Una della caratteristiche peculiari dell’ Assegno di invalidità è la possibilitĂ di incassarlo anche durante lo svolgimento dell’attivitĂ lavorativa.
Assegno di invalidità 2018: regole nuove, agevolazioni e chi può richiedere
Cambiano le regole sull’assegno di invaliditĂ e chi intende richiederlo in questo 2018, sia in forma totale o parziale, deve necessariamente sapere cosa cambia in termini di richiesta, agevolazioni e benefici. Tanto per fare l’esempio piĂą evidente, da quest’anno sono state innalzate le soglie di reddito che determinano l’ammontare della somma. Un punto fermo c’è giĂ ed è la destinazione dell’assegno staccato tutti i mesi dall’Inps. I beneficiari sono infatti chi è alle prese con una riduzione della capacitĂ lavorativa maggiore dei due terzi ovvero con capacitĂ lavorativa ridotta a meno di un terzo a causa di infermitĂ fisica o mentale. Elenchi alla mano, si tratta soprattutto degli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti, ma anche artigiani, commercianti e gestione separata. Tuttavia, in base alla cassa di riferimento, cambiano le norme. Meglio allora dare uno sguardo agli aggiornamenti delle regole.
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Requisiti, agevolazioni e benefici dell’assegno di invaliditĂ
Dal 2018 possono dunque ricevere l’assegno di invaliditĂ (dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda) coloro che hanno un’invaliditĂ accertata superiore ai due terzi. Ma se questo è il requisito di base, ce ne sono anche altri imprescindibili ovvero l’aver maturato almeno 5 anni di contributi e 3 anni di contributi nell’ultimo quinquennio. L’assegno ha validitĂ triennale, ma può essere rinnovato. Ma attenzione: dopo tre rinnovi consecutivi, l’assegno di invalidità è confermato automaticamente a meno di revisione.
Una della caratteristiche peculiari di questo strumento è la possibilitĂ di incassarlo anche durante lo svolgimento dell’attivitĂ lavorativa. L’importo è perciò compatibile con i redditi da lavoro. Al compimento dell’etĂ della pensione, l’assegno di invaliditĂ viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia. In ogni caso il beneficiario può chiedere la pensione di vecchiaia anticipata a 60 anni e 7 mesi di etĂ se l’invalidità è pari all’80% o di piĂą.
Calcolo e domanda
Uno dei passaggi piĂą spinosi è rappresentato dal calcolo perchĂ© determina l’ammontare dell’agevolazione. L’operazione non è però complicata perchĂ© ricalca quello della pensioni. In buona sostanza il conteggio è tutto con sistema contributivo per chi non ha versato contributi prima del 31 dicembre 1995; con il sistema retributivo (si tiene ciò conto dell’ammontare degli ultimi stipendi) sino al 31 dicembre 2011 e quindi con il contributivo per chi ha accumulato almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995; con il sistema retributivo sino al 31 dicembre 1995 e poi contributivo (sistema misto ovvero una quota è calcolata con il sistema retributivo e un’altra con il sistema contributivo) per chi ha versato meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
Può allora richiedere l’assegno chi, a causa di infermitĂ o difetto fisico o mentale, chi ha la capacitĂ lavorativa ridotta a meno di un terzo e ha maturato almeno 260 contributi settimanali di cui 156 nei cinque anni precedente la data di presentazione della domanda. Il diritto può essere perfezionato anche con contribuzione estera maturata in Paesi dell’Unione europea o in extracomunitari convenzionati con l’Italia. In questo caso, l’accertamento può essere effettuato con la totalizzazione internazionale dei periodi assicurativi italiani ed esteri. L’importo della pensione viene invece calcolato in proporzione ai contributi accreditati nell’assicurazione italiana, secondo il criterio del pro-rata che si applica alle prestazioni in regime internazionale.
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