PA & Imprese di PagoPA.A quattro anni di distanza da una precedente rilevazione, svolta nel 2020, il sondaggio restituisce il quadro della progressiva adesione dei cittadini milanesi alle soluzioni online adottate da Palazzo Marino, con il sito istituzionale consultato dall’89% del campione e utilizzato come il primo canale di conoscenza dei servizi cittadini, più dei comuni motori di ricerca: nel 2020 accadeva il contrario. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, Giarratano (Siaarti): “In terapia intensiva preoccupa più ondata influenza”

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(Adnkronos) – "Al momento l'ondata del virus influenzale ci preoccupa più del Covid.E c'è una spiegazione: contro Sars-CoV-2 negli ultimi anni si è vaccinato con almeno 2-3 dosi il 70-80% degli anziani, pazienti fragili in generale.

Invece, contro l'influenza, che quest'anno sarà particolarmente aggressiva, la popolazione a rischio è meno protetta perché non ha fatto la vaccinazione".Lo dice all'Adnkronos Salute Antonino Giarratano, presidente della Siaarti – Società italiana di anestesia, rianimazione, terapia intensiva e terapia del dolore, a margine del 78esimo Congresso nazionale della società scientifica, in corso a Napoli.  "A differenza di quello che è avvenuto storicamente nelle vaccinazioni per l'influenza – spiega Giarratano – noi oggi ci troviamo con la maggior parte degli anziani e dei fragili non vaccinati o che non fanno vaccinazioni da anni.

Quindi il Covid avrà sì un impatto importante, ma a preoccupare chi lavora in terapia intensiva sarà l'ondata dell'influenza che quest'anno agirà in maniera pericolosa, e quindi molto più pesante, nei confronti dei pazienti fragili e anziani".  "Dal punto di vista di noi anestesisti rianimatori – conclude Giarratano – il Covid e tutte le malattie virali determinano un'insufficienza d'organo nei pazienti fragili e creeranno problemi alle terapie intensive.E' ovvio però che, siccome la popolazione per Covid si è vaccinata in una percentuale che è quadrupla o quintupla rispetto a chi si vaccina per l'influenza, il messaggio per gli anziani è: fate il richiamo per il Covid non appena sarà il momento, ma categoricamente fate anche il vaccino antinfluenzale". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Energia, Leotta (E.On): “Innovazione e consapevolezza protagoniste transizione”

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(Adnkronos) – “La transizione energetica deve potersi basare su alcuni presupposti fondamentali: la leva dell’innovazione tecnologica e la consapevolezza delle persone, che sono le vere protagoniste della trasformazione in atto verso un futuro energeticamente sostenibile".Così Daniela Leotta, Chief Strategy, Sustainability&Communication Director di E.On Italia, in occasione del Salone della Csr e dell'innovazione sociale, a Milano. "E' compito delle aziende come la nostra tenere conto dell’impatto sociale di questo cambiamento e della necessità di rendere sempre più evidenti i benefici per la comunità e la società in generale.

Solo così lo sviluppo decentralizzato delle Fer potrà essere fluido ed efficace e la transizione sarà concreta e accessibile a tutti”, afferma.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zaniolo torna in Nazionale: Spalletti lo convoca per la sfida a Israele

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(Adnkronos) –
Nicolò Zaniolo torna in Nazionale.Il ct dell'Italia Luciano Spalletti ha infatti convocato l’ex attaccante della Roma, ora all’Atalanta, in vista della sfida contro Israele, in programma lunedì 14 ottobre al Bluenergy Stadium di Udine alle ore 20.45.

Il calciatore è atteso a Coverciano nel pomeriggio e integrerà il gruppo azzurro in virtù della squalifica di Lorenzo Pellegrini, espulso ieri durante la partita contro il Belgio.  Spalletti ha sempre mostrato grande fiducia verso il talento dell'Atalanta, ma i tanti problemi fisici degli ultimi anni ne hanno condizionato prestazioni e continuità, sia con i club che in Nazionale.L'ultima apparizione di Zaniolo con la maglia azzurra risale a marzo scorso, quando Nicolò fu convocato per le amichevoli contro Venezuela ed Ecuador.

Una frattura del metatarso non gli ha però permesso di partecipare agli Europei in Germania, quando l'Italia fu eliminata agli ottavi di finale dalla Svizzera. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nihon Hidankyo, chi sono gli ‘hibakusha’: Nobel in lotta per mondo libero da armi nucleari

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(Adnkronos) – Quando mancano 10 mesi all'80esimo anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki e in un momento storico in cui il tema degli armamenti nucleari è tornato di grande attualità, la Japan Confederation of A-Bomb and H-Bomb Sufferers' Organisations – comunemente nota come Hidankyo – ha ricevuto il Nobel per la Pace.Il comitato del Nobel ha motivato la propria scelta parlando degli "sforzi dell'organizzazione per raggiungere un mondo libero da armi nucleari e per aver dimostrato, attraverso le testimonianze degli "hibakusha", i sopravvissuti ai bombardamenti dell'agosto del 1945, che le armi nucleari non devono mai più essere usate”. 
Fondata nel 1956, la Nihon Hidankyo è composta da gruppi di sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki sganciate dagli Stati Uniti nell'agosto del 1945, ed include anche i superstiti dell'infausto "fallout di Castle Bravo", il test con armi termonucleari condotto dagli Usa nell'atollo di Bikini nel 1954, che causò una sindrome da radiazioni acute nei residenti degli atolli vicini e in 23 membri dell'equipaggio di un peschereccio giapponese.

