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G7, l’analisi della Cnn: “Oscurato da debolezza politica di quasi tutti i leader”

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(Adnkronos) – Il G7 in Puglia guidato da Meloni? “Raramente la riunione annuale delle principali economie mondiali è stata così oscurato dalle debolezze politiche di quasi tutti i suoi membri”.E’ il commento della Cnn al vertice che si è appena aperto a Borgo Egnazia, dove l’immagine di quasi tutti i leader “non sarà all’apice della loro forza politica”.

E questo solleva “interrogativi sull’efficacia del comitato direttivo del mondo libero”, come i consiglieri di Joe Biden definiscono il gruppo, in contrapposizione alle autocrazie.  In effetti, a parte la premier Giorgia Meloni, che “è l’unica leader europea rafforzata dalla elezioni”, al tavolo del summit siedono Emmanuel Macron e Olaf Scholz usciti ammaccati dal voto del 9 giugno, Joe Biden impegnato in una difficile campagna elettorale e Rishi Sunak, che difficilmente sarà rieletto al voto del 4 luglio.E poi ci sono Justin Trudeau, sempre più impopolare in Canada, dove si prevedono elezioni il prossimo anno, e il giapponese Fumio Kishida, alle prese con uno scandalo di corruzione del suo partito.

Oltre a Ursula von der Leyen, il cui destino – pure avendo lei portato al successo il Ppe – è tutt’altro che deciso.  “I sentimenti contro i leader attuali che attraversano le democrazie occidentali stanno creando una posta in gioco straordinariamente alta per la geopolitica globale”, scrive la Cnn, secondo cui “a meno di una settimana dalla vittoria dei partiti di estrema destra alle elezioni del Parlamento europeo e in vista di votazioni cruciali in Francia, Regno Unito e Stati Uniti, il vertice del G7 si svolgerà in un clima di ansia per la rinascita del populismo”.  “Questo non è un G7 normale – è la convinzione di Josh Lipsky, direttore del GeoEconomics Center dell’Atlantic Council, in un riferimento alle diverse elezioni delle prossime settimane -.Lo si sente dire spesso quando si parla con i funzionari statunitensi ed europei: se non riusciamo a fare qualcosa adesso, che sia sulla Cina o sugli asset, potremmo non avere un’altra possibilità.

Non sappiamo come sarà il mondo tra tre mesi, sei mesi, nove mesi”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa-Ucraina, accordo sicurezza: cosa succede in caso di minaccia

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(Adnkronos) – “Ora possiamo vincere la guerra con la Russia”.Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, celebra così la firma dell’accordo bilaterale con gli Stati Uniti sulla sicurezza firmato con Joe Biden a Borgo Egnazia a margine del G7.

Un’intesa in 11 articoli che si pone l’obiettivo di contribuire alla pace e alla stabilità euro-atlantica.L’accordo ha una durata di 10 anni – ma può essere revocata dalle future amministrazioni o estesa – e contiene dichiarazioni di principio sulla cooperazione in tutti gli ambiti della difesa, ma anche dell’economia e dell’intelligence.  Nell’accordo si premette che la cooperazione tra le parti si basa sul principio del pieno rispetto dell’indipendenza e della sovranità di ciascun Paese e degli scopi e dei principi della Carta delle Nazioni Unite.

Si afferma un impegno condiviso a favore della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani.  
Il punto principale dell’accordo è l’articolo II intitolato ‘Cooperazione in materia di difesa e sicurezza’.Evidenziando il comune impegno per la stabilità e la pace in Europa, Usa e Ucraina dichiarano di voler collaborare per contribuire a scoraggiare qualsiasi futura aggressione contro l’integrità territoriale di ciascuna parte. “Gli impegni relativi alla sicurezza contenuti in questo accordo hanno lo scopo di sostenere gli sforzi dell’Ucraina per vincere la guerra odierna e scoraggiare future aggressioni militari russe.

La politica degli Stati Uniti è quella di aiutare l’Ucraina a mantenere una capacità di difesa e di deterrenza credibile”, si legge nell’articolo, secondo cui “qualsiasi futura aggressione o minaccia di aggressione contro la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale di una delle parti costituirebbe motivo di grave preoccupazione per l’altra parte”.  
In caso di futuro attacco armato o minaccia di attacco armato contro l’Ucraina, le parti, in conformità con le rispettive leggi, si incontreranno immediatamente, se possibile “entro 24 ore ai livelli più alti” per determinare gli opportuni passi successivi e le esigenze di difesa. “Le parti – si precisa – possono decidere di comune accordo di sviluppare e attuare ulteriori risposte di difesa e deterrenza adeguate, anche in ambito economico, militare e/o politico”.Tali risposte possono includere l’imposizione di “costi economici” allo Stato aggressore attraverso misure che possono includere, tra le altre cose, potenziali sanzioni. 
Kiev e Washington promuovono quindi una condivisione adeguata dell’intelligence e una cooperazione rafforzata tra i rispettivi servizi segreti.

A questo proposito gli Stati Uniti intendono sostenere lo sviluppo delle capacità di intelligence ucraine anche per quanto riguarda il controspionaggio.  Nell’intesa, in cui si ribadisce che il futuro dell’Ucraina è nella Nato, vengono poi elencate le misure per sostenere le esigenze economiche dell’Ucraina derivanti dalla guerra di “aggressione” della Russia.Si annuncia infine una cooperazione per promuovere le istituzioni democratiche, economiche, di difesa e di sicurezza dell’Ucraina al fine di favorirne l’integrazione euro-atlantica e la modernizzazione secondo i principi e gli standard democratici dell’Unione Europea. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Prevenire le truffe agli anziani a Castellammare e Monti Lattari: consigli utili e testimonianze

A Castellammare di Stabia e nei Monti Lattari, le truffe agli anziani sono in aumento.Informarsi è essenziale per prevenire.

Allarme truffe agli anziani a Castellammare e monti Lattari

A Castellammare di Stabia e nei Monti Lattari, l’allarme truffe agli anziani sta assumendo proporzioni preoccupanti.

Questi episodi, spesso perpetrati con tecniche sempre più sofisticate, colpiscono una delle fasce più vulnerabili della popolazione, creando un clima di paura e insicurezza. È fondamentale informare e sensibilizzare i cittadini su queste pratiche illecite per prevenire ulteriori danni.

Tipologie di truffe più comuni

Truffa del finto operatore
Uno dei metodi più utilizzati dai truffatori è quello del finto operatore.I malviventi si presentano alla porta delle vittime spacciandosi per tecnici di compagnie di servizi, come gas, elettricità o acqua.

Con la scusa di un controllo urgente, riescono a entrare nelle abitazioni e, approfittando della fiducia degli anziani, sottraggono denaro e oggetti di valore.

Truffa telefonica
La truffa telefonica è un’altra modalità molto diffusa.I truffatori chiamano le vittime fingendo di essere parenti in difficoltà, avvocati o rappresentanti di enti pubblici, e chiedono somme di denaro per risolvere presunti problemi urgenti.

Spesso, utilizzano tecniche di pressione psicologica per indurre gli anziani a effettuare bonifici o a consegnare contanti a falsi corrieri.

Truffa dello specchietto
Un’altra truffa comune è quella dello specchietto.I malviventi simulano un incidente stradale, accusando l’anziano di aver danneggiato il loro veicolo.

Con minacce e richieste di risarcimento immediato, riescono a estorcere denaro alle vittime, spesso spaventate e confuse.

