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Omicidio Mollicone, i giudici: “Non ci sono prove sui Mottola”

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(Adnkronos) –
Non ci sono le prove, il movente è "evanescente".Per questo la Corte d'Assise d'Appello di Roma il 12 luglio ha assolto gli imputati nel processo per l'omicidio di Serena Mollicone, la giovane di Arce uccisa nel 2001. ''Questa Corte ritiene di non avere le prove della colpevolezza degli odierni imputati, e sa che una sentenza di colpevolezza sarebbe costruita su fondamenta instabili'', si legge nella motivazione della sentenza di secondo grado nel processo a carico del maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, il figlio Marco, e la moglie Annamaria, i carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quatrale. ''Non vi è certezza che la barbara uccisione della povera Serena sia avvenuta nella caserma dei Carabinieri di Arce: non è certo che la ragazza sia entrata in quel luogo, non è certo che sia stata scagliata contro la porta, ancora più incerto è che la seconda parte dell'aggressione alla sua persona (quella, letale, dell'imbavagliamento e dell'asfissia) sia avvenuta nella stessa stazione'', scrivono i giudici. Manca la prova del movente che si è rivelato ''evanescente'' e il ''compendio probatorio complessivamente insufficiente e contraddittorio, impedisce di individuare gli imputati Mottola, o alcuno di loro, quali responsabili dell'omicidio di Serena Mollicone', secondo le motivazioni. ''Questa Corte non ignora che, nel corso dei lunghi anni trascorsi dopo la morte di Serena, si sia progressivamente radicata in larga parte dell'opinione pubblica la convinzione della responsabilità degli odierni imputati.

Ma il convincimento del giudice non può e non deve fondarsi sui sondaggi o sugli umori popolari'', aggiungono i giudici. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ponte Stretto, Bonelli: “Ultima parola su impatto ambientale al governo è pericolosa forzatura”

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(Adnkronos) – "Ve la immaginate Giorgia Meloni che autorizza la Valutazione d'Impatto Ambientale per il ponte sullo Stretto di Messina, nonostante i pareri discordanti tra le amministrazioni dello Stato? È proprio quello che prevede l'articolo 1, comma 1, la norma voluta e inserita, con la ‘manina’ di Salvini, nel decreto ambiente approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.Come è noto, la commissione tecnica sulla Via ha espresso ben 236 osservazioni sul progetto, e alcune autorità dello Stato, come l'INGV, non sono state coinvolte nella valutazione”.

E' la denuncia di Angelo Bonelli, portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Avs. "Sembra il terzo atto delle forzature istituzionali, le cosiddette ‘leggi ad operam’.Esse attribuiscono al Consiglio dei Ministri, organo politico privo di competenze tecniche, la "complessiva valutazione" su questioni di interesse ambientale e sociale, nonché sulla sicurezza strutturale.

A cosa servono leggi e approfondimenti sui problemi, quando una riunione tra esponenti politici può decidere su ambiente, sicurezza, espropri, deportazioni, piloni che scivolano su faglie sismiche, e costi astronomici e incontrollati?", prosegue Bonelli.  "Questo governo si è assunto la responsabilità di far prevalere la politica sulla scienza, mettendo in secondo piano la sicurezza.Ma la premier è stata informata da Salvini che il progetto prevede che il pilone lato Calabria poggi su una faglia sismica attiva, come indicato dalla cartografia dell'ISPRA. È irresponsabile ciò che ha fatto il governo, prevedendo la stessa procedura anche per le centrali nucleari.

Questo esecutivo calpesta le norme a tutela dell'ambiente e marginalizza scienziati e tecnici”, conclude.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stellantis, Tavares: “Nessuna intenzione di lasciare Italia ma politica dia risposte”

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(Adnkronos) – Se la politica italiana chiede risposte a Stellantis, Carlos Tavares chiede risposte alla politica italiana.Oggi in audizione a Montecitorio, per due ore e mezza, alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato, l'Ad del gruppo automobilistico, di ritorno dal Cda di Detroit che lo ha confermato fino a fine mandato (2026), illustra la situazione e, soprattutto, le criticità del settore: incertezza normativa e di costi, la competizione cinese, l'elettrico che costa troppo, l'assenza di incentivi e il prezzo dell'energia troppo elevato in Italia.  Alcune certezze ci sono, o "buone notizie" come le definisce lui: primo, Stellantis non ha nessuna intenzione di lasciare l'Italia "e lotteremo come dannati per mantenere la nostra leadership qui"; nessuna intenzione di vendere Maserati, assicura l'Ad; Termoli "è nei nostri piani"; e il Gruppo un piano industriale strategico ce l'ha eccome, "l'ho presentato io stesso ai sindacati", dice Tavares (provocando subito qualche reazione). Poi, ci sono le dolenti note.

Stellantis, dice Tavares, è pronta per la transizione ma servono regole certe. "Abbiamo fatto i compiti, noi siamo pronti.Non chiederemo modifiche ma di garantirci stabilità su quanto deciso", e questa è la prima stoccata alla politica.

Poi, il secondo affondo: Tavares fa notare che "per poter vendere i veicoli elettrici, devo farlo allo stesso prezzo dei veicoli a combustione interna" ma produrre elettrico costa "un 40% in più", cosa che crea "all'interno della filiera, una tensione insopportabile" e "voi leader politici dovete spiegarmi come faccio a gestire questi attriti dovuti al fatto che io devo per forza aumentare del 40% i costi".  Le auto elettriche in Italia non si vendono perché costano troppo, dice Tavares, "dobbiamo renderle accessibili con incentivi e sussidi.Come?

Attraverso imposte?Questa è una vostra decisione" ma "per sostenere la domanda in Italia servono notevoli iniezioni di incentivi sennò non ce la facciamo".

