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Castellammare di Stabia

Juve Stabia, la notte speciale di “Leone”: 45 minuti per contribuire a ribaltare il risultato di Empoli

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C’è chi ha bisogno di un’intera partita per lasciare il segno, chi necessita di lunghi minuti per carburare e trovare la posizione. E poi c’è chi, come Giuseppe Leone, impiega appena un tempo per cambiare la storia, il clima e il risultato.

In una sfida contro l’Empoli che per i primi 45 minuti sembrava stregata, bloccata su ritmi che non sorridevano alle Vespe, il centrocampista della Juve Stabia è salito in cattedra nella ripresa, trasformando una serata complicata in un’apoteosi gialloblù.

La svolta all’intervallo

Il primo tempo aveva raccontato di una Juve Stabia volenterosa ma contratta, incapace di trovare il varco giusto nella rocciosa difesa toscana e di non trovare il ritmo partita per opporsi agli avversari. Poi, la mossa che cambia tutto. Leone entra in campo all’inizio del secondo tempo con il piglio di chi sa di non poter fallire, di chi sente la responsabilità non come un peso, ma come un propulsore.

Da quel momento, la musica al “Castellani” cambia spartito. Non è stata solo una questione di muscoli o di freschezza atletica: Leone ha portato in dote pura qualità e una visione di gioco periferica che ha mandato in tilt il centrocampo dell’Empoli.

Il gol della riscossa

Non passa molto prima che la scossa diventi gol. L’azione che sblocca psicologicamente il match per i gialloblù, sotto di una rete (Lovato), è il manifesto della completezza del centrocampista: un inserimento perfetto a rimorchio su un’azione ubriacante di Cacciamani, con un tempismo da attaccante consumato che sorprende la retroguardia avversaria. Leone legge lo spazio, si butta dentro e lascia partire una conclusione chirurgica che trafigge il portiere toscano. È il gol della riscossa, quello che fa esplodere i cuori gialloblù e toglie il tappo alla partita per le Vespe che prendono fiducia e lasciano nella paura un Empoli che esce dalla partita.

L’assist al bacio per Carissoni

Ma un leader non si accontenta di segnare; un leader vuole chiudere i conti. Non pago della rete del pari, Leone si trasforma in rifinitore. Con l’Empoli sbilanciato alla ricerca del nuovo sorpasso, il centrocampista recupera palla e alza la testa: il lancio per Carissoni è un pennellata d’autore, un “pallone d’oro” che chiede solo di essere spinto in rete. Il compagno ringrazia, sigla il raddoppio e mette in ghiaccio i tre punti.

Numeri da leader

Se l’occhio vuole la sua parte, le statistiche confermano la sensazione di dominio. In soli 45 minuti, il tabellino di Leone è impressionante: Precisione passaggi vicina al 90%, recuperi palla fondamentali per spezzare le ripartenze toscane a cui si aggiungono gol e assist.

Ma al di là dei numeri, è l’atteggiamento ad aver impressionato. Quella capacità innata di dettare i tempi della manovra, di accelerare quando serve e di congelare il possesso nei momenti caldi. Se la Juve Stabia cercava un leader tecnico e carismatico in grado di ribaltare le gerarchie al Castellani, questa sera ha avuto la conferma che Leone è uno di questi. Mezza partita è bastata a Giuseppe Leone per ricordare a tutti che, quando lui accende la luce, le Vespe fanno paura.


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