Consigli per prevenire le truffe

Verificare l’identità degli operatori
È essenziale che gli anziani e i loro familiari verifichino sempre l’identità di chi si presenta alla porta.Gli operatori di servizi pubblici devono essere muniti di tesserino di riconoscimento e, in caso di dubbi, è consigliabile chiamare direttamente la compagnia di riferimento per accertarsi dell’autenticità dell’intervento.

Non fidarsi delle richieste telefoniche
Le richieste di denaro effettuate per telefono devono sempre essere considerate con sospetto. È importante non fornire mai dati personali o bancari e non consegnare denaro a sconosciuti.

In caso di telefonate sospette, è utile contattare immediatamente i propri familiari o le forze dell’ordine.

Diffidare degli sconosciuti per strada
In caso di presunti incidenti stradali o richieste di risarcimento da parte di sconosciuti, è consigliabile non cedere alle pressioni. È meglio chiamare le autorità per chiarire la situazione e evitare di consegnare denaro.

Ruolo delle autorità e delle istituzioni

Interventi della polizia locale
La polizia locale di Castellammare di Stabia e dei Monti Lattari sta intensificando i controlli e le campagne informative per contrastare il fenomeno delle truffe agli anziani.Gli agenti sono costantemente impegnati in operazioni di prevenzione e repressione, e invitano i cittadini a segnalare qualsiasi episodio sospetto.

Campagne di sensibilizzazione
Le istituzioni locali stanno promuovendo campagne di sensibilizzazione rivolte agli anziani e alle loro famiglie.

Incontri informativi, distribuzione di materiale divulgativo e interventi nelle scuole sono solo alcune delle iniziative messe in atto per diffondere la conoscenza delle tecniche utilizzate dai truffatori e dei comportamenti da adottare per difendersi.

Collaborazione con le associazioni di volontariato
Le associazioni di volontariato giocano un ruolo fondamentale nel supporto agli anziani.Offrono assistenza, informazioni e supporto psicologico alle vittime di truffe, contribuendo a creare una rete di protezione e solidarietà.

La collaborazione tra istituzioni e volontariato è essenziale per rendere più efficaci le azioni di prevenzione e intervento.

Testimonianze di vittime di truffe
Le testimonianze delle vittime di truffe sono un elemento chiave per comprendere l’impatto di questi reati sulla vita degli anziani.Molte persone hanno raccontato di aver subito gravi danni economici e psicologici, di aver perso la fiducia nel prossimo e di vivere con la paura di essere nuovamente raggirati.

Ascoltare e dare voce a queste esperienze è importante per sensibilizzare la comunità e rafforzare la prevenzione.

Conclusioni
L’allarme truffe agli anziani a Castellammare di Stabia e nei Monti Lattari richiede una risposta decisa e coordinata da parte di tutti gli attori coinvolti.La prevenzione passa attraverso l’informazione, la sensibilizzazione e il supporto alle vittime.

Solo con un impegno collettivo sarà possibile contrastare efficacemente questo fenomeno e garantire maggiore sicurezza e serenità agli anziani.Le truffe agli anziani sono un problema serio che richiede l’attenzione di tutta la comunità. È fondamentale che ognuno di noi faccia la propria parte per proteggere i più vulnerabili e creare un ambiente sicuro e solidale.

G7, Meloni incassa accordo ‘storico’ asset russi, ma su aborto è lite con Macron

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(Adnkronos) – Sarà pure “panna montata”, ma il rischio è che diventi così acida da rovinare l’intero summit.Il ‘caso aborto’ continua a tenere banco nella prima giornata dei lavori del G7, dopo averne terremotato la vigilia, e così la presidenza italiana decide di correre ai ripari e raccontare la sua versione dei fatti.

Senza nascondere l’irritazione verso chi, a detta degli italiani, ha innescato la miccia, col rischio di oscurare un risultato giudicato “storico”, ovvero l’intesa raggiunta sugli asset russi e il fondo di solidarietà per l’Ucraina. “Risultato di cui vado fiera”, ha rivendicato Giorgia Meloni, rimarcando come “non fosse affatto scontato” l’accordo “politico” raggiunto: i nodi tecnici dovranno essere sciolti dal Consiglio europeo di fine giugno e dall’assise dei ministri delle finanze, ma il disco verde dei leader c’è, acceso tra gli ulivi secolari di Borgo Egnazia.  Era un risultato atteso e agognato, l’obiettivo da centrare per far sì che il G7 a guida italiana diventasse un successo.Ma quello che ormai è diventato un caso – il presunto passo indietro dell’Italia sulla volontà di rafforzare il diritto a interrompere volontariamente la gravidanza – rischia di oscurarlo.

Sul banco degli imputati la Francia: già ieri trapelava una certa irritazione per la fuga in avanti dell’Eliseo sull’accordo raggiunto dai Grandi sui 50 miliardi da destinare all’Ucraina.Ma la misura con la vicenda dell’aborto è colma, anche perché, spiegano fonti della presidenza, il caso “è montato ad arte”, come fosse, appunto, “panna”.

Non per Emmanuel Macron che, nella serata di giovedì dal San Domenico club di Borgo Egnazia, ci mette la faccia e rimarca le distanze con Roma, esprimendo “rammarico” sul fatto che la parola ‘aborto’ manchi nel testo delle conclusioni, ma “conoscete la posizione della Francia.Non facciamo le stesse scelte, la Francia ha inserito nella Costituzione il diritto all’aborto, la libertà delle donne di disporre del proprio corpo.

Non abbiamo le stesse sensibilità con l’Italia”.  Per la premier è davvero troppo.Finora ha mantenuto la calma, ma all’affondo non può che rispondere con un colpo di fioretto.

Fermata dai giornalisti prima che raggiunga il Castello Svevo di Brindisi per la cena offerta dal Presidente Sergio Mattarella, bolla la polemica come “totalmente pretestuosa”.Ma osa di più: “Non c’è alcuna ragione di polemizzare su temi che già da tempo ci trovano d’accordo.

E credo sia profondamente sbagliato, in tempi difficili come questi, fare campagna elettorale utilizzando un forum prezioso come il G7″, aggiunge con un chiaro riferimento a chi dalle elezioni europee è uscito con le ossa rotte. Per Meloni la polemica nata attorno all’aborto è “pretestuosa” perché “le conclusioni di Borgo Egnazia richiamano quelle di Hiroshima, nelle quali abbiamo già approvato lo scorso anno la necessità di garantire che l’aborto sia ‘sicuro e legale. È un fatto assodato e nessuno ha mai chiesto di fare passi indietro su questo.Le conclusioni infatti, se non introducono nuovi argomenti, per non essere inutilmente ripetitive, richiamano semplicemente quanto già dichiarato nei precedenti vertici”. E’ quanto si affannavano a spiegare nel pomeriggio fonti della presidenza italiana, chiarendo cosa si nascondeva dietro il ‘pasticcio’.

Con il dossier arrivato sul tavolo degli sherpa a tarda notte, la volontà di alcuni Paesi, Francia in testa, di compiere un passo in più rispetto a quanto fatto a Hiroshima.Ma l’Italia, al tavolo delle trattative, “non ha mai detto ‘non vogliamo’ – assicurano le stesse fonti – ha semplicemente preteso che, qualora il testo venisse modificato, si bilanciasse con altri temi.

Erano le 3 di notte – la narrazione – e a quel punto abbiamo deciso di fermarci agli impegni” assunti in Giappone, “riconfermandoli”.Mai detto “togliamo l’impegno, ma solo ‘se si aggiunge, anche noi vogliamo dire la nostra per bilanciare il testo'”. I contenuti della trattativa, però, escono dalla sala del resort di Borgo Egnazia dove si lima il testo, rimbalzano a Bruxelles, raggiungono la sala stampa alla Fiera del Levante di Bari.