Fu proprio quest'ultimo incidente ad ispirare la nascita dell'organizzazione il 10 agosto del 1956, che ha come obiettivo la denuclearizzazione nel mondo.  Hidankyo iniziò a svolgere un ruolo di primo piano nella politica giapponese già nei primi anni '60, quando si scagliò con forza contro l'"Anpo", il trattato di mutua cooperazione tra Washington e Tokyo che permetteva agli americani di mantenere basi militari sul suolo nipponico.La politicizzazione creò tuttavia una spaccatura all'interno dell'organizzazione, tra pacifisti moderati e filo-sovietici, che invece si dimostravano più tolleranti verso la nuclearizzazione di Mosca.

Per questo motivo dal 1965 la Hidankyo ha scelto di non allinearsi a nessun partito, pur rimanendo estremamente attiva sulla scena politica.  
Oggi la Hidankyo è una realtà molto rispettata in patria, e le viene riconosciuto un ruolo chiave nella custodia della memoria nazionale, sensibilizzando circa la realtà dei bombardamenti atomici sia a livello nazionale che internazionale.Non sono rare le occasioni in cui l'organizzazione si prende carico di petizioni nei confronti del governo giapponese, delle Nazioni Unite e di altri governi, sempre nel segno della denuclearizzazione.

Sin dalla sua fondazione, Hidankyo chiede che il governo giapponese ammetta la responsabilità nello scoppio della guerra, e che venga fornito un risarcimento statale alle famiglie e i sopravvissuti colpiti dalle bombe.  L'organizzazione insiste da anni sulla creazione di una “legge sugli aiuti agli Hibakusha” che includa "l'impegno della nazione a fare ogni sforzo affinché non ci sia mai più un altro Hibakusha", si legge sul loro sito. Pur rifiutando di ammettere la propria responsabilità bellica, il governo giapponese e altri organi statali hanno dovuto negli anni accogliere molte richieste di Hidankyo, come la promulgazione della "Legge per l'assistenza medica ai sofferenti della bomba atomica" nel 1957, e la "Legge sulle misure speciali per gli esposti alla bomba atomica" nel 1968.Nel dicembre 1994 è stata adottata una legge denominata "Legge sull'assistenza ai sopravvissuti alle bombe atomiche", che però non prevede un risarcimento statale né ammette la responsabilità del governo di Tokyo nello scoppio del conflitto mondiale.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cometto (Oms): “Carenza infermieri e personale solo una delle criticità”

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(Adnkronos) – A livello globale “le difficoltà relative al personale sanitario vanno oltre le carenze numeriche.A ogni livello del mercato del lavoro sanitario emergono problematiche specifiche, come istruzione di scarsa qualità, mancanza di risorse finanziarie per assorbire i neolaureati e difficoltà nella distribuzione equa e alla gestione efficace del personale sanitario.

Identificare correttamente le problematiche è essenziale per determinare risultati positivi”.Così Giorgio Cometto, Health workforce department, Organizzazione mondiale della sanità, nel suo intervento da remoto al convegno internazionale ‘Sfide e priorità della professione infermieristica in Europa e nel mondo’ promosso della Federazione nazionale degli Ordini e professioni infermieristiche (Fnopi) con il patrocinio del ministero della Salute e con la partecipazione dei rappresentanti dell’Oms Europa, oggi a Roma. “Il personale infermieristico ha un ruolo centrale nel quadro normativo dell’Oms essendo il gruppo occupazionale più ampio del settore – spiega Cometto – Siamo al quinto ciclo di una politica strategica dell’Oms per il personale infermieristico e ostetrico.

L’organizzazione analizza in modo mirato la situazione di questo personale, documentando e studiando le cause dell’inequità nella distribuzione di questa figura professionale a livello di ogni nazionale.La strategia si basa su quattro pilastri: istruzione, creazione di posti di lavoro adeguati, rafforzamento delle capacità strategiche e ottimizzazione del quadro normativo e gestionale”. In questo contesto, recentemente “è stato realizzato un documento di linee guida sulla regolamentazione del personale sanitario – illustra Cometto – per offrire raccomandazioni sul rafforzamento dei sistemi di regolamentazione.