Poi, c'è la minaccia dei nuovi concorrenti cinesi: le loro auto costano un 30% in meno, dice l'Ad di Stellantis, "e questo aumenta la pressione e dobbiamo assorbire un ulteriore shock.La situazione è davvero difficile.

Non mi stupisco che il settore sia sotto pressione".E "in Italia il costo dell’energia è il doppio di quello della Spagna.

Perché qui l'energia costa il doppio?Non lo so ma è uno svantaggio notevole".  Detto questo, "abbiamo diversi impianti industriali in Italia e un piano preciso, che abbiamo già condiviso con nostri partner, e l'attività di allocazione dei veicoli sarà assicurata fino al 2030, fino al 2033 in alcuni casi.

Possiamo tirare quindi un sospiro di sollievo?No, perché non posso assegnare un nuovo veicolo a un impianto oltre il 2030 perché non posso ignorare l'elemento costo del veicolo, dipende dalla velocità con cui assorbiremo quel 40% di costi in più".

Insomma, difficile fare programmi oltre il 2030 "se non so il prezzo a cui potrò vendere i veicoli".
 Ma mentre Tavares chiede risposte e certezze al Paese, perché "i decisori siete voi", i rappresentanti di maggioranza e opposizione (c'erano anche la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5S Giuseppe Conte in collegamento) chiedono risposte e certezze da lui, e non risparmiano aspre critiche.Tanto che, riprendendo la parola dopo i numerosi interventi nella Sala del Mappamondo, il numero uno di Stellantis nota: "Mi sembra di vedere una certa rabbia, un certo livore.

Io, con rispetto, vorrei dire che è lo stesso atteggiamento che hanno i dipendenti Stellantis.Vorrei solo che riconosceste però che le regole alla base della situazione non le ha volute Stellantis, sono state votate in Ue, non vi piacciono?

Abbiamo un problema, dobbiamo risolverlo". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Liste attesa, Marino (Unindustria Sanità): “Bene Regione Lazio su nuovo piano”

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(Adnkronos) – "Come Unindustria Sanità esprimiamo apprezzamento per il recente provvedimento della Regione Lazio, guidata dal presidente Francesco Rocca, che prevede lo stanziamento di 17 milioni di euro per prestazioni aggiuntive al fine di ridurre le liste d'attesa".Così Luca Marino, vicepresidente di Unindustria con delega alla Sanità, in una nota. "Accogliamo con favore il coinvolgimento delle strutture private accreditate che da sempre sono una risorsa fondamentale per il corretto funzionamento del sistema sanitario regionale – prosegue Marino – Le strutture private sono pronte da subito a collaborare potendo mettere a disposizione una capacità produttiva superiore a quella finora utilizzata, soprattutto dopo anni di budget bloccati e ridotti". Il piano, che prevede l'acquisto di circa 400mila prestazioni extra-budget, rappresenta una soluzione cruciale per garantire ai cittadini laziali un servizio sanitario più efficiente e tempestivo, sfruttando appieno le potenzialità del sistema privato accreditato.  "Il nostro sistema sanitario nazionale fondato su un equilibrio tra strutture pubbliche e private – aggiunge Marino – è da sempre riconosciuto come uno dei più efficienti a livello internazionale, con un impiego ottimale delle risorse, ma per mantenerlo tale è importante che tutti diano il proprio contributo.

Noi, come strutture private accreditate, siamo pronte a fare la nostra parte e a contribuire in modo significativo alla risoluzione di questa problematica, garantendo un servizio adeguato ai cittadini", conclude il vicepresidente di Unindustria Sanità. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Langins (Oms Europa): “Assistente infermiere utile per evoluzione professione”

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(Adnkronos) – “In questo quadro di sviluppo del sapere infermieristico” è “utile l’istituzione dell'assistente infermiere, una figura che serve all’evoluzione della professione infermieristica”.Lo ha detto Margrieta Langins, Nursing and Midwifery Advisor at the World Health Organization-Europe, analizzando la situazione italiana, partecipando alla tavola rotonda che ha chiuso l’evento ‘Sfide e priorità della professione infermieristica in Europa e nel mondo’ promosso da Fnopi, Federazione nazionale degli Ordini e professioni infermieristiche, oggi a Roma, all’Auditorium del ministero della Salute.

All’evento, che ha visto infatti la partecipazione dell’Organizzazione mondiale della sanità Langins si è impegnata a rafforzare la collaborazione con la Federazione e il Cersi, Centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo dell'infermieristica, istituito dalla Federazione in questo mandato.  Nel suo intervento, Americo Cicchetti, direttore generale della programmazione del ministero della Salute, ha sottolineato l’importanza di “sfruttare le competenze per cambiare l’organizzazione.Su questo dobbiamo lavorare insieme alle professioni infermieristiche e sanitarie in genere.

Da parte della mia Direzione e del ministero – ha assicurato – c’è la piena disponibilità a collaborare su questo e su altri fronti che la Fnopi riterrà opportuni”.Cicchetti, che con Fnopi e il Centro di ricerca Cersi ha avviato una stretta collaborazione in termini di supporto alla ricerca infermieristica soprattutto nella misurazione delle prestazioni, ha affermato che, “come ministero, puntiamo a dare risposta all’esigenza di attuare un’integrazione organizzativa che permetta di rimettere in connessione l’ospedale e il territorio, quindi tra attività di assistenza per acuti e attività di assistenza primaria da potenziare.

E su questo è fondamentale il ruolo delle professioni sanitarie, dal punto di vista gestionale”. L’evento di oggi conclude una 2 giorni di incontri internazionali che si è aperta ieri, 10 ottobre, con la seconda edizione dell’International Congress of Nursing Regulators organizzata da Fnopi, che ha riunito a Roma i referenti di numerosi Ordini infermieristici d’Europa e del Mondo. “Sono stati 2 giorni importanti – commenta la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli– che aprono la strada a un rapporto sempre più proficuo con la Regione Europea dell’Organizzazione mondiale della sanità e con gli Enti regolatori delle professioni infermieristiche internazionali.Un percorso che ha lo scopo di condividere lo stesso linguaggio, costruire i dati e sensibilizzare le istituzioni rispetto alle esigenze della professione infermieristica.