E ben presto monta il caso, tanto che persino il Consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, non nasconde il disappunto per il presunto colpo di bianchetto sulla parola aborto.Il Presidente Biden, aveva rimarcato in mattinata, “parla sempre di diritti umani in tutte le sue interazioni, sia con gli amici sia con gli avversari, e nei prossimi due giorni non ci saranno cambiamenti”.

Nessun passo indietro dunque rispetto a Hiroshima, confermano fonti italiane.Ma con Macron è tornato il gelo.

Quando il Presidente francese arriva al Castello Svevo per la cena, offerta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Meloni lo fulmina con sguardi di ghiaccio, un sorriso tirato accompagna il baciamano con cui Macron cerca di superare l’incidente.Difficile che la premier gli perdoni lo ‘sgambetto’: “Agli italiani sono arrivati i complimenti per l’organizzazione, per la capacità di mediazione e per i contenuti, ma questa vicenda ha rischiato di oscurare tutto”.

Davvero troppo per Meloni. (dall’inviata Ileana Sciarra) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina colpisce difesa aerea Russia, il piano di Kiev

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(Adnkronos) –
Una strategia a lungo termine per colpire la Russia.L’Ucraina, nella guerra che si avvia a entrare nella terza estate, sta agendo secondo un copione che lascia intuire un piano ‘in prospettiva’, secondo quanto evidenzia l’Institute for the study of war (Isw), il think tank americano che monitora il conflitto sin dall’inizio e delinea gli scenari sul campo. Nelle ultime settimane, in particolare da quando hanno iniziato ad arrivare nuove armi fornite dagli Usa, Kiev sta conducendo azioni ripetute per colpire i sistemi di difesa aerea della Russia.

In particolare, sottolinea l’Isw, nelle ultime ore le forze armate ucraine hanno colpito un sistema S-300 e due sistemi S-400 nelle aree di Belbek e Sebastopoli, in Crimea.Per le azioni contro la penisola occupata, Kiev può utilizzare anche i missili Atacms, le armi a lungo raggio fornite da Washington: gli Atacms, che hanno una gittata di 300 km, non vengono usate per centrare obiettivi militari in territorio russo.

Possono, però, essere lanciati verso le basi di Mosca in Crimea. I sistemi di difesa aerea russi, sulla base di informazioni confermate da immagini geolocalizzate, sarebbero stati presi di mira nelle zone di Yevpatoria e Dzhankoy.L’intelligence ucraina ha confermato che sono stati usati Himars per distruggere 4 sistemi S-300 nella regione di Belgorod: non è chiaro, però, quando siano stati compiuti questi attacchi.

E’ noto, invece, che un attacco con droni ha colpito la base di Akhtubinsk, nell’Astrakhan: nel mirino, in questo caso, un caccia Su-57, pedina fondamentale nel sistema aereo russo.  
La sistematicità delle azioni lascia ipotizzare un ‘copione’, secondo l’Isw: l’Ucraina sta preparando il terreno per attacchi aerei che verrebbero effettuati con i jet, in particolare F-16, forniti dalla coalizione internazionale.I caccia dovrebbero arrivare in Ucraina tra estate e autunno e saranno affidati ai piloti di Kiev che vengono addestrati dai paesi Nato.   Non è chiaro, al momento, quale impatto potrebbero avere gli F-16 nel conflitto, soprattutto perché non sono noti i numeri e le tempistiche relativi alle forniture di caccia.

L’Isw sottolinea che, inizialmente, fonti ucraine e occidentali ritenessero necessari 150 caccia per sviluppare una strategia in grado di offrire adeguati sostegno e copertura alle operazioni di terra.Più recentemente però il portavoce dell’aviazione ucraina, Ilya Yevlash, ha affermato che due squadroni di F-16 – quindi almeno 18 velivoli – sarebbero sufficienti per avere un impatto significativo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, Mattarella: “Con sostegno a Ucraina difendiamo nostri popoli”

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(Adnkronos) – “Sostenendo l’indipendenza dell’Ucraina, difendiamo principi generali di convivenza fra le nazioni, sui quali poggia, dal secondo dopoguerra in poi, la libertà, la sicurezza, la prosperità dei nostri popoli nonché lo sviluppo e il ruolo crescente di quelli che allora erano, loro malgrado, spettatori della Storia”.Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel brindisi in occasione della cena, offerta ai Capi di Stato e di Governo e alle personalità partecipanti al Vertice G7. “Il 24 febbraio del 2022 la Federazione Russa si è assunta la responsabilità storica di riportare la guerra in Europa in un pericoloso tentativo di revanche neo-imperiale che contraddice tutti i passi avanti realizzati nel continente sin dalla Conferenza di Helsinki del 1975.

Una svolta che non si può fingere di ignorare o sottovalutare come insegna la storia del ‘900″.  È utile interrogarsi su quale sia”, nell’attuale contesto geopolitico “il ruolo del G7 e vorrei prospettare tre considerazioni”. “Una prima risposta risiede nella constatazione che il G7 è un insieme di Paesi uniti non soltanto da un elevato livello di sviluppo e di reddito, ma anche e soprattutto da valori – ha detto Mattarella durante il brindisi -.Valori che hanno promosso in modo significativo la dignità delle persone e dei popoli, sulla base delle Carte e delle Dichiarazioni dell’Onu.

Valori, obiettivi, regole, che vanno preservati e sviluppati nella nuova condizione della vita internazionale”.  “Il Vertice -ha quindi sottolineato il Capo dello Stato- si è così trasformato, da foro di coordinamento economico, in una piattaforma di rilevante confronto sui grandi temi del presente.Un confronto reso possibile proprio dall’essere basato anzitutto su valori condivisi.

Gli Stati rappresentati a questo tavolo si riconoscono nei principi dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti della persona, della cooperazione internazionale.Considerazioni tutt’altro che scontate, se si pensa al preoccupante aumento delle pulsioni autoritarie in tante parti del mondo, con le conseguenze che ne derivano: compressione dell’inviolabile sfera della persona a livello interno e condotte aggressive nella sfera internazionale”. “Il secondo elemento che caratterizza il G7 è costituito dalla adesione convinta a un sistema di regole, che vede nella Carta delle Nazioni unite la sua manifestazione più alta.

La cura di questo sistema di regole -la prima delle quali consiste nel divieto di minaccia e uso della forza nei rapporti fra gli Stati- è un aspetto, oggi, tristemente sfidato”. “La terza dimensione del G7 che vorrei richiamare è quella di una piattaforma aperta.Il formato del G7 è in grado di adeguarsi ai mutamenti del contesto internazionale -e lo conferma questa edizione- nella consapevolezza che non possono essere affrontati in un circuito limitato.

Nuove tematiche -dallo sviluppo sostenibile del continente africano, ai flussi migratori, alla rivoluzione indotta dall’intelligenza artificiale- trovano giusto spazio nel Vertice di Borgo Egnazia e sollecitano collaborazione con gli altri attori rilevanti dello scacchiere mondiale”.Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel brindisi in occasione del Pranzo offerto ai Capi di Stato e di Governo e alle personalità partecipanti al Vertice G7. “Le grandi economie libere raccolte nel G7 -ha proseguito il Capo dello Stato- continuano certamente a esercitare una rilevante forza di attrazione e d’influenza, ma, naturalmente, in un mondo multipolare, questa esperienza si confronta con tentativi di dar vita a schemi alternativi se non contrapposti”. “La capacità di costruire partenariati con quella parte del mondo che, nelle fisiologiche differenze, è disponibile al dialogo sulle nostre opzioni, è il naturale orizzonte al quale guardare.