Attraverso un’analisi sistematica della letteratura, è emerso che esistono diverse complessità nei sistemi regolatori, specialmente nei paesi ad alto reddito, con evidenze scientifiche spesso di bassa qualità.Uno dei problemi maggiori è la grande diversità dei sistemi di regolamentazione e il fatto che molti studi non analizzano a fondo gli effetti della regolamentazione stessa.

Abbiamo anche documentato le flessibilità introdotte durante la pandemia di Covid-19, mantenute in alcuni casi, e le sfide dei paesi in via di sviluppo, come la migrazione del personale sanitario verso mercati più ricchi.Una sfida comune riguarda la discrepanza tra i sistemi di regolamentazione e la loro effettiva applicazione nella pratica”. Le raccomandazioni delle linee guida “includono le funzioni primarie della regolamentazione – precisa l’esperto – come la definizione dei requisiti per la pratica professionale, l’accreditamento degli istituti di formazione e la gestione dei casi di pratica non conforme agli standard.

Vengono anche trattate funzioni ancillari, come l’assistenza nella distribuzione equa del personale e la gestione dei flussi migratori. È essenziale che i sistemi di regolamentazione siano concepiti per servire l’interesse pubblico e non solo delle professioni, che siano ispirati al principio di proporzionalità per garantire attività necessarie durante le emergenze”.Emerge come “elemento cardine, il principio di proporzionalità, riconoscendo che esistono diverse strategie per garantire la competenza del personale sanitario – sottolinea – Le forme più stringenti di regolamentazione, come la certificazione e la licenza, dovrebbero essere riservate ai ruoli con maggior rischio di danno per gli utenti”. Tra le priorità “è fondamentale affrontare il gap tra la regolamentazione teorica e la pratica effettiva, analizzando le cause di questa discrepanza, sviluppando strategie per ottimizzare l’applicazione della regolamentazione.

Solo comprendendo il contesto specifico e le risorse necessarie – conclude – si può monitorare e migliorare nel tempo l’efficacia delle politiche regolatorie”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete, compie 10 anni il sensore che ha cambiato la gestione della malattia

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(Adnkronos) – Decimo compleanno per FreeStyle Libre di Abbott, la tecnologia di monitoraggio del glucosio con sensori, leader a livello mondiale, che ha cambiato la vita di milioni di persone con diabete.Il momento celebrativo – si legge in una nota – si svolge durante i ‘Diabetes Innovation Days’, la due giorni organizzata l’11 e 12 ottobre a Roma da Abbott, che ha coinvolto esperti, società scientifiche e rappresentanti delle associazioni pazienti, per confrontarsi sulla svolta organizzativa e tecnologica nella gestione del diabete.

Dal 2014, il sistema FreeStyle Libre si è continuamente evoluto e ampliato, rivoluzionando la cura di più di 6 milioni di persone in oltre 60 Paesi nel mondo. “Dieci anni fa l’arrivo del sistema FreeStyle Libre in Italia è stato uno dei più importanti progressi tecnologici nella gestione del diabete – afferma Massimiliano Bindi, amministratore delegato Abbott Italia – Il nostro sistema di monitoraggio del glucosio con sensori consente alle persone con diabete di prendere decisioni più informate e più velocemente e ai team diabetologici di avere un’arma in più per controllare il diabete e le sue complicanze.L’obiettivo di Abbott è quello di fornire tecnologie in grado di cambiare positivamente la vita delle persone con diabete e ridurre i costi complessivi per il sistema, migliorandone l’efficienza.

Per questo, da dieci anni, ci impegniamo nel rendere FreeStyle Libre accessibile a un sempre maggior numero di persone, per offrire loro i dati e le conoscenze di cui hanno bisogno per aiutarle a vivere una vita più sana e piena". Fino a un decennio fa, la gestione del diabete era molto diversa da quella attuale.I tradizionali test della glicemia prevedevano la necessità di dolorose e frequenti punture del dito.

Oggi tutto questo è cambiato.Il dispositivo ha offerto un modo semplice e indolore per monitorare i livelli di glucosio senza pungere il dito grazie a un piccolo sensore che si è evoluto nel tempo e che oggi, con la linea FreeStyle Libre Plus, si può applicare sulla parte superiore del braccio fino a 15 giorni.

Questo però non è solo un semplice sensore che misura il glucosio, ma un vero e proprio ecosistema digitale che – grazie alle app FreeStyle LibreLink e LibreLinkUp – permette di visualizzare con una rapida occhiata al cellulare i dati, lo storico del glucosio e le frecce di tendenza che indicano l’andamento nel tempo dei livelli di glucosio, e di essere avvisati nel momento in cui si oltrepassano i valori impostati.Con questo sistema le persone con diabete possono prendere decisioni più informate su come l’alimentazione, le terapie e l’esercizio fisico influiscono sui propri livelli glicemici e di conseguenza adottare più velocemente comportamenti appropriati per migliorare il loro profilo glicemico giornaliero secondo il parere del medico.