Serve collaborare come abbiamo iniziato a fare, per assumere una posizione forte nei confronti dell’Europa e far sentire di più il peso degli enti regolatori con l’obiettivo di ottenere risultati importanti per i professionisti e – conclude – per i cittadini che chiedono assistenza”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Cicchetti: “Infermiere centrale per integrare ospedale e territorio”

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(Adnkronos) – “Stiamo affrontando diverse sfide legate a cambiamenti demografici, epidemiologici e alla necessità di incorporare innovazioni tecnologiche nei nostri processi, garantendo al contempo la sostenibilità del sistema nel medio e lungo termine”.Mettendo il territorio al centro, vera sfida del presente e del futuro, “un’attenzione particolare è rivolta alla figura dell’infermiere di famiglia e di comunità, che nasce per rispondere all’esigenza di integrazione organizzativa tra ospedali e territorio”.

Lo ha detto Americo Cicchetti, direttore della Programmazione sanitaria al ministero della Salute, oggi a Roma, al convegno internazionale ‘Sfide e priorità della professione infermieristica in Europa e nel mondo’ promosso della Federazione nazionale degli Ordini e professioni infermieristiche (Fnopi), con il patrocinio del ministero della Salute.  Due le questioni principali all’attenzione del ministero. “La prima – spiega Cicchetti – riguarda il recupero della fiducia dei cittadini verso il sistema sanitario che l’Ocse”, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, “ha evidenziato come cruciale dopo la pandemia di Covid-19, dato che molti cittadini hanno sviluppato una certa disaffezione verso i sistemi sanitari e la scienza in generale.La seconda questione riguarda l’ingaggio degli operatori sanitari.

Non possiamo dare per scontato che in futuro”, se non cambiano le condizioni “ci saranno sempre persone disposte a lavorare nel mondo dell’assistenza sanitaria.Già oggi riscontriamo difficoltà nel reclutare queste competenze.

Questa è una sfida profonda che va oltre la mera disponibilità di risorse economiche”.  In Italia, “dobbiamo anche affrontare il problema delle disuguaglianze all’interno del Servizio sanitario nazionale (Ssn), sia a livello territoriale, tra Nord e Sud, sia tra aree urbane e aree interne – osserva il direttore – Le grandi aree metropolitane offrono opzioni assistenziali migliori rispetto a quelle più isolate, e questo è collegato anche a disuguaglianze socio-economiche ed educative.Per questo motivo, il ministero ha ribadito l’importanza della prevenzione e dell’abbattimento delle disuguaglianze in ambito di salute”. A proposito delle “linee di intervento principali del governo – illustra Cicchetti – sono incentrate sul potenziamento dell’assistenza primaria, quindi territoriale, come previsto dalla riforma del Dm 77 e dagli investimenti del Pnrr.

Nonostante i progressi nel miglioramento delle performance ospedaliere, l’assistenza primaria fatica ancora a crescere, in particolare nella copertura degli screening, delle vaccinazioni e nella presa in carico di pazienti con patologie croniche.Tuttavia, ci aspettiamo che la situazione migliori nei prossimi 2-3 anni grazie all’implementazione della riforma sanitaria”. “In questo contesto – rimarca il direttore – il lavoro fatto da Agenas ha già delineato alcune linee guida per l’attuazione delle case della comunità, dove le professioni sanitarie svolgeranno un ruolo chiave. È importante potenziare l’integrazione del sistema sanitario, eliminando la separazione tra ospedali e territorio, e affidando un ruolo centrale alle professioni sanitarie nella riconnessione di queste piattaforme.

Questo richiede non solo competenze specialistiche, ma anche organizzative e gestionali.Per costruire un futuro sostenibile, è fondamentale investire nella ricerca organizzativa e collaborare con iniziative come lo studio Enlight-It – conclude – che possono aiutarci a ripensare il sistema e ottimizzare l’uso delle competenze disponibili”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Ambrogi (Poste Italiane): “Creiamo spazi di lavoro flessibili e green”

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(Adnkronos) – “Stiamo creando spazi di lavoro flessibili e sostenibili ovunque in Italia”.Così all’Adnkronos Davide Ambrogi, di Poste Italiane, in occasione del Salone della Csr e dell'innovazione sociale, a Milano, 12esima edizione dal titolo 'Sfidare le contraddizioni'.“Per fare un esempio ed entrare subito nel tema 'contraddizioni' si potrebbe, teoricamente, affermare che la possibilità di successo di un nuovo servizio sia in contrasto con l'assenza di un mercato che sia pronto ad accogliere tale servizio – osserva – Poste italiane con l'iniziativa spazi per l'Italia sfida questa contraddizione, creando spazi di lavoro flessibili e sostenibili ovunque in Italia.

Portando quindi un nuovo servizio là dove non c'era neanche la consapevolezza che un'opportunità del genere potesse essere disponibile.I risultati sono già tangibili.

Faccio due esempi, due case histories, una in Sicilia e una in Lombardia: rispettivamente, a Terrasini e Gavirate abbiamo i nostri spazi che sono già sold out e un anno fa sicuramente i nostri attuali clienti non avevano neanche idea che avrebbero potuto avere a disposizione queste soluzioni per le proprie attività lavorative”. Una iniziativa con una “valenza anche sociale che si esplica nel fatto di portare dei servizi nelle aree interne, andando a contrastare lo spopolamento dei borghi legato all’assenza di infrastrutture affidabili e all’avanguardia dove poter svolgere la propria attività lavorativa”.Quindi, “in linea con la strategia di Poste di contrasto allo spopolamento e all'abbandono dei territori, evitando la chiusura degli uffici postali, stiamo portando in quegli stessi territori un nuovo servizio: spazi di lavoro flessibili e sostenibili”. Mirata l'attività di comunicazione di Poste.