Le indicazioni provenienti dai Capi di Stato e di Governo qui riuniti saranno, al riguardo, preziose.I Paesi G7 – aggiunge Mattarella- condividono una responsabilità accentuata nell’affrontare i problemi del presente; consapevoli, tuttavia, di non poterlo fare da soli”. “Il barbaro attacco di Hamas, con l’uccisione di inermi cittadini israeliani e il disumano sequestro di ostaggi, ha riaperto una ferita che continua ad essere alimentata dal macabro conteggio delle migliaia di vittime civili palestinesi, donne e bambini, che hanno perso la vita negli oltre otto mesi di conflitto” ha detto il Capo dello Stato. “I negoziati in corso per giungere al cessate il fuoco devono rappresentare una tappa per intraprendere un concreto percorso politico verso una pace duratura, che non può che fondarsi sulla soluzione a due Stati”.  “Occorre -ha esortato il Capo dello Stato- la volontà di perseguirla da parte di tutti gli attori coinvolti, per non abbandonare il dialogo a metà come già accaduto in troppe occasioni- con l’inevitabile ripresa, nel tempo, del conflitto, con violenza e vittime sempre maggiori”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Buchmesse, Venezi: “L’opera veicola nostro patrimonio culturale e lingua italiana”

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(Adnkronos) – La musica italiana e in particolare l’Opera è un modo per “veicolare il grande patrimonio culturale italiano, insieme al valore della lingua”.  Lo ha detto il direttore d’orchestra Beatrice Venezi, in occasione del concerto ‘Passioni Italiane’, ieri sera nella Konzerthaus di Dortmund per celebrare in musica l’Italia Ospite d’Onore alla Buchmesse.Un concerto che ha ottenuto un grande successo da parte del pubblico: “Devo dire che questo calore da parte dei tedeschi – ha sottolineato – non me lo aspettavo, insomma è stata una bella sorpresa.

Poi è arrivato un doppio applauso, sia dal pubblico italiano sia da quello tedesco presente in sala.Quello che ho voluto raccontare – aggiunge – è l’opera di Puccini, attraverso le sue grandi composizioni e attraverso la vita di questo genio”.  Un compositore “innovativo, moderno, straordinario a 360 gradi”.

Venezi ha dedicato un’ultima battuta sul successo conquistato nella sua recente trasferta in Argentina, nel teatro Colon di Buenos Aires che era “era sold out tutte le sere.E’ stata un’emozione straordinaria perché era sempre strapieno.

Devo andare a 14.000 chilometri per non avere critici che vengono ai miei concerti per poi scrivere 11 pagine denigratorie nei loro libri, senza alcuna deontologia professionale come succede in Italia”, ha concluso. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, gelo Meloni-Macron alla cena: lui fa il baciamano – Video

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(Adnkronos) – Il volto tirato di Emmanuel Macron e lo sguardo di ghiaccio di Giorgia Meloni alla cena del G7.Il presidente francese è l’ultimo ad arrivare, scende in auto al telefono, poi chiude la conversazione e si avvia con il volto un po’ tirato all’interno del Castello Svevo di Brindisi, per la cena offerta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.   Macron sorride al nostro Capo di Stato, mentre la presidente del Consiglio Meloni gli rivolge sguardi di ghiaccio.

L’inquilino dell’Eliseo, dopo aver salutato con affetto Mattarella, saluta la figlia del Presidente, Laura, con un baciamano, lo stesso baciamano che Macron tributa a Giorgia Meloni, che accenna un sorriso tirato.Dunque i quattro si avviano all’interno delle sale del Castello per la cena. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente 13 giugno 2024

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(Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ all’estrazione del SuperEnalotto di oggi.Realizzati otto ‘5’ che vincono 21.504,99 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 34,9 milioni di euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 5, 22, 47, 54, 63, 84.

Numero Jolly: 85.Numero SuperStar: 82. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, accordo Usa-Ucraina per sicurezza. Zelensky: “Ora possiamo vincere la guerra”

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(Adnkronos) – Il presidente americano Joe Biden ed il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno firmato a margine del G7 un accordo bilaterale sulla sicurezza.Nel darne l’annuncio, Biden ha sottolineato che gli Stati Uniti restano al fianco dell’Ucraina, che da 2 anni combatte la guerra contro la Russia, e ha definito “storica” la conferenza di pace che si terrà in Svizzera sabato e domenica. “Con la firma dell’accordo con gli Usa, questo è un giorno storico”, le parole di Zelensky: “Ora abbiamo gli strumenti per combattere e vincere guerra”. Il G7 ha raggiunto “un accordo formidabile” sul tema degli asset russi, che saranno usati a garanzia di un prestito da 50 miliardi per l’Ucraina, ha evidenziato Biden. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, tortelli e filetti di dentice: il menù della cena dei leader

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(Adnkronos) – Un menù a base di pesce con richiami alla tradizione pugliese per il pranzo offerto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel Castello Svevo di Brindisi ai capi di stato e di governo e alle personalità riunite per il G7.Si comincia con fagottini di scorfano ai pomodori secchi ed erbe aromatiche su dadolata di Barattieri e pomodori fiaschetto di Torre Guaceto. Quindi tortelli di gallinella con julienne di pesce serra affumicato, filetti di dentice alle mandorle di Toritto e salsa di topinanbur.

Per finire crema di burrata con crumble di taralli dolci e ciliegie ferrovia.Il tutto annaffiato da Franciacorta ‘Annamaria Clement – Ca’ del bosco ‘15; Fiano – Tenuta Bocca di Lupo Furia di Calafuria – Masseria Maine Moscato di Trani ‘Estasi’ – Franco di Filippo. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pescara, due donne travolte e uccise da un treno a Montesilvano

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(Adnkronos) – Due persone, una donna e una bambina forse madre e figlia, sono state travolte e uccise da un treno a Montesilvano, in provincia di Peescara, sulla linea Adriatica.Il fatto è accaduto intorno alle 18.30 all’altezza della stazione.

Le due, di sicuro, erano mano nella mano quando sono arrivate sul posto.Sul posto ambulanze e forze dell’ordine.

Indagano la Polfer di Pescara e di Ancona.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tacconi, operato per 5 ore per ischemia arteriosa

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(Adnkronos) – Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus, è stato operato oggi all’ospedale Molinette di Torino.Il 67enne è stato sottoposto a un intervento chirurgico durato cinque ore per ricanalizzazione endovascolare aorto iliaca e ricostruzione chirurgica della arteria femorale. L’operazione, “tecnicamente riuscita con attuale buon esito clinico”, si è resa necessaria, fanno sapere in una nota dall’ospedale, “per un grave quadro di ischemia arteriosa dell’arto inferiore destro, a causa di arteriopatia diffusa aorto iliaco femorale (ostruzione arteriosa da aorta a femore)”.