Anche familiari e caregiver possono ricevere automaticamente le letture del glucosio e impostare allarmi opzionali contribuendo a una gestione più serena della malattia.E grazie alla piattaforma di telemonitoraggio LibreView, i dati rilevati dai sensori possono essere inviati automaticamente anche al proprio medico.  Il modo di gestire il diabete sta cambiando velocemente e con esso gli strumenti e i servizi di salute digitali necessari alle persone con diabete e al personale sanitario per migliorare la gestione quotidiana.

Le partnership e le collaborazioni che Abbott sta sviluppando rappresentano un impegno concreto al fine di rendere i servizi dedicati alle persone con diabete più inclusivi, accessibili e diffusi.Come, ad esempio, le collaborazioni con Regione Toscana per la gestione integrata dei dati del glucosio all’interno del fascicolo sanitario elettronico e con Meteda per la cartella clinica elettronica del paziente diabetico.

A queste si aggiungono le integrazioni del sensore con i sistemi di erogazione automatizzata di insulina di Ypsomed, e con le penne smart per la somministrazione di insulina di Novo Nordisk. “Abbott sta aprendo la strada al futuro della gestione del diabete – sottolinea Luigi Russo, general manager Abbott Diabetes Care Italia – non solo attraverso la continua innovazione della linea FreeStyle Libre, ma anche attraverso l'impegno ad ampliare l’integrazione e l'interoperabilità dei nostri sistemi.Siamo nel pieno di una transizione verso una sanità sempre più digitale e l’offerta di nuovi servizi interconnessi e automatizzati, quali teleconsulto, telemedicina, l’integrazione dei dati glicemici con il fascicolo sanitario elettronico e con sistemi per l’erogazione automatizzata di insulina, sono parte integrante del nostro impegno.

Le partnership esistenti e future su cui stiamo lavorando sono una grande opportunità per favorire una trasformazione del percorso di cura e per offrire prestazioni sempre più efficaci a favore di cittadini e operatori sanitari.” Oggi in Italia ci sono quasi 4 milioni di persone che convivono con il diabete, un numero destinato a salire a 5 milioni entro il 2030.Circa il 9% della spesa sanitaria totale è imputabile al diabete e fino al 75% di tali costi potrebbe essere legato a complicanze potenzialmente evitabili attraverso un’adeguata gestione.

Raggiungere un miglior compenso metabolico, anche grazie a tecnologie sempre più personalizzate e semplici da usare come FreeStyle Libre, può favorire una riduzione del rischio di complicanze, e di una spesa sanitaria in ascesa vertiginosa.Considerare la tecnologia e la digitalizzazione un investimento e non un costo potrebbe essere il nuovo paradigma della sanità per vincere la sfida della cronicità.

Ad oggi in Italia i criteri di rimborso dei dispositivi di monitoraggio del glucosio a base sensore differiscono da regione a regione.Alcune regioni rimborsano questi dispositivi solo alle persone in terapia insulinica multi-iniettiva, altre, come ad esempio Lombardia, Lazio, Sicilia e Campania prevedono il rimborso di sistemi come il FreeStyle Libre in tutti i pazienti trattati con insulina e, in particolari condizioni, anche in pazienti in terapia con altri farmaci. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vannacci, imputazione coatta per il generale: gip militare respinge archiviazione

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(Adnkronos) – Il gip militare di Roma ha respinto l'istanza di archiviazione avanzata dalla procura per l’accusa di diffamazione militare per il generale Roberto Vannacci in relazione al libro "Il mondo al contrario" ai danni di un militare.Di conseguenza, il gip ha assegnato alla procura militare di Roma il termine di dieci giorni per formulare l'imputazione coatta. "Rispetto, ma non concordo con la decisione del Giudice nella parte in cui ha ravvisato nelle contestate pagine del libro un intento diffamatorio nei confronti di uno specifico militare che, sia detto per inciso, non viene indicato per nome e che non ha mai presentato denuncia al riguardo.

Pertanto, affronteremo le ulteriori fasi del procedimento con la serenità che deriva dalla fiducia nei giudici militari e dal fatto che la stessa Procura militare aveva escluso la sussistenza di qualsiasi reato nelle pagine del libro", sottolinea l'avvocato Giorgio Carta, difensore del generale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mangiacavalli (Fnopi): “Sviluppare ricerca infermieristica su scala globale”

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(Adnkronos) – “Portare la ricerca infermieristica italiana fuori dall’Italia, su scala internazionale, creando una rete importante a livello globale e suggellare in maniera più importante la sinergia tra il nostro Cersi, Centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo dell'infermieristica, istituito dalla Federazione in questo mandato, e le istituzioni europee e accademiche”.Così Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini e professioni infermieristiche (Fnopi) intervenendo al convegno internazionale ‘Sfide e priorità della professione infermieristica in Europa e nel mondo’ promosso da Fnopi con il patrocinio del ministero della Salute e con la partecipazione dei rappresentanti europei dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms Europa), in corso oggi a a Roma presso l’Auditorium del ministero. “In Italia rappresentiamo oltre 456mila infermieri e infermieri pediatrici – ricorda Mangiacavalli – e uno dei nostri compiti principale è l’emanazione del codice deontologico.