Cioè: "Diffondere la conoscenza, la consapevolezza di questo nuovo tipo di servizio che finora non c'era.Realizziamo degli open day in occasione delle aperture al pubblico di questi spazi e della loro commercializzazione quasi sempre di concerto con le amministrazioni locali e le associazioni di categoria, suscitando la curiosità dei cittadini del posto che hanno la possibilità di conoscere la nostra iniziativa.

Quindi un'attività di comunicazione volontariamente molto parcellizzata e mirata, ancora una volta non altisonante, con un profilo molto focalizzato su quelli che sono direttamente i clienti che vogliamo intercettare”, conclude. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonus edilizi, Leo: “Possibile tornare a 50% per prima casa”

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(Adnkronos) – Per le ristrutturazioni edilizie "penso che potremmo ritornare a una detrazione sul 50% per la prima casa".Lo ha detto il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, intervenendo al convegno 'Far crescere insieme l'Italia' organizzato da Fratelli d'Italia a Milano. "Dobbiamo fare in modo di agevolare chi vuole fruire di un bonus edilizio per la prima casa – ha sottolineato Leo – compatibilmente con risorse, ci si potrebbe tornare…per il resto si vedrà".  Quanto alla proroga dei termini del concordato preventivo “non si può fare". "Si deve approvare la legge di bilancio e occorre avere tutti dati certi e chiari entro il 31ottobre – ha spiegato – Questo è il motivo per cui tecnicamente la proroga non si può fare, perché tutto è legato ai tempi della presentazione al Cdm della legge di bilancio e all'approvazione poi nelle fasi parlamentari.

Questo è il motivo per cui quella data purtroppo deve rimanere ferma".  Quindi ha aggiunto Leo: "Il ministero, l'Agenzia delle Entrate e Sogei hanno fatto un'operazione molto importante perché il giorno 14 verrà messa a disposizione di tutti i contribuenti, nella loro cassetta fiscale, la ricostruzione di tutti i redditi, di tutto quello che dovrebbero loro pagare".Intervenendo sul palco del convegno, Leo ha poi precisato: "Se dipendesse da noi vorremmo dare una proroga all'infinito, perché siamo sempre ben consapevoli delle esigenze di imprese e imprese, però, ci troviamo nell'impossibilità oggettiva di dare una proroga" perché "abbiamo dilatato al massimo i termini di presentazione della dichiarazione e abbiamo l'incombenza della sessione di bilancio che ha tempi ben stabiliti e cadenzati". "Se andiamo oltre – ha aggiunto – ci troviamo a gestire questa fase in un momento abbastanza critico.

All'Europa dobbiamo dare segnali della nostra serietà". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Boschi (Lendlease): “Confronto pubblico-privato per creare valore sociale”

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(Adnkronos) – “Abbiamo sentito la necessità di facilitare un confronto tra operatori pubblici e privati e mondo associativo sul valore e l’impegno che la 'S' in Esg assume".Così Nadia Boschi, Head of Sustainability Italy&Continental Europe Lendlease a proposito del convegno 'Governance pubblico-privata per la creazione di valore sociale'.  “Serviranno 1500 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture sociali, ospedali, scuole, servizi, per rispondere entro il 2030 alle crescenti esigenze demografiche e alla fragilità del welfare post-covid.

Una cifra che è molto lontana dall’attuale pipeline di investimenti in Europa.La risposta va cercata in una rinnovata concezione dell’istituto della partnership pubblico-privata – afferma – Come è il caso di Mind, partnership pubblico-privata di Lendlease con Arexpo.

Della durata di 99 anni, questa formula garantisce un sostanziale allineamento degli interessi che nell’area ex expo sta già raccogliendo i suoi frutti: siamo riusciti a dare risposta ai bisogni sanitari e di istruzione in un unico luogo dedicato all’innovazione, che presto ospiterà il nuovo Campus dell’Università Statale, frutto quest’ultimo di un innovativo modello di project financing”.  La tavola di confronto organizzata e promossa dal gruppo internazionale insieme a Plus Value, società specializzata in progetti di innovazione sociale, si è tenuta oggi in occasione della 12esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale a Milano.Scopo del workshop capire come interpretare in modo efficace la 'S' di Esg, così̀ come intesa dal nuovo quadro normativo europeo e riflettere su questioni come la necessità di uno standard di misurazione comune degli impatti sociali e come questo possa servire a comprendere meglio le dinamiche per la creazione di valore sociale identificando le iniziative a maggiore impatto.  Lendlease sviluppa soluzioni innovative capaci di generare impatti sociali positivi all'interno dei progetti di rigenerazione urbana. “Il programma 2121, creando percorsi innovativi per l’integrazione dei detenuti delle carceri nel mondo del lavoro, è un modello di innovazione sociale che, nato in seno allo sviluppo di Mind in collaborazione con le carceri di Bollate e Opera, si è dimostrato capace di generare altissimo valore sociale con un ratio pari a $1 : 10.3-13.9 e pertanto assumibile come modello di governance”, afferma Boschi, Esg Director di Lendlease Italy Sgr.  Oltre ai casi virtuosi è necessario trovare modelli di governance per un più efficace coinvolgimento degli investitori privati nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, Sdg e Just Transition. “Crescono i bisogni di servizi welfare, dall’affordable housing, a infrastrutture all’avanguardia per la salute e l’educazione, ma all’aumento della domanda è corrisposto negli anni un deficit di investimenti costante – dice Filippo Addarii, fondatore e managing partner di Plus Value – Servono investimenti privati e partnership con il pubblico al servizio dei cittadini.