Una patologia, precisano, non connessa a quella pregressa – un’emorragia cerebrale provocata da un’ischemia – che aveva colpito il calciatore nel 2022 mentre si trovava ad Asti.Dopo l’intervento il paziente, conclude la nota dell’ospedale “è sveglio, lucido e asintomatico e ora verrà trasferito nella Rianimazione ospedaliera”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rissa alla Camera, cartellino rosso a Iezzi per 15 giorni e 4 a Donno: ecco le sanzioni

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(Adnkronos) – L’ufficio di presidenza della Camera dopo una riunione durata l’intero pomeriggio ha deliberato le sanzioni per i deputati coinvolti nei fatti accaduti ieri a Montecitorio durante i lavori in aula sull’autonomia: “Sanzione della censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari” per 15 giorno nei confronto di Igor Iezzi (Lega), 7 giorni per Enzo Amich (Fdi), Gerolamo Cangiano (Fdi), Domenico Furgiuele (Lega), Federico Mollicone (Fdi) e Nico Stumpo (Pd).  Sono invece 4 i giorni di sospensione per Leonardo Donno (M5S), 3 per Enzo Amendola (Pd) e Stefano Candiani (Lega) e 2 per Arturo Scotto (Pd) e Claudio Stefanazzi (Pd).  “Le sanzioni – ha detto in aula il presidente Lorenzo Fontana- hanno decorrenza immediata.Ricordo che, ai sensi dell’articolo 60, comma 3, del Regolamento, le decisioni in tema di sanzioni adottate dall’Ufficio di Presidenza sono comunicate all’Assemblea e in nessun caso possono essere oggetto di discussione”. ”Tengo a precisare – ha aggiunto – che quando accaduto nella seduta di ieri nel suo complesso debba essere gravemente stigmatizzato dalla Presidenza.

Il confronto politico tra posizioni diverse, anche su questioni politicamente altamente divisive, non può mai trascendere nello scontro fisico”. Il “confronto politico tra posizioni diverse”, “anche su questioni politicamente altamente divisive, non può mai trascendere nello scontro fisico, nell’offesa di altri, ovvero nella violenza e nella lesione del decoro delle istituzioni”, ha chiosato Fontana.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

1000 miglia verso il giro di boa a Roma

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(Adnkronos) – Nonostante le forti piogge della tarda mattinata, il popolo maremmano ha risposto calorosamente all’arrivo della manifestazione ed ha accolto numeroso gli equipaggi lungo tutto il tratto cittadino di avvicinamento a Piazza del Mercato, a Castiglione della Pescaia.Al Controllo Orario di ripartenza, il cielo ha finalmente iniziato a schiarirsi e il convoglio ha puntato verso Grosseto per la Prova di Media della Maremma.

Sconfinando nel Lazio, il serpentone ha affiancato un’ormai soleggiata sponda ovest del Lago di Bolsena, lungo la quale si sono tenute 9 Prove Cronometrate concatenate seguite da un timbro nel porto di Marta.  Il Controllo Orario di Viterbo, ai piedi dell’incantevole Palazzo dei Papi, ha chiuso l’ottavo settore di gara a solo un’ottantina di chilometri dall’arrivo di Roma.Fra i monti Cimini, colli di origine vulcanica dell’Anti Appennino laziale, si svolgeranno le ultime Prove Cronometrate di giornata, mentre nel suggestivo borgo di Ronciglione, alle pendici dell’antico cratere vulcanico di Vico, vi sarà l’ultimo Controllo Timbro.

Raggiunta la capitale, il consueto Controllo Orario di fine tappa attende gli equipaggi nel parco di Villa Borghese, prima della sfilata sulla pedana di via Veneto e lo spettacolare passaggio al Colosseo, un colpo d’occhio unico degno della Corsa più bella del mondo.  La classifica della 1000 Miglia 2024, aggiornata alla Prova Cronometrata 87, rimane invariata: Vesco- Salvinelli primi, Fontanella-Covelli secondi e Aliverti-Valente terzi.Immutata anche quella del Ferrari Tribute, che vede in testa Binder e Mozzi seguiti da Smussi-Smussi e Sangiovanni-Sangiovanni. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

AssoBirra: nel 2023 volumi -5% con aumento costi, accise e inflazione

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(Adnkronos) – Un anno di sfide e complessità, ma anche di resilienza e capacità di adattamento.Si può riassumere così il 2023 della birra in Italia: dodici mesi che, nonostante l’evidente contrazione di mercato, hanno confermato la solidità del comparto birrario italiano, capace di mantenere viva la propria capacità di reinventarsi con innovazione e investimenti ma che, oggi, ha bisogno di un sostegno concreto da parte delle istituzioni per tornare a crescere.

A fotografare lo stato di salute del segmento brassicolo è l’Annual Report 2023 di AssoBirra, l’Associazione più rappresentativa del settore birrario in Italia, che oggi ha presentato la nuova edizione a Roma, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.  “Quello della birra è un settore del Made in Italy che si è sviluppato soprattutto negli ultimi 20 anni.Un comparto che sta investendo molto in innovazione del prodotto e che oggi affianca sempre più, e completa, l’offerta delle bevande che già realizziamo nel nostro Paese.

A tal riguardo, penso sia importante ricordare quello che abbiamo fatto per le produzioni italiane, e ormai la birra è una di queste, con la legge quadro sul Made in Italy che sta dispiegando i suoi effetti sul tessuto artigianale e industriale”, ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Anche il settore brassicolo – ha continuato Urso – potrà oltretutto rafforzarsi e innovarsi ulteriormente beneficiando del piano transizione 5.0 che coniuga per la prima volta in Europa transizione digitale, energetica e ambientale, con oltre 13 miliardi di crediti fiscali utilizzabili dalle imprese nel biennio 2023-24.Sarà importante poi sviluppare le competenze idonee: a tal fine, il provvedimento prevede che il 10% delle risorse possono essere utilizzate per la formazione del personale.

Sarà il piano più avanzato in Europa per rendere più competitive le imprese italiane”. Molte le evidenze emerse durante la conferenza.Nel 2023 si registra una flessione di produzione (-5,02%), consumi (-5,85%), export (-5,36%) e import (-7,5%) di birra, chiari segnali di un settore che ha sofferto lungo tutto l’asse della filiera produttiva, agricola e della distribuzione fino ai punti di consumo e vendita.

Nei primi mesi del 2024 il trend di decrescita sembrerebbe essersi fermato e, qualora la stagione estiva dovesse segnare una ripresa, le prospettive di lungo periodo tornerebbero positive, perché supportate dalla crescita della cultura birraria e dalla solida reputazione del prodotto brassicolo italiano, come testimoniato dalle ricerche e dai mercati.  AssoBirra dialoga attivamente con le istituzioni e collabora con le altre associazioni di comparto in una continua opera di sensibilizzazione e consapevolezza dei trend e dei fattori che impattano sulla possibilità di tornare a crescere, quali il cambiamento climatico, con i conseguenti rincari e la difficile reperibilità di alcune materie prime, l’aumentato costo dell’energia e, ultimo ma non per importanza, la spinta inflattiva di tutti i prodotti, incluso il largo consumo.Questi fattori hanno generato una riduzione del potere di acquisto generalizzata, particolarmente sentita dal settore birrario a causa del peso aggiuntivo, rispetto alle altre bevande da pasto, delle accise.

Questo tipo di tassazione rientra infatti nella costruzione del prezzo della birra sullo scaffale, nei bar, nei ristoranti e nelle pizzerie: un fattore che concorre quindi alla contrazione di mercato, togliendo risorse alle imprese nella filiera e agevolando di conseguenza le importazioni di birra da alcuni mercati a basso carico fiscale.  Il sostegno richiesto da AssoBirra è, in primis, un percorso di riduzione strutturale delle accise a cui la birra è soggetta, per poter confermare gli investimenti, e così stimolare la ripresa del mercato, generando ricchezza per il nostro Paese.L’obiettivo è ottenere una politica fiscale più equa, che possa consentire agli attori del settore di fare innovazione, proseguire i piani di sostenibilità e l’utilizzo di tecnologie avanzate, essenziali per la crescita organica, sostenibile e di lungo periodo del comparto birrario.