L’attuale codice è in fase di revisione per cogliere i cambiamenti degli ultimi anni, come la pandemia, lo sviluppo della sanità digitale, la riservatezza dei dati, la gestione dei big data, e questioni legate al fine vita.Durante questo mandato – precisa – abbiamo sostenuto la nascita di un centro di ricerca di eccellenza, Cersi, per lo sviluppo dell’infermieristica, che mette in rete università italiane e centri di eccellenza già attivi.

La federazione ha sostenuto il reclutamento di 6 ricercatori per lavorare in questo centro, e speriamo di affiliarlo presto all’Oms, il che ci permetterà di portare il punto di vista sanitario italiano su scala internazionale”. Nel contesto sanitario, “si affrontano problematiche importanti – ricorda la presidente Fnopi – come l’invecchiamento della popolazione e dei professionisti sanitari, l’aumento delle malattie croniche e gli effetti della pandemia.L’Italia, inoltre, sta vivendo una ‘glaciazione demografica’ che preoccupa per il futuro dei sistemi sanitari.

Secondo l’Istat, nel 2048 i morti saranno il doppio dei nati.Questo pone la necessità di riflettere sulla gestione del sistema sanitario, anche in relazione alla forza lavoro sanitaria.

In Italia ci sono circa 398 mila infermieri attivi, in servizio, con un’età media in crescita.Si stima che nel decennio 2023-2033 ci sarà un’uscita significativa di professionisti per raggiunti limiti d’età, rendendo urgente una riflessione sui modelli organizzativi e sulla formazione di nuove risorse”. La Federazione, “durante questo mandato – osserva Mangiacavalli – ha deciso di dare un nuovo impulso alla parte internazionale, riallacciando contatti e sinergie con istituzioni europee.

Ad esempio, abbiamo dato nuovo slancio al ruolo del nostro Chief Nursing Officer, formalizzando la nomina di Alessandro Stievano, che porta una ricca rete di relazioni internazionali.Abbiamo rafforzato i contatti anche con l’Oms – elenca – discutendo di carenze di personale sanitario, salute mentale degli infermieri, sanità digitale, leadership e disparità retributive.

Inoltre, abbiamo siglato un protocollo d’intesa per sviluppare la ricerca infermieristica, creando sinergie tra Italia e Irlanda, e collaborato con EuroHealthNet, un’organizzazione che si occupa di salute pubblica e prevenzione".  Questi contatti istituzionali "ci permettono di portare avanti il nostro impegno internazionale e di rafforzare la voce della professione infermieristica a livello europeo.Stiamo lavorando quindi – conclude – per tradurre documenti internazionali, metterli a disposizione di tutti i nostri iscritti e rafforzare i collegamenti con le istituzioni europee, portando avanti una strategia politica e istituzionale che punta a migliorare la posizione della professione infermieristica italiana nel contesto globale”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, Italia-Belgio vince la prima serata

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(Adnkronos) – La partita di Nations League Italia-Belgio, trasmessa ieri sera su Rai1, ha dominato gli ascolti televisivi, incollando allo schermo 7.095.000 spettatori con uno share del 33,4%.Canale5, con il film 'Endless Love', si posiziona al secondo posto con 2.378.000 spettatori e uno share del 14%.

Su Italia1, il ritorno de 'Le Iene presentano: Inside' ha totalizzato 847.000 spettatori (7,1% di share), preceduto da un'anteprima che ha raggiunto 945.000 spettatori (4,4%). Fuori dal podio troviamo Rete 4 con 'Dritto e rovescio' che ha registrato 832.000 (5,82% share). Quasi a pari merito, 'Piazzapulita' su La7 che ha raggiunto 830.000 spettatori (6,1% share).Seguono: Rai3, con il film 'Donne sull'orlo di una crisi di nervi' (770.000 spettatori e 4,6% share); Nove con 'Only Fun – Comico Show' (552.000 telespettatori, 3,31% share); Tv8 con il film 'L’amore bugiardo – Gone Girl' (355.000 telespettatori, 2,23% share) e Rai 2 con 'L’altra Italia' (276.000 spettatori, 1,62% share). L'access prime time di ieri è stato dominato da 'Striscia la Notizia' su Canale5, che raccoglie 2.880.000 spettatori e il 13% di share. 'Otto e Mezzo' su La7 è stato visto da 1.654.000 di spettatori e uno share del 7,5%.

Terzo posto per un 'Un Posto al Sole', la soap opera di Rai3, con 1.566.000 di spettatori e uno share del 7%.Sul Nove, 'Chissà chi è' ha raccolto 750.000 spettatori (3,4% share). 'Affari tuoi' su Rai 1 non è andato in onda per lasciare spazio alla partita di Uefa Nations League. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Djokovic batte Mensik e vola in semifinale a Shanghai. Ora affronterà Fritz

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(Adnkronos) – Novak Djokovic continua a vincere, anche se a fatica, nel Masters 1000 Shanghai.Il tennista serbo nei quarti ha battuto in tre set Jacub Mensik, numero 65 del mondo.