I sistemi di misurazione della sostenibilità devono essere funzionali a questo scopo, con maggior enfasi sulla S di Esg”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barack Obama ai maschi americani: “Bullismo di Trump non è vera forza”

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(Adnkronos) – "Mi dispiace, signori, ho notato che in particolare alcuni uomini pensano che alcuni comportamenti di Trump, il bullismo e il denigrare le persone, siano un segno di forza.Ma io vi dico, questa non è vera forza, non lo è mai stata".

Così Barack Obama, in prima linea nell'offensiva della campagna democratica per recuperare l'ampio, preoccupante, vantaggio che Donald Trump ha tra gli elettori maschi, non solo bianchi ma anche afroamericani e ispanici, grazie ad un sessismo ancora diffuso e all'immagine che trasmette di 'uomo forte'.  "La vera forza è lavorare sodo – ha detto ancora l'ex presidente parlando in Pennsylvania – la vera forza è prendersi la responsabilità delle proprie azioni e dire la verità anche quando è scomoda.La vera forza è aiutare le persone che hanno bisogno e difendere chi non sempre può difendersi da solo.

Questo è quello che dovremmo volere per le nostre figlie e figli – ha aggiunto – e quello che vorremmo vedere in un presidente degli Stati Uniti".  L'ex presidente si è poi rivolto agli elettori "repubblicani, ai conservatori, che non hanno votato per me, che non sono d'accordo con me" chiedendo loro perché consentono a Trump comportamenti ed atteggiamenti inaccettabili. "Con un familiare che si comporta così, continuereste ad amarlo, ma gli direste che ha un problema, non gli dareste mai una responsabilità – ha detto – ma quando Trump mente, imbroglia, mostra disprezzo verso la Costituzione, chiama i prigionieri di guerra perdenti, i cittadini parassiti, la gente lo scusa, pensa che sia Ok".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Sobrero: “Grande partecipazione a Salone Csr, formula funziona”

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(Adnkronos) – "Siamo molto soddisfatti di questa dodicesima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, che si chiude con 5000 presenze di pubblico in 3 giorni e una grande partecipazione anche da remoto attraverso lo streaming.L’affluenza del pubblico agli oltre 100 panel che si sono tenuti ci conferma che la formula funziona, con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder in un confronto continuo e vivace sui temi più attuali della sostenibilità".  Così all'Adnkronos Rossella Sobrero, presidente Koinètica, fa il punto sulla tre giorni del Salone della Csr e dell'innovazione sociale che si chiude oggi a Milano.  "Fra tutti abbiamo sentito un po’ la mancanza della Pubblica Amministrazione, che ci piacerebbe rispondesse di più al nostro invito a portare il suo contributo al Salone, su tematiche per le quali il ruolo del settore pubblico è cruciale.

Continueremo a stimolare e coinvolgere tutti gli attori, perché il Salone continui a essere un luogo di dibattito equilibrato e costruttivo, l’occasione per fare rete fra imprese grandi e piccole e Terzo Settore, un’occasione di protagonismo per i giovani e le loro istanze per un futuro sostenibile", aggiunge. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Giarratano (Siaarti): “Incentivi a medici o sarà fuga da emergenza-urgenza”

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(Adnkronos) – "Lo abbiamo detto anche al ministro della Salute Schillaci: se non si cambia il sistema delle retribuzioni e delle indennità a tutti coloro che lavorano nell'area dell'Emergenza-urgenza, retribuzioni che riconoscano il palese lavoro usurante, condizioni proibitive, stress che poi comporta anche responsabilità medico-legali, ci sarà la fuga dei medici dall'Emergenza-urgenza".Così all'Adnkronos Salute Antonino Giarratano, presidente della Siaarti – Società italiana di anestesia, rianimazione, terapia intensiva e terapia del dolore, a margine del 78esimo Congresso nazionale della società scientifica in corso a Napoli, commenta i dati del 7° Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale.  "Se non si cambia il sistema dei contenziosi legali e della responsabilità professionale – avverte Giarratano – è inevitabile che, nonostante la vocazione, ci saranno sempre meno medici che sceglieranno di operare in Emergenza-urgenza".

Il Rapporto Gimbe del presidente Cartabellotta "affronta il nodo delle specializzazioni – spiega Giarratano – tema che riguarda tutte le scuole, tra cui quella della Emergenza-urgenza, area in cui il problema non è strutturale o di adesione, ma deriva dal fatto che il territorio non funziona, e quindi assistiamo all'assalto nei pronto soccorso.Un aspetto che limiterà per sempre, qualunque indennità si possa concedere alla medicina d'Emergenza-urgenza, l'accesso di medici in questa area". Il tasso di giovani medici che aderiscono alla Scuola di specializzazione in Anestesia e rianimazione "che rinuncia dopo il primo anno è molto basso.

Quindi non parlerei di crisi di vocazione", precisa Giarratano. "Abbiamo l'immediatezza di salvare una vita umana, ma il vero problema è correlato alla qualità di vita che poi si deve condurre per svolgere la professione". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alice De André debutta alla regia: “Un consiglio di papà Cristiano? Non cantare”

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(Adnkronos) – "Un consiglio da mio padre Cristiano?Sorridendo mi ha sempre detto: nella vita fai quello che vuoi ma non cantare".