Pertanto, è cruciale affrontare questa problematica evidenziando come le accise influiscano negativamente sia sulla capacità di investimento delle aziende che sulla competitività del settore. Il settore brassicolo ricopre un ruolo centrale per l’economia italiana, capace di creare valore e indotto economico e posti di lavoro: il comparto occupa, infatti, oltre 100 mila operatori in oltre 1.000 aziende (1.012 realtà del settore tra birrifici, microbirrifici e malterie), crea un valore condiviso di 10,2 miliardi di euro (equivalente allo 0,54% del Pil) e, soprattutto, unica fra le bevande da pasto, versa all’Erario oltre 700 milioni in accise annue che si sommano alla contribuzione fiscale ordinaria.  Secondo i dati di AssoBirra, nel 2023 la produzione di birra in Italia ha raggiunto 17,4 milioni di ettolitri, registrando una contrazione del 5,02% rispetto ai 18,3 milioni di ettolitri del 2022, ma superando i livelli pre-pandemici del 2019 (17,3 milioni di ettolitri) e quasi eguagliando il 2021 (17,8 milioni di ettolitri).I consumi, seppur in calo rispetto al record del 2022 (22,5 milioni di ettolitri), si sono attestati a 21,2 milioni di ettolitri nel 2023, facendo segnare un decremento del 5,85% ma mantenendo una quota che supera il massimo storico di consumo registrato fino all’anno scorso (21,2 milioni di ettolitri nel 2019) e che supera quella del 2021, delineando una crescita di oltre 20 punti percentuali (20,9%) rispetto a dieci anni fa (17,5 milioni di ettolitri nel 2013).

L’import di birra ha registrato allo stesso modo una flessione del 7,55% rispetto all’anno precedente, pari a 600 mila ettolitri, con 7,4 milioni di hl a fronte dei circa 8 milioni del 2022.  La Germania – che gode di una tassazione 4 volte inferiore a quella italiana – rimane il principale Paese di origine dell’import, con il 41,7% del totale delle importazioni, seguita da Belgio (con una quota del 20,7%), Paesi Bassi (9,8%) e Polonia (9,4%).Tra i paesi non comunitari, che assommano un dato globale del 2,2% dell’import, il maggior esportatore verso il nostro Paese è il Regno Unito, con quasi 95 mila ettolitri su circa 135mila del totale non-Ue.

Anche l’export mostra un aggregato inferiore a quello del 2022 (3,6 milioni di hl nel 2023, con un -5,36% rispetto ai 3,8 dell’anno precedente).La distribuzione dell’export vede un calo della quota verso il Regno Unito (44,1% vs il 48,2% del 2022, pari a -250 mila ettolitri nel 2022), ma un aumento delle esportazioni verso Albania e soprattutto Francia, con un dato in crescita del 57%.  Tra i canali distributivi e di consumo riemerge il fuori casa, che nel 2023 registra un +1,8% rispetto all’anno precedente, di fatto mantenendo gli stessi volumi, con consumi complessivi leggermente inferiori agli 8 milioni di ettolitri, bilanciando in parte l’ampia flessione di consumo domestico del canale Gdo, che hanno dovuto fare i conti con una forte elasticità della domanda e della riduzione del potere d’acquisto. In virtù del contesto attuale, AssoBirra ritiene fondamentale prendere decisioni certe e positive sul versante fiscale, che consentano alle aziende della filiera birraria di tornare a dedicare risorse economiche, generare una crescita sostenibile nel tempo e competere sui mercati internazionali, oggi meno rallentati da tassazione e burocrazia e dunque più liberi di investire.

Le marginalità sono strutturalmente sotto pressione lungo tutta la catena del valore: agricoltura, trasformazione, produzione, logistica, trasporti, grande distribuzione e ristorazione hanno bisogno di tornare ad investire sul proprio business, per generare ricchezza per il Paese.  Alfredo Pratolongo, presidente di AssoBirra, ha affermato: “Il 2023 è stato un anno particolarmente difficile per il settore birrario.Dopo un decennio di crescita, la crisi innescata dalla contingenza pandemica e la ripresa nel 2022, i consumi si sono ridotti quest’anno di quasi sei punti percentuali.

Per il futuro rimango positivo perché la birra in Italia è ormai diventata una bevanda da pasto, identificata con la convivialità informale, apprezzata per le sue caratteristiche di leggerezza, versatilità, naturalezza e basso contenuto alcolemico, oppure analcolica.Quest’ultimo non è un fattore da sottovalutare, perché a monte delle libere scelte di consumo, a tavola e non, la birra è una scelta di piacere che consente di consumare quantità certe e moderate o nulle e, al contempo, di godere di un gusto rinfrescante e definito, frizzante e piacevolmente amaro, che valorizza per contrasto o assonanza i più diversi piatti e ingredienti e l’eterogenea ricchezza di sapori del patrimonio culinario italiano”.  “Essere parte del menù degli italiani è un fattore strutturale e autorizza dunque a un cauto ottimismo per il futuro, ma è altresì indispensabile non perdere il focus sugli impegni che ci attendono nei mesi a venire, la necessità di procedure più semplici e snelle di accesso ai fondi nazionali e comunitari, l’aggiornamento di alcuni articoli della legge della birra e, auspichiamo, un alleggerimento della pressione fiscale specifica”, ha proseguito il presidente Pratolongo.  “Le accise in particolare, anacronistiche per una bevanda da pasto e incongrue, perché la birra è l’unica su cui gravano, risultano tanto più afflittive poiché penalizzano le aziende italiane rispetto a quelle che lavorano in Paesi, per così dire, maggiormente beer friendly in termini di tassazione, nei confronti dei quali esiste di fatto una sorta di spread che penalizza le aziende italiane che ivi esportano birra.

E, specularmente, favoriscono il business delle loro aziende nazionali, stimolandone la competitività e quindi anche l’esportazione di birre in Italia perché, pagando molte meno accise in patria, hanno margini più alti e possono quindi essere più competitive con la birra che esportano da noi”, ha detto. Un contesto complesso, dunque, nel quale il segmento brassicolo non smette di innovare e di diversificare la propria offerta, mostrandosi propositivo e confermando non solo il suo valore economico, ma anche il suo impatto culturale positivo sulla società italiana.La cultura birraria in Italia, infatti, continua ad adattarsi e a migliorare, sposando sempre più una tendenza al consumo moderato e responsabile, e continuando a rispondere ai continui cambiamenti e alle nuove tendenze del mercato.  “Nonostante le contingenze sfavorevoli e gli attuali fattori di frenata, che rischiano di rallentare o limitare un ulteriore sviluppo del settore birrario, siamo convinti – ha concluso il presidente Pratolongo – che la birra abbia le caratteristiche per tornare a crescere in futuro.