Il ceco è riuscito a sorpresa a vincere il primo set trionfando al tie break 7-6, ma si è dovuto arrendere alla reazione rabbiosa di Djokovic, che ha conquistato i due parziali successivi con il punteggio di 6-1, 6-4.Il serbo avanza così in semifinale dove troverà Taylor Fritz. Il tennista statunitense, numero 7 del ranking Atp, ha superato ai quarti di finale il belga Goffin in due set, con il punteggio di 6-3, 6-4.

Partita senza storia quella tra Fritz e Goffin, con l'americano che sogna di ritrovare una finale dopo la delusione per la sconfitta rimediata all'ultimo atto degli Us Open, quando fu sconfitto da Jannik Sinner.Cresce intanto l'attesa per l'azzurro numero 1 al mondo, che domani affronterà il ceco Tomas Machac, vincente a sorpresa contro Carlos Alcaraz. "Decima semifinale in un Atp 1000?

Si può sempre migliorare ma va già bene questo risultato", ha detto Sinner dopo il trionfo con Medvedev, "io cercherò di fare meglio, di proseguire ma è stato un grande match e sono contento di essere in semifinale.Lui ha sofferto un po' il male alla spalla, ma avevamo preparato la partita molto bene, ho seguito la tattica".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un principe chef, il sogno di George: “Re tra i fornelli prima che sul trono”

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(Adnkronos) –
Prima di essere incoronato re, il principe George vorrebbe fare lo chef anziché prestare servizio, come da tradizione, nelle forze armate.Lo ha dichiarato il proprietario di un ristorante nel Norfolk, dopo che il primogenito di William e Kate ha visitato assieme alla madre e ad altre persone il suo locale.

Desmond MacCarthy, proprietario del Wiveton Hall Cafe, vicino a Blakeney, ha mostrato a George il suo forno a legna per pizza e ha detto che il giovane principe era emozionato.Dopo averlo visto, ha dichiarato: "Questo è ciò che voglio fare quando sarò grande!".  Parlando di George al Daily Mail, MacCarthy ha affermato: "E' un ragazzo dolce, è venuto qui con i suoi amici, perché Sandringham non è poi così lontano".

Purtroppo, però, il principe non potrà lavorare nel ristorante, che chiuderà a novembre dopo 17 anni.Il proprietario ha spiegato che "è triste quando le cose cambiano, ma credo che accadrà qualcos'altro con il tempo.

C'è stato un aumento dei costi, quello dell'elettricità è molto alto, ed è stato più difficile reclutare personale.Nonostante l'estate molto impegnativa, è difficile gestire un'attività 12 mesi all'anno se è stagionale e redditizia solo per pochi mesi". —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tajani a Israele: “I soldati italiani non si toccano, non sono militanti di Hezbollah”

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(Adnkronos) – Negli attacchi israeliani contro le base Unifil “non c’è alcun soldato italiano ferito, sono comunque in sicurezza”.A confermarlo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un incontro a Torino. “Continuiamo a mandare messaggi chiari al Governo di Israele che i soldati italiani non si toccano – ha detto il vicepremier – i nostri soldati non sono militanti di Hezbollah ma sono quelli che hanno sempre garantito con grande rispetto delle regole, lavorando per la pace, una situazione che permettesse anche alla popolazione civile israeliana di essere tutelata”.

Tajani ha aggiunto: “Hanno fatto il loro dovere.Siamo vicini ai nostri militari, stiamo seguendo minuto per minuto quello che sta accadendo”. “Abbiamo scritto di nuovo oggi al ministro degli Esteri israeliano per dire che è inaccettabile quello che sta accadendo – ha scandito il titolare della Farnesina – aspettiamo che facciano l’inchiesta e, visto che ci sono prove inequivocabili che sono stati i soldati israeliani a sparare contro le basi Unifil, questa mattina c’è stato un altro incidente inaccettabile in una base in cui c’erano anche una settantina di soldati italiani, ritengo che sia inammissibile”. “Noi continuiamo a dire che le basi dell’Onu devono essere tenute al di fuori perché servono a garantire la pace nella martoriata terra del Medio Oriente – ha sottolineato il ministro degli Esteri – Continuiamo a mantenere ferma la nostra posizione di condanna per quanto accaduto.