Alice De André, attrice, presentatrice ed educatrice teatrale, nipote di Fabrizio De André, si racconta all'Adnkronos presentando il suo debutto alla regia con lo spettacolo teatrale 'Take Me Aut, l'eroe che è in me', in scena al Teatro Gerolamo di Milano il 19 ottobre alle 20.  Nato dalla collaborazione con la Fondazione Un Futuro per l'Asperger Onlus, lo spettacolo, che ha già debuttato a giugno, è il risultato di un laboratorio teatrale della Scuola Futuro Lavoro, parte della Fondazione stessa, e vede protagonisti i suoi talentuosi ragazzi. Lo spettacolo, racconta Alice, "parla dell'importanza dell'unicità e del valore delle diversità, di quanto sia prezioso ciò che ci rende diversi, senza la necessità di conformarci alla società attuale.Allo stesso tempo, lo spettacolo evidenzia anche quanto siamo simili nelle nostre paure e gioie".

Il punto di partenza è la figura dell'eroe che "abbiamo cercato di umanizzare".Lavorare con i ragazzi della fondazione, per Alice, è stato un'esperienza di crescita reciproca: "Sono cresciuta molto grazie alla loro purezza, una qualità che noi adulti tendiamo a perdere con le sovrastrutture che ci imponiamo.

Loro sono liberi, autentici e dicono quello che pensano.Vederli così genuini, salire sul palco per la prima volta davanti a 200 persone, pur non essendo attori, è stato incredibile.

Mi hanno insegnato la leggerezza".  Ma chi è l'eore che si cerca di umanizzare? "Un eroe è una persona capace di guardarsi dentro, senza paura di ciò che trova, e di usare questa conoscenza per fare del bene a sé stessa e agli altri.Essere sinceri con se stessi richiede coraggio, ed è già un atto eroico.

Mi sono sentita un'eroina tante volte, soprattutto considerando la mia infanzia difficile.Essere qui a parlarne mi rende fiera e i miei eroi sono questi nove ragazzi". Portare il cognome De André è per Alice un onore ma non è stato sempre facile: "Il problema non è il cognome ma l'ignoranza di chi fa continui paragoni, come se fossi un'estensione di mio nonno.

Io sono un'altra persona, con il mio percorso.Portare questo cognome è un onore immenso, ma è difficile gestire le aspettative degli altri.

Mi chiedono sempre quanto sono stata influenzata da mio nonno, come se non avessi una mia identità artistica.E c'è chi si aspetta che io canti, come se fosse un obbligo".  Per esorcizzare questa pressione, Alice ha scelto la stand-up comedy, creando un pezzo comico che è stato però spesso frainteso. "Mio padre mi ha consigliato di riderci su.

Lui l'ha apprezzato molto, altri invece hanno pensato che stessi sputando sul cognome di mio nonno, cosa che non farei mai.Mio padre, come me, ha trasformato questa pressione in qualcosa di utile.

Anche lui ha dovuto affrontare i paragoni, ma con 'De André canta De André' ha dato una sua interpretazione al repertorio di mio nonno, portandolo anche a un pubblico più giovane". Insomma ad Alice la musica piace ma non canta: "Sono cresciuta immersa nella musica, e la uso anche nello spettacolo con i ragazzi.Semplicemente, non è mai stata la mia vocazione".

Le canzoni preferite del nonno? "Cantata da mio padre amo ascoltare 'Verranno a chiederti del nostro amore'.Mi ha raccontato che mio nonno la cantò a mia nonna la notte in cui si lasciarono.

Mio padre la canta con una tale emozione che mi commuove ogni volta.Di mio nonno, sono legata a 'Oceano', perché è il motivo per cui mi chiamo Alice.

Queste canzoni rappresentano un legame più diretto con lui".E come Faber, anche Alice si pone grandi obiettivi: "Come mio nonno, sento la vocazione di dare voce a chi non ne ha, o a chi non gliene viene data.

Sensibilizzare, questo è il mio obiettivo". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paolini eliminata da Zheng, delusione nei quarti di Wuhan

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(Adnkronos) – Delusione per Jasmine Paolini.La tennista azzurra oggi 11 ottobre è stata eliminata ai quarti di finale del torneo Wta Wuhan.

L'azzurra, numero 6 del mondo, è stata battuta in tre set dalla cinese Qinwen Zheng, numero 7, con il punteggio di 6-2, 3-6, 6-3 in due ore e un quarto di gioco. La cinese affronterà in semifinale la connazionale Whang, che ha superatoin rimonta Alexandrova, eliminata in tre set.Nell'altra semifinale si sfideranno invece la numero uno del mondo Aryna Sabalenka e Coco Gauff, numero 4 Wta, che hanno eliminato rispettivamente le polacche Frech e Linette. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Libia, Franci (Aeneas): “Tripoli blocca nostro progetto aeroporto, governo ci aiuti a fare chiarezza”

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(Adnkronos) – Tripoli ritarda o blocca i pagamenti di somme già anticipate nell'ambito del progetto per la ricostruzione dell'aeroporto della capitale libica, serve che venga fatta chiarezza e che il governo italiano, "come ha sempre fatto, ci aiuti a superare questa fase di stallo, con la presenza determinante della premier Giorgia Meloni" al business forum italo-libico di Tripoli a fine ottobre.La denuncia arriva da Elio Franci, presidente del consorzio Aeneas, che nel 2017 si è aggiudicato il contratto per la ristrutturazione dell'aeroporto internazionale di Tripoli, un progetto "strategico" per la ricostruzione della Libia devastata dalla guerra civile tra l'est e l'ovest del Paese. "Dopo le varie peripezie della guerra e del Covid, noi abbiamo ricominciato i lavori e nel 2023 siamo entrati nella fase effettivamente operativa – ricostruisce Franci, parlando con l'Adnkronos – e prima dell'estate avevamo completato oltre il 50% delle forniture e delle installazioni".