La capacità di innovare degli imprenditori, sia a livello di prodotto che nelle strategie di sostenibilità, ci permette di rispondere alle esigenze dei consumatori, attuali e prospettiche, e di fare leva su alcuni macro-trend del mercato italiano: localismo, salubrità e leggerezza, che consentono di far apprezzare ai consumatori la grande varietà e qualità dell’offerta brassicola in Italia.Le aziende hanno investito in tecnologie avanzate e pratiche sostenibili, valorizzando i territori e il patrimonio culturale del nostro Paese, portando la birra ad essere oggi una bevanda da pasto integrata nelle abitudini degli italiani e un’icona della convivialità, nonché un prodotto democratico e accessibile, sia per il gusto che per il basso tenore alcolico, con una qualità davvero eccellente”. Sostenibilità e transizione ecologica rimangono una priorità per AssoBirra, che incentiva pratiche produttive sostenibili e l’uso di tecnologie avanzate, promuovendo la gestione delle risorse idriche e la riduzione dell’impatto ambientale come obiettivi fondamentali per il settore.

Federico Sannella, vicepresidente di AssoBirra con delega a Transizione Ecologica e Sostenibilità, ha commentato: “Il processo di transizione ecologica attiene anche al primario, a quel settore agricolo che da tempo si impegna nell’ambito della ricerca nel campo delle materie prime e di un più sostenibile uso del territorio.Innovazione tecnologica e sviluppo, tuttavia, si nutrono soprattutto di investimenti economici, ed è qui che il ruolo del comparto di trasformazione è strategico, centrale, imprescindibile.

In tempi ove i costi dell’energia incidono a tal punto, il cammino verso la neutralità carbonica necessita di un cambio di strategia, un’azione non più solo individuale, bensì sistemica, del comparto industriale nella sua interezza.Non perdiamo di vista come il riuso, e in generale ogni trasformazione, imponga forti investimenti. È una materia al momento assai fluida, ed è cruciale rimanere vigili e pronti a cogliere ogni opportunità.

Le soluzioni ad hoc potrebbero stare in un punto di congiunzione tra i due sistemi.Ed è qui che si inserisce il lavoro tecnico che portiamo avanti in AssoBirra, mirato a individuare da un lato la strategia più performante e sostenibile, sia a livello macro che associativo, dall’altro, in quanto guida del segmento, ad identificare modelli compatibili con le necessità delle singole imprese”.  Per AssoBirra la sostenibilità non è solo economica e ambientale, ma anche sociale.

La categoria è infatti impegnata a promuovere comportamenti in linea con uno stile di consumo responsabile delle bevande alcoliche, ad esempio con investimenti in prodotti a zero o bassa gradazione alcolica, o ancora in materia di diversità, equità e inclusione.In linea con un consumo italiano votato alla moderazione, i consumi di birra low e no alcol nel 2023 hanno rappresentato l’1,86% del totale. “Se vogliamo che il segmento divenga strategico per l’alimentare italiano, se puntiamo a una crescita concreta e misurabile occorre investire su una serie di elementi: sui marchi, sulla sostenibilità degli impianti, sull’efficienza, sulla produttività, sulla ricerca e l’impiego di competenze altamente qualificate e, infine, sui talenti ad alto valore aggiunto, da trattenere e valorizzare.

La trasformazione ambientale non può prescindere da quella digitale e già da tempo AssoBirra è impegnata sui temi della Dei (Diversity, Equity and Inclusion), ma non è solo un problema del comparto.L’accesso delle donne al mondo della produzione a tutti i livelli, ai settori digitali, alle tecnologie avanzate, all’intelligenza artificiale, è ancora troppo limitato ed è una tendenza che va invertita, adesso senza ulteriori indugi.

Di tutti gli investimenti possibili, quello sul capitale umano è il più urgente e promettente”, ha concluso Sannella. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, Biden salta la cena con Mattarella

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(Adnkronos) –
Joe Biden non parteciperà questa sera alla cena dei leader del G7 al castello Svevo di Brindisi, offerta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Lo conferma la Casa Bianca, con la portavoce Karine Jean-Pierre che già durante un briefing con i giornalisti a bordo dell’Air Force One aveva detto che il presidente avrebbe avuto “due giorni pieni”, avvisando i giornalisti di “non leggere troppo” dietro alla scelta del presidente di non partecipare alla cena, si legge sulla Cnn.

Alla stessa ora il presidente è impegnato nella firma dell’accordo di sicurezza con Volodymyr Zelensky e nella conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino.  E’ la quarta volta che Joe Biden salta o lascia in anticipo una cena ufficiale con i leader mondiali come scrive la Cnn.Nel 2022, Biden non ha partecipato alla cena a Bali.

Nel 2023 ha poi lasciato in anticipo la cena di Hiroshima per tornare in albergo e parlare con i funzionari della Casa Bianca che stavano negoziando con il Congresso l’accordo sul tetto del debito.Anche al vertice della Nato in Lituania ha saltato la cena con i leader. Il presidente americano, che con i suoi 81 anni è il presidente in carica più anziano degli Stati Uniti e si sta candidando ad un secondo mandato, è arrivato la notte scorsa a Brindisi, dopo che era rientrato negli Stati Uniti domenica dalla visita in Francia per l’80esimo anniversario del D-Day e la visita di Stato a Parigi.

La sera prima della partenza per l’Italia, inoltre, Biden aveva dovuto fare una tappa non prevista in Delaware per incontrare Hunter Biden, subito dopo che il figlio era stato giudicato colpevole di aver acquistato un’arma nascondendo la sua tossicodipendenza. La cena con i capi di Stato e di governo, senza Biden, si terrà questa sera nel castello Svevo della città pugliese.Costruito probabilmente per volere di Federico II all’epoca della Sesta crociata, fu sede del Governo quando, dopo l’Armistizio dell’8 settembre del 1943 e fino al febbraio del 1944, la capitale d’Italia fu trasferita a Brindisi, da dove fu dichiarata guerra alla Germania, ripristinata la libertà di stampa e vennero abolite le leggi razziali. Conosciuto anche come il Castello di Terra, situato a ridosso del centro storico, sulla sponda sud del porto interno della città, esistono ipotesi discordanti sulla fasi della sua realizzazione.

Alcuni autori ne fanno risalire la fondazione all’età bizantina o normanna, altri a Federico II.Ed è quest’ultima l’ipotesi più accreditata, intorno al 1227, negli anni in cui è attestata la presenza di Federico II di Svevia a Brindisi, tra il suo matrimonio con Jolanda di Brienne (1225) e la partenza della Sesta crociata (1228). Il castello, destinato in primo luogo ad ospitare la corte, fu costruito sulla costa probabilmente per un migliore controllo dell’arsenale e della flotta, ma la posizione ai margini dell’allora agglomerato urbano era strategica anche per dominare la città.

Il maniero è da considerarsi quindi come un’opera soprattutto di utilità politica con funzioni di praesidium militare. Nei registri angioini è riportato che Carlo I d’Angiò provvide al restauro del castello (sopraelevazione delle torri) e all’edificazione di un palazzo reale al suo interno (1272-1283), dando l’incarico di supervisore all’architetto Pierre d’Angicourt. Si deve invece a Ferdinando I di Napoli il primo ampliamento del maniero brindisino (seconda metà del XV secolo): la modifica, dettata dalle nuove esigenze belliche dovute all’adozione delle armi da fuoco, consistette nella costruzione di un’ulteriore cinta muraria, più bassa e più spessa della precedente, munita di torrioni bassi e circolari dotati di scarpa.Il precedente fossato venne coperto da volte e furono creati così nuovi ambienti, adatti ad ospitare i soldati, ma anche la popolazione in caso d’emergenza. Il castello si compone così di due parti visibilmente distinte.

Il nucleo interno più antico e l’antemurale aragonese si sviluppa attorno ad un cortile di forma trapezoidale, detto oggi Piazza d’Armi, circondato da un’alta muraglia munita di un mastio con funzione di entrata e sei torri, due di forma circolare tre a pianta quadrata e una pentagonale.Questo nucleo originario appartiene al periodo svevo.