Se continuerà a ripetersi vuol dire che è una scelta volontaria, non si può parlare di incidente”, ha aggiunto Tajani, ribadendo di avere “scritto al ministro israeliano Katz per dire che è inaccettabile quello che sta accadendo, avevamo chiesto nei giorni scorsi garanzie per l’incolumità delle nostre truppe.Non vogliamo che la situazione peggiori”. “Noi siamo amici di Israele ma questo – ha messo in chiaro – non deve trasformarsi nella possibilità di mettere a repentaglio la vita dei nostri militari che sono lì per portare la pace non per fare la guerra”.  "Dopo i 3 attacchi di ieri stamane ne abbiamo registrato un quarto: l'esercito israeliano ha colpito la sede centrale Unifil a Naqoura non lontanissimo dai nostri ospedali", ha spiegato all'Adnkronos Andrea Tenenti, portavoce della missione Onu Unifil dopo il nuovo attacco israeliano ai caschi blu delle Nazioni Unite, avvenuto stamane. "Quattro attacchi in 48 ore – ha detto Tenenti – che oggi hanno causato due feriti fra i peacekeeper". Per Tenenti "la situazione è chiara: se nei mesi passati ci sono stati scontri, in questo caso sembrano attacchi voluti e deliberati contro l'Unifil da parte dell'Idf, l'esercito israeliano.

Noi ci sentiamo in una situazione vulnerabile e complicata, ma continueremo a rimanere qui.Perché siamo qui con un mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e non è pensabile che un membro dell'Onu possa prevalere sul Consiglio stesso.

Attaccare una missione di pace – ha concluso – è una violazione chiara del diritto internazionale e umanitario". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Novartis e Aindo presentano il primo Paper su ruolo dati sintetici

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(Adnkronos) – Migliorare la vita dei pazienti nel rispetto della loro privacy e sicurezza.Questo possono fare i dati sintetici, nuova frontiera dell’innovazione sanitaria e al centro del dibattito ospitato in ‘Casa Novartis’ nel contesto della Milano Digital Week.

Esperti di Intelligenza artificiale (Ai), privacy dei dati, ricerca e innovazione medico-scientifica hanno messo in luce le potenzialità dei dati sintetici per generare nuove evidenze cliniche e favorire l’emergere di nuovi percorsi diagnostici e terapeutici, garantendo la piena protezione dei dati personali e della sicurezza dei pazienti.A guidare il dibattito, la presentazione del paper realizzato da Aindo e Istituto italiano per la Privacy.

Il documento di approfondimento – spiega una nota – si sofferma sugli aspetti giuridici legati all'utilizzo dei dati sintetici e sottolinea la loro capacità di coniugare le necessità di innovazione scientifica e di utilità dei dati stessi, con la protezione dei dati personali, soprattutto in un ambito sensibile come quello medico-sanitario.  “In qualità di azienda leader focalizzata nell’innovazione – afferma Giulia Conti, Head of Innovation, Business Excellence and Mature portfolio di Novartis Italia – crediamo di avere una forte responsabilità nel supportare l’evoluzione del Sistema sanitario attraverso la messa a disposizione di competenze nostre e dei nostri partner tecnologici per abilitare un dialogo multidisciplinare che possa favorire una reale revisione dei modelli di cura e gestione dei pazienti, con l'obiettivo ultimo di migliorare la loro vita e contribuire ad una sanità sostenibile più equa e personalizzata nel pieno rispetto della loro privacy e sicurezza”. L’impegno di Novartis si concretizzerà nei prossimi mesi con il supporto di alcuni centri di ricerca italiani per applicare concretamente le potenzialità dei dati sintetici alla ricerca clinica.Attraverso la generazione di un set di dati capace di mantenere le caratteristiche di quelli originali, nel rispetto della sicurezza e della privacy delle informazioni personali, si potranno così tracciare e comprendere l’andamento, ad esempio, di alcune patologie croniche, come quelle cardiovascolari, con l’obiettivo di migliorare i percorsi di cura.

Non solo, i dati sintetici hanno il potenziale di supportare la pratica clinica e diagnostica per evolvere in un’ottica di personalizzazione della cura, consentendo lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie avanzate. Il paper scientifico sul futuro regolatorio dei dati sintetici indaga gli aspetti giuridici legati al loro utilizzo e alle loro implicazioni nel contesto medico-sanitario.Nello specifico, la pubblicazione individua in questa tecnologia uno strumento efficace a uso della ricerca scientifica, dell'innovazione e delle politiche pubbliche nel panorama giuridico europeo.

Oltre a fornire una panoramica tecnica e giuridica rispetto ai dati sintetici, analizza le normative attuali e future (compresi i recenti Ai Act e European Health Data Space).Infine, suggerisce interpretazioni ed evoluzioni delle politiche pubbliche in materia: il documento, infatti, si conclude sottolineando l'importanza delle certificazioni europee come strumento efficace per valutare le tecnologie di miglioramento della privacy. “L'evento di oggi – sottolinea Davide Ruffo, Chief Institutional Relations Officer di Aindo – segna l'inizio di una nuova fase nella riflessione sulla tecnologia applicata alla generazione di evidenze cliniche e allo sviluppo di metodi diagnostici e terapeutici innovativi.