Ma improvvisamente "e inspiegabilmente, in una situazione che era abbastanza tranquilla – lamenta il presidente del consorzio – dopo il periodo estivo la controparte libica ha iniziato a ritardare i diversi pagamenti, facendo trattenute non contrattualizzate e inventando dei cavilli che non erano previsti dal contratto". "Ho sempre creduto in questo progetto che darebbe lustro all'Italia ma soprattutto dovrebbe far uscire la Libia da una situazione geopolitica ed economica per nulla stabile, perché – sottolinea – quando c'è il business il territorio è più tranquillo".E, assicura, "abbiamo continuato a credere in questo progetto, anche anticipando delle somme importanti, perché la maggior parte dei fornitori europei non voleva lavorare con la Libia, se non c'erano anticipi consistenti e garanzie adeguate".  Tra l'altro, ricorda, "grazie anche ad azione di Enac, l'Italia è il primo e unico Paese europeo ad aprire voli diretti tra Libia ed Europa attraverso la tratta Roma-Tripoli, già coperta da una compagnia libica e al forum dovrebbe essere annunciato anche il collegamento di Ita airways.

Sarebbe una grande incoerenza in queste circostanze non permettere ad una società italiana il completamento del progetto strategico del nuovo aeroporto internazionale di Tripoli". In questo contesto di totale incertezza e di "poca chiarezza", il presidente del consorzio Aeneas dice di "aver sempre potuto contare sulle autorità italiane, l'ambasciata a Tripoli, il ministero degli Esteri e il governo", con la premier che "ci è stata vicina in più di un'occasione".E "mi auguro che la sua presenza al business forum italo-libico che si terrà a Tripoli il 29 ottobre sia determinante per superare questa situazione di stallo e per fare chiarezza".

Franci fa sapere di avere scritto "decine di lettere" alla Tpb, la società per la gestione del progetto del ministero dei Trasporti, "ma il problema non si è risolto", un problema che si trascina da anni, anche a causa di "una società libica senza esperienza che vorrebbe subentrare al nostro consorzio, che vanta lavori in 40-45 aeroporti in tutto il mondo".  "La Libia va curata e va seguita", ammette Franci, rivendicando di non aver mai abbandonato il Paese in questi anni difficili, ma se le problematiche finanziarie dovessero continuare "consiglierei a tutti i miei colleghi imprenditori di usare una cautela particolare negli investimenti".Tra l'altro, sono in tanti a sottolineare che, diversamente che a Tripoli, a Bengasi, dove governa Khalifa Haftar, sembrerebbero esserci meno problemi legati al rispetto dei contratti per le imprese straniere. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Tammaro (Lactalis): “Al lavoro per ridurre l’impatto del pack”

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(Adnkronos) – "Come Gruppo Lactalis lavoriamo su tre direttrici per ridurre l'impatto del packaging: circolarità, scelta del giusto pack e sul concetto di comunicare e sensibilizzare la comunità in cui operiamo".Così Gianmarco Tammaro, Corporate Communication&Sustainability Manager di Lactalis, in occasione del Salone della Csr e dell'innovazione sociale, a Milano.  Più nel dettaglio "sono diversi i progetti che realizziamo: attività di riduzione dell'intensità dei packaging come, ad esempio, l’alleggerimento dei nostri pack; lavoriamo per incrementare la quantità di materiali riciclati all'interno dei nostri pack come abbiamo fatto col progetto R-Pet bianco opaco di Parmalat; lavoriamo sempre di più anche per comunicare le nostre attività, come abbiamo fatto nell'ambito della pubblicazione 'Categorie merceologiche'".

Da questo punto di vista, "il progetto dell'Lca ci ha permesso di avere dei parametri affidabili e rendicontabili molto più facilmente spendibili verso l'esterno, come la quantità di acqua e di emissioni risparmiate da un processo di produzione".  "Tutto questo si esplica con obiettivi di Gruppo, tra cui uno dei più rilevanti è che tutti i pack del Gruppo Lactalis siano riciclabili nella pratica entro il 2033.In Italia, ad esempio, abbiamo già raggiunto un tasso di riciclabilità dei nostri pack che va oltre il 90%, quindi siamo vicini al traguardo con metto anticipo", conclude.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Borgonovi (Bocconi): “Csr studi sistemi più oggettivi per diffondere cultura innovazione”

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(Adnkronos) – "Il Salone organizzi al più presto gruppi di ricerca e di studi per analizzare i diversi sistemi di valutazione di impatto e arrivare a sistemi che siano più oggettivi e più coerenti con l'obiettivo di diffondere la cultura della innovazione sociale".Lo ha detto Elio Borgonovi, docente emeritus di Management Pubblico alla Bocconi, emettendo il verdetto nel ruolo di giudice al processo al salone della Csr e dell'innovazione sociale, in corso a Milano. "Nelle prossime edizioni vengano chiamati al tavolo soggetti diversi, ma il Salone resti un luogo di riflessione e non diventi un ennesimo luogo di talk show e di confronti ideologici, mantenendo la sua caratteristica di confronto di idee.

Primo capo di accusa?Non colpevole, il salone non è il luogo dove le imprese o chi ha le buone pratiche può trovare consenso, ci sono altri canali.

Il salone è e resta un luogo di dibattito". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia e Iran più vicini, Putin: “Relazioni ottime, per noi è una priorità”

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(Adnkronos) –
Le relazioni con l'Iran sono "per la Russia una priorità".Vladimir Putin rafforza l'asse con Teheran incontrando per la prima volta il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ad Ashgabat, in Turkmenistan, in un colloquio durato un'ora. "E le relazioni si stanno sviluppando molto bene.

Quest'anno assistiamo a una crescita dell'interscambio", ha aggiunto il presidente.Putin ha anche parlato dell'istituzione "irreversibile" di un nuovo ordine mondiale, lontano dal dominio degli Stati Uniti. A confermare la convergenza tra Russia e Iran è stato anche il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha annunciato la firma di un Trattato di partnership strategica che dovrebbe essere firmato a margine del vertice dei Brics, la prossima settimana a Kazan, come ha anticipato proprio il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Auspico che concluderemo questo accordo durante il vertice con la Russia.