La cortina più esterna è riferibile al XV-XVI secolo, con la presenza dei classici torrioni circolari tardo medievali e rinascimentali, muniti di artiglieria. Il castello costituisce quindi un esempio di architettura militare fra i meno indagati e conosciuti a causa della sostanziale inaccessibilità al pubblico, determinata dalle più recenti destinazioni d’uso: quella carceraria nel XIX secolo e quella di sede del Comando Marina militare dagli inizi del XX secolo sino ai giorni nostri. Ma al castello di Brindisi è legato uno snodo cruciale della storia italiana, quando la città pugliese per alcuni mesi fu capitale del Regno.Il 10 settembre del 1943 giunse nel porto di Brindisi la nave Baionetta dalla quale sbarcarono il re Vittorio Emanuele III, la regina Elena, il Principe Umberto, il maresciallo Pietro Badoglio, capo del Governo, e alcuni ministri, in fuga dai tedeschi che avevano occupato Roma. Per cinque mesi, fino all’11 febbraio 1944, all’interno del Castello Svevo e dell’Ammiragliato fu insediata la sede del Governo, da dove furono emanati provvedimenti di notevole importanza quali la dichiarazione di guerra alla Germania, l’abrogazione delle leggi razziali e il ripristino della libertà di stampa.

Il primo giornale a comparire fu “L’Italia del popolo” il 4 novembre 1943, seguito da “Civiltà proletaria”, “L’idea liberale”, “Il risveglio”, “La Rassegna”, “La Settimana”.Qui si trasferì anche parte del Comando alleato, mentre a Bari si riunirono per la prima volta i Comitati nazionali di liberazione. Re e Governo rimasero a Brindisi fino all’11 febbraio del 1944, quando si decise il trasferimento a Salerno della presidenza del Consiglio e del ministero dell’Interno, mentre i dicasteri militari rimasero nelle sedi di Lecce, Taranto e Bari.

Il sovrano e la corte si stabilirono a Ravello, lungo la costiera amalfitana. Dal 1971 invece a Brindisi ha sede la Brigata Marina San Marco.In un primo momento si avvalse unicamente del Castello Svevo come base principale, dove risiedono il Comando della Brigata con il rispettivo staff e il secondo Reggimento San Marco. Il legame tra la città pugliese e il Reparto è solido e si basa su una fitta rete di collaborazioni, non solo in ambito militare come Presidio militare, ma anche in ambito civile, sociale, filantropico, sanitario e religioso.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Codere, accordo con creditori per la ricapitalizzazione definitiva del gruppo

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(Adnkronos) – Il Gruppo Codere, multinazionale leader nel settore dell’intrattenimento e dei giochi, annuncia di avere compiuto un passo decisivo verso il suo consolidamento e la sua crescita con la firma di un accordo di ricapitalizzazione globale.Per effetto di questa operazione – si spiega in una nota – “il debito societario verrà ricomposto in un unico strumento per un ammontare di 128 milioni di euro, con una considerevole riduzione di oltre 1.200 milioni di euro.

Ciò consentirà al gruppo di ridurre significativamente il costo degli interessi, grazie alla notevole diminuzione dell’indebitamento e alle vantaggiose condizioni raggiunte”. Una volta conclusa l’operazione, la leva finanziaria di Codere sarà pari a circa 0,9 volte il suo EBITDA rettificato pre-FRS16 per l’anno fiscale 2023, “il che dimostra la fiducia dei suoi creditori e azionisti nel futuro del gruppo e consente all’organizzazione di concentrarsi sulla realizzazione del proprio piano strategico, sulla crescita e sulla generazione di valore a lungo termine”.La società riceverà liquidità aggiuntiva per un importo di 60 milioni di euro, di cui 20 milioni di euro previsti nel mese di luglio. L’operazione comporta il trasferimento della proprietà del gruppo operativo Codere ai suoi creditori e prestatori del nuovo finanziamento, ed è sostenuta da una maggioranza significativa degli attuali obbligazionisti e azionisti di Codere.

La società prevede che la ricapitalizzazione sarà completata entro la fine del terzo trimestre del 2024, una volta soddisfatti tutti i requisiti formali e procedurali consueti per questo tipo di operazioni. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Donna muore sbattuta da onde sugli scogli a Ladispoli: salva l’amica

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(Adnkronos) – Due donne sono state travolte dalle onde del mare e sbattute contro gli scogli.Una è morta.

E’ successo sulle spiaggia della Riserva naturale di Torre Flavia a Ladispoli.A intervenire gli agenti della Polizia locale di Roma.

Sono in corso in questi minuti tutti gli accertamenti del caso da parte della magistratura che verificherà l’esatta dinamica dell’incidente.Gli agenti Silvia Dentini, Simona Antinucci e Diego Galimberti, sono stati richiamati dalle urla di una persona e, trovandosi a pochi metri dal luogo dell’incidente, hanno tempestivamente attivato i soccorsi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, dermatologo Paro Vidolin: “Social utile per informazione a giovani e anziani”

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(Adnkronos) – “L’utilizzo dei canali social per la divulgazione medica e scientifica è sicuramente utile per i pazienti più giovani, che sono poi quelli che fruiscono maggiormente” di questi sistemi, ma è “improntate” anche “per le persone più anziane che” sempre più digitali, in questo modo, “non rimangono indietro”, ma restano aggiornate e informate in temi di salute.Del resto il canale social “può essere molto utile per” fornire consigli “di prevenzione” delle malattie e “per far conoscere in maniera immediata patologie che magari sono sconosciute”.

Così Andrea Paro Vidolin, responsabile Centro Fotodermatologia dell’ospedale Israelitico di Roma, all’Adnkronos, commenta il ruolo del medico, in particolare del dermatologo, sui social, anche come influencer. (Video) “Sicuramente negli ultimi anni il rapporto tra medico e paziente è molto cambiato” perché “non si sviluppa più solamente in ambulatorio, ma anche su web, nei canali social – continua Vidolin – Ritengo che questo sia sicuramente una cosa molto importante per quanto riguarda la divulgazione” di temi legati alla salute a una più vasta popolazione.Con i social, anche in base alla “mia esperienza – osserva il dermatologo – sicuramente si riesce a raggiungere i pazienti in maniera molto più veloce e ad eliminare anche quella barriera che a volte, in ambulatorio, c’è tra il medico e il paziente.

Naturalmente tutte queste” interazioni “devono essere fatte in maniera molto professionale, basate su pubblicazioni scientifiche e su articoli scientifici”, cosa poco utilizzata nei social.  Il medico specialista, su Instagram, Facebook o TikTok si trova però più vincolato, anche se più titolato, di altri influencer, nel dare consigli in questioni di salute. “Probabilmente le regole dell’informazione medica vanno assolutamente cambiate – afferma Vidolin – Noi dobbiamo rispettare, questo è giusto, un codice deontologico in ambulatorio, ma sui canali social, a volte, ci troviamo un pochino limitati.Probabilmente un codice deontologico più moderno e a passo con i tempi sarebbe sicuramente necessario per rinnovare questo rapporto con i pazienti”.

A volte “la risposta che dobbiamo dare sui social è quella di rivolgersi al proprio farmacista o al proprio medico di fiducia, ma” come specialisti, “forse, poter dare qualche indicazione su qualche terapia, magari su qualche dermocosmetico o su qualche farmaco più semplice, potrebbe essere utile – conclude – per aiutare i nostri pazienti”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)