Nel corso degli ultimi anni, i progressi tecnologici hanno trasformato profondamente il settore della salute, in particolare attraverso l’utilizzo dell’AI per raccogliere, analizzare e interpretare grandi quantità di dati clinici con precisione e rapidità.In questo contesto, il nostro obiettivo specifico è investigare come i dati sintetici possano essere integrati nel sistema sanitario in modo efficace, etico e sicuro, tutelando la privacy degli individui.

Per Aindo il settore delle scienze della vita è di primaria importanza per l’impatto che può generare nella società.Dal 2024 siamo la prima azienda in Europa a essere certificata per la protezione dei dati per le attività di trattamento legate alla generazione di dati sintetici in ambito sanitario; questa certificazione riconosce specificamente l’impegno di Aindo nel settore sanitario per innovare la ricerca medica e farmaceutica grazie alle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale.

I riconoscimenti recenti sull'impiego dei dati sintetici da parte dell'Autorità garante per la protezione dei dati, insieme alle proficue interazioni con le Agenzie regolatorie e i Dipartimenti governativi competenti – conclude – ci rendono molto fieri del grado di maturità tecnologica che sta emergendo nel sistema Paese in questo settore”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tale e Quale Show, stasera nuova puntata: Geppi Cucciari quarto giudice

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(Adnkronos) – Quarta puntata stasera per 'Tale e Quale Show', lo spettacolo condotto da Carlo Conti in onda in diretta dagli Studi Fabrizio Frizzi di Roma alle 21.20 su Rai 1.Geppi Cucciari sarà il quarto giudice di questa puntata del varietà che anche la settimana scorsa si è confermato leader degli ascolti del prime-time.

Undici i protagonisti pronti a calcare il palco e stupire con nuove imitazioni delle grandi star della musica nazionale e internazionale.La classifica, finora molto equilibrata, vede tutti i protagonisti ancora in gioco, e i punti in palio diventano sempre più importanti. La vincitrice della terza puntata è stata Kelly Joyce-Diana Ross, nell'affascinante interpretazione di ‘Endless Love’; il secondo posto è andato a Feisal Bonciani, al suo fianco nel "duetto" nei panni di Lionel Richie.

Terza posizione per Verdiana-Lady Gaga.Per quanto riguarda la classifica generale, attualmente è in testa Verdiana, seguita rispettivamente da Bonciani e Joyce.  Ma ora l’attenzione si sposta sulla quarta puntata, dove gli undici Artisti, che cantano rigorosamente dal vivo, offriranno nuove performance.

Le trasformazioni della serata: Simone Annicchiarico si esibirà nei panni di Mick Jagger, Massimo Bagnato sarà Al Bano (o Romina?), Thomas Bocchimpani imiterà Tiziano Ferro, Feisal Bonciani onorerà la memoria di Rocky Roberts, Kelly Joyce tenterà il bis ricordando il mito di Tina Turner, Justine Mattera si cimenterà con Madonna, Giulia Penna si trasformerà in Elodie, Roberto Ciufoli interpreterà Dargen D’Amico, Amelia Villano porterà sul palco Dua Lipa, Verdiana si calerà nei panni di Antonella Ruggiero e Carmen di Pietro proporrà Rosanna Fratello.  Questa quarta serata promette emozioni anche grazie alle coreografie originali che accompagneranno le esibizioni e all’occhio attento della giuria, composta da Giorgio Panariello, Cristiano Malgioglio e Alessia Marcuzzi.A loro si unirà Geppi Cucciari che, forte del suo talento, sicuramente darà al ruolo di "giudice" un'interpretazione molto originale e "graffiante".  Il pubblico da casa potrà partecipare attivamente, scegliendo le esibizioni preferite attraverso i social network Facebook e X.

Le tre esibizioni più apprezzate riceveranno rispettivamente 5, 3 e 1 punto. Tra i protagonisti di questa quattordicesima edizione c’è Giulia Penna, 32enne cantante e influencer con oltre 1,6 milioni di follower su TikTok e 1,2 milioni su Instagram.Con alle spalle esperienze come attrice nel film ‘Natale al Sud’ accanto a Massimo Boldi e una solida formazione musicale (suona chitarra e pianoforte), Giulia si sta affermando anche sul palco di ‘Tale e Quale Show’. Nel cast anche Feisal Bonciani, 34enne fiorentino di origini somale, cantante e ballerino con una carriera che include il ruolo di Giuda nel musical ‘Jesus Christ Superstar’, replicato più di 400 volte in Europa.  Fondamentale il lavoro dietro le quinte: un team di costumisti, truccatori, parrucchieri e coreografi accompagna costantemente i protagonisti, insieme ai vocal coach Maria Grazia Fontana, Dada Loi, Matteo Becucci, Antonio Mezzancella e all’actor coach Emanuela Aureli. “Tale e Quale Show” è su Facebook e X con l’hashtag #taleequaleshow.

Il sito ufficiale è www.taleequaleshow.rai.it. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)