Le nostre posizioni sono molto simili", ha affermato.Le relazioni bilaterali sono "strategiche e sincere" e la cooperazione "si rafforza ogni giorno di più nei settori dell'economia e della cultura". L'agenzia russa Tass ha poi precisato che tutte le procedure necessarie per la firma del Trattato sono state completate.

Lo scorso 18 settembre, Putin aveva approvato la bozza dell'intesa.E lo scorso 4 ottobre l'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, aveva dichiarato che il documento era pronto per essere firmato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Csr, Rellini (Regusto): “Ogni anno si sprecano 6 mln tonnellate cibo, da noi 13.000 recuperate”

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(Adnkronos) – "Secondo gli ultimi dati dell’osservatorio Waste Watcher, in Italia ci sono 6 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà, mentre ogni anno vengono sprecate 6 milioni di tonnellate di cibo.Questo spreco non solo rappresenta una perdita enorme in termini economici e ambientali, ma soprattutto un'occasione mancata per aiutare chi non ha accesso al cibo".  Lo ha detto Paolo Rellini, co-founder e coo di Regusto, brand della società benefit Recuperiamo, intervenendo alla 12esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, in corso a Milano. Regusto è una piattaforma Esg blockchain per la lotta allo spreco che collega il più grande ecosistema circolare italiano, formato da oltre 650 aziende e più di 1.300 enti non-profit.

Attraverso la piattaforma, le aziende alimentari e non alimentari possono donare e vendere i propri prodotti, digitalizzando e tracciando l’attività in maniera trasparente.Per ogni transazione viene calcolato e monitorato l’impatto che si ottiene a livello sociale, ambientale ed economico nel territorio attraverso preziosi indicatori Esg.

Indicatori che vengono calcolati attraverso algoritmi proprietari che si basano su standard di riferimento internazionali e conformi alle nuove norme europee sulla rendicontazione non finanziaria. "Attraverso la piattaforma blockchain Esg Regusto -ha aggiunto Rellini- noi cerchiamo di rispondere a questo paradosso collegando il più grande ecosistema circolare italiano, composto da un network virtuoso di oltre 2000 aziende ed enti non-profit, attivi nel recupero e ridistribuzione dei prodotti a rischio spreco".E ad oggi, "il recupero attraverso la piattaforma ha permesso di salvare 13.000 tonnellate di prodotti alimentari a rischio spreco, pari a 26 milioni di pasti equivalenti, recuperati e distribuiti alle persone in stato di povertà alimentare grazie alla rete di enti non profit attivi in tutta Italia".  A livello ambientale Regusto ha permesso di evitare l’emissione di 35.000 tonnellate di Co2 grazie al mancato smaltimento del prodotto, mentre a livello economico sono stati recuperati prodotti per un valore di 34 milioni di euro.

Solo nell’ultimo anno sono stati recuperate e distribuite 7.500 tonnellate di prodotti alimentari, con una crescita del 40% rispetto all’anno precedente.  Nello specifico, i prodotti della filiera agroalimentare più recuperati sono: ortofrutta (23%), prodotti a lunga conservazione (19%) e prodotti freschi (es.latticini, carni, ecc.) (17%).

Rientrano nel recupero anche prodotti da forno, scatolame, salumi, salse spalmabili, legumi, ecc.  Tra le aziende nel settore alimentare che hanno creato partnership sul recupero del potenziale spreco con Regusto, anche Esselunga, Parmacotto e Rovagnati.Tra gli enti non-profit che contribuiscono alla distribuzione dei beni recuperati ci sono Fondazione Banco Alimentare, Caritas e Croce Rossa. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Csr, Fazzari (Fater): “Inclusività è mettere al centro le persone”

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(Adnkronos) – "Noi siamo partiti 5 anni fa, dichiarando come prima strategia dell'azienda 'People First', con l'ambizione di creare un posto di lavoro dove le persone tornino a lavorare ogni giorno un po’ più felici".Così Antonio Fazzari, general manager and chief operating officer di Fater, spa fondata nel 1958 da Francesco Angelini e dal 1992 joint venture paritetica tra Gruppo Angelini e Procter & Gamble, intervenendo al panel 'Verso un nuovo welfare aziendale' al Salone della Csr in corso a Milano. "All’inizio -ricorda Fazzari- questo ha generato un po' di panico perché effettivamente è difficile misurare la felicità; però poi per noi è stata una straordinaria opportunità di riorientare tutto ciò che facciamo".

Così "abbiamo iniziato a condurre survey, anche se lo strumento più potente di ascolto è sedersi con una persona, guardarsi negli occhi e dire 'Come stai?, Come cambiamo l’azienda?'.Questo processo di ascolto, davvero molto intenso, ci ha dato il coraggio di fare cose importanti e anche coraggiose: la prima, quattro anni fa, che sembrava un azzardo, è stata quella di aprirci al lavoro ibrido cinque su cinque per tutte le mansioni che lo permettono, che vuol dire che in Fater le persone possono scegliere il luogo e l’orario di lavoro, che la qualità del lavoro si misura da come costruisce business e come sviluppi il tuo team.

E non da dove lavori o, ancora peggio, da quanto lavori".  "Questa cosa -aggiunge- è stata la prima pietra di un cambiamento più generale perché sfida ad avere fiducia nelle persone, a dar loro delega e a invertire un po’ il sistema tradizionale.Per noi è stata anche una misura di inclusività perché ad esempio i genitori di bimbi in età scolare possono andare a prendere i loro bimbi a scuola, aiutarli nei compiti e i care giver, che devono necessariamente trovare nuove soluzioni di incrocio tra vita personale e professionale, hanno potuto trovare il modo di assistere i loro genitori o i loro cari".